TROPEA (VV) – Arie per baritono ad Armonie Magna Graecia

Repertorio per canto e pianoforte, sarà il talento del baritono norvegese Mattis Holthe Møll Austrheim, accompagnato dalla pianista salernitana Ida Visconti, il protagonista del nuovo appuntamento della stagione concertistica Armonie della Magna Graecia.

Dopo il successo riscosso dal Duo pianistico a quattro mani composto dai pianisti Massimo Trotta e Lucio Grimaldi e dal loro affascinante Viaggio con Rossini, l’appuntamento con la musica di qualità proseguirà domani, mercoledì 11 sempre all’Auditorium Santa Chiara, in Largo Ruffa.

Austhrheim e Visconti eseguiranno le più celebri composizioni di Franz Schubert (Improvviso op. 90 n.3, Gute Nacht, Der Atlas, Am Feierabend, Der tod und das Mädchen, Ständchen, Erlkönig) ed Edward Grieg (Da Pezzi lirici op.12: Arietta, Vals, Vektersang Guten op 33, n.1 Jeg lever et Liv i Længsel, op.70 n.2 Dereinst, Gedanke mein op.48 n.2.

Domenica 15 ottobre quartetto d’archi dei Berliner philarmoniker. I Maestri Dorian Xhoxhi (Violino I), Helena Madoka Berg (Violino II), Naoko Shimizu (Viola), Christopher Hesch (Violoncello) saranno accompagnati al pianoforte dal direttore artistico di Armonie della Magna Graecia Emilio Aversano.

Sabato 21 per la sezione Serate Musicali di violino e pianoforte Palazzo Santa Chiara ospiterà le performance di Lodovico e Nicolò Parravicini. (rvv)

VIBO – Al Sistema Bibliotecario si inaugura la nuova Sala Bimbi

Venerdì 13 ottobre, a Vibo Valentia, alle 16.30, al Sistema Bibliotecario Vibonese, sarà inaugurata la nuova Sala Bimbi, rinnovata con nuovi tavolini donati dal Rotary Club Vibo Valentia.

«Questo atto di generosità – si legge in una nota – da parte dell’organizzazione no profit è un gesto fondamentale che va nella direzione di promuovere la cultura tra i più piccoli della nostra comunità».

Per l’occasione, infatti, saranno presenti i rappresentanti istituzionali del Rotary, il presidente del Sistema Bibliotecario, Fabio Signoretta e la direttrice Alice Drago.

Durante l’evento, i bambini avranno l’opportunità di partecipare a stimolanti attività didattiche come letture ad alta voce e laboratori creativi. L’inaugurazione ufficiale sarà segnata dal taglio del nastro e da un discorso di augurio per le nuove attività, sottolineando l’importanza dell’educazione e della cultura nella nostra comunità.

«La Sala Bimbi diventerà ancor di più un luogo accogliente per la lettura e l’apprendimento – conclude la nota del Sistema Bibliotecario – e questa inaugurazione segna un passo significativo in questa direzione». (rvv)

TROPEA (VV) – Arriva il Cose belle festival, il tema sarà la gentilezza

4 mostre d’illustrazione per un totale di 150 opere, 4 tavoli creativi per giovani ed adulti e 3 destinati ai più piccoli, 2 workshop dedicati alla comunicazione delle bellezze dei borghi di Calabria, 3 performance di musica elettronica e arte digitale, 3 digital live painting, una market dedicato a prodotti unici di illustratori e illustratrici, 1 concerto, 3 feste e aperiBelli. Sono, questi, i numeri della 7ª edizione del Cose Belle Festival, contenitore ed evento culturale dedicato a creatività, illustrazione e design che approderà a Tropea nel week end da venerdì 20 a domenica 22 ottobre. Il tema è la Gentilezza

Il Festival sarà inaugurato venerdì 20 alle ore 10 a Palazzo Santa Chiara con il simbolico taglio del nastro e l’apertura delle 4 mostre d’illustrazione: Calabria illustrata, Tropea illustrata, Gentilezza, The Calabreser.

Da questo momento in poi designer, illustratori e illustratrici esporranno e venderanno le proprie creazioni originali all’interno del Cose Belle Market. Tra i diversi momenti anche il Digital live painting, l’esibizione di illustrazione dal vivo.

