L’OPINIONE / Caterina Vaiti: Andiamo a votare per i diritti, la sicurezza e la dignità del lavoro femminile

di CATERINA VAITI – Ci sono numeri che raccontano una realtà che spesso si preferisce non guardare. Sono i numeri del lavoro delle donne in Italia, quelli che ogni giorno disegnano i contorni di un Paese che ha ancora enormi difficoltà a riconoscere il valore e la fatica del lavoro femminile.

Nel 2024, il nostro Paese resta fermo al 111° posto su 146 per partecipazione femminile al lavoro (Global Gender Gap Report). Solo il 53,5% delle donne ha un impiego, contro il 70,9% degli uomini. E quando arrivano i figli, la situazione peggiora drasticamente: una donna su tre abbandona il lavoro dopo la maternità. Mancano i servizi, mancano le tutele, manca la possibilità di scegliere.

Non si tratta solo di occupazione, ma di qualità dell’occupazione. Ancora oggi quasi la metà dei nuovi contratti per le donne è part-time, spesso involontario. Un tempo ridotto che diventa stipendio ridotto, carriera sacrificata, pensione povera: il gender pay gap reale tocca il 25% nel privato e cresce man mano che si sale nella carriera e nell’istruzione. Alla fine del percorso lavorativo, le donne percepiscono pensioni più basse del 36% rispetto agli uomini.

Ma c’è un’altra faccia di questa disuguaglianza: la sicurezza sul lavoro. Una sicurezza che per molte lavoratrici semplicemente non esiste. Nei settori dove la presenza femminile è maggiore – sanità, assistenza, cura, servizi alla persona – aumentano gli infortuni, i disturbi da stress lavoro-correlato, le aggressioni e le molestie. Solo nel 2023, oltre il 26% degli infortuni mortali in itinere ha riguardato donne. Quasi 2 milioni di lavoratrici, secondo l’Istat, hanno subito molestie sul posto di lavoro nell’arco della loro vita professionale. È un’emergenza che spesso viene sottovalutata o raccontata come fisiologica. Non lo è. Di fronte a tutto questo, troppo spesso il messaggio che arriva dalla politica — da chi sminuisce la portata del voto o invita addirittura a non votare — è quello di un silenzio pericoloso. Come se i problemi si potessero congelare o rinviare. Come se rinunciare al proprio diritto di voto fosse un gesto neutro. Non lo è.

L’8 e 9 giugno, votare ai referendum sul lavoro non è solo esercitare un diritto: è un gesto di responsabilità e giustizia verso chi lavora ogni giorno in condizioni difficili, invisibili, precarie, esposte a rischi che spesso non vengono nemmeno nominati – si legge ancora nella nota -. Per questo, oggi più che mai, è necessario un vero cambio di rotta. Un lavoro buono, stabile, sicuro e libero da discriminazioni è il presupposto essenziale per garantire autonomia economica, dignità e diritti a tutte le lavoratrici. Servono scelte coraggiose a partire da misure concrete per garantire la sicurezza sul lavoro con un approccio che tenga conto delle differenze di genere nella valutazione dei rischi, dei dispositivi di protezione individuale, della prevenzione e del riconoscimento pieno delle malattie professionali e psicosociali.

L’8 e 9 giugno, con i referendum promossi dalla Cgil, abbiamo l’opportunità concreta di fermare questa deriva. Votare non è solo un diritto: è un atto di giustizia verso le tante donne che ogni giorno pagano sulla propria pelle il prezzo della precarietà e della mancanza di tutele. (cv)

[Caterina Vaiti è Segretaria regionale Flai Cgil Calabria]

La Riviera dei Cedri e Parco del Pollino nel circuito CoasTour

La Riviera dei Cedri e il Parco Nazionale del Pollino sono entrati nel circuito europeo dell’innovazione sostenibile nel turismo grazie al progetto CoasTour, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma per il Mercato Unico (Sms).

CoasTour mira a supportare la transizione sostenibile e il miglioramento delle prestazioni ambientali di almeno 80 piccole e medie imprese (PMI) turistiche localizzate in aree costiere e rurali di cinque paesi europei: Danimarca, Italia, Portogallo, Slovenia e Lituania.

L’Italia partecipa al progetto con il coordinamento di Promos Italia, coinvolgendo quattro imprese turistiche:  I Viaggi dell’Arca – tour operator specializzato in turismo sostenibile; Ecotur – consorzio di promozione turistica; Villaggio Globale – Centro di educazione sportiva e ambientale; Auto Pollino SPA – Santa Caterina Village che si occupano di ospitalità accessibile, servizi e attività di educazione ambientale, proposte di viaggio sostenibili e inclusive e infine di attività di promozione di un modello di turismo sostenibile nella Riviera dei Cedri e nel Parco Nazionale del Pollino.

