Quattro ricercatrici calabresi al congresso di Lisbona sulla ricerca oncologica

di FRANCO CACCIASono 4 donne, giovani, determinate e preparate, a portare in alto il nome della Calabria nel settore della ricerca contro il cancro. Nei giorni scorsi si è tenuto a Lisbona il Congresso Annuale 2025 dell’Associazione Europea per la Ricerca sul Cancro (EACR 2025), un congresso dedicato alla ricerca oncologica di base, in cui i massimi esperti mondiali si sono confrontati sui progressi nel campo della cura di una delle principali cause di morte che affligge da decenni le popolazioni del pianeta. Le ricercatrici sono, Giada Juli, dottore di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare-Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica-UMG; Nicoletta Polerà, Dottore di Ricerca-Istituto di Ricerca Biomedica ed Innovazione (IRIB) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); Mariamena Arbitrio, Farmacologo Clinico Ricercatore IRIB-CNR- Catanzaro; Emanuela Altomare, Dottore di Ricerca Dipartimento di Scienze della salute-UMG.

Nel corso dei lavori le ricercatrici calabresi hanno presentato i risultati di ricerche realizzate tra l’Università Magna Graecia, laboratorio di oncologia medica diretta dai proff P. Tassone e P. Tagliaferri in collaborazione con la Fondazione BIT di Roma, presieduta dal prof. G. Nisticò.  I temi oggetto dei lavori presentati hanno riguardato i nuovi approcci terapeutici per la cura del melanoma con l’inibitore di un microRNA ed un anticorpo monoclonale per immunoterapia. L’altra ricerca presentata è stata ancora più identitaria, come si evince dal titolo della presentazione scientifica: gli effetti degli estratti polifenolici dell’olio di oliva calabrese per la cura dell’Alzheimer. Il successo di queste quattro ricercatrici è motivo di speranza per la ricerca oncologica, ma anche un prezioso attestato di riconoscimento per le università di provenienza e per l’intera Calabria. Questi riconoscimenti internazionali non solo aprono nuove opportunità di collaborazione e finanziamento per i loro progetti, ma servono anche da ispirazione per le future generazioni di scienziati calabresi. La storia di queste quattro ricercatrici calabresi è una testimonianza del fatto che con la passione per la conoscenza e l’impegno costante, anche dalla Calabria, possono arrivare contributi ed innovazioni concrete capaci di fare la differenza nel progresso scientifico e nella lotta contro malattie complesse come il cancro e nelle moderne metodologie di assistenza ai pazienti.

La loro presenza a un congresso di tale rilevanza, come l’EACR 2025, non è solo un riconoscimento personale, ma un segnale forte del potenziale scientifico che la regione può esprimere. L’auspicio è che risorse di tale livello possano essere adeguatamente valorizzate dalle università calabresi in cui si sono formate ed in cui sognano di continuare a dare il loro contributo scientifico.  (fc)

Nuovo incendio all’Ospedale della Sibaritide, Maccarone (Fenealuil): Occhiuto intervenga

Dopo l’incendio che ha colpito ieri il cantiere dell’Ospedale della Sibaritide, oggi si è consumato un secondo, gravissimo episodio. Un nuovo rogo, un nuovo segnale inquietante. E questa volta non ci si può più nascondere dietro la parola “fatalità”. Non si può più parlare di coincidenze». È quanto ha detto Giacomo Maccarone, segretario generale di Fenealuil Calabria che, proprio mercoledì, aveva lanciato un grido l’allarme, rimasto tuttavia inascoltato.

«Troppa superficialità, troppa indifferenza rispetto a quello che dovrebbe essere l’ospedale della rinascita di un intero territorio, e che invece rischia di diventare il simbolo della morte della civiltà calabrese», si legge nella nota del sindacalista, in cui viene ricordato che «la FenealUil Calabria, sindacato attento, presente e impegnato quotidianamente nella tutela dei lavoratori, condanna con fermezza quanto accaduto e pretende immediatamente risposte concrete. L’incolumità dei lavoratori e la sicurezza del cantiere sono priorità assolute, ma ciò che sta accadendo lascia pensare a qualcosa di ancora più grave: forse atti intimidatori, forse sabotaggi deliberati, o peggio. In ogni caso, non può e non deve passare sotto silenzio».

