Auddino (M5S): Asp RC ha approvato i lavori di manutenzione a PS di Polistena

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha dichiarato che sono stati deliberati dall’Asp di Reggio Calabria i lavori di manutenzione urgenti all’ospedale di Polistena.

Si tratta di un intervento con una spesa di circa 80mila euro «per la realizzazione dei lavori di manutenzione urgenti finalizzati a ristabilire nell’immediato le condizioni adeguate dei locali del Pronto Soccorso del PO di Polistena, come da me richiesto in questi ultimi mesi. Non posso che ringraziare il nuovo Commissario dell’ASP reggina per la sensibilità dimostrata e sono certo che l’interlocuzione continuerà ad essere proficua per le prossime azioni poste già sul tavolo e finalizzate a migliorare l’offerta sanitaria provinciale, come già dimostrato per il progetto del nuovo reparto di oncologia di Locri che presenteremo nei prossimi giorni».

«A maggio – ha spiegato – il Comando dei Carabinieri, Nucleo Antisofisticazioni in Sanità “NAS”, ha effettuato una visita ispettiva presso i locali del pronto Soccorso di Polistena ed ha rilevato diverse criticità dal punto di vista strutturale-funzionale, criticità che segnalo da tempo e che hanno richiesto l’intervento urgente deliberato. I lavori riguarderanno il ripristino degli intonaci interni ammalorati e tinteggiatura di tutti gli ambienti, il rifacimento dell’intera pavimentazione, la segnaletica interna ed esterna, la dotazione di porte automatiche per la Camera Calda, un sistema di ventilazione puntuale per i locali segnalati dal NAS e la realizzazione di accesso separato al PS per i pazienti in presentazione autonoma».

«Il cronoprogramma – ha proseguito –prevede l’inizio dei lavori per giorno 4 luglio e la fine dell’intervento il 18 settembre, per un totale di 60 giorni lavorativi. A breve avremo un pronto soccorso che rispetterà i requisiti minimi generali e specifici normativamente prescritti, in attesa della progettazione, da me sollecitata già da oltre un anno, e della realizzazione di una nuova struttura con i lavori di ampliamento in aderenza agli attuali locali, su cui insisto da tempo».

«L’interlocuzione con la nuova dirigenza dell’ASP è continua e proficua – ha detto ancora il senatore – per cui continuerò a chiedere tutto il necessario per adeguare il PS e l’ospedale di Polistena ai moderni standard di sicurezza. L’ospedale di Polistena dovrà crescere e migliorare dal punto di vista strutturale, un obiettivo importante sul quale sto lavorando a partire dal Pronto Soccorso».

«Esso dovrà diventare il vero punto di forza del presidio ospedaliero e l’ospedale – ha concluso – dovrà diventare un riferimento per tutti coloro che ne avranno bisogno, in modo da assicurare le più complete e adeguate cure, secondo i più moderni standard sanitari, senza doversi rivolgere necessariamente altrove, in attesa che i nuovi concorsi a tempo indeterminato programmati dall’ASP integrino gli organici del personale sanitario, in grande difficoltà a causa della carenza di medici ed infermieri». (rp)

Bruno Bossio (PD): Riconosciuto congedo di paternità a lavoratori PA

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha evidenziato come «il Governo Draghi ha compiuto una scelta storia e di civiltà», riconoscendo il congedo di paternità anche ai lavoratori dipendenti della Pubblica amministrazione.

«Con l’approvazione di due specifici Decreti Legge – ha spiegato – il Governo ha recepito le direttive europee in materia di equilibrio vita-lavoro e sulla trasparenza dei rapporti di lavoro. È stato, così, colmato un gap decennale tra dipendenti del settore privato e della pubblica amministrazione. Particolarmente significativa, è l’entrata in vigore della nuova tipologia di congedo di paternità.  È obbligatorio e della durata di 10 giorni lavorativi, fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai due mesi precedenti ai cinque successivi al parto».

«Il congedo di paternità era stato istituito con la legge 92/2012 relativamente al solo settore privato e non per i lavoratori dipendenti della Pubblica Amministrazione – ha proseguito –. Il tema della armonizzazione e della estensione della fruizione del diritto al congedo di paternità nel settore della PA l’ho posto da tempo e ripetutamente all’attenzione dei Ministeri del Lavoro e della Funzione Pubblica.  Era iniqua ed ingiusta la mancata emanazione delle disposizioni estensive per il riconoscimento del diritto di congedo ai dipendenti della PA».

«Va dato atto – ha detto ancora – al Ministro del Lavoro Andrea Orlando, di essere stato promotore e protagonista dei due recenti decreti approvati dal Consiglio dei Ministri e che accolgono anche le sollecitazioni che attraverso diverse iniziative parlamentari avevo personalmente sostenuto. Si colma, così, finalmente un gap decennale tra i diritti dei dipendenti del settore privato e quelli della PA».

