CROTONE – Online la presentazione dei dati dell’Osservatorio Economico Polos

I dati dell’Osservatorio Economico Polos, giunti alla 23esima edizione e realizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone, saranno trasmessi online, sulla pagina Facebook, attraverso un calendario di videopresentazioni articolati in 15 appuntamenti.

Questi incontri, infatti, saranno distribuiti tra il 15 aprile e il 18 maggio 2020, nei quali saranno illustrati i singoli capitoli del rapporto Polos. Ciascun capitolo sarà, inoltre, reso disponibile sul sito per il download in formato pdf nel giorno in cui ne è programmata la presentazione. Il calendario completo degli appuntamenti è già disponibile sulla pagina facebook e sul portale www.kr.camcom.it

«Sebbene ci troviamo nel pieno di un’emergenza sanitaria senza precedenti – ha dichiarato Alfio Pugliese, presidente dell’Ente Camerale – in considerazione delle restrittive disposizioni per il contenimento dell’epidemia, la Camera di commercio di Crotone ha trovato un modo alternativo di presentare i dati dell’Osservatorio Economico Polos, una pubblicazione che l’ente camerale ha ormai storicizzato, arrivando, quest’anno, alla XXIII edizione».

«Lo abbiamo fatto con la convinzione – ha proseguito il Presidente Pugliese – che l’informazione economica, soprattutto in questo delicato momento, possa rappresentare un’attività strategica, che permetterà, nella complicata fase di ripartenza, di individuare politiche e programmi, partendo proprio da una attenta analisi del contesto socio-economico provinciale. Ricordiamo, infatti, che Polos rappresenta l’unico Osservatorio socio economico della provincia di Crotone e rappresenta un fondamentale strumento di programmazione per i decisori politici ed istituzionali».

«Abitualmente – ha concluso il presidente Pugliese — la presentazione di Polos costituisce un importante momento di confronto con i protagonisti del mondo economico e sociale, purtroppo quest’anno non sarà possibile. Tuttavia, invitiamo i fruitori del Polos ad arricchire la riflessione con eventuali commenti su fb e video che potranno essere pubblicati sui canali social della Camera». (rkr)

CROTONE – Il Rotaract dona dispositivi di protezione alla Croce Rossa

Il Rotaract Club Crotone ha donato alla Croce Rossa – Sezione Crotone mascherine chirurgiche, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione del Rotaract 2100 dal titolo #AndràTuttoBene.

Obiettivo della campagna, acquistare dispositivi di protezione individuale per combattere l’emergenza Covid-19 da donare agli Enti che sono impegnati, in questo periodo, sia sul fronte  e sanitario sia su quello dell’assistenza della popolazione più indigente e maggiormente esposta ai rischi del Coronavirus.

«Si rinnova – si legge in una nota – dunque, anche in questa occasione, l’attenzione del Club verso i bisogni del territorio. Già qualche settimana, assieme al Leo Club, si era proceduto alla donazione di visiere al reparto di Ginecologia dell’Ospedale cittadino, e non solo».

«È ancora attiva – prosegue la nota – la campagna di raccolta fondi a favore della Caritas Diocesana di Crotone per l’incremento dei ticket per i buoni spesa da consegnare alle sacche della cittadinanza meno abbiente». (rkr)

CROTONE – Il messaggio di Mons. Angelo Panzetta per Pasqua

L’Arcivescovo di Crotone, Mons. Angelo Panzetta, lancia un messaggio per Pasqua ai fedeli.

«Carissimi fratelli e sorelle – si legge – in questa Pasqua, per molti aspetti drammatica e inedita, intendo farmi vicino a tutti voi come un fratello, che condivide le ansie del nostro tempo, ma anche come un padre che intravede un orizzonte di superamento e una luce di speranza in fondo a quel tunnel che con fatica tutti stiamo attraversando».

«Ho scrutato lungamente – prosegue il messaggio – le Scritture alla ricerca di una guida, per leggere il momento che tutto il mondo sta vivendo per l’emergenza sanitaria in corso, e l’ho trovata in una pagina evangelica che ha attirato con forza la mia attenzione: la sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20, 19-23)».

