Dalla Regione più di 1 milione per 129 progetti per apicoltura

Dalla Regione sono stati stanziati più di 1 milione e 300 mila euro per sostenere 129 progetti per l’apicoltura.

È stata pubblicata, sul sito istituzionale www.regione.calabria.it, nella sezione dipartimento Agricoltura, la graduatoria definitiva degli interventi a favore del settore apicoltura per l’annualità 2023, riservato a apicoltori e imprenditori apistici con sede legale in Calabria e sostenuto con uno stanziamento nel complesso pari a 1.353.857,53 euro, rinvenienti dall’attuazione del Regolamento UE 2021/2115 e da diversi decreti ministeriali, in aumento rispetto al passato.

«Di concerto con le organizzazioni di categoria – conferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – siamo riusciti ad ottenere maggiore attenzione, forti anche dei numeri che testimoniano della forza e delle potenzialità di un settore in costante crescita. Puntiamo a valorizzare e a promuovere il patrimonio apistico regionale, così contribuendo anche alla tutela dell’ecosistema, di cui le api sono sentinelle e custodi, garantendo il 70% dell’impollinazione delle specie vegetali presenti sul pianeta e circa il 35% della produzione globale di cibo».

Una prospettiva del resto irrinunciabile per una terra vocata all’apicoltura: la Calabria è la terza regione d’Italia per numero di alveari censiti (in totale, 132.290), la quarta per produzione di miele.

Adesso, attraverso i fondi messi a disposizione dei produttori calabresi, in forma singola o associata, saranno garantiti aiuti per la realizzazione – tra l’altro – di interventi destinati a servizi di assistenza tecnica, consulenza, formazione, informazione e scambio di migliori pratiche; corsi di aggiornamento; seminari e convegni tematici; lotta a parassiti e malattie; prevenzione delle avversità climatiche; ripopolamento del patrimonio apistico; razionalizzazione della transumanza; miglioramento qualitativo delle produzioni dell’alveare ai fini della commercializzazione; promozione, comunicazione e commercializzazione, comprese azioni di monitoraggio del mercato e iniziative volte a sensibilizzare maggiormente i consumatori sulla qualità dei prodotti dell’apicoltura. (rcz)

Lo Fapa (Fisascat Cisl): Regione interloquisca con Anas per i cantieri fermi

Fortunato Lo Papa, segretario generale della Fisascat Cisl, ha chiesto alla Regione e alle istituzioni affinché intraprendano un ragionamento risolutivo in vista dell’estate e non solo in merito delle decine di cantieri sparsi sulle autostrade calabresi.

«Non è possibile pensare che in Calabria centinaia di chilometri siano interrotti da cantieri spesso fermi da tempo. Come era immaginabile, nelle festività di Pasqua in tanti sono rimasti ostaggio dell’A2 e delle sue interruzioni. Ma è ora di fermarsi, interrogarsi e prendere una posizione», ha evidenziato Lo Papa, rimarcando come la situazione sia paradossale: «si aprono e si abbandonano i cantieri».

«Alcuni di questi – ha aggiunto – vengono riavviati spesso in periodi caldi, come è avvenuto nella scorsa estate con gravi disagi per i turisti e per il turismo stesso visto che le cattive condizioni delle strade rendevano difficoltoso se non arduo raggiungere le mete più rinomate e non solo».

«È necessario – ha proseguito – prendere la situazione di petto e interloquire con l’Anas al fine di avere un cronoprogramma di tutti i lavori, capire perché ci sono i ritardi e dove possono essere snelliti. Inoltre, è urgente mettere in sicurezza i cantieri non operativi».

«Ragionare sull’economia calabrese – ha concluso – sulla ripresa e la stabilità nonché sui servizi, non può prescindere da una buona condizione delle strade. Chiedo al presidente Occhiuto un’ immediata verifica dei cantieri in cui non ci sono attualmente lavori, la riapertura dei relativi tratti e un impegno affinché questa estate gli automobilisti non rimangano intrappolati nel traffico». (rcz)

Agricoltura, da Regione pagamenti per oltre 7 mln

Sono stati effettuati pagamenti per oltre 7 milioni di euro, da parte della Regione, a favore degli agricoltori calabresi.

«Proseguono le erogazioni legate al Programma di sviluppo rurale con l’obiettivo – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – di garantire la costante immissione di risorse finanziarie nei circuiti produttivi del comparto agroalimentare e dare risposta concreta alle legittime aspettative degli agricoltori, in un contesto segnato ancora dagli strascichi post pandemici e, soprattutto, dalle negative conseguenze derivanti dal conflitto russo-ucraino».

