AAA Assessore Sanità, astenersi incompetenti
Subito la firma al bilancio. La Giunta verrà poi

di SANTO STRATI – Se 50 giorni vi sembran pochi, rassegnatevi ad aggiungerne qualcun altro. Non habemus papam e la fumata è inesorabilmente nera, grazie anche all’irresponsabilità dei partiti della coalizione che cercano di conquistare posizioni a conferma di un illusorio potere che, in realtà, non hanno proprio. Le beghe interne della Lega tra i “locali” (Furgiuele, Molinaro e Rauti) e gli extraterritoriali (il commissario regionale Cristian Invernizzi, bergamasco con giustamente altri problemi in questo momento) s’infrangono contro le troppe indecisioni della Presidente Santelli. Arrivano a calabria.live centinaia di messaggi del tipo “esortate il presidente ad andare oltre, con coraggio”, come se fossimo interlocutori privilegiati in questa incredibile commedia delle parti cui i calabresi avrebbero volentieri rinunciato: non siamo consiglieri del Principe (machiavellicamente parlando) né aspiriamo ad esserlo, perché il nostro compito è informare. Osservare, ascoltare, non solo i politici ma anche e soprattutto la gente, quindi riferire, senza parteggiare per alcuno. È una questione di deontologia, i giornalisti facciano (sul serio) i giornalisti e basta.

Senza inventare nulla (al contrario di quanto sostiene la Santelli nei nostri confronti) facciamo il nostro lavoro riferendo le voci ricorrenti di calabresi che usano la testa che, ribadiamo, non vedevano male (già prima che scoppiasse la crisi Covid-19), un’intesa ad ampio respiro per il governo regionale, Figurarsi ora, con l’emergenza da affrontare. Guai, però, a parlare di larghe intese, quasi fosse una bestemmia. Bene, ma allora discutiamo dell’opportunità di trovare un accordo che superi le asperità e le ruvide posizioni che abitualmente dividono, com’è ovvio, maggioranza e opposizione, col solo obiettivo di raggiungere un comune traguardo. Che non è solo, ovvero non è più, il progetto di crescita e sviluppo della regione, bensì il superamento dell’emergenza coronavirus. Il contagio potrebbe diventare inarrestabile senza una seria prova di responsabilità da parte di tutti, anche da parte politica. Callipo, a proposito di larghe intese, ha detto a calabria.live che intende perseguire il ruolo di opposizione che gli è stato affidato dagli elettori: e che dovrebbe dire? Non è la minoranza che deve offrire opportunità, semmai – se gliela offrono – potrebbe coglierla. Ma la Presidente continua a ragionare in termini di distribuzione “equa” tra la coalizione nel rispetto di impegni presi prima del 26 gennaio. Solo che prima del 26 gennaio nessuno avrebbe potuto immaginare il flagello che si è abbattuto sull’Italia e, per fortuna, in minima parte nella nostra regione. Quindi qualunque scelta “irrituale” per la coalizione può trovare mille giustificazioni. In pratica, non vorremmo ritrovarci un assessore alla Sanità fine politico, ma assoluto incompetente in materia. La politica dei partiti deve mettersi da parte, date le circostanze, e ogni scelta non dovrebbe rispondere a rigidi criteri di spettanze pattuite in precedenza.

Peraltro, Jole Santelli che non scioglie il nodo della Giunta, continua a fare cose egregie. Per esempio la task force sanitaria di tutto rispetto, che ha messo su, scegliendo tre luminari della medicina: Raffaele Bruno, originario di Cosenza, lavora al San Matteo di Pavia ed è specializzato in malattie infettive e tropicali nonché è un ricercatore di terapie del virus Hiv; Paolo Navalesi, genovese, ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche, è responsabile del reparto di anestesiologia e terapia intensiva dell’Università di Padova, ed è un grande esperto di rianimazione nei casi di insufficienza respiratoria; Franco Romeo, direttore dell’unità di cardiologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, reggino, ha un lunghissimo e prestigioso cursus honorum che lo pone tra i migliori cardiochirgurghi internazionali: «Per la nostra Calabria – ha detto Romeo a calabria.live – darò il massimo della mia esperienza e disponibilità». Una squadra di eccellenze in grado di affrontare con la giusta competenza tutti gli aspetti clinici dell’epidemia. Che potrebbe operare al meglio se ci fosse un adeguato assessore alla Sanità, in grado di mescolare competenza scientifica e capacità manageriale. Ci rendiamo conto delle evidenti difficoltà di individuare un profilo con queste caratteristiche, ma è necessario stringere i tempi. Certo se la scelta è obbligatoriamente vincolata al partitismo a tutti i costi, le difficoltà diventano insormontabili. Pressioni perché la Presidente abbia il coraggio di guardare alle capacità e alle competenze per il futuro assessore alla Sanità arrivano da tutte le parti sociali e non solo dell’opposizione.

Per esempio, secondo l’Unindustria regionale «Non è tempo di distinguo, prevalenza di appartenenze od interessi di parte, polemiche e critiche fine a se stesse. Questo è il tempo delle decisioni meditate e condivise da rendere operative in maniera efficace, efficiente e tempestiva. Alla Calabria – ha detto il presidente Natale Mazzuca – serve poter mettere in campo le energie migliori, ognuno per la sua parte, le proprie competenze e ciò che rappresenta. Serve con immediatezza una Giunta di alto profilo in grado di operare in maniera incisiva, adottando da subito una serie di interventi tendenti a fronteggiare con efficacia l’emergenza sanitaria e le criticità economiche, attenuandone gli inevitabili contraccolpi negativi sulle imprese, sull’occupazione e sui cittadini. Ogni giorno di ritardo rappresenta una colpevole miopia rispetto alla gravità della situazione ed un agire, di fatto, contrario alle esigenze ed agli interessi della collettività». Ieri mattina, la presidente Santelli ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo che hanno sottolineato come la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro si ponga con estrema urgenza per tutti gli ambiti lavorativi, a partire dalla filiera produttiva agroalimentare, strategica per la Calabria. «Abbiamo evidenziato – affermano i segretari confederali regionali in una nota la preoccupazione per la mancanza di Dispositivi Individuali di Prevenzione anche per medici, infermieri e operatori della sanità in genere, esposti in prima linea; intervenire rapidamente e superare la grave carenza è quanto mai decisivo per tutelare questa persone, il cui lavoro è essenziale per contenere la diffusione del contagio da Covid-19, così come è essenziale far sì che tutto il sistema della sanità calabrese sia messo in condizione di fronteggiare la grave emergenza in atto».

Più diretto ed esplicito Pippo Callipo, leader di Io resto in Calabria: «Non possiamo più permetterci di stare ad aspettare i tatticismi dei partiti: è ora che la Calabria abbia una Giunta e un Consiglio regionale operativi. In un momento come questo – ha detto – non si può lasciare una Regione senza una squadra di governo al completo, che sia composta da assessori autorevoli e competenti, e senza un’Assemblea legislativa nel pieno dei suoi poteri. Il Consiglio regionale, seppur con le dovute e necessarie precauzioni per garantire la sicurezza di tutti, deve insediarsi subito: l’ipotesi di un ulteriore rinvio è a mio avviso impraticabile».

E poi c’è il problema – ugualmente serio e urgente – dell’approvazione del bilancio entro il 30 aprile, per uscire dall’esercizio provvisorio. La presidente Santelli, a ben vedere, la Giunta ce l’ha già: ha l’assessore all’Ambiente (il Capitano Ultimo) che ha già preso possesso dei suoi spazi in Cittadella e aveva cominciato a lavorare convocando i sindaci della regione per il problema rifiuti, iniziativa poi stoppata dall’emergenza covid-19, e l’assessore alla Ricerca scientifica, Università e Istruzione (non s’è ancora capito se la delega comprende anche la Cultura) Sandra Savaglio. Le altre deleghe sono in mano alla Presidente finché non le assegna. Quindi, ripetiamo, la Giunta anche con due soli assessori c’è già. Oliverio era partito con tre assessori perché voleva prima far approvare le modifiche allo Statuto e alcune deleghe le ha addirittura assegnate un anno prima della fine della legislatura (Cultura a Maria Francesca Corigliano), mantenendo fino alla fine per sé la delega al Turismo. Nulla di scandaloso, rientra nelle norme di legge, magari opinabile sul piano della opportunità per la  piena funzionalità della Regione e dei suoi dipartimenti. Quindi, se la presidente ritiene di traccheggiare ancora nella scelta dei suoi assessori, non rinvii ulteriormente la firma del bilancio.

La convocazione del Consiglio regionale di domani, peraltro, risulta persino discutibile se non per quietare i malumori dei cittadini che mal digeriscono un’attesa così lunga per vedere al lavoro i nuovi consiglieri. Serve un Presidente del Consiglio? Certamente sì, anche se in questo momento, al di là della rappresentanza, non avrebbe molto da fare, viste le limitazioni imposte dall’emergenza. I consiglieri regionali possono senz’altro interfacciarsi via skype o in teleconferenza, ma in questo momento emergenziale mal si conciliano le limitazioni ai cittadini con le convocazioni di gruppo a Palazzo Campanella. Senza contare che per arrivare a individuare intese per l’elezione del presidente del Consiglio, dei due vicepresidenti, dei due segretari-questori un minimo di dibattito bisognerebbe pur concederlo agli inquilini di Palazzo Campanella. Un dibattito con le mascherine? Ci potrebbe anche stare, ma chi può escludere il rischio che nella, pur sanificata al massimo, sede del Consiglio, il subdolo virus di questa epidemia non s’insinui ugualmente e allarghi il contagio a familiari, assistenti e collaboratori dei consiglieri?

