Cannizzaro (FI): L’Inps anticipi la tredicesima a fine maggio

C’è anche la firma del deputato reggino Francesco Cannizzaro nell’emendamento presentato al decreto liquidità che prevede l’anticipazione a fine maggio delle tradicesime spettanti a dicembre. Al fine di offrire oggi maggiore liquidità a lavoratori dipendenti e pensionati.

«L’Inps e dagli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria» corrispondano «in via anticipata entro il mese di maggio 2020» l’erogazione «della tredicesima mensilità», al fine di «aumentare la liquidità e la capacità di spesa delle famiglie». Questo l’emendamento al dl ‘liquidità’ presentato da Forza Italia, tra i primi firmatari i deputati Francesco Cannizzaro, Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai.

«Premesso che tutte le pensioni – si legge – prevedono una spettanza annuale divisa in tredici mensilità di cui la tredicesima corrisposta nel corso del mese di dicembre, quella dell’anno 2020 potrebbe essere “anticipata” ad oggi senza che l’Inps e tutti gli enti che erogano pensioni (anche privati come le Casse dei liberi professionisti) ne abbiano alcun onere se non quello “di mera valuta per l’anticipata corresponsione». (rp)

Bruno Bossio (PD): Regolarizzazione migranti atto di civiltà

La deputata del PD Enza Bruno Bossio, ha dichiarato che la «regolarizzazione dei migranti è una battaglia giusta, che alcuni di noi combattono fin dal decreto Salvini 1, con lo scopo di far emergere dall’invisibilità queste vite che il populismo cerca di nascondere o, peggio, dà in pasto alle mafie».

«Già allora – ha proseguito la deputata – presentai un emendamento che ne prevedeva la sanatoria a carattere umanitario. In questo delicato frangente storico di emergenza sanitaria, la regolarizzazione dovrebbe essere tema che unisce con responsabilità, scacciando dal dibattito qualunque speculazione politica o tentazione salviniana che pure vediamo in alcune parti del Movimento 5stelle».

«Stiamo parlando – ha proseguito la parlamentare PD – per lo più di braccianti, già vessati da condizioni di lavoro disumane, sottopagati e sfruttati e con alle spalle un vissuto di soprusi e violenze. Le resistenze di Crimi e di parte dei 5stelle risultano ancor di più incomprensibili se pensiamo che questi lavoratori andrebbero a coprire oggi un vuoto di manodopera clamoroso nel comparto agricolo del nostro Paese provocato dalla pandemia in atto e necessario a sostentare tutti noi».

«La regolarizzazione dei migranti, però – ha concluso la deputata Enza Bruno Bossio – più di ogni cosa, è atto di civiltà e giustizia sociale e il Paese lo comprende con lo stesso senso di responsabilità e fiducia con cui ha affrontato in questi due mesi l’emergenza sanitaria. I grillini dimostrino di essersi affrancati dalla subalternità a Salvini e Meloni, oggi hanno la possibilità di saldare i conti con il loro passato e compiere finalmente la scelta giusta». (rp)

Parentela (M5S): Cancellare subito la tassa sugli agriturismi

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha chiesto alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, di «cancellare l’annosa tassa regionale di concessione sugli agriturismi», in quanto «dannosa oltre che illegittima»

«Se in Regione pensano di far cassa in questo modo – ha dichiarato il deputato del Movimento 5 Stelle – interverremo contro i responsabili di tale nefandezza. Siamo in emergenza, bisogna far ripartire l’economia e dall’assessorato al Bilancio vogliono spremere i titolari di agriturismi, mentre dall’assessorato all’Agricoltura scrivono che questa tassa non ha fondamento?».

«Cara presidentessa, qui –  ha proseguito il deputato Parentela – c’è da fare una cosa semplice e rapida. Oggi stesso disponga che il dipartimento Bilancio risolva subito la questione. L’amministrazione pubblica ha il preciso dovere di essere vicina ai cittadini e alle imprese. Perciò non può trasformarsi, soprattutto adesso, in un mostro disumano che chiede soldi senza motivo».

«Rilevo – ha osservato il deputato dei 5 Stelle – una contraddizione forte in questa storia. Mentre il vicepresidente Nino Spirlì promuove, peraltro con il simbolo fuori luogo della Lega, i prodotti tipici della Calabria, ancora una volta la Regione si comporta come Dracula con i proprietari degli agriturismi. Al di là delle nostre diverse appartenenze politiche, confido nel suo buon senso, presidentessa, e aspetto un riscontro immediato. Domani vorrei leggere che questa tassa sugli agriturismi è stata cancellata per sempre». (rp)

Varchi, Ferro (FDI): ripartire le quote di tonno rosso per valorizzare la pesca costiera artigianale

Le deputate di Fratelli d’ItaliaCarolina VarchiWanda Ferro, chiedono, con una interrogazione al ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, di «procedere ad un’equa ed equilibrata ripartizione delle quote di tonno rosso, per valorizzare la pesca costiera artigianale, mediante bandi pubblici che favoriscano l’ingresso di nuove imbarcazioni».

