Maria Tripodi (FI): Il Governo si fa beffa delle richieste degli amministratori locali

La deputata azzurra Maria Tripodi stigmatizza l’atteggiamento del Governo che continua a ignorare le richieste che provengono dagli amministratori loclaali. «Il Governo – dice la deputata – continua con il favore delle tenebre a propinare dpcm e nomine senza condivisione alcuna, per poi auspicare collaborazione. Sabato sera è toccato alla Sanità regionale calabrese. Dopo i vergognosi fatti noti della gestione precedente, l’esecutivo facendosi beffa delle richieste degli Amministratori locali e della proposta avanzata da Forza Italia che aveva individuato in Guido Bertolaso, la figura più adatta e da subito disponibile a ricoprire tale delicato ruolo, per poi successivamente porre fine ad un Commissariamento che dura da ben 11 anni, nomina invece Giuseppe Zuccatelli cesenate, rappresentante di Leu che addirittura avalla tesi negazioniste». Secondo la Tripodi è «un sonoro schiaffo alla Calabria, al buonsenso, al diritto alla Salute dei Cittadini. Un atto quello del Governo e del Ministro Speranza che suona come un Commissariamento anche della dignità dei Calabresi. Non lo consentiremo! Insieme ai colleghi parlamentari ci batteremo per restituire ai cittadini il diritto alla salute salute sancito dalla Costituzione è valido anche per la nostra regione». (rp)

Carè (PD): Progetto aerostazione di Lamezia fondamentale per Calabria e Mezzogiorno

Il deputato del Partito DemocraticoNicola Carè, ha ribadito che il «progetto dell’aerostazione di Lamezia Terme è di fondamentale importanza per la Calabria e il Mezzogiorno» e, pertanto, sia «opportuno mantenere alta l’attenzione sui progetti di fondamentale importanza per lo sviluppo e il rilancio economico del territorio calabrese».

«Ricordo – ha aggiunto – che dopo la perdita del finanziamento di circa 51 milioni di euro per la nuova aerostazione di Lamezia Terme, approvato dalla Commissione europea nel mese di luglio del 2016, si apprese dell’esistenza di fondi accantonati dalla Regione Calabria, pari a 25 milioni di euro, per la realizzazione dell’infrastruttura. Era palese la volontà dell’amministrazione regionale di procedere alla realizzazione dell’opera e veniva manifestata la necessità di procedere entro il 31 dicembre 2020 alla rimodulazione del progetto».

«Essendo prossimi alla scadenza indicata – ha proseguito Carè – mi auguro che siano state adottare tutte quelle procedure necessarie per rispettare i termini stabiliti. L’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, tra i dodici scali nazionali a rilevanza strategica, ha registrato, prima dell’emergenza pandemica, un flusso annuo di passeggeri in continua crescita, intorno ai tre milioni. La realizzazione della nuova aerostazione è una necessità impellente in quanto lo scalo calabrese, superata l’emergenza sanitaria, non sarà più in grado, come non lo era in precedenza, di contenere l’elevato numero di passeggeri e di assicurare le necessarie condizioni di sicurezza auspicate dall’Enac».

«Lo sviluppo della Calabria – ha concluso il deputato – passa ineludibilmente dall’ammodernamento e ampliamento della sua più importante infrastruttura che deve operare in stretta sinergia con gli scali di Reggio Calabria e Crotone. (rp)

d’Ippolito (M5S): individuare persone coraggiose a cui affidare la struttura commissariale

Il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito ha lanciato un appello ai 5 Stelle per «lavorare insieme, senza polemiche, senza divisioni e con piena coscienza politica per individuare figure coraggiose cui affidare la guida dell’intera struttura commissariale».

Per d’Ippolito, infatti, si potrebbe iniziare «dalla risoluzione dei problemi del policlinico universitario, già messi in evidenza dalla relazione del 2008 della commissione ministeriale d’inchiesta Serra-Riccio» e «confido – ha detto il deputato – in un’attenta e serena valutazione, da parte dell’intero governo, di questa necessità, perché le questioni da risolvere sono molto più gravi e profonde di quelle che appaiono in tv e sui social, e pertanto non possiamo sbagliare sul futuro della sanità calabrese».

Il deputato pentastellato, infatti, ha detto di non condividere la nomina, da parte del ministro alla Salute Roberto Speranza, di Giuseppe Zuccatelli come nuovo commissario alla Sanità calabrese, in quanto «abbiamo sempre predicato rinnovamento e ricambio generazionale».

