A Catanzaro un evento interamente dedicato a Mario La Cava

di ELISA CHIRIANOForse anche le fotografie, che Mario La Cava scattò nel corso del suo viaggio in Israele nel 1961, potranno, prima o poi, essere esposte nello Spazio Coriolano Paparazzo – Cine Sud: è questo l’auspicio di Francesco Mazza, che a Catanzaro, su Corso Mazzini, ha realizzato con il suo staff un suggestivo luogo di incontri e confronti d’autore.

Proprio qui, lo scorso giovedì 4 luglio, tra la mostra “Fotografie dell’umano”, l’incantevole volto di Nega ritratta da Nino Bartuccio e il dramma dei migranti raccontato da “Popoli in movimento” di Francesco Malavolta, si è svolto un evento interamente dedicato a Mario La Cava. Uomo leale e generoso, viaggiatore instancabile, animato da un’eccezionale passione per la lettura e per la letteratura, con la quale instaurò un rapporto diretto senza filtri o mediazioni.

Scrittore colto, che prese la lezione dei classici e la elaborò in maniera del tutto originale, rifiutando ogni tipo di poetica precostituita e orientandosi verso un personalissimo stile narrativo, alimentato anche dalla letteratura francese, russa e italiana dell’Ottocento e del Novecento. Incarnò il modello dell’intellettuale autonomo, indipendente, atipico, ben distante da luoghi comuni.  Il suo stile narrativo, sobrio, misurato, disadorno, attento alla sua gente, ma anche proiettato oltre i confini regionali, non è stato ancora pienamente compreso da certa critica, che ha tentato di storicizzarlo, facendolo entrare in questa o quella corrente letteraria.

Di Mario La Cava si è discusso in occasione del terzo “giovedì letterario” voluto, organizzato e moderato da Francesco Mazza, in dialogo con due critici e ben noti studiosi di letterature europee, Milly Curcio e Luigi Tassoni, fra l’altro legati allo scrittore di Bovalino da grande amicizia. Significativa la presenza in sala anche di Grazia e Rocco La Cava (figli dello scrittore), oltre a Domenico Calabria, presidente del Caffè letterario Mario La Cava di Bovalino.

Un pomeriggio dedicato alla riscoperta di un autore che sapeva guardare dentro e oltre, che ebbe, fra l’altro, una fitta corrispondenza epistolare con Leonardo Sciascia (notissima l’edizione curata proprio da Curcio e Tassoni), e che nel 1961 a proprie spese e con l’accredito della sede lucana del “Corriere del Mezzogiorno”, si recò a Gerusalemme per assistere alle fasi finali del processo a Adolf Eichmann (nella stessa sala stampa c’era anche il filosofo Hannah Arendt).

Viaggio in Israele, pubblicato per la prima volta nel 1967 da Edizioni Fazzi, e che La Cava definì “libretto”, in realtà è un testo di sorprendente attualità, unico nel suo genere, proprio perché non può essere ascrivibile a nessuna classificazione specifica. Tuttavia, come annotò con rammarico lo stesso autore, non godette di buona fortuna e passò pressoché ignorato sia dai lettori che dalla critica letteraria. L’ultima edizione, curata da Milly Curcio, con un saggio di Luigi Tassoni, è stata pubblicata nel 2011 da Edicampus, nella collana dell’Università di Roma Tor Vergata. Si tratta di un prezioso libro, ormai introvabile, e pertanto è indispensabile pensare a una nuova edizione, magari arricchita da ulteriore materiale documentario, come ad esempio la corrispondenza che legò Mario La Cava a cittadini israeliani al suo rientro in Calabria.

«È un romanzo sul bene e sul male, ma anche qualcosa d’altro –  sottolinea Milly Curcio – un unicum dal punto di vista stilistico e letterario (il protagonista, l’autore e l’io narrante, ad esempio, coincidono nella stessa persona). Erroneamente questo libro è stato presentato come un romanzo-inchiesta, un romanzo-storico, un reportage, un quaderno di viaggio, ma non è niente di tutto ciò».

