Università, Princi: Calabria virtuosa, tutti i fuorisede idonei hanno alloggio finanziato

La Calabria è una regione virtuosa. Grazie ai fondi ministeriali e regionali, che ammontano a 18 milioni (di cui 13 mln sono risorse Por e 5 mln sono risorse del bilancio regionale),  per gli anni 2022-23 i fondi stanziati dalla Giunta -, le tre università Magna Graecia di Catanzaro, Unical di Cosenza-Rende e Mediterranea di Reggio Calabria sono riuscite a soddisfare tutti gli aventi diritto ai contributi per gli alloggi.

Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, sottolineando come «con le risorse stanziate sono state inoltre quasi integralmente finanziate tutte le borse, previa rendicontazione dell’importo da parte degli Atenei».

«Le borse di studio – ha spiegato – sono per legge cofinanziate dalle università (con le tasse e con il Fis), la Regione Calabria in questo caso si è fatta totalmente carico delle borse. A oggi, dunque, nessun fuorisede – ovvero coloro che risiedono ad oltre 50km dalla sede della propria Università e che hanno quindi necessità di affrontare spese per affitto – rientrato nelle graduatorie stilate sulla base di precisi requisiti Isee – parliamo di 11.224 studenti – è rimasto privo del necessario sostegno».

«Un fiore all’occhiello, risultato di una politica, fortemente voluta del presidente Occhiuto – ha proseguito –, a favore dei giovani, delle nostre eccellenze, e contro la fuga di cervelli. In un quadro nazionale che vede al centro del dibattito il tema del caro fitti per gli studenti, possiamo senza dubbio asserire che la Calabria rappresenta un modello nella piena affermazione del diritto allo studio, perché non lascia indietro nessuna ragazza e nessun ragazzo, e anzi compie ogni sforzo possibile per farsi carico degli oneri relativi agli alloggi». (rcz)

Stop Statale 106 tra Sibari e Corigliano, Basta Vittime: Siano rimossi dirigenti di Anas Calabria

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 ha chiesto alla politica calabrese di rimuovere i dirigenti della struttura territoriale di Anas in Calabria. Una richiesta che arriva dopo lo “stop” per la Strada Statale 106 tra Sibari e Corigliano Rossano. Questo perché «riteniamo che per il rilancio delle infrastrutture nella regione meno dotata d’Italia – ha spiegato l’Odv – siano necessari i migliori dirigenti dell’Anas Spa che operano nel Paese e non quelli attuali».

Oltre a questo, l’Odv confida nella «possibilità che sia sollecitato il Governo affinché possa al più presto approvare una Delibera Cipess che vincoli i 3 miliardi di euro previsti nell’ultima legge di bilancio per la Statale 106 evitando che tale intenzione economica-programmatica possa essere disattesa nei prossimi anni».

«Lo scorso 1° marzo, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – ha spiegato l’Odv – ha espresso un parere sul progetto di fattibilità tecnico economico del tratto Crotone-Catanzaro. Sul progetto diverse sono le prescrizioni in ordine agli aspetti generali, all’analisi costi benefici, agli aspetti archeologici, urbanistici, ambientali, paesaggistici, architettonici, geologici, geotecnici, idrologici ed idraulici, viari, strutturali, impiantistici, acustici, ecc. ecc».

«L’Anas Spa – continua Basta Vittime – che rappresenta il soggetto proponente, ha quindi già provveduto a pubblicare la gara di appalto integrato per la realizzazione del primo Stralcio di 16Km da Crotone fino a Cutro per un importo complessivo di 350 milioni di euro “con espressa possibilità di annullamento della procedura e/o di revoca dell’aggiudicazione intervenuta nel caso in cui non sia autorizzata la copertura finanziaria dell’importo indicato e quindi di effettuare tutti gli adempimenti di competenza per la tempestiva realizzazione dell’opera in oggetto”».