Il Festival sarà ospitato nel meraviglioso Palazzo Santa Chiara, e svariate attività avranno come palcoscenico la piazzetta della Balconata panoramica e Largo Ruffa.

Nato nel 2017 a Cosenza, ideato e organizzato dall’associazione Interazioni Creative, Cose Belle celebra creatività, illustrazione e design, si esprime in un Concorso per illustratori, un Festival e una Residenza d’Artista. Per la prima volta si sposta in una nuova destinazione.

Comunicare un borgo della Calabria grazie a cultura, creatività e design. È, questo, il tema dell’incontro al quale parteciperanno alle ore 10,30 il sindaco Giovanni Macrì e l’assessore Greta Trecate, il Presidente dell’Associazione Albergatori Tropea (Asalt) Massimo Vasinton, Emilio Salvatore Leo, Designer dello storico Lanificio Leo e l’Art director di Cose Belle Festival Deborah De Rose.

Comunicare la Calabria con unicità e passione: è possibile! È, questo, il focus in programma per sabato 21 sul quale si confronteranno Giuseppe Talarico di The Calabreser, Federico Falvo, Igers Calabria e Catanzaro; Borzac, Igers Reggio Calabria e Igers Italia; Franz Tropea, Content creator; Giuseppe Scuticchio, Content creator; Deborah De Rose, Calabria illustrata. (rvv)

TROPEA (VV) – Tanti i turisti dal Giappone che arrivano per visitare il Sud Italia

«Non si tratta di numeri che possiamo ancora definire significativi, ma la presenza, sempre più crescente, di gruppi provenienti dal Giappone, rappresenta un indicatore importante sul quale continuiamo a prestare massima attenzione. Senza sbilanciarci, la curva di crescita di questo trend è la stessa che ha seguito il target statunitense, oggi sicuramente il più importante tra quelli stranieri a Tropea».

È quanto dichiara il sindaco Giovanni Macrì che solo in questa ultima settimana ha accolto a Palazzo di città ed accompagnato in visita nel salotto diffuso due gruppi di visitatori provenienti dal Paese del Sol Levante.

«Indipendenti tra di loro ma con alcuni aspetti comuni. Entrambi, come spesso succede – fa sapere il primo cittadino – hanno scelto Tropea come destinazione base per spostarsi non solo nel territorio della Costa degli Dei o in Calabria, ma anche nelle altre regioni del Sud come per esempio Napoli, dimostrando che anche il cliché del gap infrastrutturale per questo tipo di turismo, culturale ed esperenziale, viene ampiamente superato».

«L’altra similitudine – continua – è che entrambi i gruppi hanno ritenuto di dover andare a salutare il Sindaco e complimentarsi per l’impegno investito anche in Giappone dove per Tropea l’interesse, soprattutto a seguito del viaggio istituzionale di qualche mese fa e che, come si vede, comincia a portare i suoi frutti».

Tropea è su Transit, la rivista di viaggi giapponese monografica che ogni mese dedica uno speciale ad un territorio nel mondo. La lente del numero di autunno, il numero 61, si è posata sulle città d’arte e sulle diverse destinazioni del Belpaese, catturando immagini e suggestioni anche di Tropea. (rvv)

TROPEA (VV) – Materia festival, trionfa la creatività del design

L’ottava edizione del Materia Design Festival, ideato e organizzato da Officine Ad degli architetti Domenico Garofalo e Giuseppe Anania, svoltasi dal 27 al 30 settembre a Tropea, si è confermata un successo, destando notevole attenzione e interesse.

Dai talk internazionali a Palazzo Santa Chiara, alle esposizioni dei designer che hanno partecipato alla call “Materia in vacanza” nel resort Villa Paola, dalle visite degli studenti degli istituti scolastici ai momenti di confronto e approfondimento tra creativi. Inoltre, tutti pazzi per la “Tropeana”, con la corsa allo scatto, soprattutto da parte dei tanti turisti presenti nell’incantevole borgo calabrese, davanti alla gigante e suggestiva installazione presente nel Belvedere di Piazza del Cannone e firmata dal direttore artistico di Materia, Antonio Aricò.