Di pregio sono le dodici pagine centrali in cui La Cava descrive Eichmann, il suo aspetto, quegli occhi che «nemmeno per un momento si prestarono ad essere guardati”, “le labbra di chi non aveva mai sorriso ad alcuno». «È un libro che va letto anche facendo attenzione a tre livelli strutturali e formali che si integrano senza sovrapporsi, consiglia da semiologo Luigi Tassoni, confrontandolo con le diverse posizioni di Bellow e di Kertész. Il primo livello è dato dall’occasione del processo ad Eichmann; il secondo è costituito dal viaggio in sé, che diventa anche imprevedibile e avventuroso; il terzo caratterizza una sorta di viaggio nel viaggio, che La Cava compie tra la gente e le case di ebrei e musulmani, a scoprire, con il piglio del giornalista, ma anche del narratore, gli aspetti peculiari di una società così simile a quella del Sud d’Italia.

«Viaggio in Israele è un vero gioiello – prosegue Tassoni – anche e soprattutto se confrontato con opere scritte nello stesso decennio e sullo stesso tema, come ad esempio “Gerusalemme: andata e ritorno” del Nobel per la Letteratura 1976 Saul Bellow». L’intento che guida però i due autori è diverso: La Cava vuole conoscere la quotidianità di quella gente di Israele. Bellow cerca tipi umani che rispondano alla sua domanda “chi è un ebreo e cosa è – o non è – l’ebraismo?”

Il ricco epistolario Lettere dal centro del mondo 1951-1988” (Rubbettino, 2012), curato da Milly Curcio e Luigi Tassoni, è un essenziale punto di riferimento per il lettore o lo studioso che oggi voglia accostarsi alla riscoperta di due grandi narratori del Novecento. È la fitta corrispondenza (che si legge quasi come un romanzo) tra Mario La Cava e Leonardo Sciascia, e rivela i retroscena privati, le difficoltà, persino il freddo e la solitudine, che dànno origine alle opere di due maestri del romanzo e del racconto europeo. Molte sono le somiglianze tra il più giovane scrittore siciliano e l’amico maestro calabrese sin dagli esordi. Racalmuto e Bovalino: la provincia diventa centro del mondo, grazie agli occhi aperti di scrittori, che sapevano guardare al mondo, al di là di angusti confini regionali.

Ne dànno prova i venticinque Racconti di Bovalino, pubblicati da Rubbettino nel 2008, con una prefazione di Luigi Tassoni e postfazione di Milly Curcio, in un linguaggio nitidamente classico e semplicemente moderno, che ci offrono un microcosmo di fortune e sfortune, di grazia e disgrazie, amori e disamori, aspirazioni, disdette e sogni, appartenenti a una memoria comune e alla radice della nostra storia di oggi.  Il fascino della narrazione di La Cava è in quel tempo sospeso che tuttavia conserva il pregio dell’attualità. «Le cose di La Cava costituivano per me esempio e modello del come scrivere: della semplicità, essenzialità e rapidità a cui aspiravo» – scriverà Leonardo Sciascia nel 1987.

L’incontro di Catanzaro si è concluso con la lettura di alcuni brani estratti dalle opere di La Cava (riportati anche nel volume Terzo Regno. Parole come pietre e luci. Scrittori calabresi, pubblicato nella collana editoriale Cine Sud, a cura di Francesco Mazza), con un intervento del Presidente del Caffè Letterario di Bovalino, Domenico Calabria, e del prof. Franco Cimino.

Forte commozione ha suscitato tra i presenti anche la proiezione di un estratto di “Mario La Cava. L’arte della semplicità”, film-documentario girato nel 1985 con la regia di Mario Foglietti e con testo di Luigi Tassoni, che, come i film-documentari realizzati con la regia di Francesco Mazza, offre una testimonianza diretta e utile ai giovani lettori sugli scrittori calabresi.

