Campo Calabro, quella panchina di fronte a un panorama stupendo… lettera alla Santelli

A Campo Calabro (RC) il grande lavoro coordinato dal sindaco Sandro Repaci per il recupero delle tre antiche fortezze umbertine ha dato già un primo eccellente risultato per Forte Siacci. Ma non basta, serve il sostegno e l’impegno della Regione Calabria perché questo borgo straordinario con le sue bellezze incantevoli (basterebbe la “panchina del tramonto“che si affaccia sullo Stretto a trasformarlo in un luogo del cuore!) possa portare a termine il grande progetto di recupero delle fortezze e di rilancio, in termini turistici e culturali di tutta l’area.

A questo proposito, il sindaco Sandro Repaci ha scritto una garbata lettera alla presidente Jole Santelli, la quale – siamo certi – vorrà interessarsi personalmente delle richieste avanzate. La pubblichiamo integralmente:

«Presidente Gentilissima, non ho mai avuto occasione di incontrarLa, quindi La prego di leggere questa mia come assolutamente priva di ogni pregiudizio personale e politico, ostinandomi ancora a giudicare le persone dalle azioni e dal pensiero e non dalle appartenenze.

Mi rivolgo, nonostante si tratti di tematica specifica, ne agli uffici, dei quali tutti conosciamo capacità e difficoltà, ne all’Assessore competente, perché ritengo che un approccio strategico al problema non possa che passare dalla Presidenza. Come dire che non è un problema della governance, ma della politica.

Premetto che abbiamo profondamente creduto nel sistema dei bandi e delle politiche comunitarie che li finanziano, tanto da istituire un assessorato ad hoc che segue queste problematiche.

Nel campo dei beni culturali, il Comune che ho il privilegio di amministrare assieme ad una infaticabile squadra di governo, da anni persegue l’obiettivo della valorizzazione del Sistema delle Fortezze Umbertine (tre manufatti costruiti nel territorio di Campo Calabro alla fine dell’800, fra i 20 eretti fra Sicilia e Calabria a guardia dello Stretto). Con alterne fortune, fra cambi di interlocutori , brusche accelerazioni, improvvise frenate, stalli, cartolarizzazioni improvvide, nel novembre del 2019 il Comune ha sottoscritto l’atto di trasferimento al demanio comunale del Forte Batteria Siacci, a conclusione di un percorso cui non è stata estranea Regione Calabria, che ha assegnato al bene con delibera GR n. 121 del 2 aprile 2019 un finanziamento di un milione di euro per il quale rimaniamo a distanza di 14 mesi in attesa della emissione del decreto e della stipula della convenzione .

Abbiamo altresì iniziato il doveroso percorso di valorizzazione previsto dall’Accordo con MiBac e Demanio partecipando all’Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali annualità 2018 e rinnovando, nella prospettiva della storicizzazione dell’evento, l’istanza per l’annualità 19, dal finanziamento della quale siamo stati a nostro parere ingiustamente ed inspiegabilmente esclusi nonostante una forse fin troppo minuziosa istanza di riesame.

A questo quadro di faticosa emersione del nostro Comune e del suo territorio, abbiamo aggiunto la partecipazione al Bando per la valorizzazione dei Borghi, per il quale abbiamo sottoscritto nel novembre 2019 un verbale di intesa relativo alla assegnazione di un finanziamento di 300 mila euro, e del quale abbiamo perso le tracce.

Già a questo punto, ove Ella decidesse di passare ai suoi collaboratori questo testo rubricandolo ad ennesima lamentela di un Sindaco frettolosamente classificato  “di parte avversa” verrebbe loro facilissimo ottenere dagli uffici competenti una forbitissima nota piena di riferimenti legislativi, estratti dei bandi, punteggi e quant’altro. Vale a dire le cose stanno così, ci spiace e molti cordiali saluti. Una delle tante noiose incombenze quotidiane del Capo di Gabinetto.

Ma La prego di andare oltre, gentilissima Presidente. Vorrei condividere con Lei una serie di domande, ovviamente retoriche, per sollecitare una conseguente comune riflessione non  dei  partiti o degli schieramenti, ma della politica. Cioè di quella benemerita attività che si preoccupa di tutti e di tutto.

Perché un piccolo Comune come il nostro (e come tanti altri comuni in Calabria) le cui amministrazioni si sono lodevolmente impegnate in una attività di recupero e valorizzazione di manufatti dichiarati Beni Culturali che potrebbero cambiarne il destino economico e sociale deve attendere 14 mesi per avere emesso un decreto per un finanziamento già assegnato?

Perché la mancata emissione di quel decreto con il quale avremmo dovuto finanziare la progettazione del recupero del bene deve penalizzarci nella ricerca di nuove risorse essendo stati costretti ad inserire un livello di progettazione non definitivo nell’avviso pubblico relativo alla selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico culturale dei comuni delle regioni meridionali finanziato dal Programma di Azione e coesione complementare al PON e Sviluppo (Fers) 2014-2020?

Quando mai riusciremo ad uscire dalla palude dell’abbandono o attrarre quelli che vengono nei bandi definiti “flussi di visitatori” se le premialità ci dicono che dobbiamo essere inseriti in un parco, o essere bandiera arancione, o se abbiamo un bene culturale? E se lo abbiamo, (è il nostro caso) perché il nostro tentativo di ridare decoro, dignità, prospettive al territorio deve essere frustrato da cervellotiche disposizioni dell’Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di interventi per  la promozione e la produzione culturale pubblicato di recente secondo il  quale “bisogna avervi organizzato 7 eventi negli ultimi 10 anni”?

Come mai gli stessi funzionari che negli anni precedenti hanno riconosciuto il valore di un progetto l’anno dopo sui medesimi criteri soggettivi cambiano improvvisamente idea? Perché dobbiamo essere convocati, firmare atti di rinuncia a ricorsi, annunciare in Consiglio un finanziamento sul Bando Borghi e poi perderne le tracce?

Perché l’Atlante dei Beni Culturali della Calabria dopo più di un anno non riesce ad inserire un bene culturale sul suo sito internet dopo innumerevoli solleciti mentre il FAI lo fa in dieci minuti?

Con quali risorse, attraverso quali attività, con quali politiche Comuni delle nostre dimensioni possono contribuire alla costruzione della Calabria accogliente della quale tutti parlano? Quali sono le politiche per fare diventare siti sconosciuti ma di incomparabile bellezza “acceleratori culturali”?

Che senso ha lavorare per tenere pulite le strade, far funzionare acquedotti e fogne, fare le manutenzioni stradali, curare il decoro urbano se poi molti degli eventi magari si svolgono, benché finanziati lautamente, fra i rifiuti e le erbacce?

Perché dunque in buona sostanza nella nostra regione è praticamente impossibile perseguire una strategia unitaria su turismo e beni culturali mettendo in fila una o due azioni veramente coerenti fra di loro e delle quali la seconda sia conseguenza logica della prima?

Se avessimo voluto solo far prevalere diritti che crediamo ci siano stati negati, saremmo ricorsi alla giustizia amministrativa ove ne avessimo avuto le risorse. Ma non le abbiamo. Non possiamo spender soldi in avvocati per difendere il nostro diritto a sognare un futuro migliore: abbiamo le fogne da far funzionare, l’acqua è sempre poca, Sorical se la fa pagare salata, ed il costo di una tonnellata di indifferenziato è  triplicato in sei anni.

So bene Presidente che l’altra risposta da pilota automatico di un amministratore è dire che “abbiamo trovato il caos e stiamo mettendo ordine, siamo arrivati da poco”.

Io personalmente non l’ho mai presa come scusa. Mi sono fatto ugualmente carico del buono e del cattivo ed ho lavorato per migliorare il primo e rendere buono il secondo. E spero che nemmeno Lei si farà scudo delle miserevoli scuse che fanno da paravento a governanti ed amministratori non incapaci, ma semplicemente uguali ai loro predecessori.

