Arena (presidente Athena Ref Unical) vicepresidente nazionale Confederazione studenti

di FRANCO BARTUCCI – «Con grande orgoglio la dirigenza dell’Associazione studentesca Athena-Rèf dell’Università della Calabria ha comunicato che Giuseppe Arena, già componente del Senato Accademico uscente e presidente della stessa Associazione, è stato nominato vicepresidente nazionale della Confederazione degli Studenti, associazione studentesca universitaria attiva su scala nazionale».

«Un riconoscimento che conferma quanto crediamo – hanno dichiarato dalla dirigenza di Athena Rèf – nel progetto di una rappresentanza apartitica, libera e vicina agli studenti, in piena sintonia con i nostri valori. Auguriamo il meglio a Giuseppe per questo nuovo e stimolante percorso, che sia solo l’inizio di grandi traguardi».

Nella vicenda molto delicata vissuta all’interno dell’Università della Calabria durante la nota vicenda dell’emendamento relativo alla proroga del mandato del Rettore, l’Associazione studentesca Athena Rèf è stata l’unica, su ben 25 associazioni composte da studenti e riconosciute dalla stessa governance dell’Ateneo, ad esprimere il loro dissenso con un pesante documento di sfiducia. (fb)

Il Comune di Trebisacce incontra Succurro (Prov. CS): Focus su scuola, infrastrutture e sviluppo

Si è parlato di scuola, infrastrutture e sviluppo territoriale, nel corso dell’incontro avvenuto a Trebisacce tra il sindaco Franco Mundo e la presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro.

Presenti, anche, il Capo di Gabinetto Marco Ambrogio, Pietro Molinaro, gli ingegneri Amelio e Straface – tecnici referenti per l’edilizia scolastica provinciale – nonché dalla Dirigente Scolastica del Polo Liceale “Galileo Galilei”, dott.ssa Elisabetta D’Elia, e dagli assessori e Consiglieri delegati del Comune.

Nello specifico, si è parlato del ruolo crescente e strategico del Polo Liceale “Galileo Galilei”, che rappresenta oggi una delle rare realtà scolastiche in Italia a registrare un aumento costante della popolazione studentesca, in netta controtendenza rispetto al fenomeno generalizzato del calo demografico. Particolare attenzione è stata riservata al nuovo indirizzo “Liceo del Made in Italy”, recentemente attivato, unico nella provincia di Cosenza, che ha riscosso fin da subito un notevole successo in termini di adesioni.

Il sindaco ha manifestato l’urgenza di individuare nuovi spazi didattici, adeguati e funzionali, per rispondere all’incremento delle iscrizioni, auspicando un’immediata collaborazione con la Provincia per l’allocazione di ulteriori ambienti, anche attraverso la ricognizione di strutture adiacenti o soluzioni in locazione.

La Presidente Succurro, nel ringraziare per l’accoglienza ricevuta e riconoscendo il valore dell’offerta formativa dell’istituto, ha espresso piena disponibilità a sostenere la crescita del liceo, dando mandato ai tecnici di approfondire, in sinergia con la dirigenza scolastica, tutte le possibilità di ampliamento compatibili con l’organizzazione degli altri plessi del territorio.

Nel corso della riunione, il sindaco ha, altresì, evidenziato una serie di priorità infrastrutturali che richiedono l’attenzione dell’Ente provinciale: l’illuminazione dei ponti sul torrente Saraceno, per garantire maggiore sicurezza e visibilità; la revoca dell’ordinanza di limitazione al traffico pesante su alcune arterie strategiche; il ripristino della segnaletica orizzontale lungo la Strada Provinciale 153 , che collega Trebisacce ad Albidona e Alessandria del Carretto; il completamento dell’auditorium; la realizzazione di una rotatoria all’ingresso sud della città, in corrispondenza dell’incrocio tra la SP253 e Viale del Lavoro, nodo nevralgico per l’accesso allo svincolo della E90.

L’incontro si è svolto in un clima di collaborazione concreta e costruttiva, volto a rafforzare la sinergia istituzionale tra Comune e Provincia per rispondere con prontezza ed efficienza ai bisogni emergenti della comunità scolastica e dell’intero territorio. (rcs)

Sabato ad Amantea la 28esima edizione del Premio Città del Sole

Sabato 12 aprile, ad Amantea, al Cinema Teatro dei Sicoli, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Città del Sole, giunto alla 28esima edizione e promosso dal Rotary.

