COSENZA – Presentato il libro “Ennio, mio padre” di Sara Doris

È stato presentato, a Cosenza, nell’Aula Magna “B. Andreatta” dell’Università della Calabria Cosenza, il libro Ennio, mio padre di Sara Doris, Vice Presidente di Banca Mediolanum e Presidente di Fondazione Ennio Doris.

L’evento, molto seguito, ha visto Sara raccontare della grande avventura umana di suo padre Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum. Un ritratto intimo e affettuoso di figlia che fa emergere quei valori di granito che lo hanno accompagnato nella sfera pubblica così come in quella privata.

Il senso profondo della famiglia e delle relazioni umane lo ha guidato dall’infanzia povera e felice nel paesino veneto di Tombolo fino a un modello di business fondato sul rispetto della persona, e proprio per questo vincente.

Tutto questo a pochi giorni dal terzo anniversario della morte di Ennio Doris, scomparso il 24 novembre del 2021.

Tutti i proventi del libro “Ennio, Mio Padre” sono destinati a Fondazione Ennio Doris istituita nel 2022 con lo scopo di sostenere e agevolare il percorso formativo di studenti meritevoli provenienti da contesti socioculturali non favorevoli. (rcs)

COSENZA – Domenica al Rendano il “Circo di Pinocchio”

Domenica 24 novembre, al Teatro Rendano di Cosenza, alle 16 e alle 18.30, andrà in scena il Circo di Pinocchio, live organizzato dalla Savio Production, per la regia di Daniela Bruschetta.

Acrobati professionisti, interpreti e circensi eccellenti, saranno i protagonisti di vere e proprie performance che lasceranno grandi e bambini senza fiato.
Il circo del team Savio, acrobati da 5 generazioni con Emidio, Gemma, Giada e Fiorenzo, non prevede l’utilizzo di animali, con l’unica eccezione del cagnolino Jack, membro del nucleo familiare a tutti gli effetti. In questa originale visione di Pinocchio, la storia si arricchisce di nuovi insegnamenti, punti di vista, fungendo da parabola della modernità con il linguaggio e la consapevolezza del presente.
«La favola di Pinocchio é un capolavoro intramontabile e ci fa capire che, dentro ognuno di noi, in fondo, si nasconde un piccolo birbante dal cuore d’oro – ha spiegato l’organizzatore e acrobata Emidio –. Trascorreremo insieme ad adulti, giovani, bambini, famiglie qualche ora di puro divertimento, grazie ad uno spettacolo davvero emozionante con i miei tre figli e mia moglie in regia». (rcs)

Alice incanta il Rendano con la sua musica intramontabile

di BRUNELLA GIACOBBEÈ stata la celebre Alice, pseudonimo di Carla Bissi, ad inaugurare la ventiduesima edizione della storica rassegna Primafila organizzata dall’Associazione Novecento.

Domenica 17 novembre la cantautrice, pianista e compositrice romagnola ha deliziato il pubblico affiancata dai musicisti Carlo Guaitoli al pianoforte e testiere,  Antonello D’Urso alle chitarre e Chiara Trentin agli archi. Alice stessa ha accompagnato alcuni brani al pianoforte, tra cui la sua Dammi la mano amore introdotta durante il concerto con “Ho scritto questa canzone in un momento di particolare coscienza”. 

Nel tour dal titolo Master Songs l’artista propone una selezione di brani significativi del suo repertorio e dei più grandi cantautori italiani, tra cui Battiato, storico suo amico e compositore di brani indimenticabili, Camisasca, Dalla, De André, De Gregori, Di Martino, Fossati, Gaber e Guccini. Lo spettacolo include anche momenti dedicati alla poesia di Pier Paolo Pasolini, Pierluigi Cappello e Maria Di Gleria, offrendo un’esperienza musicale e letteraria unica.
Emozionante in particolar modo l’esecuzione di Veleni, l’ultimo brano che Franco Battiato ha scritto per lei. La presenza di Alice si è fatta sentire in modo imponente e delicato al tempo stesso, una presenza spirituale, quasi angelica, ricca di concretezza nei discorsi e nei testi. Ciò che il pubblico si aspettava, e anche molto di più.

L’artista ha da sempre saputo trasformare il suo talento in un percorso di crescita personale e artistica straordinario, e viceversa. Sin da giovanissima, ha abbracciato con determinazione il mondo della musica, debuttando come cantante e conquistando, nel 1971, il Festival di Castrocaro. Questo traguardo le ha aperto la strada verso il Festival di Sanremo, dove nel 1972 ha portato il brano Il mio cuore se ne va.