In particolare, attraverso i kit decreto n. 142, 143 e 144, Dipartimento Agricoltura e Arcea hanno dato corso al pagamento – in favore di 1.560 beneficiari – di 7.122.843,66 euro. Di questi, 4.299.481,7 euro interessano 1.478 domande di aziende agricole o allevatori delle misure a superficie “10 agroambiente,” “11 biologico”, “13 indennità compensativa”, “14 benessere animali”. Si tratta – specificano fonti del Dipartimento – delle prime erogazioni delle misure a superficie nel 2023, riguardanti tuttavia la definizione del Psr ultimo anno 2022. Infatti, per effetto del regolamento UE n. 1306/2013, sino al 30 giugno prossimo sarà possibile pagare i beneficiari per l’annualità precedente.

Pertanto, come da invito formulato dal Dipartimento, i Centri Agricoli Assistenziali, unici preposti per conto di coltivatori e allevatori ad effettuare operazioni di caricamento di dati e notizie sul Sian, sono esortati ad adoperarsi per consentire agli uffici di svolgere le attività di controllo e dar seguito alle liquidazioni. Infine, si specifica che pagamenti per un totale di 2.823.358,96 euro sono stati effettuati per le misure strutturali a favore di 86 richiedenti, relativamente alle misure “1 formazione e competenze”, “3 qualità dei prodotti agricoli alimentari”, “4 sostegno a investimenti nelle aziende agricole ed investimenti per la gestione della risorsa idrica da parte delle aziende agricole”, “5 investimenti di prevenzione per ridurre le conseguenze di probabili eventi alluvionali”, “6 sostegno alla diversificazione e multifunzionalità nelle aziende agricole”, 7” investimenti per servizi di base a livello locale”, “8 imboschimento e creazioni di aree boscate”, “19 sostegno allo sviluppo locale”. (rcz)

Tavernise (M5S): Inaccettabile che Governo tratti Statale 106 come opera secondaria

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha definito inaccettabile che il Governo abbia stanziato 7 miliardi per i 3 km del Ponte sullo Stretto, mentre per i 300 della Strada Statale 106 ne siano stati messi appena 3.

«Dal suo insediamento – ha ricordato – il governo nazionale si caratterizza per una schizofrenica rincorsa alle priorità del proprio elettorato. Solo dall’ultimo consiglio dei ministri due provvedimenti dai costi proibitivi: l’autonomia differenziata, che se volesse garantire i lep costerebbe circa 100 miliardi di euro, e il ponte sullo Stretto per un costo ricadente sulle casse pubbliche per 7 miliardi. Parliamo di un collegamento di appena 3 km».

«E se resta incerto da dove il governo possa prendere i soldi necessari per questi provvedimenti – ha proseguito – prioritari per una parte di elettorato ma non per tutti gli italiani, e soprattutto per i calabresi, resta una certezza cristallizzata ora anche nelle dichiarazioni del presidente Occhiuto: la statale 106 con i suoi oltre 320 km è relegata ad opera secondaria, complementare al ponte sullo Stretto».

«È inaccettabile che una strada mietitrice di vittime ogni 15 giorni venga relegata da questo governo ad opera secondaria – ha evidenziato –. Se il centrodestra si affretta a cercare i 7 miliardi per finanziare il ponte resta fermo sui 3 miliardi della statale 106 spalmanti in 15 anni. Eppure secondo dati Anas i 3 miliardi stanziati nell’ultima manovra di bilancio non sarebbero sufficienti neppure per completare la tratta Sibari – Catanzaro».

«Solo 200 milioni – ha illustrato – sarebbero le risorse stanziate per la 106 nei prossimi 3 anni. E non va bene neppure per l’alta velocità che vede la nostra regione al momento esclusa dalle risorse disponibili. In questo contesto fatto di risorse centellinate appare illogico, fuori da ogni comprensibile ragionamento pensare di non riversare quanto disponibile in opere prioritarie per lo sviluppo della Calabria, come confermato da uno studio dell’Unical al riguardo della Statale 106».

