REGGIO – Domenica un ponte culturale tra Reggio e Messina

Domenica pomeriggio, a Reggio, alle 18.30, nella Sala  Museo FS Pietro Germi della stazione di Santa Caterina, si terrà l’evento in cui si parlerà de “Il treno sulle onde – Storia del traghettamento tra Calabria e Sicilia”.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Incontriamoci Sempre con l’Associazione messinese delle Ferrovie Siciliane, nell’ambito della rassegna Calabria d’Autore.

La serata sarà condotta da Pino Chillemi ed alcuni componenti l’associazione AFS, mentre i saluti da parte del direttivo di Incontriamoci sempre. Annunciata, anche, la partecipazione di Nicola Morabito, storico presidente della Vaporiera Calabria Express e di tanti Ferrovieri in servizio ed quiescenza, di tanti amatori del mondo FS, Siciliani e Calabresi.

Ad arricchire l’evento, la mostra di modellini delle Navi traghetto (AFS) curata dall’Associazione delle ferrovie siciliane, l’Associazione Incontriamoci Sempre, unitamente alla cartoleria Paper. In mostra, dunque, un plastico di circa due metri con le due sponde, unite da un piccolo ponte di Cannoli, un gemellaggio della pasticceria Messinese e Reggina. I cannoli, poi, saranno riempiti al momento, grazie alla vicinanza dei prestigiosi pasticceri Reggini dell’Apar che da sempre condividono il percorso Culturale in favore del territorio di Incontriamoci Sempre ODV. Una serata sempre all’insegna della solidarietà, naturalmente il ricavato della degustazione dei Cannoli servirà alle tante iniziative benefiche che incontriamoci sempre è sempre protagonista su questo versante. (rrc)

CATANZARO – Al Politeama Stefano Bollani

Domani sera, al Teatro Politeama di Catanzaro, in scena lo spettacolo di Stefano Bollani per il suo Piano solo tour.

L’artista è pronto ad offrire un altro viaggio fra i generi e le epoche, dalla musica classica al jazz ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa. Un grande gioco musicale dove a condurre sono improvvisazione e creatività, per uno spettacolo che rinasce ogni sera con un repertorio sempre inaspettato in cui il flusso musicale è governato dall’estro del momento. A rendere uniche le sue performance è la grande chimica con il  pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste.

Bollani a Catanzaro regalerà anche delle incursioni nel mondo del cinema a cui è profondamente legato: al festival di Venezia 2022 è stato insignito del prestigioso premio della critica Soundtrack Stars Award per la sua attività di compositore per i film, premiata anche con un Nastro d’argento nel 2021 (per Carosello Carosone) e con il David di Donatello nel 2023 (per Il pataffio).

«Sono appassionato di musiche da film – spiega – quando posso lavorare insieme all’immagine è sempre un  incontro suggestivo con la narrazione. I miei compositori preferiti? Ovviamente Nino Rota che si porta appresso tanti altri da Morricone a Trovajoli, anche Fiorenzo Carpi, insieme ad altri nomi, meno soliti, che sono stati dei riferimenti di gusto, intelligenza musicale ed eclettismo, nel portare le loro conoscenze acquisite dal classico. Penso a Bernard Herrmann, Leonard Bernstein o Previn. Dei contemporanei Desplat mi piace moltissimo, anche Marianelli molto bravo, mi rivedo nel gusto di utilizzare l’orchestra e la forma della dolcezza».

REGGIO – La Giornata nazionale contro la solitudine dell’anziano

Domani mattina, a Reggio, alle 9.30, nella Sala “Federica Montelone”, si terrà la prima edizione dell’evento formativo “Giornata nazionale contro la solitudine dell’anziano: Mai più soli. Esperienze a confronto”.

L’evento è fortemente voluto dall’Ufficio del Garante della Salute della Regione Calabria e realizzato grazie al supporto dell’Azienda sanitaria provinciale reggina e con la collaborazione della Consulta delle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria. I responsabili scientifici dell’evento sono il dr. Giovanni Calogero e il dr. Giovanni Tripepi. 