Con spirito di evoluzione continua, nello stesso anno ha ottenuto la Gondola d’Argento a Venezia con La festa mia, scritto e prodotto da Franco Califano. È in questo periodo che Carla compie una scelta significativa per la propria identità artistica: adottare uno pseudonimo. Nasce così Alice Visconti, simbolo del suo desiderio di rinnovamento.

La svolta decisiva arriva grazie all’incontro con due figure fondamentali: Franco Battiato e Giusto Pio. Questi incontri la guidano verso la collaborazione con la Emi e un’ulteriore trasformazione del suo nome d’arte, che diventa semplicemente Alice. È con questa nuova identità che conquista il pubblico e avvia una carriera luminosa. Nel 1980, con l’album Capo Nord e il singolo Il vento caldo dell’estate, co-firmato insieme a Battiato, Alice dimostra di essere una figura consapevole del proprio valore artistico.

Nel 1981 vince il Festival di Sanremo con il potente brano Per Elisa, titolo anche del suo nuovo album, che segna un momento di crescita e affermazione personale e professionale. Il suo percorso continua con l’album Azimut (1982), dove si intrecciano collaborazioni con Eugenio Finardi e Battiato.
Da qui inizia un viaggio straordinario: Alice non si limita a fare musica, ma si immerge in esperienze artistiche profonde, collaborando con musicisti di fama internazionale, esplorando il teatro e portando avanti tour di grande impatto emotivo. Tra questi, spicca la sua partecipazione allo spettacolo La ragazza con l’orecchino di perla, al fianco di Francesca Michielin, con musiche di Battiato, un’esperienza che riflette il suo impegno nella continua ricerca di significato e bellezza.

Nel 2024, Alice aggiunge un altro tassello al suo percorso di consapevolezza con la pubblicazione dell’autobiografia L’unica via d’uscita è dentro, edita da Rizzoli e scritta con Francesco Messina. Questo libro rappresenta non solo una riflessione sul suo straordinario viaggio artistico, ma anche un invito a esplorare le profondità della propria interiorità, dimostrando che la vera crescita personale è il fulcro di ogni successo duraturo.

Al Cinema Teatro Rendano il pubblico ha applaudito calorosamente ad ogni singolo pezzo, e l’artista non ha mai mancato di ringraziare per il calore ricevuto. A chiusura di concerto inevitabile l’acclamazione di un bis con quasi tutto il pubblico in piedi, dunque Alice e musicisti riescono ad eseguire la richiestissima Per Elisa e concludendo con una gioiosa Chan-son egocentrique entrambe scritte da Franco Battiato. (bg)

COSENZA – Al Rendano il concerto “Flashback musicale”

Lunedì 18 novembre, al Teatro Rendano di Cosenza, alle 19, il concerto “Flashback musicale” di Alessandro Acri (violino) e Lorenzo Bevacqua (pianoforte).

L’evento rientra nell’ambito della 45esima Stagione Concertistica dell’Associazione Musicale Maurizio Quintieri con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Calabria, Comune di Cosenza, Fondazione Carical.

Il programma della serata prevede un viaggio musicale attraverso il repertorio classico e romantico. Il concerto si aprirà con i 4 pezzi per violino e pianoforte op. 7 di A. Webern, brevi e intensi, un esempio del linguaggio musicale conciso e innovativo tipico del compositore, caratterizzato da una grande attenzione ai dettagli e alla struttura. A seguire la Sonata per violino e piano n. 2 op. 100 in La Maggiore di J. Brahms, composta durante un periodo felice della vita dell’autore, nota per la sua liricità e la sua calda espressività. La conclusione è affidata alle note della Sonata n. 9 op. 47 in La Maggiore di L. van Beethoven, conosciuta come la “Kreutzer”, una delle sue opere più ambiziose e virtuosistiche, caratterizzata da un’intensa drammaticità e da un dialogo serrato tra violino e pianoforte.

COSENZA – L’evento “Dieta Mediterranea e cucina delle radici: salute e tradizione”

Nella Sala Convegni di Villa Fabiano Palace Hotel di Rende, domani, alle 10.30, si terrà l’evento Dieta Mediterranea e cucina delle radici: salute e tradizione, organizzato dalla Delegazione cosentina dell’Accademia Italiana della Cucina.

