LOCRI (RC) – Per “Cinema in Planteria” incontro con Ivan Comi e i fari della Calabria

Giovedì 13 luglio, a partire dalle 21.30, per “Cinema in Planteria”, sul lungomare di Locri, lato Sud, incontro con Ivan Comi, autore del libro fotografico “I fari della Calabria” e del docufilm “La magia dei cristalli”.

La Locride è delimitata da due fari, Capo Spartivento e Punta Stilo, che segnano la Città del Mare e, in senso più ampio, la costa dei Gelsomini, disseminata di insediamenti antichi, soprattutto greco-romani: il faro di Punta Stilo è dentro il perimetro della Caulonia antica; a Capo Spartivento, approdano i Greci che poi si spostano nella pianura di Locri. Ivan Comi illustrerà i fari che ha fotografato per il libro, e proietterà clip del suo docufilm.

Con Ivan Comi dialogheranno: l’architetto Aurora Skrame, di origine russa, esperta in recupero di strutture marittime, che parlerà del suo lavoro di restauro e recupero del faro di Corigliano, il Tenente di Vascello Daniele Ticconi, Comandante dell’Ucm di Roccella Jonica, e Pasquale Giurleo, fondatore di Planteria – Orto Urbano e light designer. Saranno presenti le figlie dell’ultimo farista di Capo Spartivento. (rrc)

LOCRI (RC) – Giovedì 6 luglio la presentazione di Genius loci

Grazie al Comune di Locri e in particolare modo al sindaco Giuseppe Fontana e all’assessora Domenica Bumbaca, si terrà dall’8 luglio al 6 settembre 2023 la mostra “Genius loci. Amalia De BernardisRoberto Ghezzi” presso il Complesso museale del Casino Macrì, all’interno del Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri. Il primo di una serie di appuntamenti performativi “The dreams of the Others” di Amalia De Bernardis che avrà luogo alle ore 18.00 dell’8 luglio e precederà l’inaugurazione della mostra alle ore 20.00.

La portata innovativa di Genius Loci è stata colta, sostenuta e valorizzata dal Comune di Locri che ha inserito, con uno sguardo lungimirante, tutto il festival ComunicArt quarta edizione all’interno della kermesse culturale del Giugno Locrese, che vanta già la sua storicità. All’interno della kermesse sarà anche conferito un premio speciale, Genius Locri, che premierà proprio la personalità artistica che si è particolarmente distinta nel territorio.

Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri ha accolto e sposato Genius loci. La direttrice arch. Elena Rita Trunfio, da sempre incline a sostenere il connubio tra arte antica e arte contemporanea, si è dimostrata un’attenta custode della qualità degli eventi che vedono il parco archeologico protagonista.

La mostra e il ciclo di performance che segneranno insieme ad altri appuntamenti teorici e comunicativi l’estate locrese, si inseriscono all’interno del festival ComunicArt arrivato alla sua quarta edizione.

ComunicArt, ideato dalla storica dell’arte Stefania Fiato, nasce nel 2020 con la volontà di divulgare la storia dell’arte e promuovere mostre d’arte contemporanea nelle aree archeologiche calabresi, come il parco archeologico di Locri Epizefiri, che nel 2021 ha ospitato la mostra fotografica “Sofia Uslenghi. Radici” e nel 2022 ha accolto, riscuotendo grande successo, la bi-personale “Teofanie. Apparizioni contemporanee. Giovanni Longo e Giuseppe Negro”, entrambe con la curatela di Stefania Fiato. Il festival ha avviato un percorso di rivisitazione di tutte le proprie attività, ampliando la proposta culturale e proponendo una serie di eventi che si svolgeranno da luglio a settembre, coinvolgendo tutto il tessuto cittadino locrese che diventerà scenario di una serie di appuntamenti teorici (due tavole rotonde dedicate al tema del “Genius Loci” e un convegno di studi “Genius Loci. Spazi e tempi nella storia dell’arte”) che rimarcano la vocazione comunicativa e fortemente legata alla divulgazione della storia dell’arte propria del festival.

