Addio a Cesare Diano, l’imprenditore gentiluomo

Profonda commozione a Reggio, ma anche in tutta la regione, per la scomparsa di Cesare Diano, imprenditore “illuminato” che aveva saputo costruire un gruppo di grande importanza per tutta l’area reggina. Il sen. Marco Siclari lo ricorda con queste parole: «Scompare un grande esempio di sana imprenditorialità calabrese per tutti coloro che non vogliono lasciare la nostra terra. Eclettico e geniale, visionario e pratico ha costruito un gruppo imprenditoriale di primo ordine che spazia dalla produzione di materiali per l’edilizia alla navigazione. Lascia il ricordo indelebile di chi ha saputo guidare Confindustria reggina e calabrese per anni con professionalità e grandi doti umane. Diano ha rappresentato un’imprenditoria quasi eroica che ha deciso di lottare nella nostra terra carica di pericoli e di rischi oltre il normale rischio di impresa. L’impegno politico, come Assessore e Consigliere comunale nella sua Motta San Giovanni delinea l’immagine di uomo che amato la sua terra ed ha inteso la sua vita come servizio per la comunità. Sono queste le eccellenze che devono essere monito ed esempio per tutti noi reggini e calabresi. La Calabria perde un grande uomo».

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha diffuso un messaggio di cordoglio a nome della Città. «La nostra Città Metropolitana – afferma Falcomatà – perde un grande imprenditore, un capitano d’industria che ha rappresentato per lungo tempo uno dei pilastri del mondo imprenditoriale reggino e non solo. Ci uniamo al dolore della famiglia e di quanti hanno avuto l’onore di conoscere l’imprenditore Cesare Diano, storico presidente di Confindustria a livello provinciale e regionale, scomparso in queste ore. Cesare Diano è stato un punto di riferimento per tanti imprenditori della nostra terra: coraggioso e caparbio, ha fatto del suo gruppo industriale, attivo nel campo della siderurgia, del commercio di materiali per l’edilizia e nel settore navale, una delle punte avanzate del mondo dell’impresa sul nostro territorio, portando alto il nome della nostra terra anche in contesti nazionali ed internazionali. Il suo impegno pubblico, a livello amministrativo, nell’amministrazione comunale di Motta San Giovanni, e a livello associativo, tra i vertici della Confindustria reggina e calabrese, ha rappresentato per decenni uno stimolo alla crescita del tessuto socioeconomico sul territorio metropolitano e regionale. Alla sua famiglia, a tutti i collaboratori e dipendenti che in questi anni hanno lavorato al suo fianco, a tutti gli associati di Confindustria e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, giungano sentimenti di sincero cordoglio da parte mia e dell’intera comunità metropolitana».

Maria Francesca Marino presidente sezione Metalmeccanica Confindustria Vibo

Prestigioso incarico per Maria Francesca Marino, che è stata eletta presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Vibo Valentia.

Eletta all’unanimità dalla Sezione che raggruppa gli operatori del settore metalmeccanico e dell’installazione Impianti di Confindustria che annovera quali associati le imprese: Amd, Baker Hughes, C&C Impianti, Dld, Eurocontrol, F&B, Full Service Gas, GA.bri.z. Technology, Iannello Inox, Metalsud, Personal Factory, Primerano, Smiva e Spi.

Marino è laureata in ingegneria meccanica all’Università di Pisa e nel 2011, dopo una breve esperienza nel settore automotive, è entrata in azienda dove si è formata in un percorso di crescita che l’ha portata a ricoprire vari ruoli tecnici e manageriali fino a diventare direttore dello stabilimento di Vibo Valentia.

È direttore dello stabilimento Baker Hughes di Vibo Valentia. Baker Hughes è un’azienda di tecnologia per il settore energetico, attiva in 120 Paesi al mondo con più di 55.000 dipendenti.

In Italia Baker Hughes opera principalmente attraverso l’entità legale di Nuovo Pignone che è la storica azienda con sede a Firenze che oggi è il quartier generale globale del business Turbomachinery & Process Solutions di Baker Hughes. Questo business è presente in cinque regioni con stabilimenti produttivi a Firenze, Massa, Bari, Talamona (SO), Casavatore (NA) e Vibo Valentia, e 1 cantiere per l’assemblaggio di grandi moduli industriali ad Avenza (MS).

