Xylella fastidiosa, Macrì (Copagri): «tempestiva applicazione delle misure fitosanitarie fondamentale per tutelare patrimonio olivicolo»

La conferma del focolaio di Xylella fastidiosa subsp. pauca nel territorio di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria – puntualizza il presidente  di Copagri Calabria, Francesco Macrì – impone una risposta immediata, coordinata e rigorosamente fondata sulle evidenze scientifiche”.

“Non è il momento dell’allarmismo, ma neppure della sottovalutazione del problema. È necessario applicare con tempestività tutte le misure previste dalla normativa vigente, rafforzare le attività di sorveglianza fitosanitaria, monitorare costantemente il territorio interessato e diffondere in modo capillare i protocolli operativi, evitando iniziative individuali che potrebbero compromettere l’efficacia degli interventi”.
“La Regione Calabria – tiene a precisare il presidente regionale di Copagri Francesco Macrì – ha prontamente istituito l’area delimitata e, successivamente, ha emanato il Decreto Dirigenziale n. 14746 del 1° settembre 2026, con il quale sono state definite le disposizioni immediate da adottare nell’area infetta. A breve è inoltre attesa la pubblicazione del decreto relativo all’estirpazione e alla distruzione delle piante ricadenti nell’area delimitata, secondo quanto previsto dalle disposizioni fitosanitarie”.

Proprio ieri si è svolto presso il Dipartimento un incontro con l’Assessore, i tecnici regionali e le organizzazioni professionali agricole per discutere le iniziative da intraprendere. Martedì prossimo è in programma una riunione della Sesta Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, alla quale parteciperanno tutti i soggetti che possono contribuire alle attività di monitoraggio e contenimento”.

Copagri conferma la propria piena disponibilità a mettere a disposizione competenze, professionalità e strumenti utili per la corretta applicazione del protocollo operativo, con l’obiettivo di contenere e contrastare efficacemente la diffusione del batterio, tutelando il patrimonio olivicolo e l’intero comparto agricolo calabrese.
“La tempestiva applicazione delle misure fitosanitarie previste dalla normativa europea e nazionale – conclude il presidente Francesco Macrì – è fondamentale non solo per tutelare il patrimonio olivicolo regionale, ma anche per salvaguardare migliaia di posti di lavoro, il reddito delle imprese agricole e l’indotto economico legato all’intera filiera olivicola e agroalimentare calabrese”. (rcz)

Regione e sindacati siglano intesa per un nuovo modello di welfare

l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, i segretari generali di CGIL CalabriaGianfranco TrottaCISL CalabriaGiuseppe Lavia, e UIL CalabriaMariaelena Senese, insieme ai rappresenti di Spi Cgil, Carmelo Gullì, Fp Cgil, Bruno Schipano, Cisl Fnp, Salvatore Mancuso, Fp Cisl, Luciana Giordano, Uilp, Francesco De Biase, Uil Fp, Walter Bloise, hanno siglato, oggi nella sala oro della Cittadella regionale, un protocollo di intesa per un modello strutturato di confronto destinato a incidere sulla programmazione, attuazione e monitoraggio delle politiche sociali regionali.

“L’intesa – ha dichiarato l’assessore Straface – consolida un metodo stabile di relazione tra Regione e parti sociali che scelgono di mettere a sistema competenze, conoscenza dei territori e capacità di intercettare i bisogni delle persone per rendere le politiche sociali più vicine alle comunità, ridurre le disuguaglianze e trasformare le risorse disponibili in servizi concreti per famiglie, anziani, persone con disabilità, caregiver e cittadini in condizioni di fragilità. Con la sottoscrizione di questo Protocollo si concretizza un principio nel quale ho sempre creduto: le politiche sociali si costruiscono con l’ascolto, la partecipazione e una responsabilità condivisa”.

“Le organizzazioni sindacali – ha proseguito l’assessore Straface – sono vere e proprie antenne sociali del territorio. Attraverso delegati, patronati e Caf hanno un contatto quotidiano con lavoratori, pensionati, famiglie, persone non autosufficienti, caregiver e nuclei che vivono condizioni di vulnerabilità economica. Il loro contributo ci consente di intercettare i bisogni reali, calibrare meglio i servizi e contribuire a colmare gli squilibri territoriali ancora esistenti”.

