Ddl Cutro, Rapani (Fdi): Il provvedimento stronca le organizzazioni criminali del mare

Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha espresso soddisfazione per l’approvazione, in Senato, del ddl Cutro, «un provvedimento – ha detto – che cambierà le regole di un gioco al massacro sulla pelle dei migranti. Persone che fuggono dalla guerra alla ricerca di un futuro migliore sulle quali la sinistra specula».

«Dai banchi delle opposizioni – ha spiegato – sono pervenute solo polemiche strumentali ed inutili, soprattutto da parte di chi avrebbe dovuto recarsi in Calabria per comprendere meglio quanto è accaduto nell’immane tragedia consumatasi a largo delle acque crotonesi. Avrebbero potuto parlare con le forze di polizia, con i soccorritori, affrontare un viaggio verso la Calabria, dove con decisione si è recato il Consiglio dei Ministri, ed invece si preferisce fare demagogia a distanza e per partito preso».

«Il Cdm si è riunito a Cutro – ha ricordato – non per fare passerella, bensì per la necessità di constatare i fatti, manifestare vicinanza alle amministrazioni locali, alla cittadinanza ed alle famiglie dei superstiti».

«Il decreto cosiddetto “Cutro” punta due obiettivi – ha aggiunto – regolarizzare il flusso dei migranti e bloccare il traffico di essere umani. Quindi programmare i flussi di ingresso in Italia in stretta correlazione con le esigenze del mercato del lavoro. Il dl si prefigge da un lato anche di regolare l’ingresso e il soggiorno, al di fuori delle quote, per chi ha un lavoro a tempo indeterminato, per i lavoratori autonomi, per ricongiungimento familiare, per chi viene in Italia a studiare e formarsi professionalmente».

«Dall’altro, prevede pene certe e severe per gli scafisti – ha spiegato – con la previsione di rimpatrio per lo sconto della pena nei Paesi di origine. Il governo ha pensato a quest’ultima soluzione perché al danno sarebbe una beffa quella di mantenere a spese degli italiani e nelle nostre carceri, scafisti collegati ad associazioni criminali».

«Non immaginavamo strumentalizzazioni di quella portata – ha concluso il senatore Rapani – per una così immane tragedia e tutta quella serie di attacchi a soccorsi accusati di non essere intervenuti. Ed invece è proprio all’intera macchina dei soccorsi e quella umanitaria a cui va la mia e la nostra solidarietà e le congratulazioni per l’impegno in una situazione drammatica». (rp)

Dl Cutro, Occhiuto (FI): Finalmente c’è una visione su immigrazione

«Con il governo di centrodestra c’è finalmente un progetto complessivo, una visione sull’immigrazione e un comportamento corretto e responsabile che parte dai diritti delle persone. E il primo diritto è quello di non essere costretti a emigrare». È quanto ha dichiarato il senatore di Fi, Mario Occhiuto, intervenendo in aula sulla discussione generale sul Dl Cutro.

«Grazie al decreto in esame – ha spiegato – si incrementano i flussi regolari in entrata, come mai era successo negli ultimi anni, aumentano i rapporti di collaborazione con gli Stati di provenienza e di transito dei migranti, si colpiscono i trafficanti di uomini per ridurre i naufragi e le tragedie in mare».

«Lo stato di emergenza adottato – ha aggiunto – consentirà poi a tutte le strutture dello Stato di velocizzare l’iter di alcune procedure necessarie per la prima accoglienza. Nelle nostre città ci deve essere un posto per chi arriva da noi perché fugge dalla miseria o dalle guerre. E non deve essere un posto qualsiasi ma un posto d’onore, in modo che chi arriva si riconosca nei nostri valori e si senta nello stesso tempo a casa. Sono questi i temi dell’integrazione e dell’inclusione, sui quali è necessario fare cospicui investimenti se si ha a cuore la crescita sociale ed economica del nostro Paese». (rp)

Decreto Pnrr, Irto (PD): Discussione avviata da Governo è inadeguata

Il senatore del Pd, Nicola Irto, ha evidenziato come la discussione avviata dal Governo sul decreto Pnrr è inadeguata.

