L’8 settembre a Cosenza, dalle 18:00, Piazza dei Bruzi ospiterà l’iniziativa di incontro e sensibilizzazione promossa dall’Ordine dei Fisioterapisti della provincia di Cosenza in occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, che anche quest’anno sceglie di portare la prevenzione direttamente tra le persone, trasformando la piazza in un luogo di dialogo, ascolto e promozione della salute.
A Cosenza il libro “Il pozzo dei miracoli” di Aldo Mazza
Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18, al Museo dei Brettii e degli Enotri, sarà presentato il libro “Il pozzo dei miracoli” di Aldo Mazza (edito da Le Pecore Nere).
L’evento rientra nell’ambito della rassegna “LibrinComune”. L’incontro si aprirà con i saluti del Sindaco Franz Caruso, della consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza e della Direttrice del Museo Marilena Cerzoso. Interverranno l’infettivologo e scrittore Bruno Cacòpardo, il docente e poeta Flavio Nimpo e l’editrice Maria Pina Iannuzzi. La serata sarà arricchita da letture e incursioni musicali a cura di Carla Feraco, Luisa Boscarelli e Luigi Intrieri, con la moderazione della dirigente scolastica e poetessa Assunta Morrone.
Il libro ricostruisce la storia di Vincenzo Tiberio, il medico che nel 1895 – osservando come la pulizia dalle muffe del pozzo di casa ad Arpaise provocasse infezioni intestinali negli abitanti – isolò i ceppi fungini e ne dimostrò il potere battericida, anticipando di oltre trent’anni la scoperta della penicillina da parte di Alexander Fleming. Ciononostante, l’assenza di un’industria farmaceutica e l’indifferenza dell’accademia dell’epoca condannarono all’oblio la sua intuizione. Con quest’opera, Mazza compie un atto di giustizia storica, mostrando come il progresso sia condizionato dai contesti sociali e sottolineando il valore della memoria collettiva.
“La ripresa di LibrinComune conferma la volontà dell’Amministrazione di mettere la lettura e la memoria al centro della vita culturale di Cosenza – sottolinea il Sindaco Franz Caruso –. Ripartiamo con Il pozzo dei miracoli di Aldo Mazza non solo per valorizzare un’importante produzione editoriale, ma per rendere il giusto omaggio a una figura straordinaria come Vincenzo Tiberio, il cui ingegno è rimasto a lungo nell’ombra. Questo incontro dimostra come i nostri spazi museali possano farsi luoghi vivi di dibattito, cultura e riscatto storico per l’intera comunità”.
A Lattarico al via il Festival dell’Organetto
Questa sera a Lattarico prende il via la ventunesima edizione del Festival dell’Organetto, l’atteso appuntamento che trasformerà il borgo cosentino in un palcoscenico a cielo aperto. Tra vicoli stretti, arte, antiche cantine e nuove contaminazioni musicali, le giornate offriranno un ricco programma di spettacoli a ingresso gratuito, celebrando la tradizione e la cultura popolare.
Il festival è un progetto finanziato a valere su POC 2014 – 2020 Azione 6.8.3 Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”, la direzione artistica è di Pietro Pietramala per la progettazione di Piano B.
Questa sera, alle 20, nel Centro Storico, si terrà l’Anteprima Festival. Una serata speciale dedicata alle performance itineranti degli Artisti di Strada, che porteranno musica, magia e spettacolo per grandi e piccoli tra i vicoli più suggestivi del borgo.
Il festival entrerà nel vivo nel weekend: Venerdì 4 settembre: alle ore 21:00 in Piazza del Popolo apertura con la performance “Tra Radici e Futuro” di Antonio Grosso – Organetto d’Autore, seguita alle 21:30 dallo spettacolo teatrale “La Prova del Nove” con Maurizio Casagrande, un viaggio tra comicità, musica e teatro.
Maurizio Casagrande è uno dei volti più amati e stimati del teatro e del cinema italiano, celebre per la sua straordinaria verve comica e i tempi teatrali perfetti. Attore, regista e sceneggiatore napoletano, ha legato gran parte del suo percorso artistico allo storico sodalizio con Vincenzo Salemme, firmando commedie indimenticabili sia sul palcoscenico che sul grande schermo.
Sabato 5 settembre: sarà la volta della Festa dei Ciddrari, il raduno itinerante di gruppi folk e organettisti che, dalle 19:30 da Piazza del Popolo, animerà il centro storico tra musica popolare, vino e i sapori tipici del territorio. La serata vedrà le esibizioni e parate itineranti di importanti realtà della tradizione calabrese: gli Zampognari di Laino, il gruppo All’uso antico, i Ritmi del Sellaro (Cerchiara) e i Pascolo Abusivo (Alessandria del Carretto).
La serata culminerà alle 22:00 con la band di Ciccio Nucera, polistrumentista e cantautore calabrese, considerato uno dei massimi esponenti e ambasciatori della musica popolare grecanica e della tarantella nel mondo. Re dell’organetto e della tamburellata, Nucera ha rivoluzionato la musica etnica della sua terra unendo le sonorità tradizionali aspromontane a ritmi moderni e travolgenti, capaci di far ballare intere piazze e generazioni.
Domenica 6 settembre: la giornata conclusiva vedrà protagonista, alle ore 21:30 presso il Piazzale antistante la Villetta Comunale, lo show Dance Tarantella, uno spettacolo innovativo che fonde la musica popolare e le sonorità calabresi con i ritmi della musica Dance elettronica.