«La scelta legislativa è indubbiamente, dunque – ha concluso Bruno Bossio – un riconoscimento della universalità di un diritto che, oltretutto, va nella direzione di favorire un avanzamento della condizione di parità, nell’assolvimento del ruolo di cura e assistenza genitoriale, tra uomo e donna». (rp)

D’Ettore (CI): Governo agisca per adeguamento degli assegni pensionistici

Il deputato di Coraggio Italia, Felice Maurizio D’Ettore, in una interrogazione al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per sapere « quali risorse intende investire il Governo per tutelare il potere di acquisto delle pensioni, evitando sospensioni o riduzioni della percentuale di indicizzazione dell’assegno».

«Il meccanismo di perequazione e indicizzazione delle pensioni – ha aggiunto  D’Ettore – senza solo tenere conto degli scaglioni diventa una delle necessità dell’indirizzo politico del governo su cui intervenire senza ulteriori tentennamenti».

«Si tratta di meccanismi – ha spiegato – che non consentono di mantenere inalterato il potere di acquisto. Anzi, come la Corte Costituzionale ha più volte ricordato, queste misure di rinvio, di riduzione o di sospensione hanno nel tempo determinato la definitività della perdita del potere d’acquisto che è incostituzionale e che, dunque, va ricostituito nella sua integralità».

D’Ettore, nel dirsi confortato dalla risposta, anche alla luce della interlocuzione diretta avuta con il Ministro che, in questa direzione, si sta impegnando molto, auspica che «trattandosi di materia delicata sulla quale occorre immediatamente provvedere sul piano legislativo, il Governo agisca tempestivamente con misure ragionevoli di adeguamento degli assegni pensionistici anche sulla base delle proposte già formulate in sede parlamentare». (rp)

d’Ippolito (M5S): Sacal risolva problema disservizi a danno dei disabili

Il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, ha chiesto che «Sacal risolva subito il problema dei ripetuti disservizi a danno di disabili o anziani nell’aeroporto di Lamezia Terme. Sono categorie che hanno il diritto a un’assistenza speciale».

«Nessuno dimentichi che si tratta di persone che camminano con difficoltà o non sono in grado di farlo per via delle loro condizioni – ha detto il deputato –. Non è pensabile né accettabile che nel 2022 possano ancora esserci questi umilianti disagi, che peraltro hanno già causato ritardi rispetto ai voli in partenza dall’aeroporto di Lamezia Terme e in arrivo nello stesso scalo».

«Mi auguro – ha concluso D’Ippolito – che i vertici della società Sacal ricordino tutti i doveri relativi al servizio pubblico che essa ha in gestione, tra cui rientra quello, con il personale qualificato già disponibile, di assistere i pazienti più fragili perché possano raggiungere il loro posto sull’aereo o dal velivolo la stazione aeroportuale». (rp)

Barbuto (M5S): Si presenta proposta di legge per diritto ed economia negli Istituti Superiori

La deputata del Movimento 5 StelleElisabetta Barbuto, ha reso noto che mercoledì si terrà la presentazione della proposta di legge per inserire l’insegnamento del diritto e dell’economia nel primo biennio della Scuola Superiore.

«La scuola – ha spiegato – è stata sempre intesa come luogo di apprendimento e crescita. E’ stata ed è luogo di condivisione, socializzazione e inclusione. Non possiamo, però, pensare che sia una istituzione statica che non crei e non subisca cambiamenti, tutt’altro. La scuola deve poter diventare un polo sempre più attrattivo, capace di essere strumento e incubatore di cambiamenti al pari delle innovazioni che si susseguono sotto i nostri occhi ogni giorno».

«Competenze, nuovi modelli formativi, sinergie tra i diversi soggetti in campo (alunni, insegnanti, presidi e amministrativi) – ha detto – possono portare a una “istituzione scuola” diversa, al passo delle trasformazioni che stanno avvenendo sia nella società sia nel mondo del lavoro. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi devono poter essere in grado di cogliere le sfide che gli si pongono con gli strumenti che saremo in grado di dargli».

«Da queste riflessioni – ha concluso – nasce la proposta di legge per sostituire, nel primo biennio degli istituti superiori, le ore di educazione civica con l’insegnamento delle materie giuridiche ed economiche che devono divenire patrimonio comune per tutti e una finestra sulle potenzialità che il diritto pubblico e privato e i princìpi micro e macroeconomici possono avere nella vita privata e professionale».

Intervengono, oltre alla deputata Barbuto, Ezio Scina, presidente nazionale Apidge e Michele Corradi, docente di discipline giuridiche ed economiche. (rp)

 

Scuola d’estate, Melicchio (M5S): Quasi 11 mln per 217 istituti calabresi

Il deputato del Movimento 5 StelleAlessandro Melicchio, ha reso noto che, nell’ambito del Piano scuola estate, per la Calabria sono stati stanziati quasi 11 milioni di euro per 216 istituti e un Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA).

