Rapani (FDI): Dichiarare stato di calamità naturale per i produttori crotonesi

Il senatore di Fratelli d’ItaliaErnesto Rapani, ha chiesto di dichiarare lo stato di calamità naturale per i produttori crotonesi.

«Il grido d’allarme lanciato dal presidente Confagricoltura Crotone, non può rimanere inascoltato – ha evidenziato –. Diego Zurlo, ha sottolineato quanto siano in difficoltà i produttori di finocchio del Crotonese, a causa delle condizioni climatiche degli ultimi mesi che si sono caratterizzate per le temperature eccessivamente miti».

«I produttori di Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Rocca di Neto e Strongoli, riconosciuti col marchio “Igp” – ha continuato – sono fortemente preoccupati dall’inflazione, dal costo dei trasporti su gomma che si aggiunge alla bolla speculativa sui costi energetici e dei fertilizzanti».

«Per questi motivi mi farò portavoce – ha concluso – col ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, per verificare se vi siano le condizioni per far dichiarare lo stato di calamità naturale che preveda un ristoro a sostegno dei produttori di un territorio che si sta assestando quale maggiore produttore di finocchio al mondo». (rp)

Debito sanità, Baldino (M5S): Presidente Occhiuto, non c’è nulla da festeggiare

La deputata del M5SVittoria Baldino, è intervenuta in merito alla quantificazione del debito sanitario calabrese.

«Ho visto parlamentari calabresi di centrodestra – ha scritto su Facebook – esplodere di gioia e sperticarsi perché dopo 12 anni di commissariamento si è riusciti a quantificare il debito della sanità calabrese che ammonterebbe (il condizionale è d’obbligo) a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. Evviva! Hanno parlato di “fatto storico”, “senza precedenti”, “operazione storica”, “finalmente si riparte” Yeah! Ma la cosa più bella è stata “finalmente la Calabria dimostra all’Europa e all’Italia di essere una Regione normale” (sic!)».

«Ho visto il Presidente della Regione – ha spiegato – campeggiare su quotidiani e tv nazionali dolendosi della “situazione disastrosa che ho ereditato”. Non credevo alle mie orecchie, e ho pensato, ma dice davvero? Così, giusto per la cronaca e per avere qualche elemento in più, ripercorriamo gli avvicendamenti al governo regionale e nazionale negli anni determinanti per l’ingresso della sanità calabrese nel piano di rientro e poi nel commissariamento».

«La Calabria – ha ricordato – entra nel piano di rientro nel 2009 (Governo Berlusconi IV) e vista l’incapacità di rispettare il risanamento del debito previsto dal piano viene commissariata solo 8 mesi dopo (sempre Berlusconi IV). Il debito accumulato dalla sanità Regionale (e anche l’incapacità di rientrare nel piano) è opera delle giunte di centrodestra e centrosinistra avvicendatesi negli ultimi decenni».

«In particolare Forza Italia, il partito dell’attuale Presidente e commissario ad acta – ha proseguito – che avrebbe “ereditato una sanità in macerie” ha governato la Calabria proprio negli anni in cui quel massiccio debito si è accumulato, dal 1995 al 1999 e dal 2000 al 2005. Ma soprattutto, il primo commissario ad acta della sanità calabrese, nonché responsabile della chiusura di 18 ospedali e di tagli scellerati, fu proprio il Presidente della Regione, il forzista Scoppelliti dal 2010 al 2014».

«Quindi, in sintesi – ha detto ancora – i responsabili dello sfacelo della sanità calabrese esultano perché dopo 12 anni sono riusciti più o meno a capire a quanto ammonta il debito che loro stessi hanno accumulato, precisando tuttavia che il dato non è proprio esatto perché mancano le cospicue cifre tutt’ora in contenzioso e quelle accumulate dalle Asp. Ma intanto urrà, che bello!».

«Sempre in sintesi – ha spiegato ancora – hanno contribuito allo sfascio del sistema sanitario nazionale, privatizzando e monetizzando l’assistenza sanitaria e quindi estinguendo, di fatto, il diritto universale alla salute. Hanno soppresso ospedali, imposto tagli lineari, bloccato le assunzioni, aumentando le liste di attesa a dismisura e spingendo la massa verso le cliniche convenzionate, creando quindi una sorta di monopolio del privato in particolare (ma non solo) nella diagnostica».

