Lo scienziato Gianfranco Bertone – coordinatore all’Università di Amsterdam del Centro di eccellenza in gravitazione e fisica astroparticellare – è un reggino doc. Ha studiato al liceo scientifico Leonardo da Vinci e una ventina d’anni fa è andato via, altro “cervello in fuga” a studiare formarsi nella materia che più lo affascinava, l’astronomia. Oggi Bertone, 42 anni, è un apprezzato ricercatore, dedito alla divulgazione scientifica. Un potenziale prossimo Nobel, per dirla in breve.
Ecco l’intervista video che ha rilasciato a Calabria.Live durante il suo soggiorno a Reggio, dove ha presentato il suo bellissimo libro “Dietro le quinte dell’Universo” (Carocci editore).
CAMMARIERE E PEGNA: L’ORGOGLIO MUSICALE DELLA CALABRIA
13 agosto – Una serata magnifica avvolta in un’atmosfera magica che il cantautore Sergio Cammariere ha saputo creare nello splendido Teatro dei Ruderi di Cirella Antica a Diamante. Il suo concerto, con una band straordinariamente affiatata, è un altro successo del promoter Ruggero Pegna che sta firmando l’estate calabrese della musica con spettacoli di altissimo livello e di respiro internazionale. Pegna, lametino, organizzatore di grandi eventi ma anche scrittore di successo, da oltre trent’anni dirige la rassegna “Fatti di musica” che ha portato in Calabria grandissimi nomi della musica e diversi musical di elevato valore. Con il cantautore di Crotone, la soddisfazione è stata ancora più grande, il successo ancor più apprezzato, perché l’abbinata Pegna-Cammariere ha marcato – ove ce ne fosse stato bisogno – la qualità e le caratteristiche artistiche di due grandi calabresi, uno per la sua musica meravigliosa, l’altro per la sua capacità di intercettare e interpretare – spesso con largo anticipo – il gusto e i desideri degli appassionati di musica leggera. Pegna lo ha fatto anche nelle scorse settimane a Reggio con la sfida – riuscitissima – del Tour Piano-Man (che ha visto una tre giorni con pianisti di caratura internazionale: gli strepitosi Peter Cincotti, Matthew Lee e Peter Bence), lo ripeterà giovedì e domenica a di nuovo a Reggio con i Negrita e Roberto Vecchioni.
La Calabria è orgogliosa dei suoi tantissimi figli (distribuiti in ogni parte del mondo) che, di fatto, sono vere e proprie eccellenze in tutti i campi (scienza, arte, cultura, letteratura, musica, imprenditoria): con Pegna e Cammariere la Calabria viene proiettata in un panorama mondiale di successi, riesce a mostrare la sua parte migliore, le sue bellezze (ancora da valorizzare adeguatamente), le sue risorse. La musica è il catalizzatore di emozioni che unisce e avvicina: l’organizzazione di grandi eventi,gli spettacoli di artisti internazionale è solo in parte show-business, è soprattutto l’opportunità di far parlare della Calabria, rendendola protagonista della scena mondiale dello spettacolo.E l’amore di Pegna per la Calabria è sincero, appassionato come quello di Sergio Cammariere, per questo la notte di Cirella è da conservare tra i ricordi più belli di questa estate.

Il ritorno nella sua Calabria, è stato per il cantautore e compositore crotonese un autentico trionfo. Applauditissimo sin dall’entrata in scena, ogni suo brano è stato seguito da cori e ovazioni, fino ad una interminabile standing ovation conclusiva, con i fan scatenati fin sotto al palcoscenico e la sicurezza impegnata ad evitare che salissero perfino sullo stesso palco. Ovviamente, è stato impossibile per Cammariere chiudere il concerto secondo la scaletta prevista. Infatti, dopo i bis di rito, i fan lo hanno costretto con il loro incontenibile calore all’esecuzione di ulteriori brani fuori programma.
Un affetto straripante e, forse, non immaginabile a tal punto, ha dato probabilmente a Cammariere una marcia in più per sfoderare uno dei suoi concerti più belli, ricco di emozioni e atmosfere da vero evento live.