L’interrogazione è stata fatta per richiamare quanto denunciato dagli assessori alla Pesca della Regione Calabria e Sicilia, Gianluca Gallo ed Edgardo Bandiera, secondo cui il sistema delle quote per la campagna del tonno rosso penalizza le marinerie locali, consentendo la pesca ad un numero ristretto di operatori, a causa di criteri che andrebbero immediatamente cambiati prima di condannare le imbarcazioni locali di pesca al fallimento.

Gli assessori di Calabria e Sicilia hanno, infatti, inviato una nota congiunta al ministro Bellanova, per rimarcare come il provvedimento «continua ad assegnare le nuove quote disponibili ad imbarcazioni già in possesso di altre quote, impedendo di fatto l’accesso a nuove imprese».

«Le marinerie locali, in particolare calabrese e siciliana –  hanno spiegato le deputate Varchi e Ferro –  vantano un’importante tradizione, ma essendo costituite prevalentemente da imbarcazioni di pesca costiera artigianale, non sono state in grado di accedere all’assegnazione delle quote, finendo con l’essere ulteriormente penalizzate da un sistema basato sui parametri delle dotazioni storiche, che avvantaggia chi è già presente nel settore, precludendo, di fatto, la possibilità di nuovi accessi».

Per le deputate di Fratelli d’Italia «è necessario riequilibrare il sistema, invertendo la dannosa tendenza di assegnare l’aumento di quote a poche barche, penalizzando l’intero sistema delle marinerie locali, con risvolti significativi in tema di sviluppo, economia, turismo e valorizzazione delle tradizioni».

Varchi e Ferro hanno anche chiesto al ministro Bellanova di incrementare immediatamente la quota da assegnare sul Sistema della quota indivisa, attraverso modifiche idonee a semplificare le misure di sbarco del prodotto nei porti designati. (rp)

Melicchio (M5S): In Calabria 3 milioni di euro per tablet, pc e connessioni

Lo annuncia Alessandro Melicchio, deputato del Movimento 5 Stelle che sono in arrivo in Calabria circa 3 milioni di euro – relativi al bando Pon – per l’acquisto di pc, tablet e dispositivi per la connessione internet destinati alle scuole del I ciclo, primaria e secondaria di I grado.

«Il Ministero ha lavorato in tempi particolarmente rapidi – ha dichiarato il deputato Melicchio – perché le scuole hanno bisogno di queste risorse. I primi dati che emergono dal secondo monitoraggio sulla didattica a distanza ci dicono che ci stiamo avvicinando alla copertura totale di studenti che avevano bisogno di un tablet o di un pc. Questo grazie ai fondi stanziati con il decreto Cura Italia, con il quale abbiamo destinato 70 milioni a questo scopo, alla consegna di device che si trovavano nei laboratori delle scuole e alla collaborazione degli Enti locali».
«Questo nuovo bando smart class, che si è riuscito a completare in metà mese – ha proseguito il deputato pentastellato – ha visto aderire 4.905 scuole, pari all’87,2% degli istituti che potevano partecipare, per un totale di finanziamenti che saranno assegnati pari a più di 63 milioni e mezzo di euro. In Calabria sono state finanziate 227 scuole per un totale di 2.949.186,71 euro, per consentire, anche per le studentesse e gli studenti delle istituzioni scolastiche statali del I ciclo d’istruzione e, prioritariamente, della scuola primaria, forme di didattica digitale».
«La necessità di equipaggiare le scuole del primo ciclo – ha concluso Melicchio – nasce dalla constatazione che gli studenti più giovani raramente sono in possesso di devices personali, ma la portata dell’iniziativa va oltre il perdurare dell’emergenza epidemiologica connessa al diffondersi del Coronavirus e alle misure restrittive prescritte. Superata la fase emergenziale, infatti, la smart class potrà e dovrà costituire una forma ordinaria di supporto alle attività didattiche». (rp)

Bruno Bossio (Pd): Riapertura in sicurezza anche per piccole imprese al Sud

La deputata Enza Bruno Bossio del Partito Democratico ha espresso pieno sostegno «alle rivendicazioni di Confartigianato-Calabria che, attraverso una lettera appello rivolta ai parlamentari calabresi, chiede maggiore attenzione alle piccole imprese».