La mostra “Genius Loci. Amalia De Bernardis E Roberto Ghezzi” prende il titolo da un libro di Christian Norberg-Schulz “Genius Loci. Paesaggio Ambiente Architettura” (1979) in cui l’architetto norvegese affermava: “Il carattere è determinato da come le cose sono, e offre alla nostra indagine una base per lo studio dei fenomeni concreti della nostra vita quotidiana. Solo in questo modo possiamo afferrare completamente il Genius Loci, lo “spirito del luogo” che gli antichi riconobbero come quell’ “opposto” con cui l’uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di abitare”. La curatrice ha proposto agli artisti di afferrare l’essenza interiore del luogo, partendo dal presupposto che i luoghi chiamano, evocano e si lasciano scoprire nella loro intimità, rivelando tutti i significati radunati dal luogo che costituiscono il suo Genius Loci.

Il filo rosso della manifestazione è incarnato dal ciclo di performance di Amalia De Bernardis che aprirà e chiuderà Genius Loci attraverso quattro performance fortemente emotive e cariche di pathos, che avranno luogo l’8 luglio, il 9 luglio, il 3 settembre e il 5 settembre a Locri. Ogni performance ha al suo centro un’azione rituale, un “recupero del comportamento” che crea legami e connessioni istintive ed emotive, ponendosi come un’arte aperta, infinita, decentrata, liminale e al contempo un paradigma di processo. In virtù di ciò, contributo indispensabile alla comprensione delle performance sono i seminari, di apertura e di chiusura del progetto che verte sulla riflessione intorno al concetto del Genius Loci, non solo come “spirito di un luogo” ma anche come indagine di “sopravvivenza culturale e resilienza artistica” che vede delinearsi un’ottica di contaminazione dei saperi e degli artisti, attuando una proposta dialogata che si interessa del fenomeno e della dinamica che accompagna il Genius Loci.

Fulcro del festival è la mostra “Genius loci. Amalia De Bernardis e Roberto Ghezzi” che si terrà presso il suggestivo Complesso museale del Casino Macrì all’interno del Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri dall’8 luglio al 6 settembre 2023. L’incontro tra i due artisti ha dato vita ad un dialogo serrato che risuona nel luogo che li accoglie come un naturale prosieguo. Il Casino dell’Ottocento racchiude le terme romane, a pochi passi dal santuario delle acque sacre locresi. Un luogo intessuto di storie, nudo e sincero, pietre che esprimono un racconto che condensa il concetto di Genius loci come lo intese Norberg-Schulz: “In genere, si può dire che i significati radunati dal luogo costituiscono il suo Genius Loci.” Questo significato diventa corpo, carne, parola viva, immagine, suggestione al Genius Loci attraverso le opere visive di Amalia De Bernardis e Roberto Ghezzi.

Roberto Ghezzi (Cortona,1978) vanta un curriculum punteggiato da residenze e progetti internazionali, tra i più noti quelli portati avanti in Groenlandia, in Macedonia e ha recentemente esposto presso il Fondaco dei Tedeschi a Venezia. Quasi come un naturale prosieguo della storia della pittura di paesaggio e al contempo sua estrema evoluzione, Ghezzi nelle sue “naturografie” lascia che sia il territorio a manifestarsi sulle tele. Il processo creativo, parte fondante dell’opere di Ghezzi, prevede l’immersione in un ambiente naturale, ghiaccio, foreste, oasi protette, fiumi, laghi e mare, di teleri monumentali che restano in balia dell’imprevedibilità della natura per un tempo stabilito, ponendosi in ascolto verso tutto ciò che la natura pittoricamente ha da dire. Non bisogna dimenticare la provenienza dell’artista, figlio di un pittore, con un nonno scultore, cresciuto nella natura, a pochi passi da Città di Castello e non è un caso se nel processo in divenire dei sudari di Ghezzi ritroviamo grumi di materia, ossidazioni, abrasioni, cretti che ospitano sfumature irripetibili e vive impresse nella matrice che accoglie e raccoglie, mappa e classifica il mutamento delle condizioni nel tempo. Una forte origine concettuale e scientifica permette di rivelare la salute e le condizioni dell’ecosistema che la matrice documenta attraverso la conclusiva sindone dipinta dalla natura con segni tipici dell’arte informale. Anche l’allestimento svolge un ruolo significativo: drappi barocchi, tensioni e torsioni che rimandano all’arte povera e processuale, ultima spia di ciò che è davvero fondante nell’azione creativa dell’artista. Nelle opere site specific di Ghezzi ci sono tante cose, forse anticipazione di future virate, forse scelte definitive non ancora attuate, forse semplicemente unicità dell’intervento artistico.