«Leggendo e rileggendo con attenzione – prosegue il messaggio – ho capito che avrei potuto assumere questo brano evangelico come chiave per leggere e interpretare ciò che sta accadendo nel nostro mondo e anche come punto di riferimento per il mio messaggio pasquale. Il testo descrive la situazione della comunità dei discepoli di Gesù prima di aver incontrato il Risorto e prima di aver ricevuto il dono dello Spirito: dopo la morte drammatica di colui che aveva riconosciuto come il Messia, la comunità si è rintanata in un bunker, a porte chiuse, in un luogo dove sentirsi protetti dalla paura della morte che si è fatta presente in modo forte nella vicenda terribile di Gesù. Questa situazione di chiusura, per la paura della morte ma anche per l’oblio della speranza, ha trasformato il cenacolo in una tomba, ha ingenerato una situazione che è paradossale: il sepolcro di Gesù è aperto e vuoto, mentre il luogo dove si trovano i discepoli è sprangato e pieno di morte».

«I discepoli – prosegue il messaggio – si trovano in questa situazione perché non hanno accolto l’annuncio pasquale che la Maddalena ha portato loro. Essi, dopo la morte di Gesù, si sono rinchiusi in una sorta di “fossa comune”, perché davanti al Crocifisso anch’essi sono morti e sepolti in preda alla sfiducia e alla disperazione. Questo esito è comprensibile perché l’uomo, quando perde la luce della speranza, muore. Il motivo fondamentale che ha spinto la comunità ad isolarsi è quello della paura: spesso, in preda a questo sentimento, le persone rischiano di chiudersi, accartocciandosi nella ricerca esclusiva della propria sopravvivenza».

«Pur restando lontani da indebite trasposizioni storiche – prosegue il messaggio dell’arcivescovo – penso si possa dire che la situazione che stiamo vivendo, per molti aspetti, somigli non poco a quella raccontata nel brano evangelico. Anche noi ci siamo rinchiusi nei bunker domestici, con le porte ben chiuse, certamente per rispettare le legittime norme emanate dall’autorità, ma anche per la paura di essere travolti dall’onda di morte che sembra passare intorno alle case di tutto il mondo. Certo, ci sono tanti messaggeri di speranza che ci spingono ad andare avanti, come la Maddalena, ma non è facile ascoltarli e accogliere il loro messaggio di fiducia e di speranza. Tutti ci sentiamo vulnerabili, tutti ci siamo aggrappati agli affetti più cari, aiutati dai nuovi strumenti di comunicazione, che oggi ci fanno viaggiare, rimanendo sul nostro divano, in tutte le strade deserte del mondo.
Quello che nel testo giovanneo cambia del tutto la situazione della comunità è l’irruzione del Risorto».

«Non vi sono porte chiuse – prosegue l’arcivescovo Panzetta – che possano tener lontano il Signore della vita: la luce entra nelle tenebre dei discepoli; essi non sono salvati “dalla” morte ma “nella” morte. Gesù, passando attraverso le porte della paura, entra e si colloca nel cuore della comunità: egli sta in piedi perché ha vinto la morte; è nel mezzo e, da quella posizione strategica, si pone come la luce che dissolve le tenebre dei discepoli. Dove regnava la morte ora c’è il Vivente che dona alla comunità la pace, la gioia, lo Spirito e la capacità di perdonare. L’incontro con Gesù vivo porta aria nuova nella comunità cristiana e nel cuore dei discepoli; la venuta del Signore cambia la tristezza dei discepoli in gioia. Una tale sentimento nessuno può rapirlo perché esso è fondato su un amore che ha vinto la morte e che arde come un fuoco che le grandi acque non possono estinguere».

«Io sono convinto che, quanto è accaduto nella comunità dei discepoli – prosegue Mons. Panzetta – possa compiersi anche per noi oggi. Anche per noi questa Pasqua “a porte chiuse” può diventare un momento di risurrezione, perché l’irruzione del Vivente può darci un nuovo sguardo alla realtà, nella consapevolezza che Egli è sempre al nostro fianco e non ci deluderà mai. Questo è il fondamento della speranza, che non è semplice ottimismo ma un dono che nasce dalla relazione con il Signore, dalla consapevolezza che Lui, il Vivente, accompagna il nostro cammino nel presente e verso la direzione del futuro. Nella luce e nella certezza della fede, invito tutti a rimanere a casa ma con le porte del cuore spalancate al Risorto, ai fratelli e al mondo. Apriamo al Signore i nostri sepolcri sigillati perché Gesù entri portando la vita, prendendoci per mano, per trarci fuori dall’angoscia. Il Vivente ci libera dalla terribile trappola dell’essere cristiani senza speranza, dall’essere persone che vivono come se il Signore non fosse risorto, come se non avesse fatto irruzione nella nostra esistenza, come se il centro della vita fossero solo i nostri problemi».