«Se un Festival taglia il traguardo della ventunesima edizione — spiega il sindaco Antonella Blandi —, significa che ormai è uno degli appuntamenti identitari più importanti non solo per la nostra comunità, ma per l’intero territorio regionale. Quest’anno abbiamo voluto inaugurare la manifestazione in anticipo con una speciale anteprima nel centro storico, portando lo spettacolo degli artisti di strada tra le famiglie e i bambini. Lattarico è una comunità che sa accogliere ed è pronta al meglio per questa nuova edizione. Il centro storico con le sue antiche cantine, e i suoi vicoli così caratteristici che continuiamo a valorizzare, sono l’esperienza stessa di questo Festival di tradizione. I momenti di teatro, la tradizione folk e le nuove contaminazioni musicali sono un invito a raggiungerci, a vivere insieme la bellezza della nostra terra». (rcs)
Il Cruc UniCal si conferma campione d’Italia nel tennis con uno storico en plein
di FRANCO BARTUCCI – Si è conclusa felicemente per il Cruc dell’UniCal la 39° edizione dei Campionati nazionali di Tennis ANCIU per dipendenti universitari, organizzata dal 26 al 30 agosto negli impianti sportivi del Chiappetta Sport Village Rende e del Cus UniCal. È stato un campionato che ha visto oltre 100 partecipanti provenienti da 12 Università italiane.
Gli atleti del Cruc UniCal hanno dominato il campionato vincendo: Assoluti Maschili e Femminili, Over 50, Over 60, Coppa dei Campioni e Coppa Athenaeum. A chiudere la manifestazione, dopo intense giornate di gare, è stata la cena di fine Campionati al Poli Bistrot UniCal, alla presenza del Rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, del Presidente nazionale ANCIU Giuseppe La Sala, della Presidente della Commissione Nazionale ANCIU Cultura e Turismo Lisa Boggiani, del Direttore Generale Vicario e Responsabile della Direzione Risorse Umane dell’UniCal Roberto Elmo, del Presidente del CRUC Alessandro Sole e dei rappresentanti, responsabili e atleti di tutti i Circoli universitari partecipanti.
Una serata di festa, resa ancora più speciale per i padroni di casa dallo storico en plein di vittorie in tutte le categorie del torneo, che ha rappresentato il momento conclusivo di un’edizione caratterizzata da grande partecipazione e, soprattutto, da quel clima di amicizia e aggregazione che da sempre contraddistingue le manifestazioni nazionali ANCIU.
«È motivo di orgoglio per la nostra Università aver ospitato una manifestazione di tale portata – ha dichiarato il Rettore durante la premiazione –. Questi campionati rappresentano l’essenza dello sport universitario: non solo competizione e sano agonismo, ma soprattutto un ponte per costruire legami e amicizie tra gli atenei di tutta Italia. Oltre a congratularmi con il CRUC UniCal per lo straordinario e storico risultato sportivo, voglio ringraziare di cuore tutti i partecipanti, arrivati da ogni parte del Paese, per aver portato qui in Calabria un’energia contagiosa e un meraviglioso spirito di condivisione».
Il CRUC UniCal domina la 39ª edizione
Particolarmente prestigioso il risultato ottenuto dai padroni di casa. Il CRUC UniCal Cosenza ha conquistato il titolo di Campione d’Italia in tutte e quattro le categorie in programma. Negli Assoluti Maschili, primo posto per il CRUC UniCal Cosenza 1 (Rocco Amato, Alessandro Cozza, Francesco Perri, Emilio Salerno e Andrea Viceconte) davanti al CRUC UniCal Cosenza 2 (Francesco Castaldo, Marco Cozza, Giuseppe Ficarra e Francesco Salatino) e al CUBO Bologna. Mai due squadre dello stesso ateneo avevano raggiunto insieme la finale. Successo cosentino anche negli Assoluti Femminili, con la squadra composta da Alberta Aiello, Liliana Martirano, Maria Gabriella Sapia e Assunta Venneri, posizionatasi davanti al CUBO Bologna e alla formazione congiunta Circolo San Martino Perugia/CRUS Sassari.

Il terzo titolo è arrivato nella categoria Over 50, dove il CRUC UniCal Cosenza 1 (Stefano Aiello, Marco Papagno, Giuseppe Pellegrino e Alessandro Sole) ha preceduto il Circolo San Martino Perugia e il CUBO Bologna. Settimo posto per la seconda formazione cosentina (Gianluca Aloi, Nicola Frega, Giuseppe Guido, Paolo Mauro e Maurizio Ponte).
Negli Over 60, vittoria ancora per il CRUC UniCal Cosenza 1 (Massimo Fragola, Nicola Leone, Antonio Mangione e Vincenzo Pezzi) davanti a Circolo San Martino Perugia/CRUS Sassari/CRDU Pisa e all’ADDUC Catania, con il CRUC UniCal Cosenza 2 (Lorenzo Caputi, Gianfranco Nardi, Nicodemo Passalacqua e Giuseppe Rocchetto) al quarto posto.
Al CRUC UniCal anche la Coppa dei Campioni e la Coppa Athenaeum
Nei giorni precedenti il CRUC aveva inoltre conquistato la Coppa dei Campioni, grazie alla vittoria nel doppio misto dei fratelli Alberta e Stefano Aiello contro il Circolo San Martino Perugia. A coronare i risultati ottenuti sui campi è arrivato il riconoscimento più importante: la Coppa Athenaeum, il trofeo che premia l’Ateneo che ottiene il miglior risultato complessivo attraverso i punteggi dei diversi tabelloni. Ad aggiudicarsela è stato il CRUC UniCal Cosenza, che si è laureato così Ateneo Campione d’Italia ANCIU 2026.
La cerimonia di premiazione
Durante la serata di festa sono state effettuate le premiazioni e consegnati i riconoscimenti. Targhe di ringraziamento sono state donate all’ANCIU (ai vertici Giuseppe La Sala e Lisa Boggiani), alla Commissione Nazionale Tennis ANCIU (Giuseppe Pellegrino, Maria Teresa Spano, Agatino Pignataro e Andrea Borella), al giudice di gara Francesco Giordano e al Chiappetta Sport Village, rappresentato da Elena Turco, per la preziosa ospitalità. Particolarmente toccante la targa in memoria di Ciro Picardi, storico capitano di tennis del CRUC, consegnata dal Rettore alla figlia. 