Questa unicità è evidente a Genius loci, in quanto è data dallo stesso luogo in cui l’arte “processuale” ha inizio: il porto delle Grazie di Roccella Jonica, un luogo fortemente antropomorfizzato. L’impronta dell’uomo non si lascia attende, arriva nelle opere di Ghezzi attraverso lo sguardo, prima lo guida quando sceglie, studia, valuta il luogo e riassume dopo, in fase di allestimento, il messaggio che non manca di arrivare dritto all’uomo, perché espressione della stessa forza, della stessa natura. L’impossibile previsione dell’esito ultimo, soggetto a mille variabili, è la chiave di volta dell’agire nel territorio. Ghezzi opera un intervento di land art ma attraverso un processo per il quale l’opera è adesso, in divenire, in formazione, attaccata con delle corde presso la darsena del porto. Cosa accade dopo? È il cadavere di ciò che era, ciò che si arresta e di cui rimane l’impronta sul sudario, reliquia offerta ai visitatori della mostra. Il nodo profondo che lega le prassi dei due artisti protagonisti della mostra Genius loci è proprio questo aspetto volatile, impossibile da fermare.

L’aspetto intangibile presente nell’iter di Ghezzi è lo stesso che troviamo nell’operato di Amalia De Bernardis (Cosenza, 1984), che indifferentemente passa da un medium all’altro: installazioni, assemblage e il suo corpo. È lei stessa l’opera d’arte, basta sentirla parlare, con la sua voce flebile e perturbante, guardarla muoversi nello spazio con il suo corpo minuto e potente. Cosa serve ancora se non sé stessa? Sé stessa che agisce, sé stessa che smette di agire, sé stessa che ti chiama in causa come un bisogno primitivo e sceglie la grazia degli antichi rituali per emettere la potenza creativa di cui è detentrice. Le opere visive della De Bernardis prolungano la riflessione sul paesaggio e sull’organicità, sul processo piuttosto che sull’opera finita. L’artista stende la sua natura su ogni opera, come una presenza viva. Il vettore processuale è evidente anche nella produzione visiva della De Bernardis ed è quello il collante con Ghezzi a Genius loci. Ma mentre il processo di Ghezzi è scientifico, naturalistico, concettuale e parte dall’esterno, come un contemporaneo impressionismo, il processo della De Bernardis è riflessione, emozione, sentimento e parte dall’interno, come un contemporaneo espressionismo. La scelta curatoriale non poteva essere più azzeccata, due linguaggi vicini con prospettive e coinvolgimenti diversi, ognuno con le sue parole ci sussurra il Genius loci di questa terra calabra. (rrc)

LOCRI (RC) – Studenti dello Zaleuco ottengono riconoscimenti alla borsa di studio “Logoteta”

Grande soddisfazione, per il Liceo Scientifico Zaleuco di Locri, guidato dal Dirigente Carmela Rita Serafino, che ha visto assegnati diversi riconoscimenti ad alcuni suoi allievi, alla XVII Borsa di Studio “Giuseppe Logoteta”, che ha centrato il suo percorso sui cinquant’anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, intitolandolo “…come è profondo il mare”.

Un premio, che anche quest’anno si è rivolto agli studenti degli ultimi due anni delle Scuole Secondarie di secondo grado della Regione Calabria, suddiviso in diverse sezioni. Hanno partecipato 9 studenti del Liceo Zaleuco, sapientemente seguiti dalla prof.ssa Rossella Fontana, presente anche alla Premiazione, tenutasi domenica 25 Giugno, a Pellaro, nella bellissima Villa Blanche. Quelli attenzionati dalla giuria sono stati: per il Premio poesia “Nicola Catalano” l’allieva Isabella Orlando, della classe IV B, che ha ricevuto targa personalizzata, per la poesia “Madre”; per la sezione artistica “Paolo Mallamaci” l’allievo Di Giorgio Giovanni, della classe IV B, che ha ottenuto targa personalizzata, con una riproduzione di una pinax locrese rappresentante Persefone e Ade, seduti su un trono; per la sezione letteraria “Giuseppe Logoteta” la targa personalizzata ad Anna Maria Tassone, della classe IV C, con un racconto sul ritrovamento dei Bronzi, ambientato in epoca antica. Menzione di merito, poi, a Noemi Panetta, della classe V A, per un racconto intitolato “Anche le statue muoiono”, e a Luca Macrì, della classe IV B, per il racconto “Il mare è un legame d’amore”.

