Giovedì a Rende il convegno “Mi mangio la terra”

Giovedì pomeriggio, a Rende, alle 17.30, all’Hotel San Francesco, si terrà il convegno dal titolo provocatorio “Mi mangio la Terra!”, un’opportunità di riflessione sulle scelte alimentari e sul loro impatto sull’ambiente.

Organizzato in collaborazione dalla Fidapa Bpw Italy (Federazione italiana donne arti professioni e affari) e da Ami (Ambiente Mare Italia), l’incontro si inserisce nella Settimana Verde, promossa da Ami, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla necessità di adottare scelte alimentari consapevoli e responsabili, fondamentali per la tutela dell’ambiente e per combattere il cambiamento climatico.

L’evento vedrà la partecipazione di esperti che affronteranno il tema della sostenibilità alimentare da diverse prospettive. Interverranno il professor Giuseppe Mendicino, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria, che approfondirà le strategie per una gestione responsabile di cibo e acqua; il dottor Pietro Leo, specialista in Malattie dell’Apparato Digerente e già primario di Gastroenterologia dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, che esplorerà l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi; e l’architetto Marisa Raffaella Gigliotti, referente delle Comunità Slow Food della Calabria e past presidente Fidapa sezione di Soverato, che discuterà dell’importanza delle Terre Alte nella protezione del territorio e nella promozione di pratiche agricole sostenibili.

La tavola rotonda sarà moderata da Elena Pistilli, presidente di Ami Cosenza-Tropea e past presidente Fidapa sezione di Cosenza, e da Lucia Nicosia, presidente in carica Fidapa sezione di Cosenza.

Elena Pistilli, presidente di Ami Cosenza-Tropea e past presidente Fidapa di Cosenza, afferma che: «Il titolo ‘Mi mangio la Terra!’ è volutamente polemico. Questo incontro ha una funzione divulgativa e mira a stimolare la riflessione, a formare cittadini consapevoli e a spingerli a un cambiamento delle loro abitudini, spesso dannose per l’ambiente, che abbiamo ricevuto in eredità e che dobbiamo restituire intatto alle future generazioni. L’associazionismo può fare molto per promuovere una corretta cultura ecologica».

Con lo slogan «Proteggi oggi ciò che appartiene al domani. La Terra è nelle nostre mani», l’obiettivo è chiaro: promuovere un cambiamento culturale attraverso l’azione collettiva. L’Ami invita la comunità a considerare il futuro del nostro pianeta come una priorità, sottolineando l’importanza di agire ora per fermare il degrado ambientale.

Lucia Nicosia, presidente Fidapa sezione di Cosenza, esprime entusiasmo per l’incontro, sottolineando come «siamo felici di celebrare il terzo anno di collaborazione con Ami, un’opportunità per unire le forze nella protezione dell’ambiente. L’evento si inserisce nel tema internazionale Fidapa Bpw Italy “Ispirare, innovare, potenziare, trasformare: insieme, plasmiamo un futuro sostenibile”».

«La Settimana Verde Ami è un impegno concreto – ha aggiunto – che va oltre gli eventi: è un momento per coinvolgere la comunità e promuovere un cambiamento culturale che possa garantire un futuro più sostenibile».

La partnership tra Fidapa e Ami ha già dato vita a numerose azioni concrete, come attività educative e laboratori, che puntano a sensibilizzare la popolazione sul tema della sostenibilità.

Il professor Giuseppe Mendicino, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente all’Università della Calabria, osserva: «Il cibo e l’acqua sono risorse fondamentali, ma devono essere gestite in modo responsabile per garantire la sostenibilità del nostro ambiente. Ogni fase della produzione alimentare ha un impatto, e dobbiamo lavorare per ridurre il consumo di queste risorse e migliorare l’efficienza dei nostri sistemi alimentari».

