SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Torna il primario di Medicina

Dopo cinque anni, il Reparto di Medicina dell’Ospedale civile di San Giovanni in Fiore ha di nuovo il suo direttore: ha preso, infatti, servizio il dottore Vitaliano Spagnuolo, nominato Primario a seguito di apposito concorso. 

A darne notizia è l’Assessore comunale alla Salute, Claudia Loria, che esprime grande soddisfazione per «un traguardo atteso da tempo e finalmente raggiunto, a conferma dell’impegno concreto dell’Amministrazione guidata dalla Sindaca Rosaria Succurro nella difesa della sanità pubblica e nella valorizzazione dell’ospedale di San Giovanni in Fiore». 

«La presenza del Primario Spagnuolo – aggiunge l’assessore Loria – segna un balzo in avanti nel percorso di rafforzamento dell’organico e dei servizi ospedalieri, reso possibile anche grazie alla determinazione del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e alla disponibilità del Direttore Generale dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano». 

Negli ultimi mesi, il Presidio sanitario di San Giovanni in Fiore ha visto un innegabile e visibile miglioramento: dall’arrivo dei medici cubani per rafforzare il Pronto soccorso e il Reparto di Medicina, all’attivazione dell’Elisoccorso; dal lavoro straordinario del dermatologo Pietro Morrone, con oltre 200 interventi eseguiti, alla presenza stabile del gastroenterologo, fino al potenziamento della Radiologia. 

«Questi risultati – conclude l’assessore Loria – dimostrano che, quando si lavora in sinergia tra istituzioni, la sanità può e deve tornare a essere un diritto garantito anche nei territori interni e montani come il nostro». (rcs)

Presentata l’Unical Festa

È stata presentata, nel Foyer del Teatro Auditorium Unical, l’edizione 2025 di Unical Festa, il grande cartellone di eventi promosso dall’Università della Calabria per valorizzare il ruolo sociale del campus come centro di aggregazione, crescita culturale e responsabilità civica.

Un programma ricco di concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, contest creativi e incontri culturali, pensato per coinvolgere l’intera comunità universitaria e il territorio. Tornano gli Unical Games, l’attesa sezione dedicata allo sport e ai giochi tradizionali che fino all’11 luglio vedrà la partecipazione di oltre 760 concorrenti impegnati in tornei e attività ludico-sportive. Sempre nell’ambito di Unical Festa si svolgeranno le iniziative del progetto Il Ministero della Salute e l’Università al servizio della società  per la sensibilizzazione di studenti, docenti, personale universitario e cittadini calabresi alla donazione del sangue.

La conferenza stampa, condotta da Fabio Vincenzi, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali del mondo accademico e sanitario. Sono intervenuti Francesco Raniolo, prorettore al Centro Residenziale; Sebastiano Andò, professore emerito di Patologia generale; Mario Maggiolini, presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia TD; Vincenzo Pezzi, direttore del Dipartimento di farmacia e scienze della salute e della nutrizione; Mario Florio, presidente di Avis Rende; Giuseppe Piero Guido e Giuseppe Pellegrino, delegati del Rettore per lo Sport e referenti di Unical Games.

Tra gli eventi più attesi spicca il concerto di Stefano Bollani Quintet che il 18 luglio chiuderà il cartellone di Unical Festa all’Anfiteatro all’aperto di piazza Vermicelli. Il celebre pianista salirà sul palco con un ensemble d’eccezione composto da Jeff Ballard, Larry Grenadier, Vincent Peirani e Mauro Refosco, regalando al pubblico un’esperienza musicale di altissimo livello.

Accanto a questo appuntamento imperdibile, il cartellone proporrà numerosi altri eventi culturali e di spettacolo. Il 4 luglio sarà la volta del concerto di Dardust, che presenterà il suo nuovo tour “Urban Impressionism 2025” sempre nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Unical. La serata del 10 luglio vedrà protagonista il Coro popup 33 giri, con un’esibizione dedicata alla tradizione musicale popolare, seguita dal live della cantautrice Lina Simons.

