Parentela (M5S): Il Sant’Anna Hospital è stato accreditato all’utic

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha dichiarato che «apprezzo la fermezza e rapidità con cui il commissario Guido Longo ha risolto il problema del Sant’Anna Hospital, decretando il rinnovo dell’accreditamento dell’Utic della clinica catanzarese e così consentendo la prosecuzione delle attività sanitarie dell’intera struttura».

«Lo stesso commissario alla Sanità calabrese – ha aggiunto – ha dimostrato indubbia capacità di porre valido rimedio alle lungaggini e complicazioni burocratiche che si erano registrate, mettendo un punto sulla questione specifica, che rischiava di compromettere il futuro dei pazienti e dei lavoratori del Sant’Anna».

«Con i colleghi deputati Dalila Nesci, oggi sottosegretaria per il Sud, e Massimo Misiti – ha ricordato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – avevamo seguito il caso molto da vicino. Proprio ieri, avevo chiesto con chiarezza che al Sant’Anna Hospital fosse riconosciuto il diritto all’accreditamento, sulla base del parere favorevole dell’Ota a seguito di recente verifica dei requisiti prescritti. Sull’argomento avevo anche affermato che gli aspetti amministrativi e penali non erano da confondere né mettere assieme».

«Adesso il sostituto presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, dovrà potenziare alla svelta – ha concluso Parentela – il settore regionale Accreditamenti e Autorizzazioni, in modo che le pratiche giacenti vengano definite in tempi rapidi, tali da evitare azioni legali da parte di privati. Soprattutto, Spirlì dovrà imporsi sul dirigente generale Francesco Bevere, che anche sulla vicenda del Sant’Anna Hospital poteva avere un atteggiamento diverso e risolutivo». (rp)

Parentela (M5S) chiede accreditamento dell’Utic del Sant’Anna Hospital

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha chiesto che il Sant’Anna Hospital di Catanzaro ottenga il decreto di rinnovo dell’Utic, in quanto, secondo verbalizzato dallìOta, la struttura possiede i requisiti per il rinnovo.

«Si tratta di seguire le regole e le procedure – ha aggiunto – evitando ulteriori ritardi che produrrebbero conseguenze negative sui pazienti e i lavoratori della clinica. In proposito, anche il dg del dipartimento regionale Tutela della salute dovrebbe assumere un atteggiamento risolutivo, perché troppe persone e famiglie attendono risposte che, a questo punto, non sono più rinviabili».

«Degli sviluppi del caso informerò personalmente il governo nazionale. È giunto il momento – ha sottolineato il deputato del Movimento 5 Stelle – della piena assunzione di responsabilità, nella consapevolezza che ulteriori lungaggini o complicazioni burocratiche determinerebbero una situazione insostenibile, anche per le azioni legali che potrebbero derivarne».

«Mi appello alla responsabilità di tutti gli attori istituzionali interessati, affinché – ha concluso Parentela – la questione sia risolta al più presto e in via definitiva, secondo quanto chiedono le norme. Gli aspetti penali relativi all’inchiesta sull’Utic, sono nettamente disgiunti, allo stato, da quelli amministrativi. Chi sbaglia deve sempre pagare il proprio conto con la giustizia, ma nella fattispecie non possono rimetterci i malati e i dipendenti del Sant’Anna Hospital». (rp)

Sapia (Alternativa c’è) e Guccione (PD) chiedono dell’operato dell’advisor Kpmg

Il deputato di Alternativa c’èFrancesco Sapia, e il consigliere regionale del PD, Carlo Guccione, hanno chiesto «che cosa ha fatto finora Kpmg, la società che ad oggi è costata oltre 10 milioni di euro alla Regione Calabria per verificare i conti del Servizio sanitario e i bilanci delle sue aziende pubbliche».

Sapia e Guccione, infatti, «pretendono trasparenza e verità sull’operato dell’advisor Kpmg, visto che sui dati del disavanzo e del debito sanitario della Calabria persiste un’assurda incertezza, largamente ignorata, che pesa come un macigno sulla tenuta dei servizi e sulla tutela della salute dei cittadini calabresi».