«È dal completamento delle infrastrutture attese e necessarie – ha concluso – che passa la fiducia del mondo intero sulla nostra regione, piuttosto che da un’opera avvenieristica che oggi va avanti con dichiarazioni stampa ma è frenata dai dubbi forti della politica romana. Occhiuto e Salvini rincorrano le vere priorità della Calabria ed oggi su tutte ce n’è una: la statale 106». (rrc)

Approvati protocolli tra Regione, Ufficio Scolastico e Anci contro povertà educativa

Sono stati approvati, dalla Giunta regionale presieduta da Roberto Occhiuto, i protocolli d’intesa tra la Regione, Ufficio Scolastico regionale e Anci contro la povertà educativa.

Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, sottolineando come «per la prima volta la Regione Calabria è impegnata realmente a contrastare la povertà educativa legata all’infanzia, dando seguito al Dlg numero 65/17 istitutivo del Piano nazionale pluriennale del sistema integrato di educazione e di istruzione. Rispondiamo, pertanto, concretamente ai bisogni di realizzare adeguati servizi per la prima infanzia, contribuendo alla diffusione di una cultura attenta alle potenzialità dei bambini da 0 a 6 anni, in coerenza con il principio della continuità educativa».

Il primo protocollo prevede la costituzione e il funzionamento dei Poli per l’infanzia e la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali, nell’ambito del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a 6 anni.

Nello specifico, il protocollo impegna tutti i sottoscrittori a definire le linee di indirizzo generali per la costituzione e il funzionamento dei Poli per l’infanzia, nonché la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali, ed anche la formazione congiunta delle figure professioni impegnate nel sistema integrato in raccordo con il Piano nazionale di formazione.

I Poli educativi per l’infanzia, per l’attivazione dei quali sono previste apposite risorse, potranno comprendere nidi e micronidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia e potranno essere costituiti anche presso istituti comprensivi. Verrà data priorità ai territori costituiti da Comuni periferici caratterizzati dalla presenza di indicatori di disagio socio-economico e povertà culturale.

«Si tratta di un documento programmatico di estrema valenza – ha evidenziato la vicepresidente Princi – perché chiama a raccolta i diversi attori del territorio, Usr e Anci in rappresentanza dei Comuni, per pianificare, insieme alla Regione, i servizi educativi che forniamo alle famiglie calabresi per la fascia di età più tenera e, allo stesso tempo, più bisognosa di un percorso educativo adatto alle esigenze dei bimbi in tenera età».

L’altro protocollo, invece, interesserà la Regione e l’Ufficio scolastico regionale per la definizione dell’offerta per i servizi educativi “sezioni primavera”. Con questo atto viene sostenuta l’attivazione delle cosiddette sezioni primavera, per i bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, integrate ed aggregate alle attuali strutture delle scuole dell’infanzia statali e paritarie (comunali e private paritarie), di nidi d’infanzia gestiti direttamente dai Comuni o da soggetti in convenzione con i Comuni, ovvero dagli stessi appositamente autorizzati.

«Continua il percorso di programmazione – ha aggiunto la vice presidente – a garanzia dei servizi educativi per le fasce giovanili della scuola calabrese con un impegno che ci vede coinvolti anche nella pianificazione di oltre 5 milioni di euro, recuperati da finanziamenti inattivi del 2018, che aggiunti agli oltre 60 milioni messe in campo fino al 2025, permetteranno, alle scuole dell’infanzia nella fascia 0-6 ANNI, ed alle nuovi sezioni primavera, un’opportuna progettazione».

«La delibera approvata prevede proprio una riprogrammazione di fondi – ha detto ancora – con previsione di interventi a favore delle scuole dell’infanzia paritarie comunali, di quelle dell’infanzia paritarie a gestione privata, e anche delle scuole dell’infanzia statali».

«Si tratta – ha specificato Princi – di un programma di dettaglio messo in campo dal Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari opportunità, guidato da Maria Francesca Gatto, attraverso il Settore Istruzione diretto dalla dirigente Anna Perani, che ringrazio per il lavoro svolto congiuntamente al gruppo di lavoro interistituzionale, costituito in seno all’osservatorio regionale per il diritto allo studio. Una delle più importanti mission del presidente Occhiuto e di tutta la Giunta regionale è quella di garantire a tutti i bambini dell’età prescolare pari opportunità di sviluppo e di superamento delle disuguaglianze e delle barriere territoriali, sociali, culturali ed economiche».

«Riusciremo –ha concluso – a fare della Calabria una regione a misura di bambino, grazie al grande lavoro di squadra che sta caratterizzando questo ambizioso traguardo e che, oltre la Regione, vede in prima linea l’Ufficio scolastico Regionale e tutti gli Ambiti territoriali sociali». (rcz)

Tavernise (M5S): Le consegne dei treni blues completate nel 2024

Il Consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha denunciato che le consegne dei treni blues da parte di Trenitalia alla Calabria, verranno completate entro il 2024.

