L’OPINIONE / Vincenzo Speziali: Elezioni a Catanzaro tra insolenze e malafede

di VINCENZO SPEZIALI – La gente fa gaffe, sapendo di mentire, anzi attua ‘disinformatzia’ alla sovietica, poiché ha qualche docente -pratico della materia, in virtù della sua formazione da culturame che ne discende- e fa propaganda becera, persino condendo il tutto con atteggiamenti al limite dell’insolenza, piuttosto che dell’impudenza.
Ciascuno possiede il suo stile: il mio è quello di un elegante signore, del presunto in capo ad altri, non mi soffermo!
Ovviamente, mi riferisco a Fabio Guerriero, il quale dà a me del “turista” – dimostrando persino una forma di razzismo strisciante (o almeno così lo interpreto!), in quanto siccome alle volte io sono a Beirut da mia moglie che è anche libanese (oltre che italiana) e i miei figli abitano lì, vado a trovarli se loro non vengono qui da noi- dicevo il Guerriero, nell’esprimere un tentativo di delegittimazione (poveraccio è tanto preso a girovagare tra PD e dintorni), senza riuscirci, bensì ridicolizzandosi, ha mistificato fatti storici e delibere pubbliche.
Quando, al pari del suo ‘Vate’ – ovvero l’aspirante Sindaco Donato – dice che il frazionamento del territorio provinciale è una delle cause di impoverimento sia per il ruolo che per il sistema della Città, entrambi sostengono una cosa vera (in ossequio al calcolo delle probabilità, cioè che in mezzo a molte cose discutibili, dicono pure una condivisibile), però ha omesso il collega Guerriero, di dire che tutti gli atti di competenza della Regione, furono firmati dalla Giunta a cui capo vi era Rosario Olivo, il quale a sua volta risulta essere uno dei supporters di questa ‘spacciata’ (nel senso che la si smercia in tal maniera) alleanza civica, che però è un arcobalenesco schieramento.
Olivo è stato Presidente della Regione dal 30 Dicembre 1987, fino all’1 Febbraio 1992 (quindi sostenevo il vero pure per ciò che concernono gli aspetti della datazione storica), ragione per la quale il tentativo maldestro di Guerriero, circa la mia inesistente inesattezza – notoriamente, ribadisco di avere un cervello meglio di Google e poi dico sempre la verità! – fa si di lui un turista, ma della storia, ed anche della preparazione e della buonafede: fosse costui a studiare – e pure molto o meglio!- poiché il sottoscritto lo fa, credibilmente, notoriamente e proficuamente, da una vita!
La costituzione delle province di Vibo e Crotone (con decreto di istituzione da parte dell’esecutivo nazionale) è del 6 Marzo 1992, ragione per cui gli atti di competenza regionale (come il parere preventivo) sono tutti antecedenti e si rifanno fino alla fine del 1991, cioè alla Giunta Olivo.
Consiglierei a Fabio Guerriero, dei corsi di ripetizione con il suo professore di riferimento, poiché sicuramente quest’ultimo non farà il sindaco di Catanzaro (se per questo nemmeno di Shangai), quindi potrà continuare ad insegnare e a dare qualche lezione ad uopo.
In più, mi preme aggiungere, in merito a quanto mi è stato fatto da alcuni controfiguri (neanche figuri!) del mio Partito, come tutto sia raccapricciante, oltre che immondo: mentre io giovedì 28 -ne ho le prove! – ero in un colloquio amicale con Salvini – con il quale ho notoriamente un ottimo rapporto personale – il De Poli – personaggio che giudico, politicamente, non in modo positivo, mentre per il resto che va dalla moralità ad altro, non è il sottoscritto ad avere competenze ed attendo, ove mai, eventuali risultanze- questo De Poli, dicevo, credo che abbia pensato bene di ‘bruciare’ i tempi, rilasciando un’affrettata dichiarazione (per me improvvida) a favore del solito Donato, poiché temeva che io potessi fare chissà cosa per indurre, qualcuno a ripensarci: De Poli, evidentemente, non considera che le visite ad amici -pure se di Partiti differenti- possono essere solo per un atto di sincera cortesia (qual’è stata la mia con Salvini, a cui ribadisco stima e affetto), però, potrebbe apparire chiaro come ognuno giudica le altrui persone, partendo da se stesso!
Che si sappia sin da ora – come Cesa sa – che io dopo le elezioni, tramite la Patriarchia Maronita, chiederò un incontro – che mi sarà accordato! – con il Patriarca di Venezia e con il Vescovo di Padova (diocesi suffraganea alla città lagunare e città di riferimento di codesto probabile ex futuro parlamentare, cioè De Poli, appunto), dove illustrerò, con testimonianze ed evidenze, quanto ho patito, per mantenere coerenza, identità e alto ancora.