Non è facile capire cosa sia meglio. Una cosa è certa, per il Presidente del Consiglio, i due vice, i questori, la Calabria può anche attendere, sperando che il contagio riesca a venire fermato, ma i calabresi vogliono un responsabile alla Sanità che possa coordinare e organizzare ogni iniziativa per per l’emergenza. Senza togliere nulla alla capacità di fare, mostrata dalla Presidente e largamente encomiabile, non è opportuno che trattenga ancora per sé questa delega. Che, attenzione, va data a un calabrese, non per campanilismo, ma perché serve una persona che conosca questa terra e ci viva stabilmente, così da saper e poter operare senza indulgenze e ritardi. Servirà un assessore che stia in Calabria e, ripetiamo, conosca la realtà di questa regione. Non possiamo permetterci un assessore incompetente, o un competente a mezzo servizio che non sa nulla della nostra realtà sanitaria, economica e sociale e avrebbe bisogno di tempo per studiarla e capirla.

Se la presidente Santelli prova a guardare negli atenei calabresi troverà l’uomo o la donna giusti per questa delega. Per la sua ricerca interpelli chi ama profondamente la Calabria e ha la competenza per indicarle qualche nome: il Rettore della Sapienza di Roma, il cosentino Eugenio Gaudio, il Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro, stimato farmacologo già allievo dell’ex presidente della Regione Pino Nisticò, anche lui insigne farmacologo, e lo stesso prof. Franco Romeo, già convocato nella task force sanitaria. Tutti quanti conoscono molto bene la Calabria e le grandi risorse umane e professionali che i suoi atenei custodiscono. La presidente Santelli è una donna intelligente, faccia allora la scelta giusta e non deluda i calabresi. (s)

COVID-19 – Ecco la task force della Calabria predisposta dalla Presidente Santelli

Messa a punto dalla presidente Jole Santelli la squadra chiamata a far parte della task force a supporto dell’Unità di Crisi Regionale per la gestione dell’emergenza sanitaria Coronavirus.

Ne fanno parte oltre al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, il Commissario Saverio Cotticelli, il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, Politiche Sanitarie Antonio Belcastro, anche i Direttori delle Unità Operative Complesse Malattie Infettive Aziende Ospedaliere S.S.R. e Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini; i Direttori delle Unità Operative Complesse Anestesia e Rianimazione Aziende Ospedaliere S.S.R. e Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini; i Direttori Dipartimento di Prevenzione Aziende Sanitarie Provinciali S.S.R.; i Commissari Straordinari Aziende Sanitarie Provinciali, Aziende Ospedaliere S.S.R. e Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini; i Commissari Straordinari Prefettizi delle Aziende Sanitaria Provinciale Catanzaro e Azienda Sanitaria Provinciale Reggio Calabria.

La task force si avvarrà della collaborazione tecnico scientifica degli esperti: prof. dott. Raffaele Bruno, Direttore Malattie Infettive Policlinico San Matteo di Pavia; prof. dott. Paolo Navalesi, Direttore Istituto di Anestesia e Rianimazione Azienda Ospedale Università di Padova; prof. dott. Franco Romeo Direttore U.O.C. Cardiologia Policlinico Universitario Tor Vergata Roma.

La task force, istituita con apposita ordinanza del presidente Santelli, lavorerà con il supporto tecnico del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. «Ringrazio per la disponibilità – ha detto la presidente Santelli – i professori Raffaele Bruno, Paolo Navalesi e Franco Romeo che hanno accettato in questo momento difficile un impegno gravoso e di grande responsabilità, offrendo la loro disponibilità alla Calabria. Sono sicura che le personalità scientifiche di spicco che hanno accettato di far parte della task force daranno un supporto all’emergenza che la Calabria sta vivendo». (rcz)

Callipo contrario a Governo di salute pubblica
Pregiudiziali distinguo sul ruolo di opposizione

di SANTO STRATI – Si sarebbe potuto definire ottimisticamente “tentativo di prova tecnica” per un governo di salute pubblica l’incontro svoltosi ieri a Germaneto per fare il punto sull’emergenza coronavirus, ma l’esperienza insegna che l’ottimismo in politica difficilmente aiuta. La presidente Jole Santelli ha avuto l’ottima idea di convocare nella Cittadella regionale i rappresentanti di tutte le forze politiche calabresi e chi non ha potuto ha partecipato in teleconferenza via telefono: un segnale di come, davanti a una crisi emergenziale come questa del Covid-19, sia necessario unire gli sforzi, al di là dei singoli schieramenti, per un impegno anche trasversale.

La Santelli aveva, in mattinata, raccolto l’endorsement da alcuni parlamentari Cinque Stelle, del Pd e di Leu. Un appello a supportare le azioni messe in campo dalla regione Calabria per fronteggiare il rischio contagio, firmato dai pentastellati Massimo Misiti, Anna Laura Orrico, Federica Dieni, Elisa Scutellà, Giuseppe D’Ippolito, Riccardo Tucci, e dai dem Enza Bruno Bossio e Antonio Viscomi e da Nico Stumpo (Liberi e uguali). «L’emergenza epidemiologica – si legge nell’appello – sta dimostrando, in modo pregnante e significativo, la radicale interconnessione tra le azioni individuali ed il benessere della comunità di riferimento. Mai come ora dovrebbe essere a tutti evidente quanto sia necessario vivere la politica come ricerca del bene comune al di là e oltre le differenti opinioni e scelte di schieramento». Una chiara dichiarazione di disponibilità che la stessa Presidente non si sarebbe mai aspettata.

L’aver riunito tutte le forze politiche, inclusi i due candidati a presidente bocciati dal voto Carlo Tansi (Tesoro di Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita) e Francesco Aiello (M5S e Calabria Civica), è stato un gesto apprezzato da tutti, anche se con alcuni distinguo. In particolare, Pippo Callipo, capo dell’opposizione e guida di Io resto in Calabria, pur mostrando apprezzamento, difende il ruolo di opposizione assegnato dagli elettori al suo schieramento politico. «Proprio nelle scorse ore – ha dichiarato a Calabria.Live – ho apprezzato e accettato di buon grado l’invito rivolto dalla presidente della Regione Jole Santelli a tutte le forze politiche regionali per un confronto sull’emergenza Coronavirus. In questa fase storica particolarmente difficile è necessario che tutti facciano la loro parte, non è evidentemente il momento in cui ci si può permettere di perdersi in polemiche sterili. Ma è altrettanto chiaro che la maggioranza dei calabresi che hanno votato alle elezioni regionali ha dato fiducia al centrodestra e alla presidente Santelli e quindi a loro adesso spetta il compito di governare la Regione. A noi gli elettori hanno assegnato il ruolo di opposizione ed è ciò che faremo con fermezza, senso di responsabilità e spirito costruttivo. Se ci saranno provvedimenti della maggioranza che a nostro giudizio vanno nell’interesse della collettività non avremo problemi a sostenerli, ma sempre mantenendo ben chiaro il rispetto dei rapporti istituzionali e continuando a esercitare il ruolo di opposizione che il mandato popolare ci ha conferito».

In poche parole, il cavaliere Callipo non si scalda più di tanto a una qualsiasi ipotesi di governo di salute pubblica, idea che però viene accarezzata da molte teste pensanti in Calabria. È evidente che il momento spinge a considerare la formazione del nuovo governo regionale al di là delle tradizionali logiche di partito e che la scelta dei responsabili di assessorati chiave come Sanità, Turismo e Attività produttive debba rispondere a criteri di assoluta competenza e capacità. È necessario fare squadra, magari in modo trasversale ove ci siano i presupposti, per garantire solidità alle scelte strategiche che la Regione è inderogabilmente chiamata a indicare, sia per affrontare dal punto di vista sanitario la crisi del coronavirus (che, grazie a Dio, in Calabria è limitata a poche decine di casi), sia per pianificare le opportune iniziative per poter gestire la conseguente, ugualmente spaventosa, crisi economica che deriva e deriverà dall’emergenza. Non si tratta di gestire l’emergenza, cosa che la presidente Santelli sta mostrando di saper fare in modo egregio, ma di programmare il futuro, pensando che niente sarà più come prima.

Occorre tener presente, però, che le crisi economiche aprono un ventaglio di opportunità e un’adeguata programmazione di risorse, investimenti e strategie di sviluppo, possono efficacemente ricevere, post-crisi, una spinta in più. I progetti di rilancio della Calabria del 26 gennaio, da qualunque parte venissero, non stanno più in piedi: c’è da fronteggiare una crisi emergenziale che ha sconvolto qualsiasi idea di sviluppo: superata la drammatica situazione sanitaria – #celafaremo, non va considerato solo un hastag ottimistico – bisognerà rimboccarsi le maniche a ricostruire aziende, attività commerciali, progetti di crescita stoppati o annientati dalla crisi del coronavirus. Che, ricordiamolo, non è un problema solo italiano, ma mondiale.