Non mancheranno momenti dedicati allo sport e al racconto olimpico: il 14 luglio il Cus (Centro Universitario Sportivo) ospiterà l’esibizione di tennis con la campionessa Raffaella Reggi, mentre il 15 luglio al Teatro Auditorium Unical andrà in scena lo spettacolo di Federico Buffa “Storie dalle Olimpiadi”. Il 17 luglio, infine, il Cinema Campus accoglierà la proiezione del docufilm “Le dee di Olimpia”, con la partecipazione straordinaria della campionessa olimpica Josefa Idem e del giornalista Francesco Gallo.

Tutti gli eventi presenti nel cartellone di Unical Festa sono ad ingresso gratuito. Fanno eccezione solo i concerti di Dardust e Stefano Bollani, per il quale gli studenti possono comunque usufruire di uno sconto del 25% sui posti in gradinata.

Sono già partite le competizioni di Unical Games che si disputeranno presso gli impianti del CUS. Sono in programma tornei di sei sport (calcio a 7, pallavolo, basket 3vs3, tennis, corsa e nuoto) e tre giochi (tiro alla fune, calcio balilla e corsa con i sacchi). Da non perdere la finale del torneo di calcio a 7 prevista per l’11 luglio, con la radiocronaca a cura di Francesco Repice, voce nota della Rai.

Previsti anche seminari tecnici, tra cui il 18 giugno l’approfondimento sul rapporto tra sport e intelligenza artificiale con l’arbitro internazionale Gianluca Aureliano, e due momenti dedicati alla cultura paralimpica in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, previsti per il 18 giugno e il 3 luglio.

Questi eventi culturali e sportivi non solo rappresentano un momento di aggregazione e divertimento, ma sostengono anche il progetto “Il Ministero della Salute e l’Università al servizio della società: un progetto di comunicazione sulla cultura della donazione del sangue e dei suoi componenti negli atenei italiani”, promosso nell’ambito dell’Accordo di collaborazione siglato dal Ministero della Salute e dalla Sapienza Università di Roma, in rappresentanza della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che vedrà la partecipazione di altri atenei tra cui l’Università della Calabria, oltre ad istituzioni e associazioni del territorio. L’iniziativa vuole sensibilizzare la comunità accademica e il territorio sull’importanza della cultura della donazione ed è realizzata in collaborazione con l’Avis, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza e altre realtà sanitarie e accademiche.

L’Università della Calabria si conferma così un punto di riferimento per la costruzione di una comunità accogliente, sana e attenta al bene collettivo, in cui formazione, cultura e cittadinanza attiva si fondono in un percorso condiviso. (rcs)

A Cosenza riconosciuta per la prima volta una bimba nata da pma

Il Comune di Cosenza ha riconosciuto, come figlia di entrambe le madri, quella biologica e quella intenzionale, una bimba, nata nel 2023, a seguito di un percorso di procreazione medicalmente assistita.

«Cosenza è una città che si adegua ai tempi e che ha una visione progressista della propria attività», ha detto il sindaco Franz Caruso al termine della breve cerimonia, avvenuta davanti all’Ufficiale di Stato civile delegata, Lorella Gallo, presente anche la Dirigente del Settore Anagrafe e dei servizi demografici del Comune, Alessia Loise.

Il riconoscimento non era stato possibile prima d’ora, in quanto la legge italiana (legge n. 40 del 2004) riconosceva come madre legale solo la donna partoriente, negando ogni diritto alla madre intenzionale, costringendola – nella migliore delle ipotesi – a intraprendere il complesso e lungo percorso dell’adozione in casi particolari.

A rivoluzionare la delicata materia, un recente pronunciamento della Corte Costituzionale che, con la sentenza n.68 del 22 maggio scorso, ha consentito alle due signore, residenti a Cosenza, Maria e Medina, di riconoscere la bimba, nata dal progetto omogenitoriale di procreazione medicalmente assistita, come figlia di entrambe le madri.

«Non abbiamo potuto riconoscere prima questo diritto alle due mamme – ha detto il Sindaco Franz Caruso – perché mancava una norma di riferimento. Norma che ancora non c’è, perché la Consulta è intervenuta per riconoscere quello che è, secondo noi, il diritto delle due mamme, quella biologica e quella intenzionale, di iscrivere nei registri dell’anagrafe questa nuova situazione».