Ciò a seguito della ripianificazione della messa in esercizio dei treni da parte di FS: «solo i primi due treni, dei quattro annunciati, arriveranno entro marzo 2023 ed un terzo entro la fine dell’anno», ha spiegato Tavernise.

«Il contratto stipulato con Trenitalia – ha rimarcato Tavernise – prevedeva già la consegna dei treni secondo la seguente tempistica: 3 treni nel 2022, 5 nel 2023 e 5 nel 2024. Poi il 1 aprile scorso a Reggio Calabria, e successivamente il 5 luglio a Corigliano Rossano l’annuncio: i primi 4 treni entro marzo 2023. Operazione conclusa? Assolutamente no».
«Nel dicembre 2022 la comunicazione di Trenitalia ad Art-Cal – ha continuato – per cui l’emergenza pandemica e la crisi internazionale, generata dal conflitto nell’est Europa, rendevano necessario per Trenitalia uno slittamento dei primi 3 treni Blues previsti nel 2022. E oggi ci viene comunicata un’ulteriore consegna ridotta e differita».
«Ricordo che si tratta di treni chiamati a viaggiare sulla linea ionica tra Reggio Calabria e Sibari, e la trasversale tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme, per dare il via a un cambio completo del modo di viaggiare su queste linee e supportare il sistema turistico calabrese nel suo rilancio – ha proseguito il consigliere regionale –. Trenitalia mantenga gli impegni presi e la Regione inizi a dedicare maggiori attenzioni a questi luoghi della Calabria che restano fuori dai circuiti economici e turistici per colpa di infrastrutture vetuste e scarsa attenzione istituzionale».
«L’investimento complessivo per l’acquisto di nuovo materiale rotabile, di proprietà di Trenitalia –  ha concluso Tavernise – ammonta a circa 210 milioni, di cui quasi 70 milioni a carico della Regione, e comprenderebbe anche 14 elettrotreni e 2 locomotive diesel. Lo Stato in tutte le sue articolazioni mantenga gli impegni presi con i territori: la credibilità e il rilancio passano anche dal rispetto dei contratti». (rrc)

Tavernise (M5S): Rifiuti in Cittadella regionale spettacolo indecoroso

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha evidenziato come «quei cumuli di spazzatura fuori dalla Cittadella sono uno spettacolo indecorso, altamente nocivo dell’immagine della Regione».

«È necessario bonificare l’area – ha evidenziato – in particolare come forma di rispetto per l’ente e soprattuto per tutelare la salute dei lavoratori della Cittadella. Quel sudiciume, dopotutto, attira continuamente branchi di cinghiali, avvistati e ripresi più volte a banchettare indisturbati».

«Tutto ciò è inammissibile – ha concluso –. Bisogna far sì che la sede della Regione sia modello di una gestione dei rifiuti sostenibile e virtuosa. A tal fine auspico un pronto intervento del Presidente Roberto Occhiuto, teso alla definitiva risoluzione della problematica». (rrc)

La proposta della Lega: Istituire Catanzaro come Città Metropolitana

Istituire Catanzaro Città Metropolitana «che raggruppi i territori delle Province di Catanzaro, Crotone e Vibo secondo le modalità e leggi vigenti affinché questi territori abbiano il giusto riconoscimento e ritorno socio economico». È la proposta avanzata alla Regione dalla Lega Catanzaro.

Inoltre, la Lega ha rivolto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, affinché la Calabria venga inserita in tutti i programmi e progetti che il Governo intende avviare. Questo si potrà attuare solo a condizione che si crei una sinergia unica tra Regione e rappresentanti eletti dal popolo e consiglieri regionali seduti allo stesso tavolo con intenti condivisi e comuni».

«Nell’antica Roma – viene spiegato in una nota – il candidato era colui che andava in giro per la città chiedendo agli elettori di conferirgli l’onore di rappresentarli, indossava una tunica bianca simbolo del suo candore civile e morale. Siamo una regione che fa parte di uno Stato. Quello che ci hanno insegnato è che lo Stato si prende cura in egual misura di tutti i cittadini, ai quali vengono riconosciuti gli stessi diritti e gli stessi doveri. I parlamentari, eletti dal popolo, di fatto hanno l’obbligo, il dovere e l’onore di provvedere con il loro lavoro alla crescita e al benessere della Nazione. Come? La risposta è semplice: con le Leggi».