«Estremizzando la sintesi – ha concluso – sono loro, sempre loro, che oggi confidando nella confusione e nella memoria corta di chi, stanco, arranca per sopravvivere in una terra falcidiata da disinteresse e abbandono, si propongono quali salvatori della patria e risolutori dei problemi. Di quei problemi che loro stessi hanno creato. Ed è davvero disarmante che non abbiano nemmeno un briciolo di onestà intellettuale nel ricordare a loro stessi e a tutti noi che i primi responsabili di tutto questo sono stati loro. No, Presidente Occhiuto, non c’è proprio niente da festeggiare!». (rp)

Rapani (FDI): Carcere di Corigliano Rossano sovraffollato e polizia penitenziaria in forte deficit

Il senatore di FdiErnesto Rapani, ha denunciato come il carcere di Corigliano Rossano sia sovraffollato e la polizia penitenziaria in forte deficit.

Una situazione che ha potuto accertare a seguito della sua visita nella casa di reclusione, dove ha incontrato il direttore, Maria Luisa Mendicino.

«Ho accertato la grande dignità con la quale sono trattati i detenuti e le attività che possono svolgere all’interno della casa di reclusione – ha spiegato il parlamentare – che vanta importantissimi laboratori in cui vengono impiegati dei detenuti come quello di falegnameria, con strumentazioni all’avanguardia ma purtroppo sotto utilizzato, e quello di ceramica. Il carcere di Rossano presenta anche un importante offerta didattica, con la possibilità di frequentare le scuole di ogni grado fino all’Università, grazie ad un protocollo d’intesa con l’Unical».

«Non mancano, però, i problemi – ha aggiunto –. Ad oggi la casa di reclusione costruita nel 2000 è sovraffollata. Ospita una popolazione di 305 detenuti a fronte di una capienza di 263. È composta da un reparto media sicurezza che custodisce 74 detenuti, un reparto alta sicurezza AS2 strutturato su due piani detentivi che ospita, al momento, 8 detenuti ristretti per reati attinenti al terrorismo di matrice islamica, ed un reparto alta sicurezza AS3, su tre piani, con 215 detenuti, tutti reclusi per pene definitive sopra i cinque anni, molti dei quali ergastolani e pluriergastolani ed in regime di 41 bis».

«Per tutti questi detenuti – ha proseguito Rapani – la pianta organica della Polizia penitenziarie è fortemente inadeguata. Prevedrebbe 153 unità ma sono solo 66 i poliziotti penitenziari disponibili alla turnazione, compresi il comandante e gli ispettori. Appare, dunque, evidente il vulnus che esiste sotto il profilo della sicurezza anche per via dei tanti detenuti affetti patologie psichiatriche ed il grave sovraccarico di lavoro su un personale che si caratterizza per la sua anzianità di servizio».

«Dei problemi della casa di reclusione di Corigliano Rossano me ne farò carico – ha concluso il senatore Ernesto Rapani – riferendone alla Commissione Giustizia, della quale faccio parte, al sottosegretario Andrea Delmastro e al Ministro Nordio». (rp)

Legge di Bilancio, Cannizzaro (FI) illustra gli emendamenti che avranno beneficio su Reggio

In una conferenza stampa durata oltre un’ora, il deputato reggino di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, ha illustrato le cifre e i contenuti degli emendamenti alla Legge di Bilancio che portano la sua firma.

«Possiamo diventare parlamentari, ministri, presidenti della Repubblica… arrivare a conquistare l’Europa anche… ma per quanto mi riguarda continuerò a lavorare sempre con la testa e con il cuore per Reggio e la Calabria», ha detto Cannizzaro nel corso della conferenza, rimarcando che «il territorio reggino è la mia stessa polare. Dall’inizio. Per sempre».

Tra gli emendamenti, i più importanti riguardano due luoghi simbolo di Reggio: l’aeroporto “Tito Minniti” e il lido comunale. Per il primo, «al momento 20 milioni di euro sono stati aggiudicati – ha spiegato Cannizzaro – e gli altri 5 entro aprile saranno spesi, ed abbiamo la certificazione di avere abbattuto le limitazioni dello scalo e Reggio volerà per tante altre mete».

«Noi lottiamo per la nostra città auspicando di tornare a governarla ma qui si parlerà di quanto fatto e la Regione sta facendo tanto per risollevare Reggio», ha aggiunto.

Per il Lido comunale, ci sono 3 milioni di euro. Cannizzaro, poi, ha specificato che «non è facile inserire fondi per il Lido di Reggio in un contesto complessivo di una legge di bilancio che interessa tutto il territorio comunale».