L’iniziativa prevede il rilascio dell’attestato e di 4,2 crediti formativi Ecm per i partecipanti (personale dipendente o convenzionato nei ruoli sanitari– profilo dirigenza e comparto).

Si parte con i saluti istituzionali della Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli; del direttore Generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia; di Giovanni Calogero, Dirigente Formazione Continua e Ricerca dell’Eccellenza Asp di Reggio Calabria e della Presidente della Consulta Comunale Politiche Sociali e Culturali del Comune di Reggio Calabria, Marisa Cagliostro.

Seguono le relazioni di Giovanni Tripepi, Dirigente di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Reggio Calabria, che affronterà il tema dell’invecchiamento della popolazione: focus sui dati della Calabria; di Giuseppe Armentaro, Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”, UOC Geriatria, Catanzaro, con una relazione dal titolo “Lo spettro delle fragilità negli anziani: focus sullo scompenso cardiaco”; del “ruolo delle associazioni di volontariato nel supporto alla popolazione anziana: l’esperienza di Casa Paese per demenze di Cicala” parlerà Elena Sodano, Presidente dell’Associazione RaGi, Catanzaro; sul tema del “Volontariato e servizi per gli anziani: l’esperienza sul territorio” interverrà Rosa Scopelliti, dell’Associazione Nuova Solidarietà di Reggio Calabria e infine il sociologo Piero Praticò si focalizzerà sul tema “Nuova anzianità e co-housing. Decreto Legislativo del 15 marzo 2024 n. 29”.

Al termine dei lavori, è prevista una tavola rotonda, in cui i professionisti della sanità, del sociale e del volontariato si confronteranno apertamente integrando competenze e tracciando uno stato dell’arte sui percorsi intrapresi nel nostro territorio.

Le conclusioni saranno affidate alla Garante Stanganelli.

«Il fenomeno della solitudine – ha dichiarato Anna Maria Stanganelli – rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria, correlata ad un aumento del rischio di patologie croniche e di declino cognitivo».

«È necessario investire sugli anziani – ha concluso – e condividere un percorso virtuoso a tutti i livelli, affinché possano continuare ad essere una risorsa per le famiglie e per la società». (rrc)

Tre Pietre d’Inciampo a Castrovillari

Sono state posate, a Castrovillari, tre Pietre d’Inciampo in memoria dei castrovillaresi Francesco Bucciano, martire delle Fosse Ardeatine, Luigi e Giuseppe Carino, padre e figlio, deportati e morti in due lager nazisti.

La Pietra dedicata a Francesco Bucciano nella Villa comunale, davanti al Monumento ai Caduti, le altre due nel cortile dell’IPSEOA “K.Wojtyla”. La posa delle Pietre d’Inciampo è stato un momento di alto valore civile, che va a restituire dignità, umanità ma anche un nome a quei cittadini che hanno perso la vita negli orrori dei campi di concentramento.

L’artista tedesco Gunter Demnig, ideatore delle Pietre, per spiegare la propria idea ha fatto proprio un passo del Talmud: “Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”. In Italia le Stolpersteine, come sono chiamate nella lingua dell’ideatore, sono oltre 2.000, le prime vennero posate a Roma nel 2010. In Europa sono più di 100 mila, la prima venne posata a Colonia in Germania nel 1995.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC) e dall’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) di Castrovillari, con la collaborazione dell’IIS IPSEOA-IPSIA “Da Vinci” e dell’Amministrazione comunale. Hanno aderito all’iniziativa la Fondazione Ferramonti, l’Università della Calabria, l’Associazione Nazionale ex Deportati (Aned) e l’Associazione culturale “Lo studio di Francesco” di Morano Calabro. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco della Città, Domenico Lo Polito e del Dirigente Scolastico dell’IIS IPSEOA-IPSIA “Da Vinci”, dott.ssa Immacolata Cosentino, che hanno sottolineato il valore culturale e umano dell’evento. L’AICC di Castrovillari ha scelto la scuola come luogo simbolico per ricordare ai giovani che devono essere soprattutto loro i custodi della Memoria. 