«In Calabria – viene ricordato – sono stati eletti dai calabresi,diciannove parlamentari tra Camera e Senato. Questi eletti hanno il loro peso rappresentativo politico che devono far valere con il loro voto, quando il parlamento propone una legge per l’approvazione. La Lega sezione territoriale di Catanzaro, propone al Governatore della Calabria di costituire un tavolo permanente di lavoro con tutti gli eletti al Parlamento per vedere di cosa ha bisogno questa terra per far sì che il cittadino della Calabria abbia lo stesso trattamento in tutto e per tutto del cittadino della Lombardia». (rcz)

Accordo tra Regione e Unical per rendere l’Annunziata un ospedale Universitario

di FRANCO BARTUCCIL’Azienda ospedaliera e l’Inrca di Cosenza uniscono le forze per risollevare la sanità. Firmati gli accordi con la Regione che sanciscono l’avvio di un percorso che, tra alcuni anni, porterà alla trasformazione dell’Annunziata in ospedale universitario.

L’accordo ha l’ambizioso obiettivo di contribuire al miglioramento dei servizi sanitari del territorio.  A tal proposito sono stati firmati due protocolli d’intesa. Il primo è un atto di collaborazione per la Sanità firmato dal rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone, e  dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto; mentre il secondo è la convenzione attuativa, siglata dallo stesso rettore e dal commissario dell’ospedale dell’Annunziata, Vitaliano De Salazar. Ne ha dato notizia il Portavoce del Rettore con una propria nota.

Il protocollo stipulato dalla Regione con l’Unical – si legge nella nota – avvia il percorso che trasformerà, tra alcuni anni, l’Annunziata in ospedale universitario. L’accordo è inteso a perfezionare l’avvio del corso di Medicina e chirurgia Td (Tecnologie digitali) all’Unical nella sua specificità clinica e definisce l’inizio dell’iter che culminerà nella clinicizzazione dell’Annunziata, previo riconoscimento del Governo con Dpcm.

La collaborazione tra la Regione e l’Università è volta al potenziamento e all’ulteriore qualificazione del servizio sanitario regionale, attraverso l’elaborazione di programmi formativi condivisi, rivolti al personale sanitario in servizio sul territorio.

Inoltre, la Regione, «consapevole delle eccellenze di cui è dotata dell’Università – si legge nel protocollo – nell’ambito ingegneristico, informatico e di intelligenza artificiale, intende promuovere una formazione professionale di medici e professionisti sanitari con particolare riferimento per quegli operatori della salute che siano dotati di conoscenze e competenze nei vari ambiti sanitari, biomedici e clinici, in una visione multidisciplinare integrata con le tecnologie dell’ingegneria dell’informazione e dei sistemi intelligenti, da applicare efficacemente ad azioni mirate alla prevenzione e alla cura delle malattie, alla riabilitazione dei pazienti e allo sviluppo di soluzioni diagnostiche e terapeutiche innovative».

L’università, da parte sua, metterà a disposizione competenze per l’offerta e la valutazione dei programmi di ricerca promossi dalla Regione, anche per rispondere al fabbisogno conoscitivo ed operativo del Servizio sanitario regionale e per favorire l’accesso all’attività di ricerca finanziata dal ministero della Salute e da istituzioni europee.

Accordo Azienda ospedaliera – Unical

Il piano programmatico dell’Azienda ospedaliera (Annunziata, Mariano Santo e Santa Barbara) e dell’Università, in attuazione del protocollo con la Regione, pone come obiettivi lo sviluppo di un ambiente culturale favorevole alle attività di ricerca, la realizzazione dell’effettiva integrazione tra le attività scientifiche e le attività didattiche e assistenziali, il potenziamento delle infrastrutture della ricerca. È stato individuato, inoltre, un primo gruppo di Unità operative complesse che, gradualmente, diventerà a guida universitaria. Si tratta di Chirurgia generale, Ematologia, Laboratorio di analisi, Oncologia, Urologia, Nefrologia dialisi e trapianti, Gastroenterologia, Medicina interna, Ginecologia e ostetricia, Cardiologia. 