Il dottor Pietro Leo, specialista in Malattie dell’Apparato Digerente, aggiunge: «la produzione agricola e zootecnica impiega risorse vitali come acqua e suolo, mentre inquina con l’uso di fertilizzanti e pesticidi e contribuisce alle emissioni di gas serra, tra cui metano e CO₂. La lavorazione degli alimenti richiede energia e acqua, generando rifiuti e imballaggi, e la distribuzione comporta trasporti inquinanti e sprechi. Inoltre, il consumo domestico spesso comporta sprechi, e lo smaltimento dei rifiuti, come scarti e imballaggi, genera ulteriori inquinamenti e gas serra».

Il dottor Leo mette in evidenza il ruolo cruciale del metano, un potente gas serra che proviene in gran parte dagli allevamenti intensivi. «Gli animali, in particolare ovini e suini, producono metano durante la digestione, un gas che viene rilasciato nell’aria. Inoltre, gli escrementi di questi animali, quando accumulati in grandi quantità, fermentano e rilasciano ancora più metano».

Questo gas, più potente della CO₂ nel trattenere il calore nell’atmosfera, contribuisce in modo significativo al riscaldamento globale e agli eventi meteorologici estremi, con gravi conseguenze per la salute umana e per la natura. Il metano ha anche un effetto negativo sulla qualità dell’aria, favorendo la formazione di ozono a livello del suolo, un inquinante che aggrava i problemi respiratori e danneggia le piante. Per ridurre gli effetti del cambiamento climatico, è quindi fondamentale diminuire le emissioni di metano, in particolare da parte degli allevamenti intensivi.

L’architetto Marisa Raffaella Gigliotti, referente delle Comunità Slow Food della Calabria e past presidente Fidapa sezione di Soverato, precisa: «Le terre alte, che coprono l’80% del nostro Paese, sono spesso sottovalutate, ma offrono risorse eccezionali. La biodiversità, l’aria pulita e l’acqua che le caratterizzano sono risorse che possiamo proteggere solo attraverso pratiche agricole sostenibili. Queste terre offrono opportunità anche ai giovani, che possono riscoprire mestieri legati alla pastorizia e all’agricoltura ecologica. Slow Food promuove la gestione di questi territori, difendendo la biodiversità e favorendo lo sviluppo di pratiche agricole che rispettano l’ambiente».

L’appuntamento non è solo un invito alla riflessione, ma un invito all’azione. È un’occasione per lanciare un appello a tutti i partecipanti: è necessario adottare scelte consapevoli e responsabili nella vita quotidiana. Ogni scelta, anche quella apparentemente più piccola, può fare la differenza. Con il supporto di esperti, associazioni e istituzioni, il convegno si propone di avviare un percorso di cambiamento che parta dalla consapevolezza e arrivi a comportamenti concreti, per proteggere la Terra e garantirne la salute per le generazioni future. (rcs)

COSENZA – Si presenta il libro “Giornalisti robot?” di Domenico Talia

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18, nella Dimora Storica Giostra Vecchia, sarà presentato il libro “Giornalisti robot? – L’Ia generativa e il futuro dell’informazione” di Domenico Talia ed edito da Guerini e Associati.

L’evento, che rientra nell’ambito della rassegna LibrinComune, ideata e coordinata dalla delegata del sindaco Franz Caruso, Antonietta Cozza, è promosso in collaborazione con l’Associazione “La Giostra” APS, presieduta da Rosa Lorenzon, ed il Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza, presieduto dal giornalista Franco Rosito.

Dopo i saluti del sindaco Franz Caruso e di Rosa Lorenzon, presidente dell’Associazione di promozione sociale “La Giostra”, con l’autore dialogheranno i giornalisti Franca Ferrami, Segretario del Circolo della Stampa di Cosenza, Attilio Sabato, direttore di Ten (Teleuropa Network) e Filippo Veltri, già responsabile per lungo tempo dell’Ansa regionale. Previste alcune “incursioni” di lettura di Antonietta Cozza, consigliera delegata alla Cultura.

