Daniela Cavallo, la calabrese ai vertici di Volkswagen

È la calabrese Daniela Cavallo il nuovo capo del Comitato aziendale del gruppo Volkswagen, che rappresenta oltre 600mila dipendenti in tutto il mondo, subentrando a Bernd Osterloh.

Figlia di un immigrato calabrese che, negli anni ’70 in Germania, a Wolfsburg vicino ad Hannover, per lavorare come operaio proprio alla Volkswagen, quella che all’epoca era la più grande impresa del paese a partecipazione statale, Cavallo, che è entrata in azienda nel ’94 mentre studiava economia, ha raccontato, in una intervista a Business Magazine, che «papà mi disse che la Volkswagen era la migliore impresa, se ottieni un posto di apprendista, il tuo futuro è assicurato».

Cavallo, che in una nota ha preannunciato di voler esercitare il suo ruolo all’insegna della “responsabilità e della continuità”, è attesa da sfide impegnative.

«Dobbiamo rispettare i limiti di CO2 imposti dall’Ue e, quindi, in futuro si punterà sull’elettrico – ha detto in una nota – non dobbiamo lasciarci coinvolgere in piccole dispute. La situazione richiede responsabilità, dall’auto dipendono centinaia di migliaia di posti di lavoro». (rrm)

Nicola Barone, rieletto per altri tre anni Presidente di Tim San Marino

La rielezione all’unanimità di Presidente di Tim San Marino per altri tre anni è il meritato riconoscimento per l’ing. Nicola Barone, calabrese doc di Cerchiara, uno dei maggiori esperti di telecomunicazioni non solo in Italia.

La lunga carriera nella società telefonica è il coronamento di un’attività ricca di soddisfazioni e di grande apporto tecnologico al nostro Paese. Barone è stato uno die primi ideatori del Piano Telematico nazionale e aveva diretto e seguito personalmente il progetto Telcal del 1987 a Corigliano Calabro che anticipava di anni lo sviluppo delle tecnologie digitali. È un peccato che una professionalità come la sua non venga presa in considerazione dalla Regione Calabria che avrebbe bisogno di alta competenza nel settore dello sviluppo digitale, uno dei cardini della crescita. Ma anche nell’ambito del Ministero della Transizione digitale la sua esperienza sarebbe utilissima per il Piano di Ripresa e Resilienza. l’ing. Barone è l’autore del primo libro bianco sul digital divide. Il Paese ha bisogno di queste professionalità e l’ing. Barone metterebbe a disposizione, in maniera gratuita, esperienza manageriale e competenza tecnologica: un’accoppiata vincente, oggi irrinunciabile per il successo del Recovery Plan.

Calabria.Live lo ha intervistato l’estate scorsa: leggi l’intervista o guarda il video

 

Il catanzarese Riccardo Montanaro al Change the World-Model United Nation

«Sono felice, moltissimo. Rappresentare la mia regione, la Calabria, a New York, in una sede che fa tremare la voce solo a citarla. La terra che amo e che merita certamente di più» ha scritto su Facebook il catanzarese Riccardo Montanaro, che parteciperà al Change the World-Model United Nation, l’iniziativa che vedrà studenti di tutto il mondo simulare i lavori dell’Assemblea delle Nazioni Unite, in programma a New York, Singapore, Abu Dabhi e Roma nei prossimi mesi.

«Non è stato semplice, ma l’impegno, la costanza, la voglia di fare premiano sempre – ha scritto ancora –. Ho sempre amato la politica, l’ho sempre seguita e talvolta criticata. Noi giovani siamo la più grande risorsa della nostra società, soprattutto in una regione “difficile” come la nostra. Il confronto con ministri ed ex capi di governo ed il confronto con i miei coetanei che arrivano dall’altra parte del mondo sarà sicuramente l’esperienza più importante che custodirò per sempre».

