Riprende in Calabria la sfida dell’innovazione
I giovani delle tre Università si mettono in gioco

di SANTO STRATI – La Calabria è innovazione, ma non a parole o nei propositi: c’è l’impegno a fare rete dei tre atenei della regione per valorizzare competenze e capacità dei giovani. Studenti, laureati o ricercatori: chiunque abbia qualche idea, da solo o in team, nei settori chiave dell’innovazione tecnologica si faccia avanti, c’è la dodicesima edizione della Start Cup, una singolare quanto esemplare competizione che mette a confronto le idee. La trasformazione di un’idea da progetto a impresa segue degli step ben precisi: prima occorre individuare il progetto, quindi vanno formate le risorse umane che devono apprendere cosa significare fare impresa, infine bisogna individuare i fondi necessari per l’avvio. Un percorso che le tre università calabresi, l’Unical di Cosenza, la Mediterranea di Reggio e la Magna Graecia di Catanzaro, hanno mostrato di essere in grado di proporre e seguire per valorizzare il patrimonio umano dei nostri ragazzi: a questo serve la competizione che selezionerà dodici idee potenzialmente trasformabili in startup innovative tra cui pescare quelle tre che riceveranno anche l’assistenza finanziaria della Regione, con il coinvolgimento della Fincalabra.

Santo Marcello Zimbone, Rettore dell'Università Mediterranea di Reggio

Questo magnifico progetto di creazione d’impresa per una sfida d’innovazione che parte dalla Calabria è stato presentato, con evidente orgoglio e soddisfazione, in teleconferenza dai tre rettori, Santo Marcello Zimbone della Mediterranea, Nicola Leone dell’Università della Calabria e Giovambattista De Sarro della Magna Graecia, moderati da Alba Battista, con la partecipazione del responsabile del progetto della Mediterranea Claudio De Capua. Alla conferenza stampa di presentazione della XII Start Cup ha preso parte  anche il presidente della Fincalabra Carmelo Salvino il quale ha sottolineato il pieno coinvolgimento nell’iniziativa e nelle altre che mettono in evidenza la capacità di innovazione della Regione. La Start Cup – ha detto Salvino – è anche la testimonianza di un modello della collaborazione tra la filiera istituzionale e l’università che sta dando i suoi frutti.

Nicola Leone, Rettore di Unical

Il rettore Zimbone ha parlato di iniziativa consolidata: sono dodici anni che quest’appuntamento si rinnova, con 650 idee di impresa prese in esame, di cui il 5% sono diventate 30 realtà produttive con 6 milioni di investimenti. Zimbone ha sottolineato che questi mesi hanno messo in evidenza le tante opportunità che derivano da una situazione emergenziale: sono fiorite idee imprenditoriali, quasi tutte di carattere innovativo, che vanno a travalicare i confini nazionali per raggiungere il mondo. Nella globalità emerge la forza della Calabria che trova nella ricchezza di idee dei suoi giovani “innovatori” il vero traino per lo sviluppo possibile. È cambiato il modo di lavorare e si stanno aprendo porte a idee e progetti che sembravano impossibili, con la differenza che, nel dopo Covid, i margini di crescita sono aperti a chi fino ad oggi ha avuto minime possibilità. E l’Università deve svolgere a pieno il suo ruolo che non è più solo di formazione, ma anche di progettualità e di creazione di opportunità: il sistema universitario calabrese non si è mai fermato, in questi mesi di lockdown, perché ha ben chiaro il compito difficile ma non irraggiungibile di creare occasioni di crescita e sviluppo per i giovani.

È anche questo il modo di limitare – ha detto il rettore De Sarro – la fuga dei giovani cervelli che dopo la laurea non trovano sbocchi. «Abbiamo vissuto con entusiasmo questo campionato dei giovani ricercatori dello scorso anno grazie al prof. Gallelli che ha seguito alcuni studenti: ha vinto una giovane ricercatrice di Catanzaro – la cosa ci ha riempito di gioia – e credo che rappresenterà l’Italia sia a livello europeo che mondiale. Speriamo di poter offrire, Covid permettendo, tutta l’ospitalità che è tipica della nostra Università ma che è comune a tutti gli atenei calabresi. Lo stesso entusiasmo riversiamo in questa edizione che pur limitando gli incontri ravvicinati  si presenta già ai nastri di partenza con ottime prospettive di partecipazione di di interessanti proposte innovative. Il ruolo dell’Università – ha sottolineato il rettore De Sarro – travalica l’ idea di formazione tradizionale e i nuovi strumenti di comunicazione permettono di mantenere alto il livello didattico. Certo, nel caso delle materie scientifiche e, soprattutto della medicina, è fondamentale l’approccio personale per la formazione dei futuri medici o operatori sanitari, ma nonostante le limitazioni siamo riusciti e riusciamo ad convivere con l’emergenza.