«Il prestigioso evento ha raggiunto la 28esima edizione comprovando che la Calabria ha delle risorse enormi sia umane che sociali. Questa edizione poi si arricchisce ancor più dalla presenza di autorevoli premiati che rafforzano quel pensiero che la nostra regione è foriera di intelligenze», ha detto Francesco Saccomanno, presidente de “La Città del Sole”.

Portano i saluti istituzionali Olinda Suriano e Pasquale Piraino, Presidenti del Rotary Club di Amantea e di E-Club Al Mantiah Calabria, oltre che del premio, Luciano Lucania, Vice presidente della “Città del Sole” e Past Governor e Vincenzo Pellegrino, sindaco della città di Amantea. Condurrà la manifestazione il noto e brillante Domenico Gareri, conduttore Rai.

Dopo una lunga verifica dei numerosi ed importanti curricula, la Commissione ha ritenuto meritevoli e verranno premiati: Manuel Arlia – Musica, Pasquale Arnone – Regista, Vincenzo Colacino – Spettacolo, Armando Esposito – Restauratore, Iole FANTOZZI – Professioni, Piero Gaeta – Magistratura, Nicolino La Gamba – Informazione, Memoria Nuccio Diamante ORDINE – Letteratura, Antonio Pujia VENEZIANO – Arte, Elena Sodano – Volontariato, Santo Strati – Editore, Debora Valente – Turismo.

I Premi Speciali sono stati assegnati a Giuseppe Albanese – Professioni, Arnaldo Caruso – Medicina, Francesco Repice – Informazione, Giuseppe Rosano – Ricerca Scientifica. Infine, ci saranno le conclusioni di Giacomo Francesco Saccomanno, Presidente de “La Città del Sole” e di Maria Pia Porcino, Governatrice del Distretto 2102 a.s. 2024-2025 del Rotary International.

«Una manifestazione che, certamente, comproverà di quanto sia importante il Rotary e le attività che svolge nel territorio», ha concluso Saccomanno. (rcs)

Giovedì a Rende il convegno “Mi mangio la terra”

Giovedì pomeriggio, a Rende, alle 17.30, all’Hotel San Francesco, si terrà il convegno dal titolo provocatorio “Mi mangio la Terra!”, un’opportunità di riflessione sulle scelte alimentari e sul loro impatto sull’ambiente.

Organizzato in collaborazione dalla Fidapa Bpw Italy (Federazione italiana donne arti professioni e affari) e da Ami (Ambiente Mare Italia), l’incontro si inserisce nella Settimana Verde, promossa da Ami, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla necessità di adottare scelte alimentari consapevoli e responsabili, fondamentali per la tutela dell’ambiente e per combattere il cambiamento climatico.

L’evento vedrà la partecipazione di esperti che affronteranno il tema della sostenibilità alimentare da diverse prospettive. Interverranno il professor Giuseppe Mendicino, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria, che approfondirà le strategie per una gestione responsabile di cibo e acqua; il dottor Pietro Leo, specialista in Malattie dell’Apparato Digerente e già primario di Gastroenterologia dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, che esplorerà l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi; e l’architetto Marisa Raffaella Gigliotti, referente delle Comunità Slow Food della Calabria e past presidente Fidapa sezione di Soverato, che discuterà dell’importanza delle Terre Alte nella protezione del territorio e nella promozione di pratiche agricole sostenibili.

La tavola rotonda sarà moderata da Elena Pistilli, presidente di Ami Cosenza-Tropea e past presidente Fidapa sezione di Cosenza, e da Lucia Nicosia, presidente in carica Fidapa sezione di Cosenza.

Elena Pistilli, presidente di Ami Cosenza-Tropea e past presidente Fidapa di Cosenza, afferma che: «Il titolo ‘Mi mangio la Terra!’ è volutamente polemico. Questo incontro ha una funzione divulgativa e mira a stimolare la riflessione, a formare cittadini consapevoli e a spingerli a un cambiamento delle loro abitudini, spesso dannose per l’ambiente, che abbiamo ricevuto in eredità e che dobbiamo restituire intatto alle future generazioni. L’associazionismo può fare molto per promuovere una corretta cultura ecologica».

Con lo slogan «Proteggi oggi ciò che appartiene al domani. La Terra è nelle nostre mani», l’obiettivo è chiaro: promuovere un cambiamento culturale attraverso l’azione collettiva. L’Ami invita la comunità a considerare il futuro del nostro pianeta come una priorità, sottolineando l’importanza di agire ora per fermare il degrado ambientale.

