PIETRAPAOLA (CS) – Il 10 giornata di prevenzione cardiovascolare

Come ormai da tradizione, lunedì 10 agosto a Pietrapaola  (via Genova 20, Stazione) tra le 15 e le 18.30 il cardiologo dott. Angelo Mingrone effettuerà visite cardiache gratuite di prevenzione cardiovascolare.

«In occasione dell’appuntamento annuale sul ruolo e sulla importanza della prevenzione cardiovascolare – dice il dott. Mingrone –,  mi permetto di sottoporre alcune semplici informazioni sul ruolo cruciale della lotta ai fattori di rischio, dell’assunzione di semplici e sane regole di comportamento che possono e non di poco contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti e non solo e a prolungarne la durata.

I dati più recenti di un ente di ricerca internazionale, il Global Cardiovascular Risk Cosortium,  basati su studi che hanno coinvolto 39 nazioni e valutato oltre 2 milioni di pazienti nei cinque continenti,  hanno messo in evidenza con chiarezza  che circa la metà, il 50%,  delle malattie cardiovascolari sono attribuibili a cinque fattori di rischio modificabili e cioè: l’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete, l’ipercolesterolemia e l’obesità. Il loro controllo rimane lo strumento  più importante e determinante di prevenzione primaria.

Dai dati pubblicati emerge chiaramente che i soggetti  che presentano tutti e cinque i fattori di rischio hanno, all’età di 50 anni una probabilità del 38% di ammalarsi di malattie cardiovascolari per quanto riguarda gli uomini e del 24% per le donne. Nei soggetti  senza alcun fattore di rischio modificabile la probabilità di ammalarsi è invece inferiore a queste percentuali della metà,  oltre ad avere una prospettiva di vita assai più lunga,  probabilmente intorno ai 10 anni.

E tra i fattori di rischio l’assenza di diabete e dell’abitudine al fumo offre probabilmente i maggiori benefici in termini di sopravvivenza. Il fumo in particolare oltre ad avere un impatto assai rilevante sulle malattie cardiovascolari impatta molto sulla sopravvivenza in quanto responsabile di patologie oncologiche e respiratorie. Mentre l’ipertensione è il fattore di rischio responsabile dell’insorgenza di tutte le malattie cardiovascolari e in particolare dell’ictus che può contribuire oltre notevolmente  al peggioramento della qualità di vita.

La buona notizia, però,  è che il contrasto,  la lotta ai fattori di rischio può avere un impatto positivo sulla salute dei pazienti anche quando venga intrapresa in età avanzata. E che anche il contrasto efficace ad uno solo o a due fattori di rischio può contribuire in maniera a determinare un aumento degli anni di vita liberi da malattia cardiovascolare e ad un riduzione della mortalità da tutte le altre malattie.  In particolare l’abolizione del fumo o il controllo efficace della ipertensione possono contribuire   a raggiungere questo  scopo. Ma naturalmente il controllo di tutti i fattori di rischio determina un beneficio assai maggiore. Questa consapevolezza indica chiaramente che la  lotta deve essere rivolta a tutti i fattori di rischio e non soltanto ad alcuni.

Sempre facendo riferimento ai dati del   Global Cardiovascular Risk Consortium si è constatato che le donne tendono ad ammalarsi in genere tre anni più tardi rispetto agli uomini, ma è opinione comune che nel sesso femminile la comparsa di malattie cardiovascolari può avere un impatto più grave. E per questo motivo la prevenzione dei fattori di rischio va attuata  in maniera efficace in entrambi i sessi.

D’altra parte tutti noi, medici e pazienti abbiamo constatato che a volte possono ammalarsi di malattie cardiovascolari anche soggetti senza alcun fattore di rischio conosciuto. Quante volte sentiamo di pazienti in giovane età colpiti da ictus o da infarto  in condizioni di salute perfette fino al giorno prima.  Ma il pubblico attento sa anche che esistono delle popolazioni, per esempio in alcune regioni dell’Amazzonia,  che vengono risparmiati da queste patologie,  per motivi genetici o alimentari. In queste popolazioni una dieta prevalentemente vegetariana associata a fattori genetici favorevoli determina una quasi completa assenza di malattie cardiovascolare. E i decessi avvengono prevalentemente per cause infettive.