CATANZARO – Asp CZ: Effettuate visite preventive per emergenza caldo a carcere “Caridi”

L’Asp di Catanzaro ha reso noto di aver effettuato uno screening per valutare eventuali condizioni di rischio maggiore derivante dall’emergenza caldo di queste giornate alla Struttura sanitaria del Carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro.

La condizione detentiva e la situazione di edilizia penitenziaria – che non prevede la climatizzazione – rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo in un contesto climatico che genera in tutta la popolazione problemi potenziali per la salute. Da questa considerazione la decisione della Direzione sanitaria del carcere di avviare questa attività aggiuntiva di prevenzione, in una fascia di età più a rischio. L’attività di prevenzione è stata condotta dal personale sanitario medico ed infermieristico della struttura penitenziaria con il supporto della Polizia Penitenziaria nei detenuti ultrasessantacinquenni, attraverso una valutazione generale, un elettrocardiogramma e la valutazione di alcuni parametri ematochimici.

L’attività è stata integrata da un’informativa sulla necessità di una corretta idratazione. Le visite hanno rappresentato anche l’opportunità di monitorare le diverse condizioni di salute e le terapie in corso con un approccio multidisciplinare. (rcz)

Sant’Anna Hospital, consigliere di CZ Capellupo: Presa di posizione di Fiorita e Consiglio comunale forte segnale

Per il consigliere comunale di Catanzaro, Vincenzo Capellupo, «la presa di posizione del sindaco e del Consiglio comunale sulla vicenda del Sant’Anna Hospital sono un segnale forte e concreto, dato ai lavoratori e ai malati calabresi che stanno pagando per questa vicenda un prezzo altissimo».

«Il Consiglio Comunale dedicato alla vicenda del S. Anna Hospital è stato un passaggio istituzionale fondamentale perché se è vero che non possiamo sapere oggi quale sarà l’esito di una vicenda che resta estremamente complessa», è stato comunque dato un segnale concreto «che, evidentemente – ha detto Capellupo – altri non hanno inteso dare nonostante fossero stati invitati a partecipare alla seduta».

«E non vorremmo – ha aggiunto – che alcune assenze confermassero la sensazione che esista una precisa volontà politica di indebolire il sistema sanitario del Capoluogo di Regione. Penso in proposito, e solo per citare alcuni fatti, alle paradossali vicende: sulla facoltà di medicina a Cosenza; ai 200ml di euro che l’art.20 della legge 67/88 prevedeva per il nuovo ospedale di Catanzaro spostati verso altri territori; alla crisi che sta investendo il sistema socio assistenziale – vedi la situazione dei lavoratori di Fondazione Betania. Occorre, quindi, partendo dal S. Anna una più complessiva riflessione sul sistema socio-sanitario del Capoluogo di Regione».
«Tornando al S. Anna – ha proseguito – rinnovo quanto chiesto in Consiglio comunale: nell’incontro che verrà richiesto dal sindaco Fiorita al commissario Occhiuto, l’oggetto principale dovrà essere la garanzia pubblica che il budget e l’accreditamento del S. Anna non verranno toccati fino a quando non si completeranno le procedure del tribunale per l’individuazione di un soggetto subentrante che riporti il Centro di alta specialità del cuore alla sua piena efficienza».
«Diversamente nessuno sarà disposto a farsi carico di struttura e dipendenti – ha concluso – e avremo l’abbassamento dei Lea in ambito cardiovascolare, la parcellizzazione del budget, la fine dei livelli occupazionali e l’aumento dell’emigrazione sanitaria con costi sociali ed economici enormi per i calabresi». (rcz)

CATANZARO – Il Rotary Club CZ Tre colli festeggia 20 anni dalla fondazione

Domani il Rotary Club Catanzaro Tre Colli festeggia i 20 anni dalla Fondazione, ma non solo: la serata sarà resa ancora più speciale dallo scambio di consegne tra l’attuale presidente Carlo Maria Comito e il nuovo presidente Giuseppe Caputo.