Per l’assessore, partecipazione e qualità dei servizi devono procedere insieme alla tutela del lavoro: “Dietro ogni servizio ci sono assistenti sociali, educatori, psicologi, cooperative sociali, imprese ed enti del Terzo settore. Parliamo di un sistema che, secondo una prima stima, conta circa 21.500 occupati negli enti del Terzo settore e oltre 80 mila volontari. Per questo abbiamo voluto inserire nel Protocollo anche il monitoraggio delle condizioni di lavoro e del rispetto dei contratti collettivi nazionali: la qualità della prestazione passa anche dalla qualità del lavoro delle persone”.
Il metodo che ha portato alla sottoscrizione del protocollo ha raccolto il convinto apprezzamento delle organizzazioni sindacali per il dialogo promosso dall’assessore Straface, alla quale è stato rivolto un ringraziamento per la volontà di costruire insieme una nuova stagione di programmazione sociale regionale.

“Un passo importante – ha evidenziato Giuseppe Lavia – per costruire un sistema di welfare più partecipato, inclusivo e attento sia ai bisogni delle persone sia alla qualità del lavoro e per rendere le politiche sociali più efficaci e vicine alle comunità. Come CISL Calabria ringrazio l’Assessore Straface per la volontà di lavorare insieme a partire dal nuovo piano sociale regionale. Parte da oggi un lavoro nel quale, come CISL, vogliamo essere antenne sociali rispetto alla lettura dei bisogni e alla costruzione di risposte alle esigenze dei piu fragili”.

“Non firmiamo un atto formale – ha spiegato Mariaelena Senese – ma ci assumiamo un impegno comune, una responsabilità collettiva. Con questo accordo definiamo un metodo, quello della partecipazione, con cui si definisce anche la qualità di una comunità che si misura dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno. Il welfare non è fatto di numeri, di voci di bilancio, ma di bisogni reali di persone vere: questo protocollo, da oggi, deve uscire da queste stanze e arrivare dove ci sono solitudine, emarginazione, difficoltà per intercettarle prima che tali fragilità diventino emergenza e disperazione. Insomma, non firmiamo un protocollo, ma costruiamo un impegno collettivo”.

“Daremo il nostro contributo – ha sottolineato Gianfranco Trotta – all’elaborazione e all’attuazione del Piano sociale regionale, mettendo a disposizione esperienza, competenze e conoscenza delle comunità locali. Nel protocollo è stato inoltre sancito il rispetto dei contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi, un principio fondamentale per la tutela dei lavoratori in un comparto nel quale il fenomeno del dumping contrattuale è particolarmente diffuso. Accogliamo quindi con soddisfazione questo accordo e siamo pronti a fare la nostra parte in un percorso che punta a garantire risposte concrete alle persone più fragili, agli anziani e a quanti necessitano di sostegno, rafforzando un welfare che rappresenta un elemento essenziale per la qualità della vita dei cittadini”.

Il Protocollo, di durata triennale, prevede, momenti di confronto oltre agli incontri in occasione dell’adozione dei Piani sociali regionali e delle principali linee di indirizzo. Sarà inoltre possibile condividere dati ed elementi conoscitivi sull’attuazione delle misure regionali, così da favorire una lettura partecipata dei bisogni dei territori e dell’impatto degli interventi.
Particolare attenzione viene riservata al welfare di prossimità e alla programmazione partecipata negli Ambiti territoriali sociali, al ruolo di patronati e Caf nell’informazione e nell’accompagnamento dei cittadini, nonché alla qualità e alla sicurezza dei servizi accreditati. (rcz)

Segnali di intensi rapporti tra l’Università della Calabria e le due Università canadesi di Waterloo

di FRANCO BARTUCCI Nel 25° anniversario del primo accordo di collaborazione sottoscritto in Canada a fine novembre del duemila tra l’Università della Calabria e l’Università di Waterloo, il rettore prof. Gianluigi Greco, per la seconda volta, dopo cinque mesi, in segno di continuità dei rapporti, ha ricevuto in rettorato il prof. Gabriel Niccoli, professore Emerito dell’Università canadese, già Console onorario d’Italia in Canada, consulente scientifico d’Ambasciata per le scienze umanistiche, nonché  Cavaliere del lavoro al merito, conferitogli dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal Ministro agli Affari Esteri, Antonio Tajani. E’ stato un incontro cordialissimo tra due figure entrambe insignite del prestigioso riconoscimento sociale e culturale “Luce del Sud”, promosso dalle testate giornalistiche del Comprensorio del Savuto, con l’individuazione di figure meritevoli ad opera di un Comitato tecnico scientifico abilitato a individuare personalità illustri del mondo accademico, del giornalismo, della cultura, della scuola e delle professioni.