Con “Giornalisti robot?”, Domenico Talia offre un saggio brillante, accessibile e profondamente documentato sull’impatto dell’intelligenza artificiale generativa nel mondo del giornalismo. Il volume esplora strumenti come ChatGPT, GPT-4, Bard e altri, che stanno trasformando l’intera filiera dell’informazione, dalle redazioni alle abitudini di lettura dei cittadini. Il testo affronta temi cruciali: come funzionano i modelli linguistici generativi? In che modo l’IA viene già usata per scrivere notizie, titoli, commenti? Quali sono le nuove responsabilità etiche, i rischi di automatizzazione della disinformazione e la perdita di autorialità? Talia scrive: «I giornalisti robot non sono una fantasia futuristica, ma una realtà che sta già prendendo forma. Non si tratta di capire se cambierà il giornalismo, ma come vogliamo che cambi».

E ancora: «L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando come scriviamo le notizie, ma anche chi le scrive e perché. Le redazioni che sapranno integrare l’IA con intelligenza umana diventeranno più forti; quelle che la subiranno, rischiano di scomparire.” L’autore non si limita a segnalare pericoli, ma propone una strada: la formazione, la consapevolezza, la cultura digitale, per costruire un giornalismo capace di affrontare le sfide del futuro con spirito critico e strumenti adeguati. Il libro di Domenico Talia è impreziosito dalla prefazione di Gianni Riotta, giornalista e intellettuale di rilievo internazionale, che definisce il testo “un’opera utile, lucida, tempestiva».

Riotta scrive inoltre: «Capire l’intelligenza artificiale non è più un’opzione: è un’urgenza culturale e democratica. Questo libro ci aiuta a farlo, con rigore e intelligenza». (rcs)

CINQUEFRONDI (RC) – Si presentano i libri di Manuel Sirianni

Domani pomeriggio, a Cinquefrondi, alle 18.30, alla Mediateca Comunale, saranno presentati i libri “Il ragazzo irraggiungibile” e “Fantasie e non solo” di Manuel Sirianni.

L’evento è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Cinquefrondi, guidato dal sindaco Michele Conia, in occasione della Giornata mondiale dell’Autismo.

Si parte con i saluti del sindaco Conia e di Roberta Manfrida, assessora alla Solidarietà sociale.

Manuel, un ragazzo autistico non verbale, sarà rappresentato dalla sua mamma, che presenterà i suoi lavori e condividerà il suo percorso creativo.

Durante l’incontro, la madre di Manuel racconterà la sua esperienza, come, nonostante le difficoltà, sia riuscita a dar voce ai suoi pensieri e alle sue emozioni attraverso la scrittura. Sarà un’occasione unica per riflettere sull’importanza della comunicazione, dell’inclusione e della capacità di esprimersi in modi diversi.

L’autismo è una condizione che, pur nella sua diversità, non impedisce la bellezza dell’espressione umana. Ogni persona con autismo ha un modo unico di percepire e comunicare il mondo che la circonda. Oggi più che mai, è fondamentale sensibilizzare la società sull’importanza di riconoscere e valorizzare ogni forma di comunicazione, che essa avvenga attraverso parole, gesti o altre modalità. L’inclusione non si limita alla presenza fisica, ma si estende alla possibilità di sentirsi parte di una comunità che riconosce la dignità e la singolarità di ogni individuo. (rrc)

A Cinquefrondi inaugurato il Liceo Coreutico

A Cinquefrondi ha aperto il Liceo Coereutico, una nuova realtà educativa che arricchirà il nostro territorio, offrendo ai giovani la possibilità di intraprendere un percorso di studi nell’ambito delle arti coreutiche.