«Carissimi, nella certezza della perenne attualità del Vangelo della Pasqua – prosegue Mons. Panzetta – invito tutte le famiglie a vivere pienamente, in quest’anno del tutto singolare, la dimensione domestica del mistero pasquale. Nella storia della Chiesa, soprattutto nei tempi di persecuzione, la fede in Gesù Risorto è stata custodita nelle case dei credenti, ossia nelle chiese domestiche. La crisi sanitaria, che ci costringe a rimanere a casa, ci porti a riscoprire la nostra fede pasquale nelle nostre case: in esse il Signore vuole entrare per riportare la gioia e la speranza per affrontare le sfide inedite che abbiamo di fronte».

«Purtroppo, le nostre Chiese, durante le celebrazioni – prosegue Mons. Panzetta – resteranno chiuse. Per questo le nostre famiglie dovranno diventare un luogo privilegiato nel quale celebrare, in virtù del sacerdozio battesimale e del ministero coniugale, la memoria della Pasqua di Gesù. Nel santuario domestico, nel quale si officia il culto della vita, si santificherà il tempo pasquale vivendolo nel servizio dell’amore e nella viva presenzialità del Risorto. Per agevolare questa liturgia domestica, ogni famiglia dovrebbe realizzare dei segni che richiamino la fede pasquale (un cero, un crocifisso, la Scrittura intronizzata…) e soprattutto una celebrazione pasquale della Parola che si conclude con una festa, un pranzo condiviso, un momento di gioia insieme. Un segno importante che nelle case non dovrebbe mancare, come parte integrante della liturgia pasquale, è un gesto di carità per i poveri e per chi è solo o per chi è col cuore a pezzi per aver perso legami importanti: anche una parola di vicinanza in questo momento ha un grande valore».

«Perché la liturgia pasquale domestica sia vera – prosegue Mons. Panzetta – dovrà necessariamente essere vissuta conservando un senso di appartenenza alla Chiesa. Un gesto di “sintonia” ecclesiale si può realizzare ascoltando la predicazione del Papa, che ci fa sentire parte di una Chiesa universale; oppure ascoltando la parola del Vescovo, che ci inserisce nella Chiesa particolare di cui siamo parte; o, ancora, ascoltando la riflessione del Parroco, che ci ricorda il legame più prossimo con una concreta comunità di credenti. In questa situazione i presbiteri, che hanno dovuto ridurre al minimo molte loro attività pastorali, sono chiamati a sperimentare quasi una sorta di “ministero dell’assenza”, pur senza sentirsi soli o addirittura inutili, per il fatto che la liturgia della Settimana Santa sarà da loro vissuta nella solitudine delle chiese vuote. Per essi, tale situazione relazionale, non diventerà isolamento nella misura in cui questo tempo sarà vissuto in una grande comunione spirituale col Signore e con la gente».

«Nella vicenda che stiamo vivendo – prosegue Mons. Panzetta – sarà prezioso ricordare un dato, a tutti noto, che si acquisisce già nella prima formazione teologica: ogni azione liturgica, e massimamente l’eucaristia, ha sempre una valenza ecclesiale. Per questo un sacerdote, anche quando celebra nella totale solitudine, è sempre unito a tutto il popolo di Dio: è davanti a Dio per la gente; egli è sempre ministro della Chiesa, opera con la Chiesa e nella Chiesa. Quindi anche di fronte alle navate vuote delle nostre chiese, nella celebrazione, i ministri di Dio saranno sempre in comunione con le chiese domestiche che strutturano le comunità e lo faranno nella convinzione che il loro sacerdozio ministeriale esiste come servizio per quello battesimale dei fedeli. Sono convinto che il nostro presbiterio sia pronto a vivere pienamente questa Pasqua che mi piace definire non “anomala” ma “nuova”, perché con le sue caratteristiche inedite può diventare un’occasione di crescita per un rinnovato servizio ministeriale».

«Per preparare le nostre case, alla liturgia pasquale e ancor più alla visita del Vivente – prosegue Mons. Panzetta – invito le famiglie della nostra diocesi a fare le “pulizie” pasquali, quelle che si rendono necessarie per accogliere debitamente un ospite così illustre: occorre, come dice la Scrittura, gettare via il lievito vecchio che impedisce alla novità della risurrezione di cambiare in profondità il vissuto delle nostre comunità domestiche. A tal fine, è necessario individuare e far sparire i fermenti di peccato che feriscono le nostre famiglie: bisogna cercare con cura ed eliminare i germi di violenza, di accidia, di superbia, di avarizia. Infine, fatta quest’operazione, è indispensabile anche aprirsi a Cristo e diventare una “pasta” nuova, un pane che è lievitato nella luce pasquale del Signore. Io sono certo, nella speranza, che la Pasqua porterà una reale novità salvifica al nostro mondo, alla nostra chiesa, a tutti noi; sono convinto che questo momento di crisi che stiamo attraversando potrà diventare un evento di umanizzazione, di grazia e di salvezza. Per questo, nonostante tutte le prove che siamo vivendo, sento di poter dire con gioia a tutti:
Buona Pasqua!». (rkr)

CROTONE – Un appello per un garante regionale delll’autismo

Salvatore Rocca, presidente del Movimento Forense di Crotone, ricorda che oggi, 2 aprile, è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, e fa un appello alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, affinché istituisca un garante per la Calabria.