La celebrazione del ventennale rappresenta un momento di riflessione sui successi ottenuti e sulle numerose iniziative realizzate dal Rotary Club Catanzaro Tre Colli nel corso degli anni. Dalla sua nascita, il club ha promosso numerosi progetti a beneficio della comunità locale, dimostrando un costante impegno nel sociale e nella promozione di valori come la solidarietà e il servizio agli altri.

Durante la serata, i soci del club, insieme agli ospiti, avranno l’opportunità di ripercorrere i momenti più significativi di questi venti anni, attraverso testimonianze, ricordi e racconti. Sarà anche l’occasione per esprimere gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito con dedizione e passione al raggiungimento degli obiettivi del club.

Il passaggio di consegne tra Carlo Maria Comito e Giuseppe Caputo segna un momento di continuità e rinnovamento. Carlo Maria Comito, che ha guidato il club con grande dedizione, passerà il testimone a Giuseppe Caputo, il quale ha già dimostrato di essere pronto a raccogliere la sfida e a portare avanti con entusiasmo le attività del Rotary Club Catanzaro Tre Colli.

Il Presidente Giuseppe Caputo, nel suo discorso di insediamento, illustrerà le sue visioni e i suoi progetti per il prossimo anno rotariano, con l’obiettivo di continuare a fare del Rotary Club Catanzaro Tre Colli un punto di riferimento per la comunità. (rcz)

A Catanzaro torna la rassegna di teatro classico Graecalis

Dopo due anni, dal 10 luglio al 22 agosto torna al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro Graecalis, la rassegna di teatro classico giunta all’11esima edizione dell’Associazione Graecalis.

La rassegna, nata da un’idea di Luigi La Rosa, ha animato per anni l’estate catanzarese e, dopo anni «trascorsi a Vibo e nel resto della Calabria», ha spiegato La Rosa «torniamo a Catanzaro, dove tutto ha avuto inizio, ma con una nuova veste associativa che ci consente di realizzare in pieno le finalità di divulgazione e promozione della cultura teatrale, cosa che ha da sempre mosso i membri che compongono Graecalis».

«Siamo orgogliosi di poter salutare l’avvio di un nuovo ciclo per Graecalis, uno degli eventi di maggior pregio che la città ha visto nascere e crescere e che si rilancia sotto la sapiente guida del presidente Luigi La Rosa», ha sottolineato l’assessora alla Cultura, Donatella Monteverdi.

«Questa amministrazione comunale condivide la stessa mission improntata alla divulgazione e alla promozione della cultura, in tutte le sue forme – ha concluso – e, perciò, si è lavorato in questi mesi con l’organizzazione per creare le giuste condizioni per un nuovo start a Catanzaro».

Oltre alla partnership col Comune di Catanzaro, c’è una grande novità: la trasformazione di Graecalis, da rassegna stagionale, ad Associazione attiva nel Terzo Settore e nella Promozione sociale.