E allora, più che mai urge gettare le fondamenta per una cabina di regia che governi non soltanto l’emergenza, ma anche il futuro. Il presidente del Consiglio Nicola Irto, come abbiamo riferito ieri, ha riconvocato per il 18-19 marzo la prima seduta dell’assemblea regionale uscita dalle urne del 26 gennaio. Ci auguriamo che l’emergenza non faccia trovare ulteriori intralci alle importanti scadenze che incombono: va eletto il presidente del Consiglio regionale, due vicepresidenti (un posto va all’opposizione) e due consiglieri segretari-questori (anche qui un posto va all’opposizione). La base per organizzare il lavoro dell’assemblea che dovrà, per prima cosa varare entro il 30 aprile il bilancio, e quindi legiferare, approvare le scelte della giunta, ratificare provvedimenti e pianificare il lavoro attraverso le varie commissioni.

C’è un altro delicato punto all’ordine del giorno che prevede la temporanea sostituzione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo (8033 voti), che – come si sa – è ancora agli arresti domiciliari a seguito dell’inchiesta Eyphemos sul voto di scambio: secondo la prassi subentrerà il consigliere Raffaele Sainato (3897 voti). Senza contare che la presidente Santelli con le dimissioni dalla Camera dei Deputati lascerà il posto libero a Mimmo Giannetta, che, peraltro, è stato eletto consigliere regionale e dovrà scegliere tra Montecitorio e Palazzo Campanella.

A norma dello statuto (art. 20) per eleggere il presidente del Consiglio regionale, a scrutinio segreto, serve la maggioranza dei due terzi nelle prime due votazioni; se serve un terzo scrutinio, da tenersi il giorno successivo, è sufficiente la maggioranza dei votanti, con eventuale ballottaggio se nessuno raccoglie la maggioranza richiesta tra i due candidati che hanno ottenuto più voti nel precedente scrutinio. In quest’ultimo caso, a parità di voti, viene eletto il consigliere con più anni d’età.

La prima seduta del 18 marzo – salvo imprevisti da Covid-19 – sarà presieduta da Pippo Callipo, in quanto consigliere più anziano. Non è in tale occasione che la Presidente Santelli è obbligata dalla statuto (art. 33) a presentare il programma di governo e comunicare la composizione della Giunta, ma nella prima seduta successiva all’elezione del Presidente del Consiglio. Qui, la pur solerte ed efficientissima Presidente Santelli è, per la verità, in torto: lo statuto richiede entro dieci giorni dall’insediamento (avvenuto il 17 febbraio) la nomina del vicepresidente e degli altri componenti della Giunta. La presidente ha nominato, con un colpo di teatro, l’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, e quello all’Università, Ricerca scientifica e Istruzione (con delega anche alla Cultura?), ovvero l’astrofisica cosentina Sandra Savaglio. Poi si è fermata, fermata dalle beghe partitiche e dall’irrefrenabile litigiosità degli alleati o presunti tali.

Adesso, però, non c’è più tempo da perdere: va scelto subito l’assessore alla Sanità, una personalità che racchiuda competenza, capacità ed esperienza in organizzazione sanitaria. Per quanto ci si sforzi con l’immaginazione, ci rendiamo conto che non è un compito facile. Per questo, cercare larghe intese potrebbe aiutare non poco a una scelta indovinata. Dieci anni di commissariamento nella sanità sono anche il frutto di una politica che ha fallito il suo mandato, è il momento di invertire la rotta. (s)

Aspettando l’assessore, la Sanità in Calabria ko
Urge la Giunta, la Presidente frenata da Salvini

di SANTO STRATI – Una leggenda metropolitana racconta che un assessore alla Sanità della Regione Calabria, colto da grave malore, prima di perdere conoscenza abbia detto, ben consapevole della situazione: “non portatemi in ospedale”. Oggi, a fronte dell’emergenza Covid-19 un’evenienza del genere non potrebbe ripetersi perché, prima di tutto, non c’è un ancora assessore alla Sanità e, poi gli ospedali calabresi, nonostante siamo allo stremo, mostrano, grazie a medici, infermieri e personale, la faccia opposta dello sfascio della sanità, fatta di impegno, abnegazione, sacrifici pur di assicurare l’assistenza necessaria a chi ne ha bisogno. I posti letto in terapia intensiva sono poco più di un centinaio, occorre fermare il contagio perché la Calabria non sarebbe in grado di fronteggiare una situazione come quella delle regioni settentrionali. Neanche con l’assessore che non c’è, ma di cui non si può proprio per questo fare più a meno.

La Presidente Santelli sta affrontando benissimo la grave emergenza, grazie al cielo davvero limitata, e il suo impegno è stato riconosciuto da tutti. «Lodevole e apprezzabile» – lo ha definito il consigliere regionale Francesco Pitaro di Io resto in Calabria e anche gran parte dell’opposizione mostra apprezzamento per il piglio decisionale mostrato dalla neopresidente, ma da sola Jole Santelli non può continuare a ad affrontare l’emergenza da coronavirus. Il rischio è al momento contenuto e ristretto a pochi casi, ma come ha messo in evidenza la Presidente se si sono registrati in 4000 i calabresi arrivati dal Nord, c’è da immaginare che ce ne siano altri 10mila che sfuggono al controllo e possono costituire seri pericoli di contagio. Serve, allora, un assessore alla Sanità, subito. Da individuare in fretta, scegliendo senza guardare l’appartenenza partitica o lo schieramento di riferimento: onore al merito, dimenticando i compromessi e le logiche della politica.

Certo, è difficile gestire la formazione del nuovo governo secondo le vecchie e trite regole dei partiti: pochi i posti disponibili (appena cinque) e troppi i pretendenti. Senza considerare che sono in tanti a sostenere che la presidente sia frenata da Salvini. Il capo della Lega, fallito il tentativo di “colonizzazione” della Calabria, ridimensionato dal voto sfavorevole dei calabresi che ragionano, continuerebbe a esigere posizioni privilegiate nel governo regionale. Sembrava cosa fatta la scelta “salomonica” di affidare un assessorato a ciascun partito della coalizione e invece il “patto” è durato lo spazio di una sera. La litigiosità fa il paio con i malumori e i mugugni infiniti di alleati e presunti tali, col risultato che dopo 25 giorni ancora non c’è la giunta, fatte salve le prime due nomine (Capitano Ultimo e la Savaglio) che hanno provocato il primo scompiglio nella coalizione. La presidente si è insediata il 15 febbraio e, a quella data, nessuno poteva minimamente immaginare l’emergenza senza precedenti che si è abbattuta sull’Italia. E la nemesi storica ha fatto sì che a essere colpite proprio le tre regioni (Veneto, Lombardia ed Emilia) che insistevano sull’autonomia differenziata, a danno del Sud. Non è più tempo di questionare sulla «secessione mascherata» (come l’aveva definita il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto in un’intervista di un anno fa a calabria.live), ma occorre invece fare fronte comune per fermare il contagio e limitare le conseguenze, con il loro carico di morte e di distruzione della nostra già malmessa economia.

E un fronte comune sarebbe davvero utile alla Calabria in questo momento. Ci vorrebbe il coraggio di respingere le logiche da manuale Ccencelli di democristiana memoria e avviare un governo di salute pubblica con la partecipazione di tutti. Ci vorrebbe una decisione che passerebbe alla storia, perché probabilmente non potrebbe – data l’emergenza – non trovare l’appoggio e il consenso dell’opposizione. I governi a larghe intese non sono una eresia e non rischiano di turbare le anime candide di elettori che si potrebbero sentire “traditi”. Già da tempo sosteniamo che per dare il giusto impulso alla Calabria serve un comune sforzo per un obiettivo univoco, indipendente dagli schieramenti politici. Oggi più che mai è il percorso più agevole per affrontare l’emergenza ed esser pronti a ripartire, appena sarà finita questa disgraziata epidemia. Le crisi offrono, non dimentichiamolo, ottime opportunità di ripresa per chi sa coglierle.

Per questa ragione, la Presidente Santelli non può più indugiare sulla nomina dell’assessore: ci sono scienziati, medici, illustri clinici di cui non ci interessa la posizione politica, ci basta che abbiano capacità e competenza e possano coordinare, al meglio, gli interventi necessari per affrontare questo drammatico e triste momento. Se si considera che la Calabria non ha ancora approvato il bilancio (siamo in esercizio provvisorio, con tutti le limitazioni che questo comporta in una situazione d’emergenza sanitaria che rischia di diventare incontrollabile), grazie alla geniale scelta di Mario Oliverio rinviare al nuovo governo tale incombenza, è più che mai opportuno che la Regione sia nella sua efficacia piena. Con una Giunta con pieni poteri, un Presidente del Consiglio e un’assemblea regionale operativa e attenta alla gravità del momento.

Lo chiedono i calabresi, lo chiede l’opposizione, lo chiedono i sindacati. «La complessità dell’emergenza che l’intero Paese sta vivendo – affermano i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo – richiede anche nella nostra regione l’operatività, nel pieno delle loro funzioni, di tutti gli organi di governo previsti dalla Costituzione. Il fatto che la diffusione del contagio da Covid-19 sia nel nostro territorio più lenta che altrove, auspicando che rallenti ulteriormente fino a fermarsi del tutto, suggerisce l’opportunità di utilizzare la circostanza per procedere senza indugi, con modalità adeguate alle difficoltà del momento, all’insediamento del nuovo Consiglio Regionale eletto il 26 gennaio e alla nomina dell’intera Giunta. Ciò sarà importante anche al fine della tempestività e dell’efficacia di ogni azione necessaria a rendere operativi in Calabria gli strumenti contenuti negli attesi e imminenti interventi del Governo nazionale per il sostegno all’economia e al lavoro, avviando subito tavoli tematici che vedano insieme gli assessorati competenti, il mondo produttivo, il commercio, il turismo, le forze sociali».

