L’OPINIONE / Salvatore Tolomeo: Quei calabresi che si sono fatti incantare da chi li vuole sudditi

di SALVATORE TOLOMEO – Caro Direttore, senza essere sorpreso leggo quanto pubblicato oggi da Calabria.Live sulla approvazione della Autonomia differenziata e in particolare quanto espresso da Pino Aprile sull’utilizzo del Meridione da parte del Nord per scopi politici e per usi elettorali ma tenuto impoverito per tenerlo suddito. Tutto vero.

Vivo da 54 anni in Lombardia e sono bene informato dei fatti, avendoli vissuti in prima persona, del pensiero dei padani integralisti come lo era il nucleo Bossi, Calderoli, Salvini, ecc. ecc. nei confronti dei terroni che servivano per arricchire la Lombardia con la loro mano d’opera.
Non dimenticate che il quotidiano La Padania nel 2014, in occasione dei lavori Expo 2015 in prima pagina, tramite il vice ministro Castelli, suggeriva di tenere fuori i Calabresi essendo tutti di estrazione ‘ndranghetista e nuocevano al buon nome lombardo.
Poi sono scesi in Calabria i condottieri Salvini, Duregon, Crippa, Molteni e altri avventurieri padani e hanno incantato gli sprovveduti creduloni calabresi dando così inizio alla formazione politica della Lega che, inconsciamente, ha oggi una nutrita presenza politica in Regione Calabria e in Parlamento ma sempre rigorosamente sudditi del predicatore Salvini che se è nato quadrato politicamente non diventerà mai rotondo.
Ora si grida al lupo al lupo. Ma questi politici osannatori dei nordisti padani chi li ha eletti? Sono quei calabresi che non comprendono in che mani si sono cacciati. Sperando che capiscano come uscirne come ne sono entrati: col voto democratico. (st)
[Salvatore Tolomeo è presidente del’Associazione Calabria Oltre Confine]

L’OPINIONE / Angelo Sposato: Maggioranza di italiani respingerà autonomia col referendum

di ANGELO SPOSATO – Con il favore delle tenebre, questa notte, la destra che ha la maggioranza in Senato, ma non nel Paese, ha votato la norma sul premierato che svuota gli equilibri della costituzione ed i poteri del Presidente della Repubblica. 
La camera ha votato quella voluta dalla lega sull’autonomia differenziata che spaccherà il Paese.

Uno scambio indecente, senza precedenti nella storia della nostra Repubblica.

La maggioranza degli italiani saprà respingere, attraverso i referendum, questo disegno che altro non è che il tentativo di instaurare un nuovo regime.

Ora tocca a Noi!!! (as)

[Angelo Sposato è segretario generale di Cgil Calabria]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Incomprensibili gli attacchi sconsiderati della sinistra

di GIACOMO SACCOMANNO – Un argomento così importante non può essere liquidato con slogan vuoti e, spesso, senza conoscere o comprendere i veri contenuti. Sotto l’aspetto politico non può non rimarcarsi che l’autonomia differenziata è stata voluta dalla sinistra e dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Questo progetto è stato inserito nel programma elettorale della Lega e i cittadini hanno dato un ampio consenso al centrodestra per governare. Quindi, nessuno scandalo, ma un percorso chiaro e trasparente. In tale direzione, il Governo è andato avanti su questo e su tutte le altre indicazioni esistenti nel programma elettorale che è stato, ripetesi, approvato e condiviso dai cittadini. Le varie bozze e proposte sono state discusse, modificate, integrate e, poi, si è arrivati alla votazione della legge, che è stata approva a grande maggioranza. Comprendiamo lo sconforto della sinistra che non è mai riuscita a portare avanti iniziative importanti per il paese, limitandosi, negli anni passati, a vivacchiare, ma se vi è qualcosa che non funziona è, sicuramente, l’attacco inusitato di chi forse non ha compreso di cosa si stia facendo. L’autonomia differenziata consentirà ai bravi amministratori di poter valorizzare le proprie risorse e, comunque, obbligherà lo Stato ad eliminare il divario esistente sui Lep. Naturalmente, si potranno e dovranno apportare tutte le modifiche ed integrazioni necessarie per un suo miglioramento, ma questo non può portare nessuno a parlare di sopraffazione e affossamento del Sud. Vi sono cose da cambiare? Certamente. E si cercherà in tutti i modi di migliorare il testo di legge, il cui percorso non si conclude oggi. Ed, allora, evitiamo attacchi personali, minacce, ingiurie e quant’altro si legge che creano, soltanto ed unicamente, momenti di tensione e una barriera insormontabile che non porterà a nulla. Vi è una idea di Italia che non è condivisa dalla sinistra: questo sta a dimostrare che è valida e che bisognerà portarla avanti, senza se e senza ma! L’importante è che il Sud possa avere quei servizi che sono stati sempre negati da chi ha governato nel passato e non è riuscito a portare nulla di buono nei territori meridionali. Un fallimento che è sotto gli occhi di tutti e che non può essere negato da nessuno. La Lega e il Governo hanno un progetto serio di nuova Italia e la porteranno avanti nell’interesse di tutta la Nazione, senza alcun pregiudizio per le regioni del Sud che potranno, invece, essere rivalutate e ottenere i servizi oggi inesistenti. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Il Sud unito deve reagire contro l’autonomia