«La partecipazione delle aziende della rete Arca ed Ecotur al progetto CoasTour – ha dichiarato Giancarlo Formica Formica, presidente del consorzio di operatori turistici Ecotur – rappresenta un ulteriore passo verso un modello turistico più consapevole, accessibile e rispettoso dell’ambiente. È un’opportunità concreta per la Destinazione Riviera dei Cedri di crescere in ottica europea e sostenibile».

Queste realtà, radicate nel territorio calabrese e da sempre attente alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, sono ora parte attiva di un processo che punta a: sviluppare nuovi servizi turistici sostenibili e accessibili, aumentare la competitività, la resilienza e la sostenibilità delle Pmi coinvolte, partecipare a percorsi di formazione, consulenze specialistiche, fiere di settore e attività di comunicazione online e a rafforzare le competenze in ambito di sostenibilità,

Il progetto prevede la creazione di un quadro di monitoraggio della sostenibilità e di uno strumento di autovalutazione ad accesso libero, che aiuterà le imprese turistiche a misurare e migliorare le proprie performance ambientali nel tempo.

Il progetto coinvolge un consorzio internazionale composto da: Ufficio Ue Danimarca settentrionale (coordinatore), Fondo danese per il turismo costiero e naturalistico, Promos Italia (Italia), Camera di Commercio e Industria di Ponta Delgada (Portogallo), Università del Litorale – Centro per lo sviluppo e il trasferimento delle conoscenze (Slovenia), Camera di commercio, industria e artigianato di Klaipeda (Lituania), Organizzazione per la gestione della destinazione delle Azzorre (Portogallo)

“Con CoasTour – ha commentato Angelo Napolitano, presidente dell’Associazione Arca – la Riviera dei Cedri e il Parco Nazionale del Pollino si confermano protagonisti di un turismo che guarda al futuro: inclusivo, resiliente e sostenibile».

Il Garante Marziale: Approvata legge su Unità di pedagogia scolastica

Il Consiglio regionale ha approvato la legge istitutiva dell’Unità di pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante in Calabria. È di quanto hanno discusso Antonio Marziale, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ed Emanuele Mattia, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della città metropolitana di Reggio Calabria.

«Si tratta – a parere di Marziale e Mattia – di un provvedimento di portata storica, che interviene in modo concreto per affrontare problematiche educative cruciali, quali la povertà educativa, la dispersione scolastica e il disagio giovanile. Con l’inserimento stabile di pedagogisti e educatori socio-pedagogici nelle scuole calabresi, la Regione compie un passo deciso verso la costruzione di una scuola realmente inclusiva e vicina ai bisogni degli studenti e delle loro famiglie»

«Siamo di fronte a una scelta politica lungimirante e necessaria – hanno detto –, che rafforza il sistema educativo regionale e riconosce il ruolo centrale della comunità educante nel garantire diritti, pari opportunità e benessere scolastico. In un contesto ancora segnato da fragilità educative e sociali, è fondamentale promuovere una rete stabile e competente di supporto agli alunni, alle famiglie e agli insegnanti».

«Questa legge – hanno concluso – rappresenta un esempio virtuoso di attenzione istituzionale all’infanzia e all’adolescenza, auspicando un’applicazione capillare e uniforme della norma su tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle aree interne e ai contesti più vulnerabili. Per quanto ci riguarda ribadiamo il nostro impegno a collaborare attivamente con le istituzioni scolastiche, regionali e locali, per garantire che i benefici di questa innovativa misura educativa si traducano in risultati concreti per tutti i bambini e gli adolescenti calabresi». (rrc)

Agricoltura, l’assessore Gallo ha presentato l’avviso SRD07″

«Con questo Avviso mettiamo a disposizione per i Comuni calabresi 40 milioni di euro per infrastrutture, strade, acquedotti ed elettrificazioni rurali e, su richiesta delle organizzazioni professionali, con cui abbiamo una continua azione di concertazione, anche opere di natura turistica e dedicate all’accoglienza». È quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, presentando l’Avviso  pubblico – “Investimenti in infrastrutture per l’agricoltura e per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali”, che rientra nel complemento di programmazione per lo Sviluppo rurale Calabria 2023/2027.

Si tratta di «un’azione complessiva che muove i primi passi. Daremo risposte in tempi brevi per realizzare un programma che darà nuovamente vita alle aree interne», ha spiegato ancora Gallo in conferenza stampa in Cittadella regionale, ricordando come «la volontà

del presidente Occhiuto e del governo regionale – ha sottolineato inoltre Gallo – è di non lasciare indietro i Comuni per questo, sono stati messi in campo una serie di investimenti nel settore della connettività attraverso l’incremento dei voli, coinvolgendo tutti i settori anche tramite azioni di promozione. L’intervento mira a contrastare lo spopolamento delle aree rurali e promuovendo lo sviluppo economico e sociale attraverso la realizzazione, l’adeguamento e l’ampliamento di infrastrutture di base a servizio delle imprese e delle comunità rurali».