L’evento trova collocazione tra le iniziative inserite nell’ambito della IX Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, cui ha dato avvio la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare la cucina italiana, promuovere l’eccellenza della cultura enogastronomica a livello globale e i valori fondamentali di qualità, inclusione e collaborazione che rappresentano un pilastro importante per le produzioni del nostro Paese. 

Per il delegato dell’Accademia Italiana della Cucina Rosario Branda l’iniziativa ha la finalità di “presentare la cucina del territorio ponendo in evidenza le nostre radici e le usanze tramandate in linea di continuità con il riconosciuto ruolo della Dieta Mediterranea per la tutela della salute, nel quadro di uno stile di vita sano, equilibrato e sostenibile”.

Nel corso dell’evento, verranno consegnati il diploma di Buona Cucina ed i premiDino Villani, Massimo Alberini e Giovanni Nuvoletti 2024” assegnati dall’Accademia Italiana della Cucina rispettivamente all’imprenditrice Flora Fabiano per il Ristorante Quasimodo del Villa Fabiano, al produttore Ernesto Madeo di Madeo Industrie Alimentari per il Prosciutto di Suino Nero di Calabria, al maestro Alberto Vitaro dell’esercizio commerciale La Cremeria Vitaro ed allo scrittore ed enogastronomo Pinuccio Alia.

I lavori verranno aperti dal Prefetto della provincia di Cosenza Rosa Maria Padovano cui seguirà l’introduzione allo svolgimento dell’evento a cura di Rosario Branda nella qualità di responsabile della Delegazione cosentina dell’Accademia Italiana della Cucina, verranno arricchiti da interventi dei rappresentanti delle istituzioni tra cui il presidente della Provincia Rosaria Succurro, il commissario prefettizio del Comune di Rende Santi Gioffrè e il sindaco di Cosenza Franz Caruso, mentre a trarre le conclusioni sarà l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo

Toccherà al professor Marcello Maggiolini presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia TD dell’Università della Calabria evidenziare gli aspetti scientifici del tema legati agli accertati riflessi positivi del cibo buono sulla salute di ognuno. Di sicuro e stimolante interesse l’intervento del saggista gastronomo Francesco Maria Spanò che illustrerà ruolo ed importanza del vino, in questo contesto. (rcs)

COSENZA – Il concerto del duo Minella-Brunetto

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18, al Museo dei Brettii e degli Enotri, si terrà il concerto dal titolo Architetture e magie della musica del duo composto dal violinista Silvano Minella e dalla pianista Flavia Brunetto.

L’evento rientra nell’ambito della 25esima edizione della Stagione Concertistica Internazionale “Autunno Musicale”, promossa dall’Associazione “The Brass Collection” e patrocinata dal Comune di Cosenza.

Una formazione, quella del duo violino e pianoforte, che è alla base della musica da camera. In programma preziosissimi brani dal ricchissimo repertorio dei due strumenti. Dall’Architettura di Bach, insieme alla genialità di Mozart, con un pò di magia nordica della musica del norvegese Grieg. (rcs)

COSENZA – Il Rotary Club Sette Colli aderisce alla Giornata nazionale della Colletta

Il Rotary Club Cosenza Sette Colli ha aderito alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si celebra il 16 novembre, prestando il loro servizio, come volontari, nell’intera giornata al supermercato Eurospin a Cosenza in via Popilia.

La Giornata è promossa dalla Fondazione Banco Alimentare sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Il loro compito sarà quello sia di informare i clienti presenti nel punto vendita invitandoli ad acquistare prodotti a lunga conservazione da riservare a persone meno fortunate, sia di occuparsi dell’inscatolamento dei cibi che saranno poi consegnati al centro di smistamento cittadino del Banco Alimentare. Una scelta, quella del RC Cosenza Sette Colli, che si pone in linea con l’impegno di service che è alla base dell’essere rotariani.

L’edizione 2023 della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare ha visto l’adesione di 11.800 punti vendita dislocati su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento di 140.000 volontari. In quell’occasione sono state raccolte e distribuite ben 7.350 tonnellate di alimenti. I prodotti di cui si ha maggiormente bisogno sono olio, verdure e legumi in scatola, conserve di pomodoro, tonno e carne in scatola e alimenti per l’infanzia.

