Marcello Manna: la legge Severino punisce gli amministratori anche se non condannati

Il sindaco di Rende, Marcello Manna, presidente di Anci Calabria, ha inviato una lettera aperta a tutti i sindaci della regione per sensibilizzarli sugli assurdi automatismi della legge Severino che penalizza in modo indiscriminato gli amministratori pubblici, prim’ancora di qualsiasi condanna o assoluzione. È una prassi di cui è rimasto vittima, nelle scorse settimane, lo stesso presidente Manna (tornato libero dagli arresti domiciliari)

«La nomina a presidente di Anci Calabria – scrive Marcello Manna – mi ha dato la possibilità di conoscere con quanto impegno civile, responsabilità e tenacia, lavorano i tanti sindaci e amministratori della nostra regione.
Un grande onore e privilegio essere accanto a voi e condividere un percorso che ci ha visti uniti in più occasioni.
La solidarietà e vicinanza che molti di voi mi hanno manifestato in questi momenti, mi conferma la grande sensibilità democratica che la nostra terra contiene.
In questi mesi, ho toccato con mano gli sforzi profuso dai sindaci calabresi che, nonostante le situazioni di dissesto e predissesto che affliggono pressoché tutti gli enti locali, con grande coraggio istituzionale, sostengono quotidianamente le proprie comunità dimostrando grande maturità amministrativa.
Tante le sfide che, insieme, ci attendono e che ci vedranno, fianco a fianco, lavorare per risollevare le sorti dei nostri territori.
Come presidente di Anci Calabria mi preme anche porre l’accento sulla stringente necessità di avviare una seria riflessione sulla questione giustizia e di come essa sia legata a doppio filo e, spesso in maniera distorta, alla politica.
Una questione, questa, discussa ampiamente e da tempo a livello nazionale. Basti ricordare la partecipata manifestazione a Roma lo scorso 7 luglio 2021 sul tema della reputazione degli Amministratori locali e le difficoltà a operare nella funzione di Sindaco.
In questi anni, infatti, sono stati tanti i colleghi sindaci coinvolti in vicende giudiziarie.
Gianluca Callipo, Giuseppe Idà, Giuseppe Falcomatà, Alessandro Tocci, Gianni Papasso, Franco Mundo, Umberto Bernaudo, Sandro Principe, Paolo Mascaro, Mario Oliverio. Elenco decisamente troppo lungo per poterne riportare tutti i nomi, così come sarebbe troppo lunga la lista di tutti i comuni sciolti per presunte infiltrazioni mafiose e poi risultati incolpevoli.
Con la legge Severino basta una sentenza di primo grado, quindi non definitiva, per far venir meno le funzioni di amministratore. C’è un automatismo che non funziona e che va rivisto perché lede le funzioni degli amministratori in maniera incomprensibile.
Bisogna dare un segnale al legislatore e scuoterlo dalla sua inerzia. La riforma sulla legge che regola lo scioglimento dei comuni non è più procrastinabile.
Noi sindaci abbiamo il dovere di richiamare tutti all’impegno civile: come la malasanità esiste anche la malagiustizia.
Ci tocca allora dare un segnale forte ai cittadini del nostro impegno civile, sociale, politico, affinché l’inerzia parlamentare che registriamo su tali temi si arresti in nome della nostra Repubblica e nel rispetto della nostra Costituzione».

Domani il webinar di Anci Calabria sui Piani Comunali

Domani mattina, alle 10.30, è in programma il webinar sui Piani Comunali promosso dal Dipartimento Regionale della Protezione CivileAnci Calabria.

Il webinar, che è rivolto alle amministrazioni comunali, verterà sull’aggiornamento dei Piani Comunali e rivolto ai comuni capi fila degli ambiti territoriali, è nato dalla collaborazione tra i due enti.

Nei giorni scorsi si è infatti svolto l’incontro preparatorio tra il direttore della Protezione Civile Calabria, Domenico Costarella, e una delegazione di Anci tra i quali i sindaci di Castrolibero, Giovanni Greco e Lamezia Terme, Paolo Mascaro e il segretario Francesco Candia per tracciare un percorso di coinvolgimento ed assistenza ai comuni nella redazione e aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile.

«Sarà questa occasione importante di confronto in vista della redazione del nuovo piano di cui tutti i comuni devono dotarsi. Uno strumento questo fondamentale per la salvaguardia dei nostri territori e delle nostre comunità. L’unica arma a nostra disposizione è la prevenzione: per questo è necessario conoscere e informarsi sulle linee guida dei piani comunali per far fronte alle emergenze in caso di calamità naturali. Solo così la macchina di Protezione Civile comunale può essere realmente efficiente», ha sottolineato il presidente Anci Calabria, Marcelo Manna.