C’è un luogo, che certamente Le è sconosciuto, lontano dai clamori della stampa e dagli intrighi della Cittadella che forse sarà propizio ad un suo ancor più sereno ed equilibrato giudizio sulle cose.

È la panchina restaurata da due volontari  e issata sul punto più alto dei terrazzi di Forte Siacci. La chiamiamo “la panchina del tramonto”. A strapiombo sullo Stretto, di fronte ad un panorama mozzafiato, unico al mondo.

Quando i visitatori arrivano lassù, chiedono  sempre: “perché  non  lo  restaurate?” (la risposta è ” …aspettiamo il decreto.’) oppure ” perché non  ci fate i concerti  dell’alba?” (la risposta è “...non abbiamo realizzato qua 7 eventi negli ultimi 10 anni e quindi non possiamo accedere ai finanziamenti.”).

Venga a Siacci, che solenne, imponente, come tanti altri monumenti della Calabria attende paziente il riconoscimento della terra della quale è stato muta sentinella per 130 anni. Sono certo che le domande che Le ho fatto verranno in mente anche a Lei, gentile Presidente, e nella Sua sicura intelligenza, forse potrà trovare anche qualche risposta.

Non per Campo Calabro, ma per la nostra terra. Perchè non si sia costretti ad aggiungere anche la politica all’elenco delle calamità che nel breve racconto di Leonida Repaci “Quando venne il giorno della Calabria” il diavolo assegnò alla nostra terra.

E La prego di scusarmi se queste righe Le giungono a cavallo del confronto avviato attraverso i tavoli partenariali sulla programmazione comunitaria. Quindi perdoni, La prego, lo sfogo di un Sindaco di campagna, che cerca di tenere i suoi concittadini abbarbicati a questo estremo lembo della nostra terra, e stia sicura comunque che non ci arrenderemo, anche a costo di vangarla con le  nostre mani, ed irrigarla con il nostro sudore».  (rrc)

MINOLI, UN “POSTO AL SOLE” IN CALABRIA
SARÀ LUI A CAPO DELLA FILM COMMISSION

di SANTO STRATI – Se son calabresi, non vanno bene: la battuta concedetecela per la presidente Jole Santelli, che sta caratterizzando la prima fase di attività della sua Giunta con una particolarità che balza subito agli occhi. Per i posti chiave o incarichi di peso (vedi ASL, Presidenza Sacal, cortometraggio “emozionale” di promozione della Calabria, etc) la presidente sceglie preferibilmente fuori della regione. Attenzione, scelte basate su chiara fama e capacità, ci mancherebbe altro, ma indubbiamente è inevitabile l’amaro in bocca per tanti manager e intellettuali calabresi che si sentono sminuiti, o comunque scartati – questa è la sensazione – perché calabresi.

L’ultima nomina, di ieri mattina – ma già era nell’aria da diverse settimane – riguarda il giornalista e produttore televisivo Giovanni Minoli, chiamato a dirigere in qualità di commissario straordinario la Film Commission Calabria. Di Minoli si può dire tutto, incluso che non risulta sempre simpatico a tutti, ma sulla sua professionalità e la sua esperienza nel campo della televisione non c’è che da tessere lodi. È stato l’inventore della formula Mixer e Report, due rotocalchi televisivi fuori dagli schemi, ha ideato e prodotto la soap tutta italiana Un posto al sole (5487 puntate già andate in onda in 14 anni), conosce benissimo la radio, la tv e i suoi dintorni e in quanto a cinema se dovesse avere qualche attimo di esitazione può sempre ricorrere alla moglie Matilde Bernabei che gestisce e dirige la Lux Vide, intuizione eccellente del mitico Ettore Bernabei (padre di Matilde) che ha prodotto decine e decine di fiction televisive di successo e film di carattere religioso. Ma non ne avrà bisogno.

Minoli è un’eccellenza della tv italiana (La Storia siamo noi è un’altra sua invenzione) e quindi è decisamente un’ottima scelta, anche se rimane discutibile il sistema del cosiddetto spoil system, ovvero chi arriva fa “piazza pulita” di funzionari e dirigenti nominati nella passata consiliatura e provvede a scegliere persone di sua fiducia. A questo proposito, non si può non sottolineare l’ottimo lavoro svolto dal presidente uscente della Calabria Film Commission Giuseppe Citrigno e segnalare le tante personalità calabresi che non avrebbero comunque sfigurato (primo tra tutte Paride Leporace, già alla Film Commission e attualmente a capo della Film Commission Basilicata.

A cosa serve la Film Commission? Semplice: ha il compito di attrarre produzioni cinematografiche e televisive sul territorio, promuovendo location suggestive (che aiutano a  veicolare una bella immagine della Calabria in Italia e nel mondo) e di favorire con  incentivi e agevolazioni la produzione cinematografica e audiovisiva nella regione. Un compito apparentemente facile, ma in realtà complesso e ricco di implicazioni sia di natura tecnica che di conoscenza dei luoghi. Il giornalista e autore torinese (1945) è stato scelto dalla presidente Jole per «poter traghettare la Calabria, bella di paesaggi e ricca di competenze, verso i grandi mercati del cinema e dell’audiovisivo internazionale».

A quanto ne sappiamo, Minoli –  uomo di grande cultura e di conclamata capacità –non sa molto della Calabria (di cui si è occupato quando faceva la rubrica di agricoltura in Rai e utilizzava le competenze sul territorio del giornalista-regista reggino Paolo Bolano), ma è una lacuna facilmente colmabile. Questa nuova avventura lavorativa- afferma chi lo conosce bene –  lo intriga e lo entusiasma molto e sicuramente lo vedrà molto attivo sul territorio, alla scoperta di luoghi potenziali location con cui rilanciare le splendide opportunità non solo paesaggistiche di borghi, montagne, marine e campagna sterminate. Poi, cosa non meno rilevante, Minoli conosce tutti quelli che contano nel mondo delle produzioni televisive, quindi ci si può aspettare solo grandi risultati: sotto la sua guida – dicono in Regione – il cinema e l’audiovisivo calabrese potranno raggiungere traguardi importanti, che contribuiranno a comunicare l’immagine positiva della Calabria che si fonderà anche sull’industria creativa. Benvenuto in Calabria, Giovanni. E buon lavoro, pronti a scommettere che resterà affascinato e vorrà condividere quest’emozione con i cinematografari di tutto il mondo: farà un grosso favore a loro ma soprattutto alla Calabria. (s)

LA SCIENZA TROVA “CASA” IN CALABRIA
DULBECCO INSTITUTE, C’È UN ALTRO NOBEL

La scienza trova casa in Calabria: al nascente Renato Dulbecco Institute di Lamezia Terme sono già due i Premi Nobel che hanno dato la loro entusiastica adesione, assieme a quella di decine di scienziati e ricercatori di tutto il mondo che hanno accolto l’invito del prof. Pino Nisticò, commissario della Fondazione intitolata al prof. Dulbecco e del prof. Roberto Crea, padre delle biotecnologie, nonché presidente della Fondazione e direttore scientifico del Dulbecco Institute. Doppia la motivazione di tanto entusiasmo: prima di tutto la possibilità di condividere esperienze e lavorare a fianco di apprezzati colleghi scienziati per formare e specializzare i giovani ricercatori calabresi che usciranno dal Dulbecco Institute, poi il fascino irresistibile della Calabria. All’israeliano Premio Nobel Aaron Ciechanover, si affianca adesso il premio Nobel per la Medicina (2013) il tedesco Thomas Südhof della Standford University della California: entrambi conoscono la Calabria per essere stati ospiti del prof. Pino Nisticò e se ne sono innamorati. Il progetto scientifico della Fondazione Dulbecco, poi, è straordinario e suggestivo e metterà insieme le migliori menti, le più significative competenze in materia medico-scientifica, per realizzare nuove molecole destinate alla cura di malattie ancora inguaribili e di grande impatto sociale. Questo significa che la Calabria, oltre ad essere (o meglio diventare) la California d’Europa, per la mitezza del clima, i paesaggi naturalistici eccezionali, le risorse archeologiche e artistiche d’inestimabile ricchezza (si pensi soltanto ai Bronzi di Riace custoditi nel Museo Archeologico di Reggio) è destinata anche a diventare una regione ad altissimo valore scientifico. Per produrre benessere e cure a malati gravi o terminali, ma anche per formare le classi dirigenti della scienza di domani. Generazioni di studenti e ricercatori calabresi formatisi alla Facoltà di Medicina di Catanzaro e all’Unical hanno avuto modo di mostrare la capacità e l’altissima competenza nella ricerca scientifica, tanto da far apprezzare la Calabria e le sue facoltà scientifiche in ogni parte del mondo (il prof. Luigi Camporota che ha salvato dal Covid il premier inglese Boris Johnson è di Catanzaro e ha studiato all’Università Magna Graecia del Capoluogo). Così, la Fondazione Dulbecco avrà il compito di formare e specializzare le nuove generazioni di scienziati calabresi che, finalmente, non dovranno – se non per fini di specializzazione – andar via dalla propria terra, mettendo a disposizione dei conterranei, ingegno e competenze scientifiche di grandissimo livello.