Un incontro apertosi con la consegna, da parte del prof. Niccoli, al rettore Greco di un suo libro sulla struttura del Nostos nella letteratura canadese e con l’estensione dei saluti inviatigli dal suo rettore canadese, prof. Peter Meehan, nonché dell’Ambasciatore d’Italia in Canada, sua Eccellenza Alessandro Cattaneo. Ad inizio incontro si è parlato dell’interesse che la prof.ssa Costanza Conti, Attachée scientifica dell’Ambasciata d’Italia in Canada, con incarico d’insegnamento tra l’altro all’Università di Firenze, ha nel visitare l’UniCal ed instaurare un rapporto di scambi sulla AI, oggetto del suo interesse e studi di ricerca. Temi che saranno al centro di un meeting internazionale nel prossimo mese di novembre in programma a Reggio Calabria ed al quale parteciperà lo stesso Rettore Gianluigi Greco.

Trovandosi nel 25° anniversario dell’accordo di collaborazione raggiunto nel mese di novembre 2000 tra l’Università della Calabria e le due Università di Waterloo, il colloquio si è sviluppato parlando come meglio rafforzare questo rapporto, che tra l’altro ha avuto un inizio ancora più antico e cioè nel 1973 con il Rettore Beniamino Andreatta che con il prof. Pietro Bucci, direttore del dipartimento di Chimica, concordarono con l’Università di Waterloo il trasferimento del prof. Bruno Forte, Ordinario per l’insegnamento dell’informatica alle prime seicento matricole dei corsi di laurea in ingegneria, fisica e scienze economiche e sociali; nonché del dott. Don Cowan ch’ebbe l’incarico di impiantare nell’edificio polifunzionale il Centro di Calcolo.

 La presenza del prof. Bruno Forte, in organico al dipartimento di Matematica, consentì all’Università di istituire il primo Consiglio della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, che dopo il lavoro del Comitato Ordinatore, elesse il 15 novembre 1974, quale Preside il prof. Pietro Bucci. Quel rapporto è parte integrante della memoria e della storia dell’Università della Calabria.

Venendo all’accordo stipulato nel duemila dal Rettore Giovanni Latorre, con i due Rettori delle Università canadesi, prof, David Johnston (presidente dell’Università di Waterloo) e Michael Higgins (presidente Università cattolica di St.Jerome’s), dal colloquio è scaturita la comune volontà di  studiare la formula migliore per conferire la laurea “Honoris Causa” al Presidente David Johnston, tra l’altro avendo pure ricoperto la carica, tra il 2010 e il 2017, di Governatore Generale del Canada, il 28° in ordine di tempo. Una iniziativa mirata a creare un rapporto di gemellaggio tra le tre Università con un rafforzamento dei rapporti tra l’Italia ed il Canada, nonché la stessa Calabria, dato che in terra canadese risiedono e lavorano oltre un milione di uomini e donne con origine calabrese.

Con il Rettore Gianluigi Greco si è pure parlato dei prossimi impegni che vedrà l’Università occuparsi, con il coinvolgimento dell’Associazione Laureati e dell’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”, della prima edizione della festa del laureato UniCal in concomitanza del 50° anniversario delle prime sedute di laurea avvenute nel 1976; nonché del 50° anniversario della scomparsa del prof. Umberto Caldora e della celebrazione del 50° anniversario dell’Istituzione dell’Arel, l’Agenzia di Ricerca Economica e Sociale, avvenuta ad opera del prof. Beniamino Andreatta il 4 agosto 1976, un anno dopo la conclusione del suo mandato, quale primo Rettore dell’Università della Calabria.

L’incontro si è concluso con la consegna di una targa in lamiera speciale raffigurante il plastico dell’Università, da parte del Rettore, prof. Gianluigi Greco, al prof. Gabriel Niccoli, curatore dei rapporti tra l’UniCal e le due Università di Waterloo, quale segno di stima ed amicizia maturata in questi mesi del suo mandato rettorale. (fb)

A Siderno festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Portosalvo da record

L’edizione 2026 dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Portosalvo è stata quella dei record, come sottolineato dalle decine di migliaia di visitatori accorsi a Siderno che hanno mostrato grande apprezzamento per l’organizzazione messa a punto anche quest’anno dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Mariateresa Fragomeni.

