Eugenio Sangregorio (Misto): «Ius soli? Parliamo d’altro segretario Letta»

L’on. Eugenio Sangregorio, deputato calabrese eletto nella Circoscrizione estero (America Meridionale) oggi al gruppo Misto (Noi con l’Italia.Usei-Rinascimento ADC) polemizza col neo segretario del PD Enrico Letta.

«Con lo “Ius soli” l’Italia non sarà più degli italiani – dice l’on. Sangregorio –. Pare assai strano che in un periodo come questo, dove il fattore più importante è la vaccinazione; dove le imprese medie e soprattutto piccole soffrono per problemi economici; dove gli   studenti  e tutto  il sistema educativo è  in crisi, un partito politico in persona del  suo segretario ponga in mostra, come se fosse la cosa più importante, il pensiero politico inerente lo “ius soli”.

«Un amico psicologo molto preparato e di larga esperienza mi diceva  che quando una persona esprime un pensiero, sotto sotto c’è un  motivo  più profondo. Nel caso attuale, con l’esprimere tale idea inerente  la cittadinanza, si vuole per caso nascondere qualcos’altro?  Far concentrare l’attenzione su un argomento controbattuto,  significa forse attirare l’attenzione sulla propria persona (si parli bene  o male di  me purché se ne parli)  oppure serve per occultare qualche sottile e ben più ampio interesse politico?

«Puntualizzando – prosegue Sangregorio –, il tema dello “ius soli”, questo dovrebbe essere scartato a priori: in Italia gli immigrati sono già in altissima percentuale: tra qualche anno, se si introducesse tale ipotesi gli italiani  autentici sarebbero in minoranza non solo percentuale ma anche  culturale e religiosa. Giù al giorno d’oggi si ha un rilassamento culturale sulle opere di Dante Alighieri ed Alessandro Manzoni e più ancora su  un po’ tutti gli altri autori italiani dal Rinascimento all’età contemporanea.

«Inoltre è pressoché certo, data la costante entrata nel territorio italiano di immigrati provenienti da paesi medio orientali, che la religione di Stato passerebbe dalla cristiana alla mussulmana.  È questo che vuole, per caso, il segretario del PD? Oppure si vuole  attirare l’attenzione sulla rigenerazione del partito che il segretario Letta sta tentando, sottacendo i motivi espressi dal predecessore  che riguardavano tutt’altro che una seria politica?

«Venga scartata assolutamente l’ipotesi dello “ius soli” e si approfondiscano seriamente i principali argomenti all’ordine del giorno per dare una soluzione il più rapidamente possibile alla grave crisi economica e sociale che sta opprimento l’Italia!

Questo dovrebbe essere l’argomento politico di un partito, sia esso di destra, di centro o di  sinistra!  E non si metta in evidenza qualcosa che disturba l’intelligenza delle persone di tutta un’intera nazione!». (rp)

Granato (Misto): Interrogazione su presentazione liste per regionali

La senatrice del Gruppo Misto, Bianca Laura Granato, ha depositato una interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in merito al numero minimo di sottoscrizioni da depositare per la presentazione delle liste regionali, in seguito all’applicazione del combinato disposto delle norme che porta a considerare tale numero ad un terzo di quelle inizialmente previste

«L’articolo 4 del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, ha, infatti – ha spiegato – previsto che per le elezioni regionali che si svolgeranno nel 2021, come nel caso della Calabria, in considerazione del perdurare della situazione pandemica da Covid-19, è stato previsto che il numero minimo di sottoscrizioni richiesto per la presentazione delle liste e delle candidature sia ridotto a un terzo».

«In data 4 marzo 2018 – continua – il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge con cui, tra le altre misure, sono state rinviate le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, anche se già indette, in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021: in tale intervallo temporale, dunque, saranno svolte le elezioni regionali calabresi (inizialmente indette per il mese di aprile 2020, a seguito del decesso dell’ex presidente delle Regione, Jole Santelli). L’articolo 1 della legge 23 febbraio 1995, n. 43, prevede che in caso di scioglimento del consiglio regionale che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, come nel recente caso calabrese, il numero minimo delle sottoscrizioni previsto per la presentazione delle liste regionali sia ridotto alla metà».

La senatrice Granato chiede di sapere: «Se se nel caso delle elezioni regionali calabresi, da svolgere nell’anno 2021, applicando il combinato disposto delle norme surriferite per la presentazione delle liste e delle candidature, si debba considerare la riduzione del numero minimo di sottoscrizioni a un terzo muovendosi già dal dimezzamento delle medesime». (rp)

Carè (PD): Irto uomo giusto come immagine della Calabria

Il deputato del Partito Democratico, Nicola Carè, residente in Australia ed eletto all’estero, ha dichiarato che Nicola Irto è «l’uomo giusto per rilanciare e garantire una rinnovata linfa per lo sviluppo della nostra terra».