Il rettore Leone, un’autorità mondiale nel campo dell’Intelligenza artificiale, ha ricordato che proprio all’inizio della Start Cup, dodici anni fa, ha seguito, da docente, un gruppo di giovani ricercatori, arrivati con successo alla meta. Occorre credere in queste iniziative e immaginare l’Università in una visione che la proietti come agente promotore di sviluppo. Da questa competizione sono nate aziende diventate oggi realtà importanti. L’obiettivo è quello di offrire chances a chi ha idee: i nostri giovani hanno mostrato di essere efficaci e apprezzati. I giovani calabresi sono creativi e competitivi, occorre perciò offrire loro l’assistenza necessaria e il training di formazione al modello di impresa cui ispirarsi.

Ai giovani ha lanciato un invito caloroso l’assessore regionale alla Ricerca Scientifica e l’Università, l’astrofisica Sandra Savaglio: «liberate la vostra energia, tirate fuori le idee, avete il mondo ai vostri piedi, senza non rinunciare a sognare. In fondo, il Covid ha aperto importanti opportunità per chi ha le capacità e le competenze per emergere. Dateci dentro, ragazzi!» – ha detto, come faceva abitualmente nelle sue lezioni nelle aule dell’Unical prima dell’incarico istituzionale.

Uno stimolo che si aggiunge alla voglia di realizzarsi e di trasformare i sogni in realtà. La capacità dei nostri ragazzi è testimoniata dalle migliaia di cervelli “rapiti” dalle grandi industrie del Nord, dell’Europa, del mondo. L’attrazione è stata troppo forte, a fronte del vuoto assoluto che una classe politica inetta ha presentato ai nostri laureati, ai ricercatori, agli specializzandi. Più volte su queste pagine abbiamo detto che qualcuno, prima poi, dovrà rispondere del futuro rubato ai nostri giovani, ma le cose stanno ora cambiando sul serio. La Regione ha preso a cuore il mondo dell’Università e della ricerca scientifica, il capitale umano che questa terra è stata in grado di esprimere e continua a mettere sul mercato non va più disperso. Occorre offrire opportunità e occasioni di lavoro, formazione, specializzazione a casa propria, per poi mettere al servizio della propria collettività conoscenza, capacità, competenze.

La Rete dei tre atenei calabresi funziona egregiamente, lo hanno confermato i tre rettori rispondendo a calabria.live: il senso di soddisfazione del lavoro fin qui svolto e le risposte della Regione  hanno permesso una risposta ottimistica e piena di speranzose certezze. Gli investimenti ci sono, forse sarebbero utili più fondi per creare borse di studio – ha detto il rettore De Sarro citando i progetti dello scienziato farmacologo Pino Nisticò, già presidente della Regione Calabria, che immagina una Calabria-Silicon Valley in grado di competere a livello internazionale con le grandi università del mondo. Zimbone ha detto che occorre rivedere gli aspetti metodologici per condividere un successo collaudato. Tanto forte e soddisfacente da far dire all’assessore Savaglio che bisogna far arrivare i giovani in Calabria, non farli partire. Non è un’immagine romantica o di maniera: è una realtà di cui i calabresi sentono già di poter andare fieri. È un punto di partenza, importante e significativo, su cui innestare solide basi per la crescita e lo sviluppo. Lo chiedono le nuove generazioni e glielo dobbiamo. (s)

Nella foto di copertina del prof. Francesco Aiello, l’Unical desolatamente deserta, causa Covid.

IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DELLA XII START CUP

Start Cup Calabria 2020

Posted by Start Cup Calabria on Friday, 5 June 2020

L’innovazione (h)a casa: la competizione delle idee nelle Università calabresi

Giunge alla sua dodicesima edizione la Start Cup Calabria, la competizione di idee imprenditoriali promossa dalle tre Università calabresi(Magna Graecia, Unica, e Mediterranea), in collaborazione con la Regione e la Fincalabra.