Sport, amicizia e inclusione
I XXXIX Campionati Nazionali hanno offerto preziosi momenti di incontro e hanno ospitato una dimostrazione di Blind Tennis, occasione per promuovere lo sport come strumento di inclusione. La riunione dei responsabili dei Circoli ha inoltre permesso di confrontarsi sul futuro della manifestazione, con Bologna tra le ipotesi per l’edizione 2027. Si chiude così un’edizione da incorniciare, che lascia all’Università della Calabria non soltanto i tanti trofei conquistati, ma anche il valore inestimabile di giornate di sport e socialità vissute insieme da colleghe e colleghi di tutta Italia. (fb)
Diamante ospita il Premio Mitos 2026
Domani e venerdì 4 settembre Diamante ospiterà il “Premio Mitos 2026: sport, legalità e volontariato”. Una due giorni organizzata dall’Amministrazione comunale capitanata dal Sindaco Achille Ordine, in cui gli esempi virtuosi di uomini e donne che si impegnano ogni giorno nell’affermare e garantire i principi della democrazia e della trasparenza diventano volti e voci, testimonianze e riflessioni per rinsaldare quei valori che i falsi miti vogliono cancellare. Due serate con inizio alle ore 18.30 dedicate a coloro che si sono contraddistinti negli ambiti dello sport, della legalità e del volontariato, facendo germogliare il seme piantato dal Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, come noto, hanno sacrificato la loro vita nella lotta alla criminalità organizzata e a ogni forma di sopraffazione. Il loro impegno, le loro indagini, le loro qualità umane e morali sono fonte di ispirazione del premio che prende il nome dall’omonima operazione antindrangheta del 2004 in cui perse la vita il carabiniere Luca Sena, morto durante il servizio a 28 anni.
Tra i premiati dell’edizione 2026 a Diamante, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Sen. Paolo Zangrillo; il Sottosegretario di Stato all’Interno, On. Wanda Ferro; il Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, On. Maurizio D’Attis; Piera Aiello, già parlamentare e testimone di giustizia; il Direttore centrale per le specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese; la Dottoressa Rosa Maria Padovano, Prefetto della Provincia di Cosenza.
La cerimonia di premiazione – condotta dai giornalisti Filippo e Francesco Marra Cutrupi, con la partecipazione straordinaria di Gigi Misefari e della Fanfara dei Bersaglieri Peloritani – è un’occasione per «conoscere storie positive di quanti, con dedizione e coraggio, forniscono il loro prezioso contributo nel percorso di cittadinanza attiva, di salvaguardia della democrazia e della libertà, della lotta contro ogni forma di violenza e prevaricazione. Impegno costante che può essere da esempio per gli altri, senza ergersi sull’altare, ma collaborando assieme per garantire i principi fondamentali in ogni comunità che vuole essere equa. Come Amministrazione comunale – spiega il Sindaco Ordine – abbiamo voluto organizzare questo Premio che non è soltanto la consegna di un riconoscimento rinomato ma è anche un modo per ascoltare le testimonianze, comprendere i vissuti, riflettere sulle azioni virtuose e condividere tracce durature specie tra le giovani generazioni in un collante che segna la sinergia tra istituzioni e cittadini per non voltarsi dall’altra parte bensì dedicarsi nella sfida collettiva in nome della legalità e della democrazia». (rcs)
A Cerisano al via il Festival delle Serre
Ha preso il via, a Cerisano, la 32esima edizione del Festival delle Serre, cinque giornate che trasformeranno il borgo in un laboratorio di cultura, spettacolo e comunità. Un programma ricchissimo, ospiti di primo piano e un’atmosfera che già dalle prime ore del mattino racconta l’entusiasmo di residenti e visitatori pronti a vivere un’edizione che si annuncia memorabile.
A Rogliano opere di arte urbana con Gulìa Urbana Ri.Cuti Fest
Fino al 6 settembre Gulìa Urbana e Ri.Cuti Fest uniscono i propri programmi per animare Rogliano (CS) con una settimana costruita intorno alla cultura e alla comunità. La collaborazione tra le due esperienze intreccerà i linguaggi contemporanei dell’arte urbana con la musica, il teatro, le tradizioni popolari e i prodotti del territorio, componendo un programma diffuso su tutto il territorio di Rogliano.
L’edizione assume un significato particolare anche per Gulìa Urbana, che celebra il suo quindicesimo anno tornando nel luogo in cui il progetto ha avuto origine. Promosso da APS Rublanum e sviluppato quest’anno sotto il claim “Abitare è essere ovunque a casa propria”, Gulìa Urbana torna a Rogliano dopo aver portato artisti, opere e progettualità in numerosi territori. Un ritorno alle origini che non vuole essere soltanto celebrativo, ma rappresentare un nuovo punto di partenza. In quindici anni Gulìa Urbana ha infatti mostrato come l’arte pubblica possa trasformare non solo l’aspetto di una strada o di un edificio, ma soprattutto il tessuto urbano e umano dei luoghi: la capacità di riconoscersi negli spazi, attraversarli nuovamente e costruire intorno a essi occasioni di incontro.
Per la nuova progettualità di Gulìa Urbana a Rogliano interverranno Aches, Edoardo Ettorre, Marta Lapeña, Order 55 – quest’ultimo nel Parco Urbano di via Eugenio Altomare – e Vesod. Il Team Gulìa lavorerà invece su un nuovo playground nel vicino comune di Marzi (CS). Sei nuovi interventi entreranno quindi a far parte del museo urbano diffuso costruito nel corso degli anni: un patrimonio che non modifica soltanto l’aspetto di strade ed edifici, ma invita le comunità a riconoscersi nuovamente negli spazi, attraversarli e costruire intorno a essi occasioni di incontro.