L’avvocato Rocca, infatti, ha sottolineato che già, nel 2007, l’assemblea Generale dell’ONU, ha richiamato l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico. Anche quest’anno alcuni dei monumenti più importanti del mondo si tingeranno di blu, il colore scelto dall’ONU per l’autismo.

La Fondazione Italiana Autismo (FIA lancia la Campagna di sensibilizzazione #sfidAutismo19, per contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie e sostenere la ricerca.

«Anche la facciata della Camera dei Deputati – ricorda l’avvocato Rocca – si è tinta di blu dalle 21 del 1 aprile fino alle prime luci dell’alba in segno di adesione alla Giornata della consapevolezza sull’#autismo. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, in Italia 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine».

«L’Osservatorio Nazionale – ha proseguito l’avvocato Rocca – è un progetto finanziato nel 2016 dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il ministero della Salute.
Questi dati sottolineano la necessità di adottare politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie».

«Dopo la legge sull’autismo (L. 18 agosto 2015 n. 134) – ha proseguito l’avvocato Rocca – nel 2018 sono state aggiornate le Linee di indirizzo per l’autismo nella Conferenza Unificata Stato Regioni, ispirandosi alla Convenzione delle Persone con Disabilità dell’ONU e sono stati avviati progetti tra Regioni e Istituto Superiore di Sanità su inclusione lavorativa, transizione dall’età evolutiva all’età adulta, strutture residenziali e semiresidenziali».

«L’Istituto – ha proseguito l’avvocato Rocca – sta dando attuazione, su mandato e in collaborazione con il ministero della Salute, al decreto ministeriale del 30 dicembre 2016 che disciplina le modalità di utilizzo del Fondo autismo. Sono state recentemente avviate le attività regionali per l’istituzione di una rete di coordinamento tra pediatri di base, personale che lavora negli asili nido e unità di neuropsichiatria infantile finalizzata ad anticipare la diagnosi e l’intervento, le iniziative di formazione della rete educativa e sanitaria e la messa a punto di un protocollo di riconoscimento/valutazione di atipie comportamentali precoci nella popolazione generale e ad alto rischio».

«Pertanto – ha concluso l’avvocato Rocca – appare doveroso chiedere al governatore Calabria Santelli l’istituzione di un garante che si occupi esclusivamente delle problematiche legate all’autismo in Calabria, si confida nella sua sensibilità». (rkr)

Barbuto e Corrado (M5S): Interrogazione sui 300 dipendenti Asp in malattia

La deputata del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, ha depositato una interrogazione diretta al Ministero della Sanità, affinché si faccia luce sulla notizia dei 300 dipendenti Asp in malattia, che ha portato Crotone, in maniera negativa, sulla ribalta mediatica nazionale.

«Ritorniamo oggi sulla vicenda – hanno dichiarato Elisabetta Barbuto e la collega senatrice del Movimento 5 Stelle Margherita Corrado – rilevando la frettolosità dei comunicati lanciati da parte di altre forze politiche che, evidentemente ansiose di aggiudicarsi il podio dei commenti negativi sul dato comunicato dalla direzione dell’Azienda, hanno però omesso di ricordare come lo stesso dato si innesti su una situazione già estremamente precaria e difficile vissuta dagli operatori sanitari in quel di Crotone».

«Riteniamo giusto, infatti – hanno proseguit Barbuto e Corrado – che le responsabilità dei singoli, qualora venissero accertate, non si tramutino in un severo giudizio nei confronti dell’intera categoria socio sanitaria crotonese».

«Se, infatti – hanno proseguito Barbuto e Corrado – non è possibile tollerare un odioso fenomeno quale quello dell’assenteismo, piaga dilagante a tutte le latitudini del nostro paese e che va adeguatamente e severamente sanzionato, non è altrettanto possibile ignorare le difficoltà quotidiane con le quali i medici e gli infermieri crotonesi, con spirito di abnegazione e sacrificio, si trovano a combattere nel loro lavoro e che spaziano dalle carenze strutturali alle mancanza di materiale sanitario fino alla carenza di personale socio sanitario, mentre abbonda, anzi deborda, il personale amministrativo».