Per questo «chiediamo, a gran voce, che tutto il cantiere dell’Ospedale della Sibaritide e le aree circostanti siano poste sotto controllo e sorveglianza costante da parte delle forze dell’ordine. I lavoratori e le loro famiglie non possono continuare a vivere nella paura di recarsi ogni giorno in un luogo dove il terrore sembra aver preso il sopravvento sulla legalità».

«Il presidente della Regione e Commissario ad acta per la sanità calabrese, Roberto Occhiuto – ha detto Maccarone – deve intervenire immediatamente. Non può esserci silenzio di fronte a un attacco così violento e simbolico verso una delle opere pubbliche più importanti della regione. Il suo ruolo istituzionale gli impone di dare un segnale forte, chiaro e immediato: la Calabria non è terra di nessuno».

«Servono misure straordinarie – ha evidenziato – per garantire sicurezza, legalità e dignità. Non solo per chi lavora nei cantieri, ma per tutta la cittadinanza. Non possiamo accettare che un’opera sanitaria di tale importanza venga trasformata in un campo di battaglia. Il silenzio, in questo momento, è complice. Il disinteresse è corresponsabile».

«La Calabria ha bisogno di sanità, di lavoro ma, soprattutto, di giustizia e coraggio. E oggi, più che mai, abbiamo bisogno che lo Stato faccia sentire la sua voce. Prima che sia troppo tardi», ha concluso.

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, invece si è appellato al Governo e al Ministero della Difesa «affinché si valuti l’immediato impiego dell’Esercito per la sorveglianza e la tutela del cantiere, come già avviene per la Strada Statale 106 nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure».

«Due incendi in due giorni, entrambi sviluppatisi nella stessa area del cantiere dell’ospedale della Sibaritide, non possono essere archiviati come semplici coincidenze», ha detto il consigliere, ribadendo la necessità di «un intervento immediato da parte dello Stato per garantire sicurezza, legalità e continuità ai lavori di costruzione di un’opera strategica per la sanità calabrese».

«Parliamo di una struttura sanitaria attesa da decenni – ha proseguito Tavernise – e che, tra ritardi, stop, cambi di gestione e rimpalli di responsabilità, ancora oggi non riesce a vedere la luce. I recenti roghi nel vano ascensore e in altre zone del cantiere alimentano il sospetto che vi siano interferenze esterne che mirano a rallentare o ostacolare i lavori. È inaccettabile. Lo Stato deve rispondere con fermezza».

«Non possiamo permettere che questo progetto diventi ostaggio di interessi opachi o vittima della scarsa vigilanza».

«Chi lavora in quel cantiere – ha concluso – ha diritto a operare in condizioni di tranquillità. Chi vive su questo territorio ha diritto a sapere se dietro questi episodi ci sia una regia occulta. E chi governa ha il dovere di intervenire subito. È il momento di alzare il livello di guardia. Lo Stato si faccia sentire». (rcs)

Il Consiglio regionale approva legge contro violenza di genere

«L’approvazione odierna della nuova legge regionale contro la violenza di genere segna un risultato importante per la nostra Regione e, soprattutto, per tutte quelle persone, in particolare le donne, che ogni giorno vivono situazioni di sopraffazione e abuso». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Caterina Capponi, evidenziando come «siamo consapevoli che una legge, da sola, non può risolvere completamente il problema della violenza di genere. Tuttavia, può e deve rappresentare uno strumento fondamentale per contrastarla. È con questa consapevolezza che ci siamo impegnati a fondo per elaborare una normativa che potesse offrire un nuovo approccio risolutivo e infondere speranza».

«Questa legge – ha ribadito – non è un semplice aggiornamento della normativa precedente, ma un cambiamento radicale nell’approccio al problema. Siamo coscienti che per eliminare la violenza di genere è necessario un profondo cambiamento culturale, che promuova il rispetto, l’uguaglianza e la parità tra i sessi. La legge nasce dall’attento ascolto di chi vive e combatte quotidianamente il problema: operatrici e operatori, centri antiviolenza, vittime, famiglie e, in particolare, le associazioni. Abbiamo voluto costruire un impianto normativo solido e organico, capace di integrare prevenzione, protezione e ricostruzione».

«Con queste premesse e con questa visione – ha rimarcato l’assessore alle Politiche sociali – la Calabria si dota di una rete regionale strutturata e integrata, in cui ogni attore – dai Comuni alle Aziende sanitarie, dalle scuole alle Forze dell’Ordine, dalla Magistratura ai centri specializzati – lavora in modo coordinato e omogeneo per prevenire e contrastare la violenza in tutte le sue forme. La nuova legge amplia il raggio d’intervento, includendo anche le persone con disabilità, troppo spesso escluse o non pienamente tutelate nelle strategie di contrasto alla violenza. A loro vogliamo continuare a garantire pieno ascolto e piena protezione».