«L’attenzione – ha evidenziato – dev’essere concentrata esclusivamente per realizzare gli interventi programmati. Proseguire con continue riformulazioni dei progetti, modificando in modo caotico le misure del Pnrr, non è una strada che può portare a risultati concreti».

«Per questo – ha spiegato – noi abbiamo presentato un emendamento in Commissione per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari, a seguito del superamento dei concorsi pubblici indetti dall’Agenzia della coesione territoriale. Si tratta di circa 2000 persone in tutta Italia. Senza garanzie di stabilità, saranno costrette a ricercare soluzioni alternative. Stabilizzare i tecnici, soprattutto al Sud, sarebbe un primo strategico tassello per accelerare la messa a terra delle risorse».

«Ma è indispensabile – ha aggiunto il parlamentare – dare anche corso ad un’azione più generale di potenziamento degli enti locali, ormai completamente svuotati e impoveriti dal blocco del turnover e dalla precarizzazione dei rapporti di lavoro. Va affrontata la questione relativa agli enti locali in dissesto e predissesto, e servono interventi volti a potenziare le amministrazioni pubbliche che hanno necessità di far crescere le potenzialità dei propri organici. Per eventuali amministrazioni in difficoltà non si possono né si debbono prevedere interventi punitivi ma servono interventi di sostegno».

«Altra questione che dovrebbe essere affrontata in maniera urgente – ha concluso Irto – è quella dell’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime per l’impatto che tali aumenti hanno sulla gestione del Pnrr. Dovremmo, dunque, discutere di come utilizzare almeno parte delle risorse disponibili per coprire questi aumenti, altrimenti ci troveremo a dovere fare i conti con una lunga serie di progetti incompleti». (rp)

Pnrr, Minasi (Lega) risponde a Irto: Da maggioranza nessuna inadeguatezza

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha risposto alle dichiarazioni del senatore del Pd, Nicola Irto, in merito al Decreto Pnrr, ribadendo che «dalla maggioranza nessuna inadeguatezza né confusione sul decreto, ma solo il perseguimento degli interessi del Paese».

Irto, infatti, «giudica la discussione delle ultime settimane “inadeguata” – ha spiegato Minasi – e contesta quanto il Governo sostiene, ovvero la necessità di riformulare i relativi progetti. Per l’esponente Pd, infatti, ci si dovrebbe concentrare “esclusivamente per realizzare gli interventi programmati”, da cui la presentazione, da parte sua, di un emendamento, che è stato bocciato, per chiedere la stabilizzazione di circa 2000 lavoratori precari in tutta Italia, come “primo strategico tassello per accelerare la messa a terra delle risorse».

«Ebbene – ha aggiunto – per quanto la stabilizzazione dei precari sia sempre un intervento auspicabile, se in tema di Pnrr stabilizzare il numero di lavoratori indicato da Irto bastasse per poter centrare gli obiettivi inseriti nel Piano al momento della sua stipula, saremmo stati davvero tutti degli sciocchi a perdere tempo, in Commissione e poi in Aula, per elaborare, attraverso un lavoro intenso e alacre, le misure che abbiamo fin qui introdotto, perché appunto avremmo avuto a portata di mano una soluzione semplicissima: la sua».

«L’onorevole Irto dimostra, innanzitutto – ha proseguito – di non ricordare che, come sottolineato anche dal Ministro Fitto due giorni fa in Senato, il Pnrr è stato elaborato prima della guerra in Ucraina, la quale ha comportato stravolgimenti notevoli che hanno necessariamente modificato le esigenze e le circostanze e reso evidentemente troppo ambiziosi tutta una serie di obiettivi, a questo punto da riprogrammare.

«E dimostra anche – ha detto ancora Minasi – di strumentalizzare la vicenda, anziché preoccuparsi davvero degli interessi del Paese, come d’altronde è consuetudine fare tra gli esponenti della sinistra».