L’evento della premiazione ha visto una Lectio Magistralis del prof. Daniele Castrizio dell’Università di Messina, facente parte del comitato del MArRC e profondo conoscitore delle statue, venute dal mare. Il professore ha illustrato la sua teoria sull’identità dei due Bronzi, affermando che sarebbero i figli di Edipo, Eteocle e Polinice, quelli del mito “I sette contro Tebe” della tragedia di Eschilo, prima della lotta fratricida per il potere, che vedrà i due fratelli, uno tiranno e l’altro esiliato. L’intervento sui Bronzi è stato inframmezzato da pause musicali a cura del musicantore Fulvio Cama, che ha allietato i presenti con le sue composizioni.

Un’altra bellissima esperienza, per il Liceo Scientifico Zaleuco, che ancora una volta mette in evidenza i talenti dei propri studenti, dando prova della loro sensibilità artistico – letteraria, esprimendosi magistralmente su quella grandiosa scoperta dei “Bronzi” a Riace, che, con quella fierezza e perfezione, ci ricordano antiche e gloriose vestigia, di cui i giovani ne sono i custodi e i continuatori, in quel connubio di Tradizione culturale – Arte – Innovazione, che ci consegnerà alla storia e al mondo. (rrc)

LOCRI (RC) – Arriva la cinquantesima edizione del “Giugno locrese”

Lunedì 10 luglio, alle ore 21,00 la Corte del Palazzo di Città, si svolgerà la premiazione della cinquantaquattresima edizione del prestigioso premio letterario “Giugno Locrese”.

Lo storico evento culturale sarà impreziosito da un concerto musicale del trio “Peppe Servillo, Javier Girotto, Natalio Mangalavite” con lo spettacolo teatrale musicale “L’anno che verrà” per Lucio Dalla.

LOCRI (RC) – La Caritas di Locri-Gerace aiuta il reinserimento sociale dei detenuti

Lavorare è dignità: il lavoro ti permette di poter vivere senza dover pesare sulle spalle altrui, di costruirti una famiglia, di realizzarti individualmente e all’interno della società, di essere parte integrante dello sviluppo del Paese.

Nella convinzione che il lavoro sia anche un grande mezzo di inclusione, la Caritas diocesana di Locri-Gerace ha elaborato e sta sperimentando presso il carcere di Locri un modello di riabilitazione e reinserimento socio/economico nel territorio degli ex detenuti.

Il progetto nasce dall’esigenza di ripristinare rapidamente le condizioni pre pandemia della casa circondariale cittadina, all’interno della quale, per decreto ministeriale, l’introduzione obbligata di misure normative eccezionali per impedire il diffondersi del Covid-19, ha impedito molte delle attività trattamentali rieducative. Con tale fine, il programma ideato dalla Caritas diocesana si sviluppa attraverso attività di pubblica utilità per il tempo stabilito dall’Autorità competente come misura alternativa alla detenzione e, fino ad oggi, ha dato risultati soddisfacenti, ottenuti grazie al lavoro sinergico tra gli enti coinvolti.

Nello specifico, l’impegno della Caritas si svolgerà anzitutto tra le mura della casa circondariale, all’interno della quale l’ormai fisiologico sovrannumero di detenuti e la presenza crescente di persone extracomunitarie che manifestano difficoltà di comprensione della lingua e di reperimento dei beni di prima necessità, ha convinto i nostri operatori a proporre l’idea progettuale Mendicanti di riconciliazione, profeti di speranza, che unisce l’attività lavorativa all’interno di laboratori artigianali al miglioramento delle condizioni personali, di igiene, pulizia e confort delle persone che scontano una pena.

La mancanza di effetti personali o di generi di prima necessità, infatti, genera nel detenuto una situazione di disagio che può costituire un elemento di discriminazione e/o frustrazione che, unitamente all’assenza di capacità lavorative, ingenerano quel tipo di isolamento sociale che spinge alla recidiva.