di FRANZ CARUSO – Il danno è stato fatto ed ora è necessario reagire. L’autonomia differenziata è oggi una tragica realtà con cui il Mezzogiorno d’Italia dovrà fare i conti per contrastarne gli effetti negativi. Ma dovremo saper stare insieme ed uniti.

Si frantuma l’Italia si calpestano i dettami  di solidarietà politica, economica e sociale decantati nella nostra Carta Costituzionale, sferrando un durissimo colpo ai Comuni ed al Mezzogiorno che deve saper ora rispondere con fermezza a quello che ritengo un vero e proprio attentato ad ogni sua ipotesi di sviluppo. Per la classe dirigente del Sud è l’ora della responsabilità, contingibile ed urgente, a difesa del suo vasto territorio, dell’intera popolazione meridionale e dell’Italia stessa che non ha possibilità di progredire  e di competere in Europa, se la si divide, parcellizzandone  le forze.

È arrivata l’ora che il Mezzogiorno si federi, si aggreghi e trovi la forza e le ragioni di stare insieme per arginare la deriva a cui ci sta portando un centrodestra lontano dai bisogni degli italiani e che insegue solo il consolidamento di un potere personale e partitico/ideologico.

Tant’è che in cambio della divisione dell’Italia si concede ampio potere alla Meloni. Non a caso, infatti, nel mentre si approva in via definitiva in Parlamento l’autonomia differenziata, in Senato passa il premierato di Giorgia che rappresenterà, ahinoi, un freno alla democrazia ed alla libertà.

In questa prospettiva è necessario che il Mezzogiorno faccia ‘sistema’, ritrovando le ragioni di una battaglia comune in favore dei nostri territori per divenire motore dello sviluppo dell’economia nazionale rendendo il nostro Sud moderno ed attrattivo. ν

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Roberto Occhiuto: Il centrodestra ha commesso un errore forzando tappe autonomia

di ROBERTO OCCHIUTO  – Il testo del disegno di legge sull’autonomia differenziata approvato dalla Camera è certamente migliorato – grazie soprattutto al lavoro dei ministri di Forza Italia e del segretario nazionale, Antonio Tajani – rispetto a quello proposto mesi fa dal ministro Calderoli.

Per le materie più importanti non si potranno ratificare intese tra Stato e Regioni senza prima aver quantificato e finanziato i livelli essenziali delle prestazioni.

Ma proprio per questa ragione è poco comprensibile il metodo usato per votare a tappe forzate – rifiutando possibili ulteriori migliorie – questo provvedimento: così facendo il ddl è sembrato una bandierina di una singola forza politica, in un clima che ha rappresentato questa norma come divisiva in Parlamento e nel Paese.

Non so se i minimi vantaggi elettorali che il centrodestra avrà al Nord, dove presumibilmente i cittadini prima dell’autonomia avrebbero preferito avere meno tasse e meno burocrazia, compenseranno la contrarietà e le preoccupazioni che gli elettori di centrodestra hanno al Sud.

Questa norma andava maggiormente approfondita e la discussione doveva svolgersi in modo sereno: avremmo così avuto l’opportunità di spiegarla meglio nelle Regioni meridionali.