«I numeri della nostra agricoltura e del nostro export – ha proseguito – ci dicono che c’è vitalità, che la Calabria non è più ultima grazie all’azione del governo Occhiuto. Quindi, ripartiamo dai Comuni rurali che con questo Bando avranno un ventaglio ampio di scelte e opportunità».

All’incontro con la stampa sono intervenuti il dirigente generale del dipartimento regionale Agricoltura, Giuseppe Iiritano, il dirigente del settore competitività, Francesco Chiellino, e la responsabile del procedimento, Valentina Leto, i quali hanno spiegato nel dettaglio i termini dell’Avviso. Presenti all’incontro anche il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, e il segretario di Anci Calabria, Domenico Nesci, i quali hanno evidenziato l’importanza di questo intervento «che segna un primo passo, che non si vedeva da anni, per mettere a terra iniziative per arginare lo spopolamento delle aree rurali».

Cinque le azioni previste: viabilità rurale: strade a servizio di aree e aziende agricole, con attenzione alla sicurezza, infrastrutture idriche e sanitarie: reti per la distribuzione dell’acqua potabile e fognature, energia e comunicazione: reti elettriche, gas, illuminazione pubblica, fibra ottica e sottoservizi, infrastrutture turistiche: potenziamento delle dotazioni per la fruizione turistica, infrastrutture ricreative: spazi e strutture per il tempo libero delle comunità rurali.

I comuni beneficiari, ricadenti nelle zone B, C e D del PSP 2023-2027, potranno presentare progetti con una spesa massima ammissibile pari a: 150.000 ero Iva inclusa per i Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti; 200.000 Iva inclusa per i Comuni con popolazione maggiore di 10.000 abitanti.

Il contributo sarà concesso nella forma di sovvenzione al 100% delle spese ammissibili, in modalità rimborso.

Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 giugno 2025. (rcz)

 

L’OPINIONE / Amalia Bruni: Voto al Referendum è un dovere morale

di AMALIA BRUNI – Ogni volta che un lavoratore perde la vita sul posto di lavoro, non è solo una tragedia personale e familiare: è un fallimento collettivo, che chiama in causa l’intera società, le istituzioni e il sistema delle regole che dovrebbero tutelare la vita e la dignità di chi lavora. Ed è proprio questa strage silenziosa, che continua a ripetersi giorno dopo giorno, a dare oggi un significato ancora più forte ai referendum popolari dell’8 e 9 giugno.

L’ennesima vittima registrata nei giorni scorsi nel cantiere dell’A2, il 55enne Salvatore Cugnetto di Lamezia Terme, è solo l’ultimo volto di un elenco che si allunga senza sosta. Solo nei primi cinque mesi del 2025, nella sola Lamezia Terme, sono già tre gli operai che non sono più tornati a casa: Francesco Stella, 38 anni; Maicol Affatato, 26 anni; e adesso Salvatore. Tre tragedie che non possono più essere archiviate come fatalità, ma che raccontano di un sistema che continua a sacrificare vite umane sull’altare del profitto e dell’assenza di prevenzione.

Dietro ogni morte sul lavoro c’è quasi sempre un denominatore comune: mancanza di controlli, carenza di formazione, appalti e subappalti che scaricano la responsabilità verso il basso, imprese che tagliano sui costi della sicurezza. È questo meccanismo che i referendum cercano finalmente di interrompere, restituendo piena responsabilità a chi decide, organizza e gestisce i cantieri e i luoghi di lavoro. Non possiamo più permettere che a pagare siano sempre gli ultimi, mentre i vertici restano protetti e impuniti.

Serve un modello di impresa diverso, che metta al centro la persona e la qualità del lavoro, non il massimo ribasso. Bisogna introdurre meccanismi chiari di responsabilità solidale per chi appalta e subappalta, potenziare gli ispettorati del lavoro, rafforzare la medicina preventiva, arrivare a norme penali che riconoscano la gravità di chi consente, per negligenza o dolo, che si continui a morire così.

Il referendum ci chiama a scegliere. Scegliere se restare indifferenti o dare finalmente voce a chi lavora, spesso in condizioni di precarietà e insicurezza. Scegliere se accettare ancora questa strage continua o pretendere che la vita di chi lavora sia sacra, inviolabile e tutelata. L’8 e il 9 giugno non è in gioco solo una riforma: è in gioco la nostra idea di giustizia sociale. Per questo rivolgo un appello a tutti: andiamo a votare, per noi e per chi non può più farlo. (ab)

[Amalia Bruni è consigliera regionale del PD]

Legacoop presenta il Manifesto per lo Sviluppo del Comparto Cooperativo”

Una bussola nata per orientare l’intero movimento cooperativo calabrese nell’attraversare il presente per costruire il futuro, affrontando sfide cruciali come occupazione giovanile, spopolamento delle aree interne, innovazione, legalità e coesione sociale. È questo l’obiettivo del Manifesto per lo Sviluppo del Comparto Cooperativo, presentato da Legacoop Calabria nel corso del Festival della Cooperazione di Taurianova.