Il 24 marzo, 81° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, a conclusione della cerimonia della posa delle Pietre si è svolto presso l’IPSEOA “K.Wojtyla” il convegno dal titolo “Il ruolo della Memoria e il valore della Storia”. Dopo i saluti della dirigente Cosentino e dell’avv. Carmelo Vacca, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, sono intervenuti il dott. Luigi Pandolfi, segretario dell’ANPPIA di Castrovillari e circondario, intitolata a “Francesco Bucciano”, il prof. Luigi Blotta, docente dell’IPSEOA, il prof. Leonardo Di Vasto, presidente dell’AICC e il prof. Carlo Spartaco Capogreco, professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università della Calabria.

Ad animare il convegno con letture, video, poesie e intermezzi musicali sono stati i giovani dell’AICC e gli studenti dell’IPSEOA, coordinati dalla prof.ssa Anna Maria Rubino. Il dott. Luigi Pandolfi ha richiamato l’attenzione sulla guerra che è tornata d’attualità, in Europa e nel Mediterraneo, con la ricomparsa di fenomeni come la diffusione della fame, l’aumento della povertà e l’incremento delle migrazioni che hanno profondamente influenzato l’economia globale, frenando la crescita del commercio e imponendo costi aggiuntivi al sistema produttivo. 

Il prof. Luigi Blotta, in riferimento alla vicenda di Giuseppe Carino e di altri soldati calabresi, ha sottolineato la drammatica storia degli Internati Militari Italiani (IMI), deportati nei campi nazisti dopo la loro scelta, all’indomani dell’8 settembre 1943, di non collaborare con nazisti e fascisti opponendosi con fermezza alle loro richieste di adesione al Reich tedesco e alla Repubblica Sociale Italiana. 

Il prof. Leonardo Di Vasto, dopo aver fatto riferimento all’intervista rilasciata a una testata nazionale qualche giorno fa della scrittrice etiope Maaza Mengiste: «Ricordare – ha detto – è un atto di resistenza, la memoria è speranza», ha delineato succintamente le biografie di Luigi e Giuseppe Carino: Luigi il 7 settembre 1944 è catturato dalle truppe tedesche, all’età di 53 anni, e deportato in Germania, nel campo di concentramento di Flossenbürg, dove morì il 6 gennaio 1945.

Giuseppe, inviato nel 1942 in Grecia, poi condotto in Italia, è prelevato per disposizione delle autorità tedesche dal Reclusorio militare di Peschiera sul Garda, dove scontava una pena per diserzione, ed è deportato nel lager di Dachau. Da questo campo è trasferito prima a Sachsenhausen, poi a Buchenwald e, infine, in un sottocampo di Lipsia, dove morì probabilmente il 29 luglio 1944.

A concludere il convegno il prof. Carlo Spartaco Capogreco, tra i massimi esperti dello studio dei campi di internamento fascisti, che ha evidenziato il ruolo fondamentale della scuola per far conoscere ai giovani la storia contemporanea, in particolare gli avvenimenti successivi al 1943, poco approfonditi nei libri di testo.

«La Memoria – ha detto Capogreco – si conserva solo attraverso lo studio e la conoscenza della Storia. Senza il valore e l’ausilio della Storia, la Memoria non basta».

Inoltre, il prof. Capogreco ha sottolineato ha brutalità del regime fascista che ha perseguito gli oppositori, spesso facendoli assassinare, come Giacomo Matteotti, incarcerandoli, come Antonio Gramsci, relegandoli al confino, come gli autori del Manifesto di Ventotene, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni. A rendere più solenne la cerimonia è stata la presenza di numerose autorità in rappresentanza dell’Esercito, dei Carabinieri, della Casa Circondariale, della Polizia di Stato, dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza, della Croce Rossa e dell’Avis. 

