Il dopo-primarie: «Una vittoria straordinaria che premia la voglia di partecipare»

La vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie PD mostra la rinnovata vitalità dei democrats in Calabria. Numerose le dichiarazioni dei principali protagonisti della sinistra in Calabria.

«Un risultato netto e chiaro. – ha scritto su FB il governatore Maio Oliverio – Straordinario il dato della partecipazione: bella, intensa, emotiva e che anche in Calabria è stata forte, viva, allegra, densa di significati. Il risultato ci consegna, tra le altre cose, una grande responsabilità nel ridare slancio e fiducia al popolo del centrosinistra, evitare ulteriori frammentazioni, unire le forze del vero cambiamento in vista delle imminenti elezioni europee. C’è poi il problema grande del partito, di dare corpo e sostanza, finanche vita aggiungerei, ad un’organizzazione che negli ultimi tempi è sembrata come sparita dalla scena politica, in particolare nel Sud e in Calabria. 

Il Governatore Mario Oliverio
Il Governatore Gerardo Mario Oliverio


«Ci sarà tempo e modo – scrive Oliverio – di discutere e di vedere che fare e come fare. Il nostro assillo dovrà tradursi prima di tutto di lavorare nel Mezzogiorno d’Italia, forse ancor più che altrove, a costruire una grande e moderna forza politica di massa, popolare e organizzata territorialmente, che interpreti per davvero ansie, bisogni, aspettative di quella parte grande della società che anche quando esprime disaffezione è portatrice di molteplici domande di cambiamento.
«Qui abbiamo bisogno di un Pd che senza ambiguità dica, ad esempio, un no chiaro al disegno di spezzare in due il Paese, un disegno che finirebbe per impoverire ancora di più un’area che ha invece risorse per determinare il proprio riscatto ma anche per incidere significativamente nel processo di crescita e modernizzazione del Paese. Esattamente il contrario di quello che l’attuale Governo, invece, sta facendo».

Nicola Irto
Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto

Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto: «È stato emozionante e commovente vedere le tantissime persone, giovani e anziane, che in questa domenica si sono messe in coda per votare alle primarie del PD. Grazie a ciascuna e a ciascuno di loro. E grazie ai tanti volontari che hanno reso possibile questa straordinaria giornata di partecipazione e di democrazia. Ricominciamo da qui: da questo #3marzo storico, dal nostro popolo, dalla serenità e dai sorrisi dei gazebo, dall’entusiasmo di chi vuol costruire un’Italia migliore e, al tempo stesso, normale. Auguri di cuore e buon lavoro al segretario #Zingaretti. Adesso rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci all’opera perché il Partito Democratico deve rispondere a questa grande domanda di partecipazione e buona politica. Riprendiamo slancio per essere, oggi più che mai, al servizio dell’Italia».

«Queste primarie – ha detto il sindaco metropolitano di Reggio Giuseppe Falcomatà – segnano un punto di svolta non solo per il Pd ma per il Paese. Il nostro popolo ha dimostrato di avere una gran voglia di partecipare. Questa giornata, una vera e propria festa per la democrazia, consegna a Nicola una comunità solida ed entusiasta, plurale ed unita, pronta ad abbracciare la sfida dell’alternativa al Governo delle destre e dei populisti. È una vittoria straordinaria che ci assegna una grande responsabilità: sono convinto che faremo un ottimo lavoro». (rrm)

70.000 calabresi ai gazebo delle primarie PD A Zingaretti la “ricostruzione” della sinistra

di SANTO STRATI

— Due dati sono estremamente significativi di queste primarie PD: il primo riguarda la straordinaria affluenza (oltre 1.800.000 a fronte di una stima che faticava ad arrivare al milione), il secondo la percentuale altissima di consensi al nuovo segretario. Entrambi gli elementi concorrono a rendere chiaro che la sinistra “non è morta” (forse stava solo sonnecchiando?) e che, anche in Calabria, c’è voglia di alternativa e di riscatto. Marco Minniti, mancato aspirante segretario, aveva rimarcato che un segretario che non avesse raggiunto la maggioranza alle primarie sarebbe stato un segretario dimezzato, costretto a subire i giochi del congresso, incapace di riunire le tante “anime” della sinistra. Nicola Zingaretti ha sbaragliato ogni previsione che pur lo dava per vincente: la sua missione – ricostruire la sinistra – è sicuramente ora più agevole, perché la grande partecipazione al voto mostra un elettorato che vuole tornare ad essere protagonista, che faccia sentire la presenza di un’opposizione che, francamente, sembrava davvero all’acqua di rose negli ultimi tempi.

È un ottimo segnale che si associa all’altro pervenuto sabato scorso da Milano: la società civile (quella che in piazza Duomo ha riunito giovani, donne, anziani, militanti o semplici cittadini) non può più tollerare di vedere l’Italia andare a rotoli, a causa di dilettanti allo sbaraglio che credono di governare solo con le parole e i proclami. È ora che torni la politica, quella seria, dove l’opposizione faccia l’opposizione dove è necessario, valuti e trovi eventuali alleanze per proporre un governo agli italiani, in grado di rimettere in moto crescita e sviluppo.

Per correttezza, occorre riconoscere anche agli altri due candidati, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il merito di avere dato una sorta di scossa a un partito che sembrava destinato a cambiare nuovamente nel difficile percorso di condivisione e di aggregazione delle sue varie componenti (non basta – come pensa qualcuno – cambiare solo il nome per rigenerare un partito). Invece, la risposta che viene da queste primarie è la supremazia della politica sull’incompetenza e il pressapochismo. Èd è un segnale che in Calabria va letto con una lente ancora più spessa: le due mozioni a sostegno di Zingaretti (una di Oliverio, l’altra di Carlo Guccione) hanno contribuito al successo del candidato, ma hanno, qualora non si fosse capito, rimarcato lo spirito divisivo che ancora insiste nella sinistra e, in particolar modo, nel pd calabrese.