«Per il tratto compreso tra Sibari-Corigliano-Rossano – viene spiegato ancora –, il progetto ha ottenuto diverse prescrizioni e dovrà, quindi, anch’esso essere rielaborato. La specificità di questa valutazione risiede però nello spessore delle prescrizioni. Basti pensare che “l’attuale livello di conoscenza delle interferenze – si legge nel parere – è modesto e potrebbe incidere sulla fattibilità dell’intervento”. Mentre meritano attenzione le evidenti e rilevanti constatazioni riportate nel verbale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici».

“Il progetto esaminato non risulta corredato da valutazioni approfondite ed è caratterizzato da una serie di carenze rilevanti dal punto di vista impiantistico, geotecnico, di sicurezza delle gallerie ecc., che non giustificano né la scelta tecnica operata, che potrebbe essere ulteriormente ottimizzata per conseguire dei risparmi, né il dimensionamento corretto dei costi”.

«Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici va giù duro – si legge nella nota – e specifica che il progetto presentato dall’Anas Spa non può “basarsi su dichiarazioni generiche o puramente apodittiche, ma devono contenere descrizioni dettagliate, in coerenza con il livello progettale considerato, degli interventi selezionati, che consenta di pervenire ad una corretta valutazione dei costi e, di conseguenza, ad una valida Analisi Benefici Costi a tutela dell’interesse generale dei cittadini”».

«Oltre le rilevanti considerazioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – continua Basta Vittime – non si comprendono le ragioni per le quali l’Anas Spa abbia deciso di dividere in due Stralci i 51Km della Catanzaro-Crotone (uno da 16Km e l’altro da 35Km), mentre i 32 Km della Sibari-Corigliano-Rossano sono stati divisi addirittura in tre stralci (lo stralcio A di 12,5Km, B da 8,4Km e C da 11,1Km). L’altro elemento rilevante è questo: viene promossa a progetto bandiera la tratta Crotone-Catanzaro che poi è anche la prima ad andare in gara d’appalto per i primi 16Km. Viene premiato, quindi, un progetto realizzato dal basso grazie al lavoro delle province e dei comuni sul territorio nell’ambito di un percorso partecipato e condiviso dai territori ormai da anni».

«Infine – conclude la nota – è emerso che per la realizzazione della Catanzaro-Crotone occorrono 3.016 milioni di euro mentre per la Sibari-Corigliano-Rossano ne serviranno 1.147 milioni. I due interventi, insieme quindi, avranno un costo complessivo pari a 4,1 miliardi di euro». (rkr)

Intesa tra Regione e Dia per contrastare infiltrazioni della criminalità organizzata nell’uso dei fondi del Pnrr

Rafforzare la prevenzione e contrastare la criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, nell’ambito delle procedure di appalto, autorizzazioni, concessioni riconoscimento di benefici economici, con particolare riferimento agli interventi connessi al Pnrr, oltre che al Por e Psc. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa stipulato tra il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e il direttore della Direzione  Investigativa Antimafia, articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Maurizio Vallone.

Un’importante iniziativa concretizzatasi anche grazie alle interlocuzioni avviate negli scorsi mesi dal consigliere Antonio Montuoro, Presidente della Commissione Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione Europea e relazioni con l’estero del Consiglio regionale della Calabria. Gli ambiti di collaborazione si concretizzeranno anche nella verifica e monitoraggio degli atti, contratti e provvedimenti di spesa adottati dalla Regione Calabria per l’attuazione degli interventi del PNRR, con particolare riferimento alla platea degli operatori economici che parteciperanno o risulteranno assegnatari di appalti, autorizzazioni e/o concessioni, anche in sub-affidamento.

L’accordo risponde all’interesse generale di individuare strumenti idonei a prevenire le infiltrazioni mafiose nel sistema delle forniture di beni e servizi in considerazione, dell’arrivo sul territorio della Calabria, di una rilevante quota di risorse del Pnrr stanziate per la realizzazione di opere di significativo impatto in diversi settori, tra i quali, la viabilità, la sanità e l’edilizia che attiveranno contratti pubblici di lavori, servizi e forniture meritevoli di particolare attenzione anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa.