«Il settore metalmeccanico è un’importante realtà in crescita della provincia di Vibo Valentia – ha affermato Marino, ringraziando i colleghi per la fiducia accordatale. Sono consapevole della responsabilità del ruolo che mi avete affidato. Rivolgo un plauso particolare per l’energia e la capacità di ispirare l’azione della Sezione al mio predecessore Nazareno Iannello, il quale, in questi anni, ha supportato le imprese nelle fasi alterne dei cicli economici, e ha dato spunti per migliorare l’interazione del comparto con tutti gli stakeholder».

Il presidente Marino per svolgere il proprio mandato parte con un messaggio di incoraggiamento: «Le aziende metalmeccaniche guardano con fiducia al futuro della quarta rivoluzione industriale e nel contempo ribadiscono la necessità di mettere in campo un rinnovato impegno per superare criticità ancora esistenti ed accrescere la competitività delle imprese».

Ha, quindi, illustrato i punti salienti della piattaforma programmatica della Sezione.

Tra questi c’è proprio quello di favorire l’industria 4.0 nelle aziende e pensa di farlo iniziando ad organizzare seminari informativi relativi alla digital transformation anche in sinergia con il Digital Innovation Hub che annovera tra i soci la stessa Unindustria Calabria che ne guida la governance in questa fase, le 3 Università della Calabria oltre a Federmanager e Fabbrica Intelligente.

Marino ha poi illustrato un altro punto del programma, che punterà alla collaborazione con il mondo universitario e della ricerca, oltre che con quello della formazione per imprenditori e manager, per i lavoratori e per gli studenti che saranno i lavoratori di domani. Particolare attenzione sarà rivolta, con il supporto dei colleghi della Sezione a sviluppare iniziative congiunte con le Università della Calabria e il sistema degli Its, con particolare riguardo proprio alle diverse tematiche connesse all’industria 4.0 con l’obiettivo di formare figure professionali adatte al settore metalmeccanico.

«Inoltre – ha proseguito Marino – è opportuno pensare alla gestione del territorio perché un territorio dotato di adeguate infrastrutture favorirà lo sviluppo delle imprese esistenti e risulterà attrattivo per nuovi investimenti. Nello specifico c’è la necessità di un miglioramento della viabilità nella zona portuale per facilitare la logistica delle attività industriali. È stata rilevata la necessità di mantenere un’area dedicata alle aziende vicino al porto di Vibo Marina e proprio per questo è già previsto un incontro con il responsabile dell’area portuale, Andrea Agostinelli».

Nel corso dell’Assemblea sono pervenuti anche gli auguri di buon lavoro da parte del Presidente di Confindustria Vibo Valentia Rocco Colacchio che, dal canto suo, ha assicurato «pieno sostegno al programma del Presidente Marino, l’intera Associazione darà il supporto necessario ad un settore, quello metalmeccanico, spesso non pienamente valorizzato e riconosciuto per entità e qualità delle realtà produttive che esprime, specie nel nostro territorio». (rvv)

Ermanno Quintieri, il giovanissimo pilota cosentino esordiente di karting

di FRANCO SEGRETO – Ermanno Quintieri è un predestinato del volante. A soli 13 anni sta bruciando le tappe nel Karting, più segnatamente nella categoria X30-Junior. Passione per il Kart da sempre grazie al papà Antonio, anche lui in precedenza innamorato delle corse d’auto, stimato e affermato avvocato penalista di Cosenza.

Ermanno ha fatto il suo esordio nel campionato italiano Aci-Karting di Jesolo dello scorso 18 aprile. Prima ancora, si era cimentato in quello regionale pugliese di Cassano delle Murge con due primi posti di ottimo livello. Nella prima domenica di luglio ha accelerato in tutti i sensi sul Kartodromo “La Conca” di Muro Leccese.

Settimo posto in gara 1 (Tony Kart-Iame-Komet), mentre in gara 2 è salito sul podio conquistando il terzo posto dietro a Francesco Marenghi e Andy Ratel giunto secondo. 10:40.743 il suo tempo in 13 giri. Non sta nella pelle il giovane campioncino cosentino che con la sua passione sta portando avanti i colori dell’intera Calabria.