A proposito di Kpmg, nei giorni scorsi Guccione aveva scritto al sostituto presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, e al commissario alla Sanità calabrese, Guido Longo, tra l’altro evidenziando che «l’Asp di Reggio Calabria ha un debito di 920 milioni e non approva bilanci dal 2012; la massa debitoria dell’Asp di Cosenza al 31 dicembre 2019 si attestava a 547 milioni di euro e» di recente «non risultavano approvati i suoi bilanci consuntivi 2018 e 2019 e, ovviamente, il bilancio preventivo 2021».

Oggi Sapia ha interrogato i ministri della Salute, Roberto Speranza e dell’Economia, Daniele Franco, cui ha chiesto «quale sia la loro valutazione sulla legittimità dei compiti assegnati a Kpmg e soprattutto sul suo operato in rapporto alla funzione» svolta, nonché «quali precisamente siano i documenti e rilievi prodotti dallo stesso advisor con riguardo all’andamento del Piano di rientro della Calabria e in particolare alla situazione di bilancio delle aziende del Servizio sanitario della regione».

Secondo Sapia e Guccione, «alla luce delle persistenti criticità sui conti della Sanità calabrese, c’è anche da capire se il prestito di mezzo miliardo di euro che la Regione ebbe nel 2011 dal Ministero dell’Economia sia effettivamente servito a ripianare debiti delle aziende del Servizio sanitario regionale fino al 2005».

«Tutti i ragionamenti e gli interventi – hanno concluso Sapia e Guccione – rischiano di diventare fumosi e soprattutto inutili, se una volta per tutte ai calabresi non si chiarisce che cosa Kpmg, profumatamente pagata, abbia accertato dal suo arrivo in Calabria». (rp)

Brescia, Baldino (M5S): Dobbiamo ascoltare la voce dei 100 sindaci del Sud

I deputati del Movimento 5 StelleGiuseppe BresciaVittoria Baldino, hanno ribadito che «il Sud deve essere centrale nel Recovery Plan e deve sfruttare quest’occasione storica per lasciarsi indietro divari e ritardi inaccettabili».

«Le proposte dei sindaci – hanno aggiunto – della rete Recovery Sud rafforzano questa nostra convinzione, e vanno attentamente ascoltate in vista del parere che la nostra commissione dovrà dare sul piano nazionale. Se più di 100 sindaci di diverso schieramento politico e di tutte le regioni del Sud si muovono compatti per far sentire le ragioni dei loro territori, le istituzioni non possono girarsi dall’altra parte e fare finta di nulla».

«Bisogna rafforzare – hanno concluso – la funzione di coesione e riequilibrio territoriale del piano, partendo dalla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dallo svincolo della quota del 34% delle risorse di programmazione ordinaria. Occorre poi un piano straordinario di assunzioni di giovani progettisti per attuare gli investimenti previsti». (rp)

Parentela (M5S): Quasi 300 milioni alla Calabria per opere pubbliche e messa in sicurezza

La Calabria, dei 6 miliardi di euro stanziati dal Governo, avrà quasi 300 milioni di euro per la realizzazione di opere pubbliche e per la messa in sicurezza di edifici e del territorio. Lo ha reso noto, in una nota, il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela.

«Si tratta – ha spiegato – come ha riassunto il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, di un grande piano di investimenti, che, aggiungo, aiuterà molto la Calabria. I Comuni italiani otterranno contributi per 350 milioni di euro per l’anno 2021 e nel complesso oltre 6 miliardi negli anni successivi, fino al 2030».

«Questi finanziamenti – ha rimarcato Parentela – verranno distribuiti sul territorio nazionale e potranno essere usati dalle amministrazioni locali per opere di messa in sicurezza e di prevenzione del rischio idrogeologico, inclusi strade, ponti e viadotti, nonché per l’efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per quelli ad uso scolastico. In particolare, per questi ultimi il finanziamento copre il miglioramento antisismico, l’adeguamento impiantistico e antincendio, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la riqualificazione energetica».

«Tale misura – ha concluso Parentela – è ottima per la Calabria, a rischio idrogeologico e con un fragile tessuto di Comuni, soprattutto nell’entroterra, continuamente soggetti a spopolamento. La misura, che in Calabria dovrà essere sfruttata con capacità e intelligenza, ha due scopi: consentire anche alle amministrazioni più piccole, alle prese con una storica mancanza di risorse, di progettare e completare le opere necessarie; sostenere la ripresa delle economie locali, il che è fondamentale, soprattutto adesso». (rp)

Sapia (Misto) chiede la rimozione di Bevere dal Dipartimento Tutela della Salute

Il deputato del Misto, Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha chiesto, tramite una lettera, al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, di «rimuovere, subito, dottor Francesco Bevere dall’incarico di capo del dipartimento regionale Tutela della salute».