Accompagnato dai suoi storici musicisti: Amedeo Ariano, batteria, Luca Bulgarelli, contrabbasso, Bruno Marcozzi, percussioni, Daniele Tittarelli, sax, Sergio Cammariere ha offerto con generosità e disponibilità, ma soprattutto col cuore, una performance eccezionale, spaziando nella sua ricca discografia, apprezzatissima anche all’estero.
Molto gradimento hanno trovato le tante originali incursioni ed entusiasmanti improvvisazioni tra pop e jazz, grazie anche alla sua abilità di grande pianista, come ben sa chi lo segue sin dagli esordi ed ha avuto modo di ascoltare il suo ultimo album “solo piano”, che anticipa l’uscita a breve di una nuova raccolta di inediti.
Non poteva mancare, in conclusione, l’intramontabile hit sanremese “Tutto quello che un uomo”, eseguito insieme al numerosissimo pubblico che ha gremito il Teatro dei Ruderi di Cirella. Al termine, Sergio, come qui lo chiamano affettuosamente e confidenzialmente, ha dispensato autografi e foto per tutti, consapevole dell’alchimia che si è creata durante un concerto indimenticabile anche per lui, come ha sottolineato a fine serata, al limite della commozione. Emozioni da ritrovare nel suo ritorno in Calabria il 27 ottobre, nella cornice del Teatro Politeama di Catanzaro, per il “Festival d’Autunno”.
«Quando arriva Sergio Cammariere – ha detto Ruggero Pegna, presentando il concerto – le emozioni si moltiplicano, innanzitutto per la raffinatezza della sua musica e la sua grande sensibilità umana e artistica, che ben rappresentano l’immagine più alta della Calabria, dall’arte millenaria, alle contaminazioni magnogreche, alle inestimabili bellezze paesaggistiche! Tra i tanti big nazionali e internazionali che ogni hanno propone il mio Festival, la presenza di Sergio è per tutti un vero motivo di orgoglio e la conferma di una carriera in continua ascesa!». (rs)
IL SEN. SICLARI RICORDA IL GIUDICE SCOPELLITI AL SENATO
7 agosto – 27 anni fa, il 9 agosto 1991, nella campagne di Campo Calabro (RC) veniva barbaramente ucciso da mano mafiosa il giudice Antonino Scopelliti, un calabrese ibero e coraggioso che ha sempre creduto nella giustizia e non si è lasciato in alcun modo intimidire (era la pubblica accusa al processone di Palermo contro la mafia) e che costituisce un luminoso modello di onestà e correttezza per le nuove generazioni,
Il senatore reggino Marco Siclari (FI) ha chiesto alla presidente Casellati di ricordare il giudice Antonino Scopelliti in aula del Senato. Una richiesta prontamente accolta dalla seconda carica dello Stato.
“Il giudice è quindi solo, con le menzogne cui ha creduto, le verità che gli sono sfuggite, solo con la fede cui si è spesso aggrappato come naufrago, solo con il pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice, nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso”.
È con le parole del Giudice Antonino Scopelliti, barbaramente trucidato il 9 agosto 1991, mentre era in vacanza in Calabria, sua terra d’origine, in località Piale (frazione di Villa San Giovanni, sulla strada provinciale tra Villa San Giovanni e Campo Calabro), che il senatore Marco Siclari ha voluto ricordare, a due giorni dal 27 anniversario della morte, una figura che rimarrà indelebile nella storia per il coraggio di opporsi senza remore a quello che rappresenta un cancro per la nostra terra.
«L’assassinio di Antonino Scopelliti – ha detto il senatore azzurro – è una ferita doppia per lo Stato. In primo luogo è stato ucciso un valente magistrato impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata. In secondo luogo lo Stato, ancora oggi a distanza di quasi trent’anni, non è riuscito a dare ai familiari ed alla cittadinanza tutta la verità dei fatti. Mandanti ed esecutori non sono stati assicurati alla giustizia e così facendo ci siamo resi complici di un altro e più grave reato: abbiamo ferito la fiducia nella giustizia. È doveroso ristabilire la verità storica dei fatti, assicurare alla giustizia tutti i responsabili di quell’efferato delitto contro lo Stato per ricordare e commemorare degnamente Antonino Scopelliti, fulgido esempio di eroismo».