Per tali motivi, il progetto ha avviato un percorso di miglioramento della persona e di sensibilizzazione ai comportamenti corretti verso gli altri e l’ambiente e intende realizzare un emporio solidale presso il quale i detenuti potranno reperire vestiario di prima necessità. Il percorso di ricostruzione personale viene completato da un servizio di cappellania sviluppato grazie a un cappellano e alla nostra squadra educativa, che accompagnerà i detenuti attraverso un percorso di ricostruzione dei rapporti umani, raccoglimento e riflessione e confronto (tre momenti che abbiamo convenzionalmente indicato con le tre P di Presenza, Preghiera e Parola) ma, soprattutto, con l’attivazione dei laboratori artigianali.

Questi ultimi impegneranno i detenuti nella realizzazione retribuita di braccialetti della Pace e Corone del Santo Rosario, ma anche di prodotti di cosmesi naturale e detergenza ecologica realizzati grazie alla preziosa collaborazione con la cooperativa sociale Felici da Matti che da venti anni si occupa di recupero e riciclo degli scarti, sia materiali sia sociali, per perseguire i nobili obiettivi della tutela dell’ambiente e del reinserimento sociale dei soggetti svantaggiati. Grazie alla consulenza di un artista del legno, inoltre, i detenuti creeranno porta sapone realizzati con gli scarti del legno d’ulivo da commercializzare all’esterno del carcere.

Creando una collaborazione attiva tra la casa circondariale di Locri e i tutor, oltre a favorire la nascita di un’attività imprenditoriale costituita da ex detenuti, nel prossimo futuro si intende commercializzare parte dei prodotti realizzati all’interno del carcere, creando un economia circolare in grado di garantire l’autosostenibilità del progetto e che la collaborazione tra il carcere e gli associati al progetto risulti duratura nel tempo.

Su input del presidente del Tribunale di Locri Fulvio Accurso, poi, si è pensato anche alla realizzazione di un’attività commerciale gestita dall’impresa composta da ex detenuti, con l’obiettivo di sviluppare l’economia sociale come strumento d’inclusione socio/lavorativa di chi deve reinserirsi in società e attivare processi di comunità monitoranti in luoghi simbolo della lotta alla ‘ndrangheta.

Sempre rivolto agli ex detenuti è, infine, il percorso di assunzione nella Diocesi di Locri-Gerace attivato, al momento, su due persone che hanno seguito un percorso formativo all’interno della casa circondariale per poi rilevare l’incarico che attualmente ricoprono.

Riteniamo, così, di aver individuato il modo non solo di spezzare la routine della giornata dei detenuti, ma anche di dare loro uno scopo funzionale alla dinamica di progettualità e al loro futuro, migliorando le prospettive di reintegro all’interno della società civile e limitando il rischio, molto concreto sul nostro territorio, che tali persone, abbandonate a loro stesse, possano farsi tentare dalla prospettiva di facili guadagni. (rrc)

Il calabrese Antonio Macrì presidente della Società di Chirurgia oncologica

Il presidente dei chirurghi oncologici italiani è calabrese. Si tratta, infatti, del locrese Antonio Macrì che è stato eletto presidente della Società di Chirurgia oncologica con 182 voti su 305 aventi diritto.

Il professor Macrì, originario del locrese, è ordinario di Chirurgia generale e direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale dell’Università di Messina e dell’Unità operativa di Chirurgia del peritoneo e del retroperitoneo dell’Azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” di Messina.

La Sico, Società italiana di Chirurgia oncologica, è stata fondata nel 1976 e raggruppa tutti i chirurgi oncologici italiani. «È davvero un onore – dice il neo presidente Macrì – aver ricevuto questo prestigioso mandato da tutti i chirurghi oncologi italiani, che, con questa scelta, hanno riconosciuto che anche al Sud possono esistere importanti realtà nell’ambito dell’oncologia, quasi sempre considerata appannaggio delle regioni del Centro Nord». (rrc)

LOCRI (RC) – Due studenti dello scientifico Zaleuco arrivano terzi ai Campionati di Economia e finanza

Grande soddisfazione, per il Liceo scientifico Zaleuco di Locri, guidato dal dirigente Carmela Rita Serafino, che ha visto classificati, al terzo posto, a livello regionale, nell’ambito dei Campionati di Economia e finanza, Matteo Leonello (II B), per la categoria Junior; Diego Capogreco (IV B), per la categoria Senior.

