Melicchio (M5S): Centri estivi, oltre 5 milioni e mezzo per la Calabria

«Ai Comuni della nostra regione andranno oltre 5 milioni e mezzo di euro» ha dichiarato il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Melicchio, annunciando che «il Governo è al fianco dei Comuni nel potenziamento dei centri estivi».

«Le risorse previste – ha proseguito il deputato – ammontano a € 135 milioni da destinare direttamente ai Comuni impegnati nell’organizzazione delle attività per i minori tra i 3 e i 14 anni nei mesi da giugno a settembre 2020, per interventi da realizzare in collaborazione con enti pubblici e privati, enti del Terzo settore, imprese sociali, enti ecclesiastici».

«Questi fondi – ha spiegato il deputato del Movimento 5 Stelle – saranno destinati al potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socio-educativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa. Uno stanziamento diretto del Governo indispensabile per sostenere gli enti locali in una delicata fase di ripartenza dopo l’emergenza Covid-19. Ulteriori 15 di euro milioni saranno assegnati attraverso un successivo Avviso per progetti di contrasto alla povertà educativa, per risorse complessive pari a 150 milioni».

«I criteri di ripartizione dei finanziamenti sono basati sulla popolazione di bambini e minori tra i 3 e i 14 anni presente in ciascun Comune» ha proseguito Melicchio, ricordando le altre misure di sostegno stabilite dal Decreto Rilancio: «Le famiglie potranno richiedere il bonus per baby sitter o per il centro estivo, ogni nucleo familiare potrà vedersi riconosciuto un contributo fino a 2.000 euro. Misure fondamentali, in vista della stagione estiva, per aiutare e sostenere le famiglie della Calabria in un periodo di grande difficoltà, soprattutto quelle con minori che più di altre hanno subito gli effetti del lockdown». (rp)

Carè (IV): No alla chiusura dell’Istituto italiano di Asmara in Eritrea

In una interrogazione rivolta al ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, il deputato di Italia VivaNicola Carè, chiede di «scongiurare la chiusura dell’Istituto Italiano Statale Omnicomprensivo di Asmara in Eritrea».

«Le conseguenze della pandemia Covid-19 – ha aggiunto il deputato di Italia Viva – hanno investito l’istituzione statale italiana più grande al mondo, fondata nel 1935, strumento chiave della cooperazione italiana in Eritrea, che comprende scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado. Il 25 marzo 2020, infatti, in piena fase di lockdown è stata inviata al governo italiano, dall’ufficio di Presidenza del governo eritreo, una nota di revoca della licenza. A tal riguardo è opportuno precisare che i rapporti tra Italia ed Eritrea sono regolati da un Accordo Bilaterale siglato nel 2012 in attesa di rinnovo».

«Vista la situazione che si è delineata – ha sottolineato l’on. Carè – il rischio di una mancata riapertura della scuola è molto serio se si considera che lo stesso Ministero dell’Educazione locale non ha autorizzato lo svolgimento degli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione agli studenti con cittadinanza eritrea. Tale ipotesi va assolutamente rigettata».

«Per tali ragioni occorre intervenire con tempestività – ha concluso Carè – allo scopo di consentire all’Istituto Italiano di Asmara di proseguire la sua consolidata attività e il suo fondamentale e prestigioso ruolo educativo e formativo delle nuove generazioni». (rp)

Bruno Bossio (PD): estesi al 31 dicembre i termini per requisiti per lavoratori sanità e cococo

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, parla di buone notizie per lavoratori sanità e cococo, che sono emersi in Commissione Bilancio alla Camera, dedicati all’esame del Decreto Milleproroghe: «è stato approvato un emendamento, anche da me sottoscritto, che modifica i commi relativi ai requisiti temporali necessari per rientrare nei piani di stabilizzazione».

«Per quanto riguarda gli operatori della sanità – ha proseguito la deputata del PD – il nuovo comma indica il 31 dicembre 2020 come data ultima per maturare i requisiti utili alla stabilizzazione. Quanto, ancora, alla platea dei lavoratori precari della Pa in possesso di un contratto flessibile, e in particolare i Cococo – prosegue la deputata- anche per loro è stato stabilito che il 31 dicembre 2020 – e non più 2017 – è la data ultima per maturare i requisiti necessari a rientrare nei concorsi a riserva».