La notizia dell’adesione di un secondo Premio Nobel all’iniziativa della Fondazione Dulbecco che ha trovato sede nell’immenso spazio (40mila mq degli ex stabilimenti Sir, ora Fondazione Mediterranea Terina) di Lamezia è straordinaria: mai si era vista una tale concentrazione di scienziati e ricercatori di tutto il mondo pronti a venire in Calabria per offrire la propria esperienza, guidare le linee di ricerca, formare nuovi scienziati. Non sembri cosa da poco: è un progetto talmente vasto e importante che rigorosamente dovrà avere la massima attenzione della Regione e di tutte le forze politiche anche nazionali perché offre un’opportunità più unica che rara alla crescita della comunità scientifica italiana. La quale troverà nel Dulbecco Institute le risposte adeguate alla crescente domanda di innovazione nel campo della medicina e della ricerca scientifica. E a scorrere i nomi di quanti a vario titolo sono coinvolti in questo meraviglioso ed eccezionale progetto scientifico si può capire cosa significherà per la Calabria questa iniziativa.

Particolarmente soddisfatto il prof. Pino Nisticò, commissario della Fondazione Renato Dulbecco, già presidente della Regione Calabria, nonché scienziato e farmacologo di levatura internazionale, nel dare la notizia dell’adesione di un altro Premio Nobel al progetto del Dulbecco Institute. «Il Premio Nobel per la medicina Thomas Südhof della Stanford University (California) – ha detto il prof. Nisticò – ha accettato di far parte del consiglio scientifico internazionale (CSI) della Fondazione Dulbecco. Appena finito il periodo di lockdown dovuto al coronavirus egli ha dichiarato che sarà felicissimo di venire in Calabria per visitare i locali della Fondazione Mediterranea Terina in cui sarà allocato il Renato Dulbecco Institute e discutere delle priorità delle linee di ricerca della Fondazione.

Thomas Südhof è stato insignito del premio Nobel nel 2013 per avere scoperto i meccanismi molecolari e ionici (in particolare il ruolo dei canali del calcio) alla base della trasmissione sinaptica nel cervello dovuta alla liberazione di neurotrasmettitori. Ciò ha aperto nuove vie per lo sviluppo di farmaci innovativi nel trattamento delle malattie neurodenegerative.

Per le sue scoperte nel 2018 gli è stato conferito all’Hotel Hassler di Roma il Pericles International Prize, premio condiviso con il dott. Paolo Chiesi per avere quest’ultimo svolto un ruolo straordinario per l’immissione in commercio da parte dell’Agenzia europea del Farmaco (EMA) del primo prodotto al mondo (Holoclar) a base di cellule staminali, capace di riparare lesioni da ustioni degli occhi, restituendo così la vita a persone cieche.

Südhof si è dichiarato molto lieto di poter lavorare in seno al CSI insieme con persone di alto prestigio verso cui nutre grande ammirazione come Aaron Chiechanover, anche lui Premio Nobel, e sir Salvador Moncada, che come diceva Rita Levi Montalcini avrebbe meritato per le sue scoperte (prostaciclina e nitrossido) due premi Nobel. Inoltre, con grande commozione, lo scienziato tedesco ha ricordato la sua collaborazione con Roberto Crea, quando nei laboratori della Neurex svolgeva importanti ricerche su nuove proteine chiave da lui identificate di cruciale importanza per la trasmissione sinaptica che poi furono usate per il controllo del dolore neuropatico. A tal riguardo, ricorda il prof. Crea (presidente della Fondazione Dulbecco di Lamezia) in quegli anni 1996-1997  fu scoperta la conotoxina, un gruppo di neuropeptidi tossici estratti dal veleno del mollusco marino (conus) che poi si è rivelato un farmaco bloccante i canali del calcio di tipo N  provvisto di una attività analgesica mille volte superiore a quella della morfina. Nel 1997 la Neurex fu poi acquistata dall’industria irlandese ELAN per 700 milioni di dollari!

Il Renato Dulbecco Institute parte quindi con il piede giusto, disponendo della supervisione della qualità e originalità dei progetti scientifici da parte di scienziati di altissimo livello, che dovranno valutare le linee di ricerca del CTS regionale composto da qualificati ricercatori dei due Atenei di Catanzaro e di Cosenza e in una fase successiva valutare i risultati delle ricerche condotte in Calabria.

Il CSI comprende ancora, accanto ai due premi Nobel Südhof e Ciechanover e sir Salvador Moncada, altri autorevoli scienziati di chiara fama come l’ex ministro prof. Franco De Lorenzo, pioniere da circa 40 anni nel campo delle biotecnologie, molto stimato nel mondo, così come il prof. Franco Salvatore, uno dei fondatori della Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli e di Catanzaro e già presidente del prestigioso Istituto Ceinge dell’Università di Napoli, il prof. Antonino Cattaneo presidente della Fondazione EBRI Rita Levi Montalcini, il dott. Paolo Chiesi, direttore scientifico della Chiesi Farmaceutici di Parma, il prof. Emilio Clementi farmacologo illustre del San Raffaele di Milano che da giovane ha lavorato presso l’Università della Calabria, il prof. Graham Collingridge di Bristol, insignito del The Brain Prize della Lündbeck Foundation, considerato il premio Nobel delle neuroscienze, per la sua scoperta del Long Term Potentiation (LTP), che è l’equivalente neurofisiologico della memoria a livello dell’ippocampo. Oggi queste ricerche sono continuate dal suo allievo prof. Robert Nisticò, preside della Facoltà di Farmacia di lingua inglese dell’Università di Tor Vergata, il quale fa parte del CTS regionale della Fondazione Dulbecco.

Inoltre fanno parte del Comitato Scientifico Internazionale il prof. Silvio Garattini, uno dei leader della farmacologia europea, presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano, il prof. Vincenzo Libri, di Lamezia Terme, che ha studiato alla Facoltà di Medicina di Catanzaro e oggi direttore della Farmacologia Clinica dell’Imperial College di Londra, il prof. Serafino Marsico, uno dei padri fondatori dell’Università di Catanzaro e, in particolare della Pneumologia di Catanzaro, maestro del bravissimo pneumologo Mino Pelaia. Marsico è stato allievo della Scuola del prof. Monaldi e del prof. Blasi di Napoli. Nel CSI  sono anche presenti il prof. Giuseppe Novelli, già rettore dell’Università di Tor Vergata e genetista di fama internazionale, il prof. Michael Pirozyinski, direttore della farmacologia dell’Università di Varsavia e, dulcis in fundo, il prof. Giancarlo Susinno, fisico dell’Università della Calabria, il quale oltre a essere uno scienziato di fama mondiale per avere diretto i laboratori del CERN di Ginevra in cui è stato scoperto il bosone di Higgs, la cosiddetta particella di Dio, e per avere collaborato con il premio Nobel Carlo Rubbia e lo scienziato siciliano Antonino Zichichi, ha  dimostrato e continua a dimostrare grande amore per la Calabria e i suoi giovani e grande fiducia nel progetto del Renato Dulbecco Institute.

