Cannizzaro (FI): Stravolto il mio emendamento, una beffa per i tirocinanti della Giustizia

Il deputato forzista Francesco Cannizzaro ha preso posizione sul tema dei tirocinanti della Giustizia, dopo che il suo emendamento per la regolarizzazione del precariato è stato completamente stravolto. «Sui tirocinanti della giustizia, – ha dichiarato l’on. Cannizzaro – questo Governo PD-M5Stelle si conferma lontano anni luce dall’Italia che lavora e che produce. L’emendamento che avevo sottoscritto la scorsa settimana per garantire la regolarizzazione di 2.000 tirocinanti è stato completamente stravolto, saranno poco più di mille le figure che vedranno semplicemente prolungata la loro precarietà per appena 10 mesi, e senza neanche garantire i tirocinanti perchè il bando sarà aperto a tutti».

«È’ un duro colpo per gli uffici giudiziari – ha detto ancora Cannizzaro – che negli ultimi anni sono andati avanti grazie al sacrificio e all’impegno di queste persone, che hanno svolto un lavoro fondamentale a supporto di giudici, magistrati e avvocati. Oggi il Governo ha perso una grande occasione che avrebbe consentito ai tribunali di fare un salto di qualità per l’efficienza del lavoro quotidiano. Anziché pensare ad abolire la prescrizione trasformando il nostro Paese in uno Stato di diritto in una Repubblica dei processi infiniti, l’esecutivo dovrebbe invece impegnarsi per garantire l’efficiente funzionamento dei Tribunali e degli organi giudiziari. L’unico augurio è che il Centro-destra possa al più presto sostituire questi incapaci di sinistra dell’esecutivo giallo-rosso restituendo anche a questo settore le attenzioni che merita. Non ci possiamo e dobbiamo arrendere a questa mediocrità». (rp)

D’Ippolito (M5S): Coronavirus, no a balzelli e tasse per i pescatori italiani

Il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, della commissione Ambiente, ha presentato un’interrogazione ai ministri della Salute e della Tutela del territorio e del mare, a tutela dei pescatori italiani. Il deputato ha chiesto se le disposizioni dello scorso 2 febbraio diramate dalla direzione generale della Prevenzione sanitaria sull’adozione di misure urgenti relative all’infezione da nuovo Coronavirus «possano comportare o risulta che abbiano comportato, ferme restando le esigenze di tutela della salute pubblica, complicazioni burocratiche e/o relativi esborsi evitabili a carico dei pescatori» e se «non intendano, nel caso in cui i pescatori a bordo di pescherecci siano stati o possano essere penalizzati nella loro attività lavorativa dalle suddette disposizioni, adottare iniziative di competenza al fine di agevolare la medesima, in modo che non ne abbia pregiudizio alcuno».

«Tali disposizioni – ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle – comportano precisi obblighi per ciascuna nave che comunichi l’accesso a un porto italiano, la quale, indipendentemente dalla provenienza nazionale od internazionale, è tenuta a richiedere, non prima di sei ore dall’ingresso in porto, il rilascio della Libera Pratica Sanitaria all’USMAF territorialmente competente». «Inoltre, le disposizioni in parola – continua il parlamentare – contemplano l’esclusione dalle riferite misure delle imbarcazioni che rientrano dallo stesso porto da cui sono ripartite, per esempio i pescherecci, che usualmente possono anche spostarsi da un porto all’altro per motivi di carenaggio. Mi è stato segnalato che in simili circostanze è stato richiesto, per il personale sano di pescherecci, cioè senz’altro fuori di ogni rischio legato al Coronavirus, il pagamento di inutili e salati bollettini. Se fosse una pratica ordinaria, sarebbe un modo per far cassa a discapito dei pescatori, e questo – conclude D’Ippolito – non può essere consentito, sicché occorrerebbe immediato rimedio da parte dei ministeri di competenza».  (rp)

Enza Bruno Bossio (PD): aderisco ad “Azione riformista”