«Le proposte progettuali delle 217 scuole calabresi – ha spiegato – saranno realizzate con un budget totale di € 10.919.231 euro con attività che vanno dai laboratori creativi e artigianali per la valorizzazione dei beni comuni all’educazione alla legalità e ai diritti umani, dai laboratori d’arte, teatro e sport alla scrittura creativa. E ancora, potenziamento delle competenze linguistiche, rafforzamento nelle materie STEM e nelle competenze digitali e imprenditoriali, educazione alla cittadinanza attiva, rinforzo della competenza alfabetica funzionale e in materia di consapevolezza ed espressione culturale, educazione motoria, musica e canto».

«La Scuola d’Estate, il Piano del Ministero dell’Istruzione per coinvolgere studentesse e studenti, su base volontaria – ha proseguito – da giugno a settembre, prende forma, dunque, anche quest’anno nella nostra regione come momento di costruzione dell’innovazione didattica e delle buone pratiche. Quest’anno, poi, il ruolo delle scuole sarà anche più importante, perché sarà data una particolare attenzione all’accoglienza, all’inclusione e al coinvolgimento degli studenti ucraini».

«Le scuole calabresi – ha concluso – tornano protagoniste anche questa estate, quindi, trasformandosi in luoghi di comunità, di incontro, di crescita, di confronto con i territori». (rp)

 

Viscomi (PD): È necessaria una strategia per porre fine al precariato

Il deputato del Partito DemocraticoAntonio Viscomi, ha ribadito quanto «sia necessaria ed urgente una strategia complessiva per porre termine ad una situazione intollerabile pesante sul piano personale e familiare prima ancora che professionale» quale è il precariato.

«Se le funzioni svolte in una amministrazione sono stabili – ha aggiunto – allora anche il rapporto di lavoro deve essere stabile: questo è il principio che deve guidare ogni scelta organizzativa e amministrativa».

«È proprio questo principio – ha spiegato il parlamentare – che impone di attuare un percorso di superamento delle condizioni di precarietà lavorativa, nell’interesse dei lavoratori ma anche nell’interesse delle amministrazioni ad erogare e dei cittadini a ricevere un servizio adeguato. E questo vale oggi per i lavoratori di Calabria Lavoro, e per tutta la galassia del precariato in atto; varrà sicuramente domani – ma sarebbe bene pensarci fin da subito – per gli addetti all’ufficio del processo e per il personale assunto sui progetti Pnrr».

«L’esperienza degli lsu/lpu – che ha trovato soluzione per l’impegno in Parlamento, ma dopo un lasso di tempo veramente incredibile – sta lì a dimostrare – ha proseguito – quanto sia importante che i processi organizzativi siano governati lungo tutta la filiera istituzionale con costanza e coerenza e non siano affidati all’improvvisazione emergenziale che spesso genera differenze e discriminazioni tra gruppi, categorie e bacini. Per questo è necessario avere un piano e stringere un patto con le parti sociali e le amministrazioni interessate, per affrontare in tempo utile, senza arrivare all’ultimo minuto, le varie questioni burocratiche e legislative che è necessario risolvere».

«Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere problemi difficili – ha concluso – ma sedersi intorno ad un tavolo e trovare insieme la soluzione è forse il primo giusto passo». (rp)

 

Parco Scolacium, Parentela (M5S) chiede l’intervento di Franceschini

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, tramite specifica interrogazione, ha chiesto al ministro della Cultura, Dario Franceschini, «se non intenda assumere urgenti iniziative di competenza al fine di garantire la più ampia possibilità di visitare il Parco archeologico nazionale di Scolacium».

L’atto parlamentare, ha spiegato il deputato, «nasce dall’inspiegabile quanto inaccettabile riduzione degli orari e dei giorni di apertura, dall’assurda vicenda della visita di un gruppo di crocieristi stranieri saltata di conseguenza e dalle giuste e più che condivisibili doglianze di Franco Caccia, assessore al Turismo del Comune di Squillace».

Nella sua interrogazione, Parentela ha osservato che «il Parco archeologico nazionale di Scolacium è bene culturale di primaria importanza» e che «al suo interno si trova tra l’altro il Foro, che è visitabile, con la sua singolare pavimentazione in laterizio, la quale, per quanto si legge sul sito Internet della Direzione regionale Musei Calabria, non ha eguali in tutto il mondo romano».

Parentela ha sollecitato «il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ad intervenire subito per risolvere il problema, che sta già provocando danni al territorio e in termini di immagine, purtroppo, allo stesso ministero».