«Con queste premesse di cui sono orgogliosa – ha dichiarato la Presidente della Regione Calabria Jole Santelli – sono sicura che riusciremo a vincere la sfida che ci attende, cioè avere una Regione che sa valorizzare i propri giovani talenti in sede, evitando la fuga dei cervelli all’estero o in altre regioni. Addirittura, ci si propone con il ritorno in Calabria dello scienziato Roberto Crea dalla California dopo circa 40 anni, di lanciare un progetto per favorire il rientro in Calabria dei migliori cervelli che attualmente lavorano nel campo delle Biotecnologie e delle Terapie avanzate in prestigiosi laboratori internazionali».

D’altra parte, va evidenziato l’impegno  straordinario del sindaco di Lamezia Paolo Mascaro che ha già convocato per domani,  venerdì 31 luglio, una riunione presso i suoi uffici con i membri del Comitato Tecnico organizzatore, presieduto dal prof. Gianfranco Luzzo e con gli esperti più qualificati del settore economico-finanziario del suo staff, per elaborare le linee strategiche del project financing e così rimodulare i fondi comunitari non spesi per poter partire in tempi più brevi con la ristrutturazione dei locali della Fondazione Terina sulla base delle esigenze funzionali del Renato Dulbecco Institute. (sd)

 

 

 

SINDACI, A REGGIO LA DESTRA È NEL CAOS.
E A CROTONE IL PD CERCA DISCONTINUITÀ

di SANTO STRATI – Dici Reggio e la battuta più frequente che ascolti è «destra, non pervenuta» ed è facile intuire perché i cittadini della città dello Stretto siano disorientati, per non dire incazzati neri, per le ingerenze del capo leghista sulla scelta del candidato sindaco. Il fatto è che quando si sono “spartite” le piazze, i tre partiti della coalizione di centro destra, per evidenti ragioni di opportunità politica, hanno accordtao a Salvini il diritto di scelta del candidato sindaco per il Comune di Reggio e la Città Metropolitana. Una decisione che ha fatto inorridire l’alta borghesia reggina, tendenzialmente orientata a destra, ma ugualmente abituata a decidere in casa propria senza ingerenze esterne. Figurarsi, poi, se a decidere dovesse effettivamente essere Salvini, il quale dopo aver fatto inutilmente, tramite i suoi fidi, appello a docenti universitari, professionisti, personalità di spicco della società civile, ha ricevuto uno dopo l’altro dei no nemmeno tanto cortesi. Del resto, con quale faccia, a poco meno di due mesi dalla elezioni, ci si presenta a un preside di facolta (per dire) facendo chiaramente intuire che trattasi di seconda scelta, obbligata in assenza di player validi?

Salvini ci ha abituati alle sue scelte suicide (basti pensare alla crisi di governo dello scorso anno che ha incoronato Conte e l’inimmaginabile “fidanzamento” tra grillini e dem (di matrimonio non si può parlare quando già la convivenza è a rischio continuo…) e si ha la netta sensazione che voglia fare il bis anche in riva allo Stretto, dove – diciamo la verità – il suo partito non è riuscito in alcun modo a coagulare né uomini (o donne) né risorse fresche in grado di dare un connotato serio e affidabile al gruppo raccogliticcio (senza offesa) che si è riunito sotto il simbolo salviniano. E dire che ancora ieri qualcuno ha sussurrato – a quanto sembra – una soluzione semplice per uscire dall’impasse “riggitana” del sindaco, bypassando rivalità, invidie e lotte fratricide. Qualcuno ha suggerito il nome dell’avvocato Giovanna Cusumano, una seria e apprezzata professionista, che si è distinta per le sue campagne contro la violenza di genere e a difesa delle donne. È di area (vicina a Forza Italia, forse tesserata, non sappiamo), appartiene alla società civile, è una donna con gli attributi (il che non è da sottovalutare) e incarna il giusto antagonista al sindaco uscente Giuseppe Falcomatà. Una figura così sarebbe la soluzione ideale, dal punto di vista politico-elettorale, perché potrebbe cogliere il consenso della coalizione (fondamentale, se no non ci sono i numeri) e allo stesso tempo il favore della cittadinanza, stanca della schermaglie continue in casa della destra e desiderosa di una svolta. La scelta della candidata Cusumano, gran lavoratrice, benestante e quindi lontana da tentazioni e lusinghe pericolose del do ut des) lo diciamo subito, difficilmente si realizzerà perché ai nostri politici manca il coraggio di interrompere la consumata abitudine dello scambio di favori. E perché la Cusumano ha troppo carattere per poter essere a sua volta “governata” da chi potrebbe designarla a Palazzo San Giorgio, troppo indipendente per essere poi “guidata” alla bisogna. Manca, dunque, il coraggio di opporsi a una logica suicida che vuole imporre dall’alto il nome del candidato, indipendentemente che vi siano sul tavolo programmi e idee, purché prevalga la manifestazione di forza, l’esibizione del potere, anche se, poi, a farci le spese sono i cittadini.

Non si deve, però, commettere l’errore di sottovalutare i reggini. Chi non è nato da queste parti, non può capire quello che passa per la testa di un reggino, il quale – come tutti i calabresi è, nel senso migliore, uno zuccone, una testa dura, ma è aperto al dialogo, cerca il confronto, ma non tollera le imposizioni. Se Falcomatà non fosse scivolato su una serie di clamorosi errori sul livello di sopportazione dei suoi concittadini (basti per tutti la vergognosa vicenda dei rifiuti) probabilmente avrebbe avuto un percorso in discesa nella riconquista del primo scranno di Palazzo San Giorgio e Palazzo Alvaro. Oggi il rischio maggiore (consentiteci di ribadire la battutaccia) è che rivinca per assenza di antagonisti. Ovvero, non perché i cittadini di Reggio lo amano, ma perché – quando costretti – scelgono il meno peggio, la soluzione meno impegnativa e meno complicata. O vedremo disertertate brutalmente le urne.

Diversa è la posizione di Eduardo Lamberti Castronuovo, il quale in cuor suo sogna da quando aveva i calzoni corti di diventare sindaco (e sarebbe pure un ottimo sindaco) ma si trova condizionato da troppi fattori avversi. Apparentemente sostenuto dal deputato reggino Francesco Cannizzaro, coordinatore provinciale di Forza Italia e artefice del successo del partito di Belrusconi alle ultime elezioni regionali, si trova contro gli “amici” di Fratelli d’Italia e buona parte dei leghisti dell’ultim’ora che mal digeriscono l’idea di avere un intellettuale che ragiona e valuta cause ed effetti, col solo obiettivo di ridare smalto e vigore alla città. Anche Lamberti Castronuovo è un jolly che Salvini – se qualcuno lo consigliasse con giudizio – potrebbe giocare con la figura di un outsider gradito (alla coalizione e alla città). La sua non sarebbe un’ingerenza, quanto una moral suasion per gli amici e alleati della coalizione. La campagna elettorale che a Lamberti sta (con molta fine strategia) portando avanti Klaus Davi con una candidatura in prima persona darebbe un grande slancio a una lista civica, composta da fior di professionisti, studiosi e intellettuali della città disposti a metterci la faccia, ma non sarebbe sufficiente ove si profilasse il fuoco amico dei malpancisti della coalizione. In poche parole, sia nel caso della Cusumano sia di Lamberti Castronuovo, ove fossero indicati (o l’uno o l’altra) per la candidatura i reggini avrebber0 di fronte due figure della società civile in grado da garantire il dovuto antagonismo con Falcomatà. Il vecchio che tenta di rinnovarsi (Falcomatà), il nuovo che cerca spazi (espressione della società civile). Peccato per la posizione di Angela Marcianò, amata a metà dai suoi potenziali elettori, la quale, fino all’ultimo, continua a non fornire un’immagine politica ben definitiva: era nella Giunta Falcomatà, cooptata nella segreteria nazionale dei democratici direttamente da Renzi, indicata come candidata di un centro del tipo “vorrei ma non posso” che non sa scegliere se andare a destra o a sinistra. La Marcianò, a nostro modesto avviso, ha sbagliato l’avvio della sua campagna elettorale e séguita a creare disorientamento tra chi dovrebbe votarla e persino tra chi vorrebbe avversarla. Insomma, né carne né pesce e di questi tempi una scelta “vegana” politicamente parlando appare quanto più lontana dai desiderata dei reggini.