«Giungono così a primi risultati – ha concluso Enza Bruno Bossio – battaglie che ho da subito portato avanti nelle aule parlamentari a difesa dei lavoratori precari del vasto universo pubblico: si tratta, infatti, di modifiche sostanziali che consentono a un numero molto alto di professionalità di poter raggiungere un traguardo di stabilizzazione di lavoro e di vita». (rp)

Barbuto e Corrado (M5S) incontrano il Commissario Agostinelli per il futuro del Porto di Crotone

Le deputate del Movimento 5 StelleElisabetta BarbutoMargherita Corrado, insieme al rappresentante della Camera di Commercio di Crotone, hanno incontrato il Commissario Agostinelli per parlare del futuro e delle prospettive del Porto di Crotone.

Le parlamentari, in particolare, riconoscendo il ruolo fondamentale del  Commissario Agostinelli nel rilancio del porto di Gioia Tauro che si avvia a divenire uno dei primi porti del Mediterraneo, se non il primo, nel transhipment, lo hanno sollecitato ad adoperarsi affinché la medesima attenzione riservata a questa realtà possa venire dedicata anche agli altri porti calabresi ricadenti sotto la giurisdizione di Gioia Tauro e, quindi,  al porto di Crotone che da tempo non vive uno dei periodi migliori della sua lunga storia.

Il confronto sull’obiettivo, immediatamente condiviso dai partecipanti all’incontro, si è pertanto incentrato sulla urgenza di aggiornare il piano regolatore del nostro porto che risale al lontano 1982 e certamente, a distanza di circa quaranta anni, non ne rispecchia più le esigenze attuali e si è, quindi, traferito sul piano del confronto tecnico giuridico sulla fattibilità e sul metodo per realizzare tale aggiornamento.

Sono state, inoltre, discusse varie criticità, ma il Commissario ed il suo staff hanno, tuttavia, ritenuto di dovere ricordare anche gli impegni economici recentemente adottati dall’Autorità portuale per l’esecuzione di lavori inseriti nel piano operativo triennale delle opere pubbliche quali il risanamento della diga foranea , la demolizione della gru sulla banchina industriale, il completamento della video sorveglianza, l’apertura di un nuovo varco d’ingresso sulla zona doganale per il trasferimento provvisorio della flotta dei pescherecci.

«Siamo soddisfatte dell’incontro svoltosi in un clima di estrema franchezza e collaborazione – hanno dichiarato le deputate Barbuto e Corrado – e vorremmo in questa occasione rinnovare l’invito che un mese fa, unitamente ai nostri colleghi calabresi, abbiamo rivolto alla ministra Paola De Micheli in merito alla nomina dell’Ammiraglio Agostinelli quale presidente dell’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro. Siamo convinte, infatti, concludono le parlamentari, che tutto il prezioso lavoro svolto dal Commissario sul porto di Gioia Tauro, in perfetta sinergia con il Governo e con ottimi risultati, possa essere replicato negli altri porti calabresi tenuto conto delle peculiarità e delle vocazioni degli stessi in un sistema che consenta, peraltro, di fare rete, senza sovrapposizioni dannose, tra le varie realtà territoriali».

«Abbiamo sempre sostenuto – hanno concluso le deputate del Movimento 5 Stelle – che la visione d’insieme e la progettazione siano importanti, se non fondamentali, nella pianificazione di un futuro realmente costruttivo per le nostre infrastrutture. Ed i porti, ovviamente, non fanno eccezione a tale regola». (rp)

Torromino (FI): Il Governo non lasci isolata Crotone

Il deputato di Forza ItaliaSergio Torromino, lancia un appello al Governo, affinché non lasci isolata Crotone, in quanto «la provincia di Crotone e i crotonesi meritano un trattamento di ‘normalità’ che non hanno mai avuto».

«Quella trascorsa – ha spiegato il deputato forzista – è stata una settimana di intenso lavoro che si è conclusa ieri con una mia interpellanza urgente al ministro dei Trasporti, relativamente alle azioni che si intendono mettere in essere per il rilancio dello scalo pitagorico, anche e soprattutto in considerazione al fatto che esso rappresenta, al momento, l’ unica via di rapida comunicazione con il resto della Nazione. Ancora una volta, però, il sottosegretario in rappresentanza del Ministro, ha enunciato una serie di argomentazioni sterili e a volte inesatte che non lasciano intravedere positivi sviluppi».