«Accanto alle misure di protezione per le vittime – ha proseguito – abbiamo introdotto interventi per il recupero degli uomini autori di violenza. Questa scelta nasce dalla consapevolezza che prevenire significa anche intervenire sui modelli relazionali e culturali distorti che alimentano cicli di aggressività e dominio. Per questo, abbiamo previsto percorsi di responsabilizzazione e rieducazione, affiancati da campagne di sensibilizzazione e attività di formazione destinate a operatori, insegnanti, sanitari e forze dell’ordine. Siamo convinti che solo un impegno corale, diffuso e costante possa produrre un cambiamento reale».

«La legge approvata – ha continuato – stabilisce risorse certe e programmate nel tempo per sostenere i progetti sul territorio, rafforzare i centri antiviolenza e le case rifugio, garantire alloggi protetti in collaborazione con l’Aterp e permettere alle donne e ai loro figli di poter immaginare e ricostruirsi una vita in condizioni di sicurezza. Abbiamo anche introdotto un fondo patrimoniale regionale alimentato dai risarcimenti giudiziari e prevediamo la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile nei processi per violenza di genere, segnalando così un chiaro posizionamento istituzionale accanto alle vittime».

«La legge regionale contro la violenza di genere – ha sottolineato – è una scelta politica, sociale e culturale. È una legge che guarda al futuro e che afferma con forza un principio essenziale: nessuna donna deve più sentirsi sola. Nessuna violenza deve più restare invisibile».

L’assessore Capponi ha concluso ringraziando «il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio regionale, i colleghi della Giunta e del Consiglio, i componenti della III Commissione, e tutte le persone che, con il loro contributo, hanno reso possibile questo traguardo».

«Ma il mio personale pensiero e la mia vicinanza –ha concluso –  vanno a tutte le donne che, anche nel dolore, hanno trovato la forza di parlare, di denunciare, di rialzarsi. È nel loro nome che oggi, con convinzione, è stato compiuto questo atto dovuto. Si, dovuto, perché è compito delle istituzioni e di chi le amministra di ascoltare la voce della sofferenza e di adoperarsi per attuare ogni iniziativa possibile al fine di lenirla».

Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, sottolineando come «il Consiglio regionale continua a dimostrare grande attenzione e consapevolezza sul fenomeno che quotidianamente interessa le donne che subiscono spregevoli prepotenze sia fisica che morale».

«Fin dall’avvio di questa legislatura – ha ricordato – il Consiglio regionale ha messo a disposizione, in questa battaglia di civiltà, le proprie prerogative e costituito gli organismi deputati ad occuparsene e che, in varie circostanze, hanno prodotto azioni tangibili; mi riferisco, nello specifico, a due edizioni degli Stati generali contro la violenza alle donne ed ai protocolli interistituzionali per un monitoraggio minuzioso del fenomeno e per assegnare, d’intesa con l’Aterp, residenze pubbliche da destinare alle donne vittime di violenza ed ai loro figli».

«Trovo condivisibile l’attenzione della legge sui Centri antiviolenza – ha proseguito – strutture che svolgono un ruolo cruciale nel supporto alle donne vittime di violenze e offrono un ambiente sicuro, in cui le donne possono ricevere ascolto e supporto emotivo e condividere, attraverso incontri di gruppo organizzati, le loro esperienze e riscuotere, quindi, supporto reciproco così da iniziare a ricostruire la propria vita».

«Oltre all’impegno delle istituzioni – ha concluso – reputo fondamentale che la società civile continui ad impegnarsi, con sempre maggiore forza e determinazione, per costruire un futuro scevro da violenza e libero da ogni forma di prevaricazione sulle donne». (rcz)

Incontro istituzionale tra Begaj e Occhiuto, rafforzare cooperazione per stimolare sviluppo

È stato un  un momento di alto valore istituzionale e simbolico, consolidando il legame storico e culturale che unisce la Calabria all’Albania, con un pensiero particolare rivolto alla comunità arbëreshë, che da secoli è parte integrante del tessuto sociale e culturale calabrese, l’incontro tra il presidente della Repubblica di Albania, Bajram Begaj, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Ad accogliere il Capo dello Stato albanese in Cittadella regionale, anche l’assessore regionale all’Agricoltura e ai Trasporti, Gianluca Gallo.