«Il quindicesimo anno di Gulìa Urbana ha per noi il sapore di un ritorno a casa – dichiara Giacomo Marinaro, direttore artistico di Gulìa Urbana – Rogliano è il luogo in cui abbiamo iniziato a immaginare l’arte come strumento di trasformazione. In questi anni siamo cresciuti e abbiamo attraversato tanti territori, ma l’idea è rimasta la stessa: non riempire semplicemente i muri, ma dare nuovo significato ai luoghi e alle relazioni che li abitano».
Attorno alla produzione delle nuove opere prenderà forma un unico programma, costruito da Gulìa Urbana e Ri.Cuti Fest per coinvolgere pubblici differenti e far convivere arte contemporanea, tecnologia, musica, teatro, tradizioni popolari e occasioni di socialità. Tra gli appuntamenti più attesi, venerdì 4 settembre il live dei 99 Posse, formazione simbolo della scena musicale antagonista italiana, capace di intrecciare rap, reggae, dub e impegno politico. Il concerto sarà preceduto nel pomeriggio dalla presentazione di “Vocazione Rivoluzionaria” di Luca ‘O Zulù Persico alla Piccola Biblioteca di Cuti.
Il programma prenderà il via mercoledì 2 settembre, alle ore 21:00 in via Antonio Guarascio, con i giochi popolari, che riporteranno nelle strade forme di aggregazione e memoria collettiva. Dal 3 al 5 settembre, ogni giorno alle ore 18:00 in via Pietro Nicoletti, “Oltre il Reale – AR Lab Experience” accompagnerà i partecipanti in un percorso tra teoria e pratica della realtà aumentata, esplorando le possibilità di incontro tra arte urbana, tecnologia e nuovi linguaggi digitali. La giornata di giovedì 3 settembre proseguirà alle 21:30 con la commedia teatrale “I compromessi sindaci”, a cura della compagnia belsitese “Verosimile”, seguita alle 23:00 dal DJ set di DJ Petty & Misu Max.
Particolarmente ricco il programma di venerdì 4 settembre. Oltre al live dei 99 Posse in via Stazione (alle 22:45) e la presentazione del libro di Luca ‘O Zulù Persico alla Piccola Biblioteca di Cuti (alle 17:00), alle 18:00, nella ‘A Ruga del rione Cuti, in programma il talk “Rogliano: dalla Mujingiana China all’arte. Lo sviluppo urbano e umano attraverso i prodotti identitari”: un momento di confronto sulle possibilità di crescita generate dall’incontro tra patrimonio, cultura, produzioni identitarie, turismo e creatività contemporanea. Alle 18:45 sarà quindi la volta del Laboratorio della Melanzana, a cura del Panificio Cuti. La serata musicale si aprirà alle 21:00, in via Pietro Nicoletti, con il live di Emanuele Calvosa – From Zinhàrua, seguito poi dai 99 Posse. A chiudere la notte, alle 00:30, sarà l’after-show di Piero Tucci in via Pietro Nicoletti.
Arte pubblica, attività per le famiglie e musica torneranno a incontrarsi sabato 5 settembre. Alle 18:30, dal Parco Urbano, partirà “Tra i murales con gli amici a 4 zampe”, il tour curato dall’educatore cinofilo Paolo Ceresia. Alla stessa ora, in via Pietro Nicoletti, Daniele Scarpelli – Teatrino Clandestino Sud condurrà un laboratorio di animazione teatrale rivolto ai bambini dai tre anni in su, mentre il laboratorio artistico “Un calice di colore”, a cura di Ilenia Tucci, offrirà un’ulteriore occasione di partecipazione. La serata proseguirà alle 21:00 con Fabio Nirta, alle 22:30 con il Karaoke Nostalgia Indie e, a mezzanotte, con l’after-show di Fabio Nirta. La settimana si concluderà domenica 6 settembre con la consegna dei murales: il gesto simbolico attraverso il quale le opere realizzate durante il festival passeranno dagli artisti alla città e alle comunità chiamate a custodirle e abitarle.
Arte pubblica e giochi popolari, realtà aumentata e teatro, riflessione sullo sviluppo territoriale e musica dal vivo: per sei giorni linguaggi ed esperienze differenti condivideranno gli stessi luoghi, componendo il ritratto di un territorio non soltanto raccontato, ma vissuto. Perché rigenerare una città significa, prima di tutto, creare nuovi motivi per abitarla. (rcs)
Ad Acquaformosa concluso il Festival delle Migrazioni
È ad Acquaformosa che si è concluso la XV edizione del Festival delle Migrazioni, promossa dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo e dedicata quest’anno al tema “Resistenza. ArMIAMOCI”. Un percorso itinerante che, dal 21 al 30 agosto, ha attraversato sette comuni della provincia di Cosenza – San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile e Acquaformosa – dopo l’anteprima del 7 agosto nel Giardino dei Giusti di Rota Greca.
Sette giorni di incontri e un’anteprima, contestimonianze, dibattiti, mostre, proiezioni, presentazioni di libri e concerti che hanno coinvolto giuristi, giornalisti, accademici, operatori dell’accoglienza, rappresentanti delle istituzioni, attivisti, cooperanti internazionali e beneficiari dei progetti SAI, trasformando piazze e spazi pubblici in luoghi di confronto sui temi delle migrazioni, dei diritti umani, della pace e della partecipazione democratica.
L’edizione 2026 ha affrontato questioni di grande attualità: la Palestina, il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, il naufragio di Cutro, le nuove tecnologie di controllo e sorveglianza, la libertà accademica, la mobilità europea, il Patto europeo su immigrazione e asilo e il sistema dei CPR.