Grande partecipazione per gli incontri con Birgit Lohmann, co-fondatrice di Designboom, tra i più famosi magazine web dedicati all’architettura e al design, nonché curatrice di mostre internazionali; Laura Traldi, giornalista che dirige il sito Interni Magazine, il portale del design e del Made in Italy, curatrice di pubblicazioni e mostre e fondatrice del magazine DesignAtLarge; la designer marsigliese Emma Bruschi, apprezzata per porre al centro del suo lavoro la sperimentazione materica e l’artigianato, e la designer londinese Bethan Laura Wood, molto conosciuta per le sue creazioni e installazioni.

Nella serata conclusiva sono stati svelati i nomi dei vincitori della Call. Ad aggiudicarsi il Premio “Guglielmo Papaleo” messo a disposizione dalla Guglielmo spa sono stati: Danae Dasyra e Joe Bradford com Cobraily (primo posto); Laruffa/Rovere con La Pietra e la Luce e i Sapiens Design con Pirò (secondo posto ex aequo). Menzione speciale “Sergio Mirante” per Michela Amerato con Musulù.

Molto soddisfatti gli organizzatori, Domenico Garofalo e Giuseppe Anania: «Materia è un festival nato per stimolare la creatività e l’artigianato della Calabria attraverso collaborazioni con i designer, portando allo sviluppo di una rete che coinvolge operatori, imprese e istituzioni, generando un importante indotto-ricaduta sull’area Mediterranea. La chiave di questa edizione, legata al turismo e al viaggio, ha creato una narrazione molto stimolante e coinvolgente. Abbiamo avuto tantissimi visitatori. Ringraziamo la Regione Calabria, il Comune di Tropea, tutti i partner istituzionali, commerciali e sociali, gli ospiti che sono giunti da luoghi lontani e i designer che hanno partecipato alla call, il direttore artistico Aricò e tutto il nostro team. Continueremo con passione e dedizione a lavorare a questo nostro progetto, con la forte volontà e l’orgoglio di poterlo fare nella nostra Terra, la Calabria». (rvv)

A Mileto si presenta il libro “Il disegno celeste” di Vincenzo Varone

di PINO CINQUEGRANASarà presentato, venerdì 6 ottobre a Mileto, presso la sala consiliare del comune alle ore 18, il libro Il disegno celeste del giornalista Vincenzo Varone. Questo importante appuntamento che nasce dall’ennesimo lavoro dell’amico e collega giornalista Vincenzo Varone, figura di primo piano del mondo della comunicazione televisiva, radiofonica e della carta stampata.

Una figura privilegiata che negli anni lo hanno vistino vicino alla famiglia di Natuzza, il suo rapporto con uno dei figli – compagno di studi – gli ha permesso più volte di incontrarla, parlare con lei, mangiare in casa sua, vivere una dimensione metafisica, straordinaria, ma allo stesso tempo legata a pregiudizi non sempre facili da sopportare, basta pensare alla vita nelle nostre comunità ancora oggi accartocciate in pettegolezzi che rendono torbide persino i rapporti tra compaesani.

La storia di Natuzza si innesta in tutto questo vociare, giudicare in modo malsano, stravolgere narrazioni che come dice un nostro proverbio: cu’ cunta menti a junta, e intanto si viene infangati, accusati, additati perché dall’altra parte povertà, miseria, fame, mancanza persino di un padre rendo la sua famiglia vista come “altra”, che vive ai margini di una società che vive di privilegi e continua a cercarne perché ci si senti diversi. Tutto questo Varone ce lo presenta già nelle prime pagine presentandoci il luogo dove questa storia di fede, carica di trascendenziale, si svolge: «… Paravati, un paese del Vibonese, tra l’altopiano del Poro e il fiume Mesima, circondato da uliveti secolari, oleandri, fichi d’india e pergolati di uva fragola, e sul cui cielo volteggia la grazia del divino…».