La deputata dem Enza Bruno Bossio ha annunciato la sua adesione ad Azione Riformista. «Ieri – ha detto la deputata calabrese – ho partecipato all’assemblea organizzata da Luigi Guglielmelli. Sono, intanto, soddisfatta per il successo di partecipazione che ha registrato. Condivido, poi, la necessità che venga promossa una area politico-culturale di espressione del riformismo laico e democratico. Ad Azione Riformista aderisco con piena convinzione e dichiaro sin da subito il mio impegno per contribuire al successo della convention programmatica provinciale per la definizione dei contenuti di un progetto rivolto soprattutto alla crescita economica e sociale ed all’accrescimento dei livelli democrazia nella nostra regione. Va da sé che nulla può essere come prima : bene ha fatto Guglielmelli a sottolineare, anche autocriticamente, i limiti della azione del PD in questi anni. La necessità di una netta discontinuità si impone sia nella azione di governo che nella forma organizzativa dello stesso PD».
«Azione Riformista  – dice ancora la deputata dem Bruno Bossio – dovrà essere, dunque, un soggetto politico capace di lanciare una sfida sulla innovazione della identità e della cultura politica e sul rinnovamento dei gruppi dirigenti. Dobbiamo evitare che si agiti in maniera propagandista la clave del rinnovamento con il celato fine della autoconservazione delle nomenclature odierne, soprattutto quelle rivelatesi, da seconda e terza fila del gruppo dirigente, campioni di opportunismo e trasformismo. Il rinnovamento deve essere tale se è capace di valorizzare la coniugazione delle competenze con il ringiovanimento generazionale. Anche per questo ho trovato giusto che ieri siano stati indicati alcuni vincoli a cui ancorare la riorganizzazione e la selezione della rappresentanza politica, a cominciare dalla scelta di non ricandidare chi ha già svolto due mandati istituzionali. Il filo conduttore e identitario di un reale processo di rinnovamento dovrà essere un profilo ispirato ai valori e ai programmi di un forte riformismo».
Le conclusioni indicano il percorso suggerito dalla Bruno Bossio: «L’ambizione della fuoriuscita da una crisi sociale, economica e di valori può essere perseguita se si ha la capacità di sconfiggere i populismi che oggi dettano l’agenda della politica in Calabria e nel Paese. Mai come in questo momento la competizione, prima ancora che tra conservatori e progressisti, è tra riformisti e populisti. Le elezioni regionali del 26 gennaio hanno evidenziato la capacità di Bonaccini a muoversi sulla via del riformismo, al contrario della Calabria dove il PD si è consegnato al becero populismo di Callipo ed abbiamo perso». (rp)

Enza Bruno Bossio in Direzione PD: in Calabria una sconfitta lampante

Nel corso dell’odierna riunione della Direzione nazionale del Partito democratico, l’on. Enza Bruno Bossio ha stigmatizzato il risultato del voto calabrese. «Nel contesto dello scempio operato per sostituire Mario Oliverio, attraverso il commissariamento di ben due federazioni provinciali del PD e la liquidazione della coalizione di centrosinistra, – ha detto l’on. dem – il risultato del 30% è stato davvero un miracolo. Ma affermare che il PD è il primo partito in Calabria, come è stato detto all’indomani del voto, equivale a fare un’operazione di rimozione di una grave e pesante sconfitta elettorale e politica. Il distacco a vantaggio del candidato di centrodestra è di ben 25 punti. La percentuale raggiunta dal PD alle regionali 2020 è la stessa di quella registrata alle elezioni politiche 2018, considerate la più pesante delle sconfitte. In quelle elezioni però il PD era al 15% circa a fronte del 43,37 % registrato dal M5Stelle. Il 26 gennaio il Pd si attesta sempre intorno al 15%, nonostante il M5Stelle passi dal 43 % al 7,35%. Ci sono stati, quindi, 350 mila voti in libera uscita, che hanno abbandonato il M5Stelle. Che fine hanno fatto? Sicuramente non sono stati intercettati dal nostro partito. Né è stata fatta un’operazione di rinnovamento, visto che le stesse sardine a differenza che in Emilia Romagna hanno dichiarato sulla stampa che non hanno potuto scegliere il Partito Democratico. E infatti nessun rinnovamento, ma solo una resa dei conti tra correnti del partito, all’interno della quale addirittura alcuni come Domenico Bevacqua (per 10 anni vice-presidente della giunta provinciale di Mario Oliverio e oggi alla seconda consiliatura) si autoproclamano espressione di questo rinnovamento. Allora, cerchiamo di essere seri. Il dato vero è che Callipo non allarga il consenso ma restringe la base elettorale. Il nodo da sciogliere per la prospettiva politica del PD e del centrosinistra è quello di rendere credibile e compiuta l’alternativa tra riformismo e populismo. In Calabria siamo stati dalla parte del populismo e abbiamo perso. Le posizioni garantiste invece avute dal Pd in Emilia Romagna su Bibbiano ci hanno regalato un altro risultato. E allora la pesante sconfitta calabrese è la conferma speculare di quanto sia valida l’indicazione di un’alleanza tra i movimenti civici e le forze del centrosinistra dall’altra, come si è fatto in Emilia-Romagna». (rp)