Il senso di sconforto e di grande disagio che si respira a Reggio è molto palpabile: quando ieri mattina poco prima delle 8, laC24tv con un articolo di Riccardo Tripepi (subito smentito dalla presidente Jole) ha comunicato che la Santelli aveva “benedetto” la scelta di Salvini (Antonino Minicuci, ex segretario delle Provincia, fino a qualche anno fa a Genova con il ruolo di segretario generale del Comune) in città è scoppiato, negli ambienti vicini a Forza Italia, un pandemonio. L’immediata smentita all’avventata affermazione del giornalista ha fatto tirare a tutto il centrodestra reggino un respiro di sollievo. La Santelli ha subito chiarito che non si era in alcun modo espressa a favore del candidatura vagheggiata dal segretario leghista. Anzi ha preso le distanze portando un po’ di serenità tra i suoi fedelissimi in riva allo Stretto. Ma non bastano le parole, il tempo stringe e la destra sta scegliendo il suicidio: quanti la seguiranno?

Le elezioni, ormai è ratificato, si terranno il 20 settembre. Non si vota, però, solo a Reggio: l’altro capoluogo importante è Crotone, dove al contrario della Città dello Stretto, è la sinistra ad avere qualche problema di identità. Gli Sculco (Enzo e Flora, padre e figlia) stanno conducendo una battaglia sotterranea (ma mica tanto) per chi potrà utilizzare il simbolo dem. In buona sostanza c’è un’esigenza di discontinuità e le due fazioni del Pd crotonese non riescono a trovare un punto d’intesa. Il commissario Franco Iacucci ha il suo bel daffare e sta incontrando tutti tentando di ricucire nel segno del “nuovo”. Compito non solo difficile, quanto arduo e praticamente pieno di insidie. Verrà in settimana qualche dirigente nazionale dem per capire come uscirne: «il Pd – ha detto Iacucci – con grande umiltà e spirito di servizio si mette a disposizione della società civile, del mondo delle professioni, dell’associazionismo, della cultura e del terzo settore, con la convinzione che è questa a vera rivoluzione che Crotone sta aspettando». Il fatto è che, in realtà, le due anime del partito sono disunite e viaggiano ognuna per proprio conto, con i grillini che intendono viaggiare per fatti loro, con buona pace degli accordi che reggono il Governo centrale. Con queste prospettive, si annunciano giorni “caldi” anche a Crotone. (s)

LA CALABRIA META PREFERITA DI TURISMO
EXPEDIA RIVELA CHE PIACE AGLI ITALIANI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La Calabria piace agli italiani, parola di Expedia.it. La popolare agenzia di turismo via web, in una ricerca esclusiva condotta in collaborazione con il settimanale Panorama, inserisce la Calabria tra le mete preferite dagli italiani. La nostra regione spicca per la sua forte crescita turistica grazie anche alla bellezza delle spiagge poco affollate e ai costi che paiono più contenuti rispetto alle passate stagioni.

Una vera e propria sorpresa, resa nota dall’agenzia di Klaus Davi, che riesce a portare il sole dopo le burrasche che hanno visto la Calabria protagonista di goffi tentativi di promozione turistica (Easy Jet) o di critiche per spot pubblicitari (provocatoriamente divertenti). Questa splendida notizia «segna una iniezione di ottimismo non solo per questa difficile estate, ma anche per la programmazione delle prossime stagioni» ha dichiarato soddisfatto Fausto Orsomarso, assessore regionale al Turismo, aggiungendo che «il nostro impegno per consentire una ripartenza del turismo in sicurezza è stato ripagato».

D’altronde, non sono poche le misure che la Giunta Santelli ha messo in campo per far ripartire il turismo in quella che Michele Maschio, responsabile relazione esterne di Expedia.it ha definito «una gemma nascosta, sconosciuta a tanti», che vanta la bellezza di 800 km di costa: gli ultimi arrivati, infatti, sono i bandi Stai in CalabriaInCalabria, il pacchetto di interventi voluto dalla Regione Calabria che impegnano, complessivamente, 26,5 milioni di euro per la concessione di voucher alle famiglie, per l’acquisto di un pacchetto soggiorno di almeno 3 notti, e ai giovani di età tra i 18 e i 24 anni per l’acquisto di beni e servizi turistici ricreativi e culturali offerti da strutture ubicate sul territorio regionale.

L’obiettivo, aveva ribadito la Santelli in occasione dell’apertura dei bandi, era quella di «puntare ad essere la destinazione turistica più ambita nei prossimi anni» in quanto si sa, la Calabria è una meta spesso e volentieri scelta per le sue spiagge incontaminate e premiate dalle 14 Bandiere Blu e dalle “Vele” di Legambiente e del Touring Club Italiano, senza però dimenticare anche i suggestivi paesaggi che offrono il Parco Nazionale dell’Aspromonte, il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale della Sila e i piccoli borghi e centri minori, spesso protagonisti di importantissimi Festival – il Color Fest a Maida o la rassegna estiva alla Summer Arena di Soverato, o ancora il Festival Leggere&Scrivere di Vibo Valentia -.

Proprio Coldiretti Calabria, in proposito, ha dichiarato che «la vacanza “cult” dell’estate calabrese è green alla scoperta dei piccoli borghi e centri minori», «preferibilmente in agriturismo, dove è possibile trascorrere le proprie giornate in sicurezza alla scoperta dell’entroterra calabrese e delle sue peculiarità culinarie e non solo».

In Calabria, ricordiamolo, ci sono oltre 300 strutture, che propongono «programmi ricreativi, il trekking, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, con la partecipazione ai famosi “cammini” che permettono di vivere a 360 gradi il nostro territorio» ha detto Adriana Tamburi, presidente di Terranostra Calabria, a proposito della scelta di tantissimi turisti di passare la propria estate nelle strutture agrituristiche calabresi.

«L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza post covid-19 – ha sottolineato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità, garantendo il rispetto delle distanze sociali e contribuendo ad evitare il pericolo di affollamento lungo le coste. Il fatto che, anche durante il lockdown, un numero molto ridotto di contagi sia avvenuto nei campi, nonostante le nostre imprese non si siano mai fermate per garantire le forniture alimentari alla popolazione, è una notizia estremamente positiva, che può far ben pensare per tutti quelli che continueranno a scegliere di passare le proprie vacanze a contatto con la natura nella nostra Calabria».

Dunque, la stagione estiva, anche se in ritardo, si avvia sotto i migliori auspici. Se poi la Regione si prende cura dei tour operator e delle richieste degli operatori del settore per interventi mirati che permettano di superare il grave particolare momento, si può dire che è arrivato il momento di pensare, finalmente, a un modo nuovo di creare attrazione e “vendere” il brand Calabria. Dove le bellezze naturali, la qualità della vita, i paesaggi da sogno, le meraviglie archeologiche, unite a percorsi enogastronomici di altissimo livello non aspettano altro di confermare le sensazioni dei viaggiatori e smaliziati vacanzieri che scelgono il nostro territorio: non ci saranno delusioni, con due occasioni di magone e similpianto: quando si arriva – pensando a cosa si è perso fino ad oggi – e quando si parte, perché non si vorrebbe andar via. Niente paura, l’obiettivo è Calabria vacanze tutto l’anno. Lo scopriranno i nostri futuri e nuovi ospiti, speriamo lo capiscano anche ai piani alti di Germaneto. (ams)

 

IL NUOVO ALLARME COVID VIENE DAL MARE
SANTELLI: GOVERNO INTERVENGA SUBITO

L’allarme Covid torna a farsi avvertire in tutta la sua drammaticità: 28 migranti del gruppo di 70 sbarcati a Roccella da un’imbarcazione sono risultati positivi al coronavirus. È la conferma  degli enormi rischi connessi agli sbarchi di persone che arrivano da Paesi in cui l’epidemia è ancora fuori controllo. «Siamo stati facili profeti – ha dichiarato la presidente della Regione Jole Santelli – quando abbiamo avvertito il Governo circa i pericoli relativi a un’immigrazione fuori controllo. Purtroppo, però, non abbiamo avuto ascolto e ora ci troviamo tutti a dover far fronte alle conseguenze di queste non scelte.