«Abbiamo fortemente voluto questa trasformazione associativa, perché lo scopo del nostro sodalizio è stato da sempre quello di promuovere i valori e la Bellezza della cultura classica ad un pubblico sempre più ampio, poiché crediamo fortemente nella finalità educativa e civile del Teatro e dell’Arte», hanno detto i componenti dell’Associazione, guidata da La Rosa, nelle vesti anche di curatore letterario e la cui direzione artistica è affidata a Salvatore Venuto, le cui capacità artistiche sono ampiamente note e apprezzate dal pubblico.
Il 17 luglio appuntamento con la lirica e la poesia di “Casta Diva – La vita di Maria, il mito della Callas“, produzione originale Graecalis. Uno struggente viaggio di parole e musica incentrato sulla vita del grande soprano, la cui figura si sdoppierà in scena così come nel titolo: da una parte Maria, donna dalle forti passioni e dai grandi dolori, interpretato da Mariarita Albanese; dall’altra, la Diva Callas, che rivivrà sulla scena con incantevoli innesti delle più celebri arie del belcanto , ad opera del soprano Barbara Luccini.
Il 25 luglio il recital Il canto della Dea: si ritorna alla tragedia greca ma, anche in questo caso, con un taglio specifico ed estremamente attuale. Saranno le donne che hanno reso il Mito immortale ad alternarsi sulla scena per parlare agli spettatori delle loro passioni, delle loro paure e dei loro valori, così simili e quasi sovrapponibili a quelli della donna di oggi. Da Medea ad Antigone, passando per una serie di figure delle altre opere tragiche, si scoprirà la disarmante attualità della tragedia greca.
L’8 agosto, “Con gli occhi di Ulisse”, un recital poetico sulla figura dell’eroe più controverso della mitologia greca: odiato dagli altri e alle volte anche da sé stesso, scaltro, spregiudicato e affamato di sapere, Ulisse affascina e intimorisce, conquista e si lascia vincere dagli eventi. Tra Odissea, Dante, Tennyson e Guccini, gli attori di Graecalis faranno rivivere il mito di Ulisse, le sue avventure e i mille giochi di luce e di ombre che rendono Ulisse “la mente colorata” della classicità.
Il 21 agosto, gran finale con “Quel che non fu fatto, lo sognai”, lo spettacolo poetico incentrato su Gabriele D’Annunzio e produzione originale di Graecalis. È lo stesso La Rosa a spiegare la scelta di un’opera che non ha apparentemente nulla a che vedere con il mondo classico: «In D’Annunzio è presente un fortissimo retaggio del mondo classico: maestro del verso, sapiente compositore di armonie verbali, D’Annunzio incarna il poeta contemporaneo che rievoca la grandezza e le atmosfere della poesia classica greca​ e latina, oltre ad abbinare una decisa componente drammatica sia del suo vissuto come personaggio che delle sue opere».
Sulla scena, Salvatore Venuto darà vita, corpo e voce al Vate in un percorso rievocativo di fantasmi di passioni e sogni incantevoli che si trasformeranno nelle sue poesie più celebri e struggenti. ​(rcz)

CATANZARO – Giovedì la premiazione de “La rosa d’argento”

Giovedì 11 luglio, a Catanzaro, alle 16.30, alla Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, si terrà la premiazione de “La rosa d’argento”, il riconoscimento organizzato dalle associazioni Fidapa e Ande in collaborazione con la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, giunto ormai alla decima edizione.

Il Premio, intitolato ala memoria della compianta prof.ssa Emilia Zinzi, rappresenta oggi una importante attestazione di merito a donne che si sono distinte per l’attività svolta in diversi ambiti professionali, e sarà consegnato ad Maria Antonietta Santacroce, ideatrice del Fetsival d’AutunnoEmilia Garito, ingegnere informatico apprezzata a livello internazionale, esperta nel campo dell’intelligenza artificiale e a Paola Rotella, imprenditrice che ha adottato politiche basate sui principi fondamentali di non discriminazione e inclusione.

L’iniziativa si aprirà con i saluti istituzionali della presidente Fidapa – sezione Catanzaro – Rossella Barillari, della presidente Ande Roberta Porcelli, del presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo e dell’assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro Donatella Monteverdi. A Matilde Zinzi, storica dell’arte e nipote di Emilia Zinzi, sarà affidato un breve ricordo della compianta professoressa ripercorrendo il percorso professionale e umano. Le conclusioni sono affidate a Marisa Fagà, presidente nazionale di Ande. (rcz)

Catanzaro coordina il tavolo tecnico delle cinque città calabresi incluse nel Pon metro

Condividere strategie ed orientamenti di programmazione sui temi dell’inclusione sociale, per assicurare lo scambio di esperienze e di buone prassi e per rafforzare la capacità contrattuale unitaria delle aree urbane intermedie calabresi nei confronti del Governo sulle procedure di realizzazione dei progetti. È questo l’obiettivo del Tavolo tecnico-politico, coordinato dal Comune di Catanzaro, delle cinque città calabresi che partecipano al Programma Pon Metro Plus 2021-2027, finanziato dall’Agenzia di Coesione Territoriale alle Città Intermedie.

Il tavolo è stato promosso dal sindaco Nicola Fiorita e comprende, oltre Catanzaro, Lamezia Terme, Crotone, Corigliano-Rossano e Castrovillari.

