COSENZA – Il sindaco Caruso in sopralluogo alla Scuola di Via Giulia

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, assieme agli assessori Francesco De Cicco e Pasquale Sconosciuto, ha effettuato un sopralluogo al plesso della scuola dell’infanzia Collodi-Dionesalvi di via Giulia.

Il complesso, infatti, era tra le strutture maggiormente danneggiata dal maltempo  sin dalla scorsa primavera quando una tromba d’aria divelse il tetto, successivamente riparato e ripristinato dall’Amministrazione Comunale.

 Lunedì scorso, poi, la stessa struttura scolastica è stata oggetto di una nuova problematica relativa ad una importate infiltrazione di acqua, sembrerebbe causata dall’otturazione di una grondaia. Anche in questo caso è stato immediato l’intervento dei tecnici comunali che hanno provveduto a svolgere i primi interventi tampone, a cui ha fatto seguito, a poche ore di distanza, la verifica da parte del sindaco Franz Caruso e degli assessori De Cicco  e Sconosciuto che, per come detto, si sono recati nei locali danneggiati per avere contezza dell’accaduto ed  avviare i lavori di ripristino.
«Quando si parla di scuole primarie abbiamo il dovere di garantire la sicurezza ai nostri bambini – ha dichiarato il sindaco Franz Caruso –. La dobbiamo assicurare  in generale per tutte le strutture pubbliche, ma non v’è dubbio che le scuole devono essere maggiormente attenzionate, ancora di più  quando ospitano bimbi piccoli.  Avevamo riscontrato già delle criticità che ci impongono interventi immediati al fine di mettere in sicurezza e sistemare sia parti interne che esterne. Ho voluto rendermi conto, però, personalmente di quanto avvenuto in via Giulia, atteso il ripetersi di situazioni spiacevoli che devono essere arginate e risolte definitivamente».
«Per cui già in questa settimana, appena le condizioni meteo miglioreranno – ha annunciato – partiranno i lavori per il ripristino relativo ai danni provocati dalle ultime infiltrazioni. Contemporaneamente, però, ho disposto una serie di nuovi accertamenti per un controllo capillare della struttura perché in questa scuola, seppur sia stata oggetto di lavori rilevanti non molto tempo fa, si stanno verificando continui quanto inaccettabili problematiche di cui è necessario capirne l’origine». (rcs)

FRASCINETO (CS) – Nuovo volto per il terminal bus

Un nuovo volto per il terminal bus di Frascineto che si arricchisce di servizi migliori. Con i nuovi lavori si ridà dignità ai viaggiatori: sala d’attesa e servizi igienici anche per disabili e la possibilità di due fermate contemporanee.

Si tratta di un’opera strategica finanziata dalla Regione Calabria, voluta fortemente dal presidente Roberto Occhiuto, che si è speso in prima persona, dall’assessore Gianluca Gallo e dal consigliere regionale, Giuseppe Graziano. A breve partirà anche il bando per la gestione dei servizi.

È ufficialmente attivo il servizio di fermata autobus linee regionali, nazionali e internazionali, presso il nuovo terminal bus nel Comune di Frascineto. Questa importante opera, che rientra nel percorso di riqualificazione in un’area nevralgica che catalizza un grande transito di mezzi, da adeguate e rispondenti risposte alle esigenze dei cittadini, dal punto di vista della sicurezza, che si arricchirà ulteriormente di altri servizi.

Soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino, Angelo Catapano: «L’infrastruttura, efficiente, moderna e sicura è situata a solo 5 metri dallo svincolo autostradale, sarà dotata di due stalli pensilinati. Nasce – ha spiegato il sindaco Catapano – da un progetto del Comune di Frascineto, che abbiamo seguito passo dopo passo. Gli utenti, possono usufruire di una qualificata autostazione per la sosta e fermata degli autobus delle linee regionali ed extraregionali. Centrato – ha rimarcato -, un altro obiettivo atteso da anni, quello relativo alla sicurezza dei pendolari che transitano sulla strada provinciale 263. Con questa nuova infrastruttura, completiamo un pezzo importante del percorso di intermodalità della mobilità urbana e interurbana oltre a garantire dignità e maggiore sicurezza a tutti i viaggiatori del trasporto su gomma, pendolari, lavoratori, studenti e turisti, che partono da e per Frascineto. Questo intervento – ha concluso -, si inserisce in un programma complessivo di ammodernamento della rete viaria, in un luogo centrale che lo renderà hub intermodale della mobilità urbana ed extraurbana».