«Mi alleno quattro volte nel corso della settimana anche con la casa-palestra grazie alla formula Medicine-Palestra».

Passione ma anche sacrifici per il giovane Ermanno.

«Bisogna conciliare lo studio con gli allenamenti e con le gare ufficiali. Prestare inoltre molta attenzione perché i circuiti nascondono delle insidie e tutto può essere variabile, come ad esempio il mezzo. Sia nelle prove che durante un circuito ufficiale il Kart può avere dei problemi. Sono comunque soddisfatto per quanto fatto finora».

Il futuro di Ermanno  sembra già scritto, ma il piccolo Quintieri è consapevole che il percorso è pieno di difficoltà. Passione, voglia di arrivare oltre alla grande determinazione, le sue armi migliori.

«L’obiettivo è continuare nel Karting, per poi tra alcuni anni passare in Formula 4 o 3».

Anche se il sogno di Ermanno resta quello della Formula 1. Mai dire mai, chissà… (fs)

Monica Perri eletta presidente del Comitato Provinciale di Cosenza dell’Unicef

Prestigioso incarico per Monica Perri,  che è la nuova presidente del Comitato Provinciale di Cosenza dell’Unicef, subentrando a Maria Antonietta Ventura, chiamata lo scorso febbraio al coordinamento regionale. L’elezione è avvenuta nel corso del Consiglio direttivo nazionale dell’Unicef, presieduto da Carmela Pace.

Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Responsabile Comunicazione e Marketing di Confindustria Cosenza, giornalista e Consigliere del Circolo della Stampa di Cosenza, Monica Perri, 47 anni di Cosenza, sposata con due figli, opera da oltre 30 anni nel sociale grazie alle esperienze maturate in diversi contesti, dal Kiwanis Junior all’Associazione Massimiliano Adamo Onlus, dove ricopre l’incarico di vicepresidente.

L’Unicef è il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia e nasce con l’obiettivo di contribuire alla sopravvivenza, alla protezione e allo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino e bambina, con speciale cura per quelli più fragili e vulnerabili. L’azione dei volontari si ispira ai valori della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, della Carta delle Nazioni Unite e dei principali trattati sui diritti umani. Con i suoi 5 mila volontari attivi, il Comitato Italiano Unicef-Fondazione Onlus sostiene i programmi che il Fondo realizza nei Paesi in via di sviluppo e sensibilizza l’opinione pubblica sui diritti ed i bisogni dell’infanzia e adolescenza a livello globale.

«Ci sono diritti – ha sottolineato la presidente Monica Perri – che abbiamo il dovere di difendere: quello dei bambini ad essere protetti da ogni forma di violenza, maltrattamento, abuso o sfruttamento, il diritto a ricevere tutte le cure necessarie al proprio benessere, il diritto all’istruzione ed a vivere in un ambiente più pulito. Ringrazio la presidente Ventura, i volontari ed i vertici Unicef per la fiducia che hanno riposto in me, lavorerò insieme a loro con entusiasmo per definire e realizzare attività nell’interesse dei bambini di oggi e delle future generazioni. La rete internazionale dell’Unicef è impegnata in una grande sfida: porre termine alla povertà, alla fame e costruire una comunità globale più equa e solidale. Una sfida ardua ma che tutti possiamo concorrere a rendere meno impossibile da realizzare».

Tante le emergenze umanitarie che Unicef si è impegnata da 70 anni ad affrontare. La malnutrizione è una di queste: nel mondo, 149,2 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione cronica (circa il 22% dei bambini sotto i 5 anni a livello globale nel 2020) e 45,4 milioni di malnutrizione acuta (6,7%) secondo le ultime stime di Unicef, Oms e Banca Mondiale.