Nesci (M5S): in affanno il Pronto Soccorso e anestesia a Tropea e Vibo

La deputata pentastellata Dalila Nesci segnala in una nota che «Continuano a pervenire segnalazioni preoccupanti circa la carenza di personale sanitario presso l’Ospedale di Tropea e nell’intera Asp Vibonese. Non solo il settore dell’emergenza-urgenza è ridotto all’osso, con medici costretti a turni di lavoro estenuanti per sopperire al grave vuoto d’organico, ma si evidenzia una grave insufficienza di medici anestesisti».
«È una situazione inaccettabile da risolvere subito – afferma la Nesci – se consideriamo che il concorso per 11 medici di medicina d’urgenza e 7 anestesisti, bandito circa un anno fa, non è mai stato concluso a causa delle lentezze, del Dipartimento regionale della salute, circa la composizione della Commissione d’esame. Mi sono già confrontata con il Direttore reggente dell’ASP di Vibo Valentia, la dott.ssa Elisabetta Tripodi, e ho inviato una lettera formale per sollecitare ad agire il Commissario ad acta per il Piano di rientro, il gen. Saverio Cotticelli, nonché il Dirigente del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, Antonio Belcastro, affinché si concludano i bandi e si adottino tutte le misure necessarie –chiosa la Deputata Nesci- per risolvere celermente la carenza di personale nel Vibonese». (rp)

Sapia (M5S): Potenziamento ospedali montani e zone disagiate

Il deputato pentastellato Francesco Sapia, componente della commissione Sanità, ha reso noto che la Camera ha approvato l’ordine del giorno per il potenziamento degli ospedali montani e di zona disagiata, a sua prima firma. Di conseguenza il governo dovrà stanziare fondi per garantire che in queste strutture il servizio di Cardiologia sia attivo per 24 ore al giorno, per assicurare, a beneficio delle popolazioni interessate, la realizzazione di piattaforme per l’elisoccorso anche notturno e un adeguato numero di medici, infermieri e Oss, specie per l’emergenza-urgenza, negli ospedali di montagna o di area isolata.

In particolare, l’ordine del giorno in questione impegna il governo «a intraprendere idonee iniziative, anche normative, al fine di garantire un più efficiente servizio di emergenza-urgenza nelle strutture sanitarie pubbliche delle zone montane e delle zone disagiate del territorio nazionale, all’uopo prevedendo di finalizzare, a seguito della richiesta intesa tra il ministro della Salute, il ministro dell’Economia e la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, risorse congrue per ciascuno degli anni 2020 e 2021, così incrementando il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato, con l’obiettivo di assicurare un adeguato numero di figure professionali, la presenza di almeno un cardiologo h24, nonché la realizzazione, ove mancanti, di piattaforme per l’elisoccorso».

«A questo punto – ha commentato l’on. Sapia – il governo, anche in considerazione dell’avvenuto incremento di ben 2 miliardi del Fondo sanitario, dovrà destinare le giuste risorse per dare risposte concrete alle popolazioni di comuni come Acri, San Giovanni in Fiore, Praia a Mare, Trebisacce, Soveria Mannelli e Serra San Bruno, penalizzate dalla loro posizione geografica per quanto concerne la tutela del diritto alla salute. Avevo preso un impegno con questi miei conterranei e l’ho mantenuto come sempre». (rp)

Tripodi (FI): «Il Governo intervenga subito per Reggio Calabria»

Anche l’on. Maria Tripodi (FI) ha lanciato un appello al Governo per interventi urgenti da destinare a Reggio Calabria, colpita da una fortissima ondata di maltempo e allagamenti in tutta l’area sud.

