Enza Bruno Bossio (PD): Fondo Sanità, giusto introdurre indice di deprivazione

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha dichiarato di condividere la proposta del ministro della Salute, Roberto Speranza, «di introdurre l’indice di deprivazione nella ripartizione del Fondo Sanità, per colmare finalmente le diseguaglianze territoriali del Sud nel diritto alla salute».

L’indice di deprivazione è un parametro agganciato alla vita reale che tiene conto degli effettivi livelli di prestazione dei servizi su i territori: «Non più, dunque – ha spiegato la deputata – una distribuzione burocratica e ragionieristica, affidata alla spesa storica, ma un riparto che pone al centro i fabbisogni delle regioni più fragili e riequilibra macroscopiche disuguaglianze nella cruciale difesa del diritto alla salute».

«Da tempo – ha concluso Enza Bruno Bossio – anche nell’ambito del dibattito sull’autonomia differenziata, i deputati meridionali del Pd si battono per una distribuzione dei budget sanitari finalizzata a compensare i territori più deboli, smantellando quel principio per cui chi più ha, più deve avere. Destinare, dunque, una quota del Recovery Fund a questa missione è una battaglia sociale e di giustizia che sosterremo con forza in tutte le sedi istituzionali». (rp)

Aeroporto di Crotone, Barbuto (M5S) incontra il presidente della Sacal De Metrio

La deputata del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Trasporti della Camera, Elisabetta Barbuto, ha incontrato Giulio De Metrio, presidente della Sacal, la Società Aeroportuale Calabrese, per confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’Aeroporto di Crotone, «le cui potenzialità sono state evidenziate dallo stesso Presidente in uno scenario di rilancio globale del territorio».

«L’incontro – ha precisato la deputata Barbuto – avrebbe dovuto avvenire già prima del periodo feriale, ma per impegni istituzionali non ho potuto accogliere il presidente a Crotone in occasione della visita che lo stesso ha effettuato presso l’aeroporto pitagorico i primi giorni del mese di agosto, peraltro, proprio in concomitanza della firma, da parte del Ministro, del decreto di imposizione degli oneri di servizio (firmato il 31 luglio dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti)».

Nei prossimi giorni si attende, invece, la conferma della data di pubblicazione delle due note informative concernenti i bandi di gara dalla quale decorreranno i due mesi concessi ai vettori per presentare le offerte.

«Procede pertanto – ha spiegato – la procedura che consentirà di attivare i voli per Roma, Venezia e Torino dal prossimo mese di febbraio ed in merito alla quale si è svolto nei giorni scorsi un incontro presso la sede romana di Enac».

«Nel colloquio che si è svolto in un clima sereno e costruttivo – ha spiegato la senatrice pentastellata – sono stati affrontati diversi argomenti ed in particolare è stata evidenziata la necessità di procedere al più presto all’impiego concreto dei fondi che la Regione Calabria ha stanziato per i lavori di messa in sicurezza dello scalo, per il completamento dell’Ils, per procedere ai lavori di allungamento della pista».

«Ma l’attenzione – ha aggiunto – si è incentrata ancora sui fondi che deriveranno dall’accordo sottoscritto tra Mise, Mef e Regione Calabria per l’utilizzo di parte delle Royalties spettanti alla Regione a fronte dell’estrazione di idrocarburi per la valorizzazione e sviluppo turistico e che saranno utilizzati per creare un brand Costa Ionica legato agli itinerari della “Antica Kroton”, con un ruolo centrale in particolare per l’aeroporto di Croton».

«Mi ha fatto molto piacere – ha concluso – la deputata, constatare che, in netta controtendenza con la precedente governance, il presidente De Metrio abbia concordato appieno sulla necessità di dare pari attenzione all’intero sistema aeroportuale calabrese e, dunque, riconoscere all’aeroporto di Crotone la medesima dignità degli altri scali. Una manifestazione di estrema sensibilità che ci auguriamo si traduca presto in azioni concrete nell’interesse del territorio che non può più accettare ritardi». (rp)

Carè (IV): Alluvione di Soverato, onorare le vittime di quella strage

Per il deputato di Italia VivaNicola Carè, «a vent’anni dalla strage del camping ‘Le Giare’ di Soverato, in cui la furia del torrente Beltrame tolse la vita a 13 persone, rimane vivo il ricordo di quella giornata funesta per la Calabria e per l’intero Paese».

Il deputato di Italia Viva, nel ricordare le vittime e nell’esprimere la personale vicinanza ai familiari e all’Unitalsi, ha ribadito che «il modo migliore per onorarli sia quello di agire concretamente con azioni di contrasto al dissesto idrogeologico».