Entrambe le popolazioni suscitano da tempo l’interesse degli studiosi e degli epidemiologi e inducono a ritenere che oltre ai fattori di rischio sopra elencati altri ( genetica, fattori ambientali, sociali e infiammazioni croniche, ed altro) possono giocare un ruolo ancora mal definito. Naturalmente queste realtà    che si riferiscono pur sempre ad una minoranza della popolazione nazionale e mondiale  non sminuiscono affatto il ruolo e l’efficacia del controllo dei principali fattori di rischio. Semmai vale il contrario.

In conclusione mi sentirei di dire che il controllo di anche uno solo o due dei fattori di rischio praticato anche in età avanzata ha una importanza notevole in prevenzione primaria.  E che se a questo si aggiunge l’abitudine ad una alimentazione sana e ad una attività fisica moderata ma costante i benefici risultano  ancora maggiori.

Di tutti gli argomenti relativi alla prevenzione cardiovascolare parleremo, come dicevo nel corso della quarta giornata di prevenzione cardiovascolare. Invogliare i pazienti a muoversi, a vivere una vita sana a praticare una sana alimentazione può contribuire molti a vivere meglio e più a lungo». (rcs)

COSENZA: Cella 121 il libro di Attilio Sabato domani al Museo multimediale

Domani, giovedì 30 luglio alle 19 il Museo Multimediale di Cosenza ospiterà la presentazione del libro di Attilio Sabato “Cella 121”, un appuntamento che rompe gli schemi delle tradizionali presentazioni letterarie per offrire al pubblico un vero e proprio viaggio sensoriale.

Non una semplice lettura, non il consueto dialogo tra autore e pubblico: “Cella 121” si presenta attraverso un percorso multimediale immersivo, pensato per far vivere ai presenti l’atmosfera e le emozioni del romanzo prima ancora delle sue parole. Luci, suoni, proiezioni e installazioni sceniche si intrecceranno per restituire, spazio dopo spazio, il respiro claustrofobico e insieme vivo della storia raccontata nel libro.

Gli ospiti non si limiteranno ad ascoltare: saranno guidati dentro la narrazione, attraversando ambientazioni sonore e visive costruite appositamente per l’occasione, in un percorso che intende coinvolgere vista, udito e percezione dello spazio, in perfetta sintonia con la vocazione multimediale del museo che ospita l’evento.

“Cella 121” non è solo un titolo da leggere, ma un’esperienza da attraversare, un modo nuovo di intendere la presentazione di un libro, capace di restituire al pubblico l’intensità di ciò che le pagine custodiscono, prima ancora di aprirle.

MARZI (CS) – Venerdì “Radici Reali”

  Di ANNA MARIA VENTURAC’è un luogo, nel territorio del Comune di Marzi, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Un luogo in cui il silenzio del bosco racconta storie antiche, i castagni custodiscono la memoria di generazioni e ogni sentiero conserva le impronte di chi, per secoli, ha vissuto in armonia con la montagna. Quel luogo è Orsara, piccolo borgo rurale, frazione di Marzi, immerso nel verde del suo straordinario castagneto.

Sabato 4 luglio, Orsara sarà il palcoscenico di “Radici Reali”, uno degli appuntamenti più attesi del Castanetum Flower Festival, la manifestazione nazionale promossa dall’Associazione Nazionale Città del Castagno, che, dal 20 giugno al 20 luglio, coinvolge numerosi territori italiani per celebrare i castagneti nel periodo della loro fioritura.