«Tra Calabria e Albania – ha dichiarato il Presidente Occhiuto – esiste un rapporto solido, fondato su radici profonde. Un legame che oggi può tradursi in un’occasione concreta di crescita reciproca. Entrambe le realtà condividono il dramma dello spopolamento giovanile: molti ragazzi e ragazze lasciano i propri territori in cerca di opportunità altrove. Insieme, possiamo creare le condizioni per invertire questa tendenza».

Nel corso del colloquio sono emerse numerose prospettive di cooperazione nei settori del turismo sostenibile, della formazione universitaria, dell’innovazione e della mobilità, con l’obiettivo di valorizzare i territori e costruire nuove traiettorie di sviluppo euro-mediterraneo. Il presidente Occhiuto ha ricordato l’attivazione del volo diretto Lamezia Terme–Tirana come esempio concreto di integrazione tra le due sponde dell’Adriatico, sottolineando la volontà della Calabria di proporsi come partner strategico dell’Albania.

«Oggi – ha concluso Occhiuto – abbiamo la possibilità di far conoscere la nostra Regione per le sue straordinarie potenzialità, superando gli stereotipi del passato. È fondamentale rafforzare questo ponte culturale ed economico, non solo con l’Albania, ma anche con tutti quei cittadini calabresi che mantengono vivo il legame con le loro origini arbëreshë». (rcz)

Bonifica Sin Crotone, Errigo spinge per monitoraggio dati epidemiologici

Il Commissario Straordinario per la bonifica del Sin di Crotone, gen. Emilio Errigo, ha indirizzato una richiesta ufficiale all’Istituto Superiore di Sanità, ad altri enti tecnico-scientifici e alle Istituzioni interessate, richiedendo le informazioni da loro possedute concernenti i dati epidemiologici ed ogni altro dato ritenuto utile riferiti all’area Sin, per l’avvio e l’implementazione di un programma di raccolta e analisi di dati epidemiologici.

«La salute pubblica è e deve essere sempre la priorità. Su questo aspetto nessun ritardo è ammissibile»; questo è il messaggio chiaro e perentorio che emerge dalla nota. 

Nelle more delle operazioni di bonifica ambientale in corso, portate avanti in sicurezza, dai soggetti obbligati e accertate con i controlli previsti dalla legge, il Commissario ha voluto richiedere con urgenza, tutti i dati finora posseduti ma mai sistematizzati, sul monitoraggio sanitario mirato sulla popolazione residente.

Il programma mira non solo a fotografare l’attuale condizione epidemiologica dell’area ma a creare una nuova base scientifica per valutare nel tempo l’efficacia delle azioni di bonifica ambientale.

Il coinvolgimento diretto di enti come ISS, ISPRA, CNR, ARPACAL, Ministero della Salute e Regione Calabria, tra gli altri, dimostra la portata sistemica e interistituzionale della richiesta di intervento.

«Questa nota – si legge – rappresenta una prima risposta, dettata dall’ascolto delle legittime preoccupazioni e dai timori sulle possibili patologie ambientali, della cittadinanza volta a non sottovalutare gli aspetti correlati alla salute pubblica, sia nel breve che nel medio-lungo termine».

La struttura commissariale è pienamente consapevole delle preoccupazioni della cittadinanza e intende determinare l’avvio di azioni trasparenti, basate su dati oggettivi e scientificamente fondati. 

«L’obiettivo è duplice – viene rimarcato nella nota –: proteggere chi vive nel territorio contaminato e garantire che le operazioni di risanamento siano efficaci anche sotto il profilo sanitario».

In questo contesto, il monitoraggio epidemiologico rappresenta un passo imprescindibile, non accessorio, del percorso di bonifica. 

«La popolazione – ha concluso Errigo – ha il diritto di sapere e di essere tutelata: la scienza e le istituzioni sono chiamate a dare risposte concrete». (rkr)

Calabria tra le prime ad aver approvato linee per prevenzione e tutela bambini

La Calabria è tra le prime regioni ad aver approvato le Linee di indirizzo per il sistema di prevenzione e tutela delle bambine e dei bambini dal rischio di maltrattamenti, abusi e condotte inappropriate nei servizi educativi e di istruzione. Un documento strategico che rafforza la sicurezza, il benessere e la qualità dei servizi rivolti alla prima infanzia, in attuazione della Legge Regionale n. 24/2024.