«La sicurezza del territorio è un’esigenza prioritaria e irrinunciabile. Solo operando al servizio del bene comune è possibile lenire, ma mai rimarginare, una ferita che rimarrà per sempre aperta nella nostra comunità». (rp)

Nesci (M5S): Recovery Fund occasione per fermare deriva privatizzazione

La deputata del Movimento 5 StelleDalila Nesci, ha ribadito come «nelle prossime settimane ci attende una partita cruciale, quella dell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, che dobbiamo giocare al meglio per consegnare al Paese una sanità pubblica più efficiente, equa e vicina ai cittadini, guardando ben oltre l’emergenza che stiamo vivendo».

«I nostri obiettivi – ha spiegato la deputata Nesci – sono molto chiari: occorre innanzitutto fermare la deriva della privatizzazione e dare priorità alla sanità pubblica, da Sud a Nord, per un accesso universale alle cure. Puntiamo al superamento definitivo della ‘quota capitaria pesata’ come criterio di finanziamento dei sistemi sanitari regionali, all’aggiornamento e rifinanziamento del tariffario dei Livelli essenziali di assistenza».

«Condividiamo con il ministro alla Salute, Roberto Speranza – ha aggiunto – l’accento posto sul concetto di ‘prossimità’”, sottolinea: “si dovrà lavorare molto per convertire i piccoli ospedali sul territorio e realizzare una vera sanità di prossimità, e finanziare le reti territoriali e ospedaliere ampliando l’attuale numero di posti letto per abitante».

«Infine – ha concluso Dalila Nesci – è fondamentale il superamento del Drg, l’attuale sistema per la definizione delle tariffe delle prestazioni sanitarie, investendo sull’efficienza gestionale e la qualità dei servizi resi ai cittadini. Lavoreremo con determinazione per portare a casa questi risultati: l’occasione del Recovery Fund è unica e non possiamo lasciarcela sfuggire». (rp)

Enza Bruno Bossio (Pd): un grave errore negare il voto al Senato ai diciottenni

Salta la riforma del voto che prevedeva anche per i diciottenni di votare per il Senato. Reagisce la deputata di Cosenza Enza Bruno Bossio: «Gravissimo dietrofront del Pd sull’elezione 25enni al Senato. Come spieghiamo ai giovani il sacrificio del nostro profilo riformista sull’altare dei giochi di palazzo? Di nuovo, a distanza di sole 48 ore dalla Direzione, il mio partito sterilizza la discussione parlamentare interna al Gruppo: attraverso un emendamento in Senato, sopprime la parte sull’elettorato passivo del Senato per i 25enni, già oggetto di precedente accordo parlamentare (a proposito di rispetto dei patti), al solo fine di dimostrare a se stesso e agli altri di riuscire ad approvare a tutti i costi uno straccio di riforma costituzionale prima del referendum. In questo modo – prosegue la deputata – sempre in maniera subalterna a 5stelle, si sottrae ai giovani la possibilità di entrare nella massima assise istituzionale, di avere voce e decidere per loro stessi. Un’altra occasione persa di fare la cosa giusta invece che quella facile. Un’altra occasione persa per diventare promotori di riforme qualitative e non quantitative, rivoluzionarie e non burocratiche, di guardare veramente alle prossime generazioni dando loro le ali per volare e non mere concessioni. Soprattutto, un’occasione persa per metterci qualcosa di nostro, di PD, in questo famoso patto di governo. Questo ennesimo atto la dice lunga sulle cosiddette riforme costituzionali “da abbinarsi” al Referendum sul taglio dei parlamentari: se è questo il livello, vedo solo rafforzarsi le ragioni del No per non regalare il parlamento rappresentativo ai populisti della democrazia diretta». (rp)

Sapia (M5S): Sostituire chirurghi andati in pensione all’ospedale di San Giovanni in Fiore

Il deputato del Movimento 5 StelleFrancesco Sapia, chiede all’Asp di Cosenza di avviare, al più presto, «le procedure di mobilità esterna, così come impongono le norme vigenti, per rimpiazzare i chirurghi dell’ospedale di San Giovanni in Fiore andati in pensione».

«L’ho già chiesto per le vie brevi e, poi – ha spiegato il deputato – con nota formale alla commissaria della stessa Azienda sanitaria, Cinzia Bettelini, sul presupposto che il fabbisogno di personale per il triennio 2020-2022 è già stato approvato e dunque è possibile rimpinguare l’organico della Chirurgia dell’ospedale sangiovannese, prevista nell’atto aziendale vigente, sia pure con attività ridotta».