«Voglio, infatti, ricordare al deputato che i fondi Pnrr che non verranno spesi torneranno indietro e li perderemo, con danno per noi tutti. Ecco perché il governo si è preoccupato innanzitutto di rendere realizzabili gli interventi, confrontandosi e discutendo il decreto con le Regioni, l’Anci, l’Upi, le autonomie locali e ottenendo il parere favorevole della Conferenza unificata, poi accogliendo emendamenti di ogni parte politica, senza pregiudizi ideologici, ma pensando solo al bene del Paese».

«E ha, quindi – ha detto ancora – introdotto modifiche che potessero accelerare e semplificare le procedure degli appalti, con riferimento per es. alle stazioni appaltanti, alle agevolazioni per gli enti locali sui contratti di sommistrazione lavoro, ad alcune misure per la stabilizzazione del personale, come quello delle unità di missione dei Ministeri, al piano della banda ultra larga, all’energia green e, soprattutto, ha collegato lo stesso Pnrr con la politica di coesione, adottando così una scelta strategica che ci consentirà senz’altro di usare finalmente appieno fondi preziosi, finora spesi soltanto per un bassissimo 34%».

Ma non è tutto, la Senatrice ha ricordato ancora di essere stata, lei stessa, prima firmataria di una serie di emendamenti che va proprio nella direzione di una velocizzazione degli interventi.

«Nessuna inadeguatezza, né confusione, dunque. Il provvedimento in discussione  – ha detto – non smantella nulla, ma semplicemente migliora il Piano e rende, appunto, concretamente raggiungibili gli obiettivi utili al rilancio dell’Italia».

L’unico confuso – afferma ancora Minasi – è, forse, proprio l’on. Irto.

«Dispiace, anzi –ha concluso – vedere come, di fronte a uno strumento così importante “per costruire il futuro del Paese” – come lui stesso dice – anziché tendere, insieme, verso questo obiettivo che ci accomuna tutti, si cerchino scuse e appigli inconsistenti per avanzare critiche del tutto infondate. Il mio invito è, piuttosto, di abbandonare, almeno in questo caso, gli interessi di parte, per concentrarsi sulla sostanza delle cose e lavorare insieme per ciò che è realmente meglio per l’Italia e gli italiani». (rp)

Tribunali soppressi, Rapani (Fdi): Abruzzo, Calabria, Campania, Toscana e Lombardia faranno fronte comune

Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha reso noto che «su mia proposta, sono stati approvati all’unanimità in commissione Giustizia del Senato, i disegni di legge sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie avanzati dalle Regioni Abruzzo, Calabria (depositata agli atti questa mattina), Toscana, Lombardia e presto anche dalla Campania, saranno accorpati in un unico ddl concordato col Governo».

«È questa l’estrema sintesi – ha spiegato – della proposta ratificata in 2a commissione nel corso della mia relazione sui ddl delle Regioni. Si tratta di un grande e primo risultato storico in un percorso che dovrebbe sfociare con la riapertura di quei tribunali che non dovevano essere soppressi nell’ambito della disastrosa e peggiorativa riforma Severino. Un provvedimento che ha sortito esattamente l’effetto contrario: allontanare lo Stato dai territori colpiti e dilatare dei tempi della giustizia».

«E se pensiamo alle ingiustizie perpetrate contro alcuni tribunali – ha proseguito – in possesso di tutti i requisiti per non essere soppressi, ma sacrificati sull’altare della spending review, possiamo tranquillamente affermare che quella legge è stata un completo ed enorme fallimento, soprattutto riavvolgendo il nastro di dichiarazioni che riecheggiano ancora nel tempo secondo cui “il riordino della geografia giudiziaria e la soppressione dei tribunali minori ci farà guadagnare 3 punti di Pil”. Ed invece sappiamo tutti come sia andata. Oggi Abruzzo, Calabria, Campania, Toscana e Lombardia fanno fronte comune e chiedono al Governo la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e, quindi, la riapertura di alcuni presìdi di giustizia, facendosi carico delle spese di gestione e di manutenzione degli immobili che saranno oggetto delle convenzioni da sottoscrivere con il ministero della Giustizia».