Troppo facile, sempre per De Poli, dirsi cristiano e avversare ignobilmente il sottoscritto, che con purezza di cuore, generosità e disinteresse, ha presentato la lista completa (in presenza di testimoni come il Sen. Gino Trematerra a cui rivolgo un ringraziamento di affetto e riconoscenza), per poi sentirsi dire da Cesa – obbligato dalla ‘combriccola’ (presuntamente?) politica del padovano senatore De Poli appunto – che si preferivano le fantasie ‘depistatorie’ (sempre politicamente parlando, poi fate voi se pensate ad altro) del Merante (i cui nominativi sono a tutt’oggi oggetto misterioso e non vi è traccia alcuna, coerentemente a ciò da me, sempre e veritieramente, sostenuto), oppure di Flavio Cedolia, del quale ricordo a me stesso come sia ‘noto’ presso i frati minimi del santuario di S.Francesco di Paola.
Si badi bene come financo per quest’ultimo, ho dato dimostrazione della sua scarsa sincerità, in virtù delle prove già divulgate, attraverso agli organi di informazione calabrese come sempre il Cedolia sia, notoriamente, alla ricerca forsennata di un qualsiasi ruolo pubblico, in carico al Partito stesso e per il quale espone, politicamente parlando, l’UDC tutto a figure barbine, non solo dal punto di vista massmediologico.
Per tali motivi, che so o differenti da codesti ‘personaggiucoli’, io sono stato, continuo ad essere e sarò, non un democristiano, bensì la democristianita`, coerente, legalitaria, e morale, poiché è questa la nostra storia, anzi, aggiungo che non ne faccio parte, bensì sono essa!
Mio nonno, ha firmato l’Appello dei ‘Liberi e Forti’, il 18 Gennaio del 1918 a Palazzo S. Chiara con Sturzo (di cui era amico, poiché presentatogli dal Cardinal Tardini, che in seguito divenne Segretario di Stato di Sua Santità Giovanni XXIII), così come ha poi fondato assieme al futuro S. Paolo VI, a De Gasperi, a Giulio Andreotti e a Giuseppe Spataro (nel salotto di questi), il 19 Marzo del 1943, la Democrazia Cristiana: per caso De Poli, Merante e Cedolia, hanno tali ascendenze? Ma mi facciano il piacere, questi girovaghi siglistici, ovvero incredibili politici, oppure incoerenti cristiani!
Con orgoglio voto e farò votare Talerico (quale delegato alla rappresentanza di una delle sue liste, ovvero quella che avevo destinato all’UDC e che il trio sopracitato ha rifiutato, in ossequio a evidenti e disdicevoli motivazioni non attinenti alla vera politica), anzi, aggiungo pure che porterò all’attenzione ufficiale dell’Internazionale Democristiana (la cui Presidenza, notoriamente, è nel mio stato di famiglia muliebre), l’antidemocrazia interna all’UDC e i ‘martiri’ che mi hanno inflitto ingiustamente -per motivi che so e dei quali ho prova- così in piena campagna elettorale si prenderanno ciò che meritano, magari il richiamo o altro ancora, in base allo statuto e all’opportunità. Poi ricostruiremo, certamente un’aggregazione più grande e più credibile (come stiamo già facendo) e derubricheremo tra i trombati e i non rieletti, certi inopportuni soggetti ed io riprenderò possesso di ‘casa mia’, la quale non lascio -a differenza di altri, per imporsi come candidati, in campi di altri- e continuerò una missione di carità laica, quale, per l’appunto, deve essere la politica per ogni buon cristiano e per i democristiani, ancora di più.
Di conseguenza, in base a ciò finora illustrato, ribadisco l’impegno a favore della città e del modo in cui debba rivivere, operando nel senso più volte illustrato e credo che Talerico abbia le carte in regola, oltre alla libera passione e la giusta visione.
Faremo di Catanzaro, la ‘Capitale della Calabria, nell’ottica lapiriana’, dando un contenuto concreto a queste accezioni.
Donato, già Donato…cosa dovrei aggiungere? Lui si rifà a Berlinguer, mentre io a Moro. La differenza, a parte la straordinaria grandezza del mio Presidente che è ineguagliabile, sta nel fatto che Berlinguer, politicamente e storicamente, ha perso (infatti a sinistra ha vinto Craxi e non Fabio Guerriero), mente Moro ha trionfato e trionfa ancora, non solo in nome e per conto dei democristiani, bensì di tutte le persone libere e incondizionate.
E poi – parliamoci chiaro – noi siamo eleganti come gli chic d’annata, non fricchettoni mediocremente britannici, con pantaloni di velluto, demodé, anni ’60: ogni riferimento, è puramente casuale! (vs)

