Successo per l’Amantea Comics

Si è chiusa con una grande partecipazione di pubblico la nona edizione di Amantea Comics – WHO RUN THE WORLD?, il festival indipendente nato nel 2018 in memoria di Stefania Mari e tornato venerdì 21 e sabato 22 agosto al Parco Comunale La Grotta di Amantea.

Un festival nato per custodire una memoria e diventato, nel tempo, un modo per trasformarla in qualcosa di collettivo: un appuntamento fatto di cultura e relazioni, capace di riportare ogni anno la comunità a incontrarsi sotto lo stesso cielo nel ricordo di Stefania Mari.

Due pomeriggi intensi dedicati alla cultura pop e alle diverse forme della creatività, che hanno visto il parco animarsi grazie alla presenza di artisti, illustratori, espositori, realtà dedicate al gioco e numerosi appassionati arrivati anche da fuori città e regione.

Tra gli appuntamenti più partecipati quello con gli ospiti d’onore Sara Giacopello, Dimitri Winter e Pasquale Severino, protagonisti di un dibattito che ha coinvolto il pubblico in un confronto diretto, tra domande, curiosità e racconti legati al mondo del doppiaggio.

Particolarmente significativo il momento dedicato agli 80 anni dalla prima pubblicazione francese de Il Piccolo Principe. Per la prima volta ad Amantea sono stati letti alcuni estratti dell’opera in dialetto amanteoto, a partire dalla traduzione di Salvatore Sciandra, in un appuntamento che ha unito memoria, territorio e letteratura. Un percorso iniziato già nei mesi precedenti con la mostra dedicata alla collezione privata di Stefania Mari.

Non sono mancati i momenti musicali e le occasioni di divulgazione, con la lettura comportamentale de Il Piccolo Principe con Lorenzo Gagliardi di Non è la Zebra, un dialogo sulle figure femminili nel mondo della mitologia greca con Mythos Community e Myriam Argentino, e la presentazione del graphic novel Scusa94 di Andrea Belcastro e Fabio Gaudio. Grande interesse ha inoltre suscitato “Se io non voglio tu non puoi”, la mostra nata all’Accademia di Belle Arti di Napoli nell’ambito del corso di Design della Comunicazione, in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila e COMICON. Attraverso illustrazione, grafica e linguaggio visivo, il progetto affronta i temi del consenso, della libertà e del contrasto alla violenza di genere, mettendo in discussione stereotipi e narrazioni consolidate e mostrando come arte, fumetto e comunicazione possano diventare strumenti di consapevolezza e cambiamento.

Spazio anche alla creatività dal vivo con gli Ink Ring, mentre il K-Pop Open Stage ha portato sul palco ballerini e crew di appassionati provenienti da Calabria e Campania, trasformando il parco in un punto di incontro tra linguaggi, generazioni e passioni differenti.

A chiudere il programma, anche l’annuncio dei vincitori della sesta edizione del contest artistico “Who Run the Artist?”, dedicato quest’anno al tema “Cosa muove il mondo?”. Il Premio della Giuria, composta da Marco Serravalle, La Tipa e La Faccia della Luna, è stato assegnato a “L’amore che fa girare il mondo” di Sophia Parisi. Il Premio Social è andato a Carmine Palumbo, mentre la Menzione Speciale Amantea Comics è stata assegnata a “Dentini” di Felicia DeRosa.

La nona edizione si chiude così con la conferma di una formula che continua a mettere al centro la condivisione, la creatività e la partecipazione, mantenendo intatta la natura indipendente e autofinanziata di Amantea Comics. (rcs)

 

Al Museo civico di Paludi incontro su Piero Gobetti

Domani sera, alle 19, presso il Museo Civico – Centro Culturale Polifunzionale di Paludi, si terrà l’incontro “Piero Gobetti. Un giovane intellettuale controcorrente”, dedicato alla presentazione del volume di Caterina Arcangelo, Piero Gobetti. Giovane intellettuale di oggi, pubblicato da FuoriAsse Edizioni, che di Gobetti è fra le maggiori studiose contemporanee.

L’evento chiude la rassegna culturale ideata e realizzata dalla Direzione scientifica del Parco Archeologico di Castiglione e del Museo Civico di Paludi, i quali si sono resi non soltanto luoghi di conservazione della memoria. L’iniziativa è promossa da Comune di Paludi, Parco archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi, Cooperativa Letteraria, Centro Internazionale di Studi sulle Letterature Europee (CISLE).

Durante l’estate il percorso ha attraversato linguaggi e temi differenti: dalla filosofia e dal diritto con i Dialoghi peripatetici nella città antica dei Proff. Tommaso Greco e Giuseppe De Rosis, alla letteratura a fumetti attraverso l’incontro con il grande autore brasiliano Marcello Quintanilha; dalla riflessione sulla pace e sui diritti umani attraverso l’arte raffinata di Rossella D’Aula, alla memoria e alla dimensione spirituale di Francesco d’Assisi con il valore di Pierfranco Bruni.

Un itinerario apparentemente composto da esperienze diverse, ma attraversato da una domanda comune: come può la cultura aiutarci a leggere il presente e a costruire una diversa consapevolezza del nostro stare nel mondo? È proprio questa domanda a condurre a Gobetti.

