Il lungo fermo imposto dalle ceneri dell’Etna all’Aeroporto di Catania non solo ha provocato grandissimi disagi ai passeggeri, ma ha mesos in evidenza, ancora una volta, l’impossibilità di utilizzare lo scalo di Reggio alternativo a Palermo e Catania. Una delle ragioni ostative rimane l’abilitazione particolare all’atterraggio richiesta dall’Enac per l’aeroporto di Reggio: una limitazione che Ryanair ha superato (con una semplice modalità di formazione specifica per i suoi piloti) ma che pesa quanto un macigno per tutte le altre companie. Ma Ita, per esempio, ha l’agibilità – come Ryanair – per atterrare allo scalo reggino, si è preferito dirottare su Palermo i tantissimi voli Roma-Catania e Milano Catania. Con l’evidente insostenibile disagio per i viaggiatori.

C’è da dire che, augurandoci che non ci siano ulteriori emergenze, sarebbe a questo punto opportuno darsi da fare per risolvere le limitazione dello scalo e riattivare il pontile all’aeroporto che potrebbe costituire (come era nei progetti iniziali) un’ottima soluzione pe ri passeggeri di Messina e (perché no?) Catania. A questo proposito, la sen. Tilde Minasi (Lega) ha espresso alcune considerazioni che è difficile non condividere.
«In attesa del completamento del Ponte sullo Stretto — l’unica opera fondamentale in grado di garantire per sempre la continuità territoriale e l’integrazione infrastrutturale del Mezzogiorno — dice la senatrice leghista – non possiamo rassegnarci alla paralisi ogni volta che l’Etna decide di far sentire la sua voce. Quando la cenere vulcanica costringe alla chiusura l’aeroporto di Catania-Fontanarossa, l’aeroporto ‘Tito Minniti’ di Reggio Calabria rappresenta già oggi la soluzione logistica migliore, più comoda e naturale. Per rendere questo piano d’emergenza subito operativo ed efficace, occorre un atto di pragmatismo: il ripristino immediato del vecchio pontile dell’Aeroporto dello Stretto.
«Anni fa venne realizzato un pontile d’imbarco direttamente al servizio dello scalo reggino, un’infrastruttura estremamente utile che permetteva ai passeggeri di salire a bordo degli aliscafi per Messina svolgendo le operazioni di check-in direttamente a bordo. Quell’opera, purtroppo lasciata in disuso nel tempo, deve essere ripristinata d’urgenza per trasformare Reggio Calabria nel naturale hub di continuità dell’intera area dello Stretto e della Sicilia orientale. Sono certa che il neo sindaco Cannizzaro, da sempre attento al rilancio e allo sviluppo del nostro territorio, si attiverà con determinazione proprio in questa direzione per restituire piena operatività a questa infrastruttura strategica.
«Il modello è già pronto e funzionale – spiega la senatrice leghista. – In caso di blocco di Fontanarossa, i voli potrebbero atterrare a Reggio Calabria invece di subire i soliti e logoranti dirottamenti verso scali molto più lontani come Palermo. Da Catania a Messina occorrono mediamente tra i 60 e i 90 minuti di treno o di autostrada; da Messina basterebbe poi appena mezz’ora di aliscafo per sbarcare direttamente sul pontile dell’aeroporto di Reggio e imbarcarsi. Un’operazione fluida e veloce che ridurrebbe drasticamente le odissee dei passeggeri e garantirebbe la mobilità di turisti e cittadini» (rrc).