CATANZARO – Il centrodestra e il ruolo della Lega per la scelta del sindaco

di VINCENZO SPEZIALI – Tutti sanno che io sono disposto e disponibile per la sintesi solidale e l’unitarietà del Centrodestra con tutte le sue articolazioni: nessuno perciò può credere al contrario di quanto dico e di quanto sto cercando di fare, per di più alla luce del sole ed in modo pubblico!

Ho, ripetutamente, fatto appello agli esponenti della mia parte politica -non solo del Partito che mi onoro di rappresentare a livello cittadino e che a seguito di una telefonata odierna con il Segretario Nazionale On.le Lorenzo Cesa (al quale rinnovo amicizia coerente, da molti lustri), assieme al caro amico Sen. Antonio De Poli, Presidente del Consiglio Nazionale e Commissario Regionale, i quali mi rinnovano la fiducia e la responsabilità ufficiale sulla lista (che per altro presenterò domani con le adesioni all’UDC, poiché si aderisce ad una idealità e ad un programma di Partito)- dicevo quanto e come, ho invitato la riapertura di un tavolo del centrodestra (poco importa se a livello locale o nazionale), anche per chiarire le ragioni di una frantumazione dell’alleanza, oppure il rinnovato slancio dello stare assieme.
A tal proposito, proprio stamane (anche a seguito di ieri e dopo averlo concordato con il Sindaco Sergio Abramo, a cui rinnovo la mia amicizia riconoscendogli una buona amministrazione per i conti del Comune), ho ripregato il Presidente del Consiglio Regionale, On.le Filippo Mancuso -essendo la più alta carica istituzionale a livello regionale che esprime la città, anche in considerazione della sua appartenenza ad un Partito fondamentale per il centrodestra e dal quale non ci si può allontanare, per convinzione personale del sottoscritto e dei dirigenti nazionali dell’UDC, di cui faccio parte pure a Roma- ed appunto lo chiedo nuovamente, poiché non penso a scelte aprioristiche (come ho sempre detto!), bensì ad una condivisione che sia la più unitaria possibile e che io auspico possa essere da parte di tutte le componenti del nostro schieramento.
Catanzaro è un test nazionale -ed io solo l’ho fatto notare per primo ed in tempi non sospetti, ovvero dal mese di novembre scorso- quindi dobbiamo esperire, ovviamente a fronte di incontri a cui va da sé dovrò partecipare, ogni lecito ed umano tentativo e solo dopo, ci si potrà determinare per chiunque, persino a maggioranza, fermo restando che tutte le componenti sono essenziali, ma quelle che vivono con noi o che si ispirano al PPE hanno ‘asse privilegiatio’ in tal senso.
La Lega -guidata a livello nazionale dal Sen. Matteo Salvini (con cui mi onoro di avere un rapporto personale e positivo e che non ho esitato, correttamente, sentitamente e doverosamente di difendere per certe esternazioni improvvide e che pure il suo Partito locale ha stigmatizzato)- ribadisco, la Lega, è ovviamente parte essenziale di questo percorso e il sottoscritto ne risottolinea (al pari e congiuntamente del Segretario Nazionale e del Commissario Regionale), assieme a Forza Italia, Noi con l’Italia e Coraggio Italia (con i quali siamo al Governo Regionale e Nazionale, perciò pure con Salvini).
Parimenti, in ossequio alla nostra tradizionale e convinta presenza (dignitosa e non dubbiosa) nel campo del centrodestra, auspico (ed auspichiamo), un momento di confronto con gli altri alleati e cioè Fratelli d’Italia, guidati in loco dalla cara amica On.le Wanda Ferro, con cui vi è la interlocuzione naturale, nel pieno rispetto delle determinazioni che si vorranno dare.
Vi sono ragioni per stare insieme e per insieme continuare a stare, pure a fronte di un ossequio agli elettori di area, i quali, indipendente da tutto, l’anno prossimo dovranno votare un’alleanza alla quale da noi alla destra democratica e repubblicana, tutti apparteniamo.
Aggiungo in ultimo -non perché sia meno importante- che la lista da me predisposta assieme ai mondi di comune ispirazione (essendovi traccia evidente di interlocuzione non solo con il sottoscritto, bensì con il Partito tutto), benché mi sia stata rinnovata la responsabilità in tal senso (per ovvi motivi scaturiti dall’evidenza dei fatti e delle certificazioni date alla Direzione Nazionale, non da me, ma da queste organizzazioni del collateralismo democristiano) è ancora aperta alla solidale partecipazione unitaria -purche` convinta- di chiunque accetti tale lecita, naturale e democratica impostazione, nel pieno rispetto delle persone (“Ogni persona è un universo” come disse il Presidente Aldo Moro, l’8 Novembre del 1942 all’Università di Bari) e quindi, in coerenza di ciò, auspico come persino chi dovesse avere un solo nominativo che si metta in contatto con me, il quale è e rimane -a fronte delle interlocuzioni odierne e della fiducia rinnovatami- a servizio del Partito e per una inclusione da ‘Umanesimo integrale’, che si rifà a Maritan.

