Pasquale Laurito, di Lungro, decano della Stampa Parlamentare

Il giornalista calabrese Pasquale Laurito è il decano dell’Associazione Stampa Parlamentare. 92 anni portati con leggerezza e allegria, Laurito è l’inventore della Velina rossa, apprezzato foglio quotidiano d’informazione parlamentare. Un calabrese-arberëshe di cui andare orgogliosi. Ecco un ritratto a tutto tondo da parte di chi lo conosce bene.

di MARIO NANNI – ‘’Suaviter in modo, fortiter in re’’ ( per tradurre alla buona: garbatamente nei modi, tenacemente nella sostanza). Pasquale Laurito, che conosce bene il latino, che ha una profonda cultura classica, ed è capace di tradurre all’impronta un libro scritto nella lingua di Cicerone, saprà forse riconoscersi in questo ritratto ispirato al noto detto latino. E saprà certamente che viene citata come regola di condotta della Compagnia di Gesù. Poiché s’intende anche di storia religiosa.

Quante volte, lui nato a Lungro, in provincia di Cosenza, mi ha parlato delle tradizioni religiose del suo paese, sede dell’Eparchia bizantina, che raccoglie sotto la propria giurisdizione tutte le comunità albanesi continentali che hanno conservato il rito bizantino!

Chi ha avuto negli anni passati, e anche ora ha che fare con l’autore della quotidiana ‘’Velina rossa’’, riconoscerà a Pasquale alcuni tratti che lo contraddistinguono: il garbo, la dolcezza, l’urbanità e la signorilità dei modi; e la passione, la tenacia, finanche la forte ostinazione nel sostenere e difendere le sue idee. Con lui le dispute molto spesso si risolvono in una rassegnata quanto docile resa dell’interlocutore, alla fine anche piacevolmente ‘’stremato’’ dalla dovizia degli argomenti, dei riferimenti storici con nomi e date, sciorinati con naturalezza da Pasquale.

La sua velina – che egli detta a un volenteroso collaboratore durante l’ora di pranzo – oltre che per le sue analisi politiche, spesso colpisce per il ricorso frequente a veri e propri tormentoni polemici, in cui prende periodicamente di mira altissimi personaggi politici. Non lesinando anche colorite e pittoresche definizioni.  Colorite ma non volgari, e comunque puntualmente ancorate a ricordi storici, precedenti politici, raccontati da Pasquale con la sua nota generosità nel dispensare il suo sapere, con quel suo atteggiamento naturalmente dimesso e disarmante.

Senza ostentazione, quindi. L’essere schivo e modesto, è infatti un altro aspetto sorprendente della sua personalità. Nessuna spocchia intellettualistica, nessuna vanagloria culturale, ma semplicemente un suo spontaneo manifestarsi nelle occasioni che si presentano. Non ha mai parlato, per esempio, dei suoi giovanili trascorsi cinematografici, e in film non di registucoli ma di firme prestigiose: per esempio, Mauro Bolognini.

Avrei tanti aneddoti da raccontare ma mi limiterò ad alcuni. Un giorno, lavoravamo allo stesso tavolo nella sala stampa della Camera, mi presentai con un libro in francese che avevo appena acquistato: era un bella edizione in folio dei diari dei fratelli Goncourt, un affresco della Parigi salottiera del 1800, con i suoi personaggi e i suoi coloriti pettegolezzi. Appena Pasquale lo vide, mi chiese un attimo di consultarlo. In un minuto cercò e trovò un aneddoto (ora non ricordo quale) e mi mostrò la pagina; e poi me lo raccontò in italiano (evidentemente sapeva leggere anche il francese).

Quando chiedevano le ferie, i giornalisti dell’Ansa, come tutti del resto, dovevano compilare un modulo e indicare l’indirizzo della vacanza. Dovevano insomma dare la reperibilità in caso di emergenza. Allora non c’erano i telefoni cellulari. Cosa scrisse una volta Pasquale alla voce ‘’indirizzo’’? ‘’Mare Nostrum’’. Non era una bravata, non era uno sfottò. Pasquale passava le ferie in barca, nel mar Mediterraneo!