«Ciononostante – ha concluso d’Ippolito – al netto dell’improvvisa tesi di Zuccatelli sull’inutilità delle mascherine, risalente allo scorso 27 maggio e da ultimo ritrattata, va anche evidenziato che, da commissario del policlinico universitario di Catanzaro, egli ha saputo fronteggiare il Rettore dell’ateneo, struttura che sulla sanità calabrese continua a fare la parte del leone pur non garantendo, a fronte di un corrispettivo regionale da anni superiore di molti milioni a quanto consentito dalle norme vigenti, l’attivazione del Pronto soccorso, l’emergenza-urgenza, l’accreditamento delle scuole di specializzazione e la lotta efficace al Covid, in virtù di incrostazioni di potere che peraltro coinvolgono alcuni degli ex e degli attuali dirigenti regionali, già protagonisti di sforamenti di bilancio e del fallimento della fondazione Campanella per le cure oncologiche». (rp)

Wanda Ferro (FdI): Le mani del Governo sulla Sanità calabrese

La deputata calabrese Wanda Ferro (FdI) stigmatizza la scelta del Governo a proposito del nuovo commissario della Sanità in Calabria. «Dopo la figuraccia – ha detto – rimediata dal generale Cotticelli, e ancor più dal governo che l’ha nominato alla guida della sanità in Calabria, speravamo che l’individuazione del nuovo commissario rispondesse esclusivamente ai requisiti della professionalità e della competenza, e non a quelli dell’appartenenza politica. Invece il presidente Conte e il suo governo hanno  dimostrato di utilizzare il commissariamento per tenere le mani sulla sanità calabrese. Il generale Cotticelli è stato utilizzato come capro espiatorio, e si è consumato un ribaltone nella stessa maggioranza, con il defenestramento di  un commissario sponsorizzato dai cinque stelle e la promozione di un politico organico all’ala sinistra del governo. Ecco cosa intendevano per Calabria zona rossa. Zuccatelli è stato infatti un amministratore del Pd, vicino a Bersani e candidato alla Camera con Leu. Fallito l’ingresso in Parlamento, Zuccatelli è stato gratificato dal ministro Speranza con una serie di incarichi in Calabria, tra cui quelli di commissario dell’ospedale e del policlinico universitario di Catanzaro. È stato lui ad opporsi, insieme al Pd, alla realizzazione dell’ospedale covid a Catanzaro, entrando in forte conflittualità con il rettore dell’Università. Zuccatelli è responsabile quanto Cotticelli dei ritardi nell’organizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza covid. Ma per il Governo poco importa, l’esperienza di Cotticelli non ha insegnato nulla. La salute dei cittadini resta ai margini delle decisioni mentre l’unico obiettivo è quello di mantenere la sanità calabrese in una condizione di precarietà, per giustificare la indebita e ingiustificata sottrazione della gestione al governo regionale eletto dai cittadini. La nomina di Zuccatelli risponde ad una logica di lottizzazione, e dimostra come la proroga del decreto Calabria sia stata un atto di prevaricazione politica, per questo chiediamo al presidente Mattarella di non firmare il decreto». (rp)

Tripodi (FI): Sanità Calabria, nominare commissario Bertolaso

La deputata di Forza ItaliaMaria Tripodi, ha ribadito come «la soluzione per sostituire il commissario Saverio Cotticelli è a portata di mano: il suo nome è Guido Bertolaso».

«La Calabria – ha aggiunto – merita una figura di primo piano, un professionista serio e competente che ha dimostrato con i fatti di saper gestire ogni emergenza. Si abbia il coraggio di voltare pagina, abbandonando le vecchie logiche che hanno portato a nomine inappropriate». (rp)

Bruno Bossio (PD): Bisogna agire in fretta, subito nuovo commissario

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha dichiarato che «l’era di Saverio Cotticelli è finita nel peggiore dei modi, il Governo è in procinto di nominare un nuovo commissario alla Salute e la Calabria è in zona rossa».

«Le ultime 48 ore – ha aggiunto – sono state ad alta tensione per la Calabria, con un rapido evolversi della situazione tale da richiedere un approfondimento e una ricostruzione puntuale di cause ed effetti. Da 11 anni sono all’opposizione dei commissari di governo: prima contro Scopelliti, poi contro Scura, e infine contro Cotticelli. La sua disinvolta ammissione di incompetenza davanti alle telecamere non mi ha lasciato dunque per nulla sorpresa».