Anche il capogruppo Pd in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua auspica «un tavolo istituzionale che gestisca questa fase d’emergenza per la sanità e l’economia. La Calabria – dice Bevacqua – deve avere una giunta al completo ed è necessario che il sistema sanitario e la Protezione civile lavorino in sinergia. Non è pensabile che oggi si continui a utilizzare la Calabria come una scacchiera. Questa regione ha bisogno di una giunta forte, autorevole. Le beghe di partito devono essere lasciate da parte».

Dunque, il coraggio. Il coraggio di una scelta impopolare tra gli alleati e i finti tali, ma decisamente nella linea di quel rinnovamento a cui la Presidente Santelli mostra seriamente di credere. Riunisca un tavolo con tutte le forze politiche, si dimentichi di Salvini (che ha altri cavoli per la testa in questo momento), ascolti le indicazioni dell’opposizione e presenti le sue idee per trovare un impegno comune. È una gran bella sfida. Se vuole passare alla storia, Presidente Santelli non perda quest’occasione. Auguri. (s)

 

 

Covid-19, una task force anche per l’economia
In Calabria interventi per le imprese e il lavoro

L’emergenza sanitaria in Calabria è, per fortuna, confinata ai pochissimi casi di contagio registrati in Regione, l’appello alla responsabilità sui calabresi ritornati in fretta dalle zone rosse è stato in gran parte accolto, l’isolamento volontario, il questionario e gli interventi di rigido controllo stanno dano i loro frutti. Ma non è solo la salute, che viene comunque prima di qualunque cosa, a preoccupare: le ricadute economiche di questa crisi saranno ancora più drammatiche in una regione già provata da una recessione irrefrenabile e dalla cronica mancanza di opportunità lavorative.

A questo proposito, la Presidente Jole Santelli ha annunciato che «sarà attivata una task force per affrontare tempestivamente anche le ricadute negative del virus sulla nostra economia.La task force sarà istituita con decreto presidenziale e coinvolgerà, oltre che tutte le rappresentanze del mondo del lavoro e dell’impresa, anche i direttori generali dei dipartimenti regionali interessati al fine di elaborare, ove possibile, interventi diretti utilizzando le risorse comunitarie e nazionali disponibili.Vogliamo che questo tavolo diventi sede di un confronto permanente per lo studio e la ricerca di soluzioni condivise, a sostegno dei comparti che vi partecipano e che stanno subendo le conseguenze di questo periodo di crisi. Siamo convinti, infatti, che solo un confronto serrato potrà permetterci di individuare in modo chiaro le principali sfide da affrontare. Non solo: la task force ci presenterà forti, coesi e con richieste mirate al tavolo nazionale, rispetto alle misure anti-crisi annunciate nei giorni scorsi».

A fortissimo rischio di crisi gli agricoltori (per il crollo del mercato interno ed estero) e soprattutto gli operatori turistici. Questi ultimi, nei giorni scorsi, avevano inviato un accorato appello alla Presidente Santelli, trasmesso per conoscenza anche al capo dell’opposizione Pippo Callipo e all’unico sottosegretario calabrese, l’on. Anna Laura Orrico.

«Il nostro lavoro – hanno scritto alla Santelli 17 tour operator calabresi* – è quello di vendere vacanze, escursioni e tour in calabria e nel Sud Italia, siamo titolari di piccoli tour operator che fanno però arrivare migliaia di persone nella nostra regione. Dal 20 febbraio, dopo ‘annuncio del corona virus in Lombardia, le prenotazioni della prossima stagione estiva si sono rallentate e, spesso, le poche telefonate che riceviamo sono solo per annullare le prenotazioni».

I tour operator hanno sottoposto alla Presidente Santelli «alcuni interventi con misure immediate che la Regione Calabria dovrebbe mettere in atto per proteggere il comparto turistico e, conseguentemente, l’economia calabrese:

1) l’istituzione di un tavolo di crisi presso la Regione Calabria con gli operatori turistici per valutare le misure da mettere in campo e le richieste da inviare al governo: cancellare tributi e imposte, rinviare adempimenti fiscali, prevedere sgravi e ammortizzatori sociali, etc;

2) una campagna promozionale, a partire dal mese di aprile, quando ci auguriamo che il picco dell’emergenza sanitaria sia superata, volta a promuovere le vacanze nella nostra regione, come meta tra le più sicure e tranquille nel Mediterraneo. La BMT di Napoli, spostata a fine maggio, potrebbe essere un momento importante di questa campagna promozionale;

3) la promozione e il coordinamento di iniziative che garantiscano la possibilità, da parte di chi prenota, di cancellare senza penali e franchigie. La situazione di incertezza spesso frena la domanda! Già molti tour operator garantiscono la possibilità di cancellazione ma un’azione coordinata dall’istituzione regionale darebbe più fiducia e stimolo;

4) il potenziamento della legge regionale n 3 del 7/02/ 2018 sull’incentivazione del turismo in arrivo. Chiediamo che si riaprano i termini e si agevoli il finanziamento per stimolare l’arrivo di gruppi culturali, scolastici, balneari, gastronomici, per questa prossima primavera e per l’autunno;

5) la predisposizione di un numero verde, presso l’assessorato al Turismo, che fornisca le informazioni necessarie agli operatori del settore. Essere ascoltati, sapere di avere un contatto, di essere assistiti può tranquillizzare e dare fiducia;

6) un’azione congiunta con il governo e le autorità sanitarie, in collaborazione con le federazioni alberghiere e i sindacati, per programmare e istituire eventuali misure aggiuntive, se necessarie, al fine di assicurare una permanenza tranquilla e sicura ai turisti in arrivo nelle nostre strutture e nelle nostre località.

7) la predisposizione di un codice di comportamento consigliato al turista sia prima dell’arrivo in Calabria e sia durante il soggiorno».

L’appello dei 17 tour operatori calabresi si conclude con l’invito pressante a fare presto: «Da professionisti e operatori del settore ci permettiamo di suggerirle le suddette azioni che contengono i provvedimenti necessari per tentare di salvare la stagione turistica ormai alle porte. Noi rimaniamo profondamente ottimisti e lavoriamo ogni giorno per dare respiro alla nostra terra. Quello che ci preme sottolineare è l’importanza di un intervento immediato e forte! Crediamo che in questo momento difficile serva la collaborazione e il contributo di tutti, dai consiglieri di opposizione presenti nel consiglio alle delegazioni parlamentari calabresi e ai parlamentari europei eletti in Calabria.

Il sottosegretario Orrico ha dato la sua disponibilità totale: «Ascolto con particolare scrupolo tutte le preoccupazioni sul coronavirus da parte della filiera turismo e cultura, a maggior ragione quando provengono dalla mia regione, la Calabria. Stiamo implementando misure rigorose a tutela della salute pubblica, ma anche per il sostegno dei comparti in sofferenza e c’è la nostra massima disponibilità a partecipare a tavoli regionali, se e non appena la presidente Jole Santelli li avrà convocati, come richiesto dai tour operator. Ho letto con grande attenzione la lettera appello dei tour operator calabresi e ne condivido lo spirito».

Mostra comunque senso pratico la Orrico: «Usciremo da questa crisi ancora più forti, soltanto con senso di responsabilità da parte di tutti e attraverso una proficua sinergia fra governo e Regione. La priorità è la salute pubblica, dobbiamo assolutamente contenere il contagio e assicurare le cure migliori ai malati. Ma allo stesso tempo è fondamentale garantire adeguato sostegno all’economia, soprattutto a settori duramente colpiti come turismo e cultura e ai territori la cui economia locale è largamente dipendente dai proventi di tali comparti, com’è nel caso della Calabria». (rrm)

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La Giunta ancora no, ma la ferrovia per Gioia sì
La Santelli “sblocca“ il collegamento col Porto

di SANTO STRATI – Per la Giunta aspettiamo la scelta finale, ma, anche senza assessori, la Presidente Jole Santelli riesce a portare a casa un risultato sorprendente e di grande valenza per la valorizzazione dell’Area del Porto di Gioia Tauro. Dopo vent’anni, c’è il via al completamento del gateway ferroviario che collegherà il Porto con la la linea ferrata: sarà la fine del solo transhipment, fino ad oggi obbligato per l’assenza del collegamento ferroviario, per creare finalmente un completo servizio di smistamento dei container verso i mercati europei. Il Porto di Gioia Tauro, al centro dell’area Zes, con l’estensione dell’operatività h24 e la realizzazione dell’agognata intermodalità potrà diventare il centro nevralgico del Mediterraneo per il traffico merci e il punto di ripartenza per lo sviluppo della Calabria.