A illustrare le nuove opportunità procedurali assistite e a presentare gli strumenti ausiliari e di assistenza disponibili per i comuni sarà Luigi Maria Mollica, dirigente del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria.

«Invitiamo, dunque, sindaci e tecnici degli uffici tecnici comunali a partecipare con le modalità indicate sul sito di Anci Calabria al webinar», ha concluso Marcello Manna assicurando che, successivamente, saranno coinvolti tutti i sindaci per territori. (rrm)

Cis, Anci Calabria chiede incontro alla sottosegretaria Nesci

Marcello Manna, presidente di Anci Calabria, ha chiesto alla sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, un incontro per discutere della mancata approvazione delle istanze presentate per i Contratti Istituzionali di Sviluppo Calabria.

«Nonostante siano stati selezionati 110 interventi a priorità alta, che riceveranno subito un finanziamento pari a 226,97 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 e che dovrà essere approvato in via definitiva dal CIPESS, molti comuni hanno ricevuto parere sfavorevole», si legge nella missiva.

«Essendo finanziamenti che riguardano investimenti integrati opere infrastrutturali e strategiche fondamentali per lo sviluppo dei nostri territori – viene spiegato nella lettera –, investiti dal peso della profonda crisi economica ancora in atto, Le chiediamo un incontro per poter discutere in maniera sinergica e fattiva delle azioni che possano permetterci di poter realizzare gli interventi richiesti». (rrm)

Anci Calabria: C’è rischio di stallo su interventi del Pnrr

Anci Calabria, a margine del Comitato Direttivo, è emersa la «forte preoccupazione in ordine agli interventi che devono essere predisposti e che riguardano i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

«Ci troviamo – viene spiegato nella nota del Comitato direttivo – dinanzi ad uno scenario preoccupante che mina la stabilità dei governi locali. Il Pnrr rappresenta per il sud d’Italia una occasione irripetibile per ridurre – se non colmare – l’ingiusto divario esistente sotto diversi profili tra le diverse realtà territoriali del paese. Ancor per le amministrazioni comunali calabresi che hanno mobilitato le proprie dotazioni e attinto ad ogni risorsa disponibile per attivare gli interventi (dalla progettazione all’avvio e realizzazione delle opere) per mutare le condizioni di vita delle popolazioni residenti nei propri territori, già fortemente tentate ed indotte all’abbandono e migrazione, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza significa sviluppo e innovazione».

«Per questo esprimiamo preoccupazione crescente – si legge – a tale situazione di stallo corrisponde infatti un rallentamento delle attività che devono essere avviate con scadenza imminente. Sarebbe questo un danno irreparabile in termini di tempistiche degli interventi e delle azioni che rappresentano una opportunità di sviluppo su mobilità sostenibile, politiche per le nuove generazioni, salute, inclusione, digitalizzazione, istruzione e ricerca. Allo stato attuale, infatti, la gran parte delle missioni, misure e programmi contenute nel Pnrr hanno raggiunto il livello decisionale della individuazione dei beneficiari con le amministrazioni locali protagoniste di consistenti iniziative destinate a mutare l’immagine del territorio ed a cambiare il funzionamento dei più essenziali servizi rendendoli più efficienti».

«La crisi finanziaria che attanaglia i comuni calabresi sempre più coinvolti in situazioni di dissesto e predissesto – conclude la nota – deve essere fermata. Si pone un “problema Calabria” anche a livello nazionale. Auspichiamo, pertanto, una piena ripresa delle attività che consenta agli amministratori locali di proseguire in tutta serenità la propria azione di ricostruzione e cambiamento auspicati». (rcz)

Manna (Anci Calabria): Asp CS rinnovi i contratti ai medici dell’Usca

Il sindaco di Rende e presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, ha chiesto all’Asp di Cosenza di rinnovare i contratti ai medici dell’Usca.

«L’azienda, infatti – ha spiegato Manna – avrebbe manifestato ai 72 medici in servizio l’intenzione di non procedere al rinnovo dei contratti che scadono proprio oggi 30 giugno, oltre a interrompere i contratti Co.co.co degli infermieri precari che compongono le stesse Unità speciali di continuità assistenziale».

«Se questa indiscrezione risultasse vera – ha proseguito – sarebbe di una gravità inaudita. Da sindaco posso testimoniare l’eccellente lavoro che questi medici e infermieri hanno svolto nei giorni difficili della pandemia.
Oggi purtroppo i numeri dei contagi che crescono giorno dopo giorno non ci consentono di dire che siamo usciti dall’emergenza».