Una premessa che fa percepire da subito l’essenza stessa della gente: contadina, raccoglitrici di ulive e allo stesso tempo terra del conforto dove un fiume di persone solo per averne sentito parlare vengono a cercala, in questa parte del mondo da ogni dove …. Perché Dio parla attraverso la voce degli umili…sembra rivedere i fatti di Fatima. Il paranormale diventa sempre più convincimento di privilegio plasmato ad immagine di Gesù  e della Madonna con i quali Natuzza interloquisce spesso.

Un privilegio che non tiene per sé, sa che la Chiesa è l’organo ufficiale dove trovare la giusta interpretazione, si confida con il suo parroco. Vincenzo ci prende per mano e ci trascina dentro un volume con linguaggi morbidi, non ricercati poiché l’obiettivo è quello di farci Conoscere questa figura prescelta da Gesù sin da quando era nel grembo materno.

Questa dolce creatura ha il suo angelo custode, tutti abbiamo un angelo custode, che le suggerisce cosa dire. Sempre più affascinato di questa persona Vincenzo ce la presenta subito come: un dono di Dio  per indicare al mondo la via della salvezza.

Lei si concede da subito, anima e corpo a Gesù e in lui vuole vivere una sofferenza espiatrice come dirà a Padre René Laurentin, storico indiscusso dei fatti di Loudes di cui fa riferimento nel suo volume don Pasquale Barone in cui lo stesso Varone attinge per il suo studio. Più avanti ecco l’affermazione di don Ignazio Schinella, venuto a mancare nel 2017, “Natuzza è l’iperbole del Vangelo”.

Su Natuzza hanno scritto storici, giornalisti, antropologi, ricercatori universitari, medici…pagine e pagine di inchiostro per raccontare una storia resa ancora più viva nell’incarnazione della passione di Cristo i cui segni della via crucis segnavano il corpo misterico di Natuzza che sentiva nelle sue carne i chiodi della passione che hanno trafitto le mani e i piedi di Cristo, le sue ginocchia sanguinanti in ricordo delle cadute lungo il cammino verso il Golgota, fino al costato infilzato dalla lancia di Longino.

Ma l’autore del Disegno Celeste avvolge il nastro e comincia da quando tutto è cominciato, quel 23 agosto 1924, quando: «in una casa di Paravati, frazione del comune di Mileto dalle radici greco basiliane, segnata dalla fame, nasce Fortunata Evolo». A seguire in questo meraviglioso capito tutte le dinamiche della mortalità infantile, il grande tema dell’emigrazione, di cui è coinvolto il padre di Natuzza Fortunato.

Inizia il grande mistero: «un giorno alla porta della casa della piccola Natuzza si presenta un monaco di alta statura, magro, con la barba completamente bianca e gli occhi luminosi che lasciano trasparire la forza del bene… non abbiamo pane …il monaco le sorride presentandosi come san Francesco di Paola».

Questo santo insieme a Padre Pio saranno i suoi amici per sempre fino alla fine dei suoi giorni di quel 1 novembre 2009. (pc)

VIBO VALENTIA – Chiude il festival “InnovaMenti” dopo tre giorni di grandi incontri

Tre giorni coinvolgenti, ricchi di spunti di riflessione, idee, confronti a più voci, posizioni vicine e lontane su una tematica, quella dell’innovazione tecnologica e digitale, che è sempre più presente in una società in continua evoluzione. Tutto questo è stato “InnovaMenti – Festival dell’Innovazione”, nella sua prima edizione fortemente voluta dal Comune di Vibo Valentia ed organizzata dall’assessorato all’Innovazione guidato da Michele Falduto. Ieri la giornata conclusiva ricca di ospiti e chiusa in musica con un grande artista come Peppe Servillo, che si è esibito in un reading tratto dal romanzo Il resto della settimana di Maurizio De Giovanni, con l’accompagnamento musicale di Cristiano Califano.