È il punto di incontro per fare scouting delle idee innovative d’impresa che provengono da studenti, laureati, ricercatori e docenti calabresi. Un’intelligente sfida a presentare progetti, validando la sempre più preziosa partnership tra mondo docente e giovani non ancora laureati, ma anche con i ricercatori e i neolaureati. Il tema dell’innovazione diventa una sorta di gara che mette a confronto idee e progetti che possono poi contare sull’appoggio dell’Università pe rlo sviluppo e la eventuale realizzazione finale.

L’edizione di quest’anno sarà presentata con una conferenza stampa online oggi venerdì 5 giugno con la partecipazione di Sandra Savaglio, Assessore all’Università, Ricerca Scientifica e Istruzione; Giovambattista De Sarro, Rettore dell’Università Magna Graecia; Nicola Leone, Rettore dell’Università della Calabria; Santo Marcello Zimbone, Rettore dell’Università Mediterranea; Carmelo Salvino, Presidente di Fincalabra SpA. La conferenza stampa potrà essere seguita anche in diretta streaming sulla pagina facebook della Start Cup Calabria, accedendo dal link www.facebook.com/StartCupCalabria(rcs)

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La presentazione della 12esima edizione dello Start Cup Calabria 2020

È in programma, venerdì 5 giugno, alle 11.00, sulla piattaforma Cisco Webex, la presentazione della 12esima edizione dello Start Cup Calabriala business plan competition accademica promossa dall’Università della Calabria, Università Magna Græcia, Università Mediterranea, Fincalabra e Regione Calabria.

Alla conferenza online, a cui prenderanno parte Sandra Savaglio, assessore regionale all’Università, Ricerca Scientifica e Istruzione, Giovambattista De Sarro, Rettore dell’Università Magna Graecia, Nicola Leone, Rettore dell’Università della Calabria, Santo Marcello Zimbone, Rettore dell’Università Mediterranea, Carmelo Salvino, presidente di Fincalabra SpA, saranno illustrate tutte le fasi dell’iniziativa, dallo scouting delle idee innovative di impresa di studenti, laureati, ricercatori e docenti calabresi alla fase di formazione dei candidati ammessi alla competizione, fino all’attività di mentorship e alla pitch session finale. Nell’occasione, inoltre, sarà presentato il bando della Scc e la modalità di iscrizione attraverso il sito www.startcupcalabria.it.

La conferenza stampa potrà essere seguita anche in diretta streaming sulla pagina Facebook della Start Cup Calabria.

La Start Cup Calabria è una business plan competition, lanciata nel 2009 dall’Università della Calabria, tra idee innovative di impresa, da trasformare in Start Up, promosse ed elaborate da studenti, laureandi, laureati, ricercatori, docenti o neo-imprenditori.

Essa è uno strumento importante per la formazione, l’opportunità di contatti professionali ed incontri di divulgazione della cultura d’impresa ed è fondamentale a quanti intendono elaborare idee potenzialmente finanziabili da collegare ad attività di ricerca e sviluppo, accedendo all’eventuale supporto dell’incubatore “TechNest” dell’Università della Calabria e contestualmente poter partecipare al Premio Nazionale per l’Innovazione, che sostiene i giovani talenti dell’innovazione italiana e promuove la creazione di aziende Start Up. (gsp)

 

Strategia comune degli atenei calabresi per la Fase 2 dell’emergenza

I Rettori delle tre Università Calabresi statali, Giovambattista De Sarro, dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, Nicola Leone, dell’Università della Calabria di Rende e Santo Marcello Zimbone, dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, sono concordi nell’adozione di uniformi misure precauzionali per le prossime settimane, in quanto le condizioni emergenziali attuali non consentono  ancora di ripartire in piena sicurezza con le attività didattiche e curriculari in presenza.

Il ritorno in aula, per i Rettori, comporterebbe una massiccia circolazione sui mezzi pubblici di trasporto, settore particolarmente a rischio contagi, e richiederebbe continui interventi di igienizzazione delle aule, persino ai cambi di turno, e degli spazi comuni, quali mense e biblioteche. Misure che al momento gli atenei non riuscirebbero ad assicurare in totale sicurezza per garantire la massima efficacia alle norme di legge, come emerge dal fatto che l’attività didattica a distanza accomuna la quasi totalità delle università italiane.