«Per mesi – ha detto la governatrice – abbiamo combattuto il Coronavirus, al costo di grandissimi sacrifici esistenziali, sociali ed economici. Ma ora, a causa di questa incomprensibile indifferenza nei confronti della minaccia rappresentata dagli sbarchi incontrollati, tutti gli sforzi compiuti dai calabresi e dagli italiani rischiano di essere vanificati. Non possiamo consentirlo. Lo Stato, il Governo, devono essere presenti e affrontare una situazione che, da qui in avanti, potrebbe diventare ancora più esplosiva. Peraltro, gli sbarchi incontrollati mettono in evidenza tutte le contraddizioni di un esecutivo che, giustamente, blocca tutti gli ingressi da 13 Paesi a rischio, ma poi rimane incomprensibilmente inerte rispetto ai barconi che arrivano dall’Africa, che oggi è uno dei mega focolai più preoccupanti del mondo. Non serve un mago specializzato nelle previsioni del futuro per capire che gli sbarchi continueranno anche nei prossimi giorni e per tutta la durata del periodo estivo; e di certo non possiamo approcciare il problema facendo finta che non esista o, peggio, per mezzo di pregiudizi ideologici che non cambiano di una virgola la difficile situazione in cui si trovano regioni mete di sbarchi come la Calabria. Serve, dunque – conclude Santelli – una risposta immediata al fine di non vanificare i tanti sacrifici fatti finora e di garantire il diritto alla salute dei cittadini italiani e della Calabria, una regione in cui l’epidemia è stata contenuta meglio che in tante altre realtà. Noi Calabresi abbiamo fatto il nostro dovere, ora è lo Stato che deve difenderci».

La Santelli ha scritto una lettera a Conte in cui avverte il presidente del Consiglio del serio rischio che si sta profilando per la regione. «Negli ultimi giorni – si legge nella lettera –, sono stati registrati, come noto, diversi sbarchi di immigrati sulle coste della Regione Calabria. Tali sbarchi non possono, all’evidenza, essere affrontati con le ordinarie misure, attesa la situazione di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus COVID-19 che, sebbene si sia ridotta nelle sue dimensioni, non può dirsi affatto superata. Solo nella giornata di ieri, ben 27 migranti, sbarcati nel porto di Roccella, sono risultati positivi ed altri, probabilmente, si positivizzeranno nei prossimi giorni.

«Chiedo, pertanto, al Governo di intervenire, adottando misure volte ad evitare che gli immigrati vengano gestiti, da un punto di vista sanitario, solo dopo il loro sbarco a terra. L’unica soluzione in grado di evitare pericoli per la salute della popolazione calabrese non può che essere quella di procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste della regione italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l‘effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria. Mi aspetto una risposta rapidissima da parte del Governo e avverto che, in caso contrario, non esiterò ad agire, esercitando i miei poteri di ordinanza per emergenza sanitaria, vietando gli sbarchi in Calabria. Voglio evitare un braccio di ferro con il Governo, ma ho l’obbligo di difendere i calabresi e chi ha scelto di passare in Calabria le proprie vacanze».

L’assessore regionale al welfare Gianluca Gallo, da parte sua, ha voluto stigmatizzare la gravità della situazione che rischia di non poter essere adeguatamente messa sotto controllo. «L’arrivo di decine di migranti ammalati di Covid-19 sulle coste calabresi – ha detto Gallo – è un’emergenza e come tale va trattata: ci sono vite umane da salvare e nuovi focolai da evitare. Ci auguriamo che Pd e M5S dimostrino responsabilità e si adoperino, insieme a noi, per ottenere risposte concrete da parte del Governo. Già mesi fa – ricorda Gallo – alcuni studi avevano segnalato la possibilità di un ritorno al Sud del contagio attraverso le rotte delle migrazioni. Insieme al presidente Santelli avevamo lanciato l’allarme, rimanendo inascoltati».

Aggiunge Gallo: «Oggi, purtroppo, si verifica quanto invano denunciato, ma a fronte della giusta fermezza del presidente Santelli e della giunta regionale, nonostante l’oggettiva gravità del problema si registra un atteggiamento pilatesco da parte di Pd e M5S, all’opposizione in Calabria ma al Governo a Roma e forse per questo sospesi tra un insostenibile tentativo di addossare alla Regione responsabilità altrui ed un incredibile silenzio nei riguardi dell’Esecutivo Conte, cui sono invece riconducibili sia le competenze in ordine alla tutela dei confini sia quelle legate all’emergenza sanitaria. La Calabria non ha bisogno di strumentalizzazioni e silenzi, ma di concretezza. Va salvaguardata la salute pubblica come, del resto, quella dei tanti disperati lasciati liberi di attraversare il Mediterraneo sulle carrette degli scafisti. Per questo confidiamo che da parte di M5S e Pd ci sia spirito di collaborazione e volontà di richiamare al proprio dovere il Governo. Dovessero persistere atteggiamenti diversi, di matrice meramente strumentale, ne prenderemo atto senza sottrarci al ruolo che ci compete, assumendo con urgenza decisioni anche forti, nell’interesse dei calabresi».