“Radici Reali” è un invito a riscoprire un patrimonio che appartiene alla memoria collettiva; è un viaggio nella storia di una comunità che attraverso il bosco racconta il proprio passato e immagina il proprio futuro.

Il castagneto di Orsara  è un paesaggio identitario, un luogo della memoria, un archivio vivente nel quale natura e storia convivono da secoli.

Tra questi alberi monumentali si sono intrecciate vite, mestieri, tradizioni e racconti. Il castagno ha rappresentato per generazioni il pane della montagna, il lavoro delle famiglie, il legno che scaldava le case e costruiva gli attrezzi della civiltà contadina.

Oggi quello stesso patrimonio torna protagonista grazie ad una manifestazione che sceglie un nome evocativo: “Radici Reali”. Radici che affondano nella terra ma anche nella cultura, nelle persone, nei valori e nella capacità delle comunità di riconoscersi nella propria storia.

La manifestazione prenderà il via alle 8.30 con l’apertura ufficiale del Festival e con il trekking nel castagneto in fiore, guidato da Bruno Sicilia e Francesca Sarcone (AIGAE).

Sarà un’occasione per camminare lentamente tra i grandi castagni, osservare la biodiversità del bosco e lasciarsi accompagnare dalla bellezza di un ambiente che, in questo periodo dell’anno, offre uno spettacolo tanto delicato quanto poco conosciuto.

Dopo il trekking mattutino tra i sentieri del castagneto di Orsara, la giornata entrerà nel vivo con i momenti di approfondimento, pensati per raccontare il castagno nella sua dimensione scientifica, ambientale, economica e sociale.

Alle 10.00 si aprirà “De Castanea – I castagneti tra tradizione e innovazione”, un incontro di alto profilo scientifico che riunirà docenti universitari, ricercatori e professionisti impegnati nello studio del patrimonio forestale e della castanicoltura.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Marzi, Pietro Tucci, prenderanno la parola Domenico Amantea, Gilda Perri, Domenico Gargano e Liliana Bennardo, che illustreranno il valore naturalistico e conservazionistico dei boschi di castagno della Calabria, attraverso le esperienze dell’Orto Botanico e dell’Università della Calabria.

Il dott. Antonio Mazzei, del Sistema Museale dell’Università della Calabria, accompagnerà il pubblico alla scoperta della straordinaria biodiversità del castagneto, soffermandosi sulla presenza dell’Osmoderma odoroso, raro coleottero che vive negli alberi vetusti ed è considerato uno degli indicatori più significativi della qualità ecologica delle foreste.

La dott.ssa Daniela Simeone, vicepresidente del CONAF di Cosenza, approfondirà il tema delle tecniche agronomiche sostenibili per aumentare la resilienza e la redditività dei castagneti, mentre la ricercatrice CREA-PB Tatiana Castellotti analizzerà gli aspetti economici della castanicoltura.

Seguiranno gli interventi della prof.ssa Sonia Ferrari, docente dell’Università della Calabria, dedicato al turismo rurale come opportunità di sviluppo delle aree interne; della dott.ssa Gabriella Lo Feudo, già ricercatrice CREA-OFA, sul valore alimentare e culturale del castagno; e della dott.ssa Sonia Vivona, tecnologa del CNR-ISAFOM, che illustrerà il rapporto tra foreste, salute e benessere delle persone.

A coordinare questa sessione sarà la dott.ssa Luciana De Rose, del Sistema Museale dell’Università della Calabria.

Seguirà uno dei momenti più suggestivi della giornata, l’inaugurazione della targa dedicata agli Alberi Monumentali d’Italia, un riconoscimento che rende omaggio ai maestosi castagni di Orsara, autentici custodi della memoria del territorio. La cerimonia sarà accompagnata dal suono delle zampogne e dall’animazione dei Briganti, in un ideale abbraccio tra natura, tradizione e cultura popolare.

 A seguire  il convegno  nel Castagneto “Il presente, il futuro, il benessere alle radici”, dedicato alle strategie di valorizzazione delle aree interne attraverso la tutela del patrimonio forestale e lo sviluppo sostenibile.