Una sera venne a trovarmi in sala stampa una direttrice d’orchestra (sono pochissime in Italia); sapendo che Pasquale era non solo amante dell’opera ma un vero e proprio intenditore, lo presentai alla signora. Si misero a conversare su Puccini, e cominciarono a disputare amabilmente su un punto: l’ampiezza e il tipo di ‘’concertato’’ nella Tosca. Laurito dissentiva dalla signora, ma con garbo, con quel suo tipico sorriso di chi pare voglia dire: vorrei tanto darti ragione, ma non posso.

Sapeva bene che io avevo un fratello direttore del teatro dell’Opera di Roma, ma la sua riservatezza e ritrosia lo hanno sempre dissuaso dal chiedermi di procurargli qualche biglietto. Eppure tra noi c’era molta confidenza. Ma lui non lo ha mai fatto, aveva il suo abbonamento.

Ho avuto Pasquale tra i redattori nella redazione politica e parlamentare. Un soldato semplice, senza gradi, ma che soldato! Lui seguiva il Pci, era l’informatore e il punto di riferimento anche per i colleghi della carta stampata. Tornava dai comitati centrali con una massa di appunti. Non ha mai amato la macchina per scrivere, men che meno il computer. Personalmente non l’ho mai visto ticchettare sui tasti. Le riunioni del Comitato centrale, si sa, duravano molte ore, a volte tutta la giornata, salvo breve intervallo. E bisognava fare i resoconti del CC, dei discorsi di Berlinguer, Pajetta, Amendola, Ingrao, Natta, Chiaromonte, Occhetto, poi D’Alema, Veltroni. Le agenzie, e ancor di più l’ANSA quale Numero Uno, riservava ovviamente a queste riunioni molti ‘’lanci’’.

Come si muoveva Pasquale? Scriveva i pezzi? Metteva sul tavolo fogli sparsi. Di solito si preparava scrivendo con la penna un breve attacco, quattro o cinque righe, perlopiù un virgolettato seguito da: ‘’lo ha affermato il segretario durante i lavori del Comitato Centrale’’. Ma spesso, quando era alla quinta riga, diceva al dimafonista (che raccoglieva e trascriveva via telefono gli articoli dettati dai giornalisti): no, non mi piace, cancella, ricominciamo da capo. Come tutti gli uomini di cultura, Pasquale è un perfezionista. Ma il perfezionismo, per un giornalista d’agenzia che deve scrivere sotto l’incalzare dei minuti e talvolta dei secondi, può essere una delizia ma più spesso si rivela una croce.

Pasquale è stato sempre molto amato, e anche i dimafonisti lo stimavano e gli erano affezionati. E quindi portavano pazienza. Ma una volta il capo dei dimafonisti mi fece riservatamente una telefonata garbata e un po’ apprensiva: in sostanza mi pregò di sollecitare Pasquale a mettere per iscritto una parte più lunga, e non solo poche righe dell’intero resoconto, prima di mettersi a dettare a braccio. Ma da dove nasceva il problema? Dal fatto che, fino all’avvento dei computer, tutti i giornalisti di solito dettavano a braccio la notizia. Alcuni anche il servizio. I dimafonisti erano pochi, quindi si creava la fila, e il tempo che si prendeva Pasquale finiva con il rallentare tutto il lavoro dell’ufficio dimafoni. Questo episodio, che dà un’idea di com’erano i mezzi di trasmissione solo pochi decenni or sono, lo racconto per la prima volta né ho mai riferito a Pasquale quella telefonata. Mi bastò, per risolvere in gran parte il problema, consigliargli bonariamente di scrivere testi più lunghi prima di dettare a braccio. E lui acconsentì.

Del resto, è stato un redattore disciplinatissimo e molto collaborativo, non trovava disagevole avere per capo redattore un collega di qualche lustro più giovane di lui. Con Pasquale si è lavorato con molto piacere. E con quanti successi! Quante volte accorreva dal Transatlantico e mi diceva: manda qualcuno, c’è Craxi che parla con i giornalisti, c’è D’Alema che sta facendo una dichiarazione. Oppure era lui stesso a portarci dichiarazioni, notizie, indiscrezioni che aveva raccolto, in quel luogo che viene chiamato dei ‘’Passi perduti’’, dove i giornalisti parlamentari perdevano forse i passi ma non il tempo: qualcosa, come avviene a pesca, sempre si riusciva a raccogliere.