L’accordo si è concretizzato in una riunione a cui hanno preso parte, per Catanzaro, il sindaco Fiorita, il dirigente del settore Politiche sociali, Antonino Ferraiolo, e il consulente Antonio De Marco; il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro; l’assessore alle Politiche sociali di Crotone Filly Pollinzi; i dirigenti Giovanni Soda e Francesco Calà, su delega dei sindaci di Corigliano-Rossano e Castrovillari.
Le Città hanno, inoltre, deciso di allargare il Tavolo, in una seconda fase di concertazione, al confronto con le Organizzazioni regionali del Terzo Settore, nell’ottica della piena valorizzazione dell’approccio di coprogrammazione, che ha già caratterizzato la fase di predisposizione dei progetti e che costituirà ancora l’asse fondante della fase di attuazione.
È stato, ancora, concordato di attivare a breve una interlocuzione unitaria con l’Agenzia di Coesione, oggi Dipartimento alla Presidenza del Consiglio, per sollecitare la pronta chiusura della fase istruttoria dei Progetti presentati da ormai tre mesi dai Comuni, e che avrebbero dovuto essere approvati, per il loro concreto avvio, al 30 giugno.
«L’apertura di questo importante momento di condivisione ha sancito, peraltro, il convinto riconoscimento del ruolo guida del Capoluogo calabrese, fatto che contribuirà certamente a rafforzare la logica di cooperazione tra le Città impegnate nei processi di trasformazione urbana e di sviluppo – ha commentato il sindaco Fiorita –. Dall’altro, il coordinamento consentirà di potenziare la strategia dell’inclusione sociale che Catanzaro ha inteso assumere a pieno nei propri orientamenti, facendola diventare cartina da tornasole della qualità della programmazione comunale sul territorio e dei connessi processi di coesione». (rcz)

CATANZARO – Successo per la rassegna “da Margherita”

Si è conclusa, con successo a Catanzaro, la sesta edizione da Margherita, un’iniziativa nata dieci anni fa per riscoprire lo spazio urbano di Villa Margherita e promossa dall’Associazione Culturale da Margherita.

Villa Margherita, infatti, è stata «un luogo del cuore che, purtroppo – ha spiegato l’Associazione – la crisi commerciale e sociale del centro storico e il mutamento delle abitudini avevano nel tempo relegato nella sola memoria dei più anziani, cancellandolo di fatto dal vissuto presente della città. Oggi la Villa è tornata ad essere luogo di eventi e manifestazioni e, molto presto, grazie alla continuità amministrativa tra la vecchia amministrazione che ha intercettato i fondi e l’attuale che ha messo in piedi un progetto finalmente sensato e funzionale, sarà interessata da importanti lavori di riqualificazione per un investimento totale di circa un milione di euro. Quando questo progetto è nato non avremmo potuto sperare e desiderare di più».

«Nel corso del tempo – ha continuato l’Associazione –  la rassegna è cresciuta, senza perdere la propria autenticità e ha maturato, passo dopo passo, nuovi obiettivi. Pensiamo, infatti, che la riscoperta della partecipazione collettiva e dell’identità locale possa passare dal rilancio dei nostri beni comuni e per questo, offrendo il nostro contributo in questa direzione, crediamo che chi amministra la cosa pubblica debba impegnarsi in uno sforzo ancora maggiore di organizzazione e di valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale. In questo percorso, auspichiamo che, come avvenuto in questa edizione, Regione Calabria, Comune di Catanzaro e Camera di Commercio stiano sempre al nostro fianco».

«Pensiamo che il centro storico della città possa diventare un attrattore culturale per tutta Catanzaro – hanno proseguito – e crediamo che le iniziative culturali e sociali possano, specialmente nei confronti dei giovanissimi, essere stimolo ed ispirazione per nuove forme di partecipazione e condivisione pubblica e responsabile.