«Dibattere su temi internazionali, per poi riportare qui – in Calabria – la mia esperienza – ha concluso –. C’è chi ancora crede che questa regione possa prendersi ciò che gli spetta. C’è chi ancora crede che questa regione possa diventare grande, sotto tutti i punti di vista. Tra questi, ci sono io». (rcz)

 

Agazio Menniti
Addio al giovane primario catanzarese apprezzatissimo a Roma

La sua tragica scomparsa ha provocato profondo cordoglio non solo tra quanti lo conoscevano e lo apprezzavano ma in tutta la comunità catanzarese: Agazio Menniti, primario di Neurochirurgia all’Ospedale San Camillo, è rimasto vittima di un terribile incidente stradale che la fatalità ha reso mortale. Il giovane primario, 46 anni, era a bordo del suo scooter sul Grande Raccordo Anulare ed è stato tamponato da un’auto. Caduto per terra è stato travolto da un’altra macchina.

Corriere della Sera

Il Corriere della Sera gli ha dedicato ieri una bella pagina di ricordo, raccontando un particolare che spiega il suo successo: poco prima della sua fine aveva salvato un paziente con un’emorragia cerebrale. Ogni giorno era ordinaria amministrazione per lui salvare vite umane e al San Camillo tutti ne tessevano le lodi per la competenza, la capacità e la grande passione con cui svolgeva il suo lavoro. Una missione, nel segno di Ippocrate, ma con la grande generosità di un cuore calabrese sempre pulsante d’amore per la sua terra lasciata molto giovane per studiare alla Scuola della Nunziatella e poi proseguire con la laurea e la specializzazione a Tor Vergata.

Rinaldo Frignani sul Corriere riferisce le parole del primario che l’aveva scelto come sostituto a febbraio dello scorso anno: «Quel giovane chirurgo mi ha colpito fin dal primo momento: riservato, un po’ sulle sue, ma capace di grandi slanci di simpatia, soprattutto con i colleghi e gli infermieri con i quali aveva costruito una bella squadra».

Il direttore generale del San Camillo Francesca Milito ha affidato a Facebook il cordoglio e il dolore di tutta l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini: «Abbiamo appreso con infinito sgomento della prematura scomparsa del nostro caro Agazio Menniti, primario della Neurochirurgia, persona di grandi valori umani e stimato professionista apprezzato da tutti. La comunità del San Camillo si stringe intorno alla famiglia e ne condivide il grande dolore». (rrm)

Addio al Maestro Sebastiano Valentino, musicista e direttore d’orchestra di Borgia

di AMERIGO MARTINO* – «La musica è una delle via per la quale l’anima torna in cielo» sentenziava Torquato Tasso, e questa frase mi è tornata subito in mente quando ho saputo della dipartita di un grande musicista e direttore d’orchestra calabrese quale era Sebastiano Valentino.

Quando la vita se va via a 40 anni perché il fato non concede appello, non resta che la sublimazione del ricordo, affinché non permane nel cielo uno squarcio di malinconia. La Calabria è una terra abituata agli addii anzi, è talmente assuefatta, che fa fatica a ricordare di essere una terra che ha dato i natali a grandi protagonisti in ogni settore. Anche la musica ha avuto dei calabresi virtuosi a cui va, con un pizzico d’orgoglio, la nostra riconoscenza per il loro solido contributo.

Il M° Sebastiano Valentino sarà tra questi perché non si è limitato solo ad essere docente e maestro di flauto, ma ha voluto, con tenacia e determinazione, creare una scuola, nella sua amata Borgia, per formare tanti allievi e lanciarli nel panorama musicale nazionale e internazionale. Difatti, la sua Magna Grecia Orchestra Flute Choir, ha varcato diverse volte i confini italici. La sua maestria era anche questo, perché la musica non conosce confini e, per Sebastiano, i confini non erano altro che barriere da piegare e frantumare.

Ricordo ancora la sua ultima telefonata, prima di partire per il suo ultimo viaggio della speranza, alle Molinette di Torino, dicendomi che dovevamo organizzare un grande concerto perché era da tanto che non prendeva la bacchetta in mano per dirigere. Anche in quel frangete cosi critico, nel suo cuore c’erano i suoi allievi e la voglia di restituire a questa nostra terra quel minimo di bellezza che sempre più si sta diradando dalle nostre coscienze.