Comprendo le ragioni dei deputati calabresi di Forza Italia – Francesco Cannizzaro, Giuseppe Mangialavori e Giovanni Arruzzolo – che hanno deciso di non votare questa legge. È stata una loro scelta, che ho condiviso. Temo che il centrodestra nazionale abbia commesso un errore, del quale presto se ne renderà conto. (ro)

[Roberto Occhiuto è presidente della Regione]

L’OPINIONE / Santo Biondo: Occorrono 1,4 mld per il personale sanitario in Case e Ospedali di Comunità

di SANTO BIONDO – Sulla medicina territoriale, il Governo continua a tenere nascosto il tema delle risorse economiche. In risposta alla pubblicazione, di qualche giorno fa, del nostro report sulla Missione 6 del Pnrr, Agenas ufficializza le linee di indirizzo per l’attuazione del modello organizzativo delle Case di Comunità e Ospedali, omettendo però, ancora una volta, di quantificare le risorse economiche necessarie per le assunzioni di personale sanitario da adibire al funzionamento delle Case e Ospedali di Comunità.

Il nostro lavoro di analisi ha evidenziato che, a tale scopo, occorrono circa 1,4 miliardi da destinare al personale del comparto (infermieri, infermieri di comunità, Oss e personale di supporto) al quale si dovrà aggiungere il finanziamento per i medici. Una somma molto lontana da quanto stanziato dal Governo con legge dello Stato (considerato che il Pnrr non consente di finanziare assunzioni), che si attesta invece a 250 milioni di euro per il 2025 e 250 milioni di euro per il 2026. Una cifra che, se confermata, andrebbe purtroppo a sancire il fallimento della Missione 6 Salute.

Inoltre, la previsione dell’infermiere di famiglia o di comunità ha costituito un’innovazione importante, ma i dati oggi ci dicono che nonostante il DM77 ne richieda 25/30 mila in servizio, in Italia se ne contano a malapena 3000.

Senza alcuna assunzione di nuovo personale, il rischio potrebbe essere quello di creare la figura dell’IFoC attraverso un travaso di personale sanitario dall’area ospedaliera all’area territoriale. Ciò è in totale contrapposizione con l’obiettivo sbandierato dal Governo di voler abbattere le liste d’attesa nella Sanità. Con la recente pubblicazione del report abbiamo già ampiamente rappresentato che la specifica Missione 6 Salute manca di dati e di informazioni circa la sua fase d’attuazione.

Sulla realizzazione della medicina di prossimità, dunque, il Governo continua, ostinatamente, a somministrare una cura che è sbagliata e che, se protratta, andrà a ridimensionare anche i grandi proclami che lo stesso Governo sta facendo in ordine alle riforme sulla disabilità e sulla non autosufficienza. (sb)

[Santo Biondo è segretario confederale Uil]

L’OPINIONE / Antonio Corsi: A Catanzaro non c’è stato nessun effetto Salvini o Vannacci

di ANTONIO CORSI – In Calabria e in particolare a Catanzaro città e in provincia non c’è stato un “effetto Salvini” o un “effetto Vannacci”, come superficialmente detto dal commissario della Lega, Giacomo Saccomanno, ma semplicemente un “effetto Filippo Mancuso” che qualcuno vorrebbe sottovalutare o mettere in ombra. Ma mai come in questa occasione sono i numeri a parlare. Cominciamo dalla città di Catanzaro dove Mancuso, da solo, vale il 16% con i suoi 4.386 voti su un totale di 5.041 della Lega, lasciando a tutti gli altri candidati messi assieme il 2%.

Si pensi al risultato deludente del candidato “identitario” di Salvini, il generale Vannacci, che a Catanzaro ha raccolto  appena 418 preferenze nonostante il grande battage pubblicitario e il sostegno di tutti i cosiddetti big della Lega calabrese. E anche a livello provinciale, dove la Lega prende il 14%, il contributo di Filippo Mancuso è impressionante, al punto che possiamo dire che la gente ha votato il presidente del Consiglio regionale sul piano personale. Oserei persino dire che se l’amico Filippo si fosse candidato con un altro partito, meno indigesto ai calabresi, avrebbe preso il doppio delle preferenze.