«La pandemia – ha concluso Monica Perri – ha accentuato i problemi. Diventa urgente dedicarsi anche ai temi della povertà educativa e vaccinazione di tutti, per poter sconfiggere un virus che ha dimostrato di poter attraversare le frontiere in un batter d’occhio e raggiungere ogni angolo della terra». (rcs)

Addio a VIncenzo D’Atri maestro di giornalismo in Calabria

di SERGIO DRAGONE – Un altro pezzo della storia del giornalismo calabrese vola via. Vincenzino D’Atri è stato un professionista serio e onesto, un galantuomo d’altri tempi, incapace di gelosie o slealtà in un mondo dominato dall’ego. Veniva dalla carta stampata prima di approdare in RAI. Forse per questo negli anni Settanta, quando facevo praticantato a Cosenza nella redazione del Giornale di Calabria, mi aveva “adottato” assieme a quel mostro sacro del giornalismo che è Emanuele Giacoia. Mi hanno aiutato molto a superare le difficoltà di ambientazione in una città per me nuova. Avevo poco più di vent’anni e bisogno di punti di riferimento. Vincenzino ed Emanuele riuscirono perfino a farmi avere, di straforo, il tesserino per accedere alla mensa aziendale della RAI, la mitica trattoria “Da Giocondo” in via Montesanto. “Tu non guadagni molto, questo ti aiuterà un poco”, mi dicevano i due Maestri.

Chi farebbe oggi qualcosa del genere per un giovane praticante un po’ spiantato? Questo a dimostrare la straordinaria umanità di Vincenzino, la sua bontà d’animo e la sua non comune sensibilità. Negli anni, anzi nei decenni, questo affetto e questa stima non sono mai venuti meno.

Vincenzino è approdato in RAI nella fase pionieristica e più difficile. Le tecnologie dell’epoca non sono minimamente paragonabili a quelle odierne e ciò rende l’idea degli sforzi sovrumani dei primi “pionieri” (ricordo tra quelli che ho conosciuto personalmente, Gegè Greco, il già citato Emanuele Giacoia, Enzo Arcuri, Franco Falvo).

D’Atri non aveva incontrato difficoltà nel passare dalla carta stampata al microfono. La sua stella di riferimento era sempre e comunque la notizia, un fatto da raccontare nel migliore dei modi, sulla base di elementi certi e fondati. Non amava gli scoop o le notizie non verificate rigorosamente.

Si era perfettamente calato nel ruolo di conduttore dei primi telegiornali regionali quando nacque la Terza Rete e già questo lo colloca stabilmente nella storia del giornalismo televisivo della Calabria.

Ma Vincenzino era anche un uomo passionale. Il suo “unico grande amore”, ovviamente dopo la sua adorata famiglia, era il Cosenza, la squadra che gli faceva battere il cuore e per la quale aveva dato tutto, perfino personali contributi in denaro nei momenti di maggiore difficoltà.

Vincenzino “era il Cosenza” e credo che la società rossoblù e il Comune debbano trovare il modo di ricordarlo perennemente alle future generazioni.

Alla figlia Gabriella, che ne ha raccolto il testimone in RAI, dico – sapendo di dire una cosa scontata e banale – di conservare sempre nel cuore il ricordo e l’esempio di questo padre speciale. A me resta il ricordo dolce di un giornalista già affermato che prese per mano un giovane praticante un po’ spaesato e con pochi spiccioli in tasca. Ciao Vincenzino! (sdr)

 

 

Manuela Cricelli, l’artista roccellese nominata da Mattarella Cavaliere della Repubblica

È per meriti artistiche che la cantante e psicologa specializzata in cantoterapia di Roccella Jonica, Manuela Cricelli, è stata nominata dal Presidente della Repubblica, Sergio MattarellaCavaliere della Repubblica.

Un prestigioso riconoscimento per l’artista, che si è esibita al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, nei mesi scorsi, per la Giornata internazionale della donna, con diretta su Rai Uno, e nel 2016 per I Concerti del Quirinale, rassegna storica di Radio RaiTre, sempre accompagnata dal Maestro Peppe Platani. Eventi in cui l’artista calabrese è stata applaudita e apprezzata.

«L’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana mi ha commosso – ha dichiarato Manuela Cricelli –. Ho sperimentato una grande gioia. Questo riconoscimento mi fa capire che la strada sulla quale ho scelto di camminare, quella dell’arte, del canto, seppur tortuosa, è quella giusta per la mia vita. È mio dovere ringraziare il nostro Presidente della Repubblica.  E vorrei estendere il mio ringraziamento a tutti coloro che mi hanno manifestato affetto e stima in questi giorni. Moltissime le telefonate, i messaggi ricevuti sui social network e privatamente».