I tre rettori calabresi sono consapevoli di quanto le misure di contrasto alla situazione di emergenza abbiano finora imposto decisioni spesso difficili, richiedendo sacrifici a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, che hanno dovuto utilizzare con immediatezza strumenti organizzativi e di lavoro in parte nuovi, guidati dall’obiettivo di dare risposte efficaci che coniugassero il diritto allo studio con le esigenze cautelative legate all’emergenza da Covid-19. Una crisi sanitaria senza precedenti che, purtroppo, è ancora in piena evoluzione, nonostante gli allentamenti di alcune misure restrittive imposte dal Governo.

D’altra parte, si attende ancora un potenziamento della rete di medicina di base, in grado di fornire anche assistenza domiciliare, come tarda ad arrivare l’attesa applicazione digitale, necessaria per tracciare rapidamente i contagi e isolare i focolai. La Calabria soffre per la debolezza del sistema sanitario regionale eccessivamente ridimensionato negli ultimi anni. Dunque, in un tale contesto di riferimento, per limitare i rischi e tutelare la salute, le attività didattiche delle prossime settimane proseguiranno a distanza, mentre si può già da tempo accedere ai laboratori di ricerca, con le modalità specifiche adottate dai singoli atenei. Resta precluso il rientro nelle residenze universitarie, ferma restando la possibilità di ritirare, in maniera concordata, effetti personali e materiali per lo studio.

De Sarro, Leone e Zimbone plaudono, infine, alle misure riguardanti università e ricerca del Decreto Rilancio annunciato dal Governo, che stanzierà fondi importanti, accogliendo le richieste dagli atenei italiani. Un particolare plauso dei tre rettori è rivolto all’azione d’impulso e al lavoro del Ministro dell’Università e alla Ricerca scientifica Gaetano Manfredi. Un plauso sia per i fondi destinati al diritto allo studio, con l’incrementato sostegno della cosiddetta no-tax area, di cui auspicano una ripartizione tra gli Atenei che tenga adeguatamente conto dell’incidenza, notevolmente maggiore nel sud del Paese, delle famiglie a basso reddito, sia per la lungimirante attenzione riservata alla ricerca scientifica, con investimenti utili a garantire 4.000 posti a giovani ricercatori. (rcs)

 

REGGIO – Con il progetto SmartOss la Mediterranea a Las Vegas

La startup reggina SmartOsso, il progetto IoT dell’osso intelligente nata all’interno del Contamination Lab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e alla sinergia con il Laboratorio di Misure dell’Ateneo, ha partecipato al CES – Consumer Electronics Show di Las Vegas.

Si tratta della più importante fiera mondiale dedicata all’elettronica e ai prodotti di consumo svoltasi dal 7 al 10 gennaio, e che ha visto la partecipazione di 170.000 visitatori professionali, la presenza di oltre 4.400 espositori e il debutto di 20.000 nuovi prodotti.

Le startup italiane sono state selezionate dal programma TILT The Italian Lab for Technology, che all’interno del progetto Made In Italy – The Art of Technology ha individuato le migliori idee italiane per rappresentare il sistema nazionale dell’innovazione nella missione co-organizzata con ICE-ITA Italian Trade Agency a Las Vegas.

SmartOsso è un osso dotato di sensori smart, che riesce a registrare e a fornire informazioni e dati relativi alla condizione fisica del cane che saranno, poi, inviati su un’apposita app dello smartphone.

 

REGGIO – A Venezia, il Laboratorio Landscape_inProgress della Mediterranea cura una mostra

Sono i prof. Ottavio AmaroMarina Tornatora del Laboratorio Landscape_inProgress del Dipartimento di Architettura e Territorio dArte dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria a curare la mostra Metamorphosis, il progetto dei Beni Confiscati alle Mafie.

La mostra, che rientra nell’ambito del programma Call mostre spazio Gino Spazio dell’Università IUAV di Venezia, sarà inaugurata oggi all’Università di Venezia e si potrà visitare fino al 31 gennaio.

L’esposizione costituisce una prima sintesi sugli esiti di oltre tre anni di attività didattica e di ricerca che ha visto coinvolti studenti, Enti e Associazioni volontaristiche della Calabria, e si divide in tre sezioni: Sezione introduttiva sui beni confiscati in Italia e focus sulla Città Metropolitana di Reggio Calabria; Sezione fotografica, a cura del fotografo Armando Perna, concepita come racconto dei beni oggetto di studio sotto i possibili aspetti figurativi e antropologici e la Sezione progettuale.