Lucia Nicosia, presidente Fidapa sezione di Cosenza, esprime entusiasmo per l’incontro, sottolineando come «siamo felici di celebrare il terzo anno di collaborazione con Ami, un’opportunità per unire le forze nella protezione dell’ambiente. L’evento si inserisce nel tema internazionale Fidapa Bpw Italy “Ispirare, innovare, potenziare, trasformare: insieme, plasmiamo un futuro sostenibile”».

«La Settimana Verde Ami è un impegno concreto – ha aggiunto – che va oltre gli eventi: è un momento per coinvolgere la comunità e promuovere un cambiamento culturale che possa garantire un futuro più sostenibile».

La partnership tra Fidapa e Ami ha già dato vita a numerose azioni concrete, come attività educative e laboratori, che puntano a sensibilizzare la popolazione sul tema della sostenibilità.

Il professor Giuseppe Mendicino, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente all’Università della Calabria, osserva: «Il cibo e l’acqua sono risorse fondamentali, ma devono essere gestite in modo responsabile per garantire la sostenibilità del nostro ambiente. Ogni fase della produzione alimentare ha un impatto, e dobbiamo lavorare per ridurre il consumo di queste risorse e migliorare l’efficienza dei nostri sistemi alimentari».

Il dottor Pietro Leo, specialista in Malattie dell’Apparato Digerente, aggiunge: «la produzione agricola e zootecnica impiega risorse vitali come acqua e suolo, mentre inquina con l’uso di fertilizzanti e pesticidi e contribuisce alle emissioni di gas serra, tra cui metano e CO₂. La lavorazione degli alimenti richiede energia e acqua, generando rifiuti e imballaggi, e la distribuzione comporta trasporti inquinanti e sprechi. Inoltre, il consumo domestico spesso comporta sprechi, e lo smaltimento dei rifiuti, come scarti e imballaggi, genera ulteriori inquinamenti e gas serra».

Il dottor Leo mette in evidenza il ruolo cruciale del metano, un potente gas serra che proviene in gran parte dagli allevamenti intensivi. «Gli animali, in particolare ovini e suini, producono metano durante la digestione, un gas che viene rilasciato nell’aria. Inoltre, gli escrementi di questi animali, quando accumulati in grandi quantità, fermentano e rilasciano ancora più metano».

Questo gas, più potente della CO₂ nel trattenere il calore nell’atmosfera, contribuisce in modo significativo al riscaldamento globale e agli eventi meteorologici estremi, con gravi conseguenze per la salute umana e per la natura. Il metano ha anche un effetto negativo sulla qualità dell’aria, favorendo la formazione di ozono a livello del suolo, un inquinante che aggrava i problemi respiratori e danneggia le piante. Per ridurre gli effetti del cambiamento climatico, è quindi fondamentale diminuire le emissioni di metano, in particolare da parte degli allevamenti intensivi.

L’architetto Marisa Raffaella Gigliotti, referente delle Comunità Slow Food della Calabria e past presidente Fidapa sezione di Soverato, precisa: «Le terre alte, che coprono l’80% del nostro Paese, sono spesso sottovalutate, ma offrono risorse eccezionali. La biodiversità, l’aria pulita e l’acqua che le caratterizzano sono risorse che possiamo proteggere solo attraverso pratiche agricole sostenibili. Queste terre offrono opportunità anche ai giovani, che possono riscoprire mestieri legati alla pastorizia e all’agricoltura ecologica. Slow Food promuove la gestione di questi territori, difendendo la biodiversità e favorendo lo sviluppo di pratiche agricole che rispettano l’ambiente».

L’appuntamento non è solo un invito alla riflessione, ma un invito all’azione. È un’occasione per lanciare un appello a tutti i partecipanti: è necessario adottare scelte consapevoli e responsabili nella vita quotidiana. Ogni scelta, anche quella apparentemente più piccola, può fare la differenza. Con il supporto di esperti, associazioni e istituzioni, il convegno si propone di avviare un percorso di cambiamento che parta dalla consapevolezza e arrivi a comportamenti concreti, per proteggere la Terra e garantirne la salute per le generazioni future. (rcs)

COSENZA – Si presenta il libro “Giornalisti robot?” di Domenico Talia

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18, nella Dimora Storica Giostra Vecchia, sarà presentato il libro “Giornalisti robot? – L’Ia generativa e il futuro dell’informazione” di Domenico Talia ed edito da Guerini e Associati.