Invece di sottolineare il ruolo fondamentale della candidatura trascinante di Mancuso, il commissario Saccomanno tende quasi ad ascrivere a sé il buon risultato della Lega o alle politiche di Vannacci e Salvini. Il presidente Mancuso viene da un’esperienza civica al Comune di Catanzaro e ha trasferito nella Lega questi valori, al punto che anche consiglieri come me non organici hanno deciso di sostenerlo. Ma se la Lega è quella disegnata dal commissario, mi guarderò bene dall’aderire a un progetto che non condivido e continuerò anch’io a mantenere un profilo civico e indipendente al Comune di Catanzaro.
Auspico che tutti gli interlocutori politici che tengono alla Calabria e a Catanzaro e sanno certamente leggere i risultati elettorali meglio del commissario della lega, riconoscano che Filippo Mancuso è l’interlocutore più forte e più credibile per un progetto di ampio respiro nell’area centrale della Calabria. Se ne facciano una ragione coloro che giocano ad ascrivere a se stessi un risultato elettorale straordinario e personale. (ac)
[Antonio Corsi è consigliere comunale di Catanzaro]

L’OPINIONE / Franco Cimino: La guerriglia in parlamento, la politica diseducativa e la democrazia ferita

di FRANCO CIMINO – La brutta giornata di guerriglia alla Camera dei Deputati, dopo una lunga (???) riunione dell’Ufficio di Presidenza, si è conclusa con una “severa” sanzione. Colpevoli tutti di un non ben specificato reale atto, e condanne “durissime” dei colpevoli faticosamente accertati dopo una “lunga” visione dei filmati. Riferisco in modo generico: quindici giorni al maggiore responsabile, il pugile, sei sette giorni, agli scalmanati da curva allo stadio, altrettanti ai “ ragazzi” dell’osteria, cinque, addirittura, a chi ha preso il pugno in faccia e il colpo al torace, andando al Pronto Soccorso più vicino. Giustizia è fatta. L’Italia della presidenza del G7, nella quale abbiamo impiegato le migliori risorse del “Mady Italy” (non so neppure come si scriva questa parola inglese, che si adatta proprio bene alla presentazione della italica specificità), è salva.

«Tu avresti voluto condanne molto più severe?» mi si potrebbe chiedere, letto in particolare il mio precedente articolo sulla questione. Se fossi come quegli irresponsabili e altri, non pochi, che loro somigliano per aver fatto atti simili o ne avrebbero l’intima tentazione, se fossi insomma tutto istinto e poca ragione, forza muscolare e scarsa coscienza civile, direi decisamente sì. E per una motivazione ben precisa, che prevale anche su quella della inviolabilità, per atto fisico o verbale, della persona. Ma sono un prof, sono un padre, sono uno che fa “politica” dall’età più giovanile, addirittura adolescenziale, sono anche un uomo che legge e scrive, quindi dice sempre agli altri e non può che dire del Bene, anche delle persone che sbagliano potendosi correggere tutte. Per cui dico, “sanzione” giusta.

Vi aggiungerei, in coda magari alla lettera ufficiale, queste parole: «l’alta funzione che, per mandato comunque popolare, avete assunto, sappiate che è maestra. Cioè, cattedra dalla quale si insegna. “Toga”, che del suo onore deve rivestire la persona e il suo comportamento quotidiano. Ché dagli esempi dei padri e dei maestri, i ragazzi apprendono meglio. E di più. I danni che i giovani ricevono dagli atteggiamenti opposti a questi principi, sono devastanti. Quando tornerete a casa, guardate negli occhi i vostri figli, che vi hanno visto nella più cattive delle vostre azioni». Ma io sono anche, ché così mi sento essendomi a tal fine sempre impegnato, un innamorato della Costituzione e degli strumenti preziosi che ha messo al servizio della Democrazia, affermo che nel metodo della breve sospensione usato, c’è un valore imprescindibile. Da non violare per alcun motivo.

È la necessità di garantire il plenum dell’Assemblea elettiva, senza il quale essa stessa perderebbe di valore. È l’intero suo corpo la forza inalienabile dell’Istituzione. Per cui, meglio un’aula con qualche stupido, arrogante, incivile, irresponsabile, sempre presente, che quella con qualche posto vuoto. È per tale mio fermo convincimento che non ho mai abbandonata quella che mi ha visto, pur se per un tempo breve, consigliere comunale della mia Città. Con lo stesso, biasimo sempre quanti lo fanno. Non si lascia mai l’Aula, per alcun motivo. Essa, luogo della Democrazia, consente di operare sempre. Anche quando venisse violata dalle maggioranza e da chi la preside.

Detto questo, imperdonabile quanto assurdo e grave, è il silenzio che su quella “guerriglia” hanno adottato, vieppiù irresponsabilmente, i capi dei partiti. Tutti, tranne i soliti due, che però si sono persi in strani distinguo. Più grave è il silenzio del presidente del Consiglio, nella sua triplice, tra l’altro, veste, in cui vi è il comando assoluto del partito e quella, mai “riponibile”nell’armadio. La veste di Donna. La Persona, che, per natura e cultura, dovrebbe aborrire ogni violenza e aggressività. A chi ricopre il ruolo di guida della propria forza politica, avendo avuto anche la responsabilità di comporre (imporre) le liste elettorali, spetta il compito della sanzione più severa, la più giusta, condannare pubblicamente chi non si comporta in modo degno della istituzione in cui opera.