Lo ha reso noto il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, sottolineando come si tratti di «una una grande opportunità per i nostri giovani e un passo fondamentale verso una crescita culturale e professionale della nostra comunità. È il frutto di un lavoro di squadra che ha visto l’impegno di tutte le istituzioni coinvolte e che oggi, finalmente, dà vita a un sogno tanto atteso. Un ringraziamento sincero per il gran lavoro svolto alla dirigente Morabito, a tutto il suo staff e alla Città Metropolitana».

L’apertura del Liceo Coreutico rappresenta un ulteriore passo nella diversificazione dell’offerta formativa del nostro territorio, che già ospita il Liceo Musicale. In continuità con quest’ultimo, il Liceo Coreutico arricchisce l’offerta educativa di Cinquefrondi, dando finalmente la possibilità ai nostri giovani di frequentare una seconda scuola secondaria di II grado, con un percorso di studi unico in tutta la provincia di Reggio Calabria. Il Liceo Coreutico, infatti, è l’unico istituto di questo tipo nella provincia, un’opportunità preziosa per gli studenti che desiderano intraprendere una carriera nell’ambito della danza e delle arti performative.

L’Amministrazione Comunale continuerà a lavorare per garantire ai cittadini di Cinquefrondi e della provincia un’offerta educativa di qualità, in grado di rispondere alle esigenze del futuro. Il Liceo Coreutico rappresenta un altro passo fondamentale in questo percorso di crescita, che ci spinge a guardare al futuro con fiducia e speranza.

MENDICINO (CS) – È nata la prima Casetta del Libro

A Piazza Duomo di Mendicino è nata la prima Casetta del Libro, grazie all’iniziativa dell’Associazione Prometeus.

Si tratta di un luogo di scambio libero: chiunque potrà prendere un libro, leggerlo, tenerlo o riportarlo, e potrà lasciarne un altro per arricchire la piccola biblioteca urbana. Un modo concreto per avvicinare le persone alla lettura ma, soprattutto, per costruire un circuito virtuoso di scambio di storie, emozioni, conoscenze.

«Può sembrare una cosa scontata, ma non lo è affatto – scrive Prometeus in uno dei post con cui ha annunciato l’iniziativa –. Per noi è un piccolo grande passo verso una comunità più attenta, più curiosa, più viva. Leggere è importante. È indispensabile. Ma scambiarsi libri lo è ancora di più: perché un libro che passa di mano in mano fa crescere tutti».
Questa frase racchiude l’essenza del progetto: non solo promuovere la lettura, ma trasformare ogni libro in un ponte tra le persone, in una possibilità di dialogo e confronto, in un gesto gratuito e collettivo che rafforza il senso di appartenenza a una comunità.
L’idea si inserisce in una più ampia visione di promozione culturale e cittadinanza attiva. La Casetta del Libro non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza: un invito rivolto a istituzioni, scuole, associazioni e cittadini affinché questa pratica si diffonda e venga replicata in altri luoghi strategici del paese, come piazze, parchi, fermate dei bus, sedi scolastiche e centri di aggregazione.
«Con grande gioia, Prometeus regala alla nostra comunità la prima Casetta del Libro nella storia di Mendicino – si legge ancora nel comunicato –. Ogni libro donato sarà un tassello in più per rendere Mendicino un posto ancora più ricco di sapere e passione per la lettura. Vi invitiamo a prenderne uno, a lasciare il vostro preferito, e a far crescere insieme questa bellissima iniziativa».
In un’epoca di connessioni virtuali, la Casetta del Libro torna a proporre una relazione autentica con la cultura: manuale, libera, accessibile. Un’azione tanto piccola quanto rivoluzionaria, che parla di speranza, di cura, di futuro.
La cultura – quando è condivisa – può trasformare i territori. E Mendicino, grazie a Prometeus, comincia oggi un nuovo cammino che ha il profumo della carta, il suono delle parole e il calore delle storie. (rcs)

Motta San Giovanni (RC) – S’inaugura il Presepe della Passione

Domani, a Motta San Giovanni, alle 18, al Centro Sociale “P. Capua in Via Maurizio Gucci, 8 di Lazzaro, si terrà un convegno e l’inaugurazione del Presepe della Passione.