Il dirigente scolastico ringrazia nuovamente l’AICC, nella persona del prof. Leonardo Di Vasto, per il costante rapporto di scambio culturale con le scuole, l’ANPPIA, il prof Luigi Blotta, per aver curato con impegno e passione l’organizzazione delle due giornate, la prof.ssa Annamaria Rubino e tutto il personale che ha contribuito alla buona riuscita della manifestazione. (rcs)

REGGIO – Con l’evento “Cantastorie” si conclude l’anniversario dei Portatori della Vara

Domani mattina, a Reggio, alle 9.30, al Seminario Arcivescovile, si terrà “Cantastorie”, l’evento che chiude la prima parte delle celebrazioni promosse per il XXV anniversario dalla fondazione dell’Associazione dei Portatori della Vara.

La rappresentazione in vernacolo de “l’assalto dei turchi al Santuario di Nostra Donna del Consuolo”, riadattata da Antonio Marino, portatore della Vara e coautore del volume “Maria SS. Del Consuolo. La Madonna dei reggini, Pensieri, Parole, Opere e Miracoli”, sarà affidata agli studenti dell’Istituto Principe di Piemonte.

L’episodio dell’assalto ottomano al Santuario sulla collinetta dell’Eremo sarà arricchito dalle splendide opere realizzate dagli studenti del Liceo artistico Preti-Frangipane di Reggio Calabria donate all’Associazione dei Portatori della Vara. Guidati dal vicepreside del Liceo, professor Antonio Barbera, Ludovica Maria Calabrò, Salvatore Carpentieri, Greta Condello, Silvia D’Anna, Giada Delfino, Irene Foletti, Angelo Foriglio, Gaetano Imbesi, Gabriel Scafaria, Nausika Siviglia e Miriam Tripepi sono riusciti a narrare, attraverso una dettagliata ricerca storico-iconografica, uno degli episodi salienti dell’incursione musulmana riuscendo a evidenziare l’importanza non solo storica dei fatti, ma a mettere in evidenza il viscerale rapporto che esiste tra il popolo e la Madonna del Consuolo, alla quale i reggini si rivolgono per scongiurare il peggio per la città.

«Un attacco mirato a distruggere e devastare l’Eremo e che fallì, grazie all’intervento dei cappuccini appoggiati da 20 reggini mossi da profonda devozione alla Vergine. Con l’aiuto di altri cappuccini, intervenuti per dar man forte ai confratelli, riuscirono a respingere il primo tentativo dissacratore. All’alba del giorno seguente, i musulmani tornarono più numerosi e meglio organizzati, sicuri di portare facilmente la loro missione a termine. Ma anche i reggini si erano, nel frattempo, riorganizzati, ponendosi nei punti più strategici per difendere il Santuario. La battaglia, nonostante le gravi perdite inflitte ai nemici, non faceva presagire niente di buono. Il combattimento si fece allora, più furioso ed i turchi giunsero alla porta del Santuario. Fu a questo punto che padre Gabriele, guardiano del Santuario, temendo catastrofico un ulteriore attacco da parte musulmana, decise di nascondere, nell’anfratto di un muro, vicino alla Chiesa, il Quadro della Madonna della Consolazione e gli arredi sacri e di riparare sulle montagne, assieme ai confratelli ed ai reggini, che ne avevano condiviso la nobile impresa. Giunti nuovamente sul luogo, ormai libero, i turchi frugarono in ogni angolo e non trovando nulla diedero fuoco al santuario. Ritornati i frati trovarono il convento illeso e il fuoco si era, infatti, subito estinto».

«Il Cantastorie – spiega il presidente Gaetano Surace – insieme al coinvolgimento diretto dei più giovani, nel caso specifico degli studenti del Liceo artistico e dell’Istituto Principe di Piemonte, è stato pensato e fortemente voluto dall’Associazione per tramandare proprio alle giovani generazioni la storia della nostra città e della devozione alla Madonna della Consolazione. I giovani conoscono le festività mariane ma non ne conoscono il vero senso della processione, della calata della Sacra Effige in città; ecco, compito di noi portatori, non deve limitarsi solo ad portare la Vara ma a far si che non si perda la memoria e si continui la tradizione e la devozione per la Madonna».