«Forte di queste convinzioni, “da Margherita” continuerà a crescere nel prossimo futuro – si legge nella nota – solo se troverà una condivisione, privata e pubblica, tanto sentita, quanto programmata e pensata, e se allo stesso tempo, continuerà a trovare forza nel lavoro appassionato di tanti volontari.

«L’edizione di quest’anno ha segnato, senza dubbio – ha spiegato l’Associazione – un upgrade del format della manifestazione: i dieci giorni trascorsi in Villa Margherita hanno visto la partecipazione di importanti ospiti nazionali, che hanno dato vita a momenti di confronto di alto profilo, e il succedersi di momenti musicali, di intrattenimento e di leggerezza. Tanta attenzione dunque ai temi di attualità, ma anche la missione culturale della riscoperta di autori e opere. La sesta edizione di da Margherita è stata questo ed è stata, ancor più semplicemente, la volontà di fare incontrare le persone con ciò che ancora non hanno scoperto e con chi condivide le stesse passioni e gli stessi interessi».

«La risposta del pubblico, per tutta la durata della rassegna – conclude la nota – ci riempie di soddisfazione sincera e soddisfa anche tutti i partners che hanno partecipato alla rassegna e nei confronti dei quali vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine. Nel ringraziare tutti coloro i quali hanno preso parte a questa esperienza, ripartiamo con il coraggio e la voglia immutata di percorrere sempre nuove prospettive». (rcz)

 

L’OPINIONE / Tommaso Serraino: Premesse registrate fanno ben sperare per Catanzaro Città che studia

di TOMMASO FERRAINO – Un altro passo in avanti verso quella dimensione di Catanzaro città universitaria che può rappresentare, per davvero, un volano di crescita per tutto il territorio e su cui l’Amministrazione comunale deve puntare con scelte e politiche coraggiose.

Le premesse registrate in questi ultimi giorni fanno ben sperare: da una parte l’intesa “Catanzaro città che studia” che vede riuniti, allo stesso tavolo, tutti gli enti e le realtà attive nel campo della formazione nell’assunzione di un impegno condiviso, volto ad offrire più servizi ed opportunità ai nostri studenti e a farli sentire, veramente, integrati nella città. Dall’altra, l’apertura dell’immobile, nel centro del quartiere Lido, che ospiterà la prima aula studio universitaria in città, pensata per diventare un punto di riferimento e di aggregazione per la comunità studentesca. Su questo ultimo punto, con il movimento che rappresento, ci siamo battuti per tanto tempo, portando avanti un’istanza che rappresenta la voce e i bisogni dei più giovani che hanno scelto Catanzaro per studiare e che costituiscono una fetta ormai consolidata del nostro tessuto sociale ed economico.

Siamo contenti che l’Amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita abbia permesso di raggiungere questo primo tassello, che ora occorre alimentare con una strategia pensata a misura di studenti, favorendo nuovi insediamenti abitativi, rafforzando i servizi legati ai trasporti e facendoli sentire protagonisti attivi dei processi decisionali per il futuro del Capoluogo. (ts)

[Tommaso Serraino è consigliere comunale di Catanzaro]

A Catanzaro c’è Mimmo Lucano

di FRANCO CIMINO – Oggi Mimmo Lucano sarà a Catanzaro, la Città che forse ha visto di meno. Probabilmente, perché gli appare la più lontana, come Reggio, Cosenza, Lamezia, Vibo, dalla Calabria greca e cristiana dalla sua Calabria. Quella lontana nel tempo, che ha rinnovato la cultura dell’accoglienza e mantenuto vivo lo spirito di carità, in un’idea della democrazia che sia costruita sul valore della Pace e in esso dell’eguaglianza, della giustizia, della libertà.