L’evento, che rientra nell’ambito della rassegna LibrinComune, ideata e coordinata dalla delegata del sindaco Franz Caruso, Antonietta Cozza, è promosso in collaborazione con l’Associazione “La Giostra” APS, presieduta da Rosa Lorenzon, ed il Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza, presieduto dal giornalista Franco Rosito.

Dopo i saluti del sindaco Franz Caruso e di Rosa Lorenzon, presidente dell’Associazione di promozione sociale “La Giostra”, con l’autore dialogheranno i giornalisti Franca Ferrami, Segretario del Circolo della Stampa di Cosenza, Attilio Sabato, direttore di Ten (Teleuropa Network) e Filippo Veltri, già responsabile per lungo tempo dell’Ansa regionale. Previste alcune “incursioni” di lettura di Antonietta Cozza, consigliera delegata alla Cultura.

Con “Giornalisti robot?”, Domenico Talia offre un saggio brillante, accessibile e profondamente documentato sull’impatto dell’intelligenza artificiale generativa nel mondo del giornalismo. Il volume esplora strumenti come ChatGPT, GPT-4, Bard e altri, che stanno trasformando l’intera filiera dell’informazione, dalle redazioni alle abitudini di lettura dei cittadini. Il testo affronta temi cruciali: come funzionano i modelli linguistici generativi? In che modo l’IA viene già usata per scrivere notizie, titoli, commenti? Quali sono le nuove responsabilità etiche, i rischi di automatizzazione della disinformazione e la perdita di autorialità? Talia scrive: «I giornalisti robot non sono una fantasia futuristica, ma una realtà che sta già prendendo forma. Non si tratta di capire se cambierà il giornalismo, ma come vogliamo che cambi».

E ancora: «L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando come scriviamo le notizie, ma anche chi le scrive e perché. Le redazioni che sapranno integrare l’IA con intelligenza umana diventeranno più forti; quelle che la subiranno, rischiano di scomparire.” L’autore non si limita a segnalare pericoli, ma propone una strada: la formazione, la consapevolezza, la cultura digitale, per costruire un giornalismo capace di affrontare le sfide del futuro con spirito critico e strumenti adeguati. Il libro di Domenico Talia è impreziosito dalla prefazione di Gianni Riotta, giornalista e intellettuale di rilievo internazionale, che definisce il testo “un’opera utile, lucida, tempestiva».

Riotta scrive inoltre: «Capire l’intelligenza artificiale non è più un’opzione: è un’urgenza culturale e democratica. Questo libro ci aiuta a farlo, con rigore e intelligenza». (rcs)

Gli studenti della 3H dell’IC Lauropoli-Sibari-Cassano incontrano Claudio Dionesalvi

Ci sono giornate che si scolpiscono nella memoria, esperienze capaci di lasciare un segno profondo nel cuore degli studenti, degli insegnanti e persino degli ospiti. È accaduto nella classe 3H dell’Istituto Comprensivo Lauropoli – Sibari – Cassano all’Ionio, dove si è svolto un incontro speciale con lo scrittore, educatore e attivista Claudio Dionesalvi, autore del libro Lettere minuscole, ma prima ancora uomo di territorio, impegnato da anni nella promozione culturale e sociale nella zona di Cassano all’Ionio.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla professoressa Pasqualina Addino, ha preso forma grazie anche alla collaborazione attiva delle professoresse Maria Braile e Pasqualina Tortorello, da sempre attente alla crescita umana e culturale degli studenti. L’incontro con Claudio Dionesalvi ha rappresentato molto più di una semplice attività didattica: è stato un vero e proprio atto di apertura verso l’ascolto, la comprensione e il senso civico.

Conosciuto non solo per la sua produzione letteraria, ma soprattutto per il suo costante impegno sul campo, Claudio Dionesalvi da anni lavora a stretto contatto con famiglie in difficoltà, minori a rischio, realtà sociali marginalizzate. Attraverso laboratori di scrittura, incontri nei quartieri più fragili, attività educative e culturali rivolte ai giovani, Dionesalvi porta avanti un’idea di cultura come strumento di riscatto, dialogo e partecipazione. A Cassano all’Ionio è diventato un punto di riferimento per chi crede che la scuola, la letteratura e il senso di comunità possano camminare insieme.