«Oggi – ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto – sono felice di dimostrare, insieme alla Dia, che ringrazio di questa cooperazione, che c’è una Calabria che vuole crescere e segnare un cambio di passo anche rispetto a tanti luoghi comuni che per tanti anni si sono radicati in ordine al nostro territorio e al suo futuro. Il protocollo prevede la possibilità per la Dia di accedere a tutte le banche dati della Regione, e così rendere le procedure per gli affidamenti degli appalti e dei finanziamenti molto più trasparenti, garantendo a chi vuole investire in Calabria maggiore consapevolezza su percorsi burocratici legali e non inquinati dai poteri criminali».

«La Calabria – ha invece sottolineato il direttore della Direzione Investigativa Antimafia, articolazione del Dipartimento della pubblica Sicurezza, Maurizio Vallone – è tra le Regioni che maggiormente risente della presenza di criminalità organizzata, e trovare un presidente con una disponibilità tale da aprirci le banche dati dell’ente ai nostri controlli e alle nostre attività è un grande segno di progresso e di trasparenza. Il controllo sugli investimenti di queste ingenti risorse provenienti dai vari strumenti finanziari costituiscono non solo una garanzia per lo sviluppo dei territori e del benessere dei cittadini calabresi ma anche un beneficio per i cittadini di tutta Italia e degli stranieri che vorranno godersi questa meravigliosa terra».

«È una giornata molto importante per la Calabria – ha osservato il consigliere regionale Antonio Montuoro, presidente della Commissione Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione Europea e relazioni con l’estero – perché siamo tra le prime regioni in Italia a firmare questo protocollo sul contrasto alle infiltrazioni criminali sui fondi pubblici. È anche la dimostrazione che questa Regione fa della legalità un caposaldo, soprattutto in un periodo storico in cui non possiamo permetterci passi falsi sulla gestione di risorse così ingenti indispensabili allo sviluppo». (rcz)

Infrastrutture, intesa tra Regione, Anas e Consiglio Superiore Lavori Pubblici per monitorare ponti

Monitorare i ponti in Calabria. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che darà firmato nei prossimi giorni tra la Regione Calabria, Anas e il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Lo ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, spiegando come «all’indomani del crollo del viadotto ‘Ortiano 2’, nella strada Sila-Mare, il Dipartimento Infrastrutture della Regione, su mio esplicito input, ha avviato un approfondimento per analizzare quanto accaduto e per valutare gli eventuali accorgimenti da mettere in campo».

«I ponti che negli anni sono stati realizzati dai diversi enti pubblici, ed oggi sono gestiti da Comuni, Province ed Anas – ha evidenziato – vanno controllati e monitorati con grande attenzione, e da governatore della Calabria ritengo che la Regione – pur non avendo avuto spesso parte attiva nella costruzione di queste opere e non avendone la gestione – debba supportare con ogni mezzo gli enti per ridurre il rischio delle infrastrutture calabresi. La Procura di Castrovillari, che sta svolgendo le indagini sul crollo della scorsa settimana, ci dirà se sono stati commessi errori o se non è stata rispettata la legge».

«Noi intanto – ha proseguito – vogliamo lavorare per aiutare a prevenire e per agevolare gli interventi laddove fosse necessario».

Da qui l’intesa, per «avviare – ha spiegato Occhiuto – in tempi rapidi questa grande opera di anticipazione del monitoraggio sui ponti della Calabria, a partire da quelli che, in occasione di eventi metereologici estremi, potrebbero avere maggiori criticità, in quanto situati negli alvei dei fiumi e dei torrenti maggiormente rilevanti».

«Nessun allarmismo – ha concluso –, ma è giusto fare un’attenta analisi di queste infrastrutture presenti nel nostro territorio». (rcz)

Via libera da Regione a interventi su viabilità Terme Luigiane e Sistema integrato di educazione e istruzione

Via libera dalla Regione, su proposta congiunta del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore alla Programmazione unitaria, Marcello Minenna, per l’individuazione dello strumento di programmazione per la copertura finanziaria di 370mila euro da destinare ad interventi sul primo lotto per il riefficientamento della viabilità veicolare e pedonale dell’area delle Terme Luigiane.