I diritti conseguenti, come quelli, in particolare, al pane, alla casa, al lavoro, alla terra, in ogni terra che è inoppugnabilmente la propria, sono i codici che la Politica vara, per garantirne il perseguimento e la loro concreta attuazione. In tutti. Nel mondo. In tutti, in Italia. In tutti, in Calabria. In quel tutti della Pace universale, che guarda all’essere umano prima che al cittadino. Ai nati nel mondo, prima che ai nati anagrafici. I tutti, che significa che vi è una sola Terra. Ed è di ogni persona che la abita, perché la Terra non ha confini. I tutti, che significa che chiunque arrivi, per scelta o per bisogno, in un luogo, quello è il suo luogo. Non lo occupa come i pirati, i colonialisti, i mafiosi. Lo incontra. Lo carezza. Lo ringrazia. Lo serve. Lo ama. Non dimenticando e non odiando quello da cui è stato costretto a lasciare, ivi lasciandovi quasi sempre moglie e figli piccoli. Questa è la Calabria di Mimmo Lucano.

E questa egli ha ricostruito da quella che in Riace c’era già da più di due millenni. È questa la Terra, che egli desidera sia il mondo. La Terra dei suoi beni preziosi, da difendere a ogni costo, ché ciò che chiamiamo Natura o ambiente e la loro difesa ecologia, è solo la casa dell’uomo. Il completamento della Bellezza, di cui l’uomo e la natura sono in egual modo la sostanza, il fine e il mezzo della loro esistenza, insieme indissolubilmente. Che Dio o il caso o altro che io non so e lui non conosce, hanno creato da chissà cosa. Sta qui, quel tutti, che è la Pace. Mimmo Lucano è fisicamente, simbolicamente, la figura che, insieme ai grandi della Terra, meglio rappresenta questa idea della Vita. Un’idea, che proprio perché sta in mezzo tra il sogno e il progetto, tra l’Utopia e la Democrazia, tra il desiderio e la realtà, è rivoluzionaria. E vincente. Ai più ancora sfugge la vera grandezza di quest’uomo semplice e umile, che, più grande ancora perché semplice e umile, ha fatto cose grandissime.

Ha messo in un’idea tante piccole idee, in un progetto universale tanti progetti particolari, tanti campanili in un’unica chiesa. Tanti municipi in uno solo. Il locale nel globale. Ha fatto anche di più, ha riunito le diversità in una sola idealità. Religioni e politiche, fazioni e nazioni. Persone e popoli. Laicità e religiosità. Atei e credenti. Ragione e fede. Il tutto, e quel tutti, in un nuovo concetto di laicità. Quello che libera dai lacci delle ideologie, dei fanatismi, delle diffuse ignoranze. E aiuta gli uomini, tutti, a liberarsi e a liberare. Aiuta la stessa Libertà a liberare sé stessa. Ha fatto, MimmoLucano, nome tutto unito come la sua persona indivisibile, una cosa che tante volte mons Antonio Cantisani, oggi tre anni e un giorno dalla sua scomparsa, ci ha sollecitato a essere. Ha dimostrato che la santità esiste. Per tutti. Credenti e non. Che si è santi, qui, in questo mondo.

Per quella santità che si raggiunge donando la propria vita per la vita degli altri. Tutta la propria fatica per costruire la felicità di tutti. In quel tutti in cui vi fosse anche una sola persona. Da aiutare. Da salvare. Cantisani, e con lui Francesco il Papa, direbbero di questo sacerdote laico, che sotto quella maglietta del colore bordeaux prevalente, c’è il saio di tutti i Francesco che sono stati santi, vivendo. Mimmo, il deputato dell’Europa che noi vogliamo, sarà oggi, alle diciassette, nella nostra Città. Ci viene per merito esclusivo, purtroppo, di quel pazzo visionario e artista di Francesco Mazza, che l’ha invitato a vedere, nella sua galleria d’arte, al centro di Corso Mazzini scendendo verso Bellavista, la mostra fotografica di Nino Bertuccio su una bambina brasiliana, che ha vissuto nella povertà estrema delle Favelas. Farò di tutto per esserci. Per salutarlo.

E constatare, vedendolo accostato a quella “fotoquadro”che mi ha colpito molto, come Nega, questo è il suo nome, gli somigli in modo impressionante. Un miracolo per quest’uomo bello, che è padre di tutti i figli del mondo povero e abbandonato. (fc)