 

COSENZA – Ramificazioni Festival, venerdì al Rendano “Le Immortali Amate”

Il 15 novembre, al Teatro Rendano di Cosenza, in scena “Le immortali Amate – Turandot, Manon Lescaut, La Bohème, Tosca”, con le Compagnie Create Danza, Equilibrio Dinamico, Cornelia e Oltrenotte, su coreografie di Filippo Stabile, Roberta Ferrara, Nyko Piscopo e Lupa Maimone.

Lo spettacolo rientra nell’ambito delll’ottava edizione di Ramificazionii Festival, il più importante festival dedicato alla danza d’autore in Calabria. Ideato e prodotto dall’Associazione Italìa & Co, prima e unica associazione di riferimento della danza nel territorio calabrese, riconosciuta dal Ministero Della Cultura e sostenuta dalla Regione Calabria.

Lo spettacolo, una produzione di Ramificazioni Festival, è composto da quattro atti liberamente ispirati a 4 delle figure femminili più note di Giacomo Puccini, nei 100 anni dalla sua morte e sulle musiche delle sue stesse opere rielaborate magistralmente con una visione contemporanea. Un viaggio emozionale attraverso le pagine più note e amate di Giacomo Puccini, in cui i “corpi” diventano “voce”, e in qualche modo una possibile e suggestiva narrazione visiva prende forma. La fruizione del pubblico a sua volta diventa esperienza e interpreta simboli e personaggi in una condivisa visione fantastica dello spettacolo dove, nel solco della contemporaneità, si sperimentano intersezioni di gesto, suono, immagine, parola.

Ramificazioni, poi, propone per il 16 novembre, nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia, alle 20.30,  un doppio spettacolo: “Simple Love” di Equilibrio Dinamico, un duetto sulle relazioni di coppia, nel quale l’intento coreografico di Roberta Ferrara si sviluppa con coerenza attraverso molteplici livelli di senso, abbracciando un’ampia gamma di sfumature; “Puzzle” di ResExtensa, un lavoro che prende ispirazione dai racconti di Italo Calvino, labirinto di voci, narrazioni in danza che si incontrano, incastrano, scontrano e accompagnano per le coreografie di Elisa Barucchieri.

Domenica 17 novembre, sempre all’interno del Palazzo della Provincia, ma questa volta dalle 18, in programma “Tracce di Passione”, una serata esclusiva dedicata al mondo del tango. Protagoniste la compagnia Create Danza con “Fuga dal Tango”, uno spettacolo di danza innovativo e coinvolgente che esplora la relazione tra amore, libertà e trasformazione attraverso la fusione di stili differenti, il tango, la danza contemporanea e la pole dance, su coreografie di Filippo Stabile e Ciccio Aiello; la compagnia Naturalis Labor con “Le Tango des Malfaiteurs”, un ironico spettacolo sulle complicazioni umane delle relazioni e dell’amore, su coreografie di Luciano Padovani. A completare la serata, dalle 19:30 presso l’Enoteca Regionale della Provincia di Cosenza la degustazione “Gusto e Arte”, accompagnata dalla milonga “La Elegante” a cura di Ciccio Aiello e Luciano Padovani.

Tra gli altri nomi che arricchiranno nelle prossime il cartellone di Ramificazioni Festival 2024 trovano spazio artisti di primo piano del mondo coreutico internazionale come: il coreografo americano Garrett Smith, già al lavoro con alcune tra le più importanti compagnie al mondo (Houston Ballett, Norwegian National Ballet, Bolshoi Ballet) che sarà ospite il 30 novembre con “Whispers Of Him”, in programma al Teatro Comunale di Catanzaro, danzato dalla ArtGarage Dance Company di Napoli; Roberto Zappalà, uno tra i più importanti coreografi italiani, che torna ospite del festival con con “Romeo e Giulietta”, il 6 dicembre al Teatro Manfroce di Palmi (RC). E ancora spazio negli altri appuntamenti a: Balletto di Roma, Dancehaus Company, e altri ancora. (rcs)

Cosenza celebra il fotografo Mario Carbone con una grande mostra antologica

di PINO NANOMario Carbone. I racconti di una vita. Fotografie dal 1954 al 1990”. Una grande mostra diffusa in 4 sedi diverse, una più prestigiosa dell’altra, celebrano da ieri a Cosenza una delle figure più rappresentative della fotografia e del cinema documentario italiano del XX secolo. Questo in onore di Mario Carbone è certamente uno degli eventi più seguiti e ammirati di questi mesi alla Galleria Nazionale di Cosenza, che si avvale per giunta del patrocinio della Sede RAI della Calabria. 