Per quanto riguarda le circoscrizioni, il parlamentare ha spiegato che «con questo provvedimento abbiamo riportato la storia di Reggio Claabria e sono pià felice, perché questo andrà a vivacizzare il dibattito politico». (rp)

Infrastrutture, Rapani (FDI): Accelerare i lavori su ferrovia jonica

Il senatore di Fratelli d’ItaliaErnesto Rapani, ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, affinché acceleri i lavori sulla ferrovia jonica.

«Ho chiesto a Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana per il tramite del ministro Salvini quali siano i motivi dei gravi ritardi accumulati nei lavori di adeguamento e velocizzazione della linea ferroviaria jonica e quali iniziative il ministro delle infrastrutture e dei trasporti intenda assumere per garantire il completamento dell’opera», ha informato Rapani.

«Al ministro ho ricordato che le infrastrutture dell’area jonica – ha spiegato Rapani – vivono una sostanziale fase di stallo non solo per la definizione del progetto Sibari-Corigliano Rossano ma anche e soprattutto per i lavori dell’elettrificazione della linea Sibari-Crotone-Catanzaro Lido e che risale al maggio 2017 il primo protocollo d’intesa siglato tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Rete ferroviaria italiana e Regione Calabria per l'”adeguamento e velocizzazione della linea jonica”».

«I lavori iniziati il 30 agosto 2018 nella stazione di Corigliano (Cosenza) – ha proseguito il senatore – si sarebbero dovuti concludere nel 2023, con una spesa di circa 500 milioni, di cui 150 investiti da Rfi, per il rinnovo dell’armamento, la soppressione di numerosi passaggi a livello presenti sul tracciato e l’ammodernamento delle stazioni».

Nel testo dell’interpellanza, il senatore di Fdi ha ricordato che il progetto di elettrificazione si articola in due macro interventi: «Il primo già finanziato ed avviato nella tratta Sibari-Crotone-Catanzaro Lido-Lamezia Terme, ed il secondo recentemente finanziato ma da avviare per la tratta Catanzaro Lido-Melito di Porto Salvo. Durante la realizzazione della palificazione, sulla tratta Sibari-Catanzaro Lido, sono sorte da subito difficoltà quali problematiche strutturali all’interno della galleria di Cutro e lungaggini burocratiche nella progettazione delle sottostazioni elettriche.

«Nell’agosto 2021 – è ancora la ricostruzione dei fatti del senatore Rapani – è stato nominato dal Governo, quale commissario straordinario per l’opera, l’ingegnere Roberto Pagone, dirigente di Rfi, con l’obiettivo di portare a termine l’elettrificazione della tratta Sibari-Catanzaro Lido entro il 2023. Ciò nonostante, da oltre due anni i lavori hanno registrato fortissimi ritardi e lo slittamento dei cronoprogrammi, tanto da richiedere un riallineamento anche in considerazione dei recenti sviluppi normativi che consentono semplificazioni dell’iter autorizzativo dei lavori per i progetti finanziati con fondi Pnrr, fondi europei e Fsc».

In conclusione, il parlamentare mette in risalto che «la ferrovia jonica calabrese è una delle poche tratte ferroviarie italiane, con posizione strategica per lo sviluppo di un’intera regione, a non essere elettrificata». (rp)

Baldino (M5S): Calderoli ritiri proposta di legge su autonomia differenziata

La deputata del M5SVittoria Baldino, ha chiesto che il ministro agli Affari Regionali, Roberto Calderoli, ritiri la proposta di legge sull’autonomia differenziata, che «allarga le disuguaglianze Nord-Sud».

La parlamentare, poi, ha definito «vergognoso» l’attacco del ministro alla stampa libera: «Ma è normale leggere che un ministro preannuncia azioni legali contro quotidiani che esercitano il sacrosanto diritto di critica, rispetto ad un progetto politico di cui invece lo stesso ministro dovrebbe assumersi tutta la responsabilità?».

«Eppure – ha spiegato – la volontà di acuire ancor di più la sperequazione territoriale è cristallizzata in un atto normativo, dallo stesso ministro elaborato, con evidenti criticità, più volte sollevate anche da autorevoli esperti. Tanto da richiedere implicitamente l’intervento di Mattarella nel discorso di fine anno. Come ricordato dal capo dello Stato, le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del Paese, creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza».

«Il criterio della spesa storica – ha rimarcato Baldino – è iniquo e foriero di allargare ancora di più le diseguaglianze tra regioni. Quindi, di spaccare ulteriormente un Paese che viaggia già a due velocità. Si prendano come esempio alcuni dati relativi alle differenze tra Reggio Emilia e Reggio Calabria, due città vicine come numero di abitanti: per l’istruzione Reggio Emilia spende 28 milioni di euro, Reggio Calabria 9; per i servizi sanitari Reggio Emilia spende 40 milioni di euro, Reggio Calabria 17; per le infrastrutture Reggio Emilia 54 milioni di euro, Reggio Calabria 8 milioni».