L’importanza di questo ultimo momento dedicato alle giovani generazioni è stato sottolineato dal delegato allo sport dei Lions Mimmo Praticò che sin dal primo momento ha aderito con entusiasmo alle iniziative promosse dall’Associazione dei portatori. “Un grazie di cuore, insieme ai più affettuosi complimenti a tutti coloro che hanno partecipato al progetto e che ha voluto che i propri alunni, la futura generazione della città, iniziassero sin da ora a conoscere la storia della Madonna della Consolazione. 

«Quando il presidente, Gaetano Surace, mi ha voluto al suo fianco, ho subito risposto positivamente perché la storia della Madonna del Consuolo e dei Portatori della Vara rappresentano i principi fondamentali del Lionismo e dell’etica Lionistica: spirito di servizio verso il prossimo, con l’onore, con la dignità, con la lealtà, con l’amicizia, nel segno del dare senza chiedere nulla in cambio. Questi sono i messaggi che ci hanno tramandati i frati francescani nel difendere i propri Valori, grazie alla speranza ed alla fede che la Madonna del Consuolo ci ha indicato con la sua “Stella cometa”», ha detto Praticò.

Un ringraziamento, viene rivolto da parte del presidente Surace e del delegato Lions Praticò al Rettore del Seminario, don Simone Gatto che sta conducendo ed aprendo le porte di questo prestigioso istituto alle attività culturali della città. Un ultimo appuntamento, questo de “Il Cantastorie” che, come anticipato, chiude solo la prima parte delle celebrazioni per quest’importante anniversario e che proseguirà con altri appuntamenti nei mesi estivi.  (rrc)

La Metrocity RC rilancia sulla propria in house Svi.Pro.Re: pieno sostegno all’Ente

Si è svolta l’assemblea dei soci di Svi.Pro.Re, azienda “in house” della Città Metropolitana, alla presenza dell’amministratore unico Antonino Battaglia, del sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà e del vicesindaco Carmelo Versace.

Ad aprire il confronto è stato proprio l’Au Battaglia sottolineando «la forte sinergia con i vertici dell’Ente che ha portato una seria iniezione di fiducia all’interno della struttura societaria, in ogni sua componente».

«È grazie al piglio ed all’impegno del sindaco Falcomatà ed alla collaborazione con il suo vice Versace – ha spiegato Battaglia – se oggi possiamo gettare le basi per un orizzonte più sereno che interessa, sicuramente, le attività dell’azienda, ma soprattutto la tranquillità dei lavoratori».

Battaglia, nella sua introduzione, si è soffermato molto sul concetto di fiducia, subito accolto e rilanciato dal sindaco Falcomatà: «Sviprore può contare sul più totale apprezzamento e sostegno dell’amministrazione».

«Siamo convinti – ha spiegato, infatti, il sindaco – che puntando sul fattore tempo, sulla serenità e la fiducia nel personale dipendente, nell’Amministratore unico, nei revisori e nel collegio sociale si potranno raggiungere obiettivi importanti. Come detto, confermiamo tutta la nostra fiducia, piena e totale. Per cultura politica e amministrativa, tutte le vicende che hanno riguardato le nostre società hanno avuto due obiettivi principali, paralleli e complementari: la produttività dell’azienda e la salvaguardia dei livelli occupazionali».

«Questa società – ha aggiunto Falcomatà – deve avere l’ambizione non semplicemente di chiudere dei bilanci in pareggio o di evitare il ripiano delle perdite. Deve e può guardare oltre. Con questo rinnovo delle convenzioni, oggi, abbiamo anche la serenità di programmare ulteriori servizi che l’azienda potrà andare a svolgere. E noi ci puntiamo parecchio».