Parlare di Sebastiano Valentino, significa puntare il dito sia sul rigore didattico che pretendeva da ogni singolo esecutore, sia sulla sua enorme voglia di condivisione, di partecipazione e di aggregazione che ne ha fatto, di lui, un amico indimenticabile. Puntuale e perentorio durante le prove, chiedeva il meglio durante le esibizioni, ma fuori dall’agone era più di tutti cordiale e di buon cuore, mostrandosi, nei momenti di convivialità a cui non sapeva rinunciare, affabile, gioviale e corroborante.

Proprio in quello stare insieme emergeva il suo senso di appartenenza; rivelandosi radice e ramo al contempo. Ma, più di ogni altro aspetto, credo che la particolarità di Sebastiano fosse il suo amore per la vita e per la sua terra natia che veicolava attraverso la musica. La Calabria prima di tutto. Perché in questa terra ci sono persone di grande valore e lui, gravitando nell’insieme, ne voleva esaltare la forza e la capacità forgiandone le basi; e lo faceva con la passione e la sensibilità tipicamente sua.

Forgiatore è l’aggettivo che più gli si addice e, difatti, non scendeva mai a compromessi con chi non si plasmava nella compagine. Armonia e umiltà dovevano essere prerogative non commerciabili, e questo esempio dovrebbe diventare memoria da consolidare in questa terra calabra. Terra che ancora stenta a mostrarsi fermamente convinta di superare quei limiti che ancora l’attanagliano. Sebastiano è volato in cielo, ma ci ha lasciato un’ultima lezione: solo l’amore ci renderà immortali. Saremmo stolti se continuassimo a non volerlo imparare. (am)

*Presidente Viva Vitalità Italiana Calabria

 

Bernardo Misaggi presidente della Società di Chirurgia vertebrale e Gruppo Scoliosi

Prestigioso incarico per il prof. Bernardo Misaggi, che è stato eletto presidente della Società Italiana di Chirurgia VertebraleGruppo Italiano Scoliosi.

Misaggi, orgogliosamente calabrese (è originario di Marina di Gioiosa Jonica, da molti anni a Milano), è direttore dell’ Unità Operativa Complessa di Ortopedia Traumatologia per le patologie della colonna vertebrale dell’Asst Gaetano Pini-Cto, oltre che professore a contratto all’Università degli Studi di Milano per la Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e per il corso di Laurea di Tecniche Ortopediche.

«Sono molto onorato – ha dichiarato il prof. Misaggi dopo la nomina – che la Società mi abbia affidato un incarico così importante, e ringrazio tutti i soci per la fiducia e la stima. Sarà mio compito rispondere all’esigenza di una costante collaborazione con l’Università, nel nome dei principali obiettivi della nostra Società, assicurando un livello elevato di qualità scientifica e formativa della Società stessa, con particolare attenzione ai giovani».

Il prof. Misaggi, che può vantare una vasta esperienza nell’ambito di tecniche chirurgiche innovative per il bene del paziente,  con entusiasmo si prepara a ricoprire il nuovo incarico con l’intento di rendere più forte il ruolo della Sicv&Gis nel contesto nazionale e internazionale, dal punto di vista scientifico, culturale e comunicativo. (rrm)

Addio a Giuseppe Carratelli, due volte sindaco di Cosenza

Cordoglio, in Calabria, per la scomparsa dell’avvocato Giuseppe Carratelli, due volte sindaco della città di Cosenza e Presidente dell’Ordine degli avvocati, dal 1983 al 1990.

«Con l’avvocato Giuseppe Carratelli, scompare non solo il principe del foro che tutti abbiamo apprezzato e la figura di primissimo piano che per competenze e statura, universalmente riconosciute, ne hanno nel tempo scandito l’attività professionale, ma anche e soprattutto un grande uomo della Calabria e della città di Cosenza» ha sottolineato il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, in un messaggio indirizzato alla famiglia.

«Un uomo dall’infinita bontà – ha aggiunto – e, di questi tempi, in cui la bontà è cosa rara, è più difficile essere buoni che essere grandi. Lui fu entrambe le cose. Un uomo d’altri tempi, come non ne esistono quasi più. A lui ero legato da grande affetto, come fosse quasi un padre a cui potersi rivolgere anche nei momenti più difficili e così è stato. Una persona retta e onesta che metteva sempre la coscienza prima di ogni cosa e mai il vantaggio personale o la carriera o l’interesse politico».