Quando è arrivato il tempo della pensione, chiesi e ottenni senza problemi dal Direttore (Bruno Caselli era subentrato al professor Sergio Lepri, lo storico direttore che ha fatto grande l’ANSA, e che con giovanile entusiasmo continua a dispensare dal suo sito perle di esperienza e di insegnamenti professionali a varie generazioni di giornalisti) che Pasquale restasse nella famiglia della redazione politico-parlamentare. Come informatore, come antenna nel campo politico.

E da questa sua collaborazione di informatore, scaturì un altro episodio, l’ultimo che mi accingo a raccontare. Un giorno, mi pare fossimo nell’imminenza delle elezioni del 1996, Pasquale mi diede una ‘’dritta’’ che io passai alla redazione di Palermo tramite l’Ufficio centrale dell’Ansa. L’indiscrezione aveva che fare con le dichiarazioni di un pentito che aveva parlato di Dell’Utri e Berlusconi. La redazione di Palermo scrisse una notizia in forma dubitativa, condita di condizionali. Ma ciò bastò al Ros (raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri) per indagare; chiamò l’Ansa, domandò come fosse nata la notizia, il vice direttore (pace all’anima sua) si lavò le mani e indicò me come il punto di partenza. Fui convocato in via Salaria, dov’era la sede del Ros, e dove mi aspettava un capitano dei Carabinieri che aveva all’apparenza modi e aspetto di diplomatico.

Mi accolse infatti con molta cordialità. Poi, alternando toni melliflui a lusinghe e accenti vagamente intimidatori, mi fece praticamente un interrogatorio da inquisitore come in un romanzo di Dostoevskij : un paio d’ore, intervallate da osservazioni compiaciute sulla’’ musicalità della cadenza salentina’’ e da un caffè al bar ; e in mezzo la domanda ritornello: chi le ha dato la soffiata?

Io non rivelai naturalmente la fonte, nonostante l’insistenza del capitano. A parte l’ovvio vincolo deontologico: se avessi fatto il nome di Pasquale, e fosse stato convocato, oltre a fargli una mascalzonata, gli avrei procurato – conoscendo il suo animo delicato e anche un po’ apprensivo– un grande imbarazzo. E forse si sarebbe sentito tradito e deluso. E ne avrebbe avuto tutte le ragioni. Neanche di questo ho fatto mai parola a lui; il non parlargliene per me era anche un modo di mostrargli affetto. Un affetto per la verità ricambiato negli anni e ancora oggi calorosamente presente tutte le volte che ci reincontriamo a Montecitorio. (mn)

Milly Tucci, grande manager, dalla Calabria International Visitor negli Stati Uniti

Filomena Tucci, più conosciuta come Milly, è una giovane manager di successo, nonché autrice di saggi e organizzatrice di eventi che valorizzano le risorse calabresi e femminili. In questi giorni è negli Stati Uniti per l’International Visitor Leadership program, una grande opportunità per conoscere e farsi conoscere.

Milly Tucci
Milly Tucci

L’IVLP è un programma nato nel 1940 per “promuovere una migliore comprensione degli Stati Uniti in altri paesi e aumentare la comprensione reciproca tra il popolo degli Stati Uniti e il popolo di altri paesi”.
L’intuizione del Dipartimento di Stato americano è da anni, mediante la partecipazione all’IVLP, quella di offrire a leader internazionali attuali ed emergenti di vari settori dall’impresa, ai media, dall’arte, alla politica l’opportunità di sperimentare la ricchezza e la diversità della vita politica, economica, sociale e culturale ‘a stelle e strisce’ attraverso scambi progettati nel dettaglio che riflettono gli interessi politici dei partecipanti e gli obiettivi di diplomazia del governo degli Stati Uniti. Una diplomazia “from people to people” capace di costruire una rete di contatti e un dialogo schietto e senza filtri nei rapporti transatlantici. In passato vi hanno partecipato tra gli altri: Tony Blair, Nicolas Sarkozy, Giovanni Falcone, Sergio Mattarella e molti altri. Un viaggio attraverso l’America delle istituzioni di Washington Dc passando per Boston, Seattle, Texas. 