Dalla Palestina al lavoro sfruttato: i temi del Festival
L’apertura a San Sosti, il 21 agosto, ha rimesso al centro del dibattito pubblico la crisi palestinese e il dramma di Gaza. «Continuare a parlarne è un atto non solo dovuto, ma necessario», ha affermato l’operatrice legale e socia ASGI Erminia Rizzi, sintetizzando il senso di una serata che ha intrecciato testimonianze dirette, approfondimenti giuridici e riflessioni sulla responsabilità della comunità internazionale.
A Vaccarizzo Albanese il confronto si è concentrato sul tema del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. Intervenendo nel dibattito, il presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo Giovanni Manoccio ha denunciato la superficialità con cui spesso vengono raccontate le tragedie che coinvolgono i lavoratori migranti: «Quando si dice “tanto si ammazzano tra di loro” si guarda al fenomeno in modo superficiale, mentre dietro queste morti c’è una guerra economica e criminale che prospera sull’assenza di diritti e cittadinanza» ha affermato Manoccio.
La segretaria della CGIL Calabria Celeste Logiacco ha ribadito la necessità di affrontare il fenomeno come una questione strutturale e non emergenziale: « bisogna scegliere da che parte stare» ha dichiarato Logiacco.
21–30 agosto 2026 | San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile, Acquaformosa
Cutro: memoria, verità e giustizia
La tappa di Cerzeto è stata dedicata al naufragio di Cutro e alle sue conseguenze umane, sociali e istituzionali. L’incontro “Cutro, una ferita aperta” ha riunito giornalisti, operatori del soccorso e rappresentanti della società civile per riflettere sul diritto alla verità e sulla necessità di mantenere viva la memoria delle vittime.
Come ha sottolineato il giornalista e ricercatore Francesco Donnici: «la strage di Cutro deve continuare a vivere nella memoria collettiva. Non potremo parlare di una ferita rimarginata finché non saranno accertate verità e giustizia su quanto accaduto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023». Particolarmente significativa la riflessione dell’ex Ammiraglio della Guardia Costiera Vittorio Alessandro, che ha richiamato il carattere universale del soccorso in mare. «Prima dei confini, delle definizioni e delle istituzioni ci sono le persone» ha dichiarato Alessandro, spiegando l’obbligatorietà dei soccorsi, in quanto: «il salvataggio delle persone in mare non è bontà. Non è generosità, non è accoglienza, non è neppure scelta politica. È il riconoscimento di una condizione elementare. Ci sono persone in mare e se sono in pericolo vanno salvate».
Gli occhi lucidi delle persone presenti in piazza durante la proiezione del docufilm “Cutro 94…and more” hanno testimoniato la forza e l’importanza del racconto del dramma del naufragio portato sullo schermo da Bruno Palermo, Angelo Resta e Vincenzo Montalcini. All’evento erano presenti due degli autori, Angelo Resta e Bruno Palermo, che hanno condiviso con il pubblico riflessioni ed emozioni legate all’opera. Grande interesse ha suscitato anche la mostra fotografica “I sogni attraversano il mare” di Giuseppe Pipita, che ha dialogato con i visitatori e risposto con disponibilità e sensibilità alle domande di alcuni bambini.
Cybercrazie, controllo e libertà
A Bisignano, il Festival ha ospitato il confronto tra Renato Curcio e Maurizio Alfano sul rapporto tra migrazioni, tecnologia e sistemi di controllo.
Curcio ha invitato a riflettere sul rapporto tra tecnologia e potere, affermando: “non è che le tecnologie di cui parliamo ci pongono un problema di tecnologia, ma di potere».
Alfano ha invece evidenziato come la figura del migrante sia stata costruita nel dibattito pubblico come un nemico funzionale alla diffusione di nuove forme di controllo sociale. «I processi di avvicinamento a queste tecnologie e di persuasione mentale sono stati operati nel tempo anche attraverso la figura dei migranti» ha dichiarato Alfano.
Nella stessa serata è stato presentato il libro “Sono un Arbëresh”, dedicato alla storia e all’esperienza di accoglienza ad Acquaformosa di Giovanni Manoccio. Nel ricordare il valore delle esperienze migratorie e dell’accoglienza, Manoccio ha ribadito la necessità di raccontare le storie e credere nelle proprie azioni e scelte, nonostante i pregiudizi e le azioni di contrasto: «non puoi arrenderti, diventi un guerriero, rivendichi il diritto di quello che hai fatto. Di una cosa che vuoi fare per gli altri» è il messaggio dato dal Presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo.
Mobilità europea, università e libertà accademica
A San Benedetto Ullano il Festival ha celebrato i dieci anni del progetto SAI locale e presentato l’esperienza di mobilità europea sviluppata tra Calabria e Alsazia dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo.
21–30 agosto 2026 | San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile, Acquaformosa
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle università nella tutela della libertà accademica e nella costruzione di percorsi di inclusione. Sono stati illustrati, tra gli altri, i programmi promossi dall’Università della Calabria a favore di studenti rifugiati e provenienti dai territori colpiti dai conflitti.
Patto europeo, diritto d’asilo e CPR
La penultima tappa, a San Basile, è stata dedicata all’analisi del nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo e al sistema dei CPR.
Tra gli interventi più significativi quello di Luciano Scalettari, presidente di ResQ – People Saving People, che ha ricordato come le persone soccorse in mare debbano essere considerate innanzitutto naufraghi e non destinatari di categorie amministrative o politiche.
Le parole della giurista Rita Coco hanno invece risvegliato le coscienze dei presenti approfondendo le criticità dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), dando voce alle parole di chi è rinchiuso o è stato rimpatriato per aver mostrato, tramite dei video, le condizioni di vessazione nei centri. Le testimonianze dei relatori sono state un ulteriore confronto e analisi sulle principali sfide che attendono operatori e amministrazioni nei prossimi anni.