«Sviprore – ha proseguito il sindaco – è la prima e unica società interamente di proprietà della Città Metropolitana che sta investendo su se stessa, sul comparto delle “in house” e della gestione pubblica, con le partecipazioni in Atam e Castore. Ciò deve dare l’idea compiuta di un indirizzo politico volto a voler dare fiducia, sostanza e forza a quello che è il modo pubblico di guidare l’erogazione dei servizi. Adesso, le condizioni ci sono tutte. Non posso che augurarvi di continuare a lavorare così come si state facendo, ancora di più convinti della massima e totale fiducia da parte nostra».

Il vicesindaco Carmelo Versace, delegato alle partecipate, si è soffermato sul «grande lavoro di cucitura portato avanti dall’inizio della seconda legislatura, grazie, in particolar modo, alla pervicacia dell’azione politica intrapresa dal sindaco Falcomatà».

«In questa sede – ha rimarcato – si respira un’aria propositiva e confortante. Si sta lavorando per aggiungere ulteriori servizi alla società e se, per me, è sempre stato fondamentale lasciare le cose meglio di come si sono trovate, posso tranquillamente affermare che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto».

«Stiamo dando un segnale diverso alla società – ha affermato Carmelo Versace – che può guardare a 360 gradi al mercato, proponendosi con idee diverse. Svi.Pro.Re è una delle “tre sorelle” della Città Metropolitana, una di quelle in cui ancora c’è ancora tanto da fare e che necessita degli spunti di chi la vive dal suo interno. Il mio ringraziamento va a tutti gli organismi societari ed all’amministratore unico che rappresenta un pungolo imprescindibile. Siamo qui a festeggiare un risultato che è di tutti».

Nel corso dell’assemblea dei soci sono stati discussi ed approvati tutti i punti all’ordine del giorno. (rrc)

CATANZARO – Il 30 marzo “E fuori nevica”

Il 30 marzo, al Cinema Teatro Comunale di Catanzaro, alle 18.30, in scena “E fuori nevica” una delle commedie più amate di Vincenzo Salemme, proposta in una nuova, intensa versione firmata dal Teatro Incanto, che conferma ancora una volta il suo impegno per una cultura accessibile, autentica e di qualità.

A dare voce e corpo ai personaggi saranno Stefano Perricelli, Michele Grillone, Roberto Malta e Francesco Passafaro, quest’ultimo anche regista dello spettacolo. Un cast affiatato, che rappresenta il cuore pulsante del Teatro Incanto e che saprà coinvolgere il pubblico in un racconto che diverte, tocca e resta.

Una storia dal ritmo brillante e dalle tinte umane profonde, che racconta l’imprevedibile convivenza tra tre fratelli riuniti sotto lo stesso tetto dopo la morte della madre.

Enzo, il maggiore, è razionale, concreto, con l’ansia di tenere tutto sotto controllo.
Stefano, musicista eccentrico, vive in un mondo fatto di note e di sogni.
Cico, il fratello minore affetto da disabilità psichica, è il personaggio più tenero, ingenuo e – paradossalmente – il più disarmante.

In un susseguirsi di dialoghi esilaranti, situazioni assurde e momenti di toccante verità, lo spettacolo mette in scena non solo il contrasto tra caratteri, ma soprattutto l’intensità dei legami familiari, che resistono, si complicano e si rivelano nella loro straordinaria umanità. Una commedia che alterna leggerezza e commozione, e che ci ricorda – con delicatezza e ironia – quanto sia importante accogliere le differenze e trovare armonia anche nelle imperfezioni. (rcz)

CATANZARO – Successo per il seminario su Ecosistemi digitali e ingegneria clinica

Successo, all’Università Magna Graecia, per il seminario “Ecosistemi Sanitari e Ingegneria Clinica”, organizzato dall’associazione “Primavera Studentesca” con il patrocinio dell’UMG, dell’Ordine degli Ingegneri di Catanzaro e dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC).

Il comparto salute ha visto, negli ultimi anni, una evoluzione tecnologica imponente grazie anche ai rilevanti investimenti previsti dal Pnrr ed una conseguente digitalizzazione dei processi. Si parla di ecosistemi sanitari, rappresentati da una rete interconnessa di attori, tecnologie e dati, sempre più centrali nella fornitura di cure di alta qualità.