Inoltre, su indicazione congiunta della vice presidente, con delega all’istruzione, Giusi Princi e dell’assessore Marcello Minenna, si è deciso di incrementare il fondo del Sistema integrato di educazione e di istruzione, portandolo a 5.035.516,80 euro, effettuando una variazione compensativa di 1.500.000,00 euro di Fondi Pac 2014-2020, al fine di coprire la quota di cofinanziamento regionale per le annualità 2019 e 2020.

Queste risorse permetteranno di promuovere, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, i bandi per l’attivazione delle sezioni primavera che interessano la fascia di età compresa tra i 2 e i 3 anni. (rcz)

Pd Calabria: Ritardi sul Por preoccupano, serve accelerazione per non perdere quasi 900 mln

Il Partito Democratico Calabria ha espresso preoccupazione per «il ritardo con il quale la Regione sta procedendo alla spesa delle risorse messe a disposizione dalla  programmazione europea 2014-2020 riferita ai fondi Fesr e Fse».

«Secondo i dati pubblicati, già da qualche tempo – si legge – sul portale Cohesion Data della Commissione europea tracciano un quadro davvero allarmante. Al 31 dicembre 2022 la spesa certificata della Regione e rimborsata da Bruxelles era pari a circa a 1,3 miliardi di euro su 2,2. La Regione ha dunque utilizzato soltanto il 60% delle risorse. Il rischio concreto, dunque, è quello di vedere evaporare qualcosa come 900 milioni di euro se tali risorse non saranno messe a terra entro il prossimo 31 dicembre».

«È evidente – ha detto ancora il PD – che esistono problemi strutturali all’interno della macchina amministrativa e burocratica regionale che, da sempre, non agevolano una snella e efficace programmazione della spesa. Non è possibile, però, che non si provi ad effettuare alcun cambiamento per tentare di invertire la rotta. Il centrodestra è ormai al governo da alcuni anni e non può non assumersi la propria parte di responsabilità».

«Fuori da ogni strumentalizzazione – da qui l’appello dei dem – chiediamo al presidente Occhiuto di avviare immediatamente un tavolo di confronto permanente con il Consiglio regionale, i sindacati, le associazioni di categoria, i sindaci, le Università e tutti i soggetti in grado di fornire il proprio contributo per fare in modo di intervenire prontamente per mettere in salvo la maggior parte delle risorse possibili».

«La Calabria – hanno concluso – non può permettersi di perdere ulteriori occasioni, specialmente in questo periodo in cui la crisi economica e l’aumento dei costi di energia e materie prime stanno mettendo a dura prova il suo già fragile sistema socio-economico». (rrc)

Nidil Cgil Calabria: Regione mantenga promesse e porti avanti stabilizzazione dei precari storici

Il Coordinatore Nidil Cgil Calabria, Ivan Ferraro, ha chiesto che «la Regione mantenga le promesse e porti avanti il percorso di stabilizzazione dei precari legge 15 e 40 privilegiando la strada dell’assorbimento in Calabria Verde o qualunque altra soluzione che permetta tempi celeri e nessuna perdita economica per i lavoratori».

Ferraro, alla vigiliadell’incontro tra Regione Calabria e i sindaci dei comuni nei quali sono impiegati chiede che non si arretri sull’importante e concordato percorso che si sta portando avanti con le amministrazioni comunali.

«Si tratta di un bacino importante di lavoratori che costituiscono lo zoccolo duro del precariato calabrese – ha spiegato Ferraro –. Oltre 600 risorse, alcune impiegate anche dal 2008 in diversi comuni e nel Parco nazionale del Pollino, senza godere di alcun diritto. La giunta Occhiuto ha provveduto alla storicizzazione delle risorse, ma non a una stabilizzazione».

«Il loro passaggio in Azienda Calabria Verde con un contratto agricolo – forestale porterebbe a non avere limiti e vincoli normativi e, soprattutto – ha aggiunto – essendo tutta l’operazione ad invarianza di spesa, gli stessi lavoratori non si vedrebbero decurtare il proprio stipendio in caso di contrattualizzazione per come invece avverrebbe nel caso di un’assunzione diretta da parte del Comune».