CARIATI (CS) – Il gruppo Lampare vuole vederci chiaro sugli usi civici dei terreni demaniali»

Il gruppo di minoranza consiliare a Cariati Le Lampare vuole vederci chiaro sugli usi civici dei terreni demaniali.

«Abbiamo depositato un’interrogazione consiliare sull’affrancazione e legittimazione per usi civici di terreni di natura demaniale di proprietà del comune di Cariati – scrivono Le Lampare – Saranno certamente note le numerose istanze dei cittadini in merito, tese appunto alla legittimazione e/o affrancazione delle suddette proprietà, detenute a volte anche da varie generazioni.La mancanza di tale titolo pubblico, infatti, porta all’incommerciabilità dei beni in questione, all’impossibilità di procedere alla regolazione di diritti e alla risoluzione delle esigenze familiari che ne conseguono. Alcune istanze sono giacenti da oltre 15 anni e moltissime pratiche sono corredate di prova dell’avvenuto pagamento, dovuto sia in termini di liquidazione dei diritti già citati in favore del Comune, sia per le spese di istruttoria in favore dei Periti individuati dall’Amministrazione. I criteri di scelta delle pratiche da istruire, poi, sono incomprensibili; non risulta essere seguita, difatti, la cronologia di presentazione».

Aggiungono Le Lampare: «La nostra denuncia riguarda l’irriguardosa gestione di questa importante problematica. Negli ultimi mesi i cittadini interessati che si recano presso l’Ufficio tecnico si sentono rispondere che il Comune non può farvi niente, in attesa delle decisioni della Regione Calabria, mentre è noto da oltre un anno che la Corte costituzionale con sentenza n.236/2022 ha solamente annullato la possibilità di continuare l’istruzione delle pratiche secondo la procedura semplificata. Una volta tanto, in maniera più che solerte, la Regione Calabria ha approvato un apposito regolamento (n.10 approvato dalla G.R. il 02/12/22 e pubblicato sul BUR il 05/12/2022) in base a cui istruire le pratiche, fornendo quindi a ogni Ente, compreso il comune di Cariati, lo strumento per procedere alle alienazioni di beni demaniali. In definitiva, chi risulta inadempiente è solo il Comune di Cariati, e in particolare, l’Amministrazione attuale che, pur avendo gli elementi attraverso cui operare, non lo fa. Viene naturale chiedersi il motivo; forse perplessa o impedita dal fatto che il tutto deve avvenire attraverso secondo procedura pubblica? È ostacolante che la figura da designare debba avere le caratteristiche fissate dall’art.11 del summenzionato Regolamento? Chiediamo sia data legittima risposta ai cittadini, una chiara risoluzione del problema che si è promesso durante le campagne elettorali e poi dimenticato superate le elezioni. E non lo chiediamo perché prestino fede alla parola, ma affinché si realizzi concretamente il diritto del cittadino e il dovere dell’Ente».