«I Lep, che si promette di determinare, senza lo stanziamento dei fondi sono e restano lettera morta – ha concluso Baldino –. II disegno autonomista della lega in tal senso, come rilevato dalla stampa e dalla società civile, offre nessuna garanzia. Tutto si rimanda ad un’eventuale legge di bilancio. L’ultima della quale ci ha insegnato che questo governo è pronto a penalizzare i più deboli in nome dei più forti». (rp)

Minasi (Lega): Riconoscimento a Mediterranea conferma che in Calabria si può fare ricerca di eccellenza

La senatrice della LegaTilde Minasi, ha rivolto «al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile dell’Università Mediterranea le mie più sincere congratulazioni per il riconoscimento di “Dipartimento d’eccellenza” attribuito dal Ministero».

«Un traguardo prestigioso – ha aggiunto – raggiunto grazie alla competenza, alla preparazione e alla professionalità dei docenti e ricercatori che da anni operano a Reggio Calabria con dedizione, regalando lustro alla loro Università, ma anche all’intera città. Dopo le tristi vicende che nei mesi scorsi avevano interessato proprio l’Ateneo, tutto questo non era così scontato, dunque sento anche di voler manifestare loro, in qualità di rappresentante politica reggina, la mia gratitudine, per l’ottimo ritorno in termini di immagine che sono così riusciti a dare a tutta la comunità».

«È la conferma del fatto – ha proseguito la senatrice – che anche in Calabria possiamo vantare vere eccellenze nel campo scientifico e della ricerca e di come sia possibile, anche qui da noi, garantire agli studenti un’offerta formativa di altissima qualità. Lo sapevamo già, ma ora, con il riconoscimento formale anche da parte del Ministero, questa eccellenza viene certificata nero su bianco e porterà anche nuovi finanziamenti. Con la conseguenza – e l’auspicio – che sarà possibile crescere ulteriormente e attrarre e trattenere sul territorio, per la loro formazione, sempre più ragazzi, evitando la triste emorragia di cervelli a cui siamo purtroppo abituati e rendendo sempre più la Mediterranea punto di riferimento anche per studenti di fuori Regione».

«Voglio quindi congratularmi –ha concluso Minasi – con il Rettore Giuseppe Zimbalatti e soprattutto con il Presidente del Dipartimento, Tommaso Isernia, e i docenti e ricercatori che hanno reso grande il Diies. È la dimostrazione che la qualità, l’impegno e il merito ripagano. Dunque ancora bravi e buon lavoro!». (rp)

Giustizia, Rapani e Orsomarso (FDI): Riaprire il Tribunale di Corigliano Rossano

I senatori di Fratelli d’ItaliaErnesto RapaniFausto Orsomarso, hanno reso noto di aver impegnato il Governo, tramite una mozione,  «ad assumere ogni iniziativa utile a ripristinare l’ex tribunale di Corigliano Rossano e la Procura della Repubblica, oppure l’istituzione del tribunale della Sibaritide».

La mozione sulla soppressione dei tribunali “minori”, è stata presentata insieme ai colleghi Sandro Sisler, Gianni Berrino e Guido Quintino Liris.

«Con questa interpellanza riapriamo il dibattito parlamentare sulla rivisitazione della geografia giudiziaria che ha prodotto una miriade di effetti collaterali – hanno spiegato Rapani e Orsomarso –. La riforma Severino ha generato solo disfunzioni nel servizio giustizia in regioni come la Calabria, la Sicilia, l’Abbruzzo, la Liguria e il Piemonte».

«A distanza di dieci anni possiamo tirare le somme su quel provvedimento. Nella Sibaritide – hanno proseguito i due senatori calabresi di FdI – la soppressione del tribunale di Rossano ha dilatato i tempi della giustizia, creato immani disagi agli utenti a causa della morfologia territoriale, dell’assenza di mezzi di trasporto pubblici e delle distanze, che superano nei casi estremi anche i 120 chilometri dal tribunale di competenza, quello di Castrovillari, certamente non adeguato ad “ospitare” l’utenza jonica, quattro volte superiore. Il riordino delle circoscrizioni con la chiusura dei tribunali cosiddetti “minori” sacrificati sull’altare del risparmio, ha sortito l’effetto contrario, quindi un aumento sproporzionato della spesa pubblica e del costo del servizio giustizia».