A dare i saluti sarà ancora il sindaco di Marzi, Pietro Tucci.

Seguiranno gli interventi di Massimo Seragnoli, coordinatore nazionale del Castanetum Flower Festival, promotore di un progetto che sta coinvolgendo numerosi territori italiani nella riscoperta del valore culturale e ambientale del castagno.

Porteranno il loro contributo anche Lucio Di Gioia, presidente del GAL STS; Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria; Federico Belvedere, vicepresidente della Provincia di Cosenza; Fulvia Michela Caligiuri, direttrice generale di ARSAC; i consiglieri regionali Angelo Brutto e Pierluigi Caputo e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, testimoniando l’attenzione delle istituzioni verso il rilancio delle aree montane e della castanicoltura.

Il confronto offrirà una riflessione condivisa sulle opportunità che il patrimonio forestale può rappresentare per il futuro delle comunità locali, mettendo in dialogo amministrazioni, mondo della ricerca, associazionismo e imprese agricole.

Un programma che unisce ricerca scientifica e conoscenza del territorio, offrendo una riflessione concreta sulle opportunità che il patrimonio naturale può rappresentare per il futuro delle comunità montane.

Nel pomeriggio il castagneto cambierà volto trasformandosi in uno spazio di esperienze, incontri e partecipazione.

Dalle 15.30 prenderanno vita laboratori esperienziali, giochi popolari, attività sensoriali, percorsi dedicati al benessere nella natura e momenti di forest bathing, guidati dalla psicologa Maria Fiore.

Il bosco diventerà così uno spazio da vivere con lentezza, ascoltando i suoni della natura, respirando i profumi del sottobosco e riscoprendo quel legame profondo che unisce l’essere umano all’ambiente.

Per tutta la giornata saranno inoltre presenti il mercato di Campagna Amica, il mercatino artigianale, un’area dedicata alle eccellenze gastronomiche, una mostra fotografica, l’esposizione degli antichi attrezzi della castanicoltura, musica itinerante e animazione folkloristica, fino al concerto serale del Collettivo Argalia, previsto alle ore 21.

Accanto al Comune di Marzi, promotore dell’iniziativa, collaborano numerose istituzioni, associazioni e organizzazioni che condividono l’obiettivo di valorizzare il patrimonio naturale e culturale del territorio.

Tra queste figurano l’Associazione Nazionale Città del Castagno, la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, Coldiretti Calabria, ARSAC, il GAL STS, il Sistema Museale dell’Università della Calabria, l’Università della Calabria, il CONAF, Italia Nostra, Campagna Amica, oltre a numerose associazioni del territorio.

Un ruolo importante è svolto anche dalle realtà associative locali, tra cui SNOQ Marzi (Se Non Ora Quando?), impegnata nella promozione culturale e sociale della comunità, insieme alle altre associazioni che, con il loro volontariato e la loro presenza, contribuiscono a rendere possibile una manifestazione che appartiene all’intero paese.

Tra i partner figura inoltre il Parco Saverio Strati – AIParC Cosenza, promotore del progetto “Borghi Vivi – Adozione di un Borgo per contrastare lo spopolamento”, nato per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri attraverso la valorizzazione della loro identità, del patrimonio culturale e del paesaggio.

In questo contesto Marzi è un Borgo adottato da AIParC Cosenza e partecipa attivamente al percorso di Borghi Vivi, un progetto che guarda al futuro delle comunità attraverso la cultura, la partecipazione e la riscoperta delle proprie radici.

Manifestazioni come “Radici Reali” dimostrano che il futuro dei piccoli borghi può nascere proprio da ciò che li rende unici. Nel castagneto di Orsara si celebrerà un modo di abitare il territorio, di custodire la memoria, di trasmettere conoscenze e costruire nuove opportunità.

