Commemorazione a Forte dei Marmi di Folco Ruffo di Calabria, eroe calabrese della Grande Guerra

Commemorazione oggi a Forte dei Marmi del calabrese Medaglia d’oro al valor militare Folco Ruffo di Calabria (1884-1946):  un eroe trascurato dalla sua terra, la stessa che ha dato i natali ai suoi discendenti (Paola di Liegi e la principessa Astrid del Belgio, e il principe che porta il suo stesso nome). Da più parti si è suggerito di intitolare a Folco Ruffo di Calabria l’Aeroporto di Lamezia Terme (in particolare è il gen. Alessandro Butticè che da Bruxelles guida un consistente movimento d’opinione che ha promosso la proposta), ma nessun segnale su questa richiesta è arrivato dalla Regione. E sarebbe anche opportuno prevedere una celebrazione in terra di Calabria, per far conoscere alle nuove generazioni uno dei protagonisti della Grande Guerra.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un messaggio, ha voluto ricordare l’eroe calabrese: «Questa giornata è dedicata alla memoria di un Uomo che seppe interpretare, in una fase decisiva della storia nazionale, il valore del servizio e della responsabilità. Ufficiale del Corpo Aeronautico Militare del Regno d’Italia e pilota da caccia durante la Grande Guerra, Fulco Ruffo di Calabria rappresentò una generazione capace di affrontare il proprio tempo con coraggio, disciplina e spirito di sacrificio.

Folco Ruffo di Calabria (1884-1946)Fu infatti uno dei protagonisti della nascente aviazione militare italiana, un pilota capace di distinguersi nei cieli della Grande Guerra e uno degli uomini simbolo della celebre 91ª Squadriglia Caccia, la “Squadriglia degli Assi”, nella quale combatté accanto a Francesco Baracca, una delle figure più leggendarie della nostra storia aeronautica, assumendone successivamente il comando con il grado di Capitano.

In quella formazione, che riunì alcuni tra i migliori piloti italiani dell’epoca, Ruffo di Calabria seppe affermarsi per capacità, determinazione e valore, fino a meritare la più alta ricompensa al valor militare.

La motivazione della sua Medaglia d’Oro lo ricorda come un «pilota da caccia d’insuperabile ardire», capace di affrontare il combattimento con «spirito di sacrificio pari al suo valore». Parole che richiamano ancora oggi il significato più profondo del servizio: la disponibilità a mettere le proprie capacità e la propria vita al servizio di una responsabilità più grande.

Terminata la guerra, Fulco Ruffo di Calabria proseguì il proprio impegno al servizio del Paese anche nella vita pubblica, prima come deputato e poi come senatore del Regno d’Italia. Anche in questo nuovo ambito seppe portare quello stesso senso di responsabilità e attenzione al bene della collettività che aveva caratterizzato il suo percorso militare.

La sua vicenda appartiene alla storia italiana, ma porta con sé anche un valore europeo.

Il legame con il Belgio, attraverso la sua famiglia e la figura della Regina Paola, rappresenta infatti un esempio concreto dei rapporti profondi che uniscono i nostri Paesi e che hanno contribuito alla costruzione dell’Europa di oggi.

Ricordare Fulco Ruffo di Calabria, dunque, non significa soltanto celebrare ciò che è stato. Significa chiedersi che cosa quella storia sia ancora capace di dirci.

Sono trascorsi più di cento anni dai cieli della Grande Guerra. Sono cambiati gli aerei. Sono cambiate le tecnologie. Sono cambiati gli scenari e le minacce.

Ma non è cambiato ciò che chiediamo alle donne e agli uomini che scelgono di servire il proprio Paese: preparazione, coraggio, responsabilità e senso del dovere.

È questa, credo, l’eredità più autentica di Fulco Ruffo di Calabria.

Ci sono uomini che appartengono al loro tempo. E ce ne sono altri il cui esempio riesce ad attraversarlo.

Fulco Ruffo di Calabria è tra questi. Un grande aviatore italiano. Un uomo delle Istituzioni. Un servitore dello Stato.

Un uomo che ebbe il coraggio di volare quando il cielo era ancora una frontiera e che, per tutta la vita, non smise mai di considerare il servizio al proprio Paese come un dovere e un onore». (rrm)