Si tratta di un documento programmatico che delinea le strategie e le priorità per il rilancio della cooperazione regionale nel triennio 2025-2027, presentato da Lorenzo Sibio, presidente di Legacoop Calabria, assieme ai suoi vice Maurizio De Luca e Claudio Liotti

«In un tempo che esalta la competizione, noi rilanciamo la cooperazione – ha detto Sibio –. Il Manifesto è il frutto di un lavoro collettivo: analizza i dati, individua le vulnerabilità, ma soprattutto mette nero su bianco una visione di sviluppo inclusivo, sostenibile, legale e radicato nei territori. Oggi, le cooperative sono chiamate a essere protagoniste non solo nei settori tradizionali come l’agroalimentare e il sociale, ma anche nell’energia, nell’innovazione digitale, nella cultura e nell’housing. Noi vogliamo costruire un ecosistema cooperativo che faccia crescere non solo le imprese, ma le comunità».

«Il Manifesto propone un pacchetto di interventi ambiziosi, tra cui l’urgenza di adeguare l’ormai superata legge regionale sulla cooperazione alle sfide attuali – ha affermato il vicepresidente Claudio Liotti –. Con questo documento vogliamo quindi stimolare un rafforzamento dei servizi di supporto alle cooperative, dalla valorizzazione delle filiere agroindustriali e culturali alla promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, fino alla costruzione di una rete di servizi qualificati su finanza, formazione, innovazione e internazionalizzazione».

La presentazione del documento ha visto anche la partecipazione e l’intervento di Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop, giunto appositamente in Calabria a sottolineare l’importanza dell’appuntamento per l’intero comparto cooperativo e quindi per il tessuto economico e lavorativo della regione e quindi del Mezzogiorno: «La Calabria – ha detto nel suo intervento – ha un tessuto cooperativo vivo e potenzialmente esplosivo. Come Legacoop nazionale siamo al fianco di Legacoop Calabria non solo per valorizzare i punti di forza della regione, ma anche per combattere le sfide che la frenano».

«Prima fra tutte lo spopolamento – ha proseguito – un fenomeno che rischia di trascinare la Calabria verso una crisi generazionale e produttiva senza precedenti. Il “Manifesto” è dunque un esempio concreto di come la cooperazione possa parlare il linguaggio della modernità: parliamo di innovazione, di intelligenza artificiale applicata all’agricoltura, di housing sociale, di rigenerazione urbana, di economia circolare. La cooperazione è lo strumento per restituire dignità e opportunità ai territori e alle persone».

L’evento ha visto la partecipazione di cooperative, amministratori pubblici, rappresentanti del Terzo Settore e giovani cooperatori che hanno espresso interesse e entusiasmo per le proposte contenute nel documento. Lo stesso sarà consultabile e scaricabile dal sito internet ufficiale di Legacoop (www.legacoopcalabria.it) a partire da lunedì 2 giugno.

Il Manifesto sarà ora al centro di un percorso di interlocuzione istituzionale con la Regione Calabria, con le altre centrali cooperative, con le parti sociali e con il mondo accademico: l’obiettivo è di costruire un quadro normativo e di policy capace di trasformare in realtà le proposte avanzate: «Questo Manifesto non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza – ha chiosato De Luca –: la Calabria ha bisogno di un cooperativismo che sappia essere coraggioso, innovativo, inclusivo. E noi, come Legacoop, siamo pronti a fare la nostra parte, insieme». (rrc)

L’OPINIONE / Simone Celebre: Aggiudicazione lavori SS106 passaggio fondamentale per Calabria

di SIMONE CELEBRE – L’aggiudicazione dei cinque lotti per la realizzazione del nuovo tratto della SS106 Jonica tra Catanzaro e Crotone rappresenta un passaggio fondamentale per la Calabria. Parliamo di un’infrastruttura strategica, da troppo tempo attesa, che può finalmente offrire un contributo concreto alla modernizzazione del sistema dei trasporti e allo sviluppo del territorio.

Con un investimento complessivo che raggiunge i 2,6 miliardi di euro, considerando anche il lotto già assegnato nel 2024, siamo di fronte a un’opera di portata eccezionale.

Non solo per l’impatto sulla viabilità e la connessione tra le aree interne e la costa ionica, ma soprattutto per le ricadute potenziali in termini di occupazione, filiere produttive, contrasto allo spopolamento e valorizzazione delle risorse locali.

È proprio per queste ragioni che, come Fillea Cgil Calabria, chiediamo con forza l’apertura immediata di un tavolo di contrattazione d’anticipo, che coinvolga Anas, le imprese aggiudicatarie e le organizzazioni sindacali. È necessario che questa grande opera pubblica non diventi un’occasione mancata o, peggio, terreno fertile per precarietà, dumping contrattuale o illegalità.