Entrambi sono stati seguiti magistralmente dalla prof.ssa Giulia Canturi, dalla selezione dei candidati fino all’ esito della gara, che si è svolta in modalità sincrona. L’iniziativa è stata proposta dal Ministero dell’Istruzione e del merito, direzione generale per gli ordinamenti, la valutazione e l’internazionalizzazione del Sistema nazionale d’istruzione, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito dal Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico e con gli Uffici scolastici regionali.

I Campionati di economia si prefiggono diversi obiettivi: a) promuovere negli studenti e nelle studentesse la conoscenza e la comprensione di fenomeni economici e sociali complessi; b) rafforzare le capacità di sapersi orientare in modo autonomo e responsabile rispetto ai cambiamenti nella società e nelle economie del futuro; c) sollecitare l’ interesse e la motivazione ad interrogarsi sulle questioni economiche, finanziarie e sociali, che riguardano la contemporaneità: d)favorire interpretazioni e/o spiegazioni della realtà fondate su evidenze; e) sollecitare negli studenti l’ uso dei metodi, delle tecniche e degli strumenti della ricerca, per la comprensione di temi economici, finanziari e sociali, attuali; f) sviluppare, tra i giovani, pensiero critico, capacità di innovazione e creatività, coinvolgimento attivo e reazioni emozionali, competenze trasversali e comunicative; g) promuovere la partecipazione attiva e l’iniziativa degli studenti, la motivazione e l’interesse, la rielaborazione delle conoscenze e lo sviluppo di competenze; h) promuovere e valorizzare il merito nell’ambito delle competenze economiche, finanziarie e di cittadinanza attiva; i) avvicinare ai temi economici – finanziari anche gli studenti di percorsi in cui tali discipline non sono presenti nei curricoli scolastici.

Un iter impegnativo e nello stesso tempo affascinante, che ha portato gli studenti ad addentrarsi nel mondo, spesso poco conosciuto, dell’Economia e della Finanza. Sono occasioni come queste che permettono ai futuri cittadini di rendersi conto di come il sistemo finanziario nazionale e mondiale, dominerà sempre più lo scenario futuro della società. La formazione e la professionalità sono componenti essenziali, per coloro che già ora, a scuola progettano un futuro in campo aziendale o bancario. Nell’ ottica di un atteggiamento responsabile e consapevole, si potranno mettere a frutto le eccellenze del nostro territorio, rendendolo efficacemente competitivo e capace di avere un’anima progettuale, che tenda a portare avanti una tradizionalità innovativa. Un plauso, quindi, a Matteo e Diego per il loro risultato, e al Liceo Zaleuco per il suo vivo e costante interesse verso la formazione dei suoi studenti. (rrc)

LOCRI (RC) – Inaugurata la mostra dedicata a Francesco Perri

È stata inaugurata, a Locri, alla Planteria, la mostra I luoghi di Francesco Perri a cura di del fotografo Rosario Ceravolo e con le immagini di Carmelo Albanese, itinerario culturale tra fotografia e letteratura, evento promosso e organizzato da Planteria – Orto Urbano, Associazione culturale “Francesco Perri” e Photolabor.

Pasquale Giurleo, architetto e ideatore della Planteria, il presidente dell’associazione Giulio Strangio e l’assessore alla cultura Domenica Bumbaca hanno illustrato la mostra e dialogato sul valore e l’importanza di legare i territori attraverso le idee e le opere di grandi scrittori come Perri. È stato, infatti, sottolineato, come il ricordo e la valorizzazione della figura di Francesco Perri costituiscano la base di un progetto comune che coinvolgerà Locri e Careri, unite in un patto d’azione comune, a cominciare dal gemellaggio tra i due comuni. Inoltre, proprio su questo percorso in evoluzione, lo stesso Pasquale Giurleo sta realizzando un ampio reportage per il progetto “Sulle tracce dei poeti e degli scrittori per conoscere il territorio”. (rrc)

LOCRI – La mostra fotografica “I luoghi di Francesco Perri”

S’inaugura domani, a Locri, alle 18, negli spazi della Planteria – Orto Urbano, la mostra fotografica I luoghi di Francesco Perri, un itinerario culturale tra fotografia e letteratura.