«Non posso che dirmi soddisfatto di questa prima edizione del festival – afferma l’assessore Falduto – perché riteniamo di avere raggiunto il risultato che ci eravamo prefissati, ovvero coinvolgere in primis le scuole, e poi il pubblico in generale, sull’importanza di approfondire le tematiche legate al mondo dell’innovazione applicato ad ogni campo del sapere. Per questo il più sentito ringraziamento va prima di tutto ai dirigenti, i docenti e soprattutto i ragazzi di tutti gli istituti vibonesi, che hanno partecipato mostrando all’esterno ciò di cui sono capaci grazie ad una didattica innovativa sempre più calata nel presente e nel futuro. Un altro ringraziamento va a tutti gli ospiti che hanno risposto presente all’invito, ed anche a coloro che non hanno potuto garantire la presenza fisica ma ci hanno mostrato vicinanza ed apprezzamento per l’iniziativa, poiché hanno dimostrato di comprendere lo spirito di questo festival, al pari dei tanti cittadini che hanno partecipato ai panel ed agli appuntamenti musicali, con i quali per tre sere abbiamo voluto rendere frizzante l’aria vibonese riempiendola di musica. Un grazie va al direttore del Conservatorio Vittorino Naso per averci messo a disposizione il gioiello che è l’ex collegio dei Gesuiti, così come agli sponsor Bcc Calabria Ulteriore, Camera di Commercio e Pro loco Vibo Valentia. Un grazie anche a tutti i collaboratori che hanno contribuito all’organizzazione, al pari dei miei colleghi assessori. Ed un grazie, soprattutto, al sindaco Maria Limardo, che sull’innovazione ci ha scommesso con i fatti, convinta che il progresso tecnologico che stiamo sfruttando sarà fondamentale per garantire servizi sempre migliori ai vibonesi».

L’ultima giornata si è aperta con i due panel del mattino. Il primo, moderato dalla giornalista Maria Novella Imeneo, dal titolo “Innovazione e tecnologie – le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale”, ha visto alternarsi gli interventi di Nicola Durante (direttore marketing e digitalizzazione del Polo museale di Soriano Calabro), Giuseppe Porcelli (Coldiretti Vibo Valentia) e Raffaele Mammoliti (consigliere regionale). Durante: «Il Polo museale ha avviato una interessante attività legata alla digitalizzazione delle sale e di alcune delle nostre opere, per far conoscere anche al visitatore lontano le grandi bellezze presenti e suscitare quella curiosità in grado di avvicinarlo al Polo e a questo mondo». Uno dei vasti campi di applicazione delle nuove tecnologie, come confermato da Porcelli, è l’agricoltura: «Grazie alle innovazioni è oggi possibile massimizzare gli sforzi e delegare alle macchine lavori che ormai manualmente non si svolgono più. Con i software di intelligenza artificiale un allevatore è in grado di conoscere nel dettaglio ciò di cui necessita un animale, o l’agricoltore le sostanze di cui ha bisogno una pianta. Si tratta di un vantaggio estremamente importante in termini di costi ed anche di benefici per l’ecosistema, poiché si azzerano gli sprechi». Per Mammoliti è necessario che «la politica crei una cornice dentro la quale questo progresso va incanalato, altrimenti il rischio è si trasformi in un qualcosa di poco controllabile. Ma il progresso non si può certo arrestare».

Il secondo panel è stato legato alla legalità. Moderato dal giornalista Mimmo Famularo, il dibattito è stato animato dagli interventi di Marica Inzillo (vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Vibo Valentia) e Antonio Lo Schiavo (consigliere regionale). In particolare, si è cercato di comprendere il ruolo che gli istituti controllori devono avere nel regolamentare la diffusione di pratiche illegali per mezzo dei nuovi strumenti tecnologici. L’avvocato Inzillo ha evidenziato le lacune del sistema legislativo: «Se uno Stato ha bisogno di cambiare cinque volte in pochi anni il codice di procedura penale è chiaro che non sa bene dove vuole andare, creando solo tanta confusione e falle nel sistema». Lo Schiavo, soffermandosi invece sul rapporto giovani-tecnologia, e sui problemi derivanti da un uso incontrollato dei device, ritiene che «l’unica strada in grado di dare risultati concreti è solo una seria alfabetizzazione digitale che deve partire dai giovanissimi e che deve offrire a tutti le medesime possibilità di accesso ai servizi. Idee come il blocco dell’accesso alla rete per i giovanissimi, circolate in questi giorni, sono francamente insensate».