La contrattazione d’anticipo (modello 3° Megalotto) è lo strumento più efficace per governare processi complessi e strategici. Consente di affrontare congiuntamente, prima dell’avvio dei cantieri, tutti i nodi cruciali: l’organizzazione del lavoro, la trasparenza negli appalti e subappalti, la qualità dell’occupazione, la formazione delle maestranze locali, la sicurezza nei luoghi di lavoro e che assicuri l’applicazione piena del contratto collettivo nazionale dell’edilizia, il rispetto delle normative sulla salute e sicurezza.

È, inoltre, fondamentale che questo investimento produca occupazione stabile e qualificata nei territori interessati. Non possiamo accettare che centinaia di milioni di euro vengano impiegati senza che ci sia un ritorno sociale ed economico per le comunità locali. Per questo motivo chiediamo con forza che si avvii un piano di formazione professionale per i lavoratori calabresi, con il coinvolgimento degli enti bilaterali dell’edilizia.

La costruzione dell’infrastruttura deve andare di pari passo con quella di una rete di tutele, controlli e diritti, che garantisca non solo la realizzazione dell’opera nei tempi previsti, ma anche il rispetto della dignità del lavoro.

Rivolgiamo infine un appello al Commissario straordinario, ing. Francesco Caporaso, di cui già ne abbiamo apprezzato il suo lavoro nella nostra terra, e alla Regione Calabria: si facciano promotori di una governance condivisa e responsabile dell’intervento. Non c’è sviluppo infrastrutturale senza sviluppo sociale. Un grande cantiere può e deve diventare un laboratorio di legalità, sostenibilità e innovazione. La Calabria non può permettersi di sprecare quest’occasione.

La Fillea Cgil è pronta a fare la propria parte, con proposte, vigilanza e impegno, per costruire non solo strade, ma anche futuro, coesione e lavoro buono per la nostra regione. (sc)

[Simone Celebre è segretario generale di Fillea Cgil Calabria]

L’OPINIONE / Rubens Curia: Quando l’approvazione di un Decreto di Occhiuto non è un tecnicismo

di RUBENS CURIA – Al punto 4 del Manifesto ” Per una democrazia delle cure” di Comunità Competente proponevamo al Commissario Occhiuto l’abolizione del tetto di spesa, così come previsto dal Dca 82/2015, per la “Specialistica Ambulatoriale Interna”.

La nostra proposta, che condivideva quella del Segretario regionale del Sumai (Sindacato Medici Ambulatoriali Interni), si proponeva di ridurre le abnormi liste d’attesa esistenti in Calabria ed una utilizzazione a tempo pieno delle apparecchiature medicali acquistate dalle Aziende Sanitarie con i finanziamenti del Pnrr e della Delibera Cipe del luglio del 2019.
Con l’approvazione del Dca 227 del 20 maggio scorso dall’asettico titolo, per i non addetti,  “Determinazioni per la pubblicazione dei turni orari afferenti alla  Medicina Specialistica Ambulatoriale Interna”,  finalmente è abrogato il Dca 82/2015 nella parte che testualmente decretava: “L’incidenza della spesa sul bilancio aziendale della Specialistica Ambulatoriale Interna deve essere contenuta nei limiti della spesa… con riferimento al 31 Dicembre 2008 ai fini dell’autorizzazione della pubblicazione delle ore”; insomma prevaleva una visione economicista a discapito della tutela della salute dei calabresi, non è un caso che il nostro Manifesto s’intitola “Per una democrazia delle cure”, perché tutte le persone, aldilà della loro residenza devono avere eguaglianza nell’accesso alle cure!
Finalmente, dopo varie interlocuzioni con la Struttura Commissariale che ringraziamo, la richiesta di Comunità Competente e del  segretario regionale del Sumai, che teneva conto della della legge 107 del luglio 2024 attinente alla riduzione delle “Liste d’attesa”, è stata accolta!
Avevamo chiesto, inoltre, che il Dipartimento della salute rispondesse alle domande inoltrate dalle Aziende Sanitarie entro 30 giorni, ma su questo non siamo stati ascoltati come sui Piani Terapeutici su cui insisteremo perché i pazienti sono in primo luogo delle persone che non possono essere sottoposte a stress.
Sono consapevole, come più volte richiesto dagli specialisti ambulatoriali interni, che oltre ad apparecchiature medicali di ultima generazione sia importante avere ambulatori inclusivi con la presenza di personale infermieristico.
Il Dca 227/25 va nella giusta direzione, ma la strada da percorrere è ancora lunga perché le Aziende Sanitarie devono impegnarsi maggiormente, per valorizzare la Medicina Territoriale, a costruire le nuove Case della Comunità finanziate dal Pnrr entro il 31 marzo 2026. (rc)
[Rubens Curia è Portavoce Regionale di Comunità Competente]