ANNA CIPPARRONE, UNA CALABRESE NEL SISTEMA MUSEALE NAZIONALE
7 agosto – Ancora un’eccellenza calabrese valorizzata a livello nazionale: la cosentina Anna Cipparrone, attuale direttrice del Museo Multimediale Consentia Itinera,è stata chiamata a far parte del Sistema Museale Nazionale.
Grande soddisfazione hanno espresso il Presidente della Regione Mario Oliverio e l’Assessore alla Cultura, Maria Francesca Corigliano, per la sua nomina da parte della Conferenza Unificata tra Stato, Regioni, Province e Comuni. Tra le sei nomine ratificate lo scorso 26 luglio per la Commissione che sovrintenderà al funzionamento del Sistema Museale Nazionale (in base al decreto 13 dell’allora Ministro Dario Franceschini) figura appunto la dottoressa Cipparrone.
Anna Cipparrone, 37 anni, è attualmente direttrice del Museo Multimediale Consentia Itinera e dal 2010 al 2017 ha ben diretto il Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza e il Sistema Museale Provinciale cosentino. Formatasi nelle Università della Calabria e di Pisa, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte e compiuto ricerche e studi in Italia e all’estero, raggiungendo risultati tali da procurarle la stima degli addetti ai lavori non soltanto in Calabria. Riveste la carica di Consigliere del Coordinamento regionale Basilicata-Calabria di ICOM (International Council of Museums). È, inoltre, ideatrice e curatrice del progetto di didattica museale rivolto ai più piccoli “Museum Children Ebook”.

Il curriculum della Cipparrone è stato proposto alla Commissione Beni Culturali della Conferenza delle Regioni da parte del Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio e fortemente sostenuto dall’Assessore Maria Francesca Corigliano, che è riuscita a guadagnare il consenso delle altre regioni sul profilo della giovane esperta di gestione museale calabrese. Il suo profilo di giovane studiosa ed esperta nella gestione delle strutture museali, anche con una specifica preparazione sulle nuove tecnologie, ha convinto gli assessori delle altre regioni italiane che hanno scelto di designarla, assieme ad altri due rappresentanti, nella Commissione nazionale dei musei.
«La designazione di Anna Cipparrone – ha detto l’Assessore Corigliano – premia il talento e la preparazione dei giovani calabresi, impegnati nella valorizzazione delle risorse culturali e consentirà alla Calabria di poter vantare una voce adeguata in un organismo strategico per il riconoscimento dei musei che intendono accedere al costituendo Sistema Museale Nazionale. Per questo – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura – intendo ringraziare la dottoressa Cipparrone per la disponibilità ad accettare la candidatura, che non prevede alcun emolumento, e naturalmente i colleghi assessori delle altre regioni italiane che hanno apprezzato l’indicazione di una giovane professionista, avanzata dalla Calabria e dal Presidente Oliverio, innanzitutto. Siamo fiduciosi sul buon lavoro che Anna Cipparrone potrà condurre nel ruolo che le è stato assegnato». (rcs)
GIUSEPPE RISO: IL RE DEL CAMPIONATO È UN CALABRESE DI REGGIO
3 agosto – È uno dei tanti calabresi di cui andare orgogliosi: Giuseppe Riso, uno dei piu importanti procuratori di calcio, nonché “re” e protagonista del prossimo campionato di calcio è nato a Reggio Calabria. A lui il prestigioso quotidiano sportivo Tuttosport dedica oggi un importante servizio.

A SOPHIA LOREN IL “CRISTO DI MARATEA” DI MICHELE AFFIDATO
1° agosto – Il maestro orafo crotonese Michele Affidato continua con i suoi gioielli-premio a portare alla ribalta internazionale il nome della Calabria. Nei giorni scorsi il suo magnifico “Cristo di Maratea” che costituisce l’ambito trofeo delle Giornate del Cinema Lucano è stato consegnato a Sophia Loren e al regista americano John Landis.