Nella medesima il deputato, che alla Camera siede in commissione Sanità, ha osservato, si legge in un suo comunicato, «l’inutilità del Comitato tecnico-scientifico regionale, perché ai calabresi costa 20mila euro, è stato istituito con atto dello stesso Bevere e non del presidente della giunta regionale, e soprattutto finora ha tenuto due riunioni, stando ai relativi verbali, discutendo dei massimi sistemi ma ignorando le priorità della sanità calabrese».

In particolare, ha scritto Sapia a Spirlì, dalla lettura del secondo verbale emerge «che lo stesso Cts vola così alto da non riuscire a vedere alcuno dei problemi “terreni” della nostra sanità; ancora oggi, ad otto mesi dall’insediamento del direttore generale Bevere, insoluti e addirittura aggravati, come mostra il caso del S. Anna di Catanzaro, per il quale si paventano ipotesi di abusi ed omissioni su cui chiederò l’intervento della Procura».

«I reali problemi organizzativo-istituzionali, tra i quali cito, per esempio, l’obbligo – ha aggiunto Sapia – di riaprire gli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare, la necessità di riassetto dei Punti nascita e della rete dell’assistenza ospedaliera, la gravissima carenza di personale, le anomale liste di attesa, la migrazione sanitaria e altri, sembrano interessare ben poco il Cts, invece orientato a discettare sui massimi sistemi. Ovviamente il Comitato si guarda bene dallo spendere una parola sulla lotta al Covid, area di intervento su cui il dipartimento regionale Tutela della salute non ha manco avviato una ricognizione sullo stato della campagna vaccinale».

«Pure alla luce della vicenda, di interesse nazionale, dei 31 mila euro spesi per nuovi mobili e dell’aggravio dei costi della Regione per il corrispettivo del segretario esterno del dg Bevere, da quest’ultimo imposto, chiedo – ha concluso Sapia – di voler rimuovere e sostituire al più presto lo stesso dirigente generale in carica, profumatamente pagato dai cittadini calabresi, perfino con una somma aggiuntiva ricavata dalle norme vigenti». (rp)

Parentela (M5S): Si salvaguardi l’Albergo delle Fate di Taverna

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha interrogato il ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, «affinché si pongano in essere tutte le misure utili per il recupero e la tutela» dell’Albergo delle Fate di Taverna, in quanto «patrimonio storico comune».

«Faccio mio – ha detto Parentela – l’appello del sindaco del Comune di Taverna, Sebastiano Tarantino, che ha chiesto nei giorni scorsi alle istituzioni un tavolo d’incontro e programmazione per la salvaguardia e il rilancio del bene».

«L’Albergo – ha aggiunto il deputato del Movimento 5 Stelle – non è solamente un “bene di notevole interesse architettonico”, come peraltro dichiarato dal ministero nel 2007, il suo recupero costituirebbe un’occasione per il rilancio del turismo montano nella nostra regione».

«Lo Stato – ha concluso il parlamentare M5s – può e deve farsi carico della sua tutela. Continuerò ad operarmi nell’impegno affinché l’Albergo delle fate possa tornare alla fruizione di cittadini e turisti e a tal fine mi rendo sin d’ora disponibile a partecipare ad ogni tavolo atto a questo scopo». (rp)

Bruno Bossio, Viscomi (PD): Approvado odg sulla vertenza degli Lsu/Lpu calabresi

I deputati del Pd, Enza Bruno BossioAntonio Viscomi, hanno reso noto che è stato approvato alla Camera «un ordine del giorno a nostra firma all’interno del decreto Milleproroghe che sancisce alcuni aspetti cruciali, a partire dalla piena equiparazione tra Lpu ed Lsu nella destinazione delle risorse statali per l’assunzione a tempo indeterminato, stabilendo che per entrambe le figure di lavoratori si può attingere ai finanziamenti statali del Fondo sociale per occupazione e formazione, così come per entrambe le figure sono destinate le risorse regionali».