Una figura imprescindibile all’interno di questa rete è quella dell’ingegnere clinico e biomedico, in grado di governare il forte impatto tecnologico e digitale che si sta diffondendo all’interno delle strutture sanitarie.

Questo uno dei punti toccati dall’introduzione del magnifico rettore, prof. Giovanni Cuda, che considera il corso di laurea in ingegneria biomedica dell’Umg, operativo dal 2001, un fiore all’occhiello dell’ateneo, che ha sfornato centinaia di professionisti affermati in tutto il panorama nazionale, così come ribadito dai professori Carlo Cosentino, coordinatore del corso di laurea magistrale in ingegneria biomedica e dal prof. Mario Cannataro, coordinatore del corso di laurea di ingegneria informatica e biomedica.

Un’attenzione riposta verso gli ingegneri biomedici e clinici anche dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri, ing. Gerlando Cuffaro, che ha ribadito l’importante ruolo degli ordini professionali, anche per gli ingegneri clinici e biomedici, che proprio nell’Ordine catanzarese sono in forte aumento.

Un corso di laurea, quello di ingegneria biomedica, che ha l’opportunità di confrontarsi quotidianamente con le specialità mediche dell’annesso Policlinico universitario, come testimoniato dalla relazione congiunta del prof. Giuseppe Coppolino, docente di Nefrologia e il prof. Salvatore Pullano, docente di Elettronica del corso di ingegneria. A testimonianza che la commistione medico-ingegnere è attiva da tempo presso il campus di Catanzaro, producendo iniziative di ricerca di assoluto valore.

L’incontro moderato dagli studenti Angelo Costarella e Giorgio Sposato, ha visto l’introduzione del componente del direttivo nazionale AIIC, Ing. Carmelo Minniti che nel suo intervento ha rimarcato il ruolo chiave dell’ingegnere clinico all’interno del sistema sanitario, con una dotazione tecnologica dal forte impatto e testimoniando il proprio impegno in qualità di direttore del Servizio di Ingegneria Clinica dell’Asp di Reggio Calabria.

A portare un contributo all’evento l’ing. Cristian Veraldi, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Catanzaro, nonché referente regionale AIIC, che ha relazionato sull’impatto delle Tecnologie Biomediche in una sanità sempre più digitale, in uno scenario provvisto di norme tecniche solide e aggiornate, a partire dal nuovo regolamento MDR 745, passando dall’AI Act e dalla recente direttiva NIS 2. Tutti strumenti in mano al settore dell’healthcare e imprescindibili per gli ingegneri clinici e biomedici.

Da sottolineare l’intervento dell’ing. Luigi Santaguida dell’azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, che ha relazionato sulle importanti attività di supporto alla chirurgia svolte nel presidio ospedaliero di appartenenza, dove la cooperazione tra il chirurgo e l’ingegnere biomedico rappresenta una realtà consolidata nel tempo, caratterizzata dall’impiego di tecnologie biomediche dal grande impatto scientifico e sanitario.

Collegato da remoto l’ing. Salvatore Scaramuzzino, ex studente della magistrale in ingegneria biomedica, nonché dottore di ricerca dell’ateneo, ora dirigente responsabile dei Sistemi Informativi dell’ospedale di Biella e dell’ingegneria clinica di Novara, che ha relazionato sul ruolo dell’ingegnere clinico all’interno della sua struttura sanitaria, nella complessa rete dei sistemi informativi e tutto ciò che ne comporta in termini di gestione della digitalizzazione, piattaforma telemedicina e fascicolo sanitario.

A seguire l’intervento dell’ing Aldo Mauro, referente regionale AIIC, che ha parlato di telemedicina e assistenza domiciliare portando la sua importante testimonianza professionale in materia, soprattutto in una regione così complessa come quella calabrese, intravedendo in queste discipline un punto di svolta per l’assistenza sanitaria, alla luce degli investimenti previsti dal Pnrr nella misura 6.