Una disamina sullo stato di salute della sanità in Calabria, intrecciata con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, è stata compiuta da illustri esponenti del campo medico, moderati dall’avvocato e giornalista Antonio Scuticchio: il professore ordinario di Cardiologia all’Università Magna Graecia, Ciro Indolfi; il direttore della clinica ortopedica e scuola di specializzazione in Ortopedia all’Università di Messina, Danilo Leonetti; ed il manager del settore sanitario, e già dirigente del dipartimento regionale, Antonio Belcastro. Per Indolfi la Calabria ha compiuto «grandi passi in avanti, al pari della medicina in generale», ma vi sono ancora tanti scogli sulla strada di un pieno raggiungimento dei servizi, verso i quali lo stesso è sembrato alquanto pessimista: «Temo che certe incrostazioni non verranno facilmente rimosse, ed è per questo che, alla luce della tanta esperienza maturata, mi sento di dire che l’unica vera innovazione deve paradossalmente essere ricercata nella prevenzione. Purtroppo, sempre più spesso, ci accorgiamo che in alcuni casi l’unico modo per non morire è di non ammalarsi. Ovviamente mi auguro che questo trend venga presto invertito e che la politica decida di investire in maniera seria sulla sanità, senza più vederla come un costo».

L’innovazione che in ortopedia, secondo Leonetti, «è ormai quotidiana», ma «il grosso campo di evoluzione è rappresentato dalla diagnostica. Ad ogni modo, seppur supportato da macchine e intelligenza artificiale, resterà sempre fondamentale il ruolo dell’uomo». Secondo Belcastro, infine, bisognerebbe sfruttare la tecnologia oggi a disposizione per invertire il paradigma sul quale si poggia l’erogazione del servizio sanitario: «Noi abbiamo un indicatore chiarissimo delle esigenze dei cittadini: le liste d’attesa. Sono uno strumento che ci dice esattamente ciò di cui il cittadino ha bisogno. Ed allora perché non adeguare gli investimenti in rapporto alle reali esigenze del paziente invece che farlo sulla base di freddi bilanci che alla fine tutelano solo gli interessi di una parte e trasformano la sanità in un privilegio anziché in un sacrosanto diritto da garantire a tutti?».

La degna conclusione della tre giorni non poteva che essere un viaggio tra musica e letteratura, offerto ai vibonesi dalla straordinaria interpretazione del grande Peppe Servillo, davanti ad una platea attenta all’interno dell’Auditorium dello Spirito Santo. Il giusto coronamento di un festival che è stato anche un tour tra le bellezze della città. (rvv)

VIBO VALENTIA – A Innovamenti si parla di musica, imprese e Pnrr

Anche la seconda giornata di “InnovaMenti – Festival dell’Innovazione” si è conclusa all’insegna del confronto su temi di strettissima attualità, che hanno attirato l’attenzione del pubblico e sollecitato diversi spunti di riflessione.

La mattinata si è aperta con le consuete esposizioni delle scuole che hanno potuto illustrare le innovative creazioni basate sulle più moderne tecnologie robotiche e informatiche: il Liceo Artistico-Classico “Morelli-Colao”, l’Istituto tecnico economico “Galilei”, l’Istituto comprensivo “Vespucci” di Vibo Marina e l’Istituto Alberghiero “Gagliardi” sono stati protagonisti nell’area esterna del cortile.

Con i panel, all’interno della splendida sala conferenze dell’ex collegio dei Gesuiti, il filo di oggi si è riallacciato all’apprezzato concerto della sera precedente con l’esibizione del duo Domenico Rizzuto-Marcello Cirillo accompagnati dalla Electrojazz Ensamble. Il legame fortissimo tra musica e letteratura è stato analizzato partendo dall’opera di Giose Rimanelli, autore di origine molisana che a cavallo della seconda guerra mondiale ha viaggiato tra Stati Uniti e Italia assorbendo le influenze e declinandole in opere per certi versi rivoluzionarie. Qui l’innovazione è stata approfondita grazie agli interventi, oltre che di Rizzuto, della scrittrice Annamaria Milone e dell’editore Franco Luigi Rubbettino, oltre che del moderatore, il presidente del Conservatorio Antonello Scalamandrè.