La classe 3H ha accolto l’autore con entusiasmo e curiosità. L’incontro ha dato vita a una narrazione corale, fatta non solo di parole scritte, ma anche di immagini, video, cortometraggi e racconti veri. I ragazzi hanno ascoltato, osservato, riflettuto, coinvolti in un’esperienza intensa e profondamente formativa. Le storie narrate da Claudio Dionesalvi – storie locali, storie dimenticate, storie di resistenza – hanno aperto spazi di discussione e confronto, rendendo la lezione viva e autentica.

«Non abbiamo nelle nostre classi grandi lettori. A volte, non abbiamo nemmeno lettori,” raccontano le docenti. “Ma abbiamo ragazzi con storie forti, ragazzi che vivono vite difficili, spesso fuori dalle parole scritte. Per questo leggiamo con loro e per loro. Leggiamo ad alta voce, insieme. Perché la lettura condivisa è un gesto democratico, un’occasione per includere chi si sente ai margini, per far nascere domande, per accendere pensieri».

Grazie al supporto tecnico del prof. Giuseppe Emmanuele, l’incontro si è arricchito di contributi multimediali che hanno reso ancora più coinvolgente il confronto. Il clima in aula è stato partecipato, emozionante. I ragazzi sono usciti dalla lezione più consapevoli del valore della conoscenza, della memoria e della partecipazione.

Presto, Claudio Dionesalvi riceverà la cittadinanza onoraria del Comune di Cassano all’Ionio, insieme al cantautore Dario Brunori. Un riconoscimento che premia un impegno autentico e costante verso la comunità. E proprio questo spirito, fatto di vicinanza, ascolto e responsabilità, ha attraversato ogni istante dell’incontro con la 3H.

«Anche noi oggi abbiamo imparato da loro», ha affermato Dionesalvi al termine dell’incontro, riconoscendo nel dialogo con i giovani un’occasione di crescita reciproca. Per i ragazzi, è stata una lezione diversa, speciale. Hanno capito che per essere buoni cittadini bisogna essere liberi, critici, inclusivi, capaci di interrogarsi. Che bisogna conoscere il passato per non ripeterne gli errori. E soprattutto, che la cultura è un bene comune, un ponte verso il futuro. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – Al via il Pollicino Book Fest

Prende il via lunedì 7 aprile, a Castrovilari, il Pollicino Book Fest, il festival dedicato alla letteratura con la direzione artistica di Alessandra Stabile e con la consulenza di Beniamino Sidoti.

Fino al 12 aprile la città accoglierà autori, illustratori, esperti di divulgazione e appassionati di libri, in un calendario ricco di incontri, laboratori e spettacoli all’insegna del tema “Contiamo di giocare!”, che intreccia narrazione, matematica e scienza in un percorso sorprendente e coinvolgente. Eccoli gli ospiti che animeranno le giornate di Pollicino: Giuditta Campello, Sergio Olivotti, Alice Coppini, Giuliana Facchini, Andrea Vico, Beniamino Sidoti, Marco Erba, Anna Cerasoli, Andrea Scoppetta e il Prof. Francesco Calimeri del CNR.

«Pollicino Book Fest rappresenta un’opportunità straordinaria per la nostra comunità: un festival che fa della cultura un motore di crescita e condivisione per grandi e piccoli – ha dichiarato Domenico Lo Polito, Sindaco di Castrovillari –. Siamo orgogliosi di ospitare questa manifestazione che porta in città voci autorevoli del mondo della letteratura e della divulgazione, regalando a studenti e famiglie un’esperienza indimenticabile».

Il festival conferma la sua vocazione giocosa e fiabesca, seguendo il cammino di Pollicino e lasciando dietro di sé tracce di divertimento, allegria e curiosità. Il manifesto di questa edizione porta la firma di Sergio Olivotti, che ha saputo tradurre in immagini il cuore pulsante di Pollicino 2025: un festival giocoso, ironico, pazzo, fresco e divertente, pronto a sorprendere e a lasciare il segno.

Si parte lunedì con Anna Cerasoli, autrice esperta di divulgazione matematica, che accompagnerà gli studenti in un viaggio alla scoperta dei numeri come linguaggio universale e strumento di pace. Il primo incontro si terrà alle 9:30 al Castello Aragonese, seguito da un secondo appuntamento alle 11:00 nel Chiostro San Bernardino a Morano Calabro e infine terrà una formazione destinata agli insegnanti, alle 18:00, presso la libreria La freccia azzurra, sugli aspetti innovativi dell’insegnamento della matematica.