Su questa vicenda è intervenuto anche il coordinatore provinciale reggino di Forza Italia on. Francesco Cannizzaro. «Quando il governatore della Calabria Jole Santelli, a fine aprile e dopo due settimane senza casi di coronavirus, aveva deciso di consentire ai locali di riaprire con i tavolini all’aperto, il Governo delle tre sinistre di Conte, Zingaretti e Di Maio ha fatto fuoco e fiamme facendo ricorso contro la Calabria e portando la Regione al TAR: anche se non c’erano rischi, dovevamo rimanere chiusi non si sa per quale motivo mentre loro da Roma continuavano ad alimentare allarmismi e psicosi con la strategia del terrore di una comunicazione martellante rispetto alla pandemia. Adesso, però, dopo mesi di sacrifici e mentre i cittadini continuano ad essere costretti a norme anti-contagio particolarmente stringenti, assistiamo a sbarchi clandestini che rischiano di vanificare tutto: è una situazione inaccettabile.
«Sono al fianco della Regione Calabria e del Governatore Santelli che ha chiesto al Governo di intervenire: bisogna chiudere i porti agli immigrati con urgenza, con il fine di scoraggiare nuove partenze verso l’Italia. Contemporaneamente, invece, il Governo vuole depotenziare il DL Sicurezza e prorogare lo stato d’emergenza: un contro senso clamoroso! Sono vietati gli assembramenti, tutte le attività commerciali devono rispettare norme molto rigide per essere in regola, e poi arrivano decine di clandestini positivi rischiando di vanificare tutto e far esplodere nuovi focolai: è l’ennesimo pasticcio del Governo Pd-M5S sulla pelle degli italiani. È l’ennesima offesa ai sacrifici e all’intelligenza dei cittadini. Nelle prossime ore ci faremo sentire in Parlamento affinché il Governo intervenga con urgenza per tutelare la salute della popolazione ed evitare che il contagio torni a propagarsi a causa degli sbarchi fuori controllo nelle Regioni del Sud», ha concluso l’on. Cannizzaro.
Analoga posizione viene dal deputato leghista Domenico Furgiuele: «Se qualcuno al governo pensa di trasformare la Calabria nel lazzaretto d’Europa, si sbaglia di grosso. Reagiremo con determinazione alla politica della indifferenza del presidente Conte e dei suoi ministri verso le migrazioni incontrollate.  La nostra terra nei duri mesi del covid ha dimostrato  buon senso e spirito civico. Ciò ha permesso di ridurre al minimo il rischio del contagio come dimostrano le evidenze dei bollettini quotidiani. Per tale motivo nutro la viva preoccupazione che la scellerata e irresponsabile politica del governo sul fronte degli sbarchi possa mettere a repentaglio gli sforzi che le nostre popolazioni hanno compiuto non senza l’impegno dell’esecutivo regionale guidato dalla Presidente Santelli. Accoglienza non può significare esporre a grandi  rischi di ordine sanitario una regione».
Secondo la deputata Wanda Ferro (FdI) che annuncia un’interrogazione al presidente del Consiglio Conte «Gli italiani non hanno sopportato i lunghi mesi di lockdown per vedere vanificati i loro sacrifici dall’apertura incontrollata dei porti. I calabresi hanno contenuto il diffondersi dell’epidemia con il rispetto delle regole, e ora vedono i loro confini spalancati a chi proviene da Paesi in cui sono presenti vasti e pericolosi focolai. La Calabria è sempre stata terra di accoglienza, ma deve continuare a proteggere il proprio fragile sistema economico e sanitario dalla minaccia del coronavirus e non può essere sacrificata sull’altare delle battaglie ideologiche. Come ha rimarcato l’assessore al Turismo Orsomarso, essere una regione libera dal covid ha consentito alla Calabria di proporsi come meta turistica sicura, con riscontri incoraggianti in termini di presenze e prenotazioni. Il turismo è linfa vitale per l’economia regionale, ma se si trasforma la Calabria nel pre-triage covid dell’Europa ogni sforzo delle istituzioni, degli imprenditori e dei cittadini sarà mandato in fumo. Occorre un impegno straordinario per controllare le coste ed impedire gli sbarchi di soggetti positivi al coronavirus che rischiano di fare esplodere una pericolosa ondata dell’epidemia, che rappresenterebbe un colpo letale per le regioni del Sud»
Il segretario-questore del Consiglio regionale Graziano Di Natale non nasconde «forti preoccupazioni per la notizia appresa ieri del trasferimento ad Amantea di tredici  migranti risultati positivi al covid 19. La Calabria in generale non è in condizioni di fronteggiare emergenze di questa portata ed una situazione del genere va assolutamente scongiurata. È necessario, pertanto, senza ulteriori perdite di tempo, un intervento immediato del Governo per evitare che possa accadere il peggio».
Aggiunge Di Natale: «Ritengo che la scelta di trasferimento di Amantea sia infelice sia per il posto  individuato che si trova al centro della città sia per motivi di chiara opportunità trattandosi di una cittadina che da sempre è meta di tanti turisti.  Fortemente preoccupato, in modo particolare, per l’adeguatezza sia della struttura che dell’assistenza, chiedo – conclude Di Natale-,  quindi un intervento immediato del presidente della Regione Calabria  perché è impensabile che si possa gestire l’emergenza sanitaria in questo modo».
Secondo il senatore forzista Marco Siclari «Non abbiamo strutture adeguate per garantire ne una quarantena idonea, ne un’assistenza sanitaria efficace a centinaia o migliaia di immigrati che giungono e possono continuare a giungere in questi giorni nel nostro Paese. Per essere chiari, affinché sia idonea e sicura la quarantena, eliminando il rischio che possano evadere dai centri di assistenza, gli immigrati che arrivano in Italia con i gommoni o con le navi (cariche di persone) devono stare dai 30 ai 60giorni in quarantena in caso di presenza di un positivo Covid19 nell’imbarcazione. Da diversi stati dell’Africa (es. Libia, Egitto) possono arrivare centinaia di persone affette da Covid. Così come abbiamo bloccato ingressi la aerea dal Brasile e da altri paesi, è necessario bloccare gli sbarchi in Calabria e Sicilia prima che sia troppo tardi. Non possiamo rischiare un altro lockdown. Il governo blocchi gli sbarchi o lo facciano le regioni autonomamente».

Il sindaco di Roccella Jonica Vittorio Zito ha voluto raasicurare la popolazione con un post su Fb: «Roccella – scrive Zito – ospita 20 migranti, minori non accompagnati, sbarcati la scorsa notte. Lo fa perché è un suo preciso dovere dettato dalla legge. Ma lo fa anche perché crede che quando si è chiamati a svolgere il proprio dovere lo si deve fare fino in fondo. E se è tuo dovere organizzare l’accoglienza dei minori non accompagnati – ragazzini di 13, 14 o 15 anni che hanno negli occhi la tristezza della fuga dalla propria casa, il dolore per quello che hanno visto e la paura per il futuro – lo fai al meglio e basta. Poi, quando ti dicono che tra di loro ci sono 5 casi di positività al COVID 19 , ti metti subito al lavoro per gestire in piena sicurezza questa situazione, al fine di non generare alcun pericolo per i cittadini e i turisti. Ma facendo attenzione a non abbandonare nemmeno per un istante la preoccupazione di garantire il pieno rispetto della dignità di questi esseri così fragili.

«Sai che è possibile farlo. Perché puoi contare sulla straordinaria professionalità e disponibilità delle forze dell’ordine, sulla competenza dei medici dell’USCA e della task force regionale, sul supporto istituzionale della Prefettura, sul lavoro di magnifici volontari, sull’aiuto di una splendida squadra di amministratori e dipendenti comunali. E sai di poter contare sulla serietà dei tuoi concittadini. Sappiamo che dobbiamo farlo, perché è nostro dovere di uomini farlo. Abbiamo deciso di informarvi quotidianamente sull’andamento di questa vicenda, per evitare il diffondersi di false notizie, delle quali non abbiamo assolutamente alcun bisogno. Chiediamo agli organi di informazione di far riferimento a questi comunicati e a tutti voi di fidarvi del lavoro che stiamo facendo. E siamo certi che tutti insieme supereremo anche questa prova». (rp)

IL FATTO QUOTIDIANO FA LE PULCI A SANTELLI/MUCCINO E “ASSOLVE” KLAUS DAVI

Il Fatto Quotidiano di oggi dedica un’intera pagina alla Calabria, all’operazione da 11 milioni di campagna “emozionale” per promuovere la regione. Non ci va leggero il quotidiano diretto da Marco Travaglio: nell’articolo di Enrico Fierro e Lucio Musolino si mette in evidenza che per Muccino e Raoul Bova (che girerà affiancato dalla bella compagna Rocio Morales) si spenderanno circa un milione e 700mila di euro, per produrre un corto di 8 minuti. I due giornalisti danno voce a Gianpiero Capecchi, documentarista calabrese e segretario della Cna audiovisivi della Calabria: «Siamo di fronte a una vera e propria di colonialismo culturale – dice Capecchi –. Si chiama una società di produzione estarnea al territorio, tagliando fuori le realtà locali. Parliamo di operatori, tecnici, piccole e medie case di produzione che hanno fatto opere importanti, registi, attori, sceneggiatori, un mondo che da noi conta 400 persone che fino a questo momento sono alla fame e non hanno ricevuto alcun tipo di aiuto dalla Regione».

Sullo spirito extra-calabrese della Santelli, il quotidiano insiste, mettendo in evidenza che il futuro presidente della Calabria Film Commission (vedi calabria.live del 6 luglio) potrebbe essere Gianni Minoli, scelto appunto dalla presidente Jole. 75 anni, ultrafamoso uomo televisivo e giornalista, Minoli ha firmato la prima fiction tutta italiana, Un posto al sole. «E in Calabria – chiosano gli autori del servizio – i posti (pubblici) e il sole non mancano».