A Catanzaro un busto per Mimmo Rotella

di LUIGI STANIZZI – La Provincia di Catanzaro presieduta da Mario Amedeo Mormile ha consegnato alla storia, alla Città di Catanzaro, all’arte, alla storia dell’arte il busto bronzeo di Mimmo Rotella realizzato dallo scultore Luigi Verrino. La cerimonia si è tenuta al Parco della Biodiversità Mediterranea “Michele Traversa” – Parco Internazionale della scultura – Museo delle Arti Marca Open della Provincia di Catanzaro  alla presenza di un folto e qualificato pubblico. Il direttore dell’ Accademia di Belle Arti di Catanzaro Virgilio Piccari è entrato immediatamente nel vivo, tenendo una vera e propria lezione critica sull’arte di Mimmo Rotella di fama internazionale, evidenziando i suoi gesti artistici, il valore della bellezza, la complessità della società con più linguaggi. Soffermandosi sul decollage ha parlato degli strappi e delle ricomposizioni, delle opere di Rotella che arrivano a conquistare l’anima. Ha proposto di istituire un festival annuale e un premio biennale in suo onore. Il direttore Piccari ha ringraziato Verrino “sempre sorridente” che oggi con la sua scultura ci permette di dare una carezza, un saluto un sorriso a Mimmo Rotella.

Il moderatore dell’evento, il giornalista professionista Luigi Stanizzi, prima di dare la parola a Luigi Verrino gli ha chiesto pubblicamente se fosse disponibile a realizzare anche una statua bronzea del compianto Michele Traversa, già Presidente della Provincia di Catanzaro,  Sindaco, Assessore regionale, Sindacalista, Deputato, che ha fatto tanto per il Parco della Biodiversità. Fulminea la risposta dello scultore Luigi Verrino che si è detto onorato di potere immortalare Michele Traversa con una sua opera bronzea, da collocare proprio nel Parco della Biodiversità Mediterranea tanto voluto e amato da Traversa. L’artista Verrino ha poi ricordato la sua  profonda amicizia con Rotella nata negli anni ’70 a Milano. Ha confessato che proprio questo legame gli ha permesso di catturare fedelmente i tratti somatici dell’artista nella sua opera in bronzo.

Le conclusioni di questo incontro, di altissima valenza culturale, sono state tratte dal Presidente della Provincia Mario Amedeo Mormile che ha sottolineato la forte emotività legata al Parco della Biodiversità Mediterranea, in ricordo di Michele Traversa. Ha evidenziato il prestigio del Parco scultoreo a cielo aperto con opere di artisti di fama mondiale, come simbolo di affetto e memoria. Il Presidente Mormile ha colto l’occasione per ricordare che il Parco della Biodiversità è della Provincia ma al contempo rappresenta il simbolo della città, ha quindi elencato i musei e le innumerevoli strutture della Provincia che danno lustro al capoluogo della Calabria. Sul bronzo commemorativo donato da Luigi Verrino, ha rimarcato che è un nuovo  passo per valorizzare ulteriormente questo spazio e la cultura della città. Il Presidente Mormile ha  ringraziato tutti i presenti e i collaboratori, sottolineando l’impegno dell’Amministrazione provinciale nonostante le risorse limitate,  ribadendo l’importanza di un ragionamento politico per una visione lungimirante e unitaria per Catanzaro, città capoluogo che deve avere centralità, e la necessità di fare rete per valorizzare il proprio patrimonio culturale e artistico. E poi l’annuncio atteso, anche fuori dai confini nazionali ed europei ma a livello planetario, da parte del Presidente della Provincia Mario Amedeo Mormile di una mostra retrospettiva delle opere di Mimmo Rotella, dal 1938 agli ultimi giorni di vita, che si terrà al MARCA nell’estate 2025, con l’obiettivo di promuovere la città e la sua offerta culturale a livello mondiale. Infine, Mormile ha salutato con favore ed  entusiasmo la disponibilità di Verrino a realizzare una statua di Michele Traversa, ma per ora – ha precisato – si tratta di una dichiarazione di intenti e naturalmente bisogna anche sentire i famigliari. Lo stesso Presidente Mormile, dopo avere ringraziato l’Ing. Paola Fragale Responsabile del Parco e dei Musei per l’incessante impegno profuso e il Dott. Giuseppe Talarico per l’interessamento nell’organizzazione dell’evento, ha dato vita al dibattito invitando i presenti a intervenire. Franco Cimino, già segretario della Democrazia Cristiana, ha detto che Luigi Verrino dà l’anima alla creta, dà vita al bronzo, fa parlare le personalità che crea e ricrea con la sua arte. Di Rotella, Cimino ha precisato che nessuno dei presenti lo ha conosciuto come l’artista Verrino, suo amico personale per oltre mezzo secolo, con il quale si confrontava sulle avanguardie artistiche del momento. Mimmo Rotella quindi frequentava il laboratorio artistico di Luigi Verrino, dove spesso realizzava diverse opere con i manifesti strappati con lo stesso Verrino dai muri e dagli spazi pubblicitari di Catanzaro. Lo scultore Verrino, a margine dell’evento, ha poi raccontato aneddoti inediti e curiosi sulla vita di Mimmo Rotella, per esempio parlando del suo piatto preferito quando tornava a Catanzaro. “Mi telefonava – ha ricordato Verrino – e mi chiedeva puntualmente nei mesi di aprile maggio di preparargli fave e frittole, di cui era ghiottissimo”.