«In questi anni – ha proseguito la deputata –il governo nazionale ha delegato personaggi evidentemente inadeguati a gestire il sistema sanitario regionale senza fare un monitoraggio e una verifica puntuale dell’avanzamento effettivo dei Lea e della fuoriuscita dal disavanzo finanziario. Nel frattempo sono stati depotenziati, e in alcuni casi chiusi, gli ospedali periferici che un grosso contributo avrebbero potuto fornire in questi mesi duri di pandemia, in termini di continuità assistenziale sul territorio e di presidi per la salute pubblica. Ora – con l’approvazione del decreto Calabria 2 da parte del Consiglio dei ministri – speriamo di trovarci davanti  a un nuovo inizio, con alcuni importanti correttivi. Primo: attraverso la struttura del commissario viene definita una catena del comando chiara, anche per ciò che concerne gestione e responsabilità dell’emergenza Covid».

«Secondo – ha continuato ancora – per la prima volta lo Stato e non solo i cittadini calabresi, che da 11 anni pagano le aliquote fiscali più alte d’Italia, si fa carico di finanziare il debito pregresso. Terzo: è previsto un termine perentorio entro cui i nuovi commissari delle aziende devono assumersi la responsabilità di approvare i bilanci e gli  atti aziendali (60 giorni), pena la decadenza dal loro incarico».

«Il tempo – ha concluso – non è più una variabile neutra: ora bisogna solo agire in fretta». (rp)

Ferro (FDI): Ci aspettiamo immediate dimissioni di Cotticelli

La deputata di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro, è intervenuta nella trasmissione di La7 Omnibus, condotta da Flavia Fratello, dichiarando che «ci aspettiamo le immediate dimissioni del generale Saverio Cotticelli. Ciò che emerge dalla sua intervista rappresenta davvero una pagina buia della gestione della sanità calabrese».

Nel corso della trasmissione, infatti, la deputata ha contestato la decisione del governo di dichiarare la Calabria zona rossa, e ha rimarcato i ritardi e le gravi responsabilità del governo nella definizione del piano anticovid in Calabria, emersi anche da un’intervista, andata in onda nel corso della trasmissione di Rai Tre Titolo V, al commissario alla sanità Saverio Cotticelli, nominato dal ministro Grillo durante il primo governo Conte e confermato dal ministro Speranza. 

«Il governo – ha detto Wanda Ferro – aveva probabilmente la necessità di giustificare l’adozione del nuovo Decreto Calabria, con cui ha deciso di accentrare ancor di più la gestione della sanità calabrese, in maniera degna di un regime. I risultati disastrosi del commissariamento governativo sono sotto gli occhi di tutti».

«Altrettanto gravi – ha aggiunto – sono le responsabilità del commissario Arcuri, che avrebbe dovuto attuare il piano covid di riordino della rete ospedaliera insieme ai commissari delle aziende. L’Italia intera ha ora ben chiare le responsabilità, che non abbiamo mai smesso di denunciare, sullo stato della sanità in Calabria». (rp) 

Parentela (M5S) al Rettore De Sarro: dia gli spazi disponibili per i posti letto

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, lancia un appello ai ministri Roberto SperanzaRoberto Gualtieri, affinché «caccino gli attuali commissari alla sanità regionale e assieme richiamino alla responsabilità il Rettore dell’Università di Catanzaro  Giovambattista De Sarro, perché conceda il padiglione C del policlinico dell’ateneo al fine di attrezzare nuovi posti letto».

«È assurda la mancanza di collaborazione del rettore, che evidentemente – ha attaccato il deputato M5S – non ha compreso la gravità della situazione né il bisogno dei calabresi davanti all’aumento continuo dei casi Covid. L’ospedale catanzarese Pugliese-Ciaccio sta lavorando intensamente. Nella guerra sanitaria al virus, che vede impegnati e intasati tutti gli hub della Calabria, chi del policlinico universitario vuole ancora restare in giacca e cravatta e non sporcarsi le mani? Almeno in questa fase tanto drammatica, il rettore non pensa che il policlinico debba sdebitarsi con la Calabria, che alla struttura, priva di Pronto soccorso e per prassi politica esentata dall’emergenza-urgenza, ogni anno continua a corrispondere decine di milioni oltre quanto consentito dalle norme?».

«Condivido – ha concluso Parentela – e sostengo la risolutezza del commissario straordinario del policlinico universitario, Giuseppe Zuccatelli, che giustamente ha alzato i toni nei confronti del rettore Giovambattista De Sarro, chiedendogli la disponibilità del padiglione C per aumentare i posti riservati ai pazienti Covid. Non è più tempo per mantenere rendite di potere. Se la Calabria è zona rossa, anche il rettore dovrebbe porgere qualche scusa ai cittadini». (rp)

Cannizzaro (FI): Revocare il colore di massimo pericolo alla Calabria

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, è intervenuto alla Camera chiedendo di «revocare, senza indugio, l’assegnazione del colore di massimo pericolo alla Calabria».