L’attrice ricevendo il premio ha confidato ad Affidato di essere rimasta particolarmente colpita, un “Cristo” che l’ha sempre affascinata e che ha sempre osservato con gioia e devozione. A Sophia Loren è stata consegnata anche una creazione del maestro, il Teorema 2.0. «La bellezza e l’eleganza riescono a creare un Teorema perfetto – ha commentato Affidato – Per questo un’opera nata nella terra di Pitagora non poteva che avere una musa come Sophia Loren».
Un’altra statuetta è stata consegnata a John Landis, artista che ha contribuito a scrivere la storia del cinema mondiale, leggendario attore e regista di veri e propri cult come “Una poltrona per due”, “The Blues Brothers” e del videoclip di “Thriller”. Tra i tanti ospiti presenti durante la serata, condotta da Savino Zaba, anche Fabio Rovazzi e Achille Lauro.
«Incontrare e realizzare un premio per colei che rappresenta la Storia del cinema italiano e internazionale, ovvero Sophia Loren, è qualcosa difficile da descrivere – ha detto Michele Affidato – è stato un grande piacere ascoltare le sue parole sul premio e sapere che la mia opera verrà posta insieme a due Oscar. Infatti nel ricevere il premio – l’attrice ha detto – questo premio lo metterò in mezzo a i miei due oscar nella biblioteca dove passo tutte le mattine, lo guarderò e gli manderò un grosso bacio».
Ma l’estate del Maestro Affidato non finisce qui. Sono giorni di attesa anche in Calabria, dove è già entrato nel vivo il “Magna Graecia Film Festival” per il quale Affidato realizzerà le ormai famosissime “Colonne d’Oro” che saranno assegnate anche quest’anno a personaggi del cinema italiano ed internazionale. Tra i premiati di quest’anno anche uno dei registi più famosi al mondo: Oliver Stone, tre volte premio Oscar. (rrm)
AL REGISTA CATANZARESE ALESSANDRO GRANDE UN PREMIO AL GIFFONI FESTIVAL
30 luglio – Il regista catanzarese Alessandro Grande, nel corso dell’edizione 2018 del Giffoni, arrivato alla 48esima edizione, ha vinto il Premio Speciale “Amnesty International Award”.
Come si legge in una nota del Giffoni 2018, il corto, che racconta il delicato tema dell’immigrazione attraverso la storia di una bambina e della sua famiglia, ha vinto il premio «Per il tema di grande attualità in questo momento storico del nostro Paese. Per la capacità di mettere in evidenza un aspetto diverso, ma molto importante del fenomeno immigrazione, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nelle paure dei protagonisti per i quali l’accesso alle cure, un diritto basilare, è comunque un rischio. Per la tenacia della piccola protagonista, che si fa carico, con grande coraggio, di responsabilità molto più grandi di lei».
“Bismillah”, già insignito del David di Donatello, è stato l’unico corto italiano premiato alla kermesse campana.

Dopo il Giffoni, il regista sarà ospite, il 3 agosto, al Magna Graecia Film Festival per la proiezione del suo cortometraggio, che sta raccogliendo successi su successi.(rrm)
NELLO VINCELLI (1930-1999)
Un ricordo di Nello VIncelli
Così Franco Calabrò ricordò il senatore reggino sulla Gazzetta del Sud, il giorno della sua scomparsa:
Dal ’52 la “Gazzetta” è nelle edicole, il fondatore, Uberto Bonino, col piglio del pioniere, decide che è il momento di tentare l’avventura in Calabria, secondo l’antica tradizione che vede Messina e la regione dirimpettaia impegnate in una sorta di scambio sinergico, in fatto d’informazione.