Milly rappresenta la Calabria migliore, quella che sa farsi valere e apprezzare. «Tre – ha detto – sono le mie tre sfide per questa missione prestigiosa! Cambiare la percezione dell’immagine del Sud. Connettere centri di innovazione italiani con Usa e con altri innovation hub del mondo. Attrarre investitori nel Sud Italia!»

Armando Grillo, di Vibo Valentia, fotografo di moda per Vogue

Passione, competenza e creatività: le doti che lo hanno portato sempre più in alto: il vibonese Armando Grillo è entrato a far parte del gruppo dei fotografi di moda di Vogue, tra la più prestigiose riviste fashion del mondo.

Maison Dior
L’invito riservato di Dior per Armando Grillo

39 anni, Armando Grillo ha saputo conquistare un ruolo di primo piano  nella fotografia di moda: una passione tramandata dal padre Franco e condivisa col fratello Vincenzo, anche lui fotografo di moda. La famiglia Grillo ha uno studio fotografico in pieno centro a Vibo, ma la corsa al successo (meritato) e la ricerca di affermazioni professionali ha spinto di due fratelli a mostrare quanto valgono. Così, da oltre dieci anni i due fratelli Grillo non mancano alle più importanti sfilate di moda nelle passerelle di tutto il mondo: Parigi, Milano, Londra e, naturalmente, New York. Uno stile e una tecnica che rendono ogni immagine uno scatto unico, meritevole di copertine e pagine delle più qualificate riviste internazionali di moda, nonché dell’attenzione della Maison che fanno grande la moda e ci tengono ad avere Armando alle loro sfilate. Un traguardo, sulle pagine di Vogue, raggiunto con determinazione e orgoglio, ma sempre con la Calabria nel cuore. (rrm)

Pasquale Amato, con Nosside l’impegno per le minoranze linguistiche

È appena rientrato da Cuba, dove a La Avana ha tenuto una serie di conferenze sul Premio Nosside, orgoglio della Calabria, e le minoranze linguistiche che da oltre trent’anni sono al centro delle iniziative del prestigioso premio di poesia mondiale. Il prof. Pasquale Amato del Premio Nosside è il presidente e fondatore e da 33 anni porta il nome di Reggio in ogni parte del mondo, coinvolgendo soprattutto poeti delle minoranze linguistiche. A Cuba, Amato ha tenuto anche una conferenza in spagnolo su La centralidad mundial de la Habana en la América Hispánica del siglo ‘700  nel 500° anniversario della fondazione della Città. L’evento si è tenuto nel corso della XXVIII Fiera del Libro di Cuba.

Docente all’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio il prof. Amato è uno storico di grande spessore e ha dedicato tutta la vita alla salvaguardia di tradizioni e della memoria storica della città di Reggio. Encomiabile il suo impegno per sostenere la “regginità” dell’agrume principe della Calabria che va sempre indicato come “bergamotto di Reggio Calabria” e, col Premio Nosside, a valorizzare gli autori delle lingue minori.

A Cuba ha portato un po’ di Calabria e della sua cultura, annunciando, tra l’altro, l’imminente pubblicazione dell’antologia Nosside 2019 (Media&Books edizioni) che raccoglie le liriche dei premiati dell’edizione 2017-2018.  (rrm)

Valeria Fortuna, 27 anni di Pizzo. Premiata alla Camera con altri tre laureati calabresi

Ha solo 27 anni e si è laureata a Messina nella magistrale di Consulenza e professione. Valeria Fortuna, giovane promessa calabrese di Pizzo, ha ricevuto alla Camera dei Deputati il prestigioso riconoscimento della Fondazione Italia-Usa, in collaborazione con il Centro Studi Comunicare l’impresa, che la qualifica presso la fondazione e le permetterà di seguire gratuitamente il Master di Marketing, Comunicazione e Made in Italy. Un premio riservato ai neolaureati (Valeria ha conseguito il titolo col massimo dei voti) che si sono distinti nel corso degli studi universitari. La provincia di Vibo Valentia può vantare altri due neolaureati che hanno ricevuto il medesimo riconoscimento: Domenico De Nisi, 26 anni, di Filadelfia, laureatosi in Economia Aziendale e Management all’Unical e Simone Giuseppe Ceravolo, 23 anni di Soriano, anch’egli laureato all’Unical in Economia Aziendale, e lo stesso attestato è stato assegnato a un terzo calabrese, Antonio Virardi, 24 anni, di Rossano, laureatosi in Economia Aziendale all’Unical con 110 e lode