Manuela Cricelli, calabrese di Roccella Jonica, ha partecipato a numerose edizioni del Kaulonia Tarantella Festival e Roccella Jazz – Rumori Mediterranei (Premio Sergio Pinchera) e ad altri importanti festival musicali internazionali. Protagonista di film e spettacoli teatrali, porta in scena con grande successo la storia musicale di Rosa Balistreri e Rino Gaetano, vanta una vasta produzione discografica, di cui citiamo i successi più recenti: “Suli d’Agustu”, “Cos’altro” e “Icaro”. (rrm)

Il questore di Reggio, Bruno Megale nominato dirigente generale di Pubblica sicurezza

Prestigioso incarico per il Questore di Reggio Calabria, il reggino Bruno Megale, che è stato nominato dal Consiglio dei ministri dirigente generale di pubblica sicurezza.

Insieme a lui, nominati anche Giovanni Signer, questore di Brescia e Diego Parente, direttore della direzione centrale della Polizia di prevenzione.

Il dott. Megale è allievo sin dall’Anno Acc. 1985-86 al 1° Anno del 2° Corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia di Stato, e ha conseguito nel 1990 la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina.

Tra gli incarichi rivestiti quello di dirigente della Digos di Milano, la carica di Questore di Caltanissetta – peraltro il più giovane questore d’Italia – e, dal 1° Marzo 2017, la Direzione del presidio Ufficio Polizia di Frontiera presso lo scalo aereo di Fiumicino – Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno – Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere. (rrc)

Al reggino Mons. Santo Marcianò il Sangiorgino d’oro

Un’altro riconoscimento a mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, reggino doc, a cui è stato conferito, dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, il Sangiorgino d’oro 2021, massima benemerenza cittadina di Reggio Calabria.

Dal 2013, trasferito all’Ordinariato Militare per l’Italia, Marcianò «ha condotto la sua missione pastorale con straordinaria umanità e dedizione, offrendo il suo conforto all’intera comunità ecclesiale calabrese e alle Forze Armate del nostro Paese.
Monsignor Marcianò rappresenta uno dei più fulgidi esempi di servizio della Chiesa cattolica, guida spirituale e punto di riferimento per l’intera comunità ecclesiale. La Città di Reggio Calabria esprime sentimenti sinceri di stima e gratitudine, per la sua instancabile opera pastorale e per il suo impegno apostolico illuminato, sempre al servizio del prossimo» si legge nella motivazione.

Un momento molto toccante che, di fatto, completa i conferimenti previsti per il San Giorgio d’Oro di quest’anno. Un ultimo tassello, quindi, che si aggiunge alle benemerenze già consegnate lo scorso 23 aprile, giorno del Santo Patrono della Città di Reggio Calabria, che era stato rinviato a causa di un impedimento istituzionale sopraggiunto per Monsignor Marcianò.

L’alto Prelato reggino, già Arcivescovo nella sede di Rossano e dal 2013 Ordinario Militare per l’Italia, ha espresso parole di sincera stima nei confronti del Sindaco Falcomatà e dell’intera comunità reggina.

«Un riconoscimento – ha detto Monsignor Marcianò a margine della cerimonia di consegna del San Giorgio – che mi lusinga e che mi lega ancora di più ad una città, la mia città, che amo profondamente e che considero la più bella città d’Italia».

«Non voglio essere retorico – ha detto Monsignor Marcianò a margine della cerimonia – ma questo non è un riconoscimento a meriti miei, ma un riconoscimento ai meriti dell’Amministrazione e soprattutto dei cittadini di Reggio Calabria. Io mi sento un reggino, non ho mai rinnegato la mia regginità e la mia calabresità. Mi presento così ovunque, perché amo profondamente la mia città, con tutto me stesso».