«Siamo pronti anche ad altre strade – ha chiarito il Coordinatore regionale – ma a patto che siano rapidamente attuabili e che non si trasformino in un boomerang per i lavoratori con perdite economiche». (rcz)

Malattie rare, pubblicato bando per ricerca e cura finanziato con fondi del Pnrr

Il settore Prevenzione del Dipartimento Salute della Regione Calabria, in questi giorni sta coordinando una massiccia campagna divulgativa sul secondo bando finanziato con fondi del Pnrr. Si tratta di un bando del ministero della Salute, dedicato alla ricerca e la cura.

Nello specifico, l’Avviso verte sulle seguenti tematiche: 1. Proof of concept (PoC); 2. Tumori Rari (TR); 3. Malattie Rare (MR); 4. Malattie Croniche non Trasmissibili (MCnT) ad alto impatto sui sistemi sanitari e socio- assistenziali: 4.1 Innovazione in campo diagnostico, 4.2 Innovazione in campo terapeutico; 5. Malattie Croniche non Trasmissibili (MCnT) ad alto impatto sui sistemi sanitari e socio- assistenziali: 5.1 Fattori di rischio e prevenzione, 5.2 Eziopatogenesi e meccanismi di malattia.

Le procedure di presentazione sono iniziate il 27 aprile 2023. La proposta progettuale deve essere trasmessa esclusivamente tramite piattaforma informatica (Workflow della Ricerca – WFR), accessibile tramite l’identità SPID del soggetto proponente al seguente link https://ricerca.cbim.it. II bando prevede scadenze intermedie: 11 maggio 2023 accreditamento ricercatori; 16 maggio 2023 presentazione Letter of Intent (LOI); 23 maggio 2023 accettazione e conferma Loi. (rcz)

L’OPINIONE / Gregorio Corigliano: Scusi, lo Stato c’è? Intanto vada alla Regione

di GREGORIO CORIGLIANO“Scusi c’è lo Stato?”. “No, non c’è, chi lo cerca?” “Un vecchio giornalista calabrese”!” “Perché è venuto a Roma, vada a Catanzaro, non lo sa che lo Stato si è trasferito, forse lo trova lì”!

A Catanzaro, mi dico, in quella che chiamano la città dei tre colli, dove spesso non riescono a mettersi d’accordo, come a Palermo (una metropoli al confronto) neanche per eleggere uno “straccetto” di sindaco (diceva così Montanelli scrivendo che Emilio Colombo, non aveva avuto tempo per trovarsi, appunto, uno straccetto di moglie)? “Non lo so, provi…”  Mi addormento agitato, dopo lunga pezza e le immancabili preghiere della sera. Poi Morfeo mi abbraccia comunque, perché aveva fatto anche lassù quattro dosi di Pfizer e quindi non aveva alcun timore di prendere il Covid. Sta un po’ con me, poi corre dalla signora Morfea ed io mi sveglio.

È tutto buio e silenzioso intorno a me. I miei occhi si sono appena aperti, ma non vedo alcuna luce nelle tenebre, allora penso. Dove ho bussato, dove sto vivendo? In Calabria. In Calabria? E dov’è? C’è, c’è, mi rispondo. Mi riaddormento. Ed il subconscio, impersonificato da un usciere, mi aggiunge: “sono settanta anni che bussa alla porta per trovare lo Stato e non lo trova mai!” Bussi, certo che busso. E nessuno risponde? “No, anzi, qualcuno apre la porta, ma poi sparisce. L’usciere dice ancora” aspetti qui, che adesso lo Stato arriva!” Allora, ubbidisco ed educatamente, di fronte ad un impiegato del ministero, aspetto. Ho aspettato tanto a dire il vero, davvero anni, andando e tornando più volte, ma lo Stato non è arrivato. Cammino per i corridoi e reincontro lo stesso usciere, almeno così mi era sembrato, perchè gli assomigliava molto. Scusi bisogna attendere ancora? son qui che aspetto da tempo.