Nel secondo panel, dal titolo “Innovazione e contaminazione – la transizione al nuovo modello di imprese”, è stato affrontato il tema delle nuove tecnologie e delle nuove competenze, e di quanto queste oggi pesino nel mondo del lavoro e del fare impresa. A discuterne, moderati dal giornalista Maurizio Bonanno, Giancarlo Vinacci, presidente della Fondazione omonima che in oltre trent’anni ha lanciato centinaia di start-up in tutta Italia, il presidente del Gal Terre Vibonesi Vitaliano Papillo, ed il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci. Di particolare interesse la proposta avanzata relativa alle emissioni zero da parte delle imprese, per far sì che anche a Vibo ed in provincia, sfruttando i polmoni verdi presenti, le aziende possano compensare le emissioni acquistando un credito di carbonio, ovvero un titolo equivalente ad una tonnellata di Co2 non emessa o assorbita grazie ad un progetto di tutela ambientale realizzato con lo scopo di ridurre o riassorbire le emissioni globali di CO2 e altri gas ad effetto serra.

Nel pomeriggio spazio ad un tema di strettissima attualità nel mondo economico e degli enti locali, ovvero le strategie per la valorizzazione della più importante operazione di sostegno ai Paesi membri da parte dell’Unione europea, ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ospiti del panel, moderato dal direttore generale del dipartimento Lavoro e Welfare della Regione Calabria Roberto Cosentino, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Denis Nesci, il manager pubblico e già vicesindaco di Vibo Valentia Domenico Primerano, ed in rappresentanza dell’amministrazione comunale l’assessore alla Cultura Giusi Fanelli.

Anche la seconda serata, come da programma, si è conclusa in musica con lo splendido concerto a più voci tenutosi in largo Antico collegio. Un concerto animato da molti artisti calabresi che hanno omaggiato l’innovazione declinata al mondo della musica con i brani dei più grandi cantanti, musicisti e cantautori italiani che hanno segnato in maniera indelebile la storia della musica nazionale.

Sabato è andata in scena la terza ed ultima giornata di “InnovaMenti” con tanti altri ospiti che hanno discusso di numerose tematiche con il medesimo filo conduttore: l’innovazione applicata ad ogni campo del sapere. Tra gli ospiti dell’ultima giornata: Nicola Durante (direttore marketing e digitalizzazione del Polo museale di Soriano Calabro), Marica Inzillo (in rappresentanza dell’Ordine degli avvocati di Vibo Valentia), Ciro Indolfi (professore ordinario di Cardiologia all’Università di Catanzaro), Danilo Leonetti (direttore della Clinica ortopedica e scuola di specializzazione in Ortopedia dell’Università di Messina, ed i consiglieri regionali Antonio Lo Schiavo e Raffaele Mammoliti. (rvv)

TROPEA (VV) – La città meta ambita di turisti francesi e australiani

«Non possiamo che essere soddisfatti per il rinnovato impegno della Regione Calabria rispetto all’esigenza vitale e strategica di rafforzamento dei collegamenti aerei tra l’Aeroporto di Nizza e la nostra regione. Anzi, vista la portata dell’indirizzo annunciato nei giorni scorsi, auspichiamo che si tratti di voli disponibili sui 12 mesi. Si prosegue d’altronde dal percorso virtuoso che avevamo visto ed avviato già nel 2021 grazie ed attraverso la collaborazione con la Camera di Commercio Italiana di Nizza e Costa Azzurra guidata da Agostino Pesce, favorendo e sostenendo in quella occasione l’avvio di una proficua interlocuzione tra i vertici degli aeroporti francese e di Lamezia Terme. Abbiamo avuto modo di ribadirlo anche nei mesi scorsi, rilanciando, la necessità di voli diretti con l’importante scalo intercontinentale, secondo in Francia solo a quello d Parigi. Investire sullo sblocco della connessione con Nizza consentirebbe, infatti, alla Calabria sia di bypassare l’attuale isolamento internazionale (dal prossimo 15 ottobre non ci saranno più voli utili) a danno di ogni visione e progetto di sviluppo turistico differenziato e destagionalizzato, sia di puntare finalmente in modo efficace alla notevole domanda turistica d’Oltreoceano».