«Una giornata storica per gli investimenti e la crescita della Calabria – ha dichiarato la Presidente Santelli –. A due settimane dalla mia proclamazione porto a casa un grande risultato: il completamento del gateway ferroviario nel Porto di Gioia Tauro. Grazie a un lavoro sinergico con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, che ha visto coinvolti anche i vertici di RFI, Rete Ferroviaria Italiana e il Commissario dell’Autorità Portuale Andrea Agostinelli, questa tratta ferroviaria sarà ammodernata e consentirà il trasporto ferroviario da Gioia Tauro lungo la Penisola e verso i grandi mercati europei. Il porto diventerà, dunque, intermodale».

Esprime grande soddisfazione la Presidente,  che stamattina a Germaneto ha incontrato il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Giuseppe Falcomatà e il suo vice al Comune Armando Neri. «Avevo promesso un impegno serio in questo senso – ha detto – e in sole due settimane di intenso lavoro, ho recuperato un blocco che durava da vent’anni per una struttura costata fin qui 20 milioni di euro che rischiava di diventare un monumento allo spreco, per una ventennale disputa giudiziaria su 4 km di raccordo ferroviario. Il blocco era dovuto ad una controversia tutta interna alla Regione. Abbiamo recuperato la proprietà da Corap, ex Asi, comunicato al MIT che avevamo svolto i “compiti a casa” e che eravamo in grado di far partire l’accordo con RFI, già pronta con gli investimenti. A breve sarò sulla tratta ad aprire il cantiere. Uno sblocco necessario perché la “porta sul Mediterraneo” oggi diventa “la porta dell’Europa”».

«Vent’anni di lungaggini burocratiche archiviati in 20 giorni – secondo il consigliere regionale Gianluca Gallo –, per dare alla Calabria un ruolo concreto in Europa. Da quando si è insediata la presidente Santelli, con caparbia determinazione, s’è buttata a capofitto nel lavoro di risoluzione delle tante emergenze calabresi ed in meno di tre settimane è riuscita in un mezzo miracolo: cancellare ritardi antichi ed assicurare alla Calabria la realizzazione di un’opera infrastrutturale da tanto, troppo tempo attesa». Commenti positivi, ovviamente, da numerosi parlamentari calabresi. Per l’on. Maria Tripodi «Il rilancio dell’economia calabrese è partito in modo concreto, con uno scarto brevissimo tra l’enunciazione e i fatti. Esprimo soddisfazione per la determinazione e all’autorevolezza della presidente Santelli che è riuscita a mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati al completamento della tratta ferroviaria, superando gli ostacoli burocratici che ne avevano impedito la realizzazione. È questa la strada maestra da seguire per la rinascita della nostra regione». «. Importante – ha sottolineato l’on. Francesco Cannizzaro – è stata l’interlocuzione che il governatore Santelli ha avuto con tutti i rappresentanti istituzionali interessati, compreso il vice ministro Cancelleri che appartiene a un altro partito ma è forza di Governo e con cui è riuscita ad avere un confronto proficuo, sbrogliando un nodo che era comunque regionale. È stata molto efficace anche la grande sinergia ottenuta con il Comandante Andrea Agostinelli, Commissario straordinario del Porto di Gioia Tauro, con cui potremo intensificare l’interlocuzione per il futuro sviluppo dell’hub portuale su cui puntiamo moltissimo».

Non c’è che dire. La Jole vi sorprenderà – avevamo anticipato qualche giorno fa – irritando la Presidente con l’attribuzione di un’idea che provocatoriamente avevamo immaginato sua. Da immaginare semmai come tentazione a percorrere nuove strade nella formazione di una Giunta che rischia di provocarle qualche mal di pancia per i troppi aspiranti candidati. Ieri mattina, a Montecitorio, qualcuno dava per fatto l’accordo, un assessore ad ogni partito e via. In serata una nuova smentita perché l’accordo di massima trovava ancora qualche perplessità nella coalizione. L’idea di un governo aperto a larghe intese non è una bestemmia, ancor di più, nell’attuale grave situazione emergenziale in cui si trova tutto il Paese. Significa premiare il merito e pescare professionalità e competenze anche tra esponenti della sinistra, senza pregiudiziali partitiche. Qui non si tratta di mantenere gli equilibri politici, bensì di individuare risorse e capacità in grado di gestire la grande sfida che la Calabria dovrà affrontare da qui ai prossimi anni. Una sfida che richiede un impegno che travalichi limitazioni partitiche e opposizione eventualmente schierata a fare solo ostruzionismo: occorre lavorare insieme per costruire un sogno che si tramuti in una bella, solida, realtà. Serve una visione ampia e non soltanto rispettosa di accordi pre-elettorali, occorre la capacità di guardare oltre e azzardare (questo è vero) oltre l’immaginabile, anche a costo di scontentare i sodali che hanno sostenuto la candidatura della Presidente. Si può viaggiare lungo un percorso comune, nel rispetto reciproco di evidenti contraddizioni ideologiche, però con un obiettivo univoco. Con un grande, inimmaginabile, consenso di tutti i calabresi che aspettano il segnale di una svolta, di un radicale cambiamento rispetto all’andazzo politicante del passato.

Staremo a vedere cosa succederà a Palazzo Campanella lunedì, in un Consiglio regionale senza pubblico, causa misure anti-contagio, e senza parenti a sostenere i neoconsiglieri e gli amici dell’ultima ora venuti a stringere mani e possibilmente nuove alleanze e conquistare simpatie. Un Consiglio in streaming internet, che probabilmente non riuscirà a chiudere le incombenze d’inizio, entro la stessa giornata, ma proseguirà il giorno dopo. C’è da eleggere il Presidente del Consiglio (e gli accordi in questo campo sono come la tela di Penelope che viene disfatta al mattino successivo), vanno eletti i due vicepresidenti, il segretario, i questori. C’è da presentare la Giunta… Che non è poi l’assillo maggiore per la Santelli: ha due assessori e in base allo statuto già da sola può approvare il bilancio di previsione che Oliverio ha volutamente evitato di approvare, facendo scattare l’esercizio provvisorio. Detto in parole semplici, senza l’approvazione del nuovo bilancio la Regione può disporre solo delle somme previste dal bilancio precedente, ovvero affari correnti, retribuzioni e quant’altro, mentre gli impegni e le necessità dei comuni sono sempre più impellenti. La grana del bilancio è solo uno dei regali di benvenuto lasciato dal governatore Oliverio e andrà risolta in tempi ridottissimi se si vuole far partire la macchina regionale in perfetta efficienza.

Di sicuro, il “colpaccio” del gateway ferroviario per il Porto di Gioia Tauro mostra la capacità e la voglia del fare che la Presidente ha. Nei giorni scorsi il capo dell’opposizione Pippo Callipo aveva sottolineato l’esigenza di assegnare con urgenza le deleghe per turismo e agricoltura «due settori potenzialmente trainanti dell’economia calabrese», che – ha detto Callipo – «rischiano un crollo drammatico a causa del Coronavirus da un lato e della siccità dall’altro, ma ancora gli operatori dei due settori non hanno alla Regione gli assessori al ramo con cui interloquire. Non intendo fare polemica politica ma dare voce alla Calabria che lavora e, con questo intento, chiedo alla presidente della Regione di assegnare al più presto le deleghe in questione. È urgente dare concretezza al confronto con le parti sociali e valutare misure straordinarie per tamponare le emergenze in atto. Fondamentale, poi, sarebbe avviare una massiccia campagna di comunicazione per far sapere al mondo che la Calabria è perfettamente in grado di gestire un fenomeno che, per fortuna, qui non ha al momento risvolti preoccupanti».
«Le misure di contenimento e gestione del Coronavirus – aveva aggiunto Callipo – devono prioritariamente essere di natura sanitaria, ma non dimentichiamoci delle conseguenze economiche che un eccessivo allarmismo può comportare. Molte delle misure che vengono proposte in queste ore dalle parti sociali vanno prese in seria considerazione, ma è necessario, oltre all’impegno del governo nazionale, che la Giunta regionale abbia al più presto nei posti chiave personalità di indiscussa competenza che possano affrontare eventuali situazioni critiche, confrontarsi con chi lavora sul campo ed evitare quindi che l’economia calabrese subisca l’ennesimo, durissimo colpo che ne pregiudicherebbe la già fragile tenuta». A questo si aggiunga l’urgenza di un assessore alla Sanità in grado di affrontare con la dovuta competenza la situazione del Coronavirus, che a Catanzaro, per esempio, sta sfuggendo di mano. Serve immediatamente una necessaria verticalità decisionale, a livello di Regione, proprio per coordinare interventi e modalità di prevenzione che non provochino ulteriori affanni e favoriscano situazioni di disagio di difficile gestione. Basti solo pensare ai 50 infermieri precari del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio che non sono stati riconfermati nell’incarico: ma il commissario alla sanità generale Cotticelli ha capito la gravità dell’epidemia che rischia di scoppiare anche in Calabria?