«Il che, probabilmente – hanno proseguito Barbuto e Corrado – ci consentirebbe di aprire una ulteriore parentesi sulla gestione clientelare perpetrata negli anni in campo sanitario, a spese della collettività e dell’utenza, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ci sarà tempo di approfondire anche questo aspetto».

Certamente, in un momento storico così difficile per l’Italia intera – hanno proseguito Barbuto e Corrado – queste carenze si avvertono maggiormente perché rischiano di riverberare negativamente i loro effetti su quanto si sta predisponendo per curare in maniera adeguata i contagiati dal Covid 19 e non fa piacere apprendere che a turbare ulteriormente questa necessaria serenità siano intervenuti, nella giornata di ieri, i militari della Guardia di Finanza per sequestrare la documentazione attestante lo stato di  malattia degli assenti, militari nei quali confidiamo incondizionatamente e le cui indagini contribuiranno a far luce sull’intera vicenda».

«Bene hanno fatto, allora – hanno proseguito Barbuto e Corrado – il Consiglio dell’Ordine dei Medici nonché i rappresentanti delle maggiori sigle sindacali che assistono il personale medico a ricordare delle difficoltà quotidiane in cui lo stesso vive ed opera affinché non si crei un ingiustificato e generalizzato clima di caccia alle streghe, di cui non abbiamo assolutamente bisogno mai, e men che meno  in questo momento, pur stigmatizzando e condannando il fenomeno dell’assenteismo che, però, a quanto sembra di percepire dai comunicati, esulerebbe dal caso denunciato in assenza, tra l’altro, di una comunicazione completa, da parte della direzione ASP, sulle date e sulle reali motivazioni delle assenze dei dirigenti medici chiamati in causa».

«Auspichiamo, pertanto – hanno concluso Barbuto e Corrado – che il Ministero della Sanità voglia disporre al più presto la visita ispettiva richiesta con l’interrogazione presentata e ciò per fare luce sull’intera vicenda…e non solo». (rp)

 

CROTONE – L’appello delle Associazioni crotonesi per l’emergenza sanitaria

Le Associazioni di Crotone lanciano un appello per l’emergenza sanitaria: «non è tempo della caccia alle streghe e le istituzioni e le politica ha il dovere di essere morigerati nelle proprie esternazioni, per evitare di ledere l’impegno dei tanti lavoratori della sanità che pubblica che, mai come in questo momento, devono essere sostenuti».

L’appello, viene lanciato da Associazione “Terra e Libertà” Crotone, Associazione “Gli Spalatori di Nuvole” Crotone, Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini – Crotone, Italia Nostra – Sezione di Crotone, MGA Sindacato Nazionale Forense, Associazione Cittadinanzattiva _-Tribunale dei Diritti del Malato Crotone, Aido Sezione di Crotone e gruppi provinciali, Forum Terzo Settore Crotone, Arci Crotone, Associazione “Il Barrio” Crotone, Cooperativa “Agorà Kroton”, Associazione “Maslow” Crotone, Associazione CODICI Calabria, Associazione Crotone Vuole volare, Associazione “Nonostante tutto Resistiamo” Crotone, WWF Crotone, Associazione “Dora” Crotone, Associazione Volontari di strada, Anteas Crotone, Associazione Laicitalia Crotone, Cooperativa “Shalom” Crotone, Comitato “Piscina bene comune” Crotone, Associazione Nikol Ferrari Crotone, GAK – Gruppo Archeologico Krotoniate, Cooperativa “I tre melograni”, Associazione Scaut Raider Calabria, Associazione FiasRaider Cirò Marina, Associazione Libera Crotone, Anpi Crotone, Condotta Slow Food di Crotone, Diversi ma Uguali KR, Associazione Yogananda Yoga Crotone, Società Dante Alighieri Crotone.

«La coesione sociale, necessaria per affrontare tutti insieme il difficile momento che il nostro Paese sta vivendo – scrivono le Associazioni – non la ricostruiremo senza riconnettere i cittadini e le istituzioni pubbliche, senza ricostruire il rapporto fiduciario tra le persone e la cosa pubblica».

«Ecco perché valutiamo importante – scrivono le Associazioni – che la direzione strategica della ASP di Crotone, prima di abbandonarsi a comunicati stampa che minano la fiducia dei cittadini nel personale sanitario, accerti chi tra i propri dipendenti abbia scelto di sfuggire al proprio dovere e chi, invece, si trova in stato di malattia da prima che scattasse l’allarme per il Covid-19 nel nostro territorio o per altri motivi indifferibili».