Acquaformosa: le buone pratiche dell’accoglienza
La giornata conclusiva ad Acquaformosa è iniziata con un momento formativo dedicato agli operatori dei progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), con gli interventi di Michele Rossi, del CIAC di Parma, e Lidia Vicchio, vicepresidente dell’associazione e socia ASGI.
Rossi ha illustrato l’esperienza emiliana e il lavoro sviluppato dal CIAC, richiamando come riferimento la Piramide di Maslow e l’importanza di costruire percorsi di inclusione che partano dai bisogni fondamentali delle persone. Vicchio ha invece approfondito il tema del nuovo Patto Europeo su Immigrazione e Asilo, soffermandosi sulle misure legislative che incidono direttamente sull’operatività dei progetti SAI.
All’incontro ha partecipato anche Virginia Costa, responsabile del Servizio Centrale SAI, che ha ascoltato le esigenze e le criticità espresse dagli operatori, favorendo il dialogo tra il livello nazionale e quello locale di una rete che coinvolge circa duemila comuni italiani. Come ha affermato la Dirigente: «in questo momento ci troviamo davanti ad una sfida nuova, che è quella della entrata in vigore del Patto Europeo, quindi con nuove regole..e modalità anche operative che ci vedranno coinvolti».
Costa ha parlato anche del prossimo ampliamento della rete nazionale dell’accoglienza, «con oltre 3400 posti» predisposti dal Ministero dell’Interno, sottolineando il ruolo strategico dei piccoli comuni e delle aree interne.
Nel pomeriggio, in piazza Fontana Vecchia, si è tenuto il panel “SAI a confronto: le buone pratiche nazionali”, moderato dalla giornalista Roberta Ferruti, componente del direttivo Re.Co.Sol. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il funzionamento del Sistema di Accoglienza e Integrazione: «Il SAI prevede una convenzione tra Ministero dell’Interno e Anci. I comuni aderiscono volontariamente e la gestione viene affidata a enti del Terzo Settore» ha affermato Ferruti, ricordano che la maggior parte dei beneficiari dei progetti sono ospitati nel sud Italia e «3700 in Calabria».
È stato inoltre ricordato come i CAS abbiano inizialmente «tamponato l’emergenza numerica della seconda accoglienza», diventando però nel tempo una componente strutturale del sistema. Tra i relatori è intervenuto Luigi Andreini, dell’Associazione Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo (Firenze), che ha sottolineato l’importanza dell’ascolto e della relazione umana nei percorsi di inclusione. «La relazione è convivere con le persone», ha affermato, evidenziando come il confronto diretto non possa essere sostituito da un dialogo virtuale privo di interazione. Andreini ha inoltre
21–30 agosto 2026 | San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile, Acquaformosa
osservato che «rispetto al passato manca la comunità, siamo in un mondo dove mancano le relazioni» e ha aggiunto: «In questi giorni qui si è fatto relazione». Un richiamo forte al valore dei rapporti umani, perché, come ha ricordato, «quando mancano i rapporti umani, allora viene fomentata, ad arte, la paura».
Successivamente ha preso la parola Gazmin Cela, che ha aperto il suo intervento con un saluto in lingua albanese e ha raccontato la propria esperienza nei comuni arbëreshë. Cela ha illustrato l’attività del SAI del CIAC di Parma, evidenziando come il progetto sia inserito in una rete di servizi e collaborazioni che «fanno sì che il sistema non sia isolato».
Con Francesca Rocca, presidente di Radica e referente del SAI Agorà Kroton di Crotone, il dibattito è tornato sul territorio calabrese. Rocca ha approfondito il caso del Cara di Crotone, uno dei più grandi centri d’Europa, evidenziando il rischio che le nuove politiche migratorie possano determinare un incremento delle presenze nei grandi centri, con conseguenti problemi di sovraffollamento.
A chiudere il panel è stato Francesco Evangelista, dell’associazione Restiamo Umani – Rete Vesuviana Solidale, che ha raccontato la nascita dell’organizzazione e gli interventi sociali realizzati nelle periferie dell’area napoletana, da Scisciano a Marigliano. Tra le iniziative più significative figura l’Emporio Solidale, un modello che restituisce dignità alle persone sostituendo la distribuzione tradizionale dei pacchi alimentari e consentendo ai beneficiari di scegliere autonomamente i beni di cui hanno bisogno.
A testimonianza dell’impatto concreto di queste attività sono intervenuti Faysal Naeem Mia e Fedi Mgasseb.
Il giovane Fedi, proveniente dalla Tunisia, ha ripercorso il proprio viaggio verso l’Italia, da Lampedusa a Crotone fino a Napoli, raccontando le difficoltà della traversata e le condizioni di precarietà vissute durante il percorso migratorio. Oggi, dopo tre anni nel capoluogo campano, ha trovato una nuova dimensione e ha sottolineato come la partecipazione al Festival gli abbia consentito di condividere momenti di serenità e confronto con coetanei provenienti da esperienze diverse.
Analoga intensità ha caratterizzato la testimonianza dell’altro giovane arrivato dall’Asia meridionale che prima di arrivare in Italia ha lavorato negli Emirati Arabi Uniti e in Libia, sperimentando direttamente condizioni di sfruttamento. Grazie al supporto dell’associazione Restiamo Umani, oggi vive una situazione di maggiore stabilità e integrazione.
Tra le novità di questa edizione, l’incontro dedicato ai “Calabresi Costruttori di Pace” ha portato al Festival le testimonianze di cooperanti impegnati in contesti internazionali di crisi, confermando il legame tra accoglienza locale e solidarietà globale.