L’incontro si tiene a cento anni dalla morte di Piero Gobetti, in un anno che invita a tornare sul suo pensiero e sulla sua esperienza intellettuale, per interrogarsi ancora una volta sul rapporto tra cultura, libertà, formazione e responsabilità civile.

A dialogare con l’autrice saranno due attenti conoscitori di Gobetti e dei temi a lui cari: il prof. Antonio Franco Pistoia, già dirigente scolastico del Polo liceale di Rossano e componente della Commissione didattica del Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano; l’avv. Gianni Policastri, professionista di riferimento già Governatore del Distretto 2102 del Rotary International. 

Due interlocutori provenienti da esperienze diverse, ma accomunati da un forte rapporto con la figura di Gobetti e con i temi della formazione, della responsabilità e dell’impegno nella comunità, che offriranno prospettive differenti per interrogare l’eredità di Gobetti e il significato, oggi, di essere intellettuali e cittadini.

Introdurrà e coordinerà Donatella Novellis, direttrice del Parco Archeologico di Castiglione e del Museo Civico di Paludi. Porterà i saluti istituzionali Domenico Baldino, sindaco di Paludi.

Gobetti, controcorrente

A cento anni dalla sua morte, Piero Gobetti continua a rappresentare una figura capace di interrogare il presente. Non soltanto per le sue idee politiche e culturali, ma per il modo in cui, giovanissimo, scelse di assumere il proprio tempo come responsabilità.

“Controcorrente” non è dunque soltanto un attributo biografico. È una postura intellettuale: la scelta di non adeguarsi al conformismo, di mettere in discussione ciò che appare acquisito, di difendere la libertà del pensiero e di considerare la cultura come una forma concreta di responsabilità civile.

Nel volume Piero Gobetti. Giovane intellettuale di oggi, Caterina Arcangelo propone proprio questo sguardo: restituire Gobetti alla sua giovinezza e, attraverso di essa, alla nostra contemporaneità. Gobetti è un giovane che parla ai giovani, portatore di idee ancora capaci di suscitare interrogativi e di mettere in discussione il modo in cui interpretiamo la storia e il presente.

La riflessione sull’intellettuale diventa così anche una riflessione sulla formazione, sulla libertà, sulla responsabilità individuale e collettiva, sulla partecipazione alla vita civile.

Un percorso che dalla memoria arriva al presente

La scelta di concludere la rassegna con Gobetti non è casuale. Se l’archeologia ci pone davanti alla necessità di conoscere il passato per comprendere il presente, la riflessione sulla pace e sui diritti ci ricorda che la cultura non può essere separata dalla responsabilità verso l’altro. I dialoghi peripatetici fra i proff. Greco e De Rosis hanno tessuto riflessioni intorno ai concetti di fiducia, cura, mitezza, pace, gratitudine. Il fumetto di Quintanilha ha portato nel cuore del Parco la possibilità di raccontare i “paesaggi umani” attraverso un linguaggio contemporaneo; il percorso francescano ha posto al centro la memoria, la spiritualità e il rapporto fra uomo e territorio. Gobetti porta questa riflessione sul terreno della responsabilità intellettuale e civile. La sua vicenda pone una domanda ancora attuale: che cosa significa, oggi, essere un giovane intellettuale? Non limitarsi a conoscere, ma prendere posizione. Non accettare il conformismo come destino. Non rinunciare alla capacità critica. E soprattutto comprendere che la cultura, quando è autentica, non è estranea alla vita civile, ma contribuisce a trasformarla. È questo il senso dell’incontro: non commemorare Gobetti, ma tornare a discuterne.

 

Cutro, a Cerzeto una giornata di memoria, verità e resistenza civile

È stata una riflessione collettiva sulle conseguenze umane, sociali e istituzionali del naufragio del caicco Summer Love a Steccato di Cutro, il 26 febbraio 2023, costato la vita ad almeno 94 persone, l’incontro “Cutro, una ferita aperta”, svoltosi il 23 agosto a Cerzeto nell’ambito del percorso itinerante del Festival delle Migrazioni 2026 – XV edizione, dedicato quest’anno al tema “Resistenza. ArMIAMOCI”.

Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Cerzeto, Silvio Cascardo, e Maria Ida Barbuto, coordinatrice del progetto SAI, che hanno ricordato l’impegno delle comunità locale nell’accoglienza dei sopravvissuti e la realizzazione del monumento in memoria delle vittime del mare.

A introdurre e moderare il confronto è stato il giornalista e ricercatore Francesco Donnici, che ha sottolineato l’importanza di continuare a raccontare una delle pagine più drammatiche della storia recente della Calabria e dell’Italia.

La strage di Cutro deve continuare a vivere nella memoria collettiva. Non potremo parlare di una ferita rimarginata finché non saranno accertate verità e giustizia su quanto accaduto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023”, ha affermato Donnici.

Al centro dell’incontro le testimonianze di chi continua a seguire le vicende processuali e umane legate al naufragio.