«Ancora più graditi al ministero – ha concluso – saranno quegli stabili di proprietà dei Comuni poiché produrranno una ulteriore e sensibile riduzione dei costi. I ddl delle Regioni fanno, naturalmente, leva sulla chiara volontà del Governo di rivedere la geografia giudiziaria, manifestata in più occasioni dal ministro Nordio. In questo solco trova naturale fondamento l’auspicabile riapertura del tribunale di Corigliano Rossano, barbaramente scippato al territorio attraverso la produzione di attestazioni assolutamente false». (rp)

Cannizzaro (FI): Da Regione altri quasi 10 mln per la Gallico-Gambarie

Il deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, ha reso noto che la Giunta regionale ha «approvato la delibera con cui vengono assegnati quasi 10 milioni di euro aggiuntivi alla Gallico-Gambarie».

Una «integrazione resa necessaria dal caro-prezzi – ha spiegato – dovuto alla maggiorazione dei costi avvenuta soprattutto nell’ultimo anno. Quello della Giunta Occhiuto è un intervento determinante per la prosecuzione dei lavori, che già procedono spediti. Infatti, i tecnici mi hanno assicurato che entro la fine del 2023 gran parte dell’ultimo tratto realizzato sarà già transitabile».

«Per essere chiari, senza questo rifinanziamento – ha sottolineato il parlamentare – l’opera sarebbe entrata in una fase di stallo generale. Quindi ringrazio il Presidente Roberto Occhiuto e la Giunta tutta, intervenuti tempestivamente scongiurando un grave stop ai lavori dell’infrastruttura. E ci tengo a ricordare quanto sia importante la Ga-Ga, che tra l’altro rappresenta l’ultima grande opera finanziata dalla Comunità Europea in Calabria». 

«Entrando nel merito – ha aggiunto il parlamentare reggino – nell’ambito della costruzione del III lotto della Gallico-Gambarie, la Giunta Regionale oggi ha quindi ufficialmente dato il via libera allo stanziamento di 9,5 milioni di euro per l’esattezza, che danno seguito a quelle previsioni normative che impongono alle Pubbliche Amministrazioni di adeguare i prezzi da corrispondere alle imprese».

«È l’effetto del caro-prezzi dovuto alla pandemia prima ed alla guerra nell’Est Europa poi – ha proseguito – che hanno causato aumenti spropositati nei materiali edili e tutto ciò che ne ruota attorno, come trasporti e questioni tecniche varie. Pertanto, il Governatore Occhiuto ha inteso dare l’input risolutivo alle strutture della Regione per fornire quella liquidità necessaria a dare l’ultimo impulso al completamento dell’opera». 

«La sinergia fra Regione Calabria e Settore Viabilità della Città Metropolitana – ha concluso – ha così permesso di fornire all’impresa costruttrice gli aiuti opportuni, da un lato mantenendo inalterato l’importo contrattuale originario ma dall’altro azzerando ogni possibile controversia con l’impresa.  È stato, credo, l’ultimo grande sforzo. Ormai siamo al rush finale!». (rp)

Orrico (M5S): Saranno assunti i da Inps Servizi gli ex lavoratori della Covisian di Rende

La deputata del Movimento 5 Stelle, Anna Laura Orrico, ha annunciato che «i 14 ex dipendenti della Covisian di Rende, saranno assunti da Inps Servizi».

«Si conclude felicemente – ha spiegato – l’operazione di internalizzazione da parte di Inps dei 3.100 dipendenti, che inizialmente aveva visto esclusi solo i lavoratori rendesi e che per conto di società esterne svolgevano servizio di contact center a favore dell’istituto previdenziale. Si chiude un intervento di giustizia sociale nato sotto il Conte II, per effetto dell’articolo 5 bis della legge n.128 del 2019 e dell’emendamento voluto dal M5S a prima firma Matrisciano per consentire ad Inps Servizi di assumere in via prioritaria i dipendenti dei contact center in servizio all’1 giugno 2021».