«Siamo orgogliosi che la Calabria sia tra le prime Regioni in Italia ad aver emanato linee guida in un settore così delicato e strategico per lo sviluppo del territorio, ponendosi all’avanguardia nella promozione di una cultura pedagogica fondata sulla cura, sulla prevenzione e sulla corresponsabilità educativa tra istituzioni, famiglie e comunità», ha commentato l’assessore regionale all’Istruzione, Maria Stefania Caracciolo.

Con l’approvazione della legge regionale n. 24 del 2024 e, nello stesso anno, del regolamento attuativo è stato avviato un percorso virtuoso che punta, per la prima volta in Calabria, a contrastare la povertà educativa legata all’infanzia, colmando il gap esistente con le altre regioni italiane e con il resto dei Paesi europei, garantendo un’offerta educativa di qualità a tutti i bambini e le bambine.

«Con queste linee guida – ha spiegato l’assessore – proseguiamo nel percorso intrapreso, finalizzato non solo ad implementare i servizi educativi e di istruzione ma soprattutto a qualificarli perché la qualità dell’educazione passa anche e soprattutto dalla capacità di proteggere e promuovere ambienti sicuri, trasparenti e rispettosi; esse rappresentano un atto concreto di responsabilità verso i nostri bambini, le famiglie e gli operatori del settore».

Le linee di indirizzo per il sistema di prevenzione e tutela, frutto di un percorso di concertazione tra Regione, Anci, Usr e le associazioni maggiormente rappresentative prevedono: l’adozione di un Codice di condotta a cura dei soggetti gestori, con norme comportamentali per il personale e modalità di segnalazione efficaci; un piano di prevenzione e tutela, fondato su formazione, coordinamento pedagogico, collegialità, valutazione della qualità e partecipazione delle famiglie; misure per contrastare lo stress lavoro-correlato, a tutela della salute e il benessere degli educatori; un uso consapevole delle tecnologie digitali, con particolare attenzione all’impatto degli smartphone sui bambini più piccoli.

«Desidero, infine – ha concluso – ringraziare sentitamente il Dipartimento Istruzione e tutto il gruppo di lavoro che ha collaborato sinergicamente, con competenza, passione ed entusiasmo, con la struttura regionale per il raggiungimento di questo importante risultato». (rcz)

Il Coapi Calabria sottoscrive documento unitario per i pastori dopo incontro con la Regione

Il Coapi  Calabria ha sottoscritto, con altre realtà calabresi, un documento unitario con cui si da atto alla Regione del lavoro fatto, anche grazie al confronto con gli allevatori e le realtà sociali attive.

La firma del documento, apposta da Luana Guzzetti, olivicoltrice di Cropani e componente del Coordinamento Nazionale del Coapi in rappresentanza delle realtà Calabresi aderenti, è avvenuta dopo che nei giorni scorsi, il 18 giugno, insieme ad altre realtà imprenditoriali, movimenti e associazioni sia territoriali che regionali, si era tenuto un incontro in Regione Calabria con l’assessore Regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, per verificare e sollecitare un provvedimento che consente ai pastori calabresi di poter ricostituire il patrimonio ovino falcidiato nei mesi scorsi dalla Blue Tong.

L’incontro ha sancito un accordo di merito fra gli allevatori (che nei mesi scorsi si erano mobilitati con diverse iniziative) e la Regione Calabria sul provvedimento che viene dopo mesi di confronto e che, nei fatti, potrà permettere agli allevatori calabresi di poter affrontare la prossima annata agraria potendo contare su risorse e strumenti non scontati e fondamentali.

«all’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria ed ai dirigenti della Regione, va il riconoscimento del lavoro fatto e della capacità di ascolto che hanno saputo mettere in campo. Ora si tratta di varare il provvedimento nel più breve tempo possibile, di renderlo operativo e di fare in modo che l’istruttoria sia la più celere possibile», ha sostenuto Francesco Scarpino, presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino di Crotone, nominato portavoce del documento unitario sottoscritto dalle diverse delle realtà sottoscrittrici del documento unitario.

Il Coapi, in Calabria, partecipato da alcuni presidi dell’Area del Crotonese e di Vibo Valentia attivi negli ultimi due anni contro la crisi, dal Presidio Calabrese della “Rete Salviamo l’Allevamento di Territorio” e dal Coordinamento Regionale di Altragricoltura, ha tenuto sul tema dell’Allevamento diverse iniziative nei mesi scorsi rendendosi protagonista di proposte portate al tavolo di confronto con l’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria.