Amministrative Catanzaro: Vincenzo Speziali commissario cittadino UdC

Vincenzo Speziali è stato nominato da Lorenzo Cesa, segretario politico dell’UdC, commissario cittadino a Catanzaro per le prossime elezioni amministrative al Comune del Capoluogo della regione. Ecco il suo commento.

di VINCENZO SPEZIALI – Ringrazio il mio amico on.le Lorenzo Cesa – Segretario Nazionale dell’UDC – con il quale ho, notoriamente, assiduità familiare e una militanza comune da trentadue anni, avendole sempre condivise con lui e in lui vedendo e riconoscendogli, per quel che mi riguarda, la naturale leadership.
Tutti sanno che sono un democristiano coerentemente, rocciosamente e orgogliosamente convinto, perciò fonderò i ruoli di Coordinamento della Federazione Popolare dei Democratici Cristiani -che mi ha assegnato il Presidente Nazionale on.le Giuseppe Gargani, confermato in data 14 Febbraio a margine della riunione al Collegio Maronita, dove erano presenti tra gli altri, gli On.li Tassone (senza Bordino), Siciliani e Intrieri, con l’avv. Petramala e sentito l’On.le Manti- ed in più integrando questo nuovo incarico nell’UDC, quale membro della Direzione Nazionale con delega ai rapporti con i mondi di comune ispirazione, alfine di favorire la sintesi di un’area moderata, liberaldemocratica e riformista, che si identifica nel PPE e nell’IDC, oltre che nella migliore tradizione della buona governabilità.
A tutto ciò si aggiunge, pure l’incarico specifico a livello locale, che intendo assolvere nel migliore dei modi e con equilibrato giudizio, anche in virtù di come relazionato allo stesso on.le Gargani, che ha auspicato siffatta prospettiva, la quale assieme a lui stiamo portando avanti, a livello nazionale, con l’on.le Cesa per l’appunto, e con il sen. De Poli e gli On.li Manti, Siciliani, Intrieri, Trematerra e dell’Avv. Petramala.
Ciò premesso, ci auguriamo che pure altri amici storici e nuove energie possano allargare questo nostro sforzo convinto e continuo, a cominciare da Noi con l’Italia, attraverso gli amici on.li Lupi, Galati, Colucci e Ranieli (Foti invece, a quanto sembra, è impegnato culturalmente nella sua Fondazione), oltre che ai dott.ri Pichierri, Ritorto, Colace, Rosato, Vento, Gerace e Stanizzi, ad esempio, così come altri ancora, come l’avv. Antonello Talerico.
Per ciò che concerne, invece, il mio ruolo di Commissario UDC a Catanzaro -con delega alla presentazione della lista e ai rapporti interpartitici, pure in vista delle prossime Amministrative- non solo intendo far presente quanto ho di già scritto sulla stampa, ma dare un contributo, da ora in avanti, ancora più incisivo, rappresentando e difendendo, seppur con modestia, le nostre idee, le quali non sono affatto scontate come qualcuno erroneamente potrebbe pensare (nonostante improvvisi comunicato firmati e che non trovano riscontro nei vertici nazionali (e anche di ciò ne ho discusso con l’On.le Cesa).
In ogni modo, ringrazio di cuore, l’amico antico Giovanni Merante, che conosco dai tempi in cui lui collaborava con un illustre politico calabrese – mio testimone di nozze, oltre che caro amico di famiglia – cioè il grande on.le Agazio Loiero (esempio di una politica bella, vera e di livello elevato).
Pur confermando che do per scontato il posto di capolista alle prossime elezioni comunali dell’amico Merante – che quando sarà possibile in virtù dei suoi notori e molteplici impegni di lavoro incontrerò a breve- sin da adesso tutti sappiano come è giusto e normale sentirsi democraticamente e dignitosamente rappresentati e per di più padroni in questa ‘casa’, giammai ospiti indesiderati o mal sopportati.
Parimenti per il Comune di Catanzaro, chiedo, sin da ora alle forze dell’alleanza di Centrodestra un incontro, ovviamente aperto ai rappresentanti delle forze civiche di quest’area, poiché non ho intenzione di permettere che vi sia un annacquamento dell’identità del nostro schieramento, per di più in un test dove al voto è interessato il Capoluogo di Regione.
Financo di ciò ne ho discusso con l’on.le Cesa e ho avuto modo di interloquire con il Vicecommissario Regionale dott. Flavio Cedolia, ai quali ho illustrato la mia visione, ribadendo che sino a quando non si risolveranno nodi politici, tematiche culturali, giuste istanze identitarie, concrete procedure programmatiche, non si può ossequiare un dogma -seppur laico – e quindi credo che sia necessaria un’ulteriore interlocuzione.
Mia premura sincera, doverosa e sentita – così come sempre ho fatto in passato – sarà nei prossimi giorni, quale primo impegno, rendere omaggio, a Sua Eccellenza Reverendissima l’Arcivescovo Metropolita Mons. Maniago, quale nostro Pastore illuminato, persino in ossequio al mio credo, che viene ad essere laicamente impegnato nella società. (vs)