“E lei chi è?” Mi dice. Non ricorda? “No”! Le avevo chiesto di poter parlare con lo Stato. “A me non di certo, forse a mio padre, mi aggiunge. Era il figlio dell’usciere della prima volta. “Adesso ancora lo Stato non c’è, dice ancora, forse torna! Aspetti ancora, altrimenti vada a Catanzaro, se vuole sbrigarsi prima”! A Catanzaro, mi dico, a Catanzaro o a Reggio? Boh! “Scelga Lei, è lo stesso, là ci sono due regioni! “Due regioni? Parto più confuso che persuaso, e decido di andare a Reggio, che è la mia provincia di nascita. Cammino per il Lungomare e non vedo grandi palazzi, come immagino debba essere quello della Regione, chiedo e tutti mi dicono di andare avanti, poi a sinistra, quindi a destra, poi di passare per il centro.

Un altro mi vede guardingo e chiede di cosa cercassi. Lo dico, la Regione. “la Regione? “È proprio, lì, vede, indicandomi un palazzone nuovissimo (non sapendo che era già crollato un tetto) lì c’è un pezzo di regione!” Come un pezzo? “Sì, sì, chieda che glielo spiegheranno, quando entra.  Allora, ricordo da solo che ogni tanto si alza qualcuno che dice, facciamo tutto a Catanzaro! Mai nessuno che osi dire facciamo tutto a Reggio. Ed il bello è che qualcuno per vincere le elezioni e fare il Sindaco, insiste, e se non fosse per un amico di Bossi ,persona intelligente, sarebbe ancora lì a gridare “Catanzaro, caput mundi!”.

Nonostante gli osservatori politici dicano che ormai la città abbia perso ruolo e peso politico. Chiedere non costa, si guadagnano quattro righe sui giornali e due ai telegiornali.  Entro, dopo aver esposto il mio problema, mi indirizzano al secondo piano, busso alla porta, attendo l’arrivo di qualcuno, un funzionario, un dirigente! Niente. Passa una persona che ricordo di aver conosciuto, molti anni prima, spiego il problema. E subito mi dice, che sarei dovuto andare al quinto piano. Mi accompagna senza bisogno di ulteriore pass ma, per mia sfortuna, quella persona che mi avrebbe potuto dare delucidazioni era impegnata in Commissione.

Sì perché a Reggio, ci sono le commissioni permanenti, anche quella che studia il fenomeno della ‘ndrangheta. Nulla, devo tornare l’indomani perché il dirigente esperto mi avrebbe detto tutto sul problema della sanità, che mi stava a cuore, e non mi sarebbe convenuto perdere tempo. Intanto si erano fatte le 14. Scendo in ascensore e mi dirigo verso il bar! Fila lunghissima, mi metto in coda, riesco a beccare il vassoio, trovo ancora un panino e un dolce reggino. Che fortuna i dolci di Reggio, si sa sono una delizia. Rientro a casa, dopo aver incontrato un vecchio collega dell’Ept che mi conferma la necessità di tornare per avere le giuste informazioni. L’indomani, invece, decido di andare a Catanzaro, come pure mi era stato suggerito.

A Catanzaro sanno tutto. Parto per il capoluogo, arrivo al palazzo, pur lontano dal centro, ma non trovo parcheggio, Mi fermo ad una garitta dove c’è una guardia giurata. Scusi questa è la Regione, vero? “Oh, certo, ma, ma voi non “dicevate” il telegiornale? eravate bravo, mi ricordo che raccontavate i litigi di Palazzo San Giorgio (già perché la Regione di Reggio aveva sede, prima, nel palazzo del Sindaco, i giovani lo sanno?) qua che fate? Chi volete? Vorrei parlare col dirigen… “Lo chiamo e preannuncio la vostra visita”.