A concludere la giornata di seminario la sessione del prof. Pietro Hiram Guzzi, docente di ingegneria dell’ateneo, che ha relazionato sul progetto presentato e denominato SI4CARE, basato sulla diffusione dei servizi di telemedicina e di teleassistenza, con particolare riguardo alle aree interne, che ha visto protagonista la comunità del comune di Miglierina, coinvolgendo importanti atenei di altri Paese europei. 

Sebbene gli ecosistemi digitali offrano numerosi vantaggi, è evidente che queste comportino anche sfide significative. La gestione della complessità tecnologica, la necessità di formazione continua e l’adattamento alle normative in evoluzione sono solo alcune delle questioni che gli ingegneri clinici devono affrontare. Tuttavia, queste sfide rappresentano anche una opportunità per innovare e migliorare le pratiche cliniche.

Un ecosistema sanitario che racchiude al suo interno un vero e proprio ecosistema digitale, con al centro il valore del dato clinico come elemento da potenziare, conservare e salvaguardare, partendo da concetti chiave come l’interoperabilità, intesa come la capacità dei diversi sistemi e dispositivi di comunicare tra loro, con gli ingegneri clinici attori protagonisti di questa catena. (rcz)

CATANZARO – Il dibattito “Coraggio e Legalità”

Domani pomeriggio, a Catanzaro, alle 17, alla Camera di Commercio, si terrà l’incontro ““Coraggio e Legalità. Istituzioni e Imprese insieme contro la ‘ndrangheta”.

L’iniziativa è promossa dal Segretario della Commissione regionale antindrangheta, Antonio Montuoro, di concerto con il presidente dello stesso organismo, Pietro Molinaro, e con il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Pietro Falbo e il Presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara che, nel presentare la giornata, hanno inteso ricordare l’impegno, portato avanti dalla Regione Calabria, con le Forze dell’Ordine attraverso una specifica intesa mirata al rafforzamento della prevenzione e del contrasto alla criminalità organizzata.

L’evento vedrà rappresentanti dello Stato, della Regione, delle forze dell’Ordine e del mondo delle categorie imprenditoriali condividere un momento di riflessione e di impegno sul tema del contrasto alle infiltrazioni mafiose nel sistema economico e degli strumenti di tutela delle aziende.

Nel programma della giornata, moderata dal giornalista Vinicio Leonetti, sono previsti i contributi di Beniamino Fazio, Capo Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro; Antonella Sette, Legalità e Sicurezza – Regione Calabria; Pietro Falbo, Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia; Aldo Ferrara, Presidente Unindustria Calabria. Interverranno Giuseppe Linares, Questore di Catanzaro; Castrese De Rosa, Prefetto di Catanzaro; Salvatore Maria Curcio, Procuratore Capo DDA Catanzaro; Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria. Le conclusioni saranno affidate a Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno. (rcz)

Il Soroptimist Club CZ incontra il Prefetto De Rosa

Si è discusso delle molteplici attività del club sul territorio, dei rapporti con le Istituzioni locali e dei servizi offerti alla comunità femminile, nel corso dell’incontro avvenuto tra il Soroptimist Club di Catanzaro, rappresentato dalla presidente Stefania Muzzi, con il Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa.

Durante l’incontro, è stata ribadita l’importanza della sinergia tra il Soroptimist, le Istituzioni giudiziarie e le Forze dell’Ordine, in particolare Procura, Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, per potenziare la rete di protezione a favore delle donne vittime di violenza. Attraverso protocolli d’intesa a livello nazionale e locale, vengono sviluppati percorsi di prevenzione, sostegno e spazi di accoglienza dedicati, oltre a campagne di sensibilizzazione mirate.

Il Prefetto De Rosa ha mostrato cordialità e piena disponibilità a fornire il necessario supporto per il benessere della comunità femminile. L’incontro rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di una rete territoriale a supporto delle donne, con l’obiettivo di tradurre gli accordi in azioni concrete ed efficaci. (rcz)