Le iniziative del COAPI, avviate con una prima giornata tenuta il 25 giugno del 2024, che ha coinvolto i pescatori, gli agricoltori, i pescatori e i sindaci e le province del territorio raccogliendo delibere di adesione al documento nazionale con cui il Coapi chiede al Governo Nazionale la “Dichiarazione di Stato di Crisi della piccola e media impresa agricola e allevatrice italiana” hanno, fin da subito, puntato all’obiettivo di aprire con la Regione Calabria una interlocuzione utile per avviare un lavoro concreto sulle crisi regionali delle aree rurali e delle marinerie.

Obiettivo che, nei fatti, sta facilitando un clima utile di confronto fra le istituzioni di territorio e gli agricoltori e pescatori che stanno denunciando la crisi e avanzano proposte utili ad affrontare i problemi.

Interlocuzione positiva aperta fin dal 3 marzo scorso e che sta proseguendo nei fatti attorno a problemi concreti per trovare soluzioni, grazie al confronto fra gli imprenditori in mobilitazione e le istituzioni di territorio.

Per Luana Guzzetti «è il momento dell’unità fra gli allevatori, i pastori e gli agricoltori calabresi ed è il momento del confronto con le istituzioni chiamate a riconoscere quanto straordinaria sia la situazione di crisi come dimostra il fatto che, nel caso degli allevatori, basta l’effetto di una variabile esterna per rompere equilibri economici delicatissimi imposti dall’aumento dei costi e dalla crisi».

«La Regione Calabria, che ha ben operato nel confronto degli allevatori – ha concluso – ora è chiamata ad attuare il bando con celerità per evitare che l’annata agraria sia compromessa e ad estendere il confronto con i movimenti e gli agricoltori che pongono la necessità di eventi adeguati alle crisi. Se è stato possibile con la Lingua Blu, può esserlo, come chiede il Coapi, anche sugli altri temi che abbiamo sottoposto al confronto con la regione». (rcz)

Lella Golfo dedica alla Calabria il Premio Marisa Bellisario

di PINO NANOIl 27 giugno si rinnova l’appuntamento con l’Oscar delle donne, il Premio Marisa Bellisario “Donne che fanno la differenza”, giunto alla sua 37ª edizione, nella splendida cornice del Parco Archeologico del Colosseo e in onda su Raiuno, e che porta ancora la firma della “pasionaria di Bocale”, la calabrese Lella Golfo, e la dedica di questa straordinaria protagonista calabrese alla sua terra di origine.

«Nonostante i tanti baluardi espugnati e i primati raggiunti – dichiara la Presidente Lella Golfo – premiare e celebrare l’eccellenza al femminile continua a essere una priorità. Le grandi sfide del futuro, da quella ambientale a quella tecnologica fino al raggiungimento di una pace duratura, necessitano di una leadership femminile forte e riconosciuta. Questo è il senso e lo spirito con cui si muove da quasi quarant’anni il Premio Marisa Bellisario. Le Mele d’Oro 2025 rappresentano un altro passo avanti in questa direzione e ci raccontano di un’Italia che continua ad avanzare con convinzione verso un traguardo di parità». 

Un Premio targato, appunto, orgogliosamente Lella Golfo, che è la storia di una ragazza calabrese che da Reggio Calabria ha poi scalato i gradini del potere arrivando ai vertici delle istituzioni del Paese, una storia di eccellenza e soprattutto di grande successo personale, una donna che ha dedicato tutta la sua vita alle battaglie per le donne e che oggi è punto di riferimento di tutto il mondo femminile italiano e internazionale.

«Sono orgoglioso di presiedere la Commissione esaminatrice del Premio – aggiunge il Presidente della Commissione esaminatrice Gianni Letta – e ringrazio tutti i membri che condividono l’annoso compito di selezionare le ‘migliori’. In questo impegnativo e prezioso ruolo anno dopo anno siamo spettatori partecipi di un novero di eccellenze femminili sempre più nutrito. Valorizzare questa positiva potenza femminile non rappresenta solo un tributo dovuto all’impegno determinato di queste donne ma contribuisce a indicare la strada, a svelare le opportunità a chi deciderà di emularle, così contribuendo al progresso materiale e morale dell’intera nazione». 