Intanto, questo, cui potrebbero seguire due atti apprezzabili, la richiesta delle dimissioni dalla carica e la non ricandidatura alle prossime elezioni. È pure così che si difende la Democrazia. È pure questo uno dei modi per chiedere fiducia agli italiani. Specialmente, al crescente numero che non si reca più alle une. Ché la Democrazia si ricostruisce ogni giorno anche con la vitalità delle istituzioni. E si fa più utile e bella con la partecipazione vera dei cittadini. Quella dei seggi affollati è più utile. E più bella. Come lo è delle assemblee elettive ordinate e democraticamente tranquille. (fc)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: I rifiuti a Crotone non si lasceranno in mezzo al mare

di EMILIO ERRIGOSi potrebbe discutere su chi e sul perché si è autorizzata, negli anni ’80, l’attivazione e la permanente giacenza di quelle mega discariche di rifiuti pericolosi a ridosso della spiaggia di Crotone a pochi metri dalle acque del fiume Esaro; attualmente però, a mio avviso, è prioritario che i cittadini e gli abitanti della città di Crotone pretendano, in diritto, che il milione (poco più o poco meno) di rifiuti pericolosi e non, venga rimosso al più presto e in modo tecnicamente sicuro, dalla spiaggia antistante il mare di Crotone e che venga conferito nelle discariche pubbliche o private autorizzate dalla legislazione internazionale, europea e nazionale vigente, recepita e attuata seguendo le norme, dalla Regione Calabria.

Gli impianti di trattamento e conferimento dei rifiuti solidi e liquidi, devono essere costruiti a norma di legge; devono essere collaudati, certificati, controllati e sorvegliati per la salute della popolazione residente o dimorante temporaneamente in quei luoghi.

Bisogna comprendere che gli impianti di trattamento e depurazione dei rifiuti liquidi e solidi urbani, industriali e ospedalieri, i termo inceneritori e valorizzatori, autorizzati e certificati sicuri, presenti sul territorio sul territorio italiano, della Calabria e di Crotone, servono proprio a questo fine; quello di non lasciare tali materiali incustoditi, abbandonati in modo incontrollato e pericoloso per l’ambiente e per chi in quell’ambiente vive.

Per la scienza dell’Economia Circolare, non esistono i rifiuti, ma solo i residui dei processi di produzione industriale e i residui dei processi di consumo, da valorizzare e trasformare in sottoprodotti energetici sostenibili ai fini ambientali per la biodiversità e gli ecosistemi.

Realizzare abusivamente micro o grandi depositi incontrollati di rifiuti solidi urbani e industriali, in mezzo ai terreni agricoli, ai margini delle carreggiate stradali, vicino alla spiaggia e rive dei fiumi, non è una pratica condivisibile, degna delle persone e società civili.

Così come i malati vanno curati e assistiti nelle strutture sanitarie e ospedaliere pubbliche e private che siano, i rifiuti liquidi e solidi, urbani e industriali, pericolosi e speciali, pericolosi con e senza Tenorm e Amianto, devono essere conferiti nelle infrastrutture di trattamento e conferimento sicuri, autorizzate a norma di legge.

Tutto questo dovrebbe sembrare ovvio, ma spesso non lo è! Tutti vorrebbero che i rifiuti, residui dei prodotti alimentari di consumo e scarti residuali dei processi imprenditoriali, aziendali e industriali, venissero trasferiti in luoghi lontani dalla propria casa. 

Quest’effetto, detto “nimby”, conseguenza di un naturale dissenso psicologico dell’essere umano di allontanare rischi e pericoli più lontani possibili dalla propria casa e territorio, va bilanciato ponendosi questa domanda: che fare dei rifiuti assoggetti alla raccolta differenziata, delle acque reflue urbane e industriali contaminate prodotti nel proprio territorio?

Ora occorre decidere e ragionare assieme, con spirito costruttivo e per l’esclusivo bene dei cittadini di Crotone e dintorni, su quale sia o possa essere l’alternativa agli attuali sistemi di trattamento, depurazione e conferimento, dei residui delle attività industriali, commerciali, aziendali, imprenditoriali, lavorativi, casalinghi, (c.d. beni economici circolari) da valorizzare a beneficio dell’ambiente, della biodiversità e gli ecosistemi a difesa e garanzia delle generazioni future.