Il Fatto Quotidiano 7 luglio 2020

Se da un lato il Fatto punzecchia la presidente Jole, dall’altra una grande firma come Claudio Sabelli Fioretti nella stessa pagina “assolve” con fine ironia lo spot anti-Nord di Klaus Davi. «Caro Klaus Davi approfitto di questo spazietto – scrive Sabelli Fioretti – per darti tutta la mia solidarietà contro l’ipocrisia che ti ha colpito quando, per propagandare le bellezze della Calabria, hai giustamente puntato il dito contro le polveri sottili del nord, contro lo sfruttamento del suolo delle regioni settentrionali, contro il Covid che ha invaso Veneto e Lombardia. Avevi ragione, in Calabria tutte queste cose non esistono e bisogna dirlo ai vacanzieri che la smettano di andare a Riccione e a Jesolo dove alligna il coronavirus. Il tuo video-monito era perfetto e già che ci sono vorrei proporti di realizzarne un altro che vorrai offrire a Zaia per dimostrargli che il tuo intento non era denigratorio…». Sabelli Fiorelli la butta sull’ironia, che è la vera arma per combattere le mediocrità e gli affanni da “devo uscire stasera e non so cosa mettermi”.

La cronaca ci dice che della Calabria s’è occupata, dopo gli improperi di Zaia, persino la prestigiosa agenzia di stampa tedesca DPA, mentre il consorzio albergatori della Locride che si è dissociato dallo spot (comunque poi modificato dal massmediologo) ha fatto presente che c’era uno spot girato da loro tre anni fa. Al tempo dei social, tre anni fa equivalgono a un’altra era. Qualcuno provi a spiegarlo agli albergatori inutilmente arrabbiati. (s)

RIapri Calabria: le prime 10mila aziende ammesse a ricevere il bonus da 2000 euro

Sono già 10mila le aziende beneficiarie del bonus da 2000 euro previsto dal bando regionale Riapri Calabria e per mille di esse sono partiti oggi i bonifici. Sono state presentate 17mila domande, quindi ancora sono sotto istruttoria circa 7mila. Lo hanno comunicato il presidente della Regione Calabria Jole Santelli e l’assessore alle Attività economiche e al Lavoro Fausto Orsomarso, che hanno evidenziato il successo della sperimentazione della nuova piattaforma informatica che ha consentito di gestire in maniera efficiente il consistente numero di domande ricevute e di dare sostegno immediato alle piccole aziende che hanno subito pesanti ripercussioni a seguito della sospensione delle attività per l’emergenza Covid.

Una volta testata la piattaforma ministeriale del Registro Nazionale degli aiuti di Stato (RNA), un passaggio burocratico indipendente dalla Regione che ha determinato un aggravio dei tempi necessari, con la possibilità di effettuare invii massivi la Regione sta procedendo alle liquidazioni dei bonus ai successivi blocchi di beneficiari della misura, che saranno completati entro giovedì.

«L’efficienza e la capacità di intervento dimostrata con il piano “Riparti Calabria” – ha spiegato il presidente Jole Santelli – è la prova di una Regione che funziona e corre veloce, pure in una situazione di emergenza, e vogliamo che sia così anche quando, dopo avere destinato risorse importanti per salvaguardare le nostre aziende dalla crisi, metteremo in campo gli investimenti per lo sviluppo economico e il rilancio del sistema produttivo calabrese».

«L’amministrazione regionale – ha fatto notare l’assessore Orsomarso – ha messo in campo un impegno straordinario in termini di risorse e di semplificazione delle procedure, a favore dei vari comparti produttivi, affinché realtà grandi e piccole del tessuto imprenditoriale siano messe nelle condizioni di fronteggiare la crisi e ripartire con fiducia». (rp)

Festa della Repubblica, la presidente Santelli: «C’è voglia di ricominciare»

La presidente della Regione Jole Santelli ha partecipato ieri a Cosenza alle celebrazioni, in tono minore della Festa della Repubblica, insieme con il prefetto Cinzia Guercio, il sindaoc di Cosenza Mario Occhiuto, l’arcivescovo Francescantonio Nolè, e autorità civili e militari.

«Una Festa della Repubblica che cade in un momento particolare per tutto il Paese. Ora c’è voglia di ricominciare e tutti gli italiani meritano di tornare a vivere. Precauzioni e attenzione – ha fatto notare la presidente Santelli – devono rimanere primari, ma ci auguriamo che tanti vengano a scoprire la Calabria, una terra meravigliosa che anche i calabresi stessi devono imparare a conoscere e apprezzare di più».

La presidente non ha fatto mancare una nota riguarda l’emergenza rifiuti. «La vogliamo affrontare – ha detto – perché il tema non sia più un’emergenza. Non possiamo continuare con provvedimenti tampone continui, che ci portiamo dietro da 15 anni ed è inaccettabile che la Calabria non riesca a fare, come hanno fatto altre regioni, dei rifiuti una risorsa, ed invece questo continui ad essere un problema: dobbiamo attrezzarci per avere un’impiantistica, a discariche zero, che esiste già in altre regioni, che ci consenta di uscire definitivamente da questa emergenza».

Il prefetto di Cosenza Cinzia Guercio nel suo saluto ha detto: «Ci dispiace molto che la festa della Repubblica sia stata così contenuta, ma le parole del capo dello Stato ci fanno capire la drammaticità del momento, perché il pericolo non è passato e questo virus ci ha fatto comprendere la nostra vulnerabilità». (rcs)

«Ripartenza con responsabilità», l’ottimismo della presidente Santelli

La presidente della Regione Calabria ha inviato un messaggio pieno di ottimismo e di speranza ai calabresi, in occasione del primo giorno della cosiddetta Fase 3.

«Oggi – ha detto – inizia una nuova fase per la Calabria e per tutta l’Italia, una fase che dovrà essere contrassegnata dalla voglia di ripartire ma anche da un grande senso di responsabilità individuale e collettiva. I calabresi, in questi due mesi e mezzo di lockdown e di distanziamento sociale, hanno fatto tanti sacrifici e rispettato come meglio non avrebbero potuto le prescrizioni governative e regionali per il contenimento dell’epidemia. Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e del modo in cui siamo riusciti ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica senza precedenti.

La Calabria ha scritto una bellissima pagina di responsabilità civile, nel pieno e consapevole rispetto delle regole a tutela della salute di tutti. Eroici sono stati i commercianti che hanno dovuto chiudere le loro attività; eroici sono stati i liberi professionisti, gli operai e gli ambulanti rimasti da un giorno all’altro senza lavoro; ed eroici sono stati gli studenti che hanno fatto fino in fondo il loro dovere pur con le scuole chiuse, gli imprenditori che hanno continuato ad assicurare i diritti dei loro dipendenti, i giornalisti che ci hanno puntualmente informato su ciò che accadeva nella nostra regione e nel resto del Paese. Eroici, straordinariamente eroici, sono stati i nostri medici, i nostri infermieri e tutti gli operatori sanitari che, per quasi tre mesi, hanno combattuto in una trincea pericolosissima pur di continuare a garantire assistenza a una terra che aveva bisogno più che mai di sicurezza e di speranza.

Grazie, ancora una volta, a tutti i calabresi che hanno tenuto duro e non si sono arresi.

Ora inizia una nuova fase, quella della ripartenza, che dovrà essere graduale e dovrà avvenire all’insegna della prudenza e della massima responsabilità. Le nuove misure che ripristinano gran parte dei diritti sospesi e che dispongono la riapertura delle attività commerciali non possono essere in alcun modo considerate un “liberi tutti” e un ritorno alla quotidianità ante-epidemia.

Il Coronavirus non è stato ancora sconfitto, purtroppo. Ed è per questo che la necessaria ripartenza dovrà essere accompagnata da quello stesso senso di responsabilità che ha caratterizzato i giorni più bui di questa emergenza. Oggi più che mai è doveroso usare quel buonsenso che i calabresi hanno dimostrato di possedere in grande quantità e di renderlo parte costitutiva della vita di tutti i giorni. Non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti in questi mesi. L’attenzione di tutti deve rimanere sempre alta, perché la situazione era e resta molto complicata.

Dunque, ripartiamo, e ripartiamo con forza ed entusiasmo, ma facciamolo nel pieno rispetto di tutte le regole fissate dal Governo e dalle Regioni e delle norme sul distanziamento sociale e sulla protezione individuale. Siamo un grande popolo. Sono sicura che lo dimostreremo anche stavolta». (rp)