«Un intervento, dunque – ha proseguito – che si inserisce in un contesto normativo di tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali, che da tempo provocava preoccupazioni e sofferenze, quelle proprie del lavoro instabile fatto di cambi continui di datori di lavoro, commesse e sedi. Nessun costo aggiuntivo per l’istituto previdenziale anzi a registrarsi è un risparmio legato al costo delle sedi e all’ottimizzazione dell’organizzazione. Eppure l’operazione è stata vergognosamente accompagnata dalle turbolenti e incomprensibili polemiche della Lega».

«Nel novembre scorso – ha ricordato – con un’interrogazione chiedevano spiegazioni sui costi, paventando pretestuosamente maggiori esborsi per le risorse pubbliche e inefficienza del servizio per gli utenti, salvo poi cambiare opinione e chiedere ancora spiegazioni in una successiva interrogazione sul perché non fossero stati assunti i circa 14 dipendenti della ex Covisian di Rende che pure avevano maturato professionalità nell’attività del contact center Inps. Insomma vista la schizofrenia di questo governo non resta che portare avanti un’altra operazione di giustizia sociale: liberare il Paese da questo centrodestra». (rp)

Infrastrutture, Rapani (Fdi): Su Statale 106 stiamo facendo un ottimo lavoro

Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha reso noto che «il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso parere favorevole al progetto della tratta di strada statale 106 tra Sibari e Coserie nel Comune di Corigliano Rossano».

«Un secondo step – ha aggiunto – dopo l’approvazione della legge finanziaria che prevede all’art. 88 la cifra di 3 miliardi di euro per la realizzazione della SS 106 da Sibari a Catanzaro, da realizzarsi in tratti funzionali, per stralcio, in più annualità. Lo stesso articolato prevede che, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero delle finanze da adottarsi entro il 30 aprile 2023, verranno individuati i tratti prioritari da realizzare».

«È scontato – ha continuato – che tratto prioritario risulta essere quello munito di ogni parere previsto. Il parere espresso dal consiglio superiore dei lavori pubblici sicuramente permetterà di considerare prioritario il tratto di strada in questione. Ci spiace solo non aver avuto la possibilità di avviare un dibattito pubblico promosso dall’Amministrazione comunale, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e dei cittadini».

«Oggi se si vuole bene al territorio – ha proseguito – non c’è più tempo da perdere, bisogna orientarsi verso la deroga al dibattito pubblico che dovrà avvenire con delibera di consiglio comunale. Almeno questa volta, speriamo che non si continui a perdere tempo così come fatto nei due anni precedenti, passanti tra la data di presentazione della proposta progettuale da parte di Anas all’amministrazione comunale e l’accoglimento della proposta stessa, così come anche i due mesi trascorsi dal 24 gennaio 2023, data di stipula del verbale tra amministrazioni regionale,  comunale e Anas con il quale è stato accettato, impropriamente approvato, il tracciato stradale e l’impegno da parte dell’amministrazione comunale a procedere con la deliberazione della deroga al dibattito pubblico, ai giorni di oggi».

«Continuerò a lavorare in stretta collaborazione con il vice ministro alle infrastrutture, Galeazzo Bignami, e con il suo staff – ha concluso –, grazie ai quali, in sinergia con la dirigenza Anas abbiamo monitorato l’iter, e continueremo a farlo, con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi alla progettazione esecutiva fino alla cantierizzazione dei lavori di un’opera che il territorio sta desiderando da sempre». (rp)

Ponte, Minasi (Lega): Il sindaco Brunetti dimostra di non avere una visione

La senatrice della LegaTilde Minasi, prendendo spunto dai dubbi espressi sul Ponte dello Stretto dal sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, ha ribadito «quanto l’opera sia straordinaria e fondamentale anche per lo sviluppo della nostra città». 