Ne ha parlato il sindaco Giovanni Macrì incontrando ed accompagnando personalmente in visita per il principato nei giorni scorsi una nutrita delegazione di turisti australiani doc che, organizzati e guidati da una da un’italo-discendente di origini calabresi, ha scelto di pernottare a Tropea per 5 giorni come base per tutti gli altri spostamenti nel Sud della Calabria.

«Del resto – ha proseguito – proprio rispetto alla domanda turistica intercontinentale Tropea si sta dimostrando come un ulteriore, positivo caso di studio. Grazie, infatti, al crescente numero di presenze intercontinentali registrate in diversi mesi dell’anno, in modo particolare da Australia, Canada, Usa e Argentina, come destinazione turistico-culturale-esperienziale stiamo di fatto bypassando lo stallo causato dall’assenza di collegamenti aerei tra la Calabria ed i principali snodi aerei europei, dai quali – ha scandito il Primo Cittadino indicando come esempio la stessa delegazione australiana incontrata – per ora ci siamo sostanzialmente affrancati, ancora una vola riposizionandoci».

I 31 australiani che in questi giorni da Tropea stanno esplorando dalla Costa degli Dei a Reggio Calabria, sono clienti del ristorante francese Le Très Bon di Camberra, gestito da Giuseppina Gagliardi e suo marito che organizza ogni anno tour in Francia e in Italia. Sono viaggiatori esperienziali che non hanno, quindi, nessun collegamento con la Calabria e che, stando alle loro stesse dichiarazioni, non sarebbero mai venuti in una destinazione ad oggi a loro sconosciuta. L’occasione – ha sottolineato la stessa imprenditrice turistica – ha aperto loro una porta e torneranno sicuramente in autonomia per riprendere e continuare un viaggio lento in una terra inesplorata, inedita e straordinaria. – Il Primo Cittadino li ha accompagnati alla scoperta del borgo, ha consegnato loro dei riconoscimenti istituzionali e si è confrontato sulla motivazione che ha ispirato il loro viaggio: su tutte, la ricerca dell’esperienza gastronomica e culturale, a settembre quando il mare è ancora più speciale. Il tour toccherà anche Roma e la Francia. La circostanza che il tour esperienziale con protagonisti australiani senza radici calabresi sia stato promosso da un’italo-discendente – hanno condiviso il Sindaco e la Gagliardi – conferma inoltre una variante forse ad oggi inesplorata di quello stesso turismo delle radici e che andrebbe valorizzata e promossa di più anche all’estero, perché rappresenta una declinazione se possibile anche più preziosa di altre. (rvv)

FRANCAVILLA ANGITOLA (VV) – Giovanni Benvenuto racconta lo Zibibbo sulla Rai

Lo Zibibbo e Francavilla Angitola, piccolo centro del vibonese, sono andati in onda mercoledì 27 settembre su Rai 3 nella trasmissione Geo, con un documentario tutto dedicato, dal titolo: “L’Angitola e il suo Zibibbo”. Un racconto del territorio partito dal lago dell’Angitola, oasi che fa parte del Parco regionale delle Serre, passando per il maestoso platano orientale di Curinga e proseguendo per il bellissimo centro storico di Francavilla Angitola, per poi finire con Giovanni Celeste Benvenuto.

Giovanni è un giovane viticoltore che con il suo forte impegno e quello della sua famiglia, coltivando lo Zibibbo, ha recuperato una storia che rischiava di andare perduta, oggi raccontata nei principali media nazionali ed internazionali. Nelle immagini la raccolta dello Zibibbo, un vitigno che appartiene storicamente a questo territorio, dove Giovanni continua a lavorare e ad investire con sacrifici, ottenendo importanti apprezzamenti e riconoscimenti.

A Francavilla Angitola iniziano ad arrivare anche i turisti e appassionati del vino, soprattutto stranieri, per visitare i vigneti di Cantine Benvenuto, degustare i vini, assaggiare i sapori della gastronomia della zona e scoprire il paese con le sue chiese e reperti storici. Il turismo che con la sua esperienza racconta. Sono giornate di vendemmia, molto impegnative, dove si raccoglie lo Zibibbo migliore, per garantire anche quest’anno un vino di grande qualità. (rvv)