«Ed è per questo che – ha detto – se questa volontà si dovesse concretizzare quali sarebbero le risorse che l’Asp potrà mettere a garantire la continuità dei servizi di assistenza all’intera comunità?».

«Da sindaco e da presidente dell’Anci – ha concluso – sento il dovere di appellarmi a chi di dovere affinché si possa rinnovare i contratti del personale Usca. La sanità non ha più bisogno di tagli senza una giusta motivazione». (rcs)

Manna (Anci): Puntare su organicità degli interventi previsti dal Pnrr

Il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, ha ribadito la necessità di «puntare sulla organicità degli interventi previsti dal PNRR per concretizzare una programmazione che ci proietti verso un futuro più roseo per le nostre municipalità».
«Ci troviamo in un momento cruciale per la Calabria e noi sindaci abbiamo la responsabilità di dar voce ai nostri cittadini», ha spiegato Manna, aggiungendo che si deve «superare il gap tra Nord e Sud, andare oltre le emergenze che attanagliano i nostri territori è obiettivo su cui l’assemblea dei sindaci dovrà lavorare in sinergia con gli esperti. La crisi finanziaria che attanaglia i comuni, la mancanza dei servizi essenziali quali quelli idrico e dei rifiuti, la sanità, il welfare, le comunità energetiche, sono temi e criticità che vanno superati attraverso il dialogo e il coinvolgimento di tutti gli enti interessati».
«Sentiamo forte – ha concluso – da parte di chi amministra la cosa pubblica l’esigenza di poter finalmente avere gli strumenti per costruire il futuro della Calabria e per questo stiamo lavorando alacremente ad un programmazione puntuale. Bisogna fare fronte comune e ricostruire la nostra regione con il coraggio e la determinazione che contraddistingue gli sforzi quotidiani da parte di noi sindaci». (rrm)

L’appello di Manna (Anci Calabria) ai sindaci: Importante il voto per riforma della giustizia

Il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, in occasione del referendum del 12 giugno, ha lanciato un appello ai sindaci, ricordando che «come sindaci siamo tenuti a sostenere l’esercizio del voto, ancor più quando si pratica la democrazia diretta su temi così cruciali» e invitando a «sollecitare l’esercizio del voto e sensibilizzare le vostre comunità sui quesiti referendari».

«La legge Severino – ha spiegato – ne è un esempio lampante: molti di noi hanno toccato gli effetti di una legge ingiusta, che lede le funzioni degli amministratori in maniera incomprensibile. Per questo dobbiamo essere compatti e mobilitarci a sostegno di una battaglia che è prima di tutto di civiltà. Il silenzio e la necessità di oltrepassare il quorum del 50% stanno vanificando un istituito fondamentale per la democrazia: non si possono fare le riforme attraverso il referendum, ma è un segnale preciso verso il legislatore che la riforma della giustizia non è più procrastinabile».

«Domenica – ha concluso –si gioca una partita importante: diamo un segnale forte del nostro impegno civile, sociale, politico affinché l’inerzia parlamentare che registriamo su tali temi si arresti in nome della nostra Repubblica e nel rispetto della nostra Costituzione». (rrm)

Alla Parata del 2 Giugno a Roma anche il presidente Anci Calabria Manna

Anche il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, insieme a una delegazione di colleghi provenienti da ogni parte della regione, prenderà parte domani a Roma, insieme agli altri circa 300 sindaci, alla cerimonia della Festa della Repubblica, guidati dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dal presidente del Consiglio nazionale, Enzo Bianco.

La sfilata si terrà a via dei Fori imperiali, dopo uno stop di due anni dovuto alla pandemia. Come nelle precedenti edizioni, la scelta di far aprire la sfilata ai primi cittadini con le loro fasce tricolori servirà a sottolineare e valorizzare l’impegno degli ottomila Comuni italiani quale “prima linea” istituzionale e tessuto connettivo del Paese anche in termini di accoglienza e inclusione dei profughi dell’Ucraina.

«Mai come in questo momento storico, contraddistinto dai pericoli che la politica estera pone, è necessario trasmettere ai nostri cittadini il senso di unità che proprio nei momenti difficili ha reso più forte la nostra nazione e i principi democratici contenuti nella nostra costituzione. Il due giugno ricordiamo la nascita della Repubblica, ma anche principi su cui si fonda la nostra Costituzione», ha scritto Manna in un messaggio indirizzato ai primi cittadini.