Cannizzaro, infatti, ha risposto in maniera energica all’informativa del ministro della Salute, Roberto Speranza, convocato dall’Opposizione a Montecitorio per riferire su dati e criteri utilizzati per la collocazione delle Regioni italiane nelle aree di diverso colore, così come previsto dal Dpcm del 3 novembre.

«L’unica zona rossa che avreste dovuto decretare è senza dubbio Palazzo Chigi per incapacità e inadeguatezza» ha dichiarato il deputato reggino, asserendo che questa scelta in realtà si sia basata più su criteri politici che sanitari.

«Una scelta politica discriminatoria» secondo il parlamentare di Forza Italia che, difendendo la Calabria dalle scelte infelici del Governo Conte, ha proseguito il suo affondo evidenziando all’Aula che nello stesso giorno di emanazione dell’ultimo Dpcm è stato contestualmente prorogato il commissariamento della Sanità in Calabria. Commissariamento che va avanti ininterrottamente da circa un decennio.

«Si tratta di una scelta scellerata attuata per mantenere le poltrone di chi in tutti questi anni non ha prodotto che ritardi e danni, gli stessi ritardi e danni che Voi oggi contestate  – ha sostenuto a tal proposito Cannizzaro – tentando di far passare il commissariamento in sordina, mascherando questa ennesima beffa distogliendo l’attenzione dei calabresi collocandoci in zona rossa». 

Il deputato reggino, certo che in Calabria il tessuto economico non possa reggere ad un’altra bordata simile, ha informato i colleghi della Camera di aver chiesto formalmente al Presidente della Regione f.f. Nino Spirlì di presentare ricorso al Tar per dare immediata discontinuità al Dpcm: «ne va della stabilità economica e sociale del territorio che rappresento, già duramente colpito da notevoli e cronici disagi».

 Ricorso al Tar per cui il parlamentare di Forza Italia ha chiesto, nelle scorse ore, un intervento ad adiuvandum di tutti i Sindaci della Regione.

La preoccupazione di Cannizzaro, infatti, è che quell’atteggiamento finora pacifico, civile ed accondiscendente dei suoi concittadini possa mutare e sfociare in ben altri tipi di comportamento.

In conclusione, ponendo all’attenzione della Camera e del ministro Speranza quanto accaduto ieri sera con migliaia di calabresi, scesi pacificamente in piazza in diverse città, il deputato ha, dunque, sollecitato un intervento rapido ed efficace del Governo Conte, revocando la “zona rossa” in Calabria. (rp)

Nesci (M5S): Scelte condivise con Regioni, si deve collaborare per uscire dall’emergenza

La deputata del Movimento 5 StelleDalila Nesci, è intervenuta a seguito dell’informativa del ministro alla Salute Roberto Speranza, ribadendo che «fino a quando non ci sarà un vaccino per debellare il Coronavirus, la politica è chiamata a combattere una crisi sanitaria che si presenta, innanzitutto, come una crisi ospedaliera».

«Una crisi – ha aggiunto – che è anche il frutto di anni di tagli e definanziamenti a discapito della nostra sanità e della rete di assistenza territoriale. Una malagestione degli ultimi vent’anni perpetrata in molti sistemi sanitari regionali, allo scopo di arricchire la sanità privata a discapito del pubblico».

«Governo e Parlamento – ha proseguito Dalila Nesci – hanno fatto ciò che era importante, potenziare il sistema sanitario, stanziando 9,5 miliardi di euro per l’intero comparto e 1,4 miliardi per l’aumento dei posti in terapia intensiva, passati da 5.179 prima dell’emergenza agli attuali 7596. E altri se ne aggiungeranno per un totale potenziale di 11307.  Abbiamo più che raddoppiato la capacità di intervento sui pazienti più gravi, e con un unico scopo: governare il fenomeno. Ma ora dobbiamo tutti collaborare ed accogliere il sistema messo a punto dalla Cabina di Regia, dove partecipano anche le Regioni, basato non solo sull’ormai famoso valore Rt ma su ben 21 indicatori individuati dal D.m. 30 aprile 2020 – i cui dati sono forniti proprio dalle singole Regioni. Alla luce di questi dati, le restrizioni imposte per territori hanno l’unico scopo di contenere i contagi ed evitare un lockdown nazionale, più duro e penalizzante per tutti».

«Consapevoli della separazione – ha concluso la deputata – e della gestione concorrente tra Stato e Regioni di alcune competenze garantite dalla Costituzione, il nostro auspicio è che si mettano da parte gli eccessi propagandistici, e che si collabori uniti per affrontare questa pandemia». (rp)