Il primo cittadino, dopo la conclusione dei festeggiamenti, ha dichiarato che «la festa di Portosalvo rappresenta l’evento più atteso dalla comunità cittadina, che si stringe nell’amore nei confronti della propria Patrona, ma anche da tantissimi visitatori provenienti da tutta la Calabria, che hanno potuto trascorrere delle serate di divertimento in tutta sicurezza, con l’Amministrazione che ha dato il massimo anche quest’anno per l’organizzazione e la perfetta riuscita dei festeggiamenti. Il merito va condiviso con tutti gli assessori, in particolare modo con Sgarlato, Archinà e Pellegrino, nonché  tutti i consiglieri, il gruppo di lavoro organizzato appositamente, le maestranze comunali coordinate da Guglielmo Telli, gli uffici e il personale guidati dai dirigenti Crocitti e Surace, la Polizia Locale, il Comitato Feste, tutte le associazioni coinvolte, i parroci Don Bruno e Padre Jean, tutta la comunità parrocchiale e tutte le Forze dell’Ordine, a cominciare dal Commissariato di P.S. guidato dal dirigente Francesco Muraca.  Non da ultimo, anche con la ditta dei rifiuti Muraca. Grazie all’impegno di tutti, è stato un successo che, con gli anni, è diventato crescente. E lavoreremo sempre per migliorarlo ulteriormente nei prossimi anni».

Un grande lavoro di squadra, dunque. Che premia l’organizzazione nei suoi molteplici aspetti.

SICUREZZA E ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE

Sono gli aspetti curati dal gruppo di lavoro coordinato dal Vicesindaco Salvatore Pellegrino che ha inteso rivolgere il proprio ringraziamento «alle tante associazioni di volontariato con le quali, a inizio settembre, abbiamo sottoscritto un apposito protocollo d’intesa grazie al quale è stato possibile garantire un ottimo servizio di assistenza alla popolazione e la massima sicurezza di tutte le aree con particolare riferimento alla zona delle giostre, presidiata per tutto il periodo della festa da un’autoambulanza con medico a bordo. Il più che positivo risultato della festa – ha proseguito il Vicesindaco – è frutto del lungo lavoro di programmazione e di stretta collaborazione svolto anche in sede di Commissione Pubblico Spettacolo che ha permesso di conciliare i grandi numeri delle presenze con la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale, grazie a un’adeguata segnaletica, moduli antincendio ed efficaci vie di fuga. Perché i grandi eventi come questo non possono prescindere da un adeguata pianificazione della safety».

LA FIERA TRA GRANDE VARIETA’ DI SCELTA E PERFETTA PIANIFICAZIONE DEGLI SPAZI

I tanti visitatori che hanno scelto Siderno per trascorrere il proprio tempo libero dedicandosi al passeggio e allo shopping hanno espresso grande gradimento per l’allocazione degli spazi espositivi che ha riguardato il Corso della Repubblica, piazza Portosalvo, via Giacomo Matteotti e il lungomare, con una chiara suddivisione degli spazi tra bancarelle, area food e giostre. Il lavoro, coordinato dall’assessore Pietro Sgarlato con il gruppo di dipendenti che ha fatto capo alla funzionaria dell’Area 3 arch. Giuseppina Giorgio, si è articolato nei tre mesi che hanno preceduto i festeggiamenti, assicurando per tempo la migliore gestione delle istanze, la gestione degli spazi, la riscossione dei canoni, il rilascio delle autorizzazioni e il capillare controllo della benché minima occupazione abusiva.

Un lavoro propedeutico alla perfetta riuscita della festa, dunque, svolto di pari passo con l’allestimento di un cartellone di eventi capace di attirare tantissimi visitatori.

SIDERNO CITTA’ PULITA E ORDINATA DOPO I FESTEGGIAMENTI

Già dalle prime ore della mattinata del 9 settembre, le maestranze comunali e gli operai della società che cura la gestione integrata dei rifiuti, erano al lavoro per smontare il palco, liberare gli spazi pubblici e pulire le vie cittadine. Un grande lavoro svolto con efficienza e rapidità, sotto la supervisione dell’assessore al Decoro Urbano Alessandro Archinà che ha espresso la propria gratitudine ai tutti coloro che hanno prestato la propria opera prima, durante e soprattutto dopo i festeggiamenti.

