Orgoglio Tropea: al via la grande scommessa per farne la capitale italiana della cultura 2021

di MARIA CRISTINA GULLÍ – Sono 44 le città italiane che ambiscono al prestigioso titolo di “Capitale italiana della Cultura” e tra queste ce n’è una che riempie d’orgoglio i calabresi, Tropea. Non ha bisogno di presentazioni questa perla del Tirreno, conosciuta in tutto il mondo, simbolo di un turismo di valenza internazionale, meravigliosa realtà in un territorio che sogna da anni di smettere di essere la Cenerentola d’Italia, il Vibonese. La candidatura di Tropea, per questo motivo, dev’essere valutata con un un occhio attento da parte delle istituzioni calabresi perché il suo modello può diventare un grande volano di sviluppo per tutto il territorio e non solo, ma per l’intera regione, in termini di promozione sia culturale che turistica.

Come funziona questo singolare concorso che s’ispira, ovviamente, al modello di Città europea della cultura, per contraddistinguere un luogo identitario di progresso culturale e condivisione di arte e di ogni altra espressione di cultura e conoscenza. La cultura, non dimentichiamolo mai, in Calabria è l’unica vera arma contro il degrado, contro la mafia, unico antidoto per formare le generazioni al rispetto della legalità e del vivere insieme, nel rifiuto delle consorterie e del malaffare. Se la ‘ndrangheta e la delinquenza organizzata trovano terreno fertile nell’ignoranza e nell’incultura, promuovendo modelli e lusinghe per i giovani che abbandonano gli studi e non trovano sbocchi occupazionali, la cultura è il punto di forza per dare ossigeno e vitalità alle nuove generazioni che vogliono crescere in una terra sana e libera da condizionamenti, quale potrebbe diventare la nostra Calabria. Ovvero quella che sarà se, finalmente, i nostri governanti smetteranno di fare annunci e proclami e passeranno a una politica del fare che metta al primo posto le risorse inestimabili (e naturali) che questa terra possiede: un giacimento culturale unico e straordinario, da cui estrarre occupazione e sviluppo. Il turismo culturale, quello religioso, valgono molto di più del turismo balneare o sciistico che si concentra in pochi mesi dell’anno. In Calabria il turismo può contare su nove mesi di opportunità (senza esagerare e dire che si può pensare a una stagionalità che copra tutto l’anno) ma, in concreto, fino ad oggi la cecità dei nostri governanti, locali, regionali e nazionali, ha di fatto reso difficile se non impossibile sfruttare la mitezza del clima, unita alle meraviglie paesaggistiche e naturali, ai tesori archeologici dentro musei ai più sconosciuti e in tantissime aree all’aperto, spesso abbandonate alle intemperie metereologiche (vedi Sibari), che invece meriterebbero file lunghissime di visitatori.

La cultura è anche questo, non solo voglia di sapere e piacere di condividere conoscenza, approfondendo usi, costumi, tradizioni, teatro, musica, balletto, lettere e arti, che poi formeranno i ragazzi nel percorso che va dall’adolescenza all’età del lavoro: c’è questa domanda, eccezionale, di cultura da parte dei giovani calabresi che affollano le nostre straordinarie ed eccellenti università, ma poi vanno a spendere altrove le competenze acquisite, perché nessuno, nella loro terra, offre la pur minima opportunità di utilizzare capacità e ingegno. Perché i calabresi nel mondo conquistano abitualmente posizioni di grande rilievo in ogni campo? Perché sono preparati e hanno una carica in più, quel senso di appartenenza che stimola l’orgoglio della loro “calabresità” e fa capire che lo sforzo per crescere e affermarsi altrove richiede un impegno ben più gravoso. Sarebbero diventati importanti i tanti scienziati, i letterati, gli uomini di cultura e delle istituzioni che si sono distinti in ogni parte del mondo se fossero rimasti in Calabria? La risposta – facile – sarebbe no, invece è bello credere che, ferma restando la necessaria esperienza da maturare al di fuori del territorio di origine, se ci fosse stata la possibilità sarebbero tornati a donare le loro competenze a una terra che da madre si rivela, ancora oggi, matrigna verso figli che l’amano a dismisura, ancor di più quando vanno lontano.

Questa è la grande scommessa che i calabresi con Tropea, aspirante capitale italiana della cultura per il 2021, devono impegnarsi a vincere. La documentazione richiesta dal Mibact dev’essere presentata entro il 2 marzo e richiede l’intervento ai massimi e più autorevoli livelli perché sia ineccepibile. Non è in palio soltanto il milione di euro che il ministero destina alla città vincitrice, ma l’opportunità di fregiarsi di un titolo da spendere adeguatamente per dimostrare che Vibo, il Vibonese, la Calabria non sono da ultimi in classifica. Lo step successivo sarà il 30 aprile con la scelta – sulla base della documentazione presentata – delle dieci città finaliste, tra le quali il 10 giugno sarà indicata la Città italiana della Cultura del 2021. Quest’anno tocca a Parma, meravigliosa città d’arte, ma volete mettere quello che hanno da offrire Tropea e l’intera Calabria? (mcg)

TROPEA – La mostra antologica “Acqua, mito, uomo”

Inaugurata, a Palazzo Santa Chiara di Tropea, la mostra antologica Acqua, mito, uomo di Giuseppe De Filippo a cura di Francesco Barritta, direttore del Civico Museo del Mare.