«Il deficit di personale sanitario – scrivono le Associazioni – a tutti i livelli di cui la nostra ASP soffre non è nato con il diffondersi dell’emergenza legata al Coronavirus, eppure solo oggi ci si rende conto di quanto sia complicato garantire il diritto alla salute per tutti di fronte a carenze di organico».

«Da quest’emergenza che ci costringe a rivedere priorità e bisogni – scrivono le Associazioni – occorre trarre insegnamento, anche per ridisegnare le sorti della sanità pubblica, spesso smantellata, vituperata, ma l’unica che garantisce il diritto alle cure per tutte le persone, l’unica in prima fila a lottare per la salute di tutti».

«Ecco che, allora – scrivono le Associazioni – alle carenze di organico si dovrebbe rispondere con le assunzioni dirette dalle graduatorie di idonei che giacciono in attesa di un sguardo da tempo e con il ricorso alla sanità privata a cui tanto abbiamo dato negli anni, permettendo – grazie al sostegno dello Stato – di far crescere eccellenze anche nel nostro territorio».

«Se è il momento dell’unità – scrivono le Associazioni – è il momento in cui chi può deve dare, chi sa deve operarsi per il bene collettivo. Esistono strutture e personale sanitario di ogni livello a disposizione della sanità privata, la direzione strategica della ASP parta dalle tante strutture convenzionate di cui ha ogni sorta di informazione, che siano coinvolte e chiamate a raccolta ed alla responsabilità».

«Perché tutto il personale medico delle strutture private – scrivono le Associazioni – non si fa avanti, ovviamente con tutti i dispositivi di protezione individuale del caso, per mettersi a disposizione della sanità pubblica e di tutti i cittadini crotonesi? Sarebbe un bel gesto, un gesto di responsabilità».

«L’organizzazione della sanità calabrese, lo sappiamo tutti – scrivono le Associazioni – è stato il bacino di voti clientelari di buona parte della classe politica che con cinismo ha contribuito, insieme ai tagli, a non rendere effettivo il diritto alla salute nella nostra regione».

«Alcune osservazioni, però – scrivono le Associazioni – riteniamo di doverle fare. Il Policlinico universitario di Germaneto non ha mai avuto un pronto soccorso, cosa molto difficile da capire, anche se finalmente si sta attrezzando per essere il punto di riferimento principale per curare il maggior numero possibile di pazienti Covid 19. Taciamo del fatto che Catanzaro nel suo territorio provinciale ha tre ASP. Si, ben tre ASP. Giusto per triplicare i ruoli apicali amministrativi e sanitari e gestire male, molto male i soldi dei calabresi. Ma lasciamo perdere».

«Nella nostra ASP, l’ASP di Crotone – scrivono le Associazioni – la carenza di organico del personale medico è enorme. Anche i posti letto sono stati drasticamente ridotti, lasciando il nostro presidio ospedaliero sguarnito di moltissime specializzazioni. Anche la medicina d’urgenza ha pochi posti rispetto al necessario e la terapia intensiva ha solo 4 posti».

«Come affrontiamo, dunque – scrivono le Associazioni – la pandemia più drammatica degli ultimi decenni? Potenziare in via ordinaria la nostra sanità pubblica sarà uno degli obiettivi che ci poniamo nel prossimi futuro, ma per l’oggi noi auspichiamo una riorganizzazione interna all’ospedale San Giovanni di Dio, potenziando il reparto che prende in cura i pazienti Covid 19 e aumentando i posti di terapia intensiva e terapia semi-intensiva e trasferendo in questi reparti tutti gli infermieri e il personale paramedico competente e disponibile. Attrezziamo il nostro ospedale e prendiamoci cura dei crotonesi che si ammaleranno di coronavirus, ringraziando sin da ora tutti i lavoratori della sanità pubblica». (rkr)

 

CROTONE – In difficoltà gli avvocati, iniziative del Movimento Forense

In grande difficoltà, per l’emergenza Covid-19,  gli avvocati, che vedono allungarsi a dismisura i tempi di incasso di parcelle e onorari e delle liquidazioni delle spese di Giustizia.

Lo ha messo in evidenza l’avv. Salvatore Rocca, presidente delMovimento Forense di Crotone, in un appello rivolto a tutti i colleghi per restare a casa e sospendere ogni attività in questo periodo di quarantena. L’av. Rocca ribadisce, inoltre, che «l’emergenza sanitaria che sta colpendo l’Italia paralizza di fatto quasi la totalità di tutte le dell’attività ed in particolare quella dell’avvocatura e rende difficoltoso, se non impossibile, per la classe forense l’incasso dei propri compensi a causa della sopravvenuta incapacità di molti assistiti di onorare i pagamenti richiesti e dovuti. È chiaro a tutti che, in queste condizioni, anche gli avvocati non sono in grado di provvedere al proprio sostentamento di sopravvivenza, e non possono più permettersi di attendere oltre il pagamento dei propri crediti maturati relativi alle prestazioni rese in regime di patrocinio a spese dello Stato o nelle difese d’ufficio, laddove queste ultime siano a carico dello Stato».