«Il sindaco f.f. reggino – ha spiegato – sostiene che per la città di Reggio non ci sarà alcun beneficio e che, anzi, il Ponte sarà addirittura controproducente, in quanto chi deve andare in Sicilia si fermerà all’imbocco dell’attraversamento stabile senza passare dalla punta dello Stivale».

«Purtroppo devo rilevare – ha proseguito – come questo modo di pensare appartenga a persone che non hanno alcuna visione, alcuna capacità di proiettarsi nel futuro e cogliere le opportunità che vengono offerte al territorio. A partire, infatti, dalla sua realizzazione fino al momento in cui sarà completata e in esercizio, l’Infrastruttura porterà innanzitutto lavoro e occupazione, proprio a Reggio e nel reggino, quindi nuova ricchezza che sarà immessa su Reggio e nel reggino, creando un circolo virtuoso». 

«Inoltre, quando l’opera sarà a regime e attirerà – certamente – una grande quantità di turisti accanto ai normali pendolari che si muovono tra le due sponde, se il sindaco ritiene che si fermeranno all’imbocco del Ponte, significa che già sa di non avere le capacità per attrarli nella sua e nostra città – ha continuato –. La sfida, a quel punto, sarà proprio quella: attuare politiche di promozione del territorio che riescano a portare a Reggio anche chi non aveva in programma di arrivarci. Politiche che finora sono state totalmente assenti e che, evidentemente, stando a quanto Brunetti afferma, continueranno a non esserci, quantomeno fintanto che la città sarà nelle sue mani e nelle mani della sua Amministrazione».

«In ogni caso, l’indotto, anche in futuro – ha concluso – sarà certamente tale da continuare a interessare anche la città. Non mi soffermo su tutti gli altri aspetti che fanno del Ponte sullo Stretto un unicum al mondo e un enorme investimento positivo per l’intera area dello Stretto, compresa Reggio, ma lo invito a rianalizzare meglio i vantaggi che comporta. Probabilmente anche lui, se ha a cuore il nostro territorio, potrà cambiare idea». (rp)

PA, Orrico (M5S): Degli 84 mln destinati a Calabria un quarto rimandati indietro

La deputata del M5S, Anna Laura Orrico, ha denunciato come «dei quasi 84 milioni di euro assegnati col Pnnr alla Calabria per la digitalizzazione delle Pubbliche amministrazioni sono stati rispediti al mittente circa un quarto dei fondi».

Questo « perché  – ha spiegato –gli enti beneficiari non sono in grado di adempiere alle complesse procedure per accedere alle risorse in questione».

«Il processo di digitalizzazione delle Pubbliche amministrazioni – ha spiegato la parlamentare  – è un passaggio rilevante per consentire di ridurre le distanze fra le istituzioni ed i cittadini offrendo al contempo maggiori servizi alla comunità».

«Gli interventi contemplati per questo ambito – ha proseguito – riguardano sei settori specifici, ovvero abilitazione e facilitazione della migrazione sul cloud, piattaforma nazionale digitale dati, esperienza del cittadino nei servizi pubblici, PagoPa e app Io, adozione dell’identità digitale, piattaforme notifiche digitali».

«Eppure – ha continuato l’esponente pentastellata – 400 enti locali calabresi, fra cui principalmente comuni ma anche scuole e altre pubbliche amministrazioni locali come ad esempio aziende ospedaliere e sanitarie, Camere di commercio, agenzie regionali, non sono riuscite a spendere i fondi a disposizione».

«Sarebbe, allora – ha aggiunto – importante capire come sostenere le pubbliche amministrazioni locali e periferiche e metterle in condizione di poter accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e, perché no, a tutta un’altra serie di finanziamenti che puntualmente, nella nostra regione, non si riesce a sfruttare».

«Per tutte queste ragioni – ha concluso – Anna Laura Orrico – ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il Pnnr Raffaele Fitto in modo da trovare la strada giusta per evitare questa emorragia di risorse». (rp)