Armando Neri, la Presidente Jole Santelli e il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà
Il vicesindaco di Reggio Armando Neri, la Presidente Jole Santelli e il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà

Il sindaco di Reggio Falcomatà, «auspicando un proficuo percorso di collaborazione istituzionale» nell’incontro con la Presidente Santelli alla Cittadella regionale, ha sottolineato la «priorità assoluta al monitoraggio del sistema di gestione degli impianti regionali per il conferimento dei rifiuti, con specifico riferimento alla discarica di Crotone gestita da Sovreco Spa». Ma anche il lavoro è stato al centro delle richieste del sindaco metropolitano di Reggio: occorre «accelerare – ha detto Falcomatà – l’iter amministrativo per l’aumento e la storicizzazione delle risorse finanziarie destinate dalla Regione Calabria e la successiva adozione dei relativi decreti attuativi, che consentiranno al Comune di Reggio Calabria, come da delibera sul fabbisogno del personale già approvata dall’Ente comunale, la stabilizzazione dei quaranta lavoratori ex Sial (legge 15 del 2008) in coerenza con il più complessivo percorso di tutela e valorizzazione dei diritti dei lavoratori del pubblico impiego messo in campo in questi anni dall’amministrazione comunale reggina». Oltre a sollecitare le deleghe relative al trasporto pubblico locale, Falcomatà ha toccato il punto dolente dell’Aeroporto dello Stretto e col vicesindaco Neri ha chiesto che «sia avviata in tempi brevi una riflessione ampia e condivisa sulla gestione del sistema aeroportuale, con particolare riferimento alla pubblicazione del piano industriale da parte di Sacal, propedeutico ad una strategia complessiva che punti all’aumento dell’offerta volativa attraverso il coinvolgimento di nuove tratte aeree e nuove compagnie».

Insomma, si prospetta una legislatura di tanto lavoro, auspicando la rinnovata consapevolezza da parte della Presidente Jole: dimenticarsi delle “Calabrie” con i personalismi e i particolarismi provinciali, ma pensare e provvedere “alla” Calabria intera. Che è una, forte, coesa, appassionatamente convinta di potercela fare. (s)

Verso un governo regionale di larghe intese?
L’idea della presidente Santelli spiazza tutti

di SANTO STRATI – Un governo di larghe intese che guardi più alle competenze e alle capacità individuali, piuttosto che alle convenienze dei partiti. È un’idea sorprendente che non trova ancora riscontri diretti, ma siamo convinti che la Presidente Jole Santelli ci stia pensando già da qualche settimana. Maturata dopo il feedback positivo dei due primi assessori che ha raggiunto consensi inaspettati: la Presidente non lo dice, ma nei suoi occhi e nel viso un po’ affaticato, si legge una carica vitale che spiazza tutti: «La Jole vi sorprenderà!». Non l’abbiamo sentita dire questa frase né da lei né da altri, ma è facile coglierla in uno sguardo che difficilmente inganna.

Il ragionamento è molto semplice. La presidente ha solo cinque caselle da riempire per la sua Giunta. Ci sono cambiali e cambialette da onorare con i partiti della coalizione e con chi, stando in retroguardia senza presentarsi in lista, aspetta ora il dovuto riconoscimento: troppo lungo l’elenco dei pretendenti, troppo elevato il rischio di scontentare l’uno per far sorridere l’altro e portarsi per un’intera legislatura strascichi di veleni e dispettucci. E allora ecco l’idea, “pazza” ma vincente: un governo regionale di larghe intese, trasversale alla politica, dove contano non i simboli di partito ma la voglia di operare a favore della Calabria, facendo leva su competenze acclamate, slegate da vincoli politici. L’obiettivo è comune e la sfida che attende la Calabria nei prossimi mesi e nei prossimi anni non può ridursi a un usuale, quanto trito e ritrito, risultato di accordi di Palazzo per misurare il potere e conquistarne ancora di più.

La crisi del coronavirus che, grazie al cielo, facendo gli scongiuri, ha appena sfiorato la Calabria, in realtà si rivelerà anche per la Calabria una tragedia di carattere economico-sociale che nessun catastrofista di mestiere avrebbe potuto immaginare. Al di là del dovuto rispetto che va riservato prima di ogni cosa alle vittime del virus, perché il costo delle vite umane non ha prezzo, le conseguenze in termini di occupazione, mancato sviluppo e recessione garantita saranno terribili e ce le porteremo per tutto questo 2020. Anno bisesto anno funesto?

Prendiamo i primi due assessori della Presidente Santelli. Non concordate con le segreterie dei partiti, convincenti e ammirate in maniera trasversale dai calabresi di ogni colore politico, sono scelte che hanno spiazzato i mestieranti della politica: indicano che sono state decise “in solitudine” con la determinazione tipica dei leader. La Jole vi sorprenderà: e se contro ogni previsione continuasse nella sua strepitosa, felice e formidabile idea di decidere da sola, senza tener conto degli impegni presi prima della campagna elettorale? Che sorpresa magnifica per i calabresi! La Jole conquisterebbe tutti, superando qualunque barriera ideologica, mostrando di avere a cuore una cosa soltanto, quella di far diventare la sua Calabria una regione “normale”. Una terra non arida e improduttiva, ma fertile e ricca di risorse, a cominciare dagli uomini e dalle donne che, a malincuore, son dovuti andare via. Una terra ricchissima di cultura e patrimonio artistico (bastano i bronzi di Riace e l’inestimabile tesoro di quel che rimane della civiltà magnogreca), attenta e generosa con l’ambiente con i suoi tre parchi nazionali, le splendide montagne, gli 800 e passa chilometri di coste, la mitezza del clima, il profondo senso di accoglienza della sua gente. La California d’Europa, anche dal punto di vista tecnologico visti i continui successi delle nostre università nel campo dell’intelligenza artificiale (di cui il rettore Unical Nicola Leone è un’eccellenza mondiale) e dell’innovazione tecnologica. È quella che dovrà diventare, con l’impegno di tutti, per il bene comune.

Stop. Smettiamola di sognare e torniamo coi piedi per terra. E immaginiamo una Giunta Santelli dove a fianco di Capitano Ultimo e dell’astrofisica Sandra Savaglio ci troviamo, tanto per fare un nome, Pino Gentile (senz’offesa, on., sia ben chiaro) che forte del suoi 7821 voti che non sono riusciti a farlo tornare a Palazzo Campanella aspira a un assessorato. Già vicepresidente del Consiglio regionale nella passata legislatura, Gentile rappresenta il passato che ritorna, il trionfo delle logiche della politica che pesa le forze in campo e paga il dovuto (?) tributo, anche a costo di non fare gli interessi dei calabresi. Sia ben chiaro, massimo rispetto per Gentile: se i calabresi lo hanno votato in così tanti vuol dire che lo stimano e lo apprezzano, semmai è la malasorte (e una stupida legge elettorale) che lo ha tenuto fuori da Palazzo Campanella. Immaginiamo di vedere in Giunta i soliti noti, magari incompetenti di natura ma politicamente dotati di grande appeal. Quanto durerà? Saranno scelte premianti per lo sviluppo della Calabria? È lecito avere qualche perplessità.

La Presidente Santelli questo ragionamento lo sta facendo, ne siamo convinti. Ha la grande opportunità di mostrare di avere gli attributi che pochi le riconoscono, ovvero la capacità di capire cosa è meglio per la sua terra, cosa veramente si aspettano da lei i suoi elettori e cosa non s’aspettano i suoi avversari. Solo un comune sforzo di maggioranza e opposizione porterà una ventata di aria fresca nel futuro da costruire per la Calabria. Questa sarebbe una rivoluzione sorprendente e senza precedenti, la grande opzione che la Presidente si va a giocare nei prossimi giorni. E il suo essere donna, siamo convinti, l’aiuterà nella scelta così azzardata di mescolare sacro e profano, bianco e nero, dritto e rovescio, nel suo futuro governo.

L’assurda legge regionale, che vieta il voto disgiunto (che ha penalizzato assai e non poco il cav. Callipo) e non consente il voto di genere, fissa in 7 il numero massimo degli assessori e va cambiata prima possibile. Guardiamo al numero degli assessori, perché fissarne il numero per statuto? Non sarebbe più corretto lasciare al Governatore la scelta di quante persone servono per la sua squadra? Tanto per fare un esempio, al Turismo ne servirebbero due (e con Oliverio non c’era proprio), uno per il turismo interno e uno per quello internazionale; i beni culturali faranno a metà con la ricerca scientifica e l’istruzione, e sarà dura perché dimezza l’impegno. E la reputazione? Un assessorato alla reputazione – a lungo caldeggiato da Giuseppe Nucera, ex candidato presidente del movimento La Calabria che vogliamo e imprenditore turistico innovatore – non servirebbe?  Con magari con il massmediologo Klaus Davi, che si è già detto disponibile a offrire il suo aiuto, al quale la Calabria deve ancora dire grazie per il suo impegno per San Luca.

Ci sono tante risorse umane da scoprire e mettere alla guida dei pochi assessorati, dove comunque già lavorano dirigenti capaci e ispirati totalmente alla legalità, per fare una rivoluzione “gentile” (scusi ex vicepresidente, non è rivolto a lei) che sappia cogliere idee e suggestioni che provengono da intellettuali, industriali, imprenditori, scienziati, docenti. Teste pensanti che sanno cosa significa lavoro, sacrificio e impegno. E che sognano, al di là della loro appartenenza politica, una Calabria che finalmente alza la testa, cresce e offre prospettive ai propri giovani. Ci sono tanti progetti che vanno realizzati, c’è il Piano per il Sud che è un magnifico libro delle idee le cui pagine vuote vanno scritte da gente determinata e competente, questa volta con soldi veri da spendere. C’è l’innovazione dei giovani scienziati delle nostre straordinarie Università, c’è la passione di chi vuol mettersi in gioco pur avendo conquistato il successo nel lavoro e nell’impresa: Presidente Jole, anche qui potrebbe avere qualche imbarazzo nella scelta, ma si fidi dell’istinto di donna che, in genere, non sbaglia mai.