Nel corso della giornata, Marco Erba, scrittore e insegnante, racconterà ai giovani delle scuole secondarie il suo romanzo Il male che hai dentro (Rizzoli) alle 10:30 presso il Teatro Vittoria e nel pomeriggio guiderà un incontro con docenti e studenti partendo dal nuovissimo Amore Nero (Rizzoli) alla libreria La freccia azzurra alle 16:30, sul valore della letteratura come strumento di comprensione del presente.

Martedì 8 aprile, sarà la volta di Giuditta Campello e Claudio Cornelli, che porteranno in scena letture animate, simpatia e musica, in un doppio appuntamento mattutino al Teatro Vittoria e in un terzo incontro pomeridiano alla Gelateria Capani. Diverse saranno le attività che vedranno protagonista Alice Coppini, illustratrice e autrice, che incontrerà gli alunni appassionati di graphic novel e libri illustrati umoristici al Castello Aragonese e al Teatro Vittoria, mentre alla libreria La freccia azzurra condurrà un laboratorio alla scoperta della capacità espressiva e narrativa del disegno sequenziale. In serata, grande attesa per lo spettacolo C’era una volta… Pollicino!, con Giuditta Campello, Claudio Cornelli e Alice Coppini, in programma alle 19:00 al Teatro Vittoria. Un appuntamento da non perdere per famiglie e appassionati di storie che si presenta in un nuovo format, per la prima volta con i disegni dal vivo di Alice Coppini.

Mercoledì 9 aprile, l’attenzione si sposterà sulla narrativa per ragazzi con l’affermata scrittrice Giuliana Facchini, che presenterà i suoi romanzi agli studenti delle scuole secondarie nel Teatro Sybaris a partire dalle 9:30, mentre alle 18:00 alla libreria La freccia azzurra racconterà la sua positiva esperienza sulla conduzione di gruppi di lettura per ragazzi. Il fumettista Andrea Scoppetta e il docente dell’Università di Calabria Francesco Calimeri tratteranno un tema attualissimo e pieno di sfaccettature: l’intelligenza artificiale. Nel pomeriggio, lo scrittore, giornalista ed esperto di giochi Beniamino Sidoti guiderà un laboratorio aperto a educatori e insegnanti, Giocando si impara, presso la libreria La freccia azzurra, alle 16:30.

Giovedì 10 aprile sarà la volta di Andrea Vico, divulgatore scientifico, giornalista e autore di libri che rendono la scienza accessibile e appassionante per i più giovani. Il suo laboratorio interattivo Di cosa è fatto il mondo? accompagnerà gli studenti delle scuole secondarie in un viaggio affascinante attraverso la chimica e la fisica, a partire dalla collana Enciclopedia delle 15 domande (Il Castoro). L’appuntamento è alle 10:30 all’istituto “Erodoto di Thurii” a Cassano All’Ionio e replicherà la mattina del venerdì al Castello Aragonese. Nel pomeriggio, Vico sarà alla libreria La freccia azzurra per un laboratorio interattivo dedicato al metodo scientifico e alla curiosità che guida la ricerca. Ancora, alle 18:00, alla Sala Consiliare Palazzo di Città, inviterà la cittadinanza a compiere un viaggio in una giornata qualunque per interrogarsi e capire qual è la propria impronta ecologica.

Venerdì 11 aprile, sarà la giornata di Sergio Olivotti, illustratore, scrittore e docente, nonché autore del manifesto ufficiale di Pollicino Book Fest 2025. Olivotti, noto per il suo stile ironico e visionario, condurrà una serie di incontri che esplorano la creatività e il gioco. Il primo appuntamento sarà alle 10:30 presso il Teatro Vittoria, con una lezione-performance dal titolo Favolosofia, che mescola teatro delle ombre, disegno dal vivo e lettura teatralizzata. Nel pomeriggio, alle 17:00 presso EMI’s Bakery, terrà un secondo incontro dal titolo Ma le idee da dove arrivano?, dedicato a Creativologia (Sabir ed.), un saggio che analizza il processo creativo con leggerezza e profondità, per addentrarsi nei meccanismi dell’immaginazione e della progettazione artistica. L’evento serale, destinato alle famiglie, è in programma alle 19:00 sempre presso EMI’s Bakery, una versione sotto le stelle di Favolosofia. Sabato 12 aprile, gran finale per il festival con un evento speciale: La fabbrica degli arcobaleni, un laboratorio creativo aperto a tutte le età, in cui i partecipanti costruiranno la propria macchina della felicità ispirandosi al libro La stagione degli arcobaleni (Terre di Mezzo ed.). Un’occasione per salutare Pollicino Book Fest con fantasia, colore e spirito di partecipazione. (rcs)

MENDICINO (CS) – È nata la prima Casetta del Libro

A Piazza Duomo di Mendicino è nata la prima Casetta del Libro, grazie all’iniziativa dell’Associazione Prometeus.