«Non vogliamo risibili risposte di qualche Dirigente che evidentemente avalla la voluta confusione tra l’evasione delle pratiche a cui è volta la presente interrogazione, sulla base esclusivamente della legge regionale n.18/2007 e s.m.i., e l’interrogazione del gruppo L’alternativa c’è, che vede un atto di Autorità Giudiziaria di massimo grado per il quale l’Amministrazione doveva e deve semplicemente il dovuto rispetto – conclude il gruppo consiliare – Siamo disponibili a offrire possibili soluzioni in una discussione che investa tutto il Consiglio comunale, augurandoci che l’Amministrazione smetta di confondere un problema di interesse pubblico quale il rispetto del diritto dei cittadini di avere risposta ad un’istanza secondo legge, con ciò che sembra una ‘’patata bollente” per questa amministrazione che d’interesse pubblico non ne mostra alcuno». (rcs)

CARIATI (CS) – Successo di presenza per Cittadella in festa

Un mese di grandi festeggiamenti per Cariati con una eco che è giunta anche al di fuori dei confini regionali. La possibilità di trasmettere anche all’estero, dove vivono tanti italo-discendenti originari di Cariati, le emozioni della Cittadella in festa. Il protagonismo delle comunità educanti e delle parrocchie. Il senso autentico del Natale raccontato dalla voce viva dei residenti e condivisa soprattutto con i più giovani attraverso aneddoti, stornelli, proverbi e ricette della memoria.

Sono stati, questi, alcuni, degli ingredienti che hanno impreziosito e dato valore aggiunto al ricco contenitore di iniziative che per un intero mese ha mantenuto accesi i riflettori sulle otto torri affacciate sullo jonio.

«Quello sperimentato insieme all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cataldo Minò, al quale va il ringraziamento per la disponibilità e presenza costante sua, del consigliere delegato Antonio Scarnato, anche nelle fasi organizzative e logistiche – sottolinea Giuseppe Greco della Gg produzioni – è un format di successo, oltre ogni aspettativa che ha raccolto tantissime adesioni da parte di associazioni, volontari, liberi cittadini, artigiani, artisti e commercianti».

Sono stati diversi gli espositori che per tutto il periodo della Cittadella in festa hanno occupato le casette in legno, testimoni dell’andirivieni di ospiti che provenienti dall’hinterland, ma anche da fuori regione hanno letteralmente invaso il centro storico di Cariati, addobbato a festa.

Dal concerto di Cataldo Perri, alla tombolata in piazza, dagli spettacoli per i bambini alla musica folk, dal concerto della Banda Città di Cariati nella Cattedrale, agli spettacoli teatrali alle iniziative promosse all’interno del Museo civico del mare, dell’agricoltura e delle migrazioni (Mumam), grazie alla disponibilità del direttore Assunta Scorpiniti, come il concerto lirico promosso dall’Istituto musicale Donizetti. Fino al Villaggio di Babbo Natale animato dall’associazione Karys. Sono, queste, solo alcune delle iniziative che hanno riscaldato l’atmosfera della Cittadella fortificata bizantina e che sono state condivise anche a distanza con le dirette di Cariatinet. (rcs)

A Montegiordano posati in mare i dissuasori contro la pesca a strascico

Con il progetto Pro.Bio.Mar sono stati posati, sui fondali al largo della costa di Montegiordano, una 70ina di dissuasori in cemento con l’intento di limitare il fenomeno della pesca a strascico illegale e al contempo ripopolare la flora e la fauna marina.

Il progetto Pro.Bio.Mar., cofinanziato con le risorse messe a disposizione dalla Regione Calabria, nello specifico il Dipartimento Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione per l’assessorato guidato da Gianluca Gallo – nell’ambito del Programma Operativo FEAMP Calabria 2014-2020 (Bando di attuazione della misura 1.40 par. 1 lett. b) – ha previsto anche una importante azione divulgativa con la cittadinanza e gli studenti per sostenere una maggiore consapevolezza sulla tutela della biodiversità marina, necessaria per l’economia locale e quindi per il rilancio della pesca sportiva e a “Km zero”, fonte di sostentamento per tante famiglie di pescatori locali.

L’operazione rientra nel progetto Pro.Bio.Mar. (Protezione della Biodiversità Marina) che ha visto protagonisti l’Associazione Mediterraneo Interiore, presieduta da Antonio Pagano; il Comune di Montegiordano, guidato dal sindaco Rocco Introcaso e l’Università degli Studi di Bari tramite il dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie ed Ambiente, con la biologa ricercatrice Carlotta Nonnis Marzano ed in questa fase specifica il dipartimento di Scienze della Terra che per l’operazione della posa dei dissuasori (2,40 di larghezza per 2,50 di altezza ognuno) si è occupato di effettuare alcuni rilievi sui fondali.