Questa si chiama svolta. La odieranno i suoi ex-sodali pentiti di averla appoggiata e sostenuta fino alla vittoria elettorale, ma cosa deve temere? Avrà il consenso della gente comune, di chi l’ha votata convita e chi chi le ha negato il voto, costretto felicemente a ricredersi. La sua esperienza politica, Presidente Jole, l’aiuterà a fare il “colpaccio” che nessuno si aspetta. E quale migliore presidente del Consiglio del capo dell’opposizione? Pippo Callipo sarebbe la magnifica guida di un’assemblea impegnata, ripetiamo, in modo trasversale,  a cercare e trovare il meglio del meglio per la Calabria… Accidenti, stiamo correndo troppo. Fermiamoci. Tra sogni e immaginazione, rischiamo di far perdere il filo o di confondere le idee. È solo una provocazione – lo ammettiamo – ma non si sa mai. Lo scopriremo tra pochi giorni. Auguri, Presidente Jole. (s)

 

 

Callipo sui due neoassessori: premiato il merito
Santelli apprezza e punta su impegno comune

di SANTO STRATI – Non è soltanto fair play, ma un segnale di dialogo che non va sottovalutato. Il capo dell’opposizione in Regione Pippo Callipo plaude alle prime due nomine della neopresidente Jole Santelli e la governatrice ringrazia, rilanciando sull’esigenza di un impegno comune. È evidente che ciascuno dovrà svolgere al meglio il suo ruolo, ma è importante che l’opportuna dialettica maggioranza-opposizione non debba ridursi a continui scambi di insulti, insinuazioni e attacchi reciproci (come sta avvenendo ogni giorno a livello nazionale). L’undicesima consiliatura calabrese non è ancora iniziata (entro due settimane la prima convocazione del Consiglio regionale) e i segnali, consentiteci l’ottimismo, non sono cattivi. Sarebbe magnifico che, soprattutto sulle importanti iniziative che dovranno urgentemente essere adottate, prevalga la voglia di fare per un comune obiettivo: quello di rendere la Calabria una “regione normale”, quello di aiutare i calabresi a uscire dalla profonda crisi che non è irreversibile, quello di pensare finalmente e unicamente al bene comune. Se il merito sarà il segno distintivo di questa consiliatura tutta la Calabria avrà davvero serie opportunità di crescita e di sviluppo. Quello che serve a questa nostra terra è un impegno a “fare”: servono concrete azioni per sbloccare ciò che burocrazia e indifferenza hanno fino ad oggi mortificato o addirittura bloccato. L’agenda del fare è stracarica di punti, ma non ci si fermi all’elencazione delle cose che si dovranno fare: si facciano, e in fretta. A cominciare dal risanamento della sanità e dalla realizzazione del binario di Gioia Tauro che permetta l’intermodalità del Porto, per il serio utilizzo della Zona economica speciale (Zes) per finire alle opportunità di formazione, lavoro e occupazione per i giovani, senza dimenticare che crescita e sviluppo in Calabria si realizzano attraverso cultura, turismo, agricoltura e innovazione tecnologica.

«Quando si premiano il merito e la competenza, – ha dichiarato il cav. Callipo – quando si dà lustro alla propria terra, chi vuole davvero bene alla Calabria non può che essere contento. Per questo apprezzo la nomina della professoressa Sandra Savaglio ad assessore regionale all’Università, alla Ricerca scientifica e all’Istruzione, che, al pari di quella del colonnello Sergio De Caprio all’Ambiente, è garanzia assoluta di capacità e rigore. Ora però la presidente della Regione Jole Santelli riconosca che non si può governare da Roma e abbia il coraggio di continuare a volare alto».
«In campagna elettorale – prosegue Callipo – ho ribadito più volte quello che è stato un principio cardine di tutta la mia storia personale e imprenditoriale: il merito, la qualità, il valore acquisito sul campo devono avere sempre la meglio. Penso che ciò valga ancora di più nella gestione della cosa pubblica. Per questo – ha detto – non ho difficoltà a riconoscere che le prime due scelte della presidente Santelli per la Giunta vanno nella direzione opposta alle logiche della vecchia politica perché affidano settori importanti della Regione a personalità di riconosciuto prestigio. D’altronde, avevo promesso di fare proprio questo se fossi stato eletto alla guida della Regione e non cambio idea ora solo perché sono all’opposizione. Anzi, proprio in questa ottica costruttiva – è l’appello di Callipo – invito la presidente Santelli ad andare avanti su questa strada anche per gli altri assessorati e a non cedere alle pretese dei gruppi di potere indirizzate a premiare i portatori di voti e non la qualità. Se lo farà, se nominerà una giunta che sia tutta al livello di Savaglio e De Caprio – conclude – dimostrerà di agire solo nell’interesse della collettività, l’unico che, seppur da opposti ruoli, siamo chiamati a tutelare»

È un discorso, questo di Callipo, che merita attenzione e rispetto. La presidente Santelli gli ha immediatamente replicato, per ringraziarlo. «Ho apprezzato  – ha detto la neopresidente – le parole di plauso espresse da Filippo Callipo rispetto alle nomine di Sandra Savaglio e Sergio De Caprio. Un commento positivo che riguarda due personalità importanti che hanno deciso di impegnarsi per la Calabria. Relativamente alle mie parole circa l’impegno romano, credo che sia ovvio che la Calabria non possa essere governata da Roma, altrettanto vero è, però, che è indispensabile che la Calabria partecipi ai processi decisionali, abbia un ruolo in Conferenza Stato-Regioni e nei luoghi di concertazione negoziale in cui la Regione deve poter far valere la propria voce ed i propri diritti. Altrettanto necessario è il raccordo con il Governo nelle sue diverse articolazioni. Insomma, il governo di una Regione è materia complessa, che necessariamente impone un lavoro sul territorio, a Roma e Bruxelles. Dobbiamo tutti impegnarci affinché la Calabria riconquisti il ruolo che merita».

È una buona base di partenza, lo ribadiamo. Certo, non si pensi a un improvviso “innamoramento” reciproco tra i due avversari, ma è un buon inizio perché la maggioranza ascolti le proposte di chi sta dall’altra parte e la minoranza non faccia vuoto ostruzionismo su qualunque tema. Indubbiamente, il discorso Roma merita qualche annotazione aggiuntiva: la Regione Calabria ha due sedi fuori dal territorio, a Roma e a Bruxelles (anzi ne aveva anche una a Milano di cui si sono perse le tracce, ma magari si continua a pagare l’affitto dei locali) ed è corretto immaginare che possano svolgere quel ruolo di congiunzione con il governo centrale e l’Unione Europea. L’intento della Santelli, per Roma, è quello di approfittare di una sede pressoché inutilizzata, fino ad oggi, al di là di qualche impegno di rappresentanza, per avviare un processo di costante monitoraggio degli impegni governativi. Alla luce del nuovo Piano per il Sud la scelta di rendere finalmente utile la sede di piazza Campitelli non è da considerare banale: non si porti avanti il discorso della residenza romana della Santelli e quindi della “comodità” di governare da Roma, sarebbe semplicemente miserabile. Non è la presenza fisica a Germaneto o in qualunque altro posto a dettare l’agenda operativa, salvo a non volere un Presidente arroccato giorno e notte nel palazzone della Regione, il che – oltretutto – non sarebbe nemmeno produttivo. La Santelli, a ben vedere, punta a sfruttare la profonda conoscenza della politica (romana) per portare innegabili vantaggi alla Calabria, dando nuovo vigore agli uffici romani. Inutile stare a questionare sulle dichiarazioni («governerò tre giorni da Roma») ma si guardi e si verifichi l’azione del governo regionale e l’impegno del nuovo presidente. I calabresi non staranno solo a guardare, esigono concretezza e soluzioni, non parole e promesse da campagna elettorale. Avremo tutti modo di riscontrarlo, senza indulgenze o favoritismi: la Calabria si deve svegliare, il tempo delle attese è finito: lo tengano a mente i nuovi consiglieri regionali, non lo dimentichino i parlamentari mandati a Roma e a Bruxelles.