«L’’odg appena approvato, inoltre – hanno aggiunto – chiede che le deroghe per le stabilizzazioni siano previste anche per le amministrazioni locali – spiegano i due parlamentari- che dovessero trovarsi in una condizione di dissesto economico, sancendo di fatto un prioritario diritto al lavoro per questo ampio bacino di precari calabresi. Seguiremo, passo dopo passo, questa vicenda che tocca il destino di migliaia di lavoratori e famiglie e, in questo quadro, sosteniamo la richiesta – avanzata dalla Regione Calabria – di attivare un tavolo nazionale con i ministeri e i sindacati su questa vertenza come su quella dei tirocinanti».

«Ci dichiariamo, inoltre, fin da ora disponibili – hanno concluso – a prendervi parte e a dare il nostro costruttivo contributo per una rapida e positiva soluzione, anche in considerazione del fatto che la proroga per le stabilizzazioni scade il 31 marzo». (rp)

Bruno Bossio (PD) presenta interrogazione per annullare Dca del Commissario Longo

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha presentato una interrogazione ai ministeri competenti affinché si provvedesse con una iniziativa del Governo all’annullamento di tale Dca del Commissario ad acta Guido Longo, emanato lo scorso 18 febbraio per indicare le Linee Guida alle Aziende territoriali ed ospedaliere.

«Le Linee Guida – ha spiegato – debbono essere coerenti con gli obiettivi previsti nel mandato che il Parlamento ha assegnato, nel novellato Decreto Calabria, allo stesso commissario,al fine di tagliare gli sprechi ed elevare il livello dei servizi. La gestione commissariale di Longo dovrà porsi questi obiettivi, altrimenti è già destinata a fallire in perfetta continuità con il passato».

Enza Bruno Bossio, infatti, si è detta sorpresa dalla lettura del testo del Dca, «sopratutto per quanto riguarda le schede della programmazione delle Case della Salute, il commissario Longo ci riporta a dieci anni addietro, quando si chiudono gli ospedali di Praia a mare, Trebisacce e Cariati. Per Praia a mare e Trebisacce si disattendono addirittura sentenze definitive disposte dal Tar e Consiglio di Stato. Per Cariati si contraddicono gli impegni assunti in sede ministeriale e regionale per la riattivazione e il pieno funzionamento dell’ospedale».

«Viene, poi – ha proseguito la deputata – completamente cancellato tutto il percorso di riprogrammazione dello stesso Piano delle Case della Salute, soprattutto in riferimento ad Amantea. Altri decreti commissariali avevano individuato nella Casa della salute di Amantea una struttura fondamentale per garantire servizi essenziali che oggi per un vasto bacino di utenza vengono negati, ma anche per cancellare la vergogna di un opera pubblica incompiuta, che da anni rappresenta un monumento di spreco delle risorse finanziarie pubbliche».

«Insomma – ha concluso – un testo che smentisce quanto dichiarato pubblicamente dal Commissario stesso subito dopo il suo insediamento e quanto ha affermato, lo stesso commissario Longo, in un incontro con la sottoscritta, svoltosi nei giorni scorsi nella sede della Cittadella regionale». (rp)

Barbuto (M5S): Ecco perché ho detto sì a Draghi

La deputata del Movimento 5 StelleElisabetta Barbuto, in una lettera aperta ha voluto spiegare il motivo per cui ha detto sì al Governo Draghi.

«Se ho scelto di non parlare fino ad ora – ha scritto – questo non significa che io non abbia trascorso delle giornate di travaglio interiore notevole di fronte all’evoluzione dello scenario governativo, a partire dall’azione dei guastatori professionisti della brigata Renzi & co per passare alle dimissioni di Giuseppe Conte e giungere alla proposta Mario Draghi. Ho preferito tacere e riflettere. È evidente che il sistema non ha mai accettato e tollerato il M5S al Governo».

«È lo stesso sistema –continua la lettera – che ci ha additato per gli ultimi tre anni come folli ed incompetenti, perché abbiamo avuto il torto di spostare l’asse sull’aspetto sociale dello Stato, adottando provvedimenti come il reddito di cittadinanza che ha consentito a tante persone di poter vivere liberi dai ricatti di persone che hanno irrobustito, per anni, le loro reti clientelari elargendo favori e prebende. Un provvedimento di civiltà, la cui valenza non può essere messa in dubbio dalle richieste e dalla percezione improprie di qualcuno, sennò mettiamo in dubbio anche le pensioni di invalidità ed i benefici della legge 104 anch’esse percepite e goduti da qualcuno in maniera impropria».