«Il 4 maggio – ha detto la deputata dem – 4 milioni e mezzo di lavoratori del nord, nelle zone di maggior contagio, potranno riprendere a lavorare e tirare un sospiro di sollievo per sé e per le loro famiglie. Non si capisce perché questa stessa libertà non è garantita ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese del Sud.
È ingiusto che le scelte indicate nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri autorizzino la apertura della cosiddetta fase 2 riproponendo il tema dello squilibrio tra Nord e Sud. La esplosione della emergenza Covid19 – prosegue la deputata- ha messo in evidenza le potenzialità dei territori meridionali e confermato che il rischio di una tremenda fase recessiva nazionale si può fronteggiare soprattutto se si investe sul Sud, inteso come una risorsa che può dare molto più delle aree storicamente forti alla crescita dell’intero Paese».

«Il DPCM per il 4 maggio, invece – ha proseguito la Bruno Bossio – va nella direzione opposta e ripropone anche in questo contesto emergenziale lo storico dualismo. Non si comprende la ragione per cui, ad esempio, ai piccoli esercenti commerciali, agli artigiani, a partire dai barbieri e parrucchieri, bar e ristoratori tipici, operatori del wellness non è consentito riaprire le attività, ovviamente condizionate alle necessarie misure di sicurezza. Oltretutto, non può essere sottaciuto il fatto che nel Sud la qualità dell’aria e dell’acqua e del contesto ambientale in generale, in questa emergenza hanno contribuito anch’essi a fare la differenza. Viene allora da chiedersi perché, se il Governo ha valutato di allentare il lockdown nonostante la mancanza di test e tamponi e la mancanza dell’app di contact tracing, ritenendo sufficienti le stringenti regole di sicurezza interpersonale e sanificazione dei luoghi, si è deciso al contempo di penalizzare il sud, dove il contagio è stato assai più contenuto».

«Permanendo tale situazione al Sud, però  si rischia che l’emergenza dovuta alla incapacità di garantire i livelli minimi di sopravvivenza per una parte grande della società potrà essere più devastante di quanto non abbia potuto l’epidemia sanitaria.  Non è azzardato affermare che di questo passo al sud si rischia di morire di povertà e non solo di Coronavirus. Pertanto, ritengo che vadano accolti appelli come quello di Confartigianato-Calabria e di tutti coloro che stanno giustamente protestando inascoltati, perché vogliono riaprire nella massima sicurezza e che avrebbero bisogno solo di un po’ di fiducia e di aiuti economici veri. Bisogna accompagnare la autorizzazione alla riapertura con sussidi volti a ridurre anche i costi richiesti dalla attivazione degli stessi interventi che dovranno garantire la sicurezza a fronte dell’allentamento del lockdown».

«È stato chiesto ai cittadini – sostiene la Bruno Bossio – di limitare la propria libertà come mai accaduto prima e con grande senso di responsabilità e coraggio lo hanno fatto. Ora è il momento di dare a loro fiducia. Ritengo che il riconoscimento che stamattina, il presidente Giuseppe Conte, nel suo intervento alla Camera dei deputati, ha dato verso procedimenti differenziati per i diversi territori per la gestione di una efficace e responsabile gestione della nuova fase emergenziale possa essere di aiuto e non di impedimento ad operare in questa direzione».

«Il tema non è quello di aprire tutto o di indurre al massimo le misure restrittive ma è quello di fissare le regole della messa in sicurezza e della riduzione del rischio a salvaguardia – afferma infine la parlamentare- della salute dei cittadini e ovviamente rispettarle, con piena consapevolezza civica e attraverso la vigilanza della azione dello Stato». (rp)

Melicchio (M5S): In Calabria più di 45 milioni euro di accesso al credito

Il deputato del Movimento 5 StelleAlessandro Melicchio, ha fornito le cifre che sono state erogate in Calabria per aiutare imprese e famiglie.

In Calabria, ha spiegato il deputato Melicchio «ci sono state 853 domande per finanziamenti inferiori a 25.000 euro così divise: 445 in provincia di Cosenza, 133 in quella di Reggio Calabria, 122 per il catanzarese, 92 in provincia di Crotone e 61 in quella di Vibo Valentia, per più di 17 milioni di euro totali. Per importi superiori ai 25.000 euro in Calabria sono, invece, arrivate 204 domande per più di 28 milioni di euro di finanziamento, con un importo medio di 159 mila euro in provincia di Cosenza, 119 mila a Reggio Calabria, 130 mila a Catanzaro, 154 mila a Vibo Valentia e 68 mila a Crotone».