Appassionato il saluto di Salvatore Tozzo Presidente della Pro Loco di  Zagarise, che ha condiviso il suo orgoglio quando da studente catanzarese a Firenze sentiva gli apprezzamenti sul grande Rotella,  catanzarese come lui.  Tozzo ha  invitato tutti ad ammirare  le preziose  sculture e le altre opere d’arte di Verrino che adornano piazze, fontane, casa-museo e musei di Zagarise, peraltro l’artista è Presidente Onorario della Proloco di Zagarise. Il Sindaco di Zagarise, Domenico Gallelli, ha ringraziato il Presidente Mormile per il suo prezioso ruolo nella continuità della promozione artistica, riconoscendo lo sforzo della Provincia nonostante le ristrettezze economiche dell’ente. Ha elogiato la visione dell’arte come “carezza” e ha espresso l’intenzione di trasformare Zagarise in “Città dell’Arte”,  grazie a Luigi Verrino originario di Zagarise, del quale è orgoglioso  come Salvatore Tozzo lo era del catanzarese Rotella quando si trovava a studiare fuori dalla Calabria. Il Sindaco Domenico Gallelli ha infine ricordato un altro grande evento, unico al mondo, i “100 Passi di Legalità”, che si terrà Domenica 8 Giugno 2025 a Zagarise, che è già di fatto Città delle Arti, con la presenza di oltre 150 artisti che esporranno all’aperto le loro opere; ha anche colto l’occasione per ringraziare il direttore artistico Arcangelo Pugliese presente in sala. L’evento di Catanzaro, che con l’annuncio del Presidente della Provincia –  Mario Amedeo Mormile – della grande mostra delle opere di Mimmo Rotella diventa d’interesse mondiale, si è concluso fra gli applausi con la scopertura della statua di Mimmo Rotella, realizzata da Luigi Verrino nel Parco Internazionale della scultura, che si fregia delle opere dei più grandi artisti al mondo. Una cerimonia commovente, vedere il volto di Mimmo Rotella scolpito nel bronzo dall’arte di Luigi Verrino, che ha ricevuto i complimenti di tutti i presenti, e poi una lunga fila per fare le fotografie accanto al busto di Rotella, con Verrino e il Presidente della Provincia Mormile. Il Parco Internazionale della Scultura di Catanzaro è una delle più importanti realtà di arte in Italia, la collezione è formata da opere di artisti maggiori protagonisti della scena contemporanea mondiale: Daniel Buren, Stephan Balkenhol, Tony Cragg, Wim Delvoye, Jan Fabre, Antony Gormley, Mimmo Paladino, Marc Quinn, Dennis Oppenheim, Michelangelo Pistoletto,  Mauro Staccioli. E Luigi Verrino. (ls)

Consulta: i 100 anni del presidente emerito Cesare Ruperto

di PINO NANO 

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olenne cerimonia di compleanno nel Salone Belvedere al Palazzo della Corte Costituzionale in onore di uno dei figli più illustri di Calabria, il Presidente Emerito della Consulta Cesare Ruperto. Insieme al Capo dello Stato erano presenti anche numerosi altri presidenti emeriti della Corte come Giuliano Amato, Antonio Baldassarre, e Ugo de Siervo.

Vi invito a cercarvi sul sito ufficiale della Corte Costituzionale l’intervista che l’ex Presidente della Consulta Silvana Sciarra fa allo stesso Presidente Cesare Ruperto e in cui il vecchio giurista spiega quale è stato il segreto del successo della sua vita e della sua straordinaria carriera da giurista e da accademico: “Il segreto della mia vita -risponde Cesare Ruperto- è stato forse la capacità di ascoltare gli altri, la disponibilità a capire cosa pensano quelli che lavorano insieme a te dei temi sul tavolo del dibattito, chiunque di noi può sbagliare o commettere errori. E dopo ogni discussione tra di noi, a volte anche accesa, mi piaceva chiudere i nostri incontri con una stretta di mano, cosa che allora non si faceva. Ma quando tu porgi la mano al tuo interlocutore e gliela stringi allora non c’è acredine che può più resistere. Passa tutto, e ricordo che la prima volta accadde con il presidente Zagebreschi”.

La sua fu una presidenza piuttosto lunga, e questo gli consentì di varare tutta una serie di iniziative che diedero alla Corte una visibilità pubblica che la Corte non aveva mai avuto prima, e passerà alla storia per avere voluto aprire le porte della Corte alla conoscenza del grande pubblico, dando alle stampe un volume da titolo assai emblematico “Che cos’è la Corte costituzionale”, scritto da tutti i suoi componenti. Ma nel Palazzo della Consulta c’è ancora chi lo ricorda come il “Presidente viandante”, Cesare Ruperto aveva capito che la Corte andava anche “raccontata” al mondo delle scuole, delle università, del sociale, non tutti sapevano in realtà cosa servisse, e allora decise di andare in giro per l’Italia e spiegare quale era il ruolo della Corte Costituzionale e quello del suo Presidente. “Peccato- dice lui oggi- che il mio successore- interruppe questa abitudine”

Altro che Eccellenze di Calabria!