La Sezione progettuale, nello specifico, è composta da una sintesi di Sperimentazioni didattiche con gli studenti della Mediterranea-Dip. dArTe, concepite come riconfigurazione architettonica di una serie di edifici confiscati, collocati in aree periferiche; dal Progetto mestieri legali su un terreno confiscato lungo il fiume Mesima, nel comune di Rosarno (RC); Progetti e realizzazioni di architetture effimere all’interno della prima edizione dell’International Summer School JointLandscape#BENICONFISCATI svoltasi in collaborazione con l’Università Ain Shams del Cairo e il Consorzio MacramèImpronte a Sud – Welfare Lab interessa un edificio confiscato, concesso dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria al Consorzio Macramè.

«La quantità dei beni confiscati in Italia – hanno dichiarato i responsabili scientifici – costituisce un patrimonio edilizio i cui connotati funzionali ed estetici sono tutti da ripensare in un’azione di riappropriazione di spazi legali e urbani».

«Il Laboratorio di ricerca Landscape_inProgress, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria – si legge in una nota – sta sviluppando da diversi anni uno specifico lavoro sul patrimonio esistente sottoposto ad azione giudiziaria di confisca per reati legati a pratiche criminali, in particolare nella città Metropolitana di Reggio Calabria. Tali beni – residenze, manufatti industriali e commerciali, terreni agricoli – sono il risultato d’investimenti di risorse finanziarie non trasparenti, abitati da attori che si muovono fuori dalla convivenza civile».

«Il senso più profondo – prosegue la nota – è quello di trasformare gli epicentri della corruzione e del brutto in punti di riferimento positivi per la collettività, in un nuovo rapporto tra etica ed estetica. I paesaggi di una parte del territorio calabrese sono spesso il racconto di violenza e di arroganza, l‘esempio plastico della distorsione mafiosa, ripensarli nella loro configurazione estetica e funzionale restituisce grande forza civile, culturale ed etica alle nuove generazioni e il senso stesso di riappropriazione dei luoghi».

«Ciò mette al centro il ruolo che l’Architettura, le Istituzioni e l’Università – conclude la nota – possono avere nel creare una nuova sensibilità e sviluppare azioni positive nei territori interessati da questi fenomeni».

In occasione del vernissage, è previsto un seminario di approfondimento con il gruppo di ricerca e la presenza di: Alberto Ferlenga (Rettore IUAV Venezia), Adolfo Santini (Direttore dipartimento dArTe) Gianfranco Neri (prof. Università Mediterranea di Reggio Calabria), Goiacchino Criaco (scrittore), Roberto Giarola (Delegato Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), Giancarlo RafeleGiuseppe Carrozza, (Consorzio Macramè). (rrc)

 

Al Dipartimento di Agraria il Premio per l’Innovazione allo Smau di Milano

È il progetto Modelli sostenibili e nuove tecnologie per la valorizzazione delle olive e dell’olio extravergine di oliva prodotto in Calabria del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria a vincere il prestigioso Premio per l’Innovazione allo SMAU di Milano.

In particolare il gruppo di ricerca, formato esclusivamente da laureati dell’Ateneo reggino, e diretto dal prof. Francesco Barreca, coordinatore del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, ha sviluppato un innovativo sistema di controllo della temperatura basato sull’applicazione di un particolare pannello sandwich nel locale di stoccaggio dell’olio extravergine di oliva della cooperativa agricola Delia di Santa Giorgia di Scido, in provincia di Reggio Calabria.

Si tratta di un sistema di controllo della temperatura interna del locale di stoccaggio delle cisterne dell’olio extra vergine di oliva (EVO) del frantoio della cooperativa, basato sull’utilizzo di materiali a cambiamento di fase (PCM) forniti da una giovane startup della Valle d’Aosta, la e-4e Servizi, posizionati sulle partizioni del locale.

L’intervento è basato sull’isolamento, delle pareti del locale e sull’installazione di un controsoffitto con un particolare sandwich a due strati, uno di PCM e l’altro di schiuma di poliuretano rigido con un rivestimento di metallo. Dall’analisi è emerso che tale soluzione consente di ottenere un risparmio energetico di oltre il 30% (in energia elettrica) per il controllo della temperatura nel range ottimale per la conservazione dell’EVO.