In prima battuta saranno solo tre i reparti che assumeranno direzione universitaria, ovvero Chirurgia generale, Ematologia e Laboratorio di analisi. I primi due manterranno alla guida gli attuali primari, Bruno Nardo e Massimo Gentile, già transitati nell’organico Unical, il terzo sarà guidato dalla docente universitaria Stefania Catalano. I risparmi salariali da qui derivanti per l’Azienda ospedaliera, potranno essere investiti per assumere nuovo personale medico. Altri professori e ricercatori Unical andranno, invece, a rafforzare i reparti ospedalieri nel ruolo di dirigenti medici su specifici progetti. 

Si tratta dei dottori Carmen Belli, in arrivo dall’Istituto europeo di oncologia di Milano, assegnata a Oncologia medica, il dottor Francesco Pata, chirurgo dell’ospedale di Corigliano Rossano, che andrà al reparto di Chirurgia generale, la professoressa Cinzia Giordano e il ricercatore Rocco Malivindi per Laboratorio di analisi, il dottor Nicola Ramacciati, della Scuola di Medicina  e Chirurgia di Perugia, per Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, il dottor Alberto Polimeni in arrivo dal Mater Domini di Catanzaro, per Cardiologia interventistica. 

Il dottor Andrea Corsonello, invece, assumerà il ruolo di primario di Medicina geriatrica all’Inrca (Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani), con il quale è stato già stipulato un apposito protocollo. 

Su tali accordi il Rettore, prof. Nicola Leone, si è espresso in termini estremamente di piena soddisfazione.

«Il percorso virtuoso intrapreso – ha dichiarato – potrà, nel medio termine, portare significativi vantaggi alla sanità del territorio. I primi studenti del nuovo corso di laurea in Medicina, che si iscriveranno nell’anno accademico 2023/24, frequenteranno l’ospedale solo nel 2026/27. Ci sarà, quindi, tutto il tempo necessario per preparare un ambiente pienamente adeguato alla loro formazione». 

«Tutto farà parte di un processo graduale – ha continuato – che abbiamo ritenuto doveroso intraprendere, per venire incontro alle esigenze del territorio che ospita il nostro ateneo e che, purtroppo, in campo sanitario soffre di forti carenze e disservizi, nonostante l’impegno ammirevole degli ospedalieri. Anche le loro competenze saranno preziose per i nostri futuri studenti. Saranno tanti, infatti, i medici ospedalieri che, a vario titolo, verranno coinvolti nelle attività di docenza e tutoraggio nei reparti in cui si svolgeranno i tirocini». 

«L’università, oltre alla condivisione di saperi e conoscenze – ha concluso il Rettore Leone – metterà a disposizione dell’ospedale già nelle prossime settimane, nuove strumentazioni e macchinari ad alta tecnologia, che potranno essere utilizzati per garantire cure efficaci e all’avanguardia, a beneficio di tutta la collettività». (fb)

Cultura, la Regione finanzia oltre 170 attività ed eventi sul territorio

Saranno 50 gli “Eventi di promozione culturale” e 121 le “Attività culturali 2022” che riceveranno fondi dalla Regione. È quanto ha stabilito la Giunta regionale, guidata da Roberto Occhiuto, destinando ulteriori risorse per finanziare tutti gli eventi e le iniziative organizzati dai Comuni e dalle associazioni sul territorio calabrese.

«La Giunta, con un’iniziativa chiara e forte, ha deciso di riservare ai Comuni e alle associazioni importanti risorse per eventi e attività culturali organizzati nel territorio calabrese. Un gesto di attenzione da parte del governo regionale nei confronti delle nostre comunità, della cultura calabrese, delle tradizioni. La Calabria cresce e diventa attrattiva per investitori e turisti solo se riesce a valorizzare – anche dal punto di vista economico – le proprie eccellenze, le specificità dei territori, la storia di una Regione ricca di opportunità», ha sottolineato la vice presidente della Regione Calabria, Giusi Princi.

«In più occasioni abbiamo affermato che il settore cultura necessitava di attenzioni costanti e consistenti, sia in termini di programmazione, sia di sostegno finanziario – ha aggiunto Princi –. Riuscire non solo a ufficializzare le graduatorie dei due avvisi dedicati ad eventi storicizzati ed attività culturali 2022 in poco meno di due mesi dalla pubblicazione dei bandi, ma anche ad individuare ulteriori risorse per lo scorrimento delle relative graduatorie, è la migliore dimostrazione della concretezza ed efficienza che deve contraddistinguere la nostra azione di governo anche nel garantire importanti ricadute sui territori, tanto in termini di indotto economico agli operatori di settore quanto di diffusione della cultura». (rcz)