«Mi auguro – ha continuato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – che anche la politica locale converga su questa esigenza, rispetto a cui registro l’impegno del sindaco uscente Giuseppe Belcastro, perché la Chirurgia ospedaliera di San Giovanni in Fiore funzioni a regime e dunque si garantisca alla comunità locale questo importante presidio, cui i cittadini hanno pieno diritto. A poco servirebbero soluzioni temporanee come quella dell’utilizzo di chirurghi pendolari, peraltro non contemplata nell’atto aziendale».

«Continuerò a battermi – ha concluso Sapia – per il potenziamento e miglioramento dei servizi sanitari sui territori della Calabria, in particolare di quelli delle aree montane, che necessitano di una riorganizzazione radicale, in quanto disagiati e con risaputi, evidenti problemi di viabilità». (rp)

Ferro (FDI): A casa ancora oltre 100 boss mafiosi scarcerati

La deputata di Fratelli d’Italia e segretario Commissione Antimafia, Wanda Ferro, ha annunciato una interrogazione al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, con cui chiede conto delle ragioni dei mancati ritorni in cella dei boss scarcerati per il rischio Covid, e lo invita a trasmettere alla Commissione i dati aggiornati.

«Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica – ha spiegato la deputata – che ha avuto accesso ai dati del ministero della Giustizia,sono ancora a casa oltre 100 boss mafiosi scarcerati durante il lockdown con il pretesto Coronavirus».

«Non sono mai rientrati in carcere – ha aggiunto – nonostante il decreto del ministro Bonafede che aveva promesso di porre un freno all’ondata di scarcerazioni, boss del calibro di Pasquale Zagaria, mente finanziaria dei Casalesi, Pino Sansone, accusato della riorganizzazione di cosa nostra, ma anche il ras della mafia dei pascoli Gino Bontempo e il padrino di Caltagirone Ciccio La Rocca, e  ancora Giuseppe Libreri, Stefano Contino, Diego Guzzino».

«La permanenza a casa dei boss mafiosi per il rischio di contagio – ha proseguito la deputata e segretaria della Commissione Antimafia – appare come una ulteriore beffa nei confronti dei cittadini che credono nella capacità dello Stato di difendere la legalità, e nei confronti dei magistrati e delle forze dell’ordine che combattono quotidianamente contro la criminalità organizzata».

«È, inoltre – ha proseguito la segretaria della Commissione Antimafia Ferro – evidente l’ulteriore danno di sottrarre il personale delle forze di polizia all’attività investigativa e di controllo del territorio per dedicarlo alla sorveglianza dei boss».

Wanda Ferro, insieme ai colleghi del gruppo di Fratelli d’Italia in Commissione, Antonio Iannone e Luca Ciriani, ha ribadito, inoltre, la richiesta al presidente Nicola Morra di riprendere l’audizione del ministro Alfonso Bonafede e dell’ex capo del Dap Francesco Basentini e di invitare il suo successore Dino Petralia a riferire sui nuovi protocolli operativi di prevenzione del contatto Covid-19 negli istituti penitenziari e, più in generale, sulla gestione del sistema carcerario.  (rp)

Carè (IV): No al taglio della rappresentanza degli italiani all’estero

Il deputato di Italia VivaNicola Carè, è intervenuto sulla consultazione referendaria del 20 e del 21 settembre, ribando che «il taglio al numero dei parlamentari penalizzerebbe enormemente la rappresentanza degli italiani all’estero, proprio in un momento di grande crescita delle nostre collettività emigrate».

«I numeri – ha spiegato l’on. Carè – sono inoppugnabili e certificano una realtà oggettiva e sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi quindici anni, infatti, gli italiani all’estero sono passati da 3 milioni a 6,2 milioni (dati Anagrafe Consolare). Questi dati ribadiscono la necessità di votare ‘no’ al taglio dei parlamentari. Se dovesse prevalere il ‘si’ la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero sarebbe risibile e assolutamente insufficiente».

«Allora – ha aggiunto – è lecito domandarsi: perché non dare voce ai numerosissimi italiani all’estero e non beneficiare del loro apporto in termini sociali, culturali e di immagine? Perché recidere un rapporto che potrebbe dare un contributo significativo alla crescita del Paese? Rinunciare, inoltre, al contributo di associazioni che si prodigano nella promozione della cultura, dell’educazione, della salute, come ad esempio la ‘Nomit’, che supporta la crescita della nuova comunità italiana a Melbourne, priverebbe l’Italia di preziose risorse e importanti sinergie». 