«Grazie, quindi – ha aggiunto – a Reggio Calabria che mi vuole tanto bene ed al suo sindaco che mi ha voluto omaggiare con questo riconoscimento. Lo ringrazio di cuore, e mi auguro che la città, con il lavoro di tutti, diventi sempre più una città di riferimento. Personalmente, quando giro l’Italia, mi capita di ascoltare le parole di tanti che mi parlano di Reggio come una Città bella, caratterizzata da tante ricchezze che può mettere a frutto, una città che tutti vogliamo possa diventare una città turistica di riferimento non solo per la Calabria ma per l’Italia. In questo senso, alla gratitudine si associa la preghiera ed il mio impegno personale, che sarà sempre più forte, nel promuovere la nostra città, affinché sia considerata la più bella città d’Italia».

Parole di grande stima sono giunte dal sindaco Falcomatà, all’atto del conferimento del San Giorgio. «Sono davvero orgoglioso di poter consegnare questo simbolo a Monsignor Marcianò, un nostro concittadino illustre che attraverso il suo agire sta dando lustro al nome della nostra Reggio».

«Ho ascoltato le sue parole – ha aggiunto – e trovo molto significativo il passaggio in cui afferma che quella dell’amore è sempre una strada in salita. Ha ragione, e credo anche fermamente che se questa strada la si percorre insieme, la salita sembra meno irta e difficile. Ed è quello che tentiamo di fare ogni giorno, attraverso il dialogo, la sinergia istituzionale, la condivisione delle scelte. Credo che questo sia un aspetto che sta anche alla base del rapporto di Monsignor Santo Marcianò con la nostra città ed è per questo che abbiamo voluto ringraziarlo, dal profondo del cuore, conferendogli quest’anno la massima benemerenza cittadina del San Giorgio d’Oro». (rrc)

Gilberto Floriani, direttore del Sisistema Bibliotecario Vibonese è “Ambasciatore della lettura”

Un prestigioso riconoscimento per il direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, bibliotecario e operatore culturale Gilberto Floriani, che è stato nominato dal Centro per il Libro e la Lettura Ambasciatore della Lettura 2021.

«Sono molto orgoglioso di questo riconoscimento» ha commentato su Facebook Floriani, vibonese d’adozione, che ha partecipato alla stesura del dossier per la candidatura di Vibo Valentia a Capitale Italiana del Libro e che negli anni ha promosso, con il Sistema Bibliotecario Vibonese, il prestigioso Festival Leggere&Scrivere.

L’Ambasciatore della Lettura, ha l’obiettivo di «coinvolgere le persone che, ogni giorno, si impegnano in prima linea nella diffusione della lettura». (rvv)

Addio ai calabresi Serena Cosentino e Hesam Shahisavandi, scomparsi nella tragedia di Stresa

Profondo cordoglio, in Calabria, per la scomparsa di Serena Cosentino e Hesam Shahisavandi, la giovane coppia di Diamante che ha perso la vita nella tragedia della funivia del Mottatone, dove hanno perso la vita 14 persone, tra cui un bambino di 9 anni.

Serena, nata a Belvedere Marittino, aveva da poco vinto un concorso al Cnr, mentre Hesam Shahisavandi, nato in Iran ma residente a Diamante, lavorava e studiava a Roma.

Cordoglio è stato espresso da sindaco di Diamante, Ernesto Magorno:«A nome di tutta l’Amministrazione comunale e dell’ intera comunità ci stringiamo, sconvolti da quanto accaduto, al dolore delle famiglie che immaginiamo, in questi momenti, devastate da un dolore inenarrabile».

«Ci siamo immediatamente attivati – ha detto ancora – per essere loro vicini in questi difficili momenti e nei contatti con le autorità del luogo dove si è svolto il tragico incidente. Chiedo a tutti di rivolgere una preghiera alla nostra Immacolata per i due giovani concittadini scomparsi e per le loro famiglie alle quali la cittadinanza di Diamante è vicina in un abbraccio commosso e fraterno».

Anche Maria Chiara Carrozza, presidente Cnr, ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa della giovane Serena: «Ero già profondamente toccata dalla tragedia della funivia di Stresa quando ho appreso della presenza, tra le vittime, della borsista del nostro Istituto di ricerca sulle acque di Pallanza Serena Cosentino, con il suo compagno Mohammadreza Shahaisavandi. Sono addolorata e sconvolta, non ci sono parole, posso solo esprimere il mio più profondo cordoglio alla famiglia, alle colleghe e ai colleghi, a nome mio personale e di tutto il Cnr». (rrm)