Tra i relatori, Giuseppe Pipita, direttore de Il Crotonese, tra i primi giornalisti a raggiungere la spiaggia di Steccato di Cutro nelle ore successive alla tragedia. Nel suo intervento ha evidenziato come il procedimento giudiziario in corso stia facendo emergere un complesso intreccio di responsabilità istituzionali tra Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto. “Qualcuno quella notte doveva intervenire, qualcuno si è ritirato, qualcuno non è stato avvisato, chi doveva essere avvisato non ha chiesto” ha ricordato Pipita. 

Il direttore de Il Crotonese ha operato una riflessione sulla scelta del trattare le operazioni di soccorso come operazioni di polizia e le conseguenze, come i ritardi nei soccorsi. Spiegando le difficoltà incontrate dalla stampa nel continuare a seguire il processo in corso, dopo il divieto di riprese in aula decise dal Tribunale, il giornalista ha lanciato un appello al pubblico per continuare a parlare del naufragio e delle vittime affinché la vicenda non venga relegata all’oblio mediatico.

Il silenzio generale riguarda anche le altre politiche migratorie repressive che continuano ad alzare muri e provocare morti, ha ricordato Pipita. Un esempio è quello della situazione dei migranti a Crotone.  “…Abbiamo un centinaio di persone che vivono all’addiaccio. In un giardino di Crotone […] queste persone restano lì perché la prefettura non vuole aumentare i numeri del centro di accoglienza di Sant’Anna […] per colpa del decreto Piantedosi che ha eliminato la possibilità di stare nei SAI” ha affermato il giornalista.

Particolarmente intensa la riflessione dedicata alla genesi della mostra fotografica “I sogni attraversano il mare”, composta da 94 immagini, una per ciascuna vittima identificata della strage. Il titolo, ha dichiarato Pipita, è stato suggerito dalla vista degli oggetti, come scarpe e borse, sulla spiaggia di Steccato di Cutro, appartenuti alle persone che volevano arrivare in Italia e in Europa per realizzare i propri sogni, “invece purtroppo solo il sogno ha attraversato il mare perché in quelle scarpe non c’erano più corpi non c’erano più bambini che potevano correre…”, ha affermato il giornalista. 

Il giornalista Bruno Palermo ha ripercorso le responsabilità politiche e amministrative emerse nel dibattito pubblico successivo al naufragio, soffermandosi sull’evoluzione delle politiche di soccorso in mare e sui processi di criminalizzazione delle migrazioni. 

Palermo è partito da una riflessione sul pregiudizio e sulle motivazioni che spingono le persone a partire, rischiando di morire. Credere di poter fermare le migrazioni con barriere e forza è un’illusione, secondo il giornalista perché “se si pensa che il mare o i muri o il filo spinato o le armi possano fermare genitori che cercano una vita migliore per sé stessi e per i propri figli, stiamo già bocciati dalla storia. Se pensiamo una cosa del genere, siamo già perdenti perché il mondo va avanti lo stesso…”. 

Palermo ha, poi, parlato delle origini storiche della cultura dell’accoglienza nell’antichità, quando “straniero e ospite per gli antichi greci era la stessa cosa. Lo straniero tu lo dovevi prima cogliere, rifocillare e poi forse gli potevi chiedere anche il nome”.  Una cultura dell’accoglienza tipica anche della storia calabrese e di una regione che  “non è una frontiera” ma una “porta”. “La Calabria è una porta verso una vita migliore per chi scappa da guerre, da persecuzioni, da fame. Questa è la Calabria. Non può essere una frontiera” ha ricordato Palermo, avanzando un appello alla politica e alla Sinistra, tornado “dalla parte degli ultimi, di chi accoglie e non di chi ha i soldi”.

Sul valore della memoria si è soffermato anche Angelo Resta, regista del docufilm Cutro 94…and more, definendolo “una piccola forma di resistenza all’oblio”, capace di trasformare il dolore in consapevolezza e partecipazione civile.

A rappresentare il punto di vista delle famiglie delle vittime e delle reti di solidarietà internazionale è stato Giacomo Donadio di Carovane Migranti, che ha ribadito l’importanza del diritto alla verità per i familiari delle vittime e della costruzione di percorsi di giustizia sostenuti dalla società civile. 

La testimonianza di Donadio ha ricordato la lotta comune dei collettivi di familiari in tutto il mondo, dai “..collettivi di familiari hondureni, messicani, guatemaltechi con famiglie di harraga algerini, della Tunisia, dei Balcani che cercano risposte anche se parlano lingue diverse in qualche modo portano avanti una stessa lotta e una stessa richiesta”. 

Dopo un esame delle conseguenze delle scelte politiche, Donadio si è soffermato sulla necessità di costruire reti territoriali e non affidarsi solo alle istituzioni, auspicando una maggiore partecipazione dal basso per continuare a cercare la verità sul naufragio di Cutro e assistere i familiari.

A chiudere il dibattito è stato Vittorio Alessandro, già Ammiraglio della Guardia Costiera, che ha offerto una riflessione sul significato dei confini, del soccorso in mare e della responsabilità collettiva. 

Fra tutti i confini quello marino è forse il più ambiguo perché non è disegnato sul territorio. Non ci sono torrette, non c’è un limite, non c’è un salto. Il mare è fluido, inafferrabile. Separa le terre e contemporaneamente le mette in relazione. Segna quindi distanza e vicinanza” ha affermato Alessandro.