«Il nostro paese e la nostra regione – ha proseguito il deputato Melicchio – sono composti per la maggior parte da imprese di dimensione medio piccole, oltre che piccolissime o a carattere familiare e per questo abbiamo pensato prioritariamente a questo tipo di misure, che finora hanno portato a più di 45 milioni di euro di accesso al credito in Calabria. Per l’erogazione di prestiti fino a 25 mila euro, ricordo che il tasso è agevolato, senza che le banche debbano effettuare alcuna valutazione di merito, così da ridurre al minimo i tempi per l’erogazione».

«Contiamo che questa sistema – ha concluso il deputato Melicchio – dopo qualche inceppo iniziale, possa andare sempre più speditamente per poter garantire alle imprese quanto è loro necessario per riuscire a superare questo momento di crisi». (rp)

Sapia (M5S): Riattivare l’assistenza sanitaria ordinaria

Il deputato del Movimento 5 Stelle e della Commissione Sanità, Francesco Sapia, chiede che il presidente della Regione Calabria, Jole Santelli e il Commissario Saverio Cotticelli  «chiariscano come e in quali tempi intendano far ripartire, con riferimento alla sanità pubblica della Calabria, la specialistica ambulatoriale e i servizi ospedalieri ancora fermi. Non è possibile lasciare tutto in mano ai privati, di fatto favoriti da recenti provvedimenti regionali sull’emergenza».

«Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – ha proseguito il deputato Sapia – ha già riassunto le misure e le tappe della cosiddetta Fase 2, perciò è indispensabile che subito Santelli e Cotticelli si coordino per riattivare pienamente la sanità pubblica, anche ascoltando gli Ordini provinciali dei medici. Finora, i calabresi hanno dovuto subire il caos determinato da un’ingiustificabile sovrapposizione di poteri e da ostinati arbìtri da parte dei vertici di alcune aziende del Servizio sanitario regionale».

«È doveroso – ha proseguito il deputato Sapia – riavviare con metodo e programmazione adeguati i servizi sanitari pubblici, garantendo analisi immediate e la massima sicurezza per i sanitari e i malati. Occorre restare in guardia per il Covid, ma è intollerabile che intere aree della Calabria siano scoperte sul piano dell’assistenza ordinaria, che nelle medesime non siano erogate le prestazioni di base e che nessuno dei responsabili ne risponda alla comunità».

«Per questo – ha concluso il deputato Sapia – è urgente convocare un apposito tavolo, anche con la Protezione civile e la task force regionale, al fine di definire le misure da adottare per l’effettiva e completa tutela della salute da parte delle strutture pubbliche. Dal canto nostro, come Movimento 5 Stelle presenteremo al più presto una proposta chiara per la cancellazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale, che oggi non ha più ragione di esistere». (rp)

Melicchio (M5S): Nuove risorse per l’edilizia scolastica in Calabria

Il deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Cultura, Alessandro Melicchio, ha annunciato che il Ministero dell’istruzione «ha messo a disposizione della Calabria più di 17 milioni di euro, che consentiranno alla nostra regione di effettuare interventi di messa in sicurezza nelle scuole».

«L’attuale condizione strutturale delle scuole italiane – ha proseguito il deputato Melicchio – rappresenta uno dei punti più critici del nostro sistema scolastico. I nostri ragazzi si trovano oggi a frequentare edifici non nuovissimi e potenzialmente pericolosi, ambienti non adeguati che non sempre rispettano le norme di sicurezza. A questo si aggiunge l’incuria e la scarsa manutenzione da parte dei proprietari degli immobili, quasi sempre Comuni o Province, e il fatto che, come sappiamo, gran parte del nostro Paese è purtroppo caratterizzato da una forte sismicità. Il Governo è al lavoro con interventi urgenti ed efficaci, dopo che per troppi anni le risorse ministeriali sono rimaste chiuse in un cassetto, annunciate ma mai effettivamente assegnate. Per questo ha stanziato altri 320 milioni di euro, dei quali 17.318.854 euro sono destinati alla Calabria, nell’ambito della Programmazione unica nazionale 2018-2020, che si aggiungono ai 510 milioni già assegnati agli enti locali lo scorso 10 marzo, sul fronte dell’edilizia scolastica e per la messa in sicurezza di strutture che possano accogliere al meglio i nostri studenti».