Il tentativo di delegittimare Mario Oliverio – al di là delle vicende giudiziarie che, di fatto, hanno dimezzato il ruolo del governatore – in termini politici è riuscito solo in minima parte: il commissario regionale Stefano Graziano sta facendo il possibile per riallacciare le fila di componenti fuori controllo, ma dovrà essere Zingaretti – che non è venuto in Calabria nel suo pur faticoso tour elettorale – a indicare soluzioni non più divisive. La Calabria andrà al voto probabilmente a novembre e il candidato “naturale” Oliverio non sembra essere la scelta più azzeccata per contrastare una destra che è quasi certa di conquistare la Cittadella di Germaneto. Destra o sinistra, governo od opposizione, il fatto è che la Calabria ha bisogno di essere guidata: troppa burocrazia, troppi progetti fumosi, poca adesione al contesto sociale, alla realtà quotidiana. Chi vincerà le prossime elezioni regionali dovrà fare i conti con questo quadro d’insieme, se avrà a cuore una ripartenza seria per una regione sempre più ai margini, incapace di sfruttare e utilizzare le tantissime risorse del territorio e dei suoi validissimi giovani laureati.

A valutare l’operato di Oliverio in questi anni di governo regionale ci penseranno gli elettori, se sarà riproposto per un secondo mandato, però il malpancismo, tipico della sinistra e ancora più accentuato dalle nostre parti, potrebbe suggerire altre soluzioni. La Calabria ha una tradizione di lotte contadine, di una sinistra forte e combattiva: in questi ultimi anni, però, la sinistra ha mostrato solo il suo aspetto litigioso e divisivo, lontano dal popolo, staccato dalla realtà, non in grado di interpretare i sentimenti popolari. Facile col populismo intaccare questi valori, ma si può, sicuramente, recuperare.

Al neo segretario, in questo momento, arrivano complimenti e felicitazioni; noi vorremmo suggerire, da subito, di aprire il dossier Calabria: sono troppi i problemi da risolvere e non sarà l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza (se mai vedrà la luce) a modificare in alcun modo la drammatica situazione occupazionale e la costante emorragia di risorse giovani, costrette all’emigrazione più odiosa, quella intellettuale. La Calabria, i calabresi non vogliono assistenzialismo né l’elemosina del reddito di cittadinanza: richiedono iniziative e opportunità che consentano di creare e offrire lavoro a chi non l’ha mai avuto, a chi lo ha perso, a chi lo cerca, nella sua terra. (s)

LA CALABRIA AL FESTIVAL DEI DUE MONDI DI SPOLETO

8 luglio – La Regione Calabria, per la prima volta, partecipa al 61esimo “Festival dei Due Mondi” di Spoleto. Oggi il presidente Oliverio sarà intervistato, alle 10.45, all’interno de “Gli incontri di Paolo Mieli”, il format concepito dal gruppo HDRà che presenta l’ormai consolidata rassegna di conversazioni condotte dallo storico e giornalista e dedicate a innovazione, cultura, futuro, sostenibilità, territorio, internazionalizzazione. Negli ultimi 4 anni si sono confrontati con Paolo Mieli grandi personalità a beneficio di un pubblico sempre numeroso e i protagonisti del mondo della politica e delle istituzioni.
La partecipazione della Calabria a Spoleto vuole rilanciare, da una prestigiosa manifestazione di carattere internazionale, il marketing territoriale della Regione. «Stiamo partecipando agli eventi che consentono di proiettare un’immagine positiva della Calabria. – ha dichiarato il presidente Oliverio – Spoleto è uno degli eventi più significati per lo spessore culturale che ha saputo affermare e per la partecipazione di autorevoli personalità del mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo, del giornalismo, della politica e delle Istituzioni. È anche una vetrina per la proiezione delle peculiarità dei territori e dell’identità regionali. Quest’anno la Calabria occupa un posto centrale».

 Lo storico e giornalista Paolo Mieli

«Ringrazio Paolo Mieli – ha dichiarato il presidente – dialogare con un grande intellettuale come Mieli non può che fare piacere».
«Egli – ha proseguito il presidente – è un grande conoscitore del nostro Paese, ed anche del Sud e della nostra Regione. In un momento come questo, caratterizzato dalla riproposizione di egoismi e da rinchiusure sovraniste, il Sud ha interesse a rilanciare una visione mediterranea nella quale ricollocare una funzione importante della dimensione europea e nazionale. Il Sud è una grande risorsa che, se adeguatamente considerata, può costituire una formidabile opportunità per aprire nuovi spazi per il nostro Paese e per l’Europa. Spoleto è anche questo: spazio e dimensione autorevole per dare voce al Sud che vuole proporsi come opportunità e risorsa».
Media partner sarà la Rai che trasmetterà gli incontri di Mieli, inclusa l’intervista con il governatore della Regione Calabria. La Regione Calabria è anche il main sponsor de “Gli incontri di Paolo Mieli”: il logo della Regione sarà infatti presente su tutti i materiali di comunicazione prodotti nonché nelle scenografie di allestimento della location a Palazzo Collicola.
Sempre presso il bookshop di Palazzo Collicola, sarà allestito un punto desk informativo dedicato alla Calabria. (rrm)