«Riconosco a Nicola Irto – ha aggiunto – di essere un eccellente candidato, in totale sintonia con il percorso di rafforzamento, valorizzazione e per la crescita del partito, della Calabria, e un eccellente garanzia per la creazione di una rete interlocutoria prioritaria che rappresenti il collante tra la politica, le Istituzioni e le esigenze della nostra comunità, sia per quella che vive in Calabria, che per le persone, calabresi, che sono all’estero e che vogliono vedere la propria regione fiore all’occhiello e degna della celebrazione, finalmente, delle bellezze che possediamo».

«Nel corso del nostro incontro – ha spiegato – ho chiesto ad Irto che venga valorizzata, attraverso il grande network dei calabresi nel mondo, l’internazionalizzazione dei prodotti tipici e il turismo di ritorno. I viaggi dei calabresi nel paese di origine sono una risorsa, e la politica deve lavorare per rinsaldare il legame tra i migranti di prima generazione e i loro discendenti con la terra di origine».

«Il  turismo di ritorno – ha detto ancora Carè – deve essere interpretato come un viaggio non solo turistico ma di scoperta. Si vuole promuovere un sentimento che porta a riscoprire le proprie origini, visitare i luoghi dei propri progenitori: un rito di passaggio che porta a riscoprire cultura, tradizione, enogastronomia».

«È una cosa –  nella quale credo molto. Credo nella Calabria e nei Calabresi che “tornando” possono dare un contributo alla propria terra e imparare a conoscerla bene. In  merito a ciò, Irto ha garantito che queste proposte saranno inserite nel suo programma di governo». (rrm)

d’Ippolito (M5S): Programmare al più presto riapertura di bar e ristoranti

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha dichiarato che «si deve programmare al più presto la riapertura di bar e ristoranti, tra le attività più penalizzate da un anno a questa parte».

«L’Unione europea – ha spiegato – ha avviato la procedura per introdurre il passaporto vaccinale, cioè il Certificato verde digitale, per favorire la ripresa del turismo. La Grecia è già pronta con le isole Covid free, la Spagna si muove sulla stessa linea. Da noi, in Sardegna, l’accesso viene già ora consentito ai soli vaccinati o con tampone negativo».

«Se è pur vero – ha osservato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – che ancora non è certo se la vaccinazione elimini i rischi di contagio, non vedo perché, al fine di far ripartire l’economia italiana, non si possa programmare una ripresa graduale delle attività chiuse, accompagnandola con il sostegno finanziario. Credo quindi, e nella settimana nuova lo dirò in parlamento, che si possa organizzare la ripresa delle attività di ristorazione e di tante altre, riservandole ai vaccinati o a quanti possano esibire un tampone negativo. È chiaro che serve sempre un protocollo di sicurezza, rigidamente applicato dal titolare d’impresa».

«Non è una soluzione a tutti i problemi delle varie categorie, ma – ha concluso D’Ippolito – così si avvierebbe un processo di ripartenza di cui l’economia del Paese ha oggi grande bisogno, per ridurre la crisi sociale che tutti stiamo vivendo». (rp)

D’ippolito (M5S) boccia l’Atto aziendale dell’Asp di Catanzaro

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha dichiarato che non condivide «l’Atto aziendale predisposto dall’Asp di Catanzaro, che non soddisfa le esigenze del territorio, si discosta dalle Linee guida e presenta scelte di scarsa utilità».

«Intanto – ha spiegato – appare inutile la previsione del dipartimento Igienico-organizzativo a Soverato. A chi giova? Si tratta, come peraltro è stato sottolineato dai sindacati, di una forzatura, poiché al di fuori delle norme ministeriali e delle Linee guida. Lì c’è un ospedale generale che merita attenzione per le buone cure, che sono tutt’altra cosa rispetto alle poltrone dei burocrati».

«Inoltre – ha rimarcato il parlamentare M5S – l’Asp di Catanzaro non dà conto delle necessarie assunzioni di personale, che servono come il pane, intanto per il corretto funzionamento dello Spoke di Lamezia Terme. Questo Atto aziendale si basa su una visione sbagliata, che trascura le esigenze della medicina territoriale e della prevenzione, cui invece le Linee guida nazionali attribuiscono importanza primaria per affrontare l’emergenza Covid».

«Ancora – ha proseguito d’Ippolito – non compensa i riferiti errori l’idea di attivare 12 posti letto nell’ospedale di Soveria Mannelli per i disturbi alimentari; il che è comunque un aspetto positivo. Tuttavia, l’Asp di Catanzaro dovrebbe essere più operativa e rimediare al lungo e grave abbandono dell’ospedale di Soveria Mannelli; intanto con riferimento alle risorse umane, previste nell’ambito della rete dell’assistenza ospedaliera ma ancora mancanti».