E, a proposito, non va trascurato l’impegno con l’Europa: l’eurodeputata grillina Laura Ferrara ha lanciato l’allarme sul mancato utilizzo della sede di Bruxelles che costa comunque 50mila euro l’anno di soli affitti. Occorre una presenza della Regione Calabria con una sede in Europa? Se sì, mettiamola in condizione di essere utile. (s)

Il primo giorno di Jole: in Calabria reputazione dovrà far rima con innovazione e occupazione

di SANTO STRATI – Inizia l’era Santelli, “la” Presidente. Stamattina la neogovernatrice Jole ha firmato i documenti di insediamento nelle mani del segretario della Giunta Ennio Apicella e ha raccolto il testimone dal vicepresidente Francesco Russo. Oliverio è fuori regione, le ha mandato un messaggio di augurio unitamente al voluminoso rapporto sulla sua consiliatura che ha fatto preparare prima di fare le valigie. Jole Santelli, in Parlamento, è sempre stata una battagliera deputata con una grinta sorprendente: oggi è apparsa, per un attimo, come una studentessa al suo primo giorno d’università. Confusa, emozionata, ma felice e conscia del lavoro che l’aspetta. Complice la quasi totale assenza di voce, la presidente Santelli ha comunque recuperato subito l’emozione con la sicurezza di chi sa di essere al posto giusto nel momento giusto. E ha spazzato da subito la prevedibile voglia del vincitore di fare terra bruciata su quanto lasciato dagli avversari: invece, la nuova Presidente ha detto di voler prendere il meglio dell’esperienza della giunta precedente, spiazzando persino il vicepresidente. Una dichiarazione di intenti che merita il dovuto rispetto: la Santelli ha chiarito che nella valutazione del merito non terrà conto delle appartenenze politiche: il fine comune, trasversalmente, deve permettere a maggioranza e opposizione, pur nel democratico confronto dialettico, di lavorare con un obiettivo condiviso. Trasformare la Calabria, invertire la rotta, partendo proprio dalla ricostruzione della reputazione di questa terra che è ai minimi termini.

Il capo dell’opposizione Pippo Callipo, forte del 254mila voti, sabato ha “dovuto” saltare la proclamazione perché avvisato troppo tardi della convocazione a Catanzaro. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca (diceva Andreotti): vogliamo sperare che questo stupidissimo incidente (se si è trattato davvero di un dispettuccio) sia l’ultimo atto della campagna elettorale, costituisca la fine delle scintille. S’è già perso troppo tempo ed entro dieci giorni la Presidente Santelli deve presentare la sua squadra di giunta. «Al netto delle belle parole, – ha dichiarato Callipo – i problemi quotidiani dei calabresi restano tutti drammaticamente attuali. Premettendo che nessuno ovviamente pretende che in pochi giorni vengano affrontate tutte le gravi emergenze che incombono sui territori, trovo comunque avvilente – ha aggiunto Callipo – che si continui a parlare solo delle trattative per le postazioni di potere, o di vecchie e nuove correnti di partito, senza che si intraveda nel dibattito politico nemmeno una vaga idea di come provare a invertire la rotta. Non una parola su come contrastare l’emorragia dei giovani e l’abbandono dell’entroterra, nessun segnale di sobrietà né di ritorno alla politica intesa come servizio alla comunità. La situazione che ho toccato con mano girando in lungo e in largo per la regione fa tremare le vene ai polsi. Nei paesi delle aree interne si vivono situazioni allarmanti: i cittadini subiscono la spoliazione continua di servizi fondamentali, moltissime persone in condizioni di disagio non hanno alcuna forma di assistenza, diversi sindaci devono addirittura lottare per non fare chiudere le scuole elementari perché mancano i numeri minimi necessari a mantenere le classi. La meritocrazia, inoltre, continua a essere calpestata e i nostri ragazzi migliori sono costretti a partire per vedere riconosciute altrove le loro competenze. Chi come me continua a coltivare la speranza di una nuova Calabria deve innanzitutto dare voce ai territori e misurarsi con la realtà che ogni giorno vivono migliaia di calabresi. Ha il dovere di farlo – conclude Callipo – chi ha un ruolo di opposizione, perché non possiamo certo permetterci di ricadere nel circolo vizioso delle vendette e dei giochetti tattici finalizzati solo ad accaparrarsi future poltrone, e ha il dovere di farlo soprattutto chi è stato incaricato dalla volontà popolare di governare nell’interesse della collettività. Non si può perdere altro tempo in consumate liturgie di potere, la Calabria sta affondando nell’indifferenza».

Queste dichiarazioni, Callipo le ha rese ieri. Ai calabresi – crediamo – sarebbe piaciuto vedere il capo dell’opposizione – anche se con Germaneto non ha molto a che fare – all’insediamento del nuovo presidente: una questione di fair play, senza nulla concedere alla maggioranza che governerà la Regione. E i calabresi – siamo certi – vogliono che la nuova governatrice faccia tesoro anche di quanto indicato da Callipo, soprattutto per il recupero delle periferie e il riequilibrio dei livelli minimi di assistenza. E l’appello di stamattina della Santelli del comune obiettivo che deve coinvolgere tutti, lo ripetiamo, va preso nella giusta considerazione, soprattutto se poi si dovesse verificare che quelle di oggi sono state parole di circostanza. Vogliamo, invece, dare, con un ottimismo che ci auguriamo contagioso, un po’ di credito a questa ventata “rosa” che caratterizzerà la presidenza: la Santelli non è tipo da girarsi i pollici e ha sempre mostrato di essere un’infaticabile macchina “politica” (si guardino i suoi sanguigni interventi a Montecitorio), ed è quello che serve in questo momento alla Calabria. Ha “minaccciato” i dirigenti: dimenticatevi di guardare gli orologi, annunciando un tour de force come mai prima in regione.

La presidente Santelli ha mostrato di avere le idee chiare soprattutto su una cosa: la reputazione della Calabria, che è fondamentale. Facile la rima con innovazione e occupazione, ma la reputazione va ricostruita e va fatto pesare che questa non è solo terra di malaffare, disoccupazione e di fannulloni (Salvini dixit in altri tempi, quando non gli importava molto del Sud): occorre lavorare in maniera tosta perché vengano conosciute le cose migliori (che sono la gran parte) e sia avviato un processo di quest’area dalla cattiva nomea. Può sembrare un compito difficile, pur avendo gioco a favore la cultura, il paesaggio, le inestimabili ricchezze archeologiche, la qualità dell’ambiente, il naturale ed esagerato senso di accoglienza della sua gente, ma non è impossibile. Anzi, si pensi a quanti potenziali turisti, nel mondo, ignorano persino l’esistenza della Calabria: gliela si faccia scoprire (epidemia coronavirus permettendo). Devono, però, cominciare a crederci, prima di tutto i calabresi, perché gli altri si accorgano che Sud non è sinonimo di sottosviluppo e precarietà. E la Calabria può diventare davvero la California d’Europa, con i Bronzi di Riace a far da attrazione (soprattutto se si riesce a farli proclamare patrimonio dell’umanità).

A non pochi sarà sfuggito come la stampa nazionale abbia praticamente “snobbato” la presentazione del Piano per il Sud fatta a Gioia nei giorni scorsi addirittura dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha affiancato Peppe Provenzano, il miglior ministro che il Mezzogiorno potesse desiderare. Poche righe sui media nazionali, mettendo più in evidenza l’uso bizzarro di un’immagine del mare di Trieste nelle slides del ministro dedicate al Sud, piuttosto che la grande innovazione del programma per il Mezzogiorno. Parliamo di 123 m-i-l-i-a-r-d-i in dieci anni, non di bruscolini. E una notizia così si merita giusto qualche titoletto e neanche un richiamo in prima pagina su Corriere, Repubblica e Stampa, tanto per fare il nome di qualche testata? La verità – amara – è che del Sud e della Calabria non frega niente a nessuno, lo sfasciume pendulo sul mare come lo indicava Giustino Fortunato è destinato a restare una fastidiosa incombenza per un’Italia che sempre più andrà a due velocità, come indicava ieri il vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini. Ma se qualcuno ragionasse in termini obiettivi e analizzasse il Piano per il Sud di Provenzano & Co. scoprirebbe che la “fastidiosa (per il Nord) deriva” meridionalistica di questo Governo in realtà risponde a una logica ineccepibile: se non riparte il Sud non riparte l’Italia. E la Calabria deve essere la protagonista di questo progetto, di questo programma che non è un ulteriore pacchetto normativo di difficile realizzazione, ma un insieme di indicazioni per l’attuazione di leggi già esistenti. L’indicazione di come utilizzare e spendere i soldi che l’Europa mette a disposizione.

Presidente Santelli, negli ultimi venti anni, la Calabria ha stupidamente rinunciato a tanti miliardi europei, spesso rimandoli indietro, per incapacità di spesa e assenza di programmazione. Faccia suo il corposo documento del ministro Provenzano, attivi una squadra di governo degna di questo nome che non risponda a logiche di spartizione, pur nel rispetto delle posizioni conquistate col voto del 26 gennaio, ma sia un team di invincibili “guerrieri” decisi a respingere non solo qualunque idea di colonizzazione, ma anche l’insana voglia di marginalità che non nascondono le regioni del Nord in cerca dell’autonomia differenziata nei confronti delle regioni meridionali. Servono idee, ma soprattutto fatti: occorre dare risposte immediate alle tante, troppe, esigenze dei calabresi.

La soluzione trovata in tempi rapidi dal ministro Speranza per il centro di neurogenetica di Lamezia, anche se fa discutere l’abbinamento con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini di Catanzaro, fa capire che se c’è una mobilitazione si risolvono subito i problemi. E allora, Presidente, mobiliti, anche trasversalmente con l’opposizione, tutta la Calabria in uno stato di perenne agitazione positiva: nessuno ha la bacchetta magica e i trucchi dei prestigiatori, poi si sa vengono svelati, ma serve intelligenza e cultura politica. Abbiamo una storia politica alle spalle di cui andare fieri, la Calabria può davvero tornare protagonista. E se a compiere questo miracolo sarà una donna, cara Presidente Santelli, i calabresi saranno ancora di più orgogliosi della propria terra e dei suoi figli che, qualche volta, – come nel suo caso – ritornano. (s)