Si tratta di un luogo di scambio libero: chiunque potrà prendere un libro, leggerlo, tenerlo o riportarlo, e potrà lasciarne un altro per arricchire la piccola biblioteca urbana. Un modo concreto per avvicinare le persone alla lettura ma, soprattutto, per costruire un circuito virtuoso di scambio di storie, emozioni, conoscenze.

«Può sembrare una cosa scontata, ma non lo è affatto – scrive Prometeus in uno dei post con cui ha annunciato l’iniziativa –. Per noi è un piccolo grande passo verso una comunità più attenta, più curiosa, più viva. Leggere è importante. È indispensabile. Ma scambiarsi libri lo è ancora di più: perché un libro che passa di mano in mano fa crescere tutti».
Questa frase racchiude l’essenza del progetto: non solo promuovere la lettura, ma trasformare ogni libro in un ponte tra le persone, in una possibilità di dialogo e confronto, in un gesto gratuito e collettivo che rafforza il senso di appartenenza a una comunità.
L’idea si inserisce in una più ampia visione di promozione culturale e cittadinanza attiva. La Casetta del Libro non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza: un invito rivolto a istituzioni, scuole, associazioni e cittadini affinché questa pratica si diffonda e venga replicata in altri luoghi strategici del paese, come piazze, parchi, fermate dei bus, sedi scolastiche e centri di aggregazione.
«Con grande gioia, Prometeus regala alla nostra comunità la prima Casetta del Libro nella storia di Mendicino – si legge ancora nel comunicato –. Ogni libro donato sarà un tassello in più per rendere Mendicino un posto ancora più ricco di sapere e passione per la lettura. Vi invitiamo a prenderne uno, a lasciare il vostro preferito, e a far crescere insieme questa bellissima iniziativa».
In un’epoca di connessioni virtuali, la Casetta del Libro torna a proporre una relazione autentica con la cultura: manuale, libera, accessibile. Un’azione tanto piccola quanto rivoluzionaria, che parla di speranza, di cura, di futuro.
La cultura – quando è condivisa – può trasformare i territori. E Mendicino, grazie a Prometeus, comincia oggi un nuovo cammino che ha il profumo della carta, il suono delle parole e il calore delle storie. (rcs)

LAINO BORGO – Il 18 aprile in scena La Giudaica

Il 18 aprile, a Laino Borso, andrà in scena La Giudaica, un evento unico che, ogni due anni, durante il Venerdì Santo, trasforma le stradine del paese in un palcoscenico a cielo aperto, dove la comunità si unisce per mettere in scena il processo, la crocifissione e la morte di Gesù.

La Giudaica non è solo un evento, è una maratona emotiva e culturale che dura oltre cinque ore, coinvolgendo ogni angolo del borgo e chiunque vi abiti.