«Quindi mi appello – ha concluso d’Ippolito – al commissario Longo, cui toccherà valutare questo Atto aziendale, affinché faccia modificare i punti che ho riassunto, che lo rendono inaccettabile». (rp)

Magorno (IV): Gesto del consigliere Aieta da sostenere

Il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno, ha dichiarato che «in un momento complicato come questo il gesto di Giuseppe Aieta è un atto da sostenere».

«L’idea – ha aggiunto – di devolvere i fondi destinati al gruppo Democratici Progressisti al Banco Alimentare rappresenta un segno di attenzione concreta verso i tanti cittadini in difficoltà».

«La politica – ha concluso – deve essere vicina alla gente e una delle prime azioni da realizzare è rinunciare alle spese superflue». (rp)

Abate (Gruppo Misto): Ministero chiarisca su stato dei lavori di elettrificazione della ferrovia jonica

La senatrice del Gruppo Misto, Rosa Silvana Abate, ha chiesto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiarisca sullo stato dei lavori di elettrificazione della ferrovia jonica.

«In questi giorni – ha riferito – ho inviato, secondo quanto previsto dal regolamento del Senato, un sollecito di richiesta di risposta alla mia interrogazione (Atto Senato numero 4-04658) sui lavori di elettrificazione della linea ferroviaria jonica che avevo presentato al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Al suddetto dicastero avevo chiesto se e come intenda attivarsi per intervenire in merito sia alla generale situazione di stallo sia degli interventi. Ho sollecitato la stessa perché, nel frattempo, ci sono stati anche una serie di avvicendamenti al vertice del Ministero».

«I lavori di elettrificazione – ha aggiunto – della tratta Sibari (CS) – Catanzaro Lido (CZ), lunga 172,48 chilometri, hanno avuto inizio il 30 agosto 2018 con la posa dei primi pali tipo LS nella stazione di località Corigliano di Corigliano-Rossano (CS) e dovrebbero concludersi entro il 2023. Per l’opera, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha investito 150 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 350 milioni per il rinnovo dell’armamento, soppressione di numerosi passaggi a livello presenti sul tracciato e rinnovamento delle stazioni. Il tempo passa ma la morsa delle criticità e dei ritardi per la realizzazione dell’opera non si allenta e le risposte continuano a non arrivare».
«A oltre due anni e mezzo – ha proseguito la senatrice del Gruppo Misto – dalla posa del primo palo dell’elettrificazione in corso di realizzazione lungo la suddetta tratta, in effetti, il cronoprogramma non soddisfa le iniziali tempistiche previste e, ad esempio, l’idea di un prolungamento della Frecciargento Sibari-Bolzano, fino a farlo diventare un comodo collegamento verso il Nord anche per Crotone e Melito Porto Salvo (RC), al momento, non esiste o si è ben lontani dal realizzarlo.
Solo in estate, dopo diversi mesi di interlocuzione da parte mia, c’era stato lo sblocco dei lavori per l’installazione della palificazione sulla tratta Sibari–Corigliano da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Abap) per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone».
«Così come ancora – ha proseguito – bisogna giungere alla conclusione dei lavori di messa sotto tensione delle tratte Sibari–Crotone e Catanzaro Lido–Lamezia Terme Centrale, dove non sussiste alcuna criticità, e dove ancora è in corso la progettazione delle sottostazioni elettriche ed il relativo interfacciarsi tra Rfi ed i Comuni interessati, e non si sa quando questa interlocuzione e questa fase di programmazione volgeranno al termine. La progettazione delle sottostazioni elettriche è proprio un chiaro caso di come i lavori non partano neppure dove sussistono i finanziamenti e non ci sono criticità, mentre per la tratta che da Catanzaro Lido porta a Melito Porto Salvo bisogna ancora reperire le risorse economiche mancanti per far partire la seconda fase degli interventi».
«Al ministro – ha spiegato la Abate – ho chiesto se sia al corrente di questi ritardi nell’elettrificazione, sia in merito alla progettazione delle sottostazioni elettriche. Al dicastero ho chiesto, soprattutto, se siano stati reperiti i fondi mancanti per il completamento dell’opera e se esista un cronoprogramma aggiornato per i suddetti interventi visto che la conclusione dei lavori entro il 2023 appare essere ormai una chimera piuttosto che tempistica reale e basata su dati oggettivi.
Dopo il tanto dire degli scorsi mesi, è ora di passare dalle parole ai fatti».
«La Calabria – ha detto ancora – regione trattata atavicamente come ultima ruota del carro, attende queste importanti opere, alta velocità compresa, da decenni e le lungaggini, gli annunci privi di alcun contenuto non convincono più nessuno. La ferrovia jonica, in particolare, è una delle poche tratte ferroviarie italiane, con posizione strategica per lo sviluppo dell’intera area che attraversa, a non essere elettrificata».
«E mentre altrove – ha concluso – si progetta l’alta velocità, sulla costa jonica calabrese ancora si fatica a completare l’elettrificazione. Bisogna necessariamente invertire la rotta e spero di ottenere una risposta alla mia interrogazione in breve tempo per definire con chiarezza tempi e modi».