«In questa direzione – hanno sottolineato – accogliamo con grande favore la disponibilità del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a valutare la ridefinizione della geografia giudiziaria evidenziata nel corso di un question time anche a firma Rapani. Così come non possiamo non ringraziare i colleghi Sisler, Liris e Berrino, che come noi hanno vissuto sulla pelle cosa significhi chiudere presidi di legalità nelle loro regioni».

«Con la mozione presentata – hanno concluso Ernesto Rapani e Fausto Orsomarso –abbiamo richiesto, oltre alla riapertura immediata del tribunale di Corigliano-Rossano o l’istituzione del tribunale della Sibaritide, un tavolo di confronto utile a trovare le soluzioni più adeguate alle esigenze del sistema giudiziario nazionale, con particolare riferimento alla specificità territoriale, alla situazione infrastrutturale e al tasso d’impatto della criminalità organizzata e l’assunzione di ogni iniziativa utile a difesa dei tribunali e dei giudici di pace nei comuni al di sopra dei 15.000 abitanti, da considerare quali irrinunciabili baluardi di legalità e della presenza dello Stato sul territorio». (rp)

Loizzo (Lega): Fermate la legge sulle sale da gioco

La deputata della Lega, Simona Loizzo, ha lanciato un appello ai consiglieri regionali della maggioranza, affinché  fermino la legge sulle sale da gioco. Questo perché «non rispecchia in nessun modo il pensiero del partiti e del governo dì centrodestra».

«La mia posizione chiara e lineare su questa legge ha avuto le conseguenze che tutti conoscono – ha detto – ma quello che è importante è capire che questa nuova legge, come hanno ribadito le comunità dì recupero, favorisce il gioco d’azzardo». 

«Si passa da 8 a 15 ore di apertura delle sale ogni giorno  – ha continuato – mentre il governo Meloni, attraverso il vice ministro Bellucci e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano, fa grandi sforzi per contrastare la ludopatia». 

«Parte del centrosinistra è compiacente – ha spiegato – e li ha dimostrato astenendosi in commissione. La Lega, ha anche dì recente stabilito la sua posizione che è in linea con quella espressa dai Vescovi».

«La ludopatia distrugge letteralmente migliaia di famiglie anche in Calabria –ha aggiunto Loizzo – e questo non possiamo assolutamente dimenticarlo».

«Chiedo ai miei colleghi di cancellare questa norma – ha concluso – che rischia di vanificare il grande lavoro che quotidianamente comunità dì recupero e Serd svolgono per contrastare un fenomeno che mina la serenità di tanti nostri concittadini». (rp)

Orrico (M5S): A Ospedali di Cetraro e Praia macchinari di risonanza usati poco e male

La deputata del Movimento 5 StelleAnna Laura Orrico, ha denunciato come negli Ospedali di Cetraro e Praia a Mare, i macchinari della risonanza magnetica siano usati poco e male.

«La sanità calabrese lamenta tante carenze di varia natura, però, quando le risorse ci sono, in questo caso quando gli strumenti ci sono, non è pensabile che vengano utilizzati poco e male. Altrimenti c’è spreco di denaro pubblico e pregiudizio per la salute dei cittadini», ha detto, spiegando che si riferisce alle due macchine «di Risonanza Magnetica ad alto campo di cui sono dotati gli ospedali di Cetraro e Praia a Mare, grazie ai quali si possono effettuare esami altamente specialistici riguardanti una vasta gamma di patologie e che, purtroppo, a causa di guasti, ritardi nelle riparazioni e scarso utilizzo non riescono a soddisfare le richieste dei tanti residenti della vasta area interessata. Circostanze, queste, denunciate da alcuni cittadini del territorio e da alcuni medici».

«I macchinari diagnostici invece – ha proseguito l’esponente pentastellata – se utilizzati a pieno regime, con adeguato personale medico a supporto, possono fornire un numero di prestazioni tale da mitigare notevolmente il doloroso fenomeno della migrazione sanitaria nonché la necessità, da parte dei cittadini della zona, di rivolgersi a strutture sanitarie private che determina un aggravio delle spese da sostenere per le cure».

«Ecco perché – ha concluso Orrico – ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute Schillaci per capire se la cattiva gestione dei macchinari diagnostici in questione, quindi il loro utilizzo e la loro manutenzione, non rappresentino un grave danno per il diritto alla salute dei cittadini dell’Alto Tirreno cosentino che non possono così godere di adeguati livelli di prestazioni e servizi sanitari». (rp)