A Reggio affida la redazione, due stanzette in via Logoteta, a pochi passi da piazza Italia, al vulcanico Ciccio Liconti, assicuratore col pallino del giornalismo. Con lui lavorano alcuni giovani di belle speranze: Nello Vincelli, vicino al mondo cattolico, dirigente nazionale dei giovani Dc, Renato Turano, che in seguito sceglierà di fare il bancario, Umberto Paladino, reporter di razza, che, passato alla concorrente “Tribuna del Mezzogiorno,” abbandonerà poi anche lui la professione. Vincelli resta al giornale per un paio d’anni, ma si capisce che il suo destino è già scritto.
Grazie a uno sponsor che si chiama Amintore Fanfani, questo giovane mite, umile, che piace alla gente semplice, viene eletto, a neppure 27 anni, deputato, con più di quarantamila preferenze.
Reggio porta a Montecitorio, oltre a lui, Peppino Reale, austero professore di lettere, che vivrà anni dopo una breve parentesi da sindaco, e un chirurgo di fama, Antonino Spinelli, anche lui di Catona, il rione dove Nello Vincelli, nato in Sicilia (a Melilli, in provincia di Siracusa) ma reggino d’adozione, è venuto a vivere quando il padre, maresciallo dei carabinieri, vi si è trasferito.
Inizia per Sebastiano Vincelli, che continuerà a farsi chiamare Nello, una lunga carriera politica, ricca di soddisfazioni, ma anche costellata da qualche delusione.
Lui, nei momenti difficili, non s’è mai perso d’animo e ha continuato a vivere la sua vita per la politica, la politica come vita.
Deputato fino al ’76, poi senatore dal ’79 all’83, più volte sottosegretario, sempre presente nei vertici dello scudo crociato, amico dei più prestigiosi leader ma, sino alla fine, vicino a Fanfani, una fedeltà che in politica lo faceva apparire quasi come un marziano.
Nello Vincelli ha legato il suo nome a più di quarant’anni di vita politica in Calabria e a Reggio, la città che ha amato profondamente, il rione dove tornava sempre, nella casa a pochi passi dal mare dove ha atteso la morte con grande serenità, col conforto della Fede, l’assistenza delle due sorelle, del fratello, dei carissimi nipoti, rivolgendo per l’ultima volta lo sguardo al cielo azzurrissimo mentre davanti agli occhi calava inesorabile una nuvola nera.
Per lui la politica era tutto, ma la “Gazzetta” era il suo più grande amore. Le ultime energie le ha spese per l’associazione Anassilaos, che presiedeva, sempre prodigo di consigli, sempre disponibile al sacrificio.
Era, sin dalla costituzione dell’ente morale, consigliere della Fondazione Bonino-Pulejo. Un paio di mesi prima della morte, già provato dal male, parlammo a lungo, al telefono, aveva appena un filo di voce, ma era felice, perché poteva parlare della “sua” Gazzetta e per un attimo dimenticò l’appuntamento che la signora con in mano la falce “che pareggia tutte le erbe del prato”gli aveva fissato.
E parlammo anche di come prepararsi all’altra vita, lui che era cattolico osservante mi chiese cosa sarebbe stato opportuno leggere, oltre alle sacre Scritture, per affrontare il distacco.
Sussurrai due nomi: Manzoni e Bernanos, la conversione dell’Innominato e il “diario d’un curato di campagna”. Ho saputo che, negli ultimi tempi, erano la sua lettura preferita.
Se n’è andato così come era vissuto, in punta di piedi, al giudizio divino si è presentato con l’animo puro, di uomo sensibile e fermo nei suoi principi, politico capace e onesto, che sapeva dire le cose, senza alzare i toni.
Era ancora capace di farsi ascoltare, soprattutto dai giovani, in cui credeva, riuscendo a conservare quella freschezza di pensiero che è propria delle menti nobili.
IL CASSANESE FRANCESCO SAMENGO ALLA GUIDA DELL’UNICEF
27 luglio – Grande soddisfazione e orgoglio in Calabria per la nomina di Francesco Samengo alla guida dell’Unicef.
Nato a Cassano Jonio (CS), il dott. Samengo vive da molti anni a Roma. Laureato in Economia e Commercio, iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei Revisori Contabili, ha ricoperto importanti ruoli manageriali ed apicali in numerose aziende pubbliche.