Bruno Bossio (PD): Il Governo colmi il gap tra Nord e Sud

La deputata del Partito Democratico, Enza Bruno Bossio, nel corso dell’audizione dei ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha dichiarato che «questo Governo deve riconoscersi per la capacità di realizzare lo sviluppo di un’Italia che si estende in maniera omogenea, che sta dentro all’Europa e che, dunque, individua come centrali e prioritari gli investimenti sull’Alta velocità, da Salerno a Reggio Calabria, fino a Palermo».

Al centro dell’intervento della parlamentare calabrese, progetti e investimenti contenuti nel Recovery plan «che – ha affermato la deputata dem – dovrà essere un programma finalizzato ad un nuovo modello di sviluppo, verso la transizione ecologica e digitale, e rivolto a colmare tre divari: di genere, generazionale e territoriale. Tre divari che costituiscono il paradigma di un nuovo meridionalismo e, dunque, di un modello di sviluppo del Paese fondato sulla crescita e la centralità del Sud: ed affermo ciò non perché sono calabrese ma come cittadina europea».

«Non a caso – ha detto Bruno Bossio – in sede di riparto Ue delle risorse al nostro Paese – grazie al divario territoriale – sono stati assegnati 209 miliardi da investire per rimuovere il limite di una Italia a due velocità. In questo nuovo scenario l’Alta velocità ferroviaria Salerno Reggio Calabria è priorità strategica. Occorre subito definire tracciato e investimento complessivo».

«Lo studio di fattibilità di Rfi – ha detto ancora la deputata – che il ministro ha dichiarato sarà presentato nei prossimi giorni, sarà la prima verifica per il dettaglio di costi, progetti e tempi. Nel quadro di un Sud grande hub del Mediterraneo, che rilancia la propria rete portuale e la logistica a servizio della circolazione delle merci, occorre fare un ulteriore passo in avanti con l’attraversamento stabile dello Stretto nell’ottica di realizzare il compimento di un funzionale ed efficace corridoio europeo da Nord a Sud, da Parigi a Palermo come unico investimento sostenibile nel Mediterraneo». (rp)

Magorno (IV): Recovery Plan, serve svolta dal Governo

Il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno, ha dichiarato che «sul Recovery Plan serve un’accelerazione importante da parte del Governo Draghi».

«È necessaria – ha sottolineato – una svolta sui progetti, un cambio di passo che dovrebbe coinvolgere anche i Sindaci del Sud. Ogni giorno che passa è una possibilità in meno e noi non vogliamo sprecare questa opportunità». (rp)

Sapia (Alternativa c’è): Il decreto sugli standard ospedalieri sarà modificato

Il deputato di Alternativa c’è, Francesco Sapia, ha reso noto che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato che «modificherà il decreto ministeriale numero 70 sugli standard ospedalieri, che risale addirittura al 2015. Era ora».

«Ininterrottamente – ha detto il parlamentare – avevo chiesto a Roberto Speranza la modifica di questo decreto, ormai inadeguato, con particolare riferimento alla rete ospedaliera della Calabria, rifatta dai commissari Massimo Scura e Andrea Urbani senza tenere conto delle specificità territoriali e dunque con grave penalizzazione degli ospedali montani, degli ospedali di Zona disagiata, dalla popolazione della fascia ionica e tirrenica e dell’ospedale di Cariati, che va e può essere riaperto se ci saranno capacità e volontà politica di approfittare dell’occasione nell’interesse dei cittadini».

«Sul piano politico si tratta – ha spiegato il deputato di Alternativa c’è – di imporre modifiche precise, sulla scorta dalle specificità e dai bisogni territoriali. Nel merito si devono muovere anzitutto le forze della nuova maggioranza trasversale. Per troppo tempo, il decreto in questione era stato considerato un totem intoccabile, basato sui numeri dell’utenza ospedaliera e non sui dati epidemiologici e nemmeno sulla geografia, il clima e la viabilità dei singoli territori, elementi che invece sono essenziali per una buona riorganizzazione delle rete dell’assistenza ospedaliera a tutela dei malati».

«Porto a casa – ha concluso Sapia – un primo importante risultato, con l’auspicio che i partiti della maggioranza di governo non si tirino indietro e convergano sul lavoro politico da fare a riguardo, se vogliamo portare a compimento l’opera di rilancio effettivo degli ospedali calabresi». (rp)