«Ovviamente , ho espresso con chiarezza e determinazione – ha proseguito Torromino – la mia insoddisfazione alle risposte datemi, anche perché non ce ne sono state, e la chiara volontà di riproporre sul tavolo delle Istituzioni nazionali e regionali la questione». (rp)

Parentela (M5S): Oltre un miliardo per il rilancio del Made in Italy anche in Calabria

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha annunciato lo stanziamento di oltre un miliardo per il rilancio del Made in Italy anche in Calabria grazie al patto per l’Export firmato dal ministro Luigi Di Maio.

«Si tratta – ha dichiarato il deputato Paolo Parentela – di una montagna di risorse, che aiuteranno anche le aziende meridionali e calabresi. La pandemia ha indebolito soprattutto il tessuto produttivo del Sud. Uno dei settori più colpiti è quello dell’export, di cui l’Italia è protagonista globale per il prestigio dei marchi, la qualità e l’originalità dei prodotti. Era dunque prioritario dare forte sostegno attraverso una molteplicità di interventi e strumenti, che vanno dal supporto al sistema fieristico alla finanza agevolata, dalla comunicazione e promozione delle nostre eccellenze all’implementazione dell’e-commerce».

«Il Piano straordinario per il Made in Italy, il Piano di promozione integrata, il Fondo 394/81 e i decreti varati per fronteggiare la crisi economica – ha continuato il parlamentare M5S – hanno quindi come scopo finale quello di assicurare liquidità, visibilità e sostegno alle imprese, in un quadro normativo certo».

«Nello specifico si tratta – ha concluso Parentela – di un intervento senza precedenti che si innesta all’interno di un percorso che come Movimento 5 Stelle stiamo seguendo sin da quando siamo al governo. Continueremo a sostenere le imprese italiane con ogni mezzo possibile, lavorando in parlamento per garantire loro la massima vicinanza concreta». (rp)

 

Tucci (M5S): patto per l’export, così rilanciamo il Made in Italy

Il deputato del Movimento 5 StelleRiccardo Tucci, rende noto che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in accordo con le imprese e le associazioni di categoria, ha elaborato un piano di rilancio del Made in Italy nel mondo, sottoscrivendo con gli stessi un Patto per l’Export.

Il deputato ha spiegato che si tratta di «un programma d’investimento nato dal confronto e dalla sinergia tra lo Stato e i privati teso al miglioramento dell’internazionalizzazione delle aziende italiane nonché alla promozione dei relativi prodotti sul mercato mondiale. Il piano presentato ieri mattina alla Farnesina prevede lo stanziamento di un miliardo e 400 milioni di euro di risorse pubbliche e contempla diverse linee d’intervento che spaziano da una nuova campagna di comunicazione di “nation branding” all’implementazione del commercio digitale, dall’incentivazione del sistema fieristico al potenziamento della finanza agevolata, dalla promozione integrata del brand Italia all’intensificazione degli strumenti formativi e informativi per le imprese. Tutte leve, insomma, che dovrebbero innalzare il livello qualitativo delle aziende sul mercato».

«A breve – ha concluso Riccardo Tucci – verrà stilato un calendario di incontri con le imprese e le associazioni di categoria calabresi nel corso dei quali verranno sviscerati tutti i dettagli dell’iniziativa governativa appena lanciata. La campagna informativa si avvarrà anche della collaborazione dell’ordine dei commercialisti di Vibo Valentia». (rp)

Carè (IV): Riapri Calabria, domande aziende inferiori alle attese

Il deputato di Italia VivaNicola Carè, ha rilevato che «solo 16.980 imprese calabresi, su almeno 20.000 possibili, hanno presentato domanda al bando Riapri Calabria, che prevede 40 milioni di euro e concede 2.000 euro a fondo perduto alle aziende costrette all’inattività in questi mesi a causa dell’emergenza sanitaria».

«Una situazione sicuramente anomala – ha dichiarato il deputato – se si tiene conto della grave crisi occupazionale, acuitasi nel corso dell’epidemia Covid-18, che investe il Mezzogiorno e la Calabria da diverso tempo. Dalla presentazione da parte degli imprenditori calabresi di un numero di domande palesemente inferiore a quelle previste scaturiscono due linee di intervento non più rinviabili: da una parte la necessità di sburocratizzare il Paese e dall’altra quella di ridurre drasticamente la pressione fiscale, in modo particolare sulle piccole e medie imprese».