Il progetto Pro.Bio.Mar., unico sul territorio per coinvolgimento trasversale di enti pubblici e mondo dell’associazionismo, partito dal basso grazie alla passione per il mare e il desiderio di tutelarlo come bene prezioso per lo sviluppo ecosostenibile di questo territorio, prevede ancora alcuni monitoraggi sui risultati ottenuti soprattutto all’interno di un’area di riproduzione prevista nello specchio d’acqua “difeso” dai dissuasori e costituito appunto da una serie di moduli, sempre in cemento, con dei fori, che permettono una maggiore capacità alle specie marine di potersi riprodurre. I dissuasori, del peso di 120 quintali ciascuno, sono stati trasportati con un motopontone dal porto di Corigliano e calati sui fondali. Questi enormi blocchi di cemento formano una sorta di barriera per impedire ai pescherecci di devastare il fondale marino con le loro reti a strascico.

«Già nel mese di maggio prossimo – ha detto Emilio Mormandi, referente per Mediterraneo Interiore assieme alla biologa Felicetta Mazzei – verranno effettuati dei sopralluoghi per osservare questa area di riproduzione anche con l’intento di realizzare un allevamento di spugne marine con la collaborazione della professoressa Katia Longo dell’Università di Bari».  (rcs)

RENDE – All’Unical “debutta” Purple Square in nome di Michela Murgia

La sezione calabrese di Purple Square, movimento nazionale nato dopo la scomparsa di Michela Murgia, effettuerà la prima uscita istituzionale giovedì 11 gennaio all’University Club dell’Università della Calabria all’interno di una rassegna letteraria che coinvolge il Dipartimento di Studi Umanistici.

Il titolo della giornata che ospiterà gli interventi di Purple Square è: “Rooms, Square, Universities. Spazi e genere da Virginia Woolf a Michela Murgia”. Gli interventi da Purple Square previsti tratteranno quattro saggi fondamentale: “Ave Mary”, “Stai Zitta”, “God Save the Queer” e “Morgana”, tutti libri scritti da Michela Murgia.

È la prima volta in cui Purple Square viene invitata a dare il proprio contributo parlando delle opere di Michela Murgia all’interno di un ateneo italiano. L’intento del movimento, nonché motivo della nascita, è quello di promuovere e preservare il patrimonio culturale ed intellettuale che Michela Murgia ha rappresentato e continua ad essere.

L’evento è stato fortemente voluto dal corso di Lingue e Letterature Straniere coordinato dalla docente Bruna Mancini che da sempre si occupa dell’approfondimento di tematiche di genere nella letteratura.

Sarà proprio la docente a moderare la prima parte degli incontri che inizieranno alle 10.30 con la presentazione di Purple Square ad opera di Vittoria Bartone, Grazia Grandinetti, Carmen Marsico e Anna Maria Cama.
Alle 11 toccherà ad Elisa Bolchi con “Crescere nella stanza per costruire una casa. Genealogie woolfiane”; alle 11.30 sarà la volta di Alessandra Ruggiero con l’intervento “Dalle sorelle Bronte a Margaret Atwood: Michela Murgia e il potere della parola performativa”. Alle 12 a parlare sarà Vincenzo Bochicchio con “Vino vecchio in botti nuove: autoritarismo ed eterosessismo benevolo in Italia”; alle 12.30 tocca a Federico Cerminara che relazionerà su “Alleanze intersezionali, strategie di contrasto alla violenza di genere” e, alle 13, “La scrittura di Virginia Woolf dall’Angelo del focolare a Morgana” sarà il tema dell’intervento di Serena Ammendola.