«La Consulta – ha aggiunto – si è pronunciata poco tempo fa su questo aspetto che oggi è legge e quindi noi immediatamente, senza neanche aspettare indirizzi interpretativi o comunicazioni da parte di organi che hanno anche una capacità interpretativa di questa evoluzione giurisprudenziale, abbiamo applicato la norma».

«Per cui oggi – ha spiegato Franz Caruso – abbiamo sottoscritto il primo atto di riconoscimento della doppia maternità nel nostro Comune, in conseguenza di una volontà che già avevamo espresso e che adesso ha trovato conferma in questa decisione della Corte Costituzionale».

L’Amministrazione comunale ha compiuto, in altri termini, un passo significativo ed ha scritto una pagina importante, anche perché qualche tempo fa le due signore, Medina e Maria, si erano unite civilmente, proprio al Comune di Cosenza e nel 2023 era nata questa bellissima bimba. Inizialmente, la norma non aveva consentito di soddisfare la richiesta delle due madri, la biologica e quella intenzionale, che oggi la Corte Costituzionale ha, invece, legittimato. L

e due madri hanno, pertanto, sottoscritto, davanti all’Ufficiale di stato civile, l’atto con il quale è stata annotata nel certificato di nascita della bimba anche l’identità della madre intenzionale. Alla fine della breve formalità è partito l’applauso del salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, con i relativi auguri alle due mamme. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato delle due mamme, Francesca Maria Colistra che sta continuando a battersi anche per il riconoscimento del doppio cognome.

«Oggi, attraverso questo dettato costituzionale il Comune di Cosenza ha recepito legittimamente questo orientamento di grande civiltà, dando modo alle signore di modificare l’atto di nascita già compilato ed esistente negli archivi, annotando il cognome della madre intenzionale. Il riconoscimento della madre intenzionale – ha aggiunto Colistra – è un riconoscimento di diritti in ogni ambito, compresi quelli successori».

«Purtroppo la strada è ancora lunga –  ha concluso – per il riconoscimento del doppio cognome, in quanto, nonostante l’attestazione e l’annotazione nel certificato di nascita dell’identità della madre intenzionale, non è così automatico che si passi al riconoscimento del cognome. Ancora i comuni si stanno adeguando e quindi speriamo che a breve ci possa essere un automatismo tra il riconoscimento e l’annotazione della madre intenzionale ed il riconoscimento del doppio cognome che è interesse e desiderio delle signore ottenere». (rcs)

LONGOBUCCO (CS) – Successo per la tappa di Transumando

È stata una giornata all’insegna della natura, dei pastori e delle tradizioni, la seconda tappa di Transumando, il progetto ideato dal Gal Sila per promuovere le antiche vie della transumanza e i territori rurali della Calabria e svoltosi a La Fossiata, nel comune di Longobucco.

La tappa, dunque, ha offerto un’esperienza immersiva tra natura, cultura e sapori autentici. La giornata si è aperta con un’escursione guidata a cura delle Guide ufficiali del Parco Nazionale della Sila, che hanno condotto i partecipanti lungo i sentieri di Santa Varvara, illustrando la ricchezza di biodiversità e gli ecosistemi dell’altopiano silano.

Protagonisti indiscussi dell’evento sono stati i pastori transumanti e le loro mandrie, veri e propri custodi di una cultura che ancora oggi lega l’uomo alla montagna e al ritmo lento della natura. Le mandrie, stazionate nei pressi dell’area picnic, hanno attirato l’attenzione di adulti e bambini, offrendo uno spaccato autentico della vita pastorale.

Grande spazio all’enogastronomia locale nell’area ristoro dove i Pastori Custodi hanno deliziato i presenti con una selezione di eccellenze silane: formaggi freschi, mozzarelle filate al momento, caciocavallo, salumi e il caratteristico hamburger di podolica, per un pranzo che ha trasformato la transumanza in un viaggio sensoriale nei sapori della Sila. Un’atmosfera autentica resa unica dalla dai “I Cantori della Transumanza”, che con i loro canti popolari hanno animato la giornata.