L’evento è stato organizzato dal Gruppo Paleontologico Tropeano, che vuole offrire un evento di grande spessore culturale al pubblico tropeano e ai tanti turisti provenienti da ogni dove, che affolleranno la cittadina tirrenica nel periodo natalizio.

L’esposizione è composta da 44 opere, di cui alcune inedite e di grandi dimensioni, ispirate all’acqua come elemento primordiale legato alla creazione dell’uomo. (rvv)

 

 

TROPEA – Il libro “Il sigillo della dea Pàndina”

Questo pomeriggio, a Tropea, alle 17.30, a Palazzo Santa Chiara, Titti Preta presenta il suo libro Il sigillo della dea Pàndina.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Storico Culturale Libertas con il patrocinio del Comune di Tropea.

Modera il giornalista Domenico Cortese. Dialoga con l’autrice Dario Godano, presidente Libertas. Le letture sono a cura di Denise LorenzoCarlo Di Bella. (rvv)

TROPEA (VV) – Il libro “Il segno clinico di Alda”

Questo pomeriggio, a Tropea, alle 17.00, nel centro culturale di via “F. Barone”, la presentazione del libro Il segno clinico di Alda di Michele Caccamo.

L’evento rientra nell’ambito dell’evento Follia e poesia: dalla scienza alla letteratura organizzato dall’Associazione Nazionale delle Università della Terza Età – Sezione Tropea in collaborazione con il Rotary Club di Tropea.

Introduce e coordina Vittoria Saccà, presidente Unitre. Intervengono Bruno Pisani, neuropsichiatra su Il bipolarismo in psichiatriaEmanuele Aloisi, medico e poeta su Percorso storico e legislativo in materia di manicomi e alienati e il prof. Nicola Rombolà, storico e critico letterario su Il segno clinico di Alda di Michele Caccamo.

A seguire, colloquio con l’autore.

L’evento sarà arricchito dagli intermezzi musicali a cura del Maestro Franco Arena. (rvv)

TROPEA – Al Museo del Mare la mostra sulla biodiversità

In corso fino a dicembre al Museo Civico del Mare di Tropea la mostra fotografica di Fabrizio Fabroni e Dario Viccari La biodiversità del Tirreno calabrese. Al Museo da giugno fino a dicembre è in corso anche l’installazione artistica di Vincenzo Carone Il Faro di Tropea. L’iniziativa fa parte del progetto Un tesoro in fondo al mare,  firmato dall’oceanografo Francesco Florio, curatore della sezione di Biologia marina del MuMaT.  (rvv)

Tra i 26 migliori studenti d’Italia due calabresi di Rende e Tropea da Mattarella

Consegnati, al Quirinale, ai 26 studenti migliori d’Italia, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il riconoscimento di Alfiere del Lavoro. Tra questi, ci sono due giovani studentesse calabresi: Sofia Zanelli, di Rende, e Anna Accorinti, di Vibo Valentia. I riconoscimenti erano stati annunciati lo scorso 26 agosto e saranno consegnati domani al Quirinale in occasione della Cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” ai Cavalieri del Lavoro nominati lo scorso 2 giugno,

Tra i 25 Cavalieri del Lavoro, che ricevono oggi l’onorificenza, c’è anche il dott. Gianfranco Capua, di Reggio Calabria, titolare dell’omonima impresa di lavorazione del Bergamotto di Reggio Calabria.

Sofia ha conseguito la maturità classica al Liceo Classico “Gioacchino Da Fiore” di Rende con 100 e lode, e l’Istituto ha deciso di segnalare la sua candidatura per la media dei voti, la più alta di tutto l’istituto. Si è iscritta A Fisica, all’Unical, da lei considerata una “facoltà eccezionale”.

Anna, invece, si è diplomata con la media del 9.9. al Liceo Scientifico “Pietro Paolo Vianeo” di Tropea che rientra nell’Istituto di Istruzione Superiore diretto dal dirigente scolastico Nicola Antonio Cutuli, che a Tonino Fortuna della Gazzetta del Sud ha espresso tutto il suo orgoglio per il riconoscimento che premia «una scuola che dà a questi giovani la possibilità di scoprire se stessi e di formarsi a tutto tondo».

Anna Accorinti
Un’immagine di Anna Accorinti dal suo profilo FB

Due giovani promesse, che danno lustro alla Calabria ma, sopratutto, hanno inorgoglito i loro Istituti, i docenti e i dirigenti scolastici.

«Sono immensamente onorata – ha dichiarato Anna Accorinti alla Gazzetta del Sud – di essere stata scelta per ricevere l’importante riconoscimento destinato a studenti che, nel proprio percorsi di studi, si sono impegnati e hanno dato del loro meglio per coltivare la passione per la conoscenza».

Il Premio Alfieri del Lavoro consiste nella medaglia del Presidente della Repubblica, ed è destinato ai 26 migliori studenti che abbiano terminato la scuola secondaria superiore con il massimo dei voti.

È stato istituito nel 1961 dalla Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia. Da allora sono stati premiati 1.457 Alfieri del Lavoro. (rrm)

 

In copertina, Zanelli a (sx) e Accorinti.

 

TROPEA – Il concerto del Duo des Alpes

Questa sera, a Tropea, alle 21.30, all’Auditorium Chiesa di Santa Chiara, il concerto del Duo des Alpes.

Il violoncellista Claude Hauri e il pianista Corrado Greco si esibiscono in un programma di grande repertorio, che non dimentica la celebrazione di due importanti anniversari del 2019: il centenario della morte di Ruggero Leoncavallo e il bicentenario della nascita di Clara Schumann. (rvv)