Dopo una breve pausa, i lavori riprenderanno moderati da Carla Tempestoso che, alle 14.30 darà la parola a Carlotta Vagnoli, (autrice, attivista, content creator, ha scritto i libri “Poverine”, “Maledetta sfortuna” e “Memoria delle mie puttane allegre”), che introdurrà su “Femminismo e Purple Square”. Alle 15 tocca a Claudia Ammendola e Anna Maria Cama che dibatteranno sul tema “Disarmiamo il linguaggio sessista. Una stanza tutta per noi come spazio di libertà espressiva”. Alle ore 15.30 a parlare saranno Rosi Caligiuri, Miriam Maruca e Rosa Locci su “Sia fatta la mia volontà. Richiamo al dissenso. Le disobbedienti Maria di Nazareth, Michela Murgia e Virginia Woolf”.

Il penultimo intervento inizierà alle 16 e vedrà protagoniste Giusy Spezzano, Laura De Benedetti e Silvia Lollo con “Patrioska, smontare il patriarcato. Uscire dalla stanza tutta per sé e ritrovarsi in Purple Square”. Chiudono, alle 16.30, Mariafrancesca Prestinicola e Valeria Mazzuco con l’intervento “Morgane: aprire le nebbie, spostare il confine. Donne eversive che osano la libertà”. (rcs)

CASALI DEL MANCO (CS) – Il Comune cerca 8 giovani per il Servizio civile universale

Otto, fra ragazzi e ragazze, sono le figure che in Sila vengono ricercate per lavorare in ambiti sociali e culturali.

Una preziosa occasione di formazione e di crescita personale e professionale per i giovani. Il Comune di Casali del Manco investe ancora una volta sulle giovani generazioni attraverso il Servizio Civile Universale.
Il 22 dicembre scorso, il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale ha pubblicato il bando per la selezione di operatori volontari ed il Comune di Casali del Manco, attraverso la società cooperativa Taxiverde, selezionerà otto volontari da impiegare, per dodici mesi, in due diversi progetti a servizio della cittadinanza e del territorio.

I due progetti, in particolare, saranno rivolti al sociale (per un totale di quattro posti) ed alla promozione culturale, ambientale e paesaggistica (per altri quattro posti).

Il progetto “La saggezza della Calabria” sarà orientato all’assistenza di adulti e cittadini della terza età in condizioni di disagio. L’obiettivo del progetto è promuovere l’invecchiamento attivo dei cittadini over 65, anche al fine di valorizzare il loro ruolo all’interno delle comunità e favorendone l’inclusione. Gli operatori volontari si occuperanno di fornire supporto alle attività laboratoriali condotte da esperti, che coinvolgeranno i partecipanti in discussioni e confronti su diverse tematiche e sulle proprie esperienze di vita. Si dedicheranno inoltre ai laboratori teatrali ed a quelli finalizzati alla formazione digitale, alla navigazione su Internet ed alla comunicazione social. I giovani del Servizio Civile si occuperanno anche di servizi agli anziani, quali il monitoraggio ed il controllo dei loro bisogni, anche attraverso la gestione di un front office per garantire un punto di riferimento telefonico e non; di attività domiciliari tese al soddisfacimento delle necessità dei cittadini, ma anche di favorire l’accesso agli uffici pubblici e le prenotazioni di esami diagnostici. Gli operatori saranno impiegati anche in attività di assistenza domiciliare per quanto riguarda le attività quotidiane, la spesa ed i farmaci, oltre che di tele compagnia. Infine, i volontari saranno coinvolti in attività di trasporto sociale, finalizzato non solo a visite mediche, spese personali e disbrigo di pratiche burocratiche, ma anche per offrire accompagnamento a manifestazioni pubbliche, gite, vacanze, o semplici passeggiate.