«In occasione della celebrazione del primo referendum istituzionale – ha detto ancora Manna – con il quale, il due e tre giugno 1946, i cittadini italiani furono chiamati a scegliere la futura forma di governo dello Stato dopo la caduta del regime fascista, le istituzioni che rappresentiamo come sindaci debbono essere il faro delle proprie comunità e sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni sui sacrifici fatti dai giovani di oltre sessant’anni fa che ci consentono di vivere in un paese libero e democratico».

«Oggi celebreremo, dunque – ha concluso – la loro memoria e impegniamoci ad essere i partigiani del tempo presente: la resistenza civile che ci ha reso più forti durante la pandemia ci spinga a ritrovare la coesione nazionale necessaria a sostenere la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale e politica, garantire i diritti umani e sociali egualmente riconosciuti a tutti, a creare le condizioni all’esercizio effettivo della Costituzione, base solida su cui poggia la nostra democrazia». (rrm)

Tirocinanti, Manna (Anci Calabria) propone tavolo di concertazione col Prefetto e Occhiuto

Il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, ha proposto al Prefetto e al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, un «tavolo di concertazione per trovare una risoluzione alla questione dei 4500 tirocinanti calabresi impiegati nella pubblica amministrazione».

Manna, che nei giorni scorsi aveva già sollecitato l’intervento da parte dei vertici governativi regionali e nazionali, ha sottolineato come: “vada al più presto risolta l’annosa questione che coinvolge gli ex percettori di mobilità in deroga i quali, a seguito dell’accordo quadro del 2016 della Regione Calabria di concerto con i sindacati confederali sono stati impiegati negli enti locali senza però poter godere della stessa stabilità contrattuale, degli stessi diritti e della stessa retribuzione dei dipendenti pubblici.

«Auspichiamo – ha aggiunto – che avvenga un necessario, quanto urgente, cambio di passo che da una parte riesca a restituire dignità e prospettive ai lavoratori che si trovano in condizioni di precarietà lavorativa e, dall’altra, venga incontro alle improrogabili esigenze degli enti locali di offrire servizi e di svolgere funzioni essenziali per la cittadinanza. Vista l’endemica carenza di personale che investe in particolare i nostri comuni. Per questo chiediamo che l’interlocuzione con gli attori interessati avvenga il prima possibile». (rrm)

Manna (Anci Calabria): Serve un incontro per la questione dei tirocinanti calabresi

Il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, ha evidenziato che «la questione dei circa 4500 tirocinanti calabresi impiegati nella pubblica amministrazione debba essere discussa con gli attori coinvolti. Serve attivare un confronto con i vertici governativi regionali e nazionali, atto a considerare l’adozione di urgenti e mirati provvedimenti legislativi che consentano un razionale assorbimento ed impiego di questi lavoratori, come, tra l’altro, sta avvenendo per i lavoratori impiegati nei diversi Ministeri come tirocinanti».

Il presidente Anci Calabria è intervenuto sull’annosa questione che coinvolge i tirocinanti della Pubblica Amministrazione, ex percettori di mobilità in deroga i quali, a seguito dell’accordo quadro del 2016 della Regione Calabria di concerto con i sindacati confederali sono stati impiegati negli enti locali senza però poter godere della stessa stabilità contrattuale, degli stessi diritti e della stessa retribuzione dei dipendenti pubblici.

«Il nostro auspicio – ha spiegato – è che avvenga un necessario, quanto urgente, cambio di passo che da una parte riesca a restituire dignità e prospettive ai lavoratori che si trovano in condizioni di precarietà lavorativa e, dall’altra, venga incontro alle improrogabili esigenze degli enti locali di offrire servizi e di svolgere funzioni essenziali per la cittadinanza. I circa 4500 tirocinanti hanno bisogno di risposte e, in quanto amministratori della cosa pubblica, siamo tenuti a garantire il diritto al lavoro e alla dignità e a mettere in campo le forze necessarie a superare una condizione di perpetuata precarietà e mancanza di adeguate tutele. L’endemica carenza di personale che investe in particolare i nostri comuni, potrebbe trovare beneficio dall’enorme bacino di tirocinanti che potrebbe essere funzionalmente valorizzato all’interno degli enti locali».

«I finanziamenti previsti dal Pnrr, inoltre – ha concluso – potrebbero offrire alle amministrazioni comunali l’opportunità di poter investire in tal senso. Auspichiamo, nei prossimi giorni, che si possa organizzare un incontro con il Governo regionale e i Ministeri coinvolti». (rrm)