Una iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio con l’Amministrazione Comunale di Motta San Giovanni.

L’occasione è data dallo svelo del “Presepe della Passione” che è stato realizzato dai giovani di “Quelli del presepe” su una idea di Grazia Caridi, che ha visto nascere e realizzare con altrettanti volenterosi ed attenti giovani, l’intuizione di una imponente restituzione geografica, artistica e monumentale dall’area del Comune di Motta San Giovanni e Lazzaro che, accoglie al suo interno, un presepe inedito e nuovo per la provincia di Reggio Calabria.

«Le Muse – ha detto il presidente de Le Muse, Giuseppe Livoti – ringraziano per l’accoglienza e la disponibilità a collaborare in eventi di questa importanza di crescita per i territori e per l’offerta culturale anche turistica il sindaco di Motta San Giovanni Giovanni Verduci e l’assessore delegato alla Cultura Enza Mallamaci con la quale, in passato, si è già collaborato, proprio per la riscoperta del patrimonio archeologico del Comune».

Un presepe racconta l’annuncio della nascita di Gesù, con figure storiche quali il bambino, la stalla, figure del mondo orientale con scene di meraviglia, felicità aperte al nuovo. Il Presepe della Passione, invece, ha come tema la tragica fine della storia della vita di Gesù, che vive la svolta felice con la risurrezione. Solitamente come da tradizione rappresenta il tempo compreso tra la Domenica delle Palme e il Lunedì dell’Angelo e si attiene alla sequenza cronologica degli eventi descritti nei Vangeli. Anche se il pensiero di raffigurare il tempo della Passione con statue in gesso, legno o altro materiale può sembrare strano ad alcuni, il cosiddetto “presepe serio” ha una lunga tradizione. I presepi pasquali di solito iniziano con l’ingresso a Gerusalemme la Domenica delle Palme.

Segue il giovedì santo, in cui Gesù prega nel giardino del Getsemani e Giuda appare con i soldati romani per tradirlo. La crocifissione del Venerdì Santo occupa gran parte del presepe pasquale. Ed ancora la tomba aperta, con le donne che assistono al miracolo della risurrezione la domenica di Pasqua. Non manca nemmeno il dialogo tra Gesù risorto e i discepoli di Emmaus e la scena di Gesù che ascende al cielo. Interessante sarà scoprire le varie atmosfere, scenografie e messa in scena, i cosiddetti luoghi deputati tra la bella visione del Castello S. Aniceto fino ad arrivare a Capo Riaci.

Nel corso della serata verrà inaugurata una mostra dal titolo “Cruces Contemporanee” a cura degli artisti delle Muse Francesca Avenoso, Cristina Benedetto, Mariella Costa, Patrizia Crupi, Rossella Marra, Antonella Minasi, Tina Nicolò, Grazia Papalia, Wanda Simone, croci dipinte o i vari materiali che verranno raccontate in un dialogo a più voci dai poeti Luigi Barberio, Teresa Celestino, Clara Condello, Patrizia Pipino, Francesca Triolo.

Le opere realizzate mettono in evidenza l’idea del corpo che è “croce” in una stilizzazione formale ma al tempo stesso contenutistica, simbolica e biblica. La manifestazione vedrà un momento dedicato alla musica nel periodo pasquale con Ninello Verduci esperto di cultura musicale e cantante da sempre promotore delle tradizioni popolari calabresi. Il Presepe della Passione e la Collettiva “Cruces contemporanee” saranno aperte al pubblico durante queste settimane con particolare attenzione nel periodo pasquale, offrendo una offerta conoscitiva inedita in questo particolare periodo dell’anno. (rrc)

LAINO BORGO – Il 18 aprile in scena La Giudaica

Il 18 aprile, a Laino Borso, andrà in scena La Giudaica, un evento unico che, ogni due anni, durante il Venerdì Santo, trasforma le stradine del paese in un palcoscenico a cielo aperto, dove la comunità si unisce per mettere in scena il processo, la crocifissione e la morte di Gesù.