«Il Governo – ha dichiarato la deputata azzurra – intervenga in maniera immediata, Reggio Calabria e la sua provincia sono al collasso, provate da incessanti nubifragi e danni infrastrutturali e alla viabilità. Occorre agire con celerità, la situazione di strade, sottopassi, della città come dell’entroterra e dei lungomari della fascia Jonica reggina è drammatica. I miei concittadini meritano l’attenzione riservata alle altre località italiane, mi appello al buon senso del Premier affinché si attivi nel prossimo consiglio dei ministri». (rp)

Tucci (M5S): sbloccati i fondi per il Porto di Vibo Marina

L’on. Riccardo Tucci (M5S) ha reso noto che sono stati sbloccati i fondi destinati al Porto di Vibo Marina.

«L’annunciato sblocco dei finanziamenti – ha detto l’on. Tucci, portavoce alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 stelle –  dell’ammontare di 18 milioni di euro per il Porto di Vibo Marina per la messa in sicurezza dell’infrastruttura è frutto del lavoro che porto avanti da tempo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dunque nessuna Camera di Commercio e nessun funzionario possono autoattribuirsi la paternità e il merito dello svincolo dei fondi. La versione data in pasto ai media dall’ultimo arrivato, secondo cui con una semplice letterina, inviata a titolo informativo, si è riusciti in soli due giorni a piegare le resistenze e a intenerire i cuori degli ostici burocrati del Mit, determinando lo sblocco dei finanziamenti, è da annoverare tra le migliori trovate della farsa all’italiana».

«La verità vera – prosegue l’on. Tucci – è che le incessanti interlocuzioni con l’ex ministro Danilo Toninelli prima e con il viceministro Giancarlo Cancellieri dopo (l’ultimo incontro risale a mercoledì scorso) hanno sortito, alla fine, il risultato sperato. Risultato, che è bene precisare, sul quale al momento non vi è nessuna ufficialità. Proprio per questa ragione, pur essendo a conoscenza da giorni delle buone chances di successo nella paradossale vicenda dell’Iban mancante non ho ritenuto di comunicare nulla alla stampa, attendendo prudentemente l’ufficializzazione da parte del Mit».

«Anch’io – precisa il parlamentare – come qualche furbo e lesto funzionario, sono stato raggiunto telefonicamente, nella mattinata di venerdì, dalla segreteria del viceministro delle Infrastrutture per essere informato della lieta novella, ma non per questo mi sono sognato di uscire sui media, annunciando prematuramente la notizia e lucrare così meriti presunti».

«Fin dal primo giorno di mandato sono sempre stato interessato ai fatti e a ottenere risultati, le chiacchiere non mi hanno mai entusiasmato, le ho sempre lasciate e le lascio agli altri» ha concluso il deputato. (rp)

Melicchio (M5S): 23 milioni alla Calabria per i fondi strutturali

L’on. Alessandro Melicchio (M5S) ha annunciato che «Nella manovra c’è un’importante novità: la “norma Fraccaro”, che stanzia 500 milioni di euro a favore di tutti i Comuni, diventa strutturale. Parte così un grande Piano di investimenti diretti sui territori in grado di stimolare la crescita e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Lo stanziamento per la Calabria prevede oltre 23 milioni di euro per i comuni, per realizzare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile. Ma tutti i Comuni d’Italia, in base al numero di abitanti, riceveranno da un minimo di 50mila euro ad un massimo di 250mila euro che potranno essere subito spesi aprendo oltre 8mila cantieri in tutto il Paese».

Melicchio ha spiegato come verranno ripartiti i fondi nella nostra regione: «Gli stanziamenti sono differenziati tra i comuni in base al numero degli abitanti e si va dai 210mila euro per Reggio Calabria ai 170mila di Catanzaro, Cosenza e Crotone, dai 130mila di Vibo Valentia ai 90mila per i comuni sotto i 20mila abitanti. 70mila euro andranno ai comuni che hanno fino a 10mila abitanti e 50mila per i comuni con popolazione inferiore ai 5mila. In totale andranno 4 milioni e 380mila euro per la provincia di Catanzaro, 8 milioni 680mila per quella di Cosenza, 5 milioni e 730 per la città metropolitana di Reggio Calabria, 2 milioni e 700mila euro per la provincia di Vibo Valentia e 1 milione 690 per quella di Crotone».