«Prima dei confini, delle definizioni e delle istituzioni ci sono le persone», ha ricordato Alessandro, richiamando le parole recentemente pronunciate da Papa Leone XIV.  Il salvataggio delle persone in mare “non è bontà. Non è generosità, non è accoglienza, non è neppure scelta politica. Il riconoscimento di una condizione elementare. Ci sono persone in mare e se sono in pericolo vanno salvate” ha precisato Alessandro. 

Nella storia del caicco “si è perso lo sguardo”, c’erano più attori alle prese con un sistema di procedure e passaggi che, invece di facilitare i soccorsi hanno portato alla morte delle persone a bordo di quell’imbarcazione di legno già individuata da Frontex. Per l’Ammiraglio bisogna ripartire proprio dallo sguardo e da un modo diverso di porsi domande, partendo da un diverso punto di vista: prima d’interrogarsi sulla presenza di migranti a bordo, bisognerebbe chiedersi se ci sono persone che hanno bisogno di essere salvate.

Il docufilm e la forza della memoria

La serata è proseguita con la proiezione del docufilm Cutro 94…and more, che ricostruisce le ore del naufragio, le reazioni istituzionali successive, le testimonianze dei giornalisti, delle persone che hanno prestato assistenza e una serie di riflessioni sui fenomeni migratori e la partecipazione dei cittadini crotonesi.

La partecipazione del pubblico ha confermato la forza narrativa e civile dell’opera, trasformando la proiezione in un momento condiviso di riflessione e commozione, come hanno mostrato gli occhi lucidi di molti presenti.

Al termine sono intervenute  Ghada Shihadeh, che ha richiamato l’attenzione sulle vittime più giovani del conflitto palestinese, invitando ad agire ora per evitare altre morti come quelle dei bambini di Cutro, e Maria Ida Barbuto, che ha portato il punto di vista degli operatori che, nei giorni del naufragio hanno assistito superstiti e familiari e non si riconoscono nella scelta di attribuire al “Decreto Cutro” quel nome, riconoscendolo invece come “Decreto Piantedosi” alla luce del contenuto del decreto. Allo stesso modo, Barbuto ha ricordato la promessa della Premier, pronunciata a Cutro nel marzo del 2023, di cercare gli scafisti per tutto il globoterracqueo, mentre -nei fatti- è stato consentito il trasporto con volo di Stato del criminale libico Al Masri.

La mostra e il concerto di Danilo Sacco

Prima della cena gli ospiti hanno visitato la mostra fotografica “I sogni attraversano il mare” di Giuseppe Pipita, un percorso attraverso le immagini che raccontano i giorni successivi al naufragio: il recupero delle vittime, il dolore e le proteste dei familiari, la grande mobilitazione civile che portò sulla spiaggia di Cutro cittadini provenienti da tutta Italia.

La giornata si è conclusa con il concerto di Danilo Sacco in Piazza Santi Pietro e Paolo. L’esibizione, seguita da un pubblico numeroso e trasversale per età e provenienza, ha chiuso la serata sulle note di Vagabondo, suggellando una giornata dedicata alla memoria, all’incontro e alla resistenza civile.

Prossimo appuntamento

Dopo la tappa di Cerzeto, il Festival delle Migrazioni 2026 si prende una breve pausa e dà appuntamento a Bisignano dal 27 al 30 agosto, per quattro giornate di incontri, dibattiti, testimonianze e musica dedicate ai temi dell’accoglienza, dei diritti umani e della partecipazione democratica.

SAN SOSTI (CS) / Al via il Festival delle Migrazioni: prima tappa della quindicesima edizione

Prende il via domani venerdì 21 agosto la XV edizione del Festival delle Migrazioni 2026 con la prima tappa a San Sosti (CS).
Dopo i saluti istituzionali in Piazza Libertà, alle ore 18:30, con Vincenzo De Marco, Sindaco San Sosti e Anna Maria Calonico, Coordinatrice del SAI, si terrà il primo incontro dedicato alla questione palestinese: L’Inferno di Gaza e la risposta della società civile.
A discutere della questione palestinese saranno due soci ASGI: l’operatrice legale Erminia Rizzi e l’avvocato Dario Belluccio. Con loro l’attivista della Global Sumud Flotilla Roberto Ventrella e il giornalista di Altraeconomia Alessio Giordano. Il dibattito sarà moderato da Enzo Infantino, dell’associazione Per non dimenticare Sabra&Chatila.
Alle 20.00 ci sarà la presentazione del libro I Din’t Die Di, con il giovane scrittore palestinese Fares Al Farra e la testimonianza dell’attivista palestinese Ghada Shihadeh.
Seguirà la cena sociale, con la condivisione dei piatti preparati dagli ospiti dei centri SAI.
Concluderà la serata il concerto The Reggae Circus di Adriano Bono, alle ore 22:30, in Largo Orto Sacramento.