Meglio contenere il rischio con il conferimento in discariche autorizzate e controllate o lasciare, a due passi dal mare, tonnellate di rifiuti pericolosi che da decenni, incontrollati, contaminano gli ecosistemi e danneggiano la salute umana? 

(Emilio Errigo, Commissario Straordinario Delegato di Governo del Sin Crotone – Cassano e Cerchiara di Calabria) 

 

L’OPINIONE / Alberto Porcelli: Col Ponte Reggio non sarà lasciata “al buio”

di ALBERTO PORCELLI – Caro Franco, ho letto con molta attenzione le tue riflessioni e viste nell’ottica di un tecnico di pregio quale tu sei, potrebbero avere un senso.

Viste invece da un umile economista quale mi ritengo, credo che i contrari al ponte non si sono fermati un attimo per rendersi conto dell’enorme vantaggio che ne deriverebbe canterizzando un opera che verranno anche dall’Alaska e dalla Mongolia per vederlo.
Qualche mese addietro mi sono dovuto prodigato per fare traghettare circa 40 autotreni che trasportavano la prima talpa che serve per fare i tunnel nella linea ferroviaria ME/CT/PA.

Dopo qualche giorno un’altra grande nave dalla cina ha scaricato la seconda talpa. Hanno lavorato decine e decine di marittimi per questo lavoro oltre i camionisti e gli autotreni. I contrari al ponte si sono mai domandati come si farà a lavare migliaia di lenzuoli per operai addetti. Chi guadagnerà ? Chi fornirà migliaia di tute, scarpe, cappelli, visiere Migliaia di pasti giornalieri. Centinaia di operatori tecnici e non che si serviranno dei locali, ristoranti, bar, pizzerie ecc. ecc. Notai , ingegneri, architetti, avvocati, geologi, commercialisti, agronomi ecc. ecc. tutti avranno un ruolo.

Per non parlare della sanità privata.Bene, Franco io ho il massimo rispetto per coloro che sono contrari purché ambientalisti, verdi, Italia nostra ecc., ma molto meno per quelli che trovano giustificazioni insensate che il ponte non regge, che il vento potrebbe farlo cadere, che la fauna marina avrà conseguenze. Lasciamo fare agli esperti.

Ho visto video di lavori di gallerie, dighe, ponti, strade realizzate da Weibuild che per l’uomo della strada erano impensabili da realizzare. Opere veramente stratosferiche. Noi dovremmo batterci affinché l’opera, che sarà visionata da migliaia di esperti del mondo che verranno a vedere anche se la pittura regge a 75 metri, deve essere realizzata e non lasciarci la solita cattedrale nel deserto.
Caro Franco se il treno deve salire una rampa di x metri sono certo è convinto che sapranno come fare.

Non si può fare la fine della GA/GA di Gambarie che avendo detto qualcuno che era troppo alto il salto tra Podargoni e Gambarie, questa è stata realizzata fino a Podargoni. Mi chiedo ma non poteva essere fatta una curva per annullare “questo salto” ? L’alta velocità non arriverebbe mai a Villa perché le Ferrovie non spenderebbero 20/25 miliardi per accontentare solo 1.800.000 di calabresi cosa che invece assommati a 5.000.000 di siciliani il discorso cambia. Prova ne sia che sono a buon punto per là ME/CT/PA.

Le infrastrutture saranno fatte solo perché dovrebbe essere realizzato il ponte. Metropolitana leggera che da Messina, con le fermate già programmate, ME, Annunziata, Papardo, Villa, Reggio e Aeroporto non lasceranno “al buio Reggio”.

Sarà compito nostro programmare eventi internazionali che possano attirare turisti che andranno a vedere il ponte anche con i traghetti come fanno in California ed a NewYork. Non facciamo gli stessi errori che abbiamo fatto da 80 anni ad oggi.
Questa è una opera del territorio ed il territorio deve avere un ruolo.
Con affetto.

Ps) perché non si pensa di chiedere le opere compensative, vedi il villaggio come quello olimpico per i lavoratori, che poi resta al territorio per essere usato dopo. Perché i tre comuni Campo/Villa e Reggio non si mettono d’accordo e chiedono la costruzione della strada a monte che congiunga la 106 per non intasare la città? (ap)