Selezionate dalla Commissione esaminatrice, ecco le vincitrici dell’Edizione 2025 del Premio Marisa Bellisario. Premio Internazionale alla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, per le Istituzioni, il Premio va alla prima Ragioniera Generale dello Stato Daria Perrotta e per l’Informazione alla Direttrice dell’Agenzia Giornalistica Italia Rita Lofano. Per l’Imprenditoria, Laura Bertulessi, Founder e Amministratore Delegato di Italtrans, per il Management, Maria Luisa Gota, Amministratore Delegato Eurizon, prima donna alla guida di Assogestioni e Responsabile della Divisione Asset Management di Intesa Sanpaolo. Premi Speciali a Arianna Alessi, Vicepresidente OTB Foundation e Suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline. Per lo Spettacolo il Premio va a Claudia Gerini mentre il Germoglio d’Oro viene assegnato alla ginnasta Alice D’Amato.

Due i riconoscimenti riservati alle aziende che si sono distinte nel campo della parità di genere, sia con politiche di sviluppo e promozione delle carriere femminili sia con azioni innovative ed efficaci di welfare aziendale. Il primo, riservato alle Piccole e Medie Imprese è il Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, giunto alla sua 9ª edizione e che ha visto la candidatura di oltre 1000 aziende. Per la Media Impresa a vincere l’ambito riconoscimento è Mulan Group, azienda alimentare che collabora con le principali catene della grande distribuzione in tutta Europa; per la Piccola Impresa vince MyLime, giovane microimpresa bolognese innovativa che crea valore e trasparenza sul ciclo di vita dei prodotti attraverso il Digital Product Passport. 

Dedicato alle grandi aziende è invece il Women Empowerment Company realizzato in collaborazione con Confindustria e quest’anno conquistato dal gruppo Terna, proprietario della rete di trasmissione italiana dell’elettricità in alta e altissima tensione e il più grande operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa. 

Ingegneria Informatica, Meccanica ed Elettrica e sono i corsi di studio individuati dalla Commissione esaminatrice per concorrere all’assegnazione della Mela d’Oro 2025 a tre brillanti neolaureate. Oltre quaranta gli Atenei italiani coinvolti e tre le grandi partner – Zucchetti, Ferrovie dello Stato Italiane e Terna – associate al rigoroso processo di selezione che ha portato infine alla proclamazione di Sara Zoccheddu, Alessandra Magnabosco ed Eliana Mangiardi.

A consegnare le ambite Mele d’Oro, si alterneranno nel corso della trasmissione personalità delle istituzioni, dell’economia, della comunicazione e dello spettacolo.Come ogni anno, il Premio Marisa Bellisario si avvale del patrocinio di numerosi Ministeri e di un Comitato d’Onore composto da eminenti personalità. Un evento da non perdere, e soprattutto da non sottovalutare. (pn)

Tavernise (M5S): A San Giovanni in Fiore inaccettabile farmacia territoriale chiusa

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha denunciato una situazione «di gravità inaudita,  denunciata dal cittadino Domenico Caruso di San Giovanni in Fiore: l’assenza cronica del farmacista presso la farmacia territoriale della sua città. Questa problematica, lungi dal dover essere ignorata, deve irrompere con forza nelle stanze del potere».

«La denuncia del signor Caruso non può e non deve cadere nel silenzio assordante delle istituzioni, né rimbalzarci addosso come un mero fatto di cronaca. Deve farsi largo e diventare la chiave di volta per una risoluzione dei tanti problemi che la sanità in Calabria porta con sé», ha rimarcato Tavernise, facendo un appello al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, «affinché faccia tutto il possibile per ricucire questo strappo territoriale e garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini di San Giovanni in Fiore e, di conseguenza, dell’intera Calabria» e alla sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, «di prendere tutti i provvedimenti del caso per risolvere immediatamente questo problema».
«Il caso specifico di San Giovanni in Fiore, area interna e montana – ha proseguito – è a mio avviso, un emblema lampante di un sistema al collasso. La farmacia territoriale non è un semplice presidio; è un punto nevralgico per un numero elevatissimo di malati che solo lì possono reperire i farmaci salvavita, indispensabili per la cura delle loro patologie. E non solo: essa rappresenta l’unica fonte di rifornimento in zona per le farmacie ordinarie, che dipendono da essa per l’approvvigionamento di medicinali erogabili esclusivamente dal Servizio Sanitario Nazionale».
«L’alternativa, ovvero l’altra farmacia di zona situata a Rende – ha detto ancora – impone un viaggio di quasi 45 minuti. Questo si traduce in un ulteriore, insopportabile disagio per pazienti e familiari, persone già provate dalla malattia. È impensabile, a mio modo di vedere, che la farmacia territoriale rimanga priva di un farmacista e, ancor più grave, che rimanga chiusa anche per interi fine settimana. È inconcepibile tagliare e pensare di risparmiare sulla pelle delle persone. Mentre si assiste a tanti sprechi in altri settori, si arriva a far cassa sulla vita delle persone. Tutto ciò è vergognoso, al pari del silenzio delle istituzioni».
«Questo mio intervento – ha concluso – non è solo un appello alla risoluzione di una specifica emergenza, ma un monito a riconsiderare le priorità in un settore vitale come la sanità, dove i tagli indiscriminati e la burocrazia non possono e non devono compromettere la salute e la dignità dei nostri concittadini». (rcs)