Antonio Virardi, Domenico De Nisi e Simone GIuseppe Ceravolo
Antonio Virardi, Domenico De Nisi e Simone GIuseppe Ceravolo

Tre giovani che si faranno valere e di cui la Calabria, sin d’ora , può essere orgogliosa. L’Amministrazione comunale di Pizzo, attraverso la delegata alle Politiche Giovanili Sharon Fanello ha voluto esprimere il proprio compiacimento e il meritato plauso alla giovane napitina: «Vogliamo complimentarci con Valeria pe rl’importante riconoscimento ottenuto. Questi traguardi sono segnali importanti per tutta la città perché valorizzano e portano agli onori della cronaca le eccellenze che qui vivono e che con impegno studiano e si affermano. Speriamo che Valeria, insieme agli altri ragazzi e ragazze dalla carriera accademica brillante, possano contribuire alla crescita collettiva della nostra comunità».

Felice Citriniti, medico, “eroe” e cavaliere

È l’unico pediatra diabetologo all’Ospedale Pugliese di Catanzaro: Felice Citriniti è un medico di cui la Calabria può andare largamente orgogliosa e non solo per la competenza e la devozione dedicata ai suoi oltre 140 piccoli assistiti, ma anche perché lo scorso luglio ha salvato da morte certa una signora inglese che stava annegando nel mare di Copanello. Accortosi della gravissima situazione in cui la bagnante era precipitata, si è prodigato – insieme con la moglie – a un massaggio cardiaco di 20 minuti, finché il polso non ha ripreso a battere e la donna ha potuto espellere l’acqua ingerita. Con un defibrillatore la donna, Marissa, madre di tre bambini, è stata stabilizzata e quindi portata con l’elisoccorso al policlinico universitario di Germaneto, riuscendo a salvarsi.

Il medico è stato ringraziato dall’Ambasciata britannica e di lui si sono occupati anche alcuni giornali inglesi come il Times e The Sun. E non è la prima volta che il dott. Citriniti salva vite umane: basti pensare ai tanti bambini giunti in crisi diabetica in ospedale e prontamente assistiti e riportati in condizioni normali, sfuggendo a morte certa. Così l’Associazione giovani Diabetici di Catanzaro lo considera un personaggio che la Calabria dovrebbe onorare e valorizzare.

 

Ci ha pensato, intanto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: lo ha nominato Cavaliere, per la sua azione di salvataggio e per la abnegazione sul lavoro coi bambini. Un diploma quanto mai appropriato a chi riesce a donare ottimismo e speranza a chi soffre. Grazie, dottore. La Calabria è davvero orgogliosa di persone come lei. (rcz)

Alfonso Samengo vicedirettore di Rai Parlamento

Soddisfazione in Calabria per la nomina a vicedirettore di Rai-Parlamento del giornalista cosentino Alfonso Samengo, già capo della redazione del TGR di Rai-Cosenza.

Il Presidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha fatto pervenire al giornalista un telegramma di felicitazioni. «Desidero formularle – ha scritto il presidente Irto – il mio augurio personale e quello dell’assemblea legislativa calabrese per la sua conferma a vicedirettore di Rai parlamento. Scelta che, nel solco del percorso tracciato in questi anni dalle sue riconosciute doti umane e professionali, premia l’impegno rivolto alla ricerca di una informazione di qualità che esprime appieno la funzione spettante al servizio pubblico. Tale risultato è da noi accolto con gioia e soddisfazione quale ulteriore affermazione del valore dei calabresi impegnati come lei ai massimi livelli, ai vertici del mondo dell’informazione».

“Io sono Mia”: il film sull’indimenticabile Mimì

Io sono Mia: musica e cinema si intrecciano regalando al pubblico e a tutti i calabresi il ricordo e l’emozione di una delle voci femminili più care, non solo alla nostra terra, ma all’intero paese. Mia Martini, da tutti conosciuta teneramente come Mimì, è interpretata dall’attrice napoletana Serena Rossi. Il film  è da oggi per pochi giorni al cinema, prima di arrivare sul piccolo schermo.

Prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, diretto da Riccardo Donna e scritto da Monica Rametta, il film resterà nelle sale italiane solo per tre giorni: oggi, domani e il 16 gennaio, distribuito da Nexo Digital, per andare poi in onda a febbraio su Rai1 e on line su RaiPlay.

Il film ripercorre i ricordi più intimi dell’artista, dalla sua infanzia fino alle grandi tappe della sua carriera, le false accuse che si legheranno a doppio filo alla sua immagine, rubando tal volta la scena alla sua immensa bravura. Un talento impareggiabile che fa ancora battere il cuore al solo udire, a distanza di tempo, le sue interpretazioni e il suo unico cantautorato.

Ineguagliabile Mimì: la sua perdita improvvisa ha creato un vuoto nel panorama musicale italiano, una mancanza palpabile impossibile da colmare, il ricordo di una donna dolce e ribelle che ha fatto delle sue fragilità, delle sue emozioni e del suo amore, un corollario di note e vocalità dal fascino eterno. (mda)

L’addio ad Antonio Megalizzi, oggi lutto cittadino a Reggio

20 dicembre 2018 – Nel pomeriggio, alle 14.30, sarà officiato a Trento il funerale del giovane Antonio Megalizzi, il reporter di origini reggine, ucciso a Strasburgo dall’odio islamico. Il Sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà ha proclamato per oggi una giornata di lutto per la Città di Reggio Calabria.

L’ordinanza firmata dal primo Cittadino, dispone l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali. Negli uffici sarà inoltre osservato un minuto di silenzio alle ore 14.30, in occasione dell’inizio delle esequie che si svolgeranno presso la Chiesa di Cristo Re a Trento.

Il Sindaco ha inoltre invitato gli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio cittadino ad osservare un minuto di silenzio nella mattinata di domani, per commemorare il ricordo di Antonio Megalizzi.

I cittadini, le Istituzioni, le organizzazioni sociali, culturali, produttive ed i titolari di attività private di ogni genere sono invitati a manifestare il proprio cordoglio nelle forme ritenute opportune, anche prevedendo la sospensione delle rispettive attività, con esclusione dei servizi indispensabili ed obbligatori, durante il corso della cerimonia funebre, fra le 14:30 e le 16:00 di oggi.

Le luminarie natalizie presenti sul territorio comunale per la giornata di domani saranno spente, ad esclusione dell’albero di Natale posizionato al centro di piazza Duomo, di fronte la Cattedrale cittadina, dove il sindaco Falcomatà, gli assessori e i consiglieri comunali si ritroveranno in un momento di raccoglimento a partire dalle ore 15:00 per ricordare il giovane Antonio ed esprimere la loro solidarietà nei confronti della sua famiglia e di tutte le altre vittime del terrorismo.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare la propria testimonianza di vicinanza e solidarietà, portando in piazza Duomo una candela o un fiore, simboli di pace e di speranza, da deporre intorno all’albero di luce, dove saranno posizionate dodici fiaccole a rappresentare le stelle della bandiera europea. (rrc)

Anche per gli Oscar europei il reggino Marcello Fonte è il miglior attore

16 dicembre 2018 – Ancora un premio – meritatissimo – per Marcello Fonte, l’attore reggino Palma d’oro a Cannes col film Dogman di Matteo Garrone: ieri sera ha conquistato l’ oscar europeo (European Film Academy, EFA) a Siviglia come miglior attore, sempre per il film di Garrone, che peraltro rappresenterà l’Italia agli Oscar del prossimo anno. (C’è da farci, naturalmente un pensierino…)

Marcello Fonte a Siviglia, con la giacca ricoperta di pins colorate

Fonte, col suo affascinante candore di sempre, ha ringraziato, emozionatissimo: «Non me lo aspettavo, lo dedico a tutti quelli che lavorano. C’erano tanti più bravi di me, veramente. Sono onorato. Ci sono tantissimi grandi».

Marcello si è presentato con un abito da sera in velluto nero, con molte pins coloratissime: nelle spille farfalle, fiori, cuori trafitti e una corona (che non guasta mai). La notorietà non gli ha dato alla testa: il successo premia una vita di sacrifici, caratterizzata da una grande voglia di riscatto. Da calabrese autentico. (rrm)