Il dirigente che aveva pensato lui non c’era. Prova con un altro, la guardia. Questo risponde e gli dice che c’è giù “quello del telegiornale” che vorrebbe parlare con lui. Mi scrive su un pezzo di carta nome, piano ed interno. Entro, vado verso l’ascensore. Occupato. Provo all’altro, pure occupato. Salgo attraverso le scale per andare al quinto piano, interno dieci. Busso alla porta della stanza indicatami mi riceve un funzionario, al quale chiedo cosa fare per risolvere la “questione” del pronto soccorso di Cosenza. Non era lui il funzionario responsabile, ma un altro. Vado dall’altro al sesto piano, parlo con un altro che mi rimanda ai cieli soprani. “Il Paradiso”. Lì se non hai l’autorizzazione del Buon Dio, difficilmente parli. Con la solita scusa che ero quello del telegiornale, la capo usciera mi riceve. Le espongo il problema a nome della collettività. Scusi, una donna usciere capo? “Non si preoccupi, ma i miei colleghi, in cinquant’anni sono diventati tutti dirigenti”.

Le spiego il problema e mi dice “signor giornalista, lei ha dimenticato i suoi stessi servizi al Tg3? Stanno dibattendo ancora, ma presto risolveranno il problema, a quel che so io, ma aspetti che adesso le passo il dirigente. Scusi, non c’è, attenda, arriva subito facendomi entrare nella stanza con divani, sedie, poltrone, piante, quadri. Mi accomodo e noto sulla scrivania la mazzetta dei giornali intonsa. La prendo, li apro, leggo prima l’uno, poi l’altro. Ed il dirigente non arriva. E’ ora di pranzo, ma il dirigente non arriverà più. Scendo, sconsolato e chiedo del bar. “Ca ccà non simu a Reggiu, bar ondavimu!” Triste e sconsolato me ne torno a casa, al mare. Prenoto per Roma per tornare al ministero. Ci vado allo stesso ufficio, trovo sempre il figlio dell’usciere di prima. Si ricorda e mi chiede. “Ha fatto tutto a Catanzaro?” No, purtroppo. E felice: “presto tutto tornerà qui ed io, proprio io, le risolverò il problema del prontissimo soccorso”! Continua il sogno o son desto? (gc)

Il consigliere di CZ Antonio Corsi: Con concorso per funzionari Catanzaro “spogliata” delle sue funzioni

Il consigliere comunale di Catanzaro, Antonio Corsi, ha denunciato come Catanzaro sia stata «spogliata dalle sue funzioni» con il concorso per il reclutamento di 113 funzionari di categoria D indetto dalla Regione Calabria e gestito dal Formez, che si svolgerà il 10 e l’11 maggio a Rende.

«La mastodontica selezione non si svolgerà – ha spiegato – come il rispetto delle istituzioni e il buon senso imporrebbero, nel Capoluogo di Regione e sede del Governo regionale. Non ci si venga a dire che solo Rende possiede gli spazi per ospitare un così grande numero di partecipanti. È una vecchia scusa che viene tirata in ballo ogni volta che Catanzaro viene spogliata dalle sue funzioni. Credo di non sbagliare nel dire che, agendo con un ragionevole anticipo, a Catanzaro si sarebbe potuta allestire una maxi-aula nell’Ente Fiera e che altre grandi aule potevano essere facilmente reperite al campus universitario, nella stessa Cittadella regionale e nei vari istituti superiori di Catanzaro Lido».
«Se a non credere nella funzione di Catanzaro quale capoluogo di regione e quindi di centro pulsante della burocrazia – ha proseguito – è proprio il Governo regionale, di cosa parliamo quando invochiamo il rispetto del ruolo istituzionale? Ora qualcuno ci dirà che la gestione è del Formez e che la Regione non c’entra nulla nelle scelte di quell’Ente. Ma ovviamente non è così, poiché è la Regione ad essere committente del maxi-concorso».
«Qualcuno ci dirà anche che a Catanzaro si faranno le Convittiadi, ma vogliamo mettere l’indotto portato da 1800 studenti che i diecimila del concorso, a cui bisognerà aggiungere almeno un migliaio di accompagnatori – ha concluso –.  Mi spiace anche che la cosa sia passata inosservata anche in sede comunale, poiché sarebbe stata necessaria una forte presa di posizione. Mi auguro che per il futuro il presidente Occhiuto, a cui rinnovo la mia stima, farà in modo che tutte le procedure concorsuali che riguardano la Giunta regionale si svolgano nella sede naturale che è Catanzaro. Ormai l’ennesima frittata è stata fatta». (rcz)