«La tappa de La Fossiata, insieme alle prossime del Cerviolo e di Camigliatello – ha dichiarato soddisfatto Antonio Candalise, presidente del Gal Sila – rappresentano un’occasione significativa per promuovere e per valorizzare i percorsi di turismo lento, sostenibile e comunitario immersi nella splendida natura del Parco Nazionale della Sila».

Sulla stessa scia Francesco De Vuono, direttore del Gal Sila: «I partecipanti di oggi hanno capito i motivi che hanno portato l’Unesco ad inserire la transumanza all’interno del patrimonio immateriale dell’umanità. Non solo un percorso millenario, ma un rito condiviso tra i pastori che non resta chiuso, ma si apre al mondo oggi come esperienza per grandi e piccini»

Il prossimo appuntamento con Transumando 2025 è fissato per domenica 22 giugno a Longobucco, in località Cerviolo, per una nuova giornata di immersione nella storia rurale e montana della Sila. (rcs)

Siglato protocollo per “Il pastore custode del Parco Nazionale della Sila”

Nella sede del Parco Nazionale della Sila, è stato firmato il protocollo d’intesa per organizzare la quarta edizione di “Il Pastore Custode del Parco Nazionale della Sila – 2025”.
L’iniziativa mira a valorizzare il ruolo dei pastori come guardiani del territorio, impegnati nella prevenzione degli incendi boschivi e nella tutela dell’ambiente.

Oltre a questo importante compito, il progetto punta a conservare le antiche tradizioni pastorali e a promuovere i prodotti tipici della Sila, seguendo un modello di sviluppo sostenibile che mette al centro la biodiversità, la cura del paesaggio e la trasmissione del sapere alle nuove generazioni.

Previste tante attività, tra cui laboratori didattici, percorsi del gusto, incontri con i pastori e momenti di approfondimento culturale e scientifico.

«Il Pastore Custode del Parco della Sila è ormai un punto di riferimento per la cultura ambientale e pastorale – ha dichiarato l’architetto Ilario Treccosti, Direttore del Parco –. I pastori sono una risorsa preziosa nella difesa del territorio e delle nostre radici».

Anche il Presidente del Gal Kroton, Natale Carvello, ha sottolineato l’importanza dell’accordo: «Questo protocollo rafforza un’alleanza tra le aree interne, montane e costiere. La pastorizia resta un presidio fondamentale per la nostra cultura e per la vita delle comunità locali». (rcs)

Tarsia aderisce alla Carta degli Oli

Tarsia ha aderito al progetto Carta degli Oli, consapevole di come questa possa essere una grande opportunità per i ristoratori locali e per l’intera filiera olivicola della Media Valle Crati. Lo ha reso noto il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, sottolineando la rilevanza di questa nuova iniziativa voluta e cercata dallEsecutivo civico.

«Dobbiamo puntare alla qualità  – ha sottolineato – promuovendo al meglio la nostra offerta gastronomica che rappresenta uno dei must della nostra eccellenza produttiva. Siamo convinti, infatti, che l’olio non è soltanto un alimento dal valore nutraceutico fondamentale e salutare ma anche attrattore turistico, culturale ed identitario del territorio».

L’adesione a Carta degli Oli offre un’opportunità unica ai ristoranti delle Città dell’Olio. Questo progetto è stato ideato per valorizzare e promuovere l’Olio evo di alta qualità, un pilastro della nostra gastronomia. Con un contributo di soli 150 Euro, i ristoratori potranno avviare un percorso nel mondo dell’olio d’eccellenza, ricevendo un pacchetto completo che include 24 bottiglie di Olio evo (da 100 ml ciascuna), una selezione pregiata da aziende premiate al Concorso Ercole Olivario, e un corso online di formazione base per assaggiatori, tenuto dalla Fondazione Evoo School di Unaprol. Avranno inoltre accesso a una guida e assistenza per l’App Carta degli Oli, uno strumento intuitivo per creare una vetrina digitale dedicata al loro Olio evo.