Il parlamentare 5 stelle ha chiarito anche le finalità del finanziamento: «Si potranno finanziare progetti per dotare le città di impianti per il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Inoltre, le risorse potranno essere impiegate per mettere in sicurezza strade, scuole, edifici pubblici. Ancora, si potranno rimuovere le barriere architettoniche e realizzare progetti di mobilità sostenibile. Rendendo strutturale questa norma – conclude Melicchio – vogliamo continuare a dare impulso agli investimenti favorendo sviluppo sostenibile, occupazione, infrastrutture utili e tutela ambientale. Stiamo lavorando con il massimo impegno per dare ai cittadini, ai territori e alle amministrazioni locali risposte concrete per far ripartire il Paese». (rp)

Cannizzaro (FI) Interpellanza per i traghetti nel Porto di Reggio

Il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro ha depositato un’interpellanza parlamentare indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei Trasporti, al Ministro dei Beni Culturali e al Ministro dell’Ambiente, «per sapere le motivazioni che hanno indotto il Ministro dell’Ambiente a dare il proprio parere favorevole alla realizzazione del porto per imbarcazioni Ro. Ro. in prossimità della città di Reggio Calabria, nonostante tutti gli attori interessati al progetto abbiano espresso parere negativo – dalla Regione Calabria, al Comune di Reggio Calabria, alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, sino alla ASP di Reggio Calabria, e nonostante le attività legislative messe in campo, ODG accolto come raccomandazione e parere favorevole in commissione trasporti, così approvando un progetto dannoso per la città di Reggio Calabria e i suoi cittadini».

Nell’interpellanza, il deputato reggino ha ripercorso l’iter progettuale spiegando che «questo progetto sin da subito ha ricevuto parere negativo sia dal Comune di Reggio Calabria che dalla Regione Calabria, poiché l’arteria autostradale che verrebbe interessata al progetto è fondamentale per accedere ad una zona della città in cui c’è un alto interesse turistico, balneare e sportivo: qui è ubicato anche il Palazzetto dello Sport – di oltre 8000 posti – che, oltre gli sportivi, attrae anche migliaia di spettatori per eventi musicali». Inoltre, prosegue l’on. Cannizzaro nell’interpellanza, «la realizzazione del progettato molo di attracco, peraltro, andrebbe ad incrementare l’inquinamento acustico che potrebbe nuocere l’area interessata, qualificabile ad “alta densità umana”, per la presenza di attività commerciali ed uffici, oltre che ampli spazi a destinazione residenziale; l’accesso all’Autostrada, che è l’arteria principale dei flussi veicolari portuali, caratterizzato da una rampa a forte pendenza, unitamente al fatto che i venti sono quelli in direzione verso la città, costituisce un fattore di rischio elevato per la salute dei cittadini nel più popoloso centro urbano della Calabria; anche l’ASP di Reggio Calabria, nel motivare il proprio parere negativo, ha rilevato – tra le altre problematiche – una maggiore difficoltà dei mezzi di soccorso a raggiungere tempestivamente l’ospedale di Reggio Calabria in caso di congestionamento del traffico veicolare».

Il deputato forzista ha voluto inoltre evidenziare come «in sede di esame delle attività legislative messe in campo per scongiurare questa possibilità progettuale, circa un anno fa, la Commissione Trasporti ha espresso il proprio parere favorevole sul D.L. 119/2018 (seduta del 6 dicembre 2018), in relazione al sistema portuale calabrese che in una prospettiva di sua riorganizzazione e di sviluppo commerciale, evidenziava l’opportunità di evitare la congestione di traffico nella città di Reggio Calabria». Pochi giorni dopo – l’8 dicembre 2018 – lo stesso Cannizzaro aveva presentato in assemblea un Ordine del Giorno (9/01334-AR/253) sulla P.D.L. di Bilancio, accolto come raccomandazione, dove, «visto l’incomprensibile parere favorevole del Ministero dell’Ambiente per il progetto, reso nonostante il parere contrario delle Amministrazioni della città Metropolitana di Reggio Calabria e del Comune di Villa San Giovanni che hanno indicato Bolano come sito migliore per la realizzazione del porto, si impegnava il Governo a valutare le opportune iniziative al fine di scongiurare lo spostamento dell’approdo delle navi che trasportano i tir, e quindi l’intero trasporto gommato, da Villa San Giovanni a Reggio Calabria considerando come sede più idonea, la spiaggia di Bolano» .

Come si ricorderà, l’on. Cannizzaro ha sollecitato nei giorni scorsi, le amministrazioni interessate, Regione Calabria, Comune di Reggio Calabria e Città Metropolitana di Reggio Calabria di fare ricorso al TAR contro il parere positivo del Ministero. (rp)