«È stata una grande figura professionale e politica – ha proseguito il sindaco Occhiuto – che la città ricorderà per sempre ed in modo appropriato».

Il sindaco Occhiuto ha proclamato per la giornata di oggi, quando saranno celebrati i funerali dell’avvocato Giuseppe Carratelli, il lutto cittadino, mentre a Palazzo dei Bruzi sarà esposta la bandiera del Comune a mezz’asta.

«In questo difficile momento – ha detto ancora Occhiuto – sono affettuosamente vicino, con il cuore di un figlio, alla carissima moglie e ai figli Laura, Benedetto e Nicola,  miei carissimi amici, ma anche ai nipoti e a tutti i parenti.  Insieme hanno rappresentato e continuano a rappresentare una famiglia molto unita della quale mi permetto di sentirmi parte, ancor di più in questa dolorosissima circostanza».

L’avvocato Giuseppe Carratelli è stato per due volte sindaco della città: dal 20 maggio 1989 al 10 agosto del 1990, guidando una giunta formata da Democrazia cristiana, Partito socialista, Partito socialdemocratico e Partito repubblicano. La seconda volta fu Sindaco dal 14 dicembre del 1991 al 16 giugno del 1992, guidando una giunta monocolore DC.

«L’avvocato Giuseppe Carratelli – ha concluso il sindaco Occhiuto – resterà a futura memoria nei cuori di tutti i cosentini anche per il fatto di essere stato Presidente del Cosenza Calcio in occasione della storica promozione della squadra rossoblù, allenata da Gianni Di Marzio, avvenuta il 5 giugno del 1988. Tra i suoi molteplici riconoscimenti anche l’onorificenza di Cavaliere di Gran croce alla Repubblica italiana, la più alta tra le onorificenze della Repubblica Italiana». (rcs)

Addio al prof. cosentino Fausto Cozzetto, storico appassionato

di FRANCO IACUCCI – La scomparsa di Fausto Cozzetto è una grande perdita per tutti noi e mi addolora personalmente avendo avuto modo di conoscerlo sia come uomo che come studioso, sia nel mio ruolo di Sindaco che di Presidente della Provincia. 

Perdiamo un erudito, amante della sua terra e della sua gente al cui studio si è dedicato per tutta la vita alternando l’impegno sociale allo studio della storia moderna. 

Giornalista e direttore responsabile della rivista culturale “L’Acropoli”. Oltre alla pubblicazione di libri, studi, articoli e saggi, la sua attività di ricerca storica ci lascia un’eredità di notizie straordinarie per il nostro territorio. 

A cominciare dal mio Comune, Aiello Calabro, che fu oggetto di una sua ricerca che confluì in alcune pubblicazioni e infine nel volume interamente dedicato ad Aiello  e pubblicato nel 2001“Lo stato di Aiello-Feudi, istituzioni e società nel Mezzogiorno moderno” in cui ha raccontato la storia di Aiello Calabro nel Medioevo e il legame con la grande famiglia feudataria dei Cybo-Malaspina, grazie ad alcune scoperte archivistiche e all’analisi dei disegni Cybo del 1600 che gli permisero una ricostruzione socio economica non solo di Aiello ma anche dei borghi limitrofi che gravitavano intorno allo stato feudale. 

Infatti il Feudo di Aiello fu acquistato nel 1566 per 38 mila ducati dal principe di Massa, Alberico Cybo Malaspina, questa famiglia di origini liguri toscane, imparentata con i Medici, mantenne la proprietà sino all’eversione della feudalità e lo “Stato di Aiello” passò sotto di loro da contea a marchesato e poi nel 1065 a ducato. 

Ricordo bene le iniziative culturali che mettemmo in piedi a seguito della sua ricerca e delle sue scoperte. Ne ricordo una in particolare in un assolato mese di agosto proprio di fronte il Palazzo Cybo-Malaspina ad Aiello Calabro incentrato sui legami tra Papa Innocenzo III Cybo e Cristoforo Colombo.  