«Sempre dalla parte di coloro che, incolpevolmente – continua la lettera – sono gli ultimi. È lo stesso sistema che ha fatto gridare allo scandalo quando è stato varato un provvedimento, poi convertito in legge, come il decreto dignità che pone fine all’utilizzo improprio ed a tutto vantaggio della parte imprenditoriale di forme contrattuali a tempo determinato, rendendo precari a vita tanti giovani, impedendo loro di programmare un futuro, e meno giovani che la loro età rende più vulnerabili ai ricatti perché spesso con famiglia, figli, impegni e difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro. Un provvedimento che tutela i lavoratori e punisce le imprese che delocalizzano. Sempre dalla parte dei lavoratori».

«È lo stesso sistema – continua la Barbuto – che ci ha additato come giustizialisti perché abbiamo avuto il torto di ricordare che la giustizia deve essere al servizio dei cittadini. E cittadini non sono solo gli indagati e gli imputati, ma anche le vittime ed i loro familiari che, spesso e volentieri, al danno della perdita, della privazione dei loro affetti, subiscono il calvario di un iter processuale lungo e doloroso a conclusione del quale però, spesso, la prescrizione salva, anzi grazia i primi, ma paradossalmente condanna i secondi ad una pena che si concluderà solo alla fine della loro vita e senza ottenere giustizia. Ebbene, se oggi si parla finalmente e concretamente di riforma del processo penale per abbreviarne i tempi, nell’interesse di tutti i cittadini, forse ciò è determinato dalla riforma della prescrizione in mancanza della quale probabilmente nessuno avrebbe avuto interesse che cambiassero le cose. Sempre dalla parte degli incolpevoli».

«È lo stesso sistema – ha detto ancora la Barbuto – che ha storto il naso quando abbiamo avuto il torto di introdurre il superbonus al 110%, nell’ottica di evitare ulteriore cementificazione e valorizzare, nonché rendere energeticamente sostenibile gli immobili già esistenti andando incontro alle fasce più deboli della popolazione che potrà eseguire i lavori senza spendere alcunché. Non il solito condono per ratificare gli abusi edilizi che, spesso, deturpano le nostre città. Un provvedimento che premia gli onesti, e tutti coloro che negli anni hanno costruito attenendosi alle regole e di certo non i furbi e gli abusivi. Sempre dalla parte degli onesti. E questi sono solo alcuni degli esempi dei provvedimenti che siamo riusciti a fare approvare, pur non essendo da soli al Governo. Se fossimo rimasti all’opposizione, ieri, probabilmente non avremmo avuto voce in capitolo e si sarebbe consumato un lungo iter di continuità con i governi precedenti. Se fossimo rimasti all’opposizione oggi, probabilmente non avremmo la stessa forza nel difendere i risultati raggiunti e avremmo sicuramente assistito, impotenti, alla restaurazione».

«Ecco perché – ha spiegato la deputata – ho votato  alla fiducia ieri (20 febbraio ndr). È stata una scelta dura, travagliata. Comprendo l’emozione della collega Leone al Senato. La comprendo perché anche io ho provato, e forte, la tentazione fino all’ultimo di dire no, tanto è vero che ho votato solo alla seconda chiamata. Ma, alla fine, ho detto  perché è prevalsa, in me, la decisione di rispettare la volontà di coloro che si sono espressi su Rousseau, nonché la volontà di tutti gli elettori italiani che, il 4 marzo 2018, ci hanno dato il loro voto per cambiare. L’esperienza mi ha insegnato che, mettendosi fuori da soli, non si cambia proprio nulla, ed io devo continuare a pensare al mio territorio per il quale combatterò fino all’ultimo giorno del mio mandato».

«D’altronde – continua la lettera – solo chi non fa non sbaglia mai, anche se si permette pure di pontificare. Poiché credo fortemente nei valori democratici e poiché, come sintetizzato nella mirabile frase attribuita a Voltaire “Non condivido la tua opinione ma darei la vita per fartela esprimere”, rispetto tutti coloro che hanno votato in dissenso e le loro ragioni, anche se non condivido le contrapposizioni feroci delle ragioni del si e del no e le modalità aggressive e denigratorie delle espressioni usate da taluno. Ognuno, credo, sia in grado al termine di un percorso proprio, logico e argomentativo, di giungere ad una decisione e ci sarà tempo e modo, se necessario, per dire no. Lo stesso rispetto pretendo per la mia posizione». (rp)