Il Festival ha preso il via il 7 agosto a Rota Greca e h fatto tappa poi il 10 ad Acquaformosa. Proseguirà nei prossimi giorni secondo questo calendario:

22 agosto Vaccarizzo
23 agosto Cerzeto
27 agosto Bisignano
28 agosto San Benedetto Ullano
29 agosto San Basile
30 agosto Acquaformosa

La musica del Festival
La musica accompagnerà l’intera manifestazione, con artisti e formazioni provenienti da esperienze e tradizioni differenti:
• 21 agosto – San Sosti: The Reggae Circus di Adriano Bono
• 22 agosto – Vaccarizzo Albanese: Lidiya Koiceva & Balcan Orkestra
• 23 agosto – Cerzeto: Danilo Sacco
• 27 agosto – Bisignano: Sud Sound System
• 28 agosto – San Benedetto Ullano: Mimmo Cavallaro
• 29 agosto – San Basile: Folkabbestia
• 30 agosto – Acquaformosa: Modena City Rambler

(rcs)

CELICO (CS) / Musica e poesia: in concerto Cristiano De André e l’emergente Chiara Morelli

Domani sera a Celico (CS) un evento di musica e poesia con il concerto gratuito di Cristiano De Andrè. Con lui ad aprire l’evento l’emergente Chiara Morelli, giovane promessa calabrese del pop-rock.

Un filo rosso fatto di poesia, talento e profonda dedizione musicale lega il passato e il presente della canzone d’autore italiana. La canzone d’autore si prepara a vivere un’intensa serata di continuità artistica e generazionale. Cristiano De André non ha bisogno di presentazioni, ma merita sempre di essere raccontato. Polistrumentista raffinato, compositore di immensa sensibilità e unico vero erede spirituale e musicale del patrimonio di Fabrizio De André, Cristiano ha saputo costruire una carriera d’eccellenza, coniugando una perizia tecnica impeccabile a un’interpretazione viscerale. Nei suoi live, la grandezza dei testi del padre si fonde con arrangiamenti potenti e moderni, capaci di emozionare generazioni diverse e di riaffermare il suo ruolo centrale nel panorama della musica d’autore italiana.

Ad accendere la serata prima del suo ingresso sarà Chiara Morelli, ventun anni, un talento cristallino che rappresenta una delle realtà più promettenti della nuova scena musicale. Il suo non è solo un accostamento formale, ma il coronamento di un percorso accademico e umano straordinario. Chiara ha infatti completato gli studi al Conservatorio Statale P.I. Tchaikovsky di Nocera Terinese in Canto Pop Rock, conseguendo sia la Laurea di Primo Livello che quella di Secondo Livello con 110, lode e menzione d’onore. Fin dai suoi primi anni di formazione, la cantautrice ha coltivato una viscerale passione per l’opera e la poetica di Fabrizio De André, al punto da dedicargli l’intero lavoro della sua tesi di laurea. L’esibizione a Celico si inserisce all’interno di un bagaglio artistico ricco di esperienze importanti, sviluppatosi fin da giovanissima: Un percorso iniziato precocemente nel 2012 con la pubblicazione del suo primo album “Canzone” all’età di 8 anni. Seguito  da un secondo album nel 2014 ” Step by Step”  Chiara ha poi proiettato la sua crescita nella scrittura di brani inediti (di cui è autrice e coautrice di musica e parole), pubblicando singoli di successo accompagnati da videoclip ufficiali come ”I’ll always be here”, “Chissà perché”, “Perché Sia”, “E state insieme a me”, “L’universo”, “Non ho paura di niente”, “Cosa vuoi da me”, “E capirai” e la hit Metro. Vanta importanti traguardi dal vivo, tra cui la partecipazione alla finalissima di Sanremo Junior, la presenza a Casa Sanremo, le esibizioni come ospite nelle edizioni del Memorial Mino Reitano e numerose date in tutta Italia.  Un cammino costellato da premi di rilievo tra cui il Premio “Stelle di Calabria”, il Premio “Memorial Mino Reitano”, il riconoscimento come finalista a Sanremo Junior e il primo posto nella chart di AlteRad!o. Aprire il concerto di Cristiano De André rappresenta dunque per Chiara Morelli molto più di una prestigiosa vetrina professionale: è il punto di incontro ideale tra il rigore dello studio accademico, l’amore per la grande poesia in musica e la gioia irripetibile di condividere la scena con uno dei più grandi interpreti della nostra epoca. Un appuntamento imperdibile che promette di regalare al pubblico una serata di altissimo profilo artistico. (rcs)

GUARDIA PIEMONTESE (CS) / Arriva il 21 la Notte Valdese Occitana per ricordare e celebrare le proprie origini

Grande attesa a Guardia Piemontese per la Notte Valdese Occitana, in programma il 21 agosto alle 22: un modo per celebrare e ricordare le proprie origini, coinvolgendo non solo il territorio ma l’intera regione. Sarà anche l’occasione per il terzo atteso appuntamento del tour teatrale notturno “Notte valdese occitana”, l’evento di teatro itinerante che anima dal 5 giugno scorso l’estate di Guardia Piemontese.

Appuntamento alla celebre Porta del Sangue, il percorso trascina gli spettatori in un suggestivo incontro con il borgo dove storia e tragedia, ma anche fascino e memoria si uniscono. La “Notte valdese occitana”, scritto e interpretato da Angelica Artemisia Pedatella con la collaborazione storica di Gabriella Sconosciuto, oggi assessore al turismo e spettacolo del Comune di Guardia Piemontese e direttrice dello storicizzato “Festival delle Riforme Culturali” che il “Centro Culturale Valdese Gian Luigi Pascale” promuove ogni anno, ha avuto un riscontro di pubblico inatteso ed estremamente gratificante.