Il messaggio del Festival in due parole: resistenza e relazione
Pur affrontando temi differenti, tutte le tappe del Festival hanno evidenziato alcuni elementi comuni: la centralità delle parole nel racconto dei fenomeni migratori, il bisogno di cambiare prospettiva nel guardare alle migrazioni, la necessità di contrastare la disumanizzazione e l’importanza della memoria come strumento di resistenza civile.
In questo contesto, il titolo scelto per l’edizione 2026 ha assunto un significato preciso: “ArMIAMOCI” come invito a dotarsi non di strumenti di conflitto, ma di relazioni, conoscenza, solidarietà e partecipazione.
Il bilancio finale
A conclusione della manifestazione, il presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo Giovanni Manoccio ha tracciato il bilancio della XV edizione:
21–30 agosto 2026 | San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile, Acquaformosa
«È stato un gran bel festival, con grandi presenze dal punto di vista dei dibattiti, massimi esperti nazionali e internazionali del fenomeno dell’immigrazione, visto dalla nostra parte, non dal racconto che si fa quotidianamente attraverso i giornali. Tante presenze, grandi artisti, ma soprattutto comunità che si sono aperte al dialogo e hanno contribuito con le loro presenze a rendere il festival un momento di scambio di idee e di denuncia sociale».
Manoccio ha inoltre sottolineato l’importanza della giornata formativa dedicata agli operatori dell’accoglienza e il riconoscimento ricevuto dal progetto SAI di Acquaformosa:
«Acquaformosa rappresenta, all’interno del sistema, uno dei migliori progetti soprattutto per l’interazione che è riuscita a costruire nel territorio, per i rapporti con i sindaci e per questa rete territoriale fatta di comuni arbëreshë, in cui c’è un filo unico: da comunità accolte cinquecento anni fa a comunità che oggi accolgono».
Infine, il presidente ha ricordato la partecipazione che ha accompagnato tutte le tappe del Festival, con una media di 60 persone per gli incontri fino alla tappa di «Bisignano, con oltre 150 presenze e ad agosto in Calabria, con l’afa che c’era, è veramente un risultato sul quale all’inizio avremmo messo una firma e che si è concretizzato perché c’è tanto interesse per questo festival».
A supporto delle parole del Presidente ci sono anche i dati delle visualizzazioni delle dirette e dei reel con le interviste agli ospiti del festival: 260.000 mila visualizzazioni tra Instagram e Facebook e circa, 19.000 interazioni sulle pagine social del Festival di Acquaformosa 2026, pagine che continueranno ad essere arricchite nei prossimi mesi con altri contributi e interviste dei protagonisti di questa edizione. Nei prossimi mesi, I quaderni del festival con i contributi dei relatori, altra novità di questa edizione, contribuiranno a mantenere vivo il dialogo tra gli ospiti di questi giorni e il pubblico, mentre il documentario “Lo Spirito dell’Utopia”, realizzato in questi giorni dalla regista Cristina Mantis mostrerà i volti e i luoghi toccati dal Festival.
Tornando all’edizione di quest’anno, i momenti musicali si confermano tra i più partecipati in presenza: circa duemila persone presenti al concerto dei Modena City Ramblers, al termine di una «giornata incredibile, un concerto bellissimo, che ha riportato proprio tutti i temi che noi abbiamo affrontato in questo festival con le loro canzoni, che sono canzoni di denuncia sociale”.
La XV edizione del Festival delle Migrazioni ci lascia con l’immagine degli ospiti dei progetti SAI, abitanti di Acquaformosa e ospiti venuti da fuori a ballare sulle note dei Modena City Ramblers, davanti a una piazza gremita, simbolo di un percorso che anche quest’anno ha trasformato il confronto sui diritti, sulle migrazioni e sulla pace in un’occasione concreta di incontro e costruzione di comunità e più di una chiusura è un arrivederci alla prossima edizione. (rcs)
CASALI DEL MANCO – Il Procuratore Curcio nominatoAmbasciatore delle Città del SS. Crocifisso
A Casali del Manco, nell’Anfiteatro “Enotrion” di Spezzano Piccolo, si è svolta una serata all’insegna della legalità e dell’impegno civile, sul tema “Legalità come motore di crescita: il futuro della Calabria”.
A dare vita alla “Notte della Legalità” è stata l’Amministrazione comunale di Casali del Manco, che ha voluto promuovere un’importante occasione di confronto sui temi della legalità, della responsabilità e della crescita della Calabria. Un’iniziativa fortemente voluta dalla Sindaca Francesca Pisani, dalla consigliera comunale delegata Emma Orrico e dall’intera Amministrazione, con l’obiettivo di mettere al centro il ruolo delle istituzioni e delle comunità nella costruzione di un territorio fondato sulla cultura della legalità e sulla partecipazione civile.
Protagonista dell’incontro il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore M. Curcio, in dialogo con il giornalista Arcangelo Badolati. Ad aprire la serata la Sindaca Francesca Pisani e la consigliera comunale Emma Orrico. Presente anche la Prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, che è intervenuta nel corso della manifestazione, offrendo il proprio contributo sui temi della legalità e della crescita del territorio.
Nel corso della serata, il Presidente nazionale dell’Associazione “Città del Santissimo Crocifisso”, Giovanni Papasso, ha conferito al Procuratore Curcio il titolo di Ambasciatore dell’Associazione, consegnandogli anche il piatto celebrativo e il libro dell’Associazione, simboli dell’identità e dei valori che uniscono le comunità aderenti.
Nel suo intervento, il Presidente nazionale Giovanni Papasso ha espresso un sentito ringraziamento alla Sindaca Francesca Pisani e all’Amministrazione comunale per la splendida accoglienza riservata. Ha poi rivolto un caloroso saluto alla Prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, con la quale ha avuto il piacere di ritrovarsi dopo diverso tempo, e al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore M. Curcio, al quale ha manifestato apprezzamento e gratitudine per il prezioso, costante e proficuo impegno profuso nell’affermazione della legalità in Calabria. Papasso ha infine salutato cordialmente il caporedattore della Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati.