«Siamo convinti – ha detto i primo cittadino – che investire in progetti come la Carta degli Oli porterà i nostri operatori enogastronomici ad ambire una clientela più ampia e sicuramente selezionata, tutto questo con ricadute economiche positive che riguarderanno tutta la filiera».

«Limpegno e, allo stesso tempo, la sfida dellAmministrazione comunale – ha sottolineato – è quello di puntare tutto su questo strumento. Il resto dovranno farlo lingegno e la capacità dei nostri ristoratori. Entrare in questa grande rete di eccellenza tra produttori e consumatori ci permette di valorizzare ulteriormente il nostro patrimonio olivicolo e di posizionare Tarsia in un contesto di pregio e riconoscimento a livello nazionale.

SANTA MARIA DEL CEDRO (CS) – Sabato al via “Arena in Festa”

Sabato, a Santa Maria del Cedro, prende il via “Arena in Festa”, una rassegna di eventi che animeranno per tutto il mese di giugno lArena dei Giardini, sul Lungomare Giorgio Perlasca. Una vera e propria festa collettiva pensata per residenti e turisti, tra musica dal vivo, spettacoli comici, danza e intrattenimento.

Il programma si apre, alle 22, con latteso show di Marco Cristi, uno dei più talentuosi monologhisti del cabaret napoletano. Ogni sabato (7, 14 e 28 giugno) sarà, inoltre, protagonista Radio Chimera, con serate che inizieranno alle ore 21:00 con musica dal vivo, proseguendo alle 22:00 con spazio al cabaret e chiudendo con una disco night a ritmo dei più grandi successi degli anni 80, 90 e 2000.

Il 14 giugno sarà la volta del travolgente Diego Sanchez con il suo One Man Show”, che mescola musica, danza, cabaret e tanto divertimento. Anche in questo caso, lo spettacolo inizierà alle ore 22:00.

Domenica 22 giugno, alle 21, i riflettori si accenderanno sui giovani talenti dellAccademia Lifenergy Extreme con un saggio di danza allinsegna dellenergia e della passione, con un messaggio per la pace.

La manifestazione si concluderà per il mese di giugno sabato 28, con il Jury Monaco Show: lattore e autore teatrale, noto per le sue commedie brillanti, porterà in scena uno spettacolo che promette di far sorridere e riflettere.

CORIGLIANO ROSSANO – Con il modello di Riace si chiude Patir

È con il modello di Riace, ormai riconosciuto in tutto il mondo e con la consegna del Premio Patìr Giorgio Leone a Mimmo Lucano, quattro volte sindaco della cittadina in provincia di Reggio Calabria e oggi euro-parlamentare, che è stata archiviata la quarta edizione 2025 di Patìr Open Lab ispirata al tema percorsi per la pace e luoghi dello spirito.

E quella di Lucano è una delle tante e diverse declinazioni di pace che l’evento ha dato modo di sperimentare attraverso il trinomio patrimonio, comunità e visioni.

Intervistato dal giornalista de la Repubblica e scrittore Giuseppe Smorto, Lucano ha ricevuto il Premio dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi e da Rita Leone, sorella del compianto Giorgio Leone, unitamente ai Consiglieri di Rossano Purpurea.

«Il Premio Patìr Giorgio Leone – ha sottolineato Rita Leone, sorella del compianto storico dell’arte, dicendosi onorata di consegnare il riconoscimento a Mimmo Lucano per il suo esempio concreto di accoglienza e per aver restituito dignità a chi non ne aveva più – nasce per celebrare i pilastri imprescindibili della cultura e della pace, anime gemelle che non possono fare a meno l’una dell’altra».

«Non può esserci pace senza cultura e viceversa. Con questo premio – ha aggiunto – vogliamo mantenere viva la memoria e l’eredità di un uomo che ha saputo costruire ponti di sapere, seminare rispetto e accendere menti. Giorgio Leone continua a camminare accanto a noi attraverso le azioni che ha trasmesso, nei gesti di chi si impegna per un nuovo umanesimo fondato sull’educazione alla bellezza della conoscenza, al pensiero critico e alla solidarietà».