«Abbiamo messo a disposizione la nostra storia e la nostra identità – spiega Gabriella Sconosciuto – perché non si dimentichi una pagina drammatica e importante di cronaca del passato che deve servire da monito per continuare a tracciare le linee guida del nostro futuro. La libertà di espressione è il tavolo su cui si gioca la partita della resistenza della nostra minoranza linguistica, ieri come oggi. Questo progetto teatrale è parte di un programma estivo ricco sia per il numero di eventi sia per la disponibilità umana di tanti professionisti che hanno scelto di sostenere questo luogo e la sua storia e permettere di fare oggi di Guardia Piemontese una meta attrattiva in qualunque momento».

Il progetto di valorizzazione dell’identità storica valdese-occitana, sposato immediatamente dalla Compagnia Teatrale BA17 che dal 2021 sostiene le iniziative del centro insieme alla madrina del festival, l’attrice e regista Angelica Artemisia Pedatella, è stato lanciato proprio durante l’ottava edizione del “Festival delle Riforme culturali” sostenuto quest’anno dalla Regione Calabria.

«I risultati sono andati oltre le aspettative – spiega Angelica Artemisia Pedatella. – Conosco bene la storia de La Gàrdia, come si chiama Guardia Piemontese in lingua occitana, anche se ogni volta che la tocco approfondisco qualche aspetto che mi lascia ancora più stupita di come fosse ricca di cultura e valori quella comunità e di come cieca e crudele possa essere stata la politica in ogni tempo arrivando a sterminare un popolo. Ogni volta che interpreto le parole del testo concepito insieme a Gabriella, sento addosso il brivido del tempo e vedo gli occhi del pubblico riempirsi di lacrime. Ce l’ho a poca distanza da me, il pubblico, e percepisco che questo momento di commozione è fondamentale per garantire il valore della memoria. Fare arte significa portare avanti un progetto sociale attraverso un linguaggio universale e penetrante. Per cui mi sento onorata di poter far parte di questa storia oggi e di dare così un senso al mio lavoro artistico».

Toccante la performance della danzatrice e coreografa Giada Guzzo, che danzerà sulla musica dal vivo di un cantastorie di particolare suggestione, il cantante e musicista Franco Lorelli. Le note dell’inno occitano, insieme alle musiche del tempo e all’arte tersicorea determinano la dimensione onirica del racconto teatrale. Notevoli gli effetti scenici curati dalla truccatrice e costumista Silvana Esposito, che con pochi tocchi riesce a rendere la drammaticità del racconto e a supportare l’impatto tragico della voce narrante, per un’opera d’arte sotto un cielo estivo stellato che regala le emozioni di una Calabria storica ancora viva e pulsante. Tutte le informazioni sulle pagine social del Comune di Guardia Piemontese e della Compagnia Teatrale BA17._

LUNGRO (CS) / Al via il Salgemma Festival: tre serate di musica e teatro e la prima notte Blu

Tre serate di musica e teatro e l’attessima prima Notte Blu: ritorna a Lungo il Salgemma Festival che vuole celebrare l’identità del territorio anche alltraverso il “Sale raffinato in arte”.

Il Salgemma Lungro Festival, promosso e patrocinato dal Comune di Lungro e ideato da Piano B, vuole celebrare la storia e la cultura locale integrando musica, spettacoli teatrali, visite guidate e tradizione. Per tre anni consecutivi, ha inoltre ottenuto il patrocinio della Fondazione Italia Patria della Bellezza, che riconosce e sostiene le realtà virtuose attive nei territori italiani attraverso progetti di tutela, promozione e creazione di bellezza.
La mission del Salgemma con il suo “Sale raffinato in arte” è mantenere viva l’attenzione sulla miniera di Lungro: uno dei pochi esempi italiani di archeologia
industriale legato all’estrazione del salgemma, tutelato dalla Sovrintendenza Regionale e riconosciuto come sito di interesse archeologico, storico e architettonico. Dopo la chiusura nel 1976, nel 2010 è stato istituito il Museo storico della miniera, oggi custode di un ampio patrimonio documentale, fotografico e materiale che restituisce in modo vivido un’epoca che ha segnato profondamente la comunità arbëreshe. Il Salgemma nasce proprio per tenere viva questa memoria costruendo percorsi culturali che riattivino interesse e forme di partecipazione.
Il programma, con eventi sempre gratuiti, prenderà il via oggi, domenica 16 agosto fin dal mattino. Alle ore 11:00 si terrà la prima visita guidata all’interno del Museo Storico della Miniera di Salgemma di Lungro per la sezione SALI & PERCORSI. Lo spettacolo della sera si terrà in Piazza Garibaldi alle 21:00 con il cartellone di “SALI & SAPONI“ che ospiterà lo spettacolo per grandi e bambini “a poesia in una bolla di sapone“ firmato da Clown Fòfo.
Alle ore 22:00 i riflettori si accenderanno nell’Anfiteatro della Scalinata Vittorio Emanuele II
per le “SERENATE DI SALE”, con l’atteso concerto live di Giò Filice.
La prima giornata si concluderà con la sezione SALI & SAPORI dedicata alla gastronomia, una speciale degustazione con prodotti del territorio conditi con “un pizzico di SALE” e l’esclusivo angolo GIN SUD, dove si potrà assaggiare il London Dry Gin artigianale dal cuore mediterraneo – che ha conquistato un prestigioso oro al World Spirits Award 2024 di Salisburgo – creato dal bartender cosentino Roberto Gulino.
Il Salgemma proseguirà lunedì 17 agosto, riaprendo la mattina alle ore 10:00 con una nuova visita guidata al Museo Storico della Miniera, sempre sotto l’insegna di SALI & PERCORSI.