L’evento, promosso e organizzato da Planteria – Orto Urbano, Associazione culturale “Francesco Perri” e Photolabor, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, nasce dalla volontà di riprendere attivamente la promozione e valorizzazione del grande scrittore di Careri, coinvolgendo un più vasto pubblico.

Francesco Perri (Careri, 15 luglio 1885 – Pavia, 9 dicembre 1974), intellettuale libero, autore di romanzi come “Emigranti” (premio Mondadori 1928, di recente ripubblicato da Rubbettino) e “I conquistatori”, pagò in prima persona il suo impegno contro il fascismo con la perdita dell’impiego come funzionario alle Poste e continui attacchi alla sua persona e alla sua opera letteraria.

Le immagini della mostra, curata dal fotografo Rosario Ceravolo, sono di Carmelo Albanese, escursionista appassionato dell’Aspromonte e di Perri. Interverranno Pasquale Giurleo, architetto e ideatore della Planteria, l’assessore alla cultura del comune di Locri, Domenica Bumbaca, e Giulio Strangio, presidente dell’associazione culturale “Francesco Perri”, che converserà anche sul “diario inedito” di Perri.  La mostra sarà visitabile per tutto il mese di giugno. (rrc)

LOCRI (RC) – Prove di messa in sicurezza sismica al liceo Zaleuco

Si è svolta al Liceo Zaleuco di Locri, mercoledì 31 maggio, la seconda prova generale di evacuazione sul rischio sismico, in attuazione delle attività formative di sicurezza, promosse dalla dirigente Carmela Rita Serafino, che ha espresso viva soddisfazione per la meticolosa organizzazione ed eccellente riuscita dell’esercitazione.

Precedentemente allo svolgimento della stessa sono state attuate a cura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione prof. Corrado Sità, le attività formative propedeutiche per gli studenti, svolte in tutte le classi dell’Istituto. Sono state fornite precise istruzioni sulle modalità di comportamento in situazioni di emergenza, particolarmente in caso di terremoto e incendio. Le attività svolte in questo ambito sono una prerogativa al Liceo Zaleuco e perseguono le finalità di formazione continua, che già coinvolgono docenti e personale ata, utili a svolgere al meglio i loro ruoli nell’ ambito della sicurezza: i preposti, responsabili antincendio, primo soccorso, addetti all’emergenza e all’evacuazione, ecc.

A conclusione delle attività formative è stato simulato l’evento sismico che ha coinvolto l’intera popolazione scolastica, chiamata a svolgere ed interpretare al meglio le proprie funzioni ed attività in materia di sicurezza. Sono state attivate tutte le misure di emergenza, per l’attuazione della simulazione: avvertita la prima scossa, i ragazzi si sono protetti sotto i banchi e sono rimasti in sicurezza fino al cessare dell’emergenza. Quindi è stato emanato il segnale di evacuazione e i ragazzi disposti in file ordinate con gli studenti apri fila e chiudi fila, seguendo l’apposito percorso di emergenza, hanno raggiunto il luogo sicuro nel cortile del plesso scolastico.

I docenti dell’ora, hanno radunato il proprio gruppo classe, verificando che tutti i presenti si fossero “messi in salvo”, pertanto hanno compilato l’apposita modulistica, che rimane agli atti delle attività formative in materia di sicurezza. Un altro momento formativo per lo Zaleuco, che non perde occasione di trasmettere, oltre ai contenuti disciplinari, anche le regole principali sulla sicurezza personale e altrui, in un tempo in cui i fenomeni naturali, spesso, hanno una portata catastrofica, ed è quindi necessaria una prevenzione adeguata e ben organizzata. I futuri cittadini devono essere consapevoli e profondi conoscitori di ciò che li circonda, sia a livello sociale che naturale. Sono quelle sfide a cui andranno incontro le nuove generazioni, e quindi non si può fare a meno, in ambito scolastico, di trattare tutto quello che concerne la normativa emergenziale e preventiva, utile per una vita sicura e sostenibile. (rrc)