[Vincenzo Speziali è Componente della Direzione Nazionale dell’UDC]

A Beirut nel PPE si parla anche del futuro sindaco di Catanzaro

di VINCENZO SPEZIALI  – In questi giorni a Beirut, assieme al Partito Kataeb di cui è Leader l’ex Capo dello Stato Libanese nonché Presidente dell’Internazionale Democristiana e di Centro, Amine Gemayel, stiamo ricevendo la delegazione europea dell’IDC -ovvero il PPE- di cui sono membri in Italia l’UDC e Forza Italia.
Notoriamente la Presidenza dell’IDC -Internazionale Democristiana e di Centro- di cui sono membro dell’Ufficio Politico, mi ha delegato a seguire le vicende del nostro Paese, alfine di trovare la maggiore unità possibile tra le forze partecipanti alle due organizzazioni transnazionali e favorendo l’ingresso -sempre con l’obbiettivo dell’unità tra i moderati- di nuove forze politiche, accompagnando un processo di integrazione convinto, circa le nostre idealità e progettualità.
Oltre ad affrontare le vicende negli attuali scenari di crisi come lo stesso Libano ed anche l’Ukraina, sarà un’occasione per degli incontri bilaterali tra i politici italiani, che promuoverò in tal senso e per l’obbiettivo prefissato: costruire una grande alleanza moderata in capo al PPE e all’IDC, la quale dovrà essere organica, partendo dal rinnovo dei Comuni -soprattutto quelli Capoluogo di Regione come Catanzaro- rimanendo fermo il concetto a favore del campo largo a guida moderata e sempre in chiave politica.
Difatti solo essa può rappresentare i leciti bisogni e le giuste aspettative dei cittadini, dando una visione concreta, una traccia per il futuro e la possibilità di uno sviluppo coordinato e credibile, proprio nel momento in cui dovremo programmare bene e spendere meglio i finanziamenti europei, rappresentanti un’ occasione più unica che rara.
Faremo la nostra parte, con responsabilità e passione, poiché sono le persone alle quali ci rivolgiamo e per le quali ci batteremo. (vs)

Vincenzo Speziali: il modello Calabria per il Progetto del Centro moderato

Vi è un costante lavorio dietro le quinte, da parte di Vincenzo Speziali, il quale sta organizzando una sorta di Camaldoli 2.0, per il 15 Febbraio, a Roma, alla presenza dei leaders nazionali dell’area moderata, alfine di trovare una sintesi e lanciare un progetto unitario, sotto l’egida di qualche esponente della Curia Vaticana e dell’Idc (Internazionale Democristiana, di cui è massima espressione l’ex Presidente del Libano, Amine Gemayel), oltre che del PPE.

A tal proposito infatti, dopo questo incontro romano, è prevista a Beirut, dal 5 al 9 Marzo -ufficialmente per discutere la situazione drammatica che attanaglia il Libano- anche un vertice dell’IDC e del PPE, dove sono previste tavole rotonde politiche e dove -con l’occasione della presenza della folta delegazione italiana- si riprenderà il “discorso” che inizierà appunto la prossima settimana a Roma.

Secondo indiscrezioni, infatti, una di queste tavole rotonde -dei vertici democristiani internazionali – avrà come titolo “Progetto Politico Federativo Calabria, come modello nazionale per il Centro Popolare e Moderato”, che dovrebbe vedere la partecipazione tra gli altri, pure degli Onorevoli Cesa, Lupi, Gargani (e si spera anche Mastella), oltre allo stesso Speziali, nella qualità di “padrone di casa”, svolgendosi, appunto, tale serie di incontri a Beirut (organizzati dal partito Kataeb, il cui Presidente è proprio Amine Gemayel e quindi il vero organizzatore, assieme al PPE).

Insomma, un’intuizione calabrese, prende forma e Vincenzo Speziali sta mettendocela tutta per arrivare a conseguire il risultato sperato, anche con l’ausilio di spezzoni di Oltre Tevere, con cui è in contatto, persino grazie al Cardinal Patriarca Maronita, che lo “assiste”, notoriamente, passo passo, avendolo ricevuto più volte e in modo ufficiale, oltre che con la copertura di Gemayel (quindi dell’Internazionale Democristiana) e perciò di mondi solitamente molto influenti, dal punto di vista politico e diplomatico. (rrm)

Area di centro: interesse dal Libano verso il modello federativo calabrese

Sta suscitando un grande interesse, anche al di fuori dell’Italia, il modello federativo dell’Area di Centro nato in Calabria. Il suo coordinatore Vincenzo Speziali, ha riferito in una nota di un incontro avvenuto in Libano con il Cardinale Beshara Butros Rai, Patriarca di Antiochia dei Cristiani Maroniti, presso il Patriarcato Maronita di Bkerke’ (Libano).