La Giudaica non è solo un evento, è una maratona emotiva e culturale che dura oltre cinque ore, coinvolgendo ogni angolo del borgo e chiunque vi abiti.

La Giudaica affonda le sue radici in un antico testo seicentesco che descrive con precisione ogni momento del processo e della Passione di Cristo. Con un totale di 19 scene, questa rappresentazione non lascia nulla al caso: dal tradimento di Giuda all’Ultima Cena, dall’arresto al processo, fino alla Crocifissione e alla deposizione di Cristo.
Il copione non è mai cambiato, e ogni parola è recitata con la massima devozione, quasi fosse un rituale sacro tramandato di generazione in generazione. Ma ciò che rende tutto più speciale è la partecipazione della comunità: ognuno ha un ruolo, dai figuranti che indossano costumi storici ai volontari che preparano il borgo per l’evento.
Immagina le stradine di un antico borgo calabrese che si animano di figure bibliche. La Giudaica è una vera e propria forma di teatro itinerante: ogni scena si svolge in un punto diverso del paese, trasformando piazze, vicoli e angoli nascosti in capitoli di una storia che tutti conosciamo, ma che qui prende vita in un modo unico.
La giornata comincia all’alba, con la scena dell’Ultima Cena, dove Gesù chiede a Pietro e Giovanni di preparare tutto per il grande incontro. Da lì, i figuranti si muovono lungo un percorso che attraversa il borgo, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza che è insieme spettacolo e riflessione spirituale.
La 19ª scena, quella della deposizione del Cristo, è forse la più intensa: un momento di silenzio e commozione che riporta tutti al cuore della Pasqua cristiana.
Ciò che rende la Giudaica di Laino Borgo così speciale è il coinvolgimento totale della comunità. Che tu sia un attore, un costumista o semplicemente uno spettatore, questa rappresentazione ti avvolge e ti emoziona. I mesi di preparazione non sono solo un lavoro collettivo: sono un’occasione per rafforzare i legami tra gli abitanti e mantenere viva una tradizione che è tanto religiosa quanto sociale.
Per chi assiste, è impossibile non lasciarsi catturare dalla dedizione di chi recita, dall’atmosfera solenne e dal suggestivo sfondo del borgo calabrese.
La Giudaica non è solo un evento per i fedeli, è un’esperienza unica per chi ama la storia, la cultura e il teatro.
È un’occasione per scoprire un piccolo angolo di Calabria, immergersi in un’atmosfera d’altri tempi e riflettere sul significato della Pasqua, il tutto mentre si esplora uno dei borghi più suggestivi del Sud Italia. (rcs)

A Polistena al via il Premio Cultura Cinematografica

Ha preso il via, a Polistena, la 16esima edizione del Premio Cultura Cinematografica “Città di Polistena”, con la direzione artistica di Pietro Paolo Cullari.

«Quando un premio cinematografico raggiunge veramente il massimo della professionalità e si punta sempre a renderlo migliore, allora possiamo dire che il Premio Cultura Cinematografica Città di Polistena è sulla strada giusta», ha detto Cullari, presentando la kermesse, ormai entrata nel mondo del cinema a pieno titolo e considerato un vero punto di riferimento, entusiasta «dell’importante riconoscimento che permette di realizzare i sogni di chi ama veramente il proprio territorio nel campo della cultura cinematografica».

Anche per questa edizione, in programma da oggi con la proiezione del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” al cinema Garibaldi di Polistena a sabato 5 aprile, si registrano moltissime adesioni a livello nazionale.