Il sindaco Stasi ha espresso, con forza, l’importanza di valorizzare luoghi come il Patire e di ricordare la figura di Giorgio Leone per il suo impegno nella cultura e nella ricerca, riconosciuto ben oltre i confini nazionali. Ha poi definito la scelta di assegnare il premio a Mimmo Lucano non solo opportuna, ma necessaria».

«La guerra – ha detto il primo cittadino – deriva dall’insicurezza dei popoli; dalla precarietà esistenziale. Mimmo Lucano rappresenta un esempio di lotta a questa precarietà attraverso l’integrazione».

Il Premio Patir Giorgio Leone, edizione 2025, è stato conferito in memoria, anche ad Amedeo Ricucci, inviato di guerra scomparso nel 2023; uomo capace di rischiare la vita per raccontare la verità e di restituire il dolore al pubblico con lo sguardo fermo e sensibile di chi non si è mai voltato dall’altra parte.

Ad anticipare l’intervista a Mimmo Lucano c’erano stati la liturgia della parola e un Coro di Pace a cura di Don Mosè Cariati e la Parrocchia di Piragineti; le escursioni sui sentieri del bosco a cura dell’Associazione Pathirion e la consegna degli attestati da parte di Ranieri Filippelli e Vincenzo Monaco, consiglieri e cofondatori del sodalizio, ai numerosi partecipanti alla Passeggiata ciclistica verso il Patire, partita qualche ora prima dal Quadrato Compagna, cuore del borgo storico marinaro di Schiavonea.

Un evento che si ripete negli anni per tessere, attraverso le pedalate e l’energia dei ciclisti, un filo di collegamento ideale che unisce il Patire alle due anime cittadine di Rossano e Corigliano. Vi hanno partecipato le associazioni MTB Valle del Trionto, Motoclub Rossano, ASD Santa Tecla – Calopezzati-Mirto, Leoni Bizantini Rossano, l’ASD Corigliano Bike, Memorial Arturo Graziano, Rossano Threeface Cycling, Cicli Sapia. La mattinata si è conclusa nel refettorio con un buffet offerto dalla parrocchia di Piragineti San Pio X che ha curato l’accoglienza e dagli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa.

Da Mariella Arcuri ad Alfonso Caniglia, da Annalisa De Marco a Giuseppina Irene Groccia, da Anna Lauria ad Eliana Noto, da Mirella Renne a Chettina Straface, passando da Pino Savoia a Luisa Zicarelli. Sono, questi, i nomi degli artisti, tutti del territorio, protagonisti della rassegna Arte en plein air che, con la direzione artistica di Antonio Cimino, hanno fatto incontrare arte e natura, intrecciando, in un modo inimitabile e sorprendente, la loro creatività con la memoria spirituale del luogo, le pietre e gli spazi del complesso monastico, suggerendo nuove forme di ascolto, relazione e consapevolezza.

Posizionate nel chiostro e davanti le tre absidi semicircolari metaforicamente rivolte ad oriente, ad accogliere lo spettatore c’erano le Rocce arenarie danzanti, modellate dal tempo e dalla natura, di Pino Savoia, e le opere scultoree dall’evocazione primordiale e spirituale, realizzate con il legno e la pietra dall’artista Alfonso Caniglia(rcs)

Il comitato “La cura” all’Asp di Cosenza: Pubblicare risultati inchiesta interna su Congi

Il comitato civico “La Cura” ha chiesto formalmente al direttore generale dell’Asp di Cosenza, Antonio Graziano, di pubblicare con urgenza gli esiti dell’inchiesta interna avviata dalla stessa Azienda sanitaria dopo la morte di Serafino Congi, avvenuta il 4 gennaio scorso durante un trasferimento in ambulanza dall’ospedale di San Giovanni in Fiore a quello di Cosenza.

Nella lettera, firmata dai coordinatori Giovanni Iaquinta, Rocco La Rizza, Emiliano Morrone, Alessandro Sirianni e Silvio Tunnera, il comitato denuncia il perdurante silenzio dell’Asp e chiede trasparenza e chiarezza: «Alla data odierna – si legge nella nota – nulla è stato comunicato sui risultati dell’inchiesta interna, avviata senza obbligo di legge e con l’intento, evidente, di rassicurare l’opinione pubblica e dimostrare il compimento dei propri doveri istituzionali».