Youmna Gemayel, il Cardinale Beshara Rai (Patriarca dei Cattolici Maroniti) e Vincenzo Speziali
Youmna Gemayel, il Cardinale Beshara Rai e Vincenzo Speziali

«Durante la visita – ha detto Speziali – che ho reso, assieme a Madame Youmna Gemayel, in forma ufficiale, alfine di renderlo edotto, dell’intensa attività che si sta portando avanti in Italia, anche attraverso il mio incessante impegno, a favore di una sintesi (più amplia possibile) dell’area politica centrista e moderata – comprendente le culture democristiane, liberaldemocratiche e riformiste – che si identificano nel PPE in Europa e nell’Internazionale Democratica Cristiana e di Centro nel mondo e quest’ultima che ha come leader l’ex Presidente del Libano Amine Gemayel, Sua Eminenza ha tenuto a far sapere, espressamente, attraverso un collegamento video telefonico con il senatore Clemente Mastella, Segretario Nazionale di Noi di Centro di non solo guardare con interesse bensì con assoluta condivisione e supporto, le iniziative intraprese dal sottoscritto, alfine di partire dal modello federativo nato in Calabria e da me coordinato, alfine di replicare ovunque in Italia tale esperimento e finalizzato a dare una casa unitaria ai moderati.
«Sua Eminenza – scrive nella nota Speziali –, ha anche espresso il desiderio ai suoi interlocutori, di poterli incontrare -con me- a Roma, durante il suo prossimo viaggio nel mese di febbraio, assieme all’on. Lupi (il quale non è potuto intervenire), e ha ringraziato la nostra area politica dell’interesse che ho espresso a favore della presenza dei Cristiani nell’area mediorientale, i quali sono motore di convivenza pacifica per gli appartenenti a tutte le confessioni religiose». (rp)

Catanzaro: le manovre per il futuro sindaco. Una precisazione di Vincenzo Speziali

Nel gran mormorìo di voci per il futuro sindaco di Catanzaro (in scadenza prima dell’estate e non rinnovabile) s’innesta una polemica di non poco conto nell’area centrista.  Il coordinatore regionale federativo dell’area di Centro (Noi con l’Italia, Noi di Centro, Democrazia Cristiana, Popolari Liberaldemocratici e Riformisti, Federazione Popolare dei Democratici Cristiani) Vincenzo Speziali puntualizza la posizione a proposito delle candidature.