Enogastronomia e turismo, binomio vincente per dare spinta alla qualificazione e allo sviluppo della Locride e della Calabria

di ARISTIDE BAVAEnogastronomia e turismo, binomio vincente per dare spinta alla qualificazione e allo sviluppo della Locride e della Calabria. Un messaggio chiaro quello partito dal Porto delle Grazie di Roccella, dove si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della Associazione Italiana della cucina “Costa dei Gelsomini”, della Locride,  e quelli di “Gallura” della Sardegna.

Il tutto, proprio, nella stupenda cornice del Porto roccellese dove le due delegazioni dell’Aic si ritrovati presso la struttura la “SciabaKa”, presenti, tra gli altri, anche il sindaco della città Vittorio Zito e il consigliere regionale Antonello Talerico, che si sono appunto soffermati sull’importanza che riveste l’enogastronomia per lo sviluppo del settore turistico auspicando una doverosa promozione del settore. Assieme a loro anche Vasco De Cet, Amministratore Unico del Porto, che ha parlato dei successi che si stanno riscontrando grazie alla politica innovativa che si sta perseguendo e che vede la struttura di Roccella anche tra le mete più ambite dei vacanzieri da diporto. 

Per l’occasione sono stati presenti nella Locride, con il delegato della locale Aic, Giuseppe Ventra, che ha organizzato l’incontro, e il delegato di Gallura, Massimo Putzu, anche il delegato regionale, Rosario Branda, e tutti i delegati della provincia reggina ovvero Sandro Borruto, delegato A.I.C. area dello Stretto Costa Viola; Ettore Tigani, delegato A.I.C. Gioia Tauro – Piana degli Ulivi; Giuseppe Alvaro, delegato A.I.C. Reggio Calabria e Franco Prampolini, delegato A.I.C Area grecanica che, con brevi interventi, si sono alternati per condividere gli aspetti sociali della manifestazione. 

Sono intervenuti anche il giornalista Marco Bittau, coordinatore regionale del Centro studi regionale della Sardegna e il presidente del Consiglio di amministrazione della fondazione distrettuale Lions, Franco Scarpino. L’incontro è stato introdotto dal segretario dell’ Aic della Locride, Luciano Tornese.

La conviviale è stata imperniata su specifiche pietanze gastronomiche della tradizione locale, preparate dallo chef Vincenzo Forgione e illustrate nei particolari dall’imprenditore Salvatore Agostino che, proprio nei giorni, scorsi è stato insignito del “Premio Eccellenza Lions” per il suo importante e fattivo contributo nel campo della gastronomia e per le sue riconosciute capacità di promuovere i prodotti locali in Itali e nel mondo. Agostino è stato presentato dal simposiarca della giornata Paolo Commisso. La degustazione è stata preceduta con una significativa appendice a cura di Simone Ventra, noto medico specialista in cardiologia che si è soffermato, con dovizia di particolari, sul tema “fattori di rischio e malattie cardiovascolari”.

A cornice dell’incontro anche le esposizioni artistiche della pittrice Maria Grenci che ha offerto interessanti scorci del territorio. La giornata è stata arricchita dall’ingresso nell’ Aic “ Costa dei Gelsomini”, di ben cinque nuovi soci, ovvero Paolo Commisso, Francesca Costantino, Vincenzo Ursino, Raffaele Niceforo e Cesare Laruffa. A conclusione dell’incontro la delegazione della Locride ha donata agli ospiti la raffigurazione della Dea Persefone curata dall’artista  Alberto Trifoglio come ricordo e segno distintivo del territorio della Locride. (ab)