Il comitato fa notare come già il 7 gennaio scorso la direzione dell’Asp avesse comunicato alla stampa l’avvio di una commissione d’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità sul decesso di Congi. Nei mesi successivi, si sono susseguiti richiami pubblici da parte del Partito democratico calabrese, dell’europarlamentare Pasquale Tridico e, più recentemente, della senatrice Ilaria Cucchi, che con propria interrogazione ha chiesto l’intervento del ministro della Salute per sollecitare la pubblicazione degli esiti.

«È inconcepibile – sostiene il comitato – che, a quasi cinque mesi dai fatti, l’Asp di Cosenza non abbia ancora reso note le proprie conclusioni, né fornito alcuna spiegazione pubblica. Questo silenzio tradisce lo spirito di trasparenza annunciato dalla Direzione generale e le aspettative legittime dei cittadini, della famiglia Congi e della comunità di San Giovanni in Fiore». “La cura” ritiene indispensabile che l’Asp renda noti «i risultati dell’inchiesta, le eventuali carenze riscontrate e le misure correttive adottate».

Il comitato chiede, nel contempo, che tali informazioni siano pubblicate sul sito istituzionale dell’Azienda e diffuse tramite la stampa. «È un dovere etico e istituzionale – conclude il comitato – ed è il minimo che si possa fare in nome della dignità, della verità e del diritto alla salute». (rcs)

A San Benedetto Ullano al via la fase sperimentale del Polo Digitale PA

San Benedetto Ullano ha avviato la fase sperimentale del Polo Digitale Calabria Polo Digitale PA, dando il via a un programma formativo innovativo volto a promuovere la digitalizzazione delle amministrazioni locali e a colmare il divario digitale tra i cittadini.

Alla cerimonia, svoltasi a Palazzo Bisciglia, hanno partecipato studenti, impiegati comunali e cittadini, alla presenza del sindaco di San Benedetto Ullano, Rosaria Amalia Capparelli, del Coordinatore Nazionale del Polo Digitale PA, Francesco Cannataro, e dei rappresentanti del gruppo giovani del Polo Digitale Calabria e del Polo Digitale PA, Aldo De Rango e Pio Nicola Marinelli.


Il programma formativo, che ha preso il via con i primi corsi di alfabetizzazione digitale e sicurezza informatica, è destinato a dipendenti pubblici, professionisti e cittadini, con l’obiettivo di fornire competenze fondamentali per navigare in modo sicuro nel mondo digitale. I corsi sono progettati per rispondere alle esigenze specifiche del territorio, promuovendo una cultura digitale inclusiva e consapevole.

Il sindaco Capparelli ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, evidenziando come la digitalizzazione rappresenti una leva strategica per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici e per favorire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa.

«Con l’avvio di questo programma formativo, San Benedetto Ullano si pone come esempio di innovazione e di impegno verso una pubblica amministrazione più moderna e accessibile», ha dichiarato la sindaca Capparelli.

Francesco Cannataro, Coordinatore nazionale del Polo Digitale PA, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa e l’approccio innovativo adottato: «Questo progetto parte dai territori e si costruisce insieme a loro: non è una proposta calata dall’alto, ma una risposta concreta alle esigenze quotidiane delle amministrazioni locali. Vogliamo che ogni ente trovi nel Polo Digitale PA un alleato operativo, capace di semplificare l’accesso agli strumenti digitali e di accompagnare davvero il cambiamento».

Cannataro ha poi sottolineato l’importanza di coinvolgere attivamente i dipendenti pubblici fin dalle prime fasi del processo di innovazione: «solo se le persone sono formate e consapevoli, la transizione digitale può trasformarsi in un’opportunità reale per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Questo è il cuore della nostra missione».