«Leggo – scrive in una nota Speziali –, sulle pagine della Gazzetta del Sud del 3 Gennaio 2022, come io mi trovi favorevole alla candidatura a Sindaco di Catanzaro, del prof. avv. Valerio Donato (validissima persona), unitamente all’avv. Antonello Talerico (illustre amico, verso il quale non nascondo stima) e all’on. Baldo Esposito (mio esimio ex collega in Consiglio Comunale e, pure con egli in rapporto di amicizia).
Per completezza, si aggiunge anche – sempre nel corpo dell’articolo medesimo – financo il nome di Giovanni Merante, del quale ho vago ricordo di quando era assistente parlamentare di un grande politico calabrese (a cui notoriamente sono legato, ma che lui, il Merante ovviamente, fa di tutto per omettere ciò) e dalla memoria riaffiora la circostanza che siamo entrambi stati colleghi in Consiglio Comunale – dove quando prendevo la parola, notoriamente esprimevo concettualità politico amministrative e per di più in italiano, mentre non commento gli altri, più o meno nella fattispecie – e adesso lo ritrovo Segretario provinciale dell’UDC, nel quale non è stato in grado di inserire in questa lista il suo candidato alle regionali ultime scorse, il che mi sembra ardito come costui possa essere Kingmarker (con buona pace di Lord Richard Neville), di un candidato qualsiasi e per qualsiasi carica.
Per carità, tutto può essere nella vita e poi tentar non nuoce, però se uno ingozza un bassotto, non lo fa divenire un alano, bensì si troverà sempre un bassotto e per di più goffo (il paragone non ha nulla a che spartire con la stazza merantiana).
Ciò premesso, confermo di guardare con interesse a tutte le ipotesi che partono dai programmi e dalle prodromiche visioni di buona amministrazione a favore della città e del suo futuro, in quanto gli anni che verranno sono un’occasione irripetibile di risorse, da utilizzare per uno sviluppo sostenibile, oltre a fare sì che vi si possa, attraverso esse, gestire concretamente, il ruolo – da me per primo coniato! – di Capitale della Calabria, di cui Catanzaro è insignita dagli albori del regionalismo calabrese.
Tanto più e tanto meglio, se la cosa la si facesse assieme a Baldo Esposito, Antonello Talerico e – perché no? – anche con Filippo Mancuso, attuale Presidente del Consiglio Regionale ed unico eletto (al momento!) della città, a cui si deve guardare con rispetto e attenzione, in quanto trattasi di un politico serio, oltre che stimato.
Aggiungo pure come, auspicherei un tavolo riflessivo comprendente anche Claudio Parente e magari Rino Colace e altre figure compatibili ed omogenee, di comune estrazione culturale, però come si può notare, sto sforzandomi di delineare il pensatoio per una fucina del programma, non certo il totonomi, che svilisce l’azione politica e la credibilità di essa.
Usciamo da un’Amministrazione comunale incentrata dal protagonismo esasperato e narcisistico – non solo della figura preposta al ruolo apicale – quindi l’antitesi di ciò che dovrebbe rappresentare un Sindaco – e condizione primaria per farlo, soprattutto in una città Capoluogo di Regione, è quella di essere un politico, non uno che tautologicamente si spaccia manager e si ritrova a fine mandato con il Gruppo Misto come il Gruppo Consiliare più numericamente corposo: è il segno dei tempi, quasi fossimo in scala ridotta e con le dovute differenziazioni, al termine dell’epoca di Napoleon le petit!
Trovo inutile e prematuro, perciò, continuare a discettare sui nomi, perché vengono dopo i progetti sui quali dobbiamo, tutti quanti confrontarci e scrivere assieme, tenendo sempre ben presente, come è auspicabile, in tempore actualis, non soffermarci agli schieramenti che sono fallaci e che dopo le elezioni del Presidente della Repubblica saranno destrutturati, ragione per la quale, mi appello, nuovamente, al buon senso e all’amore cittadino, non a quello poltronistico, che per altro afferisce a questuanti o a neofiti, oppure al combinato disposto di entrambi.
Certo, noto un movimento al centro, ma se tale condizione fosse realmente sentita da coloro i quali fino ad oggi hanno militato in schieramenti, dovrebbero lasciare essi, ovvero i blocchi bipolari (maldestramente posticci e ineficentemente muscolari) al mal tempo che sta finendo, aggiungendo per fortuna e finalmente.
Ben venga quindi e con interesse il prof. avv. Donato, come pure l’interlocuzione con il prof. Nicola Fiorita (altro caro amico personale e di gioventù), ove mai quest’ultimo la ricercasse e la desiderasse, ma al momento, inauguriamo un tavolo per le idee, altrimenti ci ritroveremo con l’antipolitica che soffierà i suoi veleni, come il vento sul fuoco e noi non costruiremo nulla, semmai ci troveremo ad assistere al disastro in cui Grillo e De Magistris ci hanno condannato, senza nulla costruire e dopo le loro performance elettorali da capogiro, senza governo e amministrazione.
Per evitare ciò, sono disposto pure ad andare in montagna come facevano i partigiani, i quali per inciso erano non a maggioranza comunista, bensì democristiana, poiché le elezioni dopo quell’epoca le ha vinte sempre la DC (il centro moderato e a favore della governabilità), mica il PCI con la sua propaganda (la quale era simile a quella degli attuali comici genovesi o dei finti giuristi partenopei importati in terra calabra)». (rp)

Vincenzo Speziali coordinatore regionale di Noi con l’Italia

Al calabrese Vincenzo Speziali è stato ufficializzato l’incarico di  Coordinatore Regionale Federativo Congiunto per la Calabria di Noi con l’Italia/Democrazia Cristiana/Popolari, Liberaldemocratici e Riformisti. L’incarico assegnato l’11 Dicembre 2021 a Palermo, «sia dagli on.li Maurizio Lupi e Alessandro Colucci, che dal Leader della DC, sen. Salvatore Cuffaro – ha dichiarato Speziali –, mi spinge ancor di più ad impegnarmi, in Italia, e nella nostra Regione a favore della ricerca di una sintesi politica di quest’area moderata, che si vuole integrare, pure con le culture laiche già citate nella dicitura del Coordinamento.