Il secondo progetto che verrà realizzato, dal titolo “La Calabria per i giovani”, ha lo scopo di sostenere la crescita personale, culturale, formativa e professionale dei giovani under 30, spaziando dalla cultura, all’ambiente, al turismo sostenibile e sociale, allo sport, dando loro la possibilità di acquisire nuove abilità e competenze. I giovani saranno affiancati quindi da una serie di esperti nei vari ambiti, che promuoveranno incontri, seminari, corsi e laboratori tematici, tra i quali quelli di coaching strategico, autoimprenditorialità, fundraising. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di sportelli informativi ed orientativi (anche virtuali), circa le opportunità di formazione, di lavoro e di volontariato presenti a livello locale, nazionale ed europeo.

«Anche quest’anno – ha commentato il sindaco Francesca Pisani – il Comune di Casali del Manco ha voluto fortemente sposare la causa del Servizio civile universale, per continuare a puntare i riflettori sui giovani, indispensabile e vitale risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico non solo del nostro territorio, ma dell’intera società. Il Servizio Civile riveste un’importanza fondamentale – ha aggiunto il primo cittadino – e rientra in una serie di iniziative promosse dalla nostra Amministrazione, finalizzate al sostegno concreto alle giovani generazioni, attraverso percorsi formativi e di accompagnamento. Mi riferisco ad esempio al progetto ‘Sinergie’, realizzato in collaborazione con Anci e finalizzato a sviluppare le competenze imprenditoriali dei giovani ed a quello relativo ad Europrogettazione, grazie al quale abbiamo promosso corsi di formazione ed esperienze lavorative, per facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro».

I progetti, della durata di dodici mesi, prevedono un orario di servizio pari a 25 ore settimanali. Requisito fondamentale per gli interessati, l’età compresa tra i 18 ed i 28 anni. Le domande, indirizzate direttamente all’ente titolare del progetto prescelto, dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma Dol, all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it, tassativamente entro le ore 14 del 15 febbraio 2024. (rcs)

SANTA MARIA DEL CEDRO (CS) – Tanta fratellanza durante “La Festa dei popoli”

La dimostrazione che un frutto calabrese d’eccellenza può unire le popolazioni più diverse. È in nome del cedro che a Santa Maria del cedro si è tenuto un incontro basati sulla fratellanza. Grande successo, infatti, per la prima edizione della Festa dei Popoli, ospitata il 6 gennaio scorso all’interno del sontuoso Carcere dell’Impresa, sede del Museo del Cedro.

L’iniziativa, voluta da Mons. Stefano Rega, Vescovo della Diocesi di San Marco Argentano – Scalea, e coordinata dal Resp. Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, Don Fiorino Imperio, si è posta al termine del Concorso scolastico “Perì ‘etz hadar il frutto dell’albero più bello”, nato da un’esigenza di valorizzazione del Cedro di Santa Maria del Cedro, marcatore identitario della Riviera dei Cedri, divenuto oggi, grazie alla visione lungimirante dell’assessore regionale alle Politiche agricole, Gianluca Gallo, e all’opera di tutela e promozione operata dal Consorzio del Cedro di Calabria e dall’Accademia Internazionale del Cedro, prodotto a marchio Dop e simbolo di pace e di dialogo interculturale, in grado di conferire alla Calabria un ruolo chiave nelle politiche di sviluppo che abbracciano il Mediterraneo.

Nel corso della manifestazione sono stati toccati temi di grande importanza, quali l’uguaglianza, la tolleranza, la libertà, valori fondanti per la società umana, nella quale è possibile “l’unità nella diversità”, un concetto tanto semplice quanto essenziale, che ci permette di scoprire ed apprezzare la bellezza che risiede in tutti gli angoli del mondo.

Significativa la partecipazione delle autorità civili e religiose, del sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, del Presidente del Consorzio del Cedro di Calabria, Angelo Adduci, e dei rappresentanti dei diversi gruppi etnici presenti nel territorio diocesano, tra i quali la comunità occitana, polacca, arbereshe e indiana, ognuna delle quali ha mostrato un po’ di sé, attraverso l’esecuzione di balli e canti popolari, e la degustazione di specialità gastronomiche tipiche.