Sebbene impossibilitato a presenziare per impegni istituzionali, il Presidente del Polo Digitale Calabria – Polo Digitale PA, Emilio De Rango, ha voluto comunque far pervenire un suo messaggio, sottolineando l’importanza della giornata formativa e del percorso avviato.  De Rango ha ribadito con forza l’importanza di investire nella formazione digitale come leva strategica per affrontare le sfide poste dalla trasformazione tecnologica: «Solo attraverso una formazione continua, concreta e mirata sarà possibile garantire quell’efficienza che i cittadini si aspettano dai propri enti locali».

Ha, inoltre, sottolineato come queste pillole formative, focalizzate sulla sicurezza informatica e sull’alfabetizzazione digitale, rappresentino il primo tassello fondamentale verso la conquista e la padronanza dell’utilizzo consapevole della tecnologia. L’obiettivo è costruire le basi culturali e operative per un utilizzo corretto e responsabile degli strumenti digitali, condizione essenziale per un insediamento efficace della tecnologia nella pubblica amministrazione e nella vita quotidiana delle comunità.
Secondo De Rango, la vera formazione è quella che si realizza attraverso l’esperienza concreta, supportata da pillole formative teorico-pratiche, con contenuti chiari, comprensibili e immediatamente applicabili, capaci di coinvolgere operativamente i partecipanti e guidarli verso un uso consapevole e produttivo delle tecnologie nel loro contesto lavorativo quotidiano.

Il presidente ha voluto infine rivolgere un sentito ringraziamento al sindaco Rosaria Amalia Capparelli per aver accolto con entusiasmo l’iniziativa del Polo Digitale PA, riconoscendone da subito il valore strategico. Ha evidenziato come questa prima sperimentazione sia solo l’inizio per contribuire a un ecosistema digitale condiviso, un progetto promosso dal Polo Digitale PA, nato dall’ascolto e dalla condivisione delle reali esigenze degli enti locali, e pensato proprio per offrire risposte concrete e operative a chi ogni giorno è chiamato a gestire il cambiamento all’interno della Pubblica Amministrazione. Un modello fondato sulla collaborazione, sulla condivisione dei processi e sull’attivazione concreta di competenze a servizio delle comunità locali.

«Oggi più che mai – ha concluso – gli amministratori locali devono essere consapevoli che il percorso promosso dal Polo Digitale non è un’opportunità, ma una necessità per accompagnare in modo strutturato e sostenibile la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione».

Il programma formativo si inserisce in un più ampio progetto di digitalizzazione delle amministrazioni locali, che prevede l’implementazione di soluzioni tecnologiche avanzate e lo sviluppo di competenze digitali tra cittadini e dipendenti pubblici.
Durante questa prima giornata formativa i partecipanti sono stati guidati in un percorso integrato che ha combinato i fondamenti dell’alfabetizzazione digitale con i principi chiave della sicurezza informatica, offrendo un’introduzione completa e accessibile all’uso consapevole della tecnologia.

Il modulo ha affrontato i concetti base dell’utilizzo del computer, la gestione di file e cartelle, la navigazione efficace su Internet e l’uso degli strumenti digitali più comuni, come email e servizi cloud. Ampio spazio è stato riservato anche alla comunicazione digitale, alle piattaforme di collaborazione online, agli strumenti per la didattica e a una prima riflessione sul pensiero critico e sull’uso sicuro dell’intelligenza artificiale.


La giornata è stata condotta dalla docente Donatella Filippelli, formatore certificato AICA, che ha guidato i partecipanti con competenza e chiarezza attraverso i vari argomenti, favorendo l’interazione e l’apprendimento attivo.

In parallelo, sono stati approfonditi i principali rischi legati all’utilizzo del web, come phishing, malware e ransomware, nonché le buone pratiche per proteggere i propri dati attraverso la gestione sicura delle password, l’autenticazione a due fattori e un utilizzo attento di dispositivi digitali e servizi cloud. Non è mancato un focus essenziale sulla protezione dei dati personali, con una panoramica introduttiva sul Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Con l’avvio di questa fase sperimentale, San Benedetto Ullano si conferma all’avanguardia nella promozione della digitalizzazione, ponendo le basi per una comunità più connessa, informata e partecipativa.

Al termine della giornata, sono stati rilasciati gli attestati di partecipazione a tutti i presenti, a riconoscimento del percorso formativo intrapreso. (rcs)