«Per tutte queste ragioni, – afferma il presidente del Mf crotonese – è necessario che il Governo, i Ministeri dell’Economia e della Giustizia, nonché i singoli Uffici di liquidazione delle spese di Giustizia distrettualmente collocati, ciascuno per quanto di propria competenza, provveda ad ogni attività utile a consentire liquidazione e contestuale pagamento di tutti i compensi sopra detti, attesi dagli avvocati magari da anni».

L’avv. Rocca individua una serie di iniziative indispensabili: «Per aiutare i nostri colleghi in difficoltà, il Ministro dell’Economia, quello della Giustizia e Cassa Forense devono fare 3 mosse semplici e veloci:

1. Anticipazione rotativa agli avvocati da parte di Cassa Forense dei compensi a loro spettanti per l’attività già svolta in regime di Patrocinio a spese dello Stato (gratuito patrocinio).
2. Riconoscimento a tutti gli avvocati delle agevolazioni riservate alle imprese in materia creditizia.
3. Ausilio dello Stato a Cassa Forense per interventi a favore di tutti gli avvocati. Si possono liberare risorse economiche disponibili modificando l’art. 24 c. 24 del DL 201/2011 nella parte in cui impone la stabilità dell’Ente a 50 anni, ovvero diminuendo di 2 punti per i prossimi 2 anni l’aliquota fiscale applicabile dallo Stato all’Ente previdenziale». (rkr)

CROTONE – L’Istituto Don Milani selezionato per il concorso “Un ragazzo di Calabria”

L’Istituto Comprensivo “Don Milani” di Crotone è stato selezionato per partecipare al concorso Un ragazzo di Calabria, tratto dall’omonimo film un ragazzo di Calabria di Luigi Comencini.

Lo scorso 10 febbraio, inoltre, era stato proiettato il film relativo al concorso, dove, poi, gli studenti hanno realizzato, singolarmente, un testo su quanto hanno visto. Ciascun testo, poi, è stato inserito in una busta sigillata singolarmente, mentre i dati degli studenti sono stati messi in un’altra. Queste due buste, poi, sono state spillate insieme e segnato sopra la classe di appartenenza.

La Commissione è composta dal dirigente Angelo Falzarano (presidente), Rita Mattiello, per l’Istituto, e Giuseppe Frisenda, esperto per il C.R.S. Calabria. Per il C.R.S., infine, era presente anche Giuseppe Ferdinando Calendini, coordinatore del concorso, su delega del presidente regionale Santo Mineo. Tale Commissione ha valutato i lavori dei ragazzi, e ha selezionato i due migliori testi per classi e, fra i quattro, quello considerato il migliore fra questi.

La data della cerimonia di premiazione sarà fissata prossimamente.

Il concorso prende il nome dal film di Luigi Comencini, prende spunto dalla vita di Francesco Panetta, il campione calabrese specializzato nel mezzofondo e nella gara dei 3.000 siepi; vincitore del titolo mondiale a Roma nel 1987. Il film, infatti, racconta la storia di Mimì, un ragazzo 13enne con la passione per la corsa. (rkr)

 

Angelo Verga e Caterina Guarna, il grande impegno dei due coniugi calabresi in missione umanitaria in Perù

Si chiamano Angelo Vito Verga, originario di Crotone, e Caterina Gerardina Guarna, nativa di Badolato (CZ) i coniugi calabresi che hanno votato la loro esistenza a favore dei più deboli, in pieno spirito di carità cristiana. Sono impegnati nella diocesi di Huànuco, in Perù. Caterina – come riferisce costajonicaweb – ha frequentato scuola media e magistrale dalle suore salesiane di Soverato all’Istituto Maria Ausiliatrice. Poi la sua famiglia si è trasferita a Roma. Nella Capitale, Caterina si è laureata brillantemente ed è entrata come funzionario dirigente nella Pubblica Amministrazione. A Roma ha conosciuto e sposato Angelo Verga, biologo, con il quale ha avuto due figli.