«Attrici, attori, maestranze vedono nel premio la giusta gratificazione per il loro impegno – ha continuato l’organizzatore Cullari –. Il premio Cultura Cinematografica Città di Polistena è considerato a livello nazionale come uno dei premi più ambiti e, in questi anni, abbiamo avuto importanti riconoscimenti».
«Sono soddisfatto – ha aggiunto – di tutto ciò che abbiamo realizzato e credo che insieme si può fare qualcosa di importante per questa terra. Grazie a tutti coloro che sostengono un grande sogno, una kermesse di alto livello, dimostrando che l’impossibile diventa possibile».
In questa tre giorni, sarà assegnato il Premio speciale al film “Mascaria” con la presenza degli attori Fabrizio Ferracane, Manuela Ventura, Costantino Comito, Flavia Orecchio e al film evento d’incassi “Il ragazzo dai pantaloni rosa” e i protagonisti Samuele Carrino e Sara Ciocca saranno a Polistena per incontrare gli studenti.
Altro premio per il miglior cortometraggio fra le tre scuole cinematografiche calabresi se lo contenderanno la scuola cinematografica Scirocco di Belvedere Marittimo, scuola cinematografica della Calabria di Siderno e scuola di recitazione della Calabria di Cittanova. Non mancheranno quindi, i premi delle scuole e dei Comuni al miglior cortometraggio.
Per il gran finale, prenderanno parte, inoltre, tantissimi attori amati e seguiti da un pubblico eterogeneo: Rita di Donato, Carlo Gallo, Alessandro Cosentini, Carmelo Giordano, Saverio Malara, Gigi Misefari, Giovanni Carpanzano, Maria Maddalena Ascione, Gianluca Galati, Eleonora Elia, Daniele Fazzolari e il regista Claudio Quattrone.
Il tutto allietato da momenti musicali con la vincitrice del talent show “Tale e quale show” Verdiana Zangaro, originaria di Rossano Calabro.
Il gran galà si concluderà con la premiazione dell’attore Stefano Fresi e la presenza dei protagonisti della fiction di Rai Uno “Belcanto”, Adriana Savarese, Caterina Ferioli e Nicolò Pasetti che saranno premiati durante la serata di sabato, sempre al cinema Garibaldi. Un ulteriore riconoscimento andrà agli artisti Giuseppe Fata e Domenico Lamanna ai quali sarà assegnato il “Premio Eccellenze Calabresi”. (rrc)

LAMEZIA – Al Museo Lametino la mostra “Scultura Dipinta”

Il 5 aprile al Museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme, alle 17.30, s’inaugura la mostra “Scultura Dipinta. Trasposizioni su carta vetrata” dell’artista Antonio Saladino.

L’evento sarà anticipato da una conferenza di presentazione. Il viaggio artistico tra passato e presente proseguirà sino al 5 maggio.

Promossa dalla Direzione Regionale Musei Calabria, e realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico di Lamezia Terme, con il Patrocinio del Comune di Lamezia Terme e il coordinamento dell’Associazione Castalia, la mostra ha un valore anche intimo, in quanto avviene nel luogo in cui Saladino ha mosso i primi passi da artista.

«Per me è un onore esporre nella mia città natale e in questo prestigioso museo. Proprio in questo complesso monumentale, agli inizi degli anni ‘70, ho esordito con la mia prima personale», ha dichiarato il ceramista, scultore e pittore lametino.

L’esposizione si snoda in tre nuclei essenziali – ludico, introspettivo e spirituale – percorrendo il filo conduttore della creatività nonché le varie possibilità di intersezione che si creano tra un ambito tematico e l’altro, sollecitate da simboli, forme metaforiche e geometrie concrete.

Associazioni visive che non rifiutano l’ingerenza della parola come ulteriore veicolo del senso, lasciando che anche il titolo, mai didascalico ma certamente molto indicativo, partecipi al gioco delle rivelazioni. 