Un pomeriggio ricco di scoperte e di gioiosa convivialità, accompagnato da un entusiasmante intermezzo musicale ad opera dei Maestri Salvatore Cauteruccio e Riccardo Galimi, e culminato con la premiazione dei primi tre classificati, ad opera di Mons. Stefano Rega, il quale ha ricordato l’importanza del valore simbolico del Cedro, e del dialogo interculturale ed interreligioso come strumento universale di pace, da tramandare come valore fondamentale alle future generazioni, per la costruzione di un mondo migliore.

È ri-emerso, infatti, il “ruolo sociale” e concreto della cultura come mezzo di confronto e condivisione di pensieri e speranze. Oggi più che mai, non è possibile restare indifferenti di fronte alle tragedie che affliggono il mondo. In questo contesto, è imprescindibile rimanere uniti per abbattere le barriere dell’alterità e della disuguaglianza.

Tuttavia, per rendere possibile questo “sogno”, è altrettanto importante lavorare insieme per costruire ponti di pace e per ripensare il ruolo del singolo come “piccola parte” di un tutto unitario, in cui nulla è fine a sé stesso, e dove ognuno, a suo modo, è parte essenziale del grande mosaico che è la vita. (rcs)

COSENZA – Il Comune vuole agevolare le adozioni dei cani col progetto “Qua la zampa”

Il Comune di Cosenza ha deciso di dare un forte impulso all’adozione dei cani da parte dei cittadini della città dei bruzi e non solo.

L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso, infatti, ha dato vita, insieme all’Unità operativa Igiene urbana veterinaria dell’Asp di Cosenza e all’Associazione “Invisibili” dei canili rifugio di Cosenza, ad un progetto dal titolo “Qua la zampa… ci vediamo in canile!”.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di incentivare l’adozione in loco, portando in piazza i cani ricoverati presso le strutture sanitarie di Donnici e coinvolgendo i Comuni convenzionati con la struttura sanitaria di Mendicino. Le giornate di adozione avranno cadenza quindicinale e si terranno in Piazza XI Settembre a Cosenza nei giorni di sabato, dalle ore 10,00 alle ore 17,00.

Le giornate in piazza, che saranno di volta in volta pubblicizzate per dare maggiori informazioni alla cittadinanza, hanno anche lo scopo di educare il cittadino ad un corretto rapporto con l’animale e ad accrescerne il senso di responsabilità, sensibilizzandolo sull’importanza delle sterilizzazioni e su tematiche quali l’abbandono e il maltrattamento.

«Con l’iniziativa “Qua la zampa…” per la quale ringrazio l’assessore al Benessere e diritti degli animali e contrasto al randagismo, Veronica Buffone – ha sottolineato il sindaco Franz Caruso – intendiamo dare maggiore impulso alle adozioni dei cani, così da dare ai nostri amici a quattro zampe una famiglia pronta ad accoglierli e ad amarli, prendendosene cura».

«Il nostro progetto – ha sottolineato dal canto suo l’assessore Veronica Buffone – arriva a qualche settimana di distanza dall’approvazione in Consiglio comunale del regolamento comunale sulla tutela degli animali. Una conquista importante, grazie alla quale vengono inseriti maggiori strumenti per contrastare il complesso fenomeno del randagismo rispettando il benessere dei nostri amici a 4 zampe e promuovendo, insieme alle altre attività previste, anche le adozioni, nel tentativo di allineare la città di Cosenza con altre città italiane ed altri paesi europei che si rivelano più virtuosi nella gestione del fenomeno del randagismo».

Sulla scorta dell’accordo raggiunto tra Comune, Asp e Associazione “Invisibili” dei canili rifugio, la scelta dei cani da adottare avverrà sulla base della loro disponibilità all’interno dei canili sanitari, qualsiasi sia la provenienza, dando la priorità ai cani del Comune che ospita l’iniziativa. Naturalmente i cani dovranno avere il nulla osta sanitario per la partecipazione agli eventi.