«La mostra “Carbone 100” – dice Marilena Sirangelo che ne ha curato il progetto generale – intende celebrare l’eredità culturale di Mario Carbone attraverso un’esposizione diffusa in più sedi e vuole rendere omaggio ad uno dei più grandi fotografi documentaristi del secolo”. Moderatrice della serata di gala la giornalista Francesca Pecora, presente Roberto Carbone, il figlio dell’artista, che ha spiegato ai presenti il perché “papà non è qui con noi, ma ha compiuto 100 anni e i medici gli hanno consigliato di restarsene nella sua casa a Roma dove ormai vive da sempre». 

Si parte appunto dalla Galleria Nazionale di Cosenza che da ieri accoglie il nucleo centrale del progetto, con foto e documentari che raccontano il rapporto di Carbone con artisti e performer che hanno segnato il mutare dello scenario artistico del Novecento.

«Tra le opere più significative – sottolinea Marilena Sirangelo – la documentazione delle performance tenutesi in occasione del Decennale del Nouveau Réalisme a Milano nel 1970 e della Settimana Internazionale della Performance a Bologna nel 1977».

Erano mesi che Cosenza non viveva un evento così appassionante e così affollato, ed erano mesi che la Galleria Nazionale non ospitasse una Mostra di respiro così internazionale. Il progetto, vi dicevo, porta la firma di Marilena Sirangelo, la mostra è stata curata da Martina Cavallarin, assistenti alla curatela Antonio Caruso e Rossella Ciciarelli, e a fare gli onori di casa è stata la direttrice della Galleria Nazionale Rossana Baccari che ha introdotto la rassegna conl lo stile dei grandi eventi.

Ne segue un viaggio davvero straordinario e unico nel suo genere nell’Italia meridionale “vista attraverso immagini che ne ritraggono riti e tradizioni”, un’esperienza che si compie visitando il RiMuseum dell’Università della Calabria che espone foto dal grande valore antropologico.

Mercoledì 13 novembre alle ore 17.00 alla Biblioteca Stefano Rodotà del Liceo Classico Bernardino Telesio troveremo gli scatti di Mario Carbone e del suo viaggio in Lucania compiuto con Carlo Levi, foto e immagini d’autore che testimoniano i luoghi raccontati dallo scrittore di “Cristo si è fermato a Eboli.

E infine al Maon – si terrà una giornata di studio sabato 14 dicembre alle ore 18.00 –, che ospiterà una riflessione moderna e aggiornata sulla resilienza e sul legame fra arte e rinascita, con un focus sulle fotografie dedicate al terremoto del Belice del 1968 e successiva ricostruzione, e la realizzazione a Gibellina nel 1990 dell’installazione La montagna di sale di Mimmo Paladino.

Ma chi era nei fatti Mario Carbone?

«Era nato a San Sosti, a due passi da Cosenza, nel 1924, e oggi – sottolinea Marilena Sirangelo al grande pubblico intervenuto ieri sera a palazzo Carbone – è una delle figure più rappresentative della fotografia e del cinema documentario italiano del XX secolo. Il suo obiettivo ha catturato con sensibilità e acume i grandi mutamenti sociali e artistici del Dopoguerra, raccontando per immagini la realtà italiana con uno sguardo che ha saputo unire la testimonianza visiva all’analisi sociale».

Dopo gli anni di apprendistato svolti a Cosenza prima, e Milano poi, nel 1955 – ricorda la curatrice della mostra – Mario Carbone si stabilisce a Roma dove avvia una prolifica carriera come operatore cinematografico, direttore della fotografia e regista di documentari, collaborando con importanti registi quali Libero Bizzarri, Romano Scavolini e Raffaele Andreassi. La sua produzione abbraccia temi di grande rilevanza sociale come la situazione meridionale, le lotte studentesche e gli eventi politici degli anni Sessanta-Ottanta. Tra i suoi lavori più noti vi è il docufilm sull’alluvione di Firenze del 1966, Firenze, novembre 1966, che gli vale prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio San Marco al Festival di Venezia e il Nastro d’Argento per la miglior fotografia in bianco e nero.