«Il mio sarà un intendimento forte, senza risparmio di energie, affinché tutti possano partecipare alla costruzione di un nuovo ed unitario soggetto centrista (ancorato ai valori del PPE e dell’Internazionale Democristiana e di Centro), partendo da questo cantiere aperto in Calabria lo scorso mese di marzo e dall’esperienza siciliana – la quale oggi ha pure essa visto la luce nella prospettiva delle elezioni di Palermo e della Regione Siciliana- per offrire, inizialmente attraverso un modello federativo delle forze costituenti per poi, successivamente, confluire in una unica forza partitica. È chiaro come le riunioni che andrò a convocare dopo le prossime vacanze natalizie e nei tempi stabiliti – a seguito di una condivisione e compartecipazione generali- dovranno produrre non solo proposte di fusione futura, bensì e preliminarmente, progetti e programmi a favore della gente e di sviluppo migliore della società, contrassegnando il tutto a favore della buona politica.
«Il mio compito – ha detto ancora Speziali –, il quale assolverò con passione e convinzione, sarà, almeno per quanto concerne la nostra Regione, quello di coinvolgere tutte le forze che si riconoscono in codesta prospettiva -quindi non solo le già citate o che saranno menzionate, in tale comunicato stampa- senza esclusione di sorta per nessuno, essendo convinto del motto (sempre verde) “solidarietà cambia il mondo”, slogan della Democrazia Cristiana di Arnaldo Forlani e oggi più di allora valido.
Coerentemente, infatti, in virtù di reiterati contatti avvenuti, nei prossimi giorni incontrerò pure l’amico on. Mastella, fiducioso come sono del fatto che pure con lui sarà possibile trovare modi e termini per l’ok di tale ruolo di marcia, anche grazie allo sforzo comune che ci siamo prefissi alla stregua dei pontieri, Saverio Romano, Alessandro Colucci, Giuseppe Galati, Antonello Antinoro, Leone Manti, Bonaventura Lamacchia, Franco Pichierri, Franco Zoleo e il sottoscritto, pur non dimenticando gli altri amici, i quali non vengono citati in ossequio a rispettosa e doverosa discrezione.
«Sin da adesso dichiaro che auspicio autentico è di aprire il Coordinamento da me guidato (e il relativo Comitato Assembleare che ne discendera`), anche alle formazioni civiche locali, anticipando l’intenzione di organizzare un’ Assemblea Nazionale di due giorni, la quale prevedo avverrà, in ossequio alle dovute e doverose forme di rispetto istituzionale, dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica». (rp)

Sacal / Speziali (Noi con l’Italia): «Una situazione grottesca e dilettantistica»

Sulla vicenda Sacal è intervenuto il Coordinatore regionale di Noi con l’Italia e Federazione Popolare dei Democratici Cristiani, Vincenzo Speciali. «Da quanto stiamo apprendendo – ha detto Speziali – in merito alla vicenda che investe la Sacal, con relativa dubbia regolarità della scalata dei soci privati, in capo ai quali oggi vi si trova il pacchetto di controllo maggioritario della società aeroportuale, la tal cosa assume, molto poco probabilmente, connotati a metà strada tra il grottesco, l’insipienza, il dilettantismo e la negligenza, per la quale – a questo punto – sarà la magistratura ad appurare se è da considerarsi colposa o dolosa e se vi si incorre, financo, nella malagestio.
«Di certo, va dato merito al Presidente Occhiuto di essersi mosso, non appena insediato, per denunciare il fatto (anche se nel caso di specie sarebbe opportuno definirlo misfatto), così come è anche doveroso dare merito all’ENAC di essere intervenuta energicamente, inviando le carte – con relativo esposto – alla Procura di Catanzaro, nella persona del dott. Nicola Gratteri.
La questione, però rischia di essere maggiormente più scabrosa (tanto per usare un eufemismo), perché qui ci sono in ballo anche i finanziamenti europei di 25 milioni, il cui iter coinvolgeva la Regione, ovvero lo stesso ente gestito chissà come da questo improbabile Spirlì, il quale voleva (…e magari vorrebbe ancora…) farsi passare come un politico, persino bravo o di razza, mentre da tutto ciò emerge il suo dilattentismo, che gli elettori e i calabresi sono gli unici a dover decidere se è becero o meno.
«È chiaro che con una maggioranza ai privati, il finanziamento, a norma di legge, non si potrebbe dare, però tutto questo veniva non considerato dal facente funzioni in quota Lega, anche perché non conosce, anzi misconosce il soggetto in questione, cioè Spirlì Nino per la precisione, tali meccanismi disciplinati dalle procedure vigenti, in Italia e a livello Comunitario:siamo all’apoteosi del dilettantismo, smerciato a suo tempo come un valore, mentre oggi, sulla nostra pelle, paghiamo un simile, avventato, fallimentare e propagandistico qualunquismo!
«È da questa estate che ripeto come sia necessario formare una classe politica, legittimata e coerentemente credibile, per governare i processi e gli esecutivi (dal nazionale ai locali), ma nessuno ha avuto l’onestà intellettuale di convenire con me o di, almeno, fermarsi a ragionare, circa quanto proponevo e i fatti lo stanno dimostrando, a ben donde.
«Ho sempre pensato che la politica non si faccia con le cause in Tribunale, però al punto in cui siamo arrivati, anche per spazzare via questo insopportabile e pericoloso dilettantismo quantificabile come un tanto al chilo, valuterò personalmente e proporrò alla mia aggregazione partitica, un’azione legale, ove mai sussistessero i presupposti e fossero accertate le responsabilità degli incompetenti specifici o di un incompetente notorio, poiché o si ritorna a dare autorevolezza nel regionalismo come nelle istituzioni parlamentari e governative, oppure la vedo male – e di ciò purtroppo ne pagheranno le conseguenze i cittadini come al solito – anche per quanto concerne la spesa dei fondi comunitari in arrivo per il Paese e la Regione. (rrm)