L’Associazione “Invisibili” dei canili rifugio provvederà alla fornitura e all’organizzazione degli stand e dei recinti per il mantenimento dei cani durante la manifestazione ed anche al trasferimento degli stessi cani dai canili a Piazza XI settembre e viceversa. Gli eventi in Piazza XI Settembre avranno carattere espositivo. I cani che saranno scelti saranno successivamente adottati in canile dopo un iter di pre-affido. Infatti, nel corso delle manifestazioni del progetto “Qua la zampa…” il richiedente sarà chiamato a compilare in un primo momento una scheda di pre-affido cui faranno seguito i successivi step previsti dall’iniziativa e che si concluderanno con la ratifica dell’affido e la consegna dell’animale che avverranno direttamente in canile. (rcs)

FUSCALDO (CS) – Domani serata in ricordo di Don Franco Castagnaro

Appuntamento nella Chiesa del Rosario a Fuscaldo Marina, martedì 9 gennaio 2024 per una serata in ricordo di un sacerdote, don Franco Castagnaro (1939-2001), che per tanti anni, è stato non solo il parroco, ma un punto di riferimento per l’intera comunità, fino al giorno della sua dipartita il 22 settembre 2001.

Pur negli anni del Covid, ci sono stati numerosi momenti per ricordare don Castagnaro, il 31 ottobre 2020 l’Amministrazione comunale di Fuscaldo gli ha dedicato una piazzetta e a cura dei familiari nella chiesa è stato posizionato un bassorilievo bronzeo con l’effige di don Franco, realizzato dallo scultore Luciano Bertoli.
Nell’occasione verrà presentato – e omaggiato a tutti i presenti – il volume curato da don Giacomo Tuoto, Don Franco Castagnaro: «Non sono sacerdote per essere amato, ma per amare», edito dalla casa editrice cosentina Progetto 2000.

Si inizia alle 17.30 con la celebrazione eucaristica presieduta da don Rency Mathew, a seguire la presentazione del volume a cui parteciperanno: l’editore Demetrio Guzzardi, che introduce e coordina i lavori; i saluti del vicario della Forania Marina don Mauro Fratucci e del sindaco di Fuscaldo Giacomo Middea. Gli interventi programmati sono quelli di don Giacomo Tuoto, curatore del volume, sacerdote amico e compaesano di don Castagnaro e poi gli ex sindaci di Fuscaldo: Gianfranco Ramundo e Davide Gravina e la testimonianza di Marcello Maio.

L’idea di realizzare un volume sull’attività pastorale di don Franco è stata del fratello, il magistrato Nicola Castagnaro, che ha raccolto foto e testi: «Questo mio desiderio è partito dal cuore di fratello e del tanto bene che don Franco ha voluto alla comunità di Fuscaldo».

Don Giacomo Tuoto, che ha firmato la nota di presentazione così ha scritto: «La vita di ogni uomo è contrassegnata non solo dal nome che si riceve nel giorno del Battesimo, ma anche dalle date che accompagnano il corso della vita. In questo volume viene presentata l’esistenza di un sacerdote. Un prete non è mai un uomo privato. Per costituzione e definizione un prete è un uomo pubblico, appartiene alla comunità dove è nato e a quella dove è mandato dalla Chiesa a svolgere il suo ministero sacerdotale. Le tre date che contraddistinguono don Franco Castagnaro sono: il 12 febbraio 1939, quando viene alla vita nella sua famiglia a Cariglio di Fuscaldo; l’ordinazione sacerdotale il 3 luglio 1966, sempre a Cariglio di Fuscaldo; poi il 22 settembre 2001, quando sorella morte lo chiama alla casa del Padre, dopo essere stato parroco della parrocchia del Rosario a Fuscaldo Marina per 35 anni. Una vita donata, come quella di un prete, è sempre una grazia: quante persone ha conosciuto, quanti battesimi ha amministrato, quante coppie ha sposato, quante confessioni ha ascoltato, quanti moribondi ha accompagnato a una morte cristiana. Un prete è tutto questo: un uomo di Dio che rende presente nella vita di altri uomini, il mistero di Cristo». (rcs)