Ma c’è molto di più nella vita di questo grande artista del ‘900. Il legame di Carbone con il mondo dell’arte, rafforzato anche dalla moglie Elisa Magri direttrice della Galleria Ciak, lo porta a documentare l’attività della Scuola di Piazza del Popolo, ritraendo artisti come Mario Schifano, Tano Festa, Giosetta Fioroni e Franco Angeli con il quale realizza il suo primo cortometraggio Inquietudine (1960).

«Negli anni Settanta poi – aggiunge Marilena Sirangelo – immortala la scena della Performance Art, realizzando documenti visivi di eventi epocali come il Decennale del Nouveau Réalisme a Milano (1970) e la Prima Settimana Internazionale della Performance a Bologna (1977).Ecco perché le fotografie e i filmati di Mario Carbone, di straordinaria importanza per il loro valore culturale, storico e artistico, non sono solo documenti visivi, ma rilevanti strumenti di riflessione sulla società e sull’arte italiana del secondo Novecento».

Di più non si sarebbe potuto immaginare per onorare un artista del suo calibro, per giunta ancora vivo e ancora perfettamente lucido, in grado di raccontare quella che è stata la sua epopea. (pn)

Sabato a Cosenza in piazza per la sanità pubblica

Sabato 9 novembre, a Cosenza, si terrà una manifestazione per salvare la sanità pubblica indetta dal Comitato per la Sanità Pubblica.

«“Salviamo il servizio sanitario pubblico” è un imperativo, un richiamo al dovere per chi vive in Calabria soprattutto se lavora dentro il sistema sanitario», ha detto Giuseppe Valentino, segretario generale Filcams Cgil Calabria, che ha aderito alla manifestazione.

«Noi che organizziamo le lavoratrici ed i lavoratori degli appalti sanitari – ha spiegato – che garantiscono la pulizia, l’igiene, la sicurezza, la ristorazione e che subiscono paradossalmente più degli operatori sanitari le storture di un sistema malato e che non garantisce il diritto universale alla Salute».

«I tagli alla spesa sanitaria ricadono sulle tasche di chi lavora – ha proseguito – sul proprio reddito e sulle prospettive di miglioramento della condizione di vite propria e della famiglia; hanno reso il lavoro di molte persone povero, poverissimo, non garantendogli il minimo necessario per una vita dignitosa».

«Questo significa offrire un servizio sanitario scadente e non dignitoso – ha evidenziato – che non garantisce ai cittadini il diritto a curarsi, la prevenzione e l’assistenza».

«Difendere la sanità pubblica significa per noi difendere il lavoro e, quindi – ha concluso – il diritto a vivere dignitosamente nella nostra terra, ecco perché la Filcams Cgil sarà in piazza accanto a chi vuole cambiare e far progredire la Calabria.

Alla manifestazione sarà presente anche la Fillea Cgil Calabria, guidata da Simone Celebre, che ha sottolineato come l’iniziativa «rappresenta un momento cruciale di mobilitazione per rivendicare il diritto alla salute, un diritto universale che deve essere garantito a tutte e a tutti, senza distinzione alcuna».

«In un periodo in cui la nostra sanità pubblica attraversa difficoltà sempre più gravi, è fondamentale – ha evidenziato il segretario generale della Fillea Cgil Calabria – lavorare insieme per il rilancio della medicina del territorio. È imperativo garantire che le strutture sanitarie territoriali siano adeguatamente organizzate e rispondano in modo efficace ai bisogni della comunità».

«La nostra Regione – ha continuato Simone Celebre – ha urgentemente bisogno di una riorganizzazione della rete ospedaliera, che possa offrire servizi di qualità e tempestivi, abbattendo le interminabili liste d’attesa che costringono i cittadini a lunghe attese e incertezze. È inaccettabile che l’accesso alle cure dipenda da fattori economici quando il diritto alla salute deve essere un pilastro fondamentale di una società equa».

«Siamo fortemente critici – ha detto – e ci opporremo con tutte le nostre forze alla privatizzazione selvaggia dei servizi sanitari, che porta a una diminuzione della qualità dell’assistenza e a un aumento delle disuguaglianze. È tempo di dire basta a questo modello che mette al primo posto il profitto e non il benessere dei cittadini».

«Pertanto, invitiamo le lavoratrici, i lavoratori e i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato prossimo. Insieme – ha concluso – possiamo far sentire la nostra voce e chiedere un cambiamento reale e duraturo, affinché la difesa del diritto alla salute e della sanità pubblica diventi una priorità per le Istituzioni». (rcs)