Alle ore 17.00, presso lo stesso Museo, il Laboratorio del sale: cristalli, colori e storie, laboratorio didattico-creativo dedicato ai più piccoli.
Alle ore 18.00 sarà possibile partecipare alla visita guidata nel centro storico alla scoperta della storia e delle Chiese di Lungro a cura di Pierre Frega, Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino.
In serata, appuntamento extra. Alle ore 21:30, Piazza Casini farà da cornice allo spettacolo teatrale “Sulle Acque, sui Rovi. Storia di San Francesco di Paola“ un’ntensa opera di Vincenza Costantino impreziosita dalla narrazione e dalle voci popolari di Ernesto Orrico e Manolo Muoio, inserita nel progetto speciale ll “TEATRO SENZA TEATRO – Storia teatrale per raccontare la Calabria più vera“ ideato e prodotto da L’Altro Teatro.
Alle 22.30 “Storie di miniera, teatro-racconto tra i vicoli“ con il reading di Antonio Belmonte, attore e musicista calabrese. A seguire, per la sezione SALE FINO, il concerto live “Sale quanto Basta“di Antonio Belmonte e Angelo Durantini. La seconda serata si concluderà con le degustazioni SALI & SAPORI.
Martedì 18 agosto il gran finale. Al mattino alle 11.00 e poi alle 18.00 continuano le visite guidate della sezione SALI & PERCORSI, mentre a sera si darà il via a “La Notte Blu del Salgemma”, il grande evento corale e diffuso in tutto il centro storico, con performance di musica e teatro, percorsi enogastronomici d’eccellenza, elementi legati alle antiche tradizioni popolari e alla scaramanzia con i tarocchi.
Atteso alle 21.00 in Piazza Casini, Paolo Zanarella, il Pianista Fuori Posto con Suoni Sospesi. È il progetto artistico che vede il musicista esibirsi nelle piazze, lungo le vie cittadine, sulle vette alpine e anche sospeso in aria a decine di metri d’altezza grazie all’ausiliodi speciali gru. L’originalità e la carica poetica delle sue performance hanno conquistato l’attenzione della stampa internazionale, meritando l’interesse di prestigiose testate come il New York Times e Le Monde. La sua musica, legata al dialogo emotivo immediato e alla capacità di cogliere di sorpresa il pubblico, trasformerà l’appuntamento di Lungro in un
evento indimenticabile.
A seguire, il coinvolgente spettacolo di fuoco Lumière. La Notte Blu continuerà con “Storie di miniera, teatro-racconto tra i vicoli” con Dario De Luca in “DUEMILA GRADINI, Voci dal Ventre della Terra” e in Piazza Nino Bixio con Il grande show anni ’80 Live Music. A chiudere la serata, nella sezione SALE FINO, Music Erection By Fio Marino, dj set. (rcs)

CERCHIARA DI CALABRIA (CS) – Domani appuntamento spirituale al Santuario della Madonna delle Armi

A Cerchiara di Calabria ritorna il tradizionale appuntamento etiico-spirituale promosso ogni anno in agosto dall’ing. Nicola Barone, Presidente di Tim San Marino nonché ambasciatore inviato speciale della Repubblica del Titano, e orgogliosamente figlio della cittadina del Pollino.

L’appuntamento è alle 10 a Cerchiara, l’11 agosto, nello storico e monumentale Santuario della Madonna delle Armi, dove l’Eparca di Lungro mons. Donato Oliverio celebrerà la santa messa e terrà una relazione illustrativa della nuova Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, con la moderazione del giornalista Franco Maurella e la partecipazione del sindaco di Cerchiara Giuseppe Ramundo e della prof.ssa Sandra Francomano Presidente della Fondazione del Santuario. Interverrà anche l’ing. Nicola Barone che, recentemente, è stato ricevuto dal sommo Pontefice al quale ha fatto dono del suo ormai diffusissimo libro “Una vita da Presidente”, scritto con la collaborazione del giornalista Santo Strati, direttore del quotidiano Calabria.Live.

L’incontro di Cerchiara, ormai da anni, rappresenta un solenne momento di raccoglimento e riflessione spirituale nell’eremo dedicato alla Madonna delle Armi, ma – attenzione –  non sono strumenti di guerra le Armi di Cerchiara bensì è il nome greco delle grotte che circondano il Santuario, un luogo suggestivo e bellissimo che invita alla meditazione e alla preghiera. Numerosi gli ospiti che provengono da ogni parte d’Italia e, anno dopo anno, non intendono mancare a questo prestigioso e unico appuntamento di devozione e di fede, riportando poi indietro con loro il fascino di un’emozione straordinaria e sorprendente.