Cesare Ruperto è nato a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia il 28 maggio 1925 e dopo essere stato Presidente di sezione della Corte di Cassazione il 5 gennaio 2001 viene eletto Presidente della Corte Costituzionale.

Dal 1976 al 1981 fu anche Presidente dell’Unione magistrati italiani, ultimo presidente di questo organismo, perché riuscì nella difficile impresa di riunificazione con l’Associazione Nazionale Magistrati, dalla quale un ventennio prima si era distaccata la stragrande maggioranza dei magistrati d’appello e di cassazione fondando l’Unione delle corti, successivamente aperta a tutti i magistrati col nome appunto di Unione Magistrati italiani.

In realtà tutta la sua vita il Presidente Cesare Ruperto l’ha vissuta nel cuore della magistratura italiana.

Laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti e la lode il 22 luglio 1948 alla Sapienza di Roma, con una tesi in diritto privato su «La successione universale tra vivi». E il mese subito dopo la sua laurea il suo professore di tesi, Fulvio Maroi, uno dei massimi giuristi di quel tempo, lo chiama all’Università per insegnare Istituzioni di diritto privato e di Diritto agrario, e per due anni pieni il giovane Ruperto lavora a stretto contatto con lui.

Nel 1950 entra in Magistratura ma continua, parallelamente, l’attività di assistente presso la stessa cattedra di Istituzione di diritto privato, passata al prof. Rosario Nicolò, dimettendosi soltanto dopo i moti studenteschi del 1968. Negli anni ottanta viene chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, dove insegna, come professore a contratto, per due anni presso la cattedra di Diritto civile e per un anno presso la cattedra di Istituzioni di diritto privato.

Entrato in Magistratura viene assegnato come uditore giudiziario al Tribunale di Roma, e inizia l’esercizio delle funzioni di giudice nel gennaio 1952 presso il Tribunale di Genova, passando poi alla Pretura unificata della stessa città, dove svolge attività penale prima e civile poi, anche come giudice tutelare.

Nel novembre 1954 viene chiamato a dirigere la Pretura di Sezze, dove rimane sino all’aprile 1956. A seguito di una vivace polemica col Ministero di grazia e giustizia nella propria qualità di giudice tutelare, viene comandato presso lo stesso Ministero e assegnato all’Ufficio I affari civili, dove si occupa prevalentemente di pareri e progetti di legge.

Nel marzo 1962 viene richiamato in ruolo e destinato al Tribunale di Roma, dove rimane sino all’ottobre 1965, quando, a seguito di concorso per esami, viene assegnato alla Corte d’appello di Roma con funzioni di consigliere. Nel gennaio 1976 viene trasferito alla Corte di cassazione come consigliere.

Dal 1969 al 1978, e poi nel 1984, per complessive sedici sessioni, presiede la Commissione d’esami dei giornalisti professionisti, tenendo anche dei corsi di diritto processuale penale presso il Consiglio nazionale, a Roma e a Urbino.

Nel marzo 1984 ritorna alla Corte d’appello di Roma con funzioni di presidente di sezione e nell’ottobre 1987 viene richiamato in Corte di cassazione come presidente di sezione. È presidente titolare della sezione lavoro nonché presidente facente funzioni delle sezioni unite civili, quando, il 16 novembre 1993, viene eletto, a primo scrutinio ed a stragrande maggioranza, giudice della Corte costituzionale.

Alla Consulta c’è ancora chi ricorda che la più clamorosa delle sue iniziative da Presidente fu la sostituzione del crocefisso, pendente dalla parete frontale della sala d’udienza, con una Sacra famiglia cinquecentesca di Perin del Vaga, e il suo trasferimento nel riservato studio presidenziale dell’ultimo piano del Palazzo. La polemica suscitata all’interno e all’esterno della Corte, di cui si impadronirono i mass-media, durò piuttosto a lungo, ma lasciando immutata la situazione anche dopo la scadenza del mandato di Ruperto, che lascò il palazzo della Consulta il 2 dicembre 2002.

“La figura del presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Ruperto che oggi compie 100 anni – commenta oggi il consigliere regionale Francesco De Nisi- rappresenta un faro di rigore morale, intelligenza giuridica e profonda dedizione alle istituzioni della Repubblica. Come calabrese e come cittadino di Filadelfia, sua città natale, non posso che esprimere la più sincera ammirazione e gratitudine per un uomo che ha onorato il nostro territorio con il suo altissimo profilo umano e professionale”. (pn)