«Per molte aziende – ha proseguito l’on. Carè – è stato, infatti, impossibile, all’atto di presentazione della domanda, sottoscrivere l’autocertificazione e attestare la regolarità del pagamento di tasse e contributi, requisito indispensabile per godere del beneficio previsto di 2.000 euro. Anche se i soldi del bando rimasti inutilizzati verranno reinvestiti in altre iniziative ciò non elimina l’impellente necessità di adottare misure definitive a sostegno dello sviluppo economico del Mezzogiorno e della Calabria».

«Non misure assistenziali – ha concluso il deputato Carè – ma provvedimenti equi e azioni concrete per le imprese che puntino al rilancio dell’economia e dell’occupazione». (rp)

Tripodi (FI): Ponte sullo Stretto, i fondi ci sono, avvio lavori priorità per il il rilancio del Sud

Per la deputata e vice-coordinatrice regionale di Forza Italia Calabria, Maria Tripodi, «il Ponte sullo stretto di Messina è un’opera che va realizzata senza ulteriori indugi e in cui Forza Italia crede fermamente da sempre. Come dimostra, per altro, l’azione portata avanti dal terzo Governo Berlusconi, che rese l’opera cantierabile, salvo poi vedersela clamorosamente bloccata dalla sinistra, con la motivazione di non disturbare la rotta dei delfini».

«Sono firmataria alla Camera – ha proseguito la deputata – di tre emendamenti al dl Rilancio per inserire il Ponte sullo stretto tra le infrastrutture che dovranno essere avviate nei prossimi mesi. È un’opera fondamentale che serve non solo al Sud, ma a tutto il Paese. I fondi ci sono e non avrebbe senso procrastinare un’opera che non potrà che portare innovazione e benefici per le importanti ricadute economiche che avrebbe per l’Italia».

«Il Mezzogiorno – ha concluso Maria Tripodi – ha bisogno di infrastrutture e progresso. Il prolungamento della Freccia Rossa fino a Reggio Calabria è solo un inizio. Se in questi anni si fosse proseguito il progetto originario lanciato dal presidente Silvio Berlusconi, certamente saremmo in una fase diversa con un Sud competitivo e attrattore di attività economiche e turismo. Il ponte sullo Stretto è quindi una delle prime cosa da fare. E’ questo il futuro». (rp)

Carè (IV): Il Ponte sullo Stretto un’opera di straordinaria importanza

Per il deputato di Italia VivaNicola Carè, «il Ponte sullo Stretto costituirebbe un’infrastruttura di straordinaria rilevanza per il Mezzogiorno», sopratutto se si pensa alle «ricadute positive che ne deriverebbero dalla sua realizzazione, che si tramuterebbero nella creazione di nuovi posti di lavoro e nell’assicurare una migliore mobilità dei cittadini tra la Calabria e la Sicilia, a condizione che ci siano impegni precisi su modalità e tempi di esecuzione».

«Il compimento dell’opera – ha dichiarato il deputato  di Italia Viva – che avrebbe anche un grande impatto sugli afflussi turistici, si inserirebbe nel complesso di tutte quelle infrastrutture necessarie per agevolare gli investimenti e favorire lo sviluppo economico e sociale della Calabria e della Sicilia. Tra queste la realizzazione dell’alta velocità, l’elettrificazione della tratta ferroviaria jonica, lo sviluppo del sistema aeroportuale ed il miglioramento delle vie di comunicazione interne. La mancata realizzazione di tali interventi, che non sono in competizione tra di loro ma si integrano in maniera imprescindibile per raggiungere lo stesso obiettivo, andrebbe a penalizzare la Calabria e la Sicilia e l’intero Paese, ridimensionando drasticamente la principale industria del Mezzogiorno: il turismo». 

1Per tali ragioni – ha concluso l’on. Carè – sono in linea con la posizione assunta nelle ultime ore da Matteo Renzi sul Ponte sullo Stretto. Ritengo, infine, che le grandi opere debbano necessariamente realizzarsi nel Mezzogiorno come accade nel resto d’Italia e il Ponte  sullo Stretto rientra tra quegli interventi che uniscono il Sud al Nord e l’intero Paese all’Europa». (rp)