Il risultato più importante è stato però una stabilizzazione termica dell’aria interna nel locale di stoccaggio. Questa condizione evita una fluttuazione termica dell’olio di oliva che è la migliore condizione per mantenere inalterate le proprietà organolettiche e soprattutto salutistiche dell’olio extra vergine di oliva. Il progetto è stato illustrato dallo stesso prof. Francesco Barreca durante una partecipata tavola rotonda organizzata all’interno dello SMAU e moderata dalla giornalista Rai Simona Regina.

Nel corso del suo intervento, il prof. Barreca ha sottolineato che, tra gli obiettivi del Dipartimento di Agraria, c’è quello di dare risposte scientifiche concrete al mondo agricolo produttivo della regione. (zc)

REGGIO – Insediato il Consiglio degli studenti della Mediterranea

All’Università Mediterranea di Reggio Calabria si è insediato il Consiglio degli studenti, guidato da Francesco Antonio Greco, che succede a Salvatore Arcella.

L’ufficio di presidenza è composto da Giuseppe Vacalebre, vicepresidente, Luca CristarellaCamillo LeoneAlessandro ConfidoGiuseppe Forgione.

«Non posso che essere orgoglioso e contento – ha dichiarato Luca Cristarella, componente dell’Ufficio di presidenza per il Dipartimento Digies – del risultato ottenuto come Lista Dedalo che anche al Consiglio degli Studenti ha mantenuto la sua unità nell’elezione del Cds».

«Come delegato allo Sport – ha proseguito Cristarella – abbiamo già avviato varie convenzioni con vari enti nella precisa volontà di favorire le attività sportive e sociali con i nostri studenti della Mediterranea, con il Consiglio degli Studenti proveremo a supportare le varie associazioni presenti nel nostro ateneo nelle attività che quotidianamente svolgono in favore degli studenti ed al fine di realizzare concretamente la scelta di “ Studiare a Reggio”». (rrc)

 

REGGIO – L’incontro con Gian Piero Frassinelli

Questo pomeriggio, a Reggio, alle 15.00, presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Mediterranea, l’incontro con l’ architetto-antropologo Gian Piero Frassinelli.

L’evento è stato organizzato dal Dipartimento d’Arte, dal Laboratorio Landscape_inProgress e dall’Associazione studentesca Icaro e dalla Galleria TeCa.

Dopo la presentazione e il confronto in aula alle ore 18.00, presso la galleria espositiva TeCa del Dipartimento d’ArTe, si aprirà la mostra di Gian Piero Frassinelli Guerra civile in A4.

Componente di Superstudio (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo Di Francia, Gian Piero Frassinelli, Alessandro Magris, Roberto Magris e Alessandro Poli), gruppo di architetti protagonista principale dell’Architettura Radicale, che negli anni ’60 e ’70 caratterizzò il dibattito nazionale e internazionale sulla condizione urbana contemporanea, ancora è punto di riferimento per le nuove generazioni di architetti. (rrc)

 

REGGIO – Il Corso di Teatro Greco in lingua italiana

12 dicembre 2018 –  Prende il via a Reggio, presso l’Università Mediterranea, la seconda edizione del Corso di Teatro Greco per adulti in lingua italiana. Il Corso, tenuto dalla Dott.ssa Kristina Mravcova, esperta di teatro classico e contemporaneo, recitazione drammatica, regia e dizione, è promosso dal Centro di Lingua e Cultura Ellenica ELLINOMATHEIA in collaborazione con il CRAL Mediterranea. La docente guiderà i partecipanti nel percorso di apprendimento di una tecnica di recitazione e di nozioni drammaturgiche per affrontare l’interpretazione scenica del teatro classico antico. Attraverso la recitazione perfezioneranno l’abilità di comunicare al pubblico i propri pensieri, emozioni e sentimenti. Il corso si strutturerà su scene scelte e dialoghi tratti da opere greche, selezionate dalla docente e assegnati ai partecipanti sin dalle prime lezioni del corso. Lo stesso prevede, a conclusione, una pubblica performance teatrale. Le lezioni sono programmate in orario pomeridiano e avranno cadenza settimanale, per un totale di 30 ore. Per frequentare il corso non è assolutamente necessario avere esperienza di recitazione. Presentazione del corso e proiezione del docuvideo TROADES, con i protagonisti della prima edizione, lunedì 17 dicembre, alle 19:00 presso la sede sociale del Centro Ellinomatheia (via Manfroce 77H). Inizio del corso 11 Gennaio, per una durata di 30 ore. (rrc)