Samengo è stato eletto Presidente della sezione Italiana dal nuovo Consiglio Direttivo riunitosi per la prima volta a Roma, alla presenza del notaio Vincenzo Lino. Nella stessa riunione Paolo Rozera è stato riconfermato Direttore generale e Carmela Pace è stata nominata Vice Presidente del Comitato. Il nuovo Consiglio Direttivo dell’UNICEF Italia, nominato dall’Assemblea lo scorso 7 giugno, è composto, oltre che dal Presidente Samengo e dalla Vice Presidente Pace, da Alberto Baban, Eleonora Baltolu, Brunello Cucinelli, Matteo De Mitri, Ginevra Elkann, Giovanni Malagò, Anna Miccoli, Carmela Pace, Claudia Sella, Patrizia Surace, Diego Vecchiato e Walter Veltroni.
«Oggi, come ogni giorno, 7.000 neonati moriranno prima di compiere il loro primo mese di vita. È a loro che va il mio primo pensiero. – ha detto il neo presidente – Come UNICEF lavoreremo affinché ogni mamma e ogni bambino, soprattutto i più vulnerabili, ricevano assistenza sanitaria di qualità a prezzi accessibili. Lavoreremo anche per aiutare i 200 milioni di bambini colpiti nel 2017 da malnutrizione cronica e acuta. Il mio impegno, inoltre, sarà rivolto ad assicurare i diritti di tutti i bambini che vivono in Italia, molti dei quali ho incontrato in decenni di appassionato impegno come volontario. Tenendo come riferimento la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, vogliamo costruire un mondo più a misura di bambina e di bambino.
Un particolare ringraziamento va a Giacomo Guerrera, che ha guidato con saggezza e lungimiranza l’organizzazione negli ultimi 6 anni, e che continuerà a servirla come Past President» ha concluso Samengo.
Volontario UNICEF da oltre venti anni, già componente del Consiglio Direttivo, Samengo dal 2001 ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato Regionale della Calabria per l’UNICEF, riuscendo a sviluppare ed incrementare molte attività e iniziative, tra cui: stipula di protocolli d’intesa con i due Tribunali per i minorenni dei distretti di Reggio Calabria e Catanzaro, gli accordi con le Prefetture provinciali, le intese con le Università della Calabria e Mediterranea di Reggio Calabria, le convenzioni stipulate con il Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, con vari Ordini professionali, con l’Ufficio Scolastico regionale, con il CONI.
Il nuovo Presidente Francesco Samengo – insieme con tutti i membri del Consiglio Direttivo – rimarrà in carica per i prossimi 4 anni. (rrm)
UN ASTEORIDE PORTA IL NOME DEL POETA CORRADO CALABRÓ
21 luglio – L’Accademia delle Scienze di Kiev ha proposto all’Unione Astronomica Internazionale di dare il nome di Corrado Calabrò, poeta e giurista calabrese di fama internazionale, a un nuovo asteroide scoperto recentemente. È una notizia che sembra incredibile e invece è la conferma dell’apprezzamento che il prof. Calabrò riscuote in ogni angolo della terra (i suoi libri sono stati tradotti in una ventina di lingue). La motivazione ufficiale è la seguente: Corrado Calabrò (nato nel 1935) è un poeta italiano che ha rigenerato la poesia contemporanea aprendola, come in sogno, alla scienza. Il suo poema Roaming, racconta di un grosso asteroide che colpisce la Luna facendo sobbalzare la Terra (13 luglio 2018)“. Roaming è stato pubblicato in Italia da Mondadori, nel libro La stella promessa, collana Lo Specchio. Erano 2000 anni, da Lucrezio in poi, che la fisica (l’astrofisica) non formava oggetto di poesia.
La stella Corrado Calabrò, figlio di una Calabria che non ha mai smesso di amare ed onorare, è adesso a brillare “ufficialmente” nel firmamento. E c’è tanta Calabria nella poetica di Calabrò, adesso anche nell’universo. (rrm)