Presente una nutrita delegazione dell’Associazione con gli Ambasciatori Antonino Mungo, Elisa Fasanella, Grazia Pignatelli, l’onorevole Nicola Galloro, il Segretario nazionale Giuseppe Semeraro e il Sindaco di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello. La nomina del Procuratore Curcio assume un significato che va ben oltre il valore formale del riconoscimento. Attraverso i propri Ambasciatori, infatti, l’Associazione intende rafforzare una rete di personalità capaci di farsi interpreti e testimoni dei valori che ne ispirano l’azione, unendo alla storia, alla fede e alle tradizioni dei territori un forte impegno per la legalità, la solidarietà, la responsabilità e il bene comune. La serata ha ribadito un principio fondamentale: la crescita della Calabria passa anche dalla capacità di fare rete e di costruire, insieme, una cultura autentica della legalità. (rcs)
Festival delle Migrazioni, a San Basile il confronto su immigrazione, asilo e CPR
A San Basile si è svolta la penultima tappa della XV edizione del Festival delle Migrazioni con una giornata dedicata a uno dei temi più complessi e attuali del dibattito europeo: immigrazione, diritto d’asilo e Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR).
La serata si è aperta con un momento di partecipazione collettiva che ha visto la Sciarpa della Paceattraversare Piazza Skanderbeg, cuore dell’iniziativa. Maria Brunella Stancato ha raccontato la nascita del progetto, sottolineando come la realizzazione della sciarpa rappresenti non solo un’occasione di socialità e contrasto alla solitudine delle persone anziane, ma anche uno strumento di memoria e sensibilizzazione legato alla storia del campo di Ferramonti. A moderare l’incontro è stata Piera Roseti, presidente della sezione ANPI di Castrovillari.
Ad aprire ufficialmente la serata sono stati i saluti istituzionali del sindaco Filippo Tocci e di Caterina Pugliese, coordinatrice del Progetto SAI. Davanti a una piazza gremita da persone di diverse nazionalità, il sindaco ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel sostenere iniziative capaci di favorire integrazione, partecipazione e dialogo interculturale.
Il confronto sul Patto europeo su immigrazione e asilo ha visto come protagonista Gianfranco Schiavone, presidente dell’ICS e socio ASGI, che ha offerto un inquadramento giuridico delle normative europee e nazionali, soffermandosi sulle criticità legate all’accesso alla tutela legale per le persone migranti e sulle difficoltà incontrate dagli operatori del settore. Schiavone ha inoltre illustrato i risultati delle attività di ricerca e monitoraggio promosse da ASGI sui sistemi di accoglienza e trattenimento.
A seguire è intervenuto Riccardo Campochiaro, avvocato e socio ASGI, che ha portato l’esperienza maturata in Sicilia, approfondendo il caso di Catania e l’esperienza del CAS di Villa Sikania, evidenziando le principali questioni giuridiche e operative emerse sul territorio.
Particolarmente significativa la testimonianza di Luciano Scalettari, presidente di ResQ – People Saving People, che ha richiamato l’attenzione del pubblico sulle attività di ricerca e soccorso in mare svolte dalle organizzazioni non governative. Scalettari ha affrontato uno dei temi più discussi degli ultimi anni: la richiesta rivolta ad alcune ONG europee di sbarcare le persone soccorse nei Paesi di riferimento delle organizzazioni stesse. Ricordando che chi viene soccorso in mare è, prima di tutto, un naufrago bisognoso di assistenza e protezione, ha evidenziato come le recenti disposizioni normative e l’assegnazione di porti di sbarco lontani dalle
21–30 agosto 2026 | San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile, Acquaformosa
aree di soccorso incidano sulle operazioni umanitarie, contribuendo alla criminalizzazione delle ONG e aggravando le condizioni fisiche e psicologiche delle persone a bordo.
Scalettari ha inoltre raccontato l’esperienza di ResQ, ricordando la perdita dell’imbarcazione utilizzata negli ultimi cinque anni a causa del maltempo. Grazie alla recente collaborazione con l’organizzazione Tom Tom – Tutti gli occhi sul Mediterraneo, le attività di salvataggio sono tuttavia proseguite senza interruzioni. Solo il giorno precedente, 28 persone, per la maggior parte minori, sono state condotte in sicurezza a Lampedusa.
A chiudere il dibattito è stata la giurista Rita Coco, che ha illustrato la situazione dei CPR italiani attraverso dati, testimonianze e racconti delle persone trattenute. Coco ha approfondito i nuovi progetti di costruzione dei centri, dal controverso modello ispirato al Panopticon proposto a Castel Volturno, fortemente contestato da cittadini e amministrazione locale, fino alle nuove strutture previste in Toscana, altrettanto contestato, e in Trentino, dove invece c’è un’intesa per la futura costruzione.
Nel suo intervento conclusivo, la giurista ha dato voce alle testimonianze di chi vive o ha vissuto l’esperienza della detenzione amministrativa e del rimpatrio, richiamando l’attenzione sulle condizioni presenti in strutture spesso difficilmente accessibili all’opinione pubblica e agli osservatori esterni.
La serata è stata accompagnata dall’ormai tradizionale concerto, animato dalle sonorità coinvolgenti dei Folkabbestia e della Senduki Band, che hanno contribuito a creare un momento di incontro e condivisione tra i partecipanti.
Il Festival si è concluso con il concerto dei Modena City Ramblers, evento finale di una manifestazione che anche quest’anno ha promosso riflessione, memoria e dialogo sui temi delle migrazioni e dei diritti umani. (rcs)