È un pellegrinaggio sui generis di un folto gruppo di intellettuali, scienziati, giuristi, professionisti, giornalisti ma anche gente comune che si affida alla devozione mariana con umiltà e si raccoglie in preghiera davanti all’antichissima e sacra reliquia della Madonna delle Armi.

Il Santuario che c’è adesso (a 1000 metri di quota) è stato edificato in un’area dove sorgeva un antico monastero bizantino. Secondo la tradizione, intorno al X secolo esisteva un monastero intitolato a Sant’Andrea gestito dagli abati Pacomio e San Gregorio da Cerchiara. Non si hanno poi più notizie del convento fino al 1500. Difatti, sembra che solo dopo cinque secoli il monastero tornò a essere luogo di culto. La devozione risale al 1450: durante una battuta di caccia, alcuni nobili di Rossano inseguirono una cerva fin dentro una grotta. Al suo interno sarebbero state rinvenute dai cacciatori due icone di legno che raffiguravano i Santi Evangelisti. I cacciatori, secondo il racconto popolare, portarono le icone a Rossano, ma queste scomparvero misteriosamente per riapparire nella stessa spelonca dove erano stati trovati. La gente del villaggio, credendo a un miracolo, volle allora far ergere una cappella per custodire le sacre effigi. Si racconta, inoltre, che durante la costruzione della cappella, un fabbro trovò una pietra ovale che si spezzò in due: al suo interno era raffigurata da un lato la Madonna col Bambin Gesù e dall’altro una sagoma attribuita a San Giovanni Battista. La prima faccia della pietra sacra, con l’effigie della Madonna, è custodita nel Santuario incastonata in una suggestiva cappella di marmi policromi. L’altra parte della pietra, secondo la tradizione, venne portata da alcuni devoti a Malta, ma non se ne trovò mai più traccia.

Quello di Cerchiara è dunque un momento di intensa coesione spirituale che l’ing. Barone ha saputo mettere insieme, nel solco del partecipato percorso salesiano della sua formazione. Gli studi presso i Salesiani hanno – come racconta Barone nel suo libro autobiografico – hanno segnato in modo positivo il suo essere cristiano sulle orme degli insegnamenti di don Giovanni Bosco: condivisione e cura degli altri, con spirito di comunione e misericordia. Sono i sentimenti che aleggiano e fanno da protagonisti durante questa storica giornata di Cerchiara di Calabria, dove non mancherà un momento conviviale con le tipicità del territorio. (rcs)

PIETRAPAOLA (CS) – Il 10 agosto incontro su storia e archeologia

Interessante incontro di Storia e Archeologia a Pietrapaola Mare, presso il Villaggio Il Carlino lunedì 10 agosto, ore 19: «Insediamenti umani e organizzazione del territorio tra il fiume Neto e il Crati: dai centri indigeni della Prima Età del Ferro all’affermazione delle popolazioni italiche (IV-III a.C.)»

L’ evento è stato ideato e organizzato dall’Associazione ”RICCHIZZA” con il patrocinio gratuito del Comune di Pietrapaola e del Comune di Caloveto

Previsti per i saluti di benvenuto interventi di Manuela Labonia, Sindaca di Pietrapaola, Paola Aurino, Soprintendente ABAP Cosenza, Mirella Pacifico, Dirigente Scolastica I.C. Mandatoriccio, e Vincenzo De Vincenti, Presidente Associazione Ricchizza.

Seguiranno gli interventi e i contributi scientifici di:

Domenico Forciniti, Geologo – SIGEA: Tra la montagna e lo Jonio: caratteri geo-ambientali e opportunità economiche nel variegato territorio della Sila jonica

 Pier Giovanni Guzzo, Accademia dei Lincei: I centri fortificati della Sila jonica

 Jan Kinbderg Jacobsen, Accademia di Danimarca a Roma: Dinamiche di occupazione e sfruttamento del territorio della polis di Sybaris. Il caso di Timpone della Motta a Francavilla Marittima (CS)”

 Armando Taliano Grasso (UNICAL) e Salvatore Medaglia (UNICAL): Occupazione del territorio della Sila greca tra il V e il III sec. a.C.

 Ernesto Salerno, Funzionario Archeologo – Direzione Regionale Musei Nazionali della Calabria: Il territorio della valle del Traente: il centro fortificato di Cozzo Cerasello / Muraglie di Pietrapaola / Caloveto (CS) alla luce dei risultati emersi nella campagna scavi del 2019

 Anna Maria Rotella, Archeologa collaboratrice della Soprintendenza ABAP: Valorizzazione del patrimonio archeologico: Modello Croceneviera: ri-coltivare la terra per dare valore al patrimonio culturale

 Paola Aurino, Soprintendente ABAP Cosenza / Giovanna Verbicaro, Funzionaria Archeologa SABAP Cosenza: Per un’attività di tutela del patrimonio archeologico delle “Terre Jonicosilane”: prospettive di valorizzazione e fruizione dei siti della Sila Greca

 Modera:

Donatella Novellis, Direttrice scientifica Parco archeologico di Castiglione e Museo civico di Paludi (CS).