«Nell’arco della sua produzione artistica, Saladino ha messo in atto una rottura semantica attraverso le sue ceramiche, in una presenzialità oggettuale reinterpretata, dove non è soltanto la figurazione tridimensionale ad occupare il primo piano del senso e dello spazio, ma anche la capacità di coordinamento sintattico della superficie, della pelle materica, delle cavità e quindi della capienza», ha spiegato Elisabetta Longo, curatrice della mostra in cui oggetti scultorei vengono catapultati nel presente dal repertorio archeologico, assumendo forme razionali o metaforiche di un’altra realtà.

Come recita il titolo della mostra, avviene una vera e propria trasposizione: lo scultoreo viene trasferito sulla carta vetrata che raddoppia la sua forza ieratica perché disattende e si affida all’utilizzo originale del supporto e della vivida essenza materica che traspare con naturalezza.

«L’artista esprime la sua ricerca linguistica in una raffinata narrazione ricca di suggestioni in bilico tra arte e archeologi – ha aggiunto Longo – in un’interessante esperienza visiva ed estetica, evocando le origini magnogreche della cultura calabrese».

Pertanto, l’esposizione della più recente produzione pittorica di Saladino non poteva che avvenire nella struttura museale lametina che, come ha evidenziato la direttrice Simona Bruni, «solca il fil rouge del suo percorso artistico, tra la ricerca e l’espressione di un’identità che dialoga con il suo tempo, la sua storia e il suo territorio».

Si tratta di un’operazione culturale che intende contribuire ad accrescere, soprattutto nel pubblico dei non addetti ai lavori, la consapevolezza di una familiarità con i linguaggi e gli strumenti dell’arte del proprio tempo.

«Miriamo a creare nuovi modi di fruire il museo, archeologico per vocazione ma che si pone come hub culturale in cui invitare artisti e professionisti della cultura a collaborare all’interno di un quadro interdisciplinare, consolidando la sinergia con le istituzioni locali e il mondo associazionistico», ha concluso Bruni. (rcz)

 

Molochio nel solco della tradizione: i “Virgineji” di San Giuseppe

Grande successo, a Molochio, per i Virgineji”, il secolare evento che si svolge nella città in onore di San Giuseppe, Patrono del paese.

In occasione dei “Virgineji” l’intera popolazione si è riunita sulle scale della Chiesa per vivere un momento di condivisione, arricchito da piatti tipici della tradizione locale: pasta e ceci, zeppole e vino, offerti gratuitamente dalle famiglie del paese in segno di devozione e fraternità.

Ogni anno, l’evento richiama l’intera comunità che, con grande generosità, dona il cibo e offre contributi, mantenendo viva una tradizione che unisce le persone in un clima di fede e fratellanza. Anche quest’anno, la partecipazione è stata numerosa, segno dell’attaccamento della popolazione alle proprie radici e alla figura di San Giuseppe.

La manifestazione è stata curata dai volontari del Comitato San Giuseppe, che da anni si occupano dell’organizzazione, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, del Servizio Civile Universale oltre che di numerosissimi cittadini che hanno prestato gratuitamente il proprio tempo e impegno, contribuendo a rendere il tutto possibile.

L’evento non è solo una festa religiosa ma un’occasione d’incontro e di scambio tra generazioni e famiglie, un’opportunità per rinsaldare legami sociali e testimoniare la forza della Comunità molochiese. Quest’anno, l’atmosfera di festa è stata ancora più palpabile, con la presenza di tanti giovani e bambini che hanno preso parte attivamente, dimostrando come le tradizioni possano continuare a vivere anche nelle nuove generazioni.

L’evento di oggi rappresenta, dunque, non solo un omaggio a San Giuseppe ma anche una testimonianza della forza della comunità di Molochio, che ogni anno si ritrova per celebrare insieme una tradizione che unisce fede, cultura, identità e coesione sociale.  (rrc)