«Per tali ragioni – ha osservato il deputato di Italia Viva – rappresenterebbe una scelta sicuramente autolesionistica ridurre il numero dei deputati da 12 a 8 ed il numero dei senatori da 6 a 4. Gli eletti nella circoscrizione estero, 8 deputati e 4 senatori, non potrebbero rappresentare adeguatamente gli oltre 6 milioni di italiani che vivono oltre confine. È un vulnus inaccettabile. Con la vittoria del ‘si’ l’Italia scenderebbe agli ultimi posti tra i paesi dell’Unione Europea in termini di rappresentanza».

«Evitiamo – ha concluso Carè – che ciò accada ed il 20 e 21 settembre votiamo ‘no’ al taglio dei parlamentari e riversiamo le nostre energie nel riformare e ammodernare il Paese. L’Italia e gli italiani all’estero sono pronti a collaborare affinché si realizzi questo progetto». (rp)

Parentela (M5S): La presidente Santelli fermi realizzazione dei parchi eolici in Calabria

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, chiede alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, di fermare «la realizzazione di nuovi parchi eolici in Calabria, a partire da quello che si vorrebbe costruire tra Squillace e Borgia».

«Non si tratta – ha spiegato Parentela – di bocciare le energie rinnovabili. Qui occorre invece prestare attenzione all’ambiente e al paesaggio, con la diffusione equilibrata di altre forme di energie in grado di determinare uno sviluppo sostenibile, indispensabile alla transizione energetica. Trovo perciò assurdo che la Regione Calabria non stia tutelando il territorio dall’eolico selvaggio, che ai cittadini non dà affatto vantaggi economici».

«Ancora – ha rimarcato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – la Calabria è sprovvista di un piano energetico regionale, non esiste una programmazione seria che privilegi il risparmio di corrente e le cosiddette comunità dell’energia, a proposito delle quali rammento il reddito energetico già sperimentato altrove grazie al nostro Movimento. Per fortuna esiste il superbonus al 110% previsto dal decreto Rilancio».

«Sollecito la Regione – ha proseguito il deputato M5S – a contribuire all’acquisto e all’installazione di impianti fotovoltaici o microeolici a servizio delle utenze domestiche. Grazie al reddito energetico si può dare un sostegno alle famiglie in difficoltà e concorrere ad abbattere le emissioni atmosferiche con l’utilizzo di fonti rinnovabili. Gli impianti eolici come quello in corso di approvazione tra Squillace e Borgia, nel Catanzarese, comportano l’apertura di strade enormi e il diffuso abbattimento di alberi, con pesanti danni per l’ambiente e il paesaggio».

«Ci preoccupano – ha concluso Parentela – quelli già approvati dalla Regione e le continue richieste di installarne altri, addirittura ben oltre i limiti minimi previsti dalle linee guida regionali, che hanno escluso i SIC dalle aree possibili ma non le ZPS e le IBA, benché individuate come le zone più importanti per l’avifauna, particolarmente colpita da queste pale». (rp)

Federica Dieni (M5S) Dissenso sulla fiducia, con lei 50 deputati grillini

Ha fatto scalpore la presa di posizione della deputata Federica Dieni (M5S) che ieri aveva contestato il ricorso alla fiducia  e oggi ha fatto emergere il dissenso ormai evidente all’interno dei pentastellati.
Martedì l’on. Dieni, dopo la presentazione di un emendamento firmato da 50 deputati grillini, aveva affermato su Facebook che «Non si risolvono le cose a colpi di fiducia. Il Parlamento non è composto da pigia bottoni e deve essere sovrano. Nessun ricatto, nessuna pressione, si va avanti! Ognuno faccia la sua parte tenendo conto dei rispettivi ruoli, le leggi devono essere discusse in parlamento. Fare un emendamento non è andare contro il governo ma è l’esercizio di una prerogativa dei parlamentari che deve essere rispettata. Tutta la mia fiducia nel presidente del Consiglio ma siamo una democrazia parlamentare, le cose si possono modificare senza che ci siano altre conseguenze».

Sempre su FB la deputata grillina ha stigmatizzato la situazione venutasi a creare: «Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto proroga emergenza per fare in modo che non avesse luogo una votazione su un emendamento a mia prima firma, sottoscritto da 50 deputati di maggioranza, che chiedeva di estromettere dal testo del decreto una modifica della normativa sui servizi di intelligence. A seguito di questa cosa ho preso la parola in Aula e affermato che “L’emendamento firmato da cinquanta deputati di M5S non va contro il governo né contro il presidente Conte cui confermo la mia fiducia. L’intento era di modificare una normativa che deve essere affrontata in sede parlamentare per il suo rilievo”. Non sono contenta della fiducia: non si risolvono le cose così. Le cose si risolvono in Parlamento: sarebbe stato più utile che su quell’emendamento governo si rimettesse all’Aula. Sono profondamente contrariata dalla apposizione di questa fiducia». (rp)