All’inizio del 2000, Angelo e Caterina hanno fondato Senzaconfini un’associazione di volontariato missionario laico con lo scopo di realizzare opere sociali (specialmente a carattere sanitario, educativo e di sostegno economico-lavorativo) a favore delle popolazioni che ne erano prive. La loro azione missionaria era già presente nel 1994 in alcune nazioni dell’America Latina per poi estendersi sempre di più anche in Africa e in Asia.

Tale diffusione aveva bisogno di una regolamentazione legalmente riconosciuta, con uno Statuto, un Direttivo ed una Organizzazione più formale, operativa ed “istituzionale”. Così l’entusiasmo dei promotori e dei primi volontari è confluito in un’associazione vera e propria, denominata Senzaconfini con la costituzione in onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) avvenuta a Roma il 29 maggio 2001.
Operando prevalentemente all’estero, tale Associazione è divenuta “ONG” (organizzazione non governativa) e, in seguito, grazie ai numerosi progetti realizzati, è stata riconosciuta organizzazione internazionale (Eniez) in Perù. Chi vuole contribuire con una donazione può visitare il sito senzaconfini-onlus.org (rrm)

CROTONE – L’Orto Urbano, una futura «vetrina della biodiversità vegetale»

C’è tanto lavoro e impegno, da parte della sezione crotonese “Umberto Zanotti Bianco” di Italia Nostra, nel voler rendere l’Orto Urbano del Bastione di San Giacomo una «vetrina della biodiversità vegetale» grazie a un progetto ideato dall’agronomo crotonese Armando Lia.

Il progetto, infatti, è stato presentato nell’ambito di un seminario dedicato proprio all’Orto Botanico organizzato dalla sezione crotonese di Italia Nostra in collaborazione con il Centro servizi volontariato Aurora ed il Consorzio di cooperative sociali Jobel. 

Situato ai piedi del Bastione San Giacomo dell’imponente castello-fortezza di Carlo V, l’Orto sorge su un’area rimasta a lungo incolta, in parte adibita a libero parcheggio e in parte ricettacolo di materiali di risulta.

Teresa Liguori, presidente della Sezione e vice presidente nazionale di Italia Nostra, ha spiegato ai presenti che quell’area del quartiere Marina della città oggi costituisce un esempio di verde che cresce per quantità e qualità grazie alla collaborazione tra associazioni ed enti e, nel caso specifico, tra Italia Nostra e il Comune di Crotone.

L’iniziativa è nata nel solco del progetto Orti urbani di Italia Nostra varato nel febbraio 2013 con un protocollo d’intesa tra l’Associazione, il ministero delle Politiche Agricole e l’Anci e in seguito anche con l’Ordine professionale degli agronomi.

Com’è noto, la filosofia che ne è alla base mira alla tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico, culturale e paesaggistico, ad una migliore qualità della vita negli ambienti urbani ed alla conservazione dell’identità di luoghi storici, spesso snaturati da incuria, speculazioni commerciali ed abusi edilizi.

La presidente Liguori ha, poi parlato, dell’articolo 118 della Costituzione italiana, il quale prevede che «Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà».

«La locale sezione Italia Nostra – si legge in una nota – perciò, confida nel sostegno delle istituzioni impegnandosi a portare avanti iniziative, come l’Orto urbano-giardino botanico di Bastione San Giacomo, che rappresentano un esempio di collaborazione nell’interesse collettivo e del decoro urbano. Nell’attesa che venga perfezionato il relativo protocollo d’intesa con il Comune di Crotone e si giunga al definitivo affidamento dell’Orto alla gestione di Italia Nostra, prosegue la meritoria attività di volontariato di alcuni soci, vigili e appassionati ‘ortolani’ che hanno cambiato volto e restituito dignità a quel pezzo di terra urbana».

Nel corso dell’evento, arricchito dagli intermezzi musicali del cantautore crotonese Giulio De Leo, sono intervenuti Pino Pantisano che, in rappresentanza dei volontari di Italia Nostra, ha mostrato diverse immagini che raccontano la trasformazione dell’Orto, a partire dalla pulizia dell’area fino alla piantumazione delle piante officinali ed aromatiche, di arbusti, ulivi e alberi da frutto.

Il sociologo Andrea Pesavento, invece, ha mostrato al pubblico immagini che ricostruiscono le vicende costruttive e storiche del castello-fortezza di Carlo V. Risale, invece, a nove anni fa il manufatto al centro del mio intervento: il muro di contenimento che segna il confine dell’Orto urbano-giardino botanico con via Francesco Le Rose. E’ un’opera in grigio e anonimo cemento, riconducibile agli interventi di riqualificazione del castello-fortezza e dell’area adiacente progettati dall’architetto fiorentino Marco Dezzi Bardeschi, che ha sostituito l’originario muro in pietra franato. (rkr)