Ancora pochi mesi fa, instancabile, procedeva nella ricerca di notizie. Mi auguro che l’immenso patrimonio di ricerche e studi che Fausto ci lascia non cada nel dimenticatoio ma venga portato avanti, magari da qualcuno dei tantissimi studenti che negli anni ha contribuito a formare, con la stessa passione e tenacia che lo caratterizzava. 

[Franco Iacucci è presidente della Provincia di Cosenza e sindaco di Aiello Calabro]

Lutto nel giornalismo calabrese: addio a Michele Porcelli

Il giornalismo calabrese è in lutto per la tragedia avvenuta a Buonvicino,, dove è rimasto vittima di una caduta, mentre era al lavoro, il giornalista-cineoperatore Michele Porcelli, 55 anni. Storico operatore e regista di Rete Kalabria e oggi a LaC Tv, Porcelli È precipitato in un dirupo nel tentativo di recuperare il drone caduto, pochi istanti prima, nello stesso punto in cui lui ha perso l’equilibrio ed è scivolato.

Immediati, ma inutili, i tentativi di soccorso, resi difficili dalle asperità del terreno che non hanno permesso agli operatori del 118 di raggiungere agevolmente Michele, che nel frattempo non dava segni di vita. Sul posto sono arrivati anche l’elisoccorso e i vigili del fuoco, che hanno raggiunto Porcelli, constatandone purtroppo il decesso, avvenuto con ogni probabilità nell’istante in cui è caduto.
Insieme a Michele Porcelli, al momento della tragedia, Pietro Comito e Carmen Bellissimo, giornalisti de LaC: insieme stavano lavorando ad uno speciale per ricordare la strage familiare di Buonvicino del 1996. All’improvviso, l’imponderabile: lo stesso Comito ha rischiato la vita nel tentativo di salvarlo.
«Era un gigante buono – sono le parole del giornalista Alessio Bompasso, addetto stampa della Cisal, che con Michele Porcelli aveva condiviso l’avventura a Rete Kalabria – che tutti chiamavano, con grande affetto, Michelone».
«Michele era innamorato del suo lavoro – ricorda, tra le lacrime, Karen Sarlo, collega della Tgr Rai Calabria – per il quale ha sempre fatto tanti sacrifici, sin dai tempi di Rete Kalabria. Non ha mai mollato. Era tenace e appassionato e amava raccontare la nostra terra con la sua inseparabile telecamera».

 

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«Siamo tutti sconvolti – continua la giornalista della Tgr Calabria –, io, Raffaele Lo Giudice, Cristina Iannuzzi, Nadia, Giuseppe Iannuzzi, Andrea Aragona: siamo cresciuti insieme a Michele. Io ho iniziato a lavorare con lui a Rete Kalabria, con lui i miei primi servizi sul campo e poi i montaggi in saletta, quanto tempo passato insieme…» (rrm)

[courtesy giornalistitalia]

Raffaele Alfredo Catananti, il rizziconese che ha spento 100 candeline

Un compleanno e un traguardo importante, per il rizziconese Raffaele Alfredo Catananti, che lo scorso 28 marzo ha spento 100 candeline.

Funzionario pubblico in pensione, Catananti, durante la II Guerra Mondiale è stato combattente a Trieste con il 152° reggimento Fanteria-Divisione Sassari, e ha affrontato un viaggio lungo oltre mille chilometri per tornare, da Trieste, a Rizziconi.

Per 45 anni ha ricoperto tutti i più importanti incarichi di competenza comunale e il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, nel 1990 gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2007, inoltre, diventa presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti Reduci e, grazie alla sorella, la sezione locale viene riattivata dopo anni di inattività.

Nel 2010, nel corso del Congresso della Federazione di Reggio Calabria, è stato eletto consigliere del Direttivo provinciale Ancr.

Catananti, inoltre, è autore di diversi libri, tra cui Rizziconi: origini, storia, tradizioni, personaggiIl Palazzo MunicipaleIl corso amministrativo del Comune di Rizziconi 1809-2003L’eroe dimenticatoLe mie radici e, continua a promuovere pubblicazioni e iniziative di carattere storico per divulgare i valori della pace, della legalità e della solidarietà. (rrc)