«Confido nella sensibilità e nella solerzia del ministro, perché il Parco archeologico nazionale di Scolacium – ha concluso – possa essere visitato ed ammirato ogni giorno, dalla mattina alla sera». (rp)

d’Ippolito (M5S): Pubblicizzazione Sorical allontana dal trovare gestore unico

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha dichiarato che «l’acquisto delle quote private da parte di Sorical non è affatto una svolta storica, ma allontana dall’individuazione del gestore unico del servizio idrico integrato della Calabria».

«Mi rincresce ripeterlo per l’ennesima volta – ha ribadito – si doveva costituire una società idrica dei Comuni. Soltanto i Comuni  hanno la gestione della depurazione, che è un aspetto del servizio idrico integrato». 

«L’altro, come noto – ha spiegato ancora – è la gestione degli acquedotti, in capo a Sorical. Senza un gestore unico dei due aspetti non si possono ricevere finanziamenti pubblici e nemmeno un centesimo del Pnrr. Sono convinto che, a partire dai leghisti, tanti tra gli entusiasti rifiutino di vedere – rimarca D’Ippolito – il buio tunnel in cui si è infilata la Regione». 

«Ancora – ha proseguito – è stata chiusa su due piedi la partita dei mancati investimenti di Sorical, che dovevano e potevano essere compiuti, al contrario di quanto sostengono diversi esponenti politici. Si tratta di milioni di euro della Regione che, come sempre, pagano i cittadini calabresi. Aggiungo che Sorical non ha rispettato gli obblighi previsti dalla convenzione di affidamento, ha lasciato perdere la manutenzione e ci ha consegnato una rete peggiore di un colabrodo». 

«Distacchi, rotture delle condotte e abusivismo imperano dappertutto, ma Sorical è rimasta nascosta». «Ancora, non è dato sapere – ha detto il parlamentare M5S – se l’amministrazione regionale abbia provveduto ad una completa ricognizione sui debiti di Sorical, posta, ricordo, in liquidazione, nei quali rientrano i rapporti con le banche tedesche, che hanno rinunciato al pegno a condizioni sconosciute e che, pertanto, potrebbero allo stato decidere di rivalersi sulla Regione, magari costringendola ad esborsi pesanti, se non insostenibili». 

«Sulla depurazione vorrei capire come intenda muoversi il presidente Roberto Occhiuto in merito al rapporto tra Comuni e Sorical. Tutti questi argomenti – ha concluso D’Ippolito – non possono essere ignorati o elusi dalle forze politiche calabresi». (rp)

Sapia (Alt. c’è): Comuni montani tagliati fuori da riforma assistenza territoriale

Il deputato de L’Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha depositato una mozione, a sua prima firma, sulla riforma in corso dell’assistenza sanitaria territoriale.

«Senza risorse immediate per le assunzioni di personale, le nuove strutture di assistenza territoriale previste nel Pnrr saranno scatole vuote e non verrà risolto alcun problema» ha detto Sapia, aggiungendo che «con la nostra mozione avevamo chiesto l’impegno del governo ad istituire subito uno specifico Fondo per garantire le assunzioni necessarie al funzionamento della sanità territoriale, per la quale verranno spesi sette miliardi del Pnrr, in cui, tuttavia, non c’è un solo euro destinato a reclutare altro personale».

«L’esecutivo ha accolto la nostra richiesta nei limiti dei vincoli di bilancio. Come Alternativa – ha sottolineato il deputato – continueremo quindi a batterci perché, date anche le ristrettezze del bilancio dello Stato, le risorse disponibili vengano impiegate per assumere giovani medici, infermieri e Oss, non per comprare armi, che non servono a curare i malati. Oggi, poi, il governo ha condannato i territori montani e quelli disagiati, specie del Sud, a non avere un’assistenza territoriale adeguata. L’esecutivo ha infatti respinto la nostra richiesta di privilegiarli in ragione del loro isolamento geografico e della povertà sociale che lì si registra».

1Il governo l’avrebbe invece accolta – ha aggiunto – se l’avessimo riformulata inserendovi, come limite al potenziamento dell’assistenza territoriale, il parametro della densità di popolazione, per noi inaccettabile. È fin troppo ovvio, difatti, che quei territori sono poco abitati e soggetti a continuo spopolamento».

«Questa scelta del governo comporta, di fatto, che dai territori montani e disagiati dovrà continuare una pesante emigrazione sanitaria, anche considerato che, con la propria riforma dell’assistenza territoriale, il governo sta riducendo l’assistenza ospedaliera puntando sulla sanità di prossimità. Non smetteremo mai di ripetere – ha concluso Sapia – che va invece trovato un punto di equilibrio, perché gli abitanti delle zone montane e delle zone disagiate, in particolare del Mezzogiorno, non sono figli di un dio minore». (rp)