La Giudaica affonda le sue radici in un antico testo seicentesco che descrive con precisione ogni momento del processo e della Passione di Cristo. Con un totale di 19 scene, questa rappresentazione non lascia nulla al caso: dal tradimento di Giuda all’Ultima Cena, dall’arresto al processo, fino alla Crocifissione e alla deposizione di Cristo.
Il copione non è mai cambiato, e ogni parola è recitata con la massima devozione, quasi fosse un rituale sacro tramandato di generazione in generazione. Ma ciò che rende tutto più speciale è la partecipazione della comunità: ognuno ha un ruolo, dai figuranti che indossano costumi storici ai volontari che preparano il borgo per l’evento.
Immagina le stradine di un antico borgo calabrese che si animano di figure bibliche. La Giudaica è una vera e propria forma di teatro itinerante: ogni scena si svolge in un punto diverso del paese, trasformando piazze, vicoli e angoli nascosti in capitoli di una storia che tutti conosciamo, ma che qui prende vita in un modo unico.
La giornata comincia all’alba, con la scena dell’Ultima Cena, dove Gesù chiede a Pietro e Giovanni di preparare tutto per il grande incontro. Da lì, i figuranti si muovono lungo un percorso che attraversa il borgo, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza che è insieme spettacolo e riflessione spirituale.
La 19ª scena, quella della deposizione del Cristo, è forse la più intensa: un momento di silenzio e commozione che riporta tutti al cuore della Pasqua cristiana.
Ciò che rende la Giudaica di Laino Borgo così speciale è il coinvolgimento totale della comunità. Che tu sia un attore, un costumista o semplicemente uno spettatore, questa rappresentazione ti avvolge e ti emoziona. I mesi di preparazione non sono solo un lavoro collettivo: sono un’occasione per rafforzare i legami tra gli abitanti e mantenere viva una tradizione che è tanto religiosa quanto sociale.
Per chi assiste, è impossibile non lasciarsi catturare dalla dedizione di chi recita, dall’atmosfera solenne e dal suggestivo sfondo del borgo calabrese.
La Giudaica non è solo un evento per i fedeli, è un’esperienza unica per chi ama la storia, la cultura e il teatro.
È un’occasione per scoprire un piccolo angolo di Calabria, immergersi in un’atmosfera d’altri tempi e riflettere sul significato della Pasqua, il tutto mentre si esplora uno dei borghi più suggestivi del Sud Italia. (rcs)

Al Museo di Cariati i laboratori sugli oggetti etnografici

Al Museo Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati si è svolto il laboratorio didattico “E le cose raccontano…” con e sugli oggetti etnografici della tradizione contadina e marinara, rivolto agli alunni delle classi quarte delle primarie Di Napoli, Vittorio Emanuele e Faggiano del locale Istituto Comprensivo.

Il laboratorio, curato dalla direttrice del Museo Assunta Scorpiniti e tenuto dalla stessa in vari turni, con la collaborazione degli operatori museali, e nel primo turno di Teresa Fortino, appassionata di antiche tradizioni, è stato realizzato in co-progettazione con le docenti delle classi interessate, impegnate nel progetto “Cariati delle meraviglie. Educazione al Patrimonio Culturale”; il laboratorio, inoltre, è parte integrante del programma museale 2024-2025 dedicato alle scuole, basato sulla comune funzione educativa e sul dialogo ormai consolidato con l’Istituto Comprensivo e il locale Istituto di Istruzione Superiore. 

Il museo, spiega la direttrice Scorpiniti, ha tra le sue peculiarità quella di essere un luogo di apprendimento, inclusivo e di scoperta, dove vivere insieme esperienze stimolanti per la formazione e la crescita; in tale prospettiva, numerose e variegate sono state finora le attività laboratoriali proposte e condivise con le scuole (dal riciclo artistico, alle “storie di vita di mare”, alle fiabe… e poi su “reti e nodi marinareschi”, composizioni floreali sostenibili, arte vasaia, tessitura al telaio…). 

L’ultimo laboratorio sugli oggetti etnografici, che costituiscono il patrimonio materiale di un museo come quello di Cariati, ha avuto specifiche finalità formative, in quanto si tratta “di oggetti preziosi per il loro valore testimoniale, più che materiale; raccontano storie, sapienze, percorsi umani, pratiche di comunità”. Dare ai ragazzi l’opportunità di conoscerli oltre l’esposizione, sperimentando la loro funzione d’uso vuol dire “farli rivivere con il mondo al quale sono appartenuti, quindi nel loro valore culturale e identitario”. 

Durante le mattinate al Museo, dopo la presentazione degli oggetti, sperimentare antichi gesti,  abituali per bambini, ragazzi, uomini e donne del recente passato, ha fatto esplodere l’entusiasmo degli alunni partecipanti; con gioia e meraviglia hanno imparato a frantumare grano e sale a pietra, a dipanare la matassa di filo con l’arcolaio (“a nìmula”), a simulare il lavaggio dei panni con “u stricatùru” e il sapone fatto in casa, e poi a stirare con il ferro a carbone; a usare un antico macinino da caffè, a portare “u panàru” in equilibrio sulla testa con la “curunedda”, a piantumare i “vurvìni” col piantatoio in legno, a cucire le reti da pesca, ricostruire il passaggio per la fabbricazione dei piombi, a vedere accendere una lucerna a olio, e  tante altre cose. 

E hanno dimostrato ancora una volta, com’è accaduto per gli altri laboratori, che non sono solo gli oggetti tecnologici a interessarli, come comunemente si crede, ma anche gesti e oggetti antichi e semplici, quanto ricchi di significato. (rcs)