«Riteniamo prioritario – ha concluso il deputato Melicchio – garantire ai nostri ragazzi scuole sicure e ospitali, dotate di tutti gli strumenti necessari per assicurare loro la migliore esperienza educativa possibile». (rp)

Granato, Sapia, Parentela, d’Ippolito (M5S): sostenere le imprese con una proposta unitaria

I deputati del Movimento 5 StelleBianca Laura GranatoFrancesco SapiaPaolo ParentelaGiuseppe d’Ippolito, hanno scritto una lettera aperta ai partiti, in cui viene ribadita l’urgenza di «sostenere le imprese con una proposta unitaria».

«Di recente, Nino De Masi – si legge nella lettera – ha indicato misure concrete per la ripartenza dell’economia calabrese. A favore del Sud egli ha ipotizzato aree No Tax, tra cui una corrispondente alla regione Calabria. Subito abbiamo sposato la proposta, che tra l’altro prevede prestiti a tasso zero per le piccole imprese, da restituire in 15 anni, e l’obbligo di reinvestire sul territorio una quota degli utili delle banche che beneficino di fiscalità di vantaggio».

«Lo stesso imprenditore, noto anche all’estero per la lotta alla ’ndrangheta e all’usura bancaria – prosegue la lettera – ha insieme sottolineato l’esigenza di individuare strumenti a favore della formazione professionale e della riconversione delle attività. È un piano possibile, oltre che necessario. Perciò abbiamo annunciato che a breve lo porteremo all’attenzione del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, senatore del Movimento 5 Stelle. Inoltre abbiamo rivolto alle altre forze politiche un appello a confrontarci nel merito, partendo dagli alleati di governo».

«Infatti – prosegue la lettera – crediamo che la crisi determinata dal coronavirus debba avere soluzioni condivise: con l’intera rappresentanza parlamentare calabrese, l’esecutivo e i consiglieri regionali. Occorre pensare soltanto alla Calabria, stavolta abbandonando le differenze e divergenze politiche. Presto bisogna mettersi all’opera e bussare alla porta del governo nazionale con un documento unitario che contenga precise richieste per invertire la rotta».

«L’esperienza del passato e la coscienza della realtà – prosegue la lettera – possono esserci molto utili e costituire la base di un ragionamento obiettivo e fecondo, in rapporto a quanto indicato da De Masi. Per esempio, a Gioia Tauro – e non solo – diverse aziende ottennero enormi finanziamenti, ma senza produrre alcunché, senza generare ricchezza e senza pagare il conto alle aziende locali».

«Altro fenomeno da richiamare – prosegue la lettera – è il diffuso assistenzialismo in Calabria, frutto di un remoto matrimonio di interessi tra Stato ed enti locali, che nei decenni ha compresso la cultura e lo spirito d’impresa, con gravi danni per l’occupazione e la crescita collettiva. A ciò si aggiunga il frequente errore del potere politico e amministrativo di alimentare postifici. A riguardo non si è mai stimato l’impatto reale, scarso e perfino deleterio, sui livelli di servizi e diritti – in Calabria – delle troppe assunzioni in uffici, aziende e agenzie del sistema pubblico nostrano. Questo è un tema dominante nella narrazione antimeridionalista, rispetto al quale manca un’analisi di prospettiva che ci induca a cambiare registro, a investire altrimenti le risorse disponibili».

«Ultima annotazione – prosegue la lettera – è che di per sé non conta l’entità, pur se a molte cifre, dei vari fondi per lo sviluppo regionale, se la relativa spesa è rinviata, non rispondente alle potenzialità del territorio o addirittura virtuale, cioè subordinata alla stesura di atti o programmi specifici. In questo senso – fermo restando che la spesa pubblica per il Meridione va proporzionata alla popolazione residente e che i fondi europei siano aggiuntivi come richiesto da Agenda Sud 34%, evitando, sull’onda della pandemia, di sottrarre ulteriori risorse al Mezzogiorno –, siamo chiamati a guardare avanti: a superare la seduzione del dato complessivo dei trasferimenti destinati all’ammodernamento strutturale e alla coesione sociale».

«In sintesi – prosegue la lettera – ora pensiamo a sostenere l’impresa, al suo valore economico e sociale, a quanto in proposito renderebbe, già nell’immediato, la possibilità di operare in una regione con fiscalità di vantaggio, anche per attrarre investimenti e creare posti di lavoro vero, dunque servizi pubblici migliori e benessere generale. Il nostro Reddito di cittadinanza, che intendiamo estendere a stretto giro, ha tolto “personale” alle organizzazioni criminali e sollevato tante famiglie dalla povertà. Tuttavia, adesso è il momento di integrarlo con misure di lungo respiro, quali quelle prospettate De Masi. Pertanto ci facciamo promotori di un tavolo di ampia concertazione, cui invitare i sindacati, fiduciosi di ottenere pronta risposta dagli altri partiti». (rp)