L’auspicio è che la giornata registri una partecipazione straordinaria, capace di coinvolgere non soltanto la comunità marzese, ma anche tanti visitatori provenienti dai paesi vicini e da tutta la Calabria. Sarà una festa aperta a chi ama la natura, la cultura, il paesaggio e le tradizioni autentiche.

Ma il desiderio più grande è che siano soprattutto i giovani a percorrere i sentieri di Orsara, ad ascoltare le storie custodite dal bosco, a conoscere il valore del castagno e a riscoprire la ricchezza della propria terra. Perché solo chi si innamora delle proprie radici può immaginare di restare, di investire nel luogo in cui è nato e di costruire qui il proprio domani.

In fondo, è questo il significato più profondo di “Radici Reali”: ricordare che le radici non trattengono gli alberi, ma li rendono abbastanza forti da crescere verso il cielo. E lo stesso può accadere a una comunità che riconosce nella propria storia la forza per costruire il futuro.

CORIGLIANO ROSSANO – Gli studenti dell’Agrario del Majorana alla Diga Farneto

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero del Majorana hanno visitato la Diga Farneto del Principe di Roggiano Gravina, trasformando un’opera strategica del sistema irriguo in aula a cielo aperto per l’ennesimo compito di realtà.

La visita si inserisce nel percorso avviato con la partecipazione al bando relativo alla borsa di studio Ingegnere Nicola Perrone, promossa nell’ambito della 26esima Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione. Dopo l’incontro istituzionale di Catanzaro con il Consorzio di Bonifica della Calabria, gli studenti dell’IIS Majorana di Corigliano-Rossano, guidato dal Dirigente scolastico Saverio Madera, hanno potuto approfondire sul campo i temi legati alla gestione della risorsa idrica, alla bonifica, all’irrigazione e alla sostenibilità agricola.

All’esperienza hanno preso parte dieci studenti, prevalentemente della classe quinta dell’indirizzo Agrario, insieme a due alunni della quarta. Si tratta degli stessi ragazzi che, a settembre, saranno coinvolti negli stage formativi presso il Consorzio di Bonifica, nell’ambito di un percorso pensato per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. Ad accompagnarli sono stati i docenti Maria Teresa Bollini e Luca Pepe.

Per l’occasione, il Consorzio di Bonifica ha messo a disposizione della scuola i propri mezzi, accompagnando studenti e docenti fino all’invaso e riportandoli al termine della visita. Guidati dall’ingegnere responsabile e dai collaboratori del Consorzio, gli studenti hanno visitato gli impianti della Diga Farneto del Principe, entrando nelle sale di comando e attraversando i cunicoli sotterranei dell’infrastruttura. Un’esperienza di forte impatto formativo, che ha consentito di comprendere la complessità tecnica, organizzativa e gestionale di un’opera destinata all’approvvigionamento e alla distribuzione dell’acqua per uso irriguo.

Durante la visita è stato illustrato il percorso progettuale che ha portato alla realizzazione della struttura, insieme all’analisi del bacino di approvvigionamento e dell’area agricola servita dall’acqua gestita dal Consorzio. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli interventi finanziati con risorse PNRR, utilizzate per ottimizzare l’uso della risorsa irrigua e ammodernare la fruizione dell’acqua attraverso nuove tecnologie. Un focus straordinario per gli studenti dell’Agrario, chiamati così a confrontarsi con un’agricoltura che non può più prescindere da innovazione, misurazione, efficienza, riduzione degli sprechi e gestione sostenibile delle risorse naturali.

Sulla base della visita svolta e della documentazione ricevuta, gli studenti hanno predisposto l’elaborato previsto dal bando della borsa di studio Perrone. Un lavoro che nasce quindi non solo dallo studio teorico, ma dall’osservazione diretta di un’infrastruttura reale, dalla lettura dei processi tecnici e dal confronto con chi ogni giorno opera nella gestione della bonifica e dell’irrigazione. (rcs)