«La Festa di Portosalvo – ha dichiarato l’Assessore Archinà – è un grande evento che s’inserisce nel quadro della già fervente attività quotidiana di una Città dinamica e complessa come Siderno, richiedendo l’impegno massimale di tutti per la perfetta riuscita dei festeggiamenti e, nel contempo, assicurando la continuità nella fornitura dei servizi di base e la copertura delle emergenze come quella che la mattina di martedì 8 è stata conseguenza del guasto al serbatoio idrico di contrada Ianni. Ancora una volta – ha concluso – i nostri operai sono stati all’altezza della situazione e a loro va il mio plauso e ringraziamento». (rrc)

La Calabria protagonista a Vinòforum 2026

N ella suggestiva cornice romana di Piazza di Siena, a Villa Borghese di Roma, la Calabria è protagonista alla 23esima edizione di  Vinòforum 2026, uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati al vino e all’enogastronomia, in programma fino al 13 settembre.

La manifestazione riunisce oltre 3.200 etichette e circa 800 cantine, offrendo a produttori, operatori del settore, buyer e appassionati un’importante occasione di incontro e confronto sul presente e sul futuro del comparto vitivinicolo italiano.

In questo contesto, la Regione Calabria, dipartimento Agricoltura, con il supporto operativo di Arsac, è presente con uno spazio dedicato alle produzioni calabresi, per raccontare una Calabria del vino sempre più consapevole della propria identità e potenzialità, puntando sulla qualità, sulla riconoscibilità delle produzioni e sulla capacità di fare del vino uno strumento di promozione complessiva del territorio.

Ad inaugurare Vinòforum è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha successivamente visitato anche lo stand della Calabria, insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo.
Nel corso dell’inaugurazione, il ministro ha sottolineato il valore profondo del vino come espressione dell’identità nazionale. “Dentro una bottiglia di vino c’è l’Italia”, ha affermato Lollobrigida, evidenziando come nel vino siano racchiusi il racconto dei territori, il lavoro dell’uomo, la cura dei vigneti e la storia delle comunità. Un messaggio che trova nella Calabria una declinazione particolarmente significativa, grazie a una viticoltura caratterizzata da una straordinaria biodiversità e dalla presenza di numerosi vitigni autoctoni.

“La partecipazione della Calabria a Vinòforum – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – è un’occasione importante per raccontare una terra che ha nel vino una delle espressioni più autentiche della propria identità. Abbiamo aziende che stanno investendo sulla qualità, sulla ricerca e sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e territori che meritano di essere sempre più conosciuti. L’obiettivo è accompagnare questo percorso, rafforzando la promozione delle produzioni calabresi, creando nuove opportunità di mercato per le nostre imprese”.

Aggiunge l’Assessore: “Quando promuoviamo un vino calabrese promuoviamo contemporaneamente il territorio nel quale nasce, la sua cultura, i suoi paesaggi, le sue tradizioni e il lavoro delle nostre aziende. È questa la forza di un comparto che vogliamo continuare a sostenere e valorizzare”.

Fondamentale, in questo percorso, è il ruolo di Arsac, impegnata al fianco del sistema produttivo e delle istituzioni nella valorizzazione delle produzioni regionali.

“Essere presenti a Vinòforum – evidenzia la direttrice generale di Arsac, Fulvia Michela Caligiuri – significa mettere il patrimonio vitivinicolo calabrese in relazione con un pubblico qualificato e con un mercato sempre più attento alla qualità e all’autenticità. La Calabria dispone di una ricchezza straordinaria in termini di biodiversità viticola, storia e vocazione dei territori. Il compito delle istituzioni e di Arsac è accompagnare le imprese in un processo di crescita che unisca innovazione, competenze, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni identitarie”.

“Il vino – prosegue Caligiuri – è un racconto e quello calabrese ha ancora moltissime pagine da scrivere. Manifestazioni come Vinòforum ci consentono di far conoscere questa storia, mettendo in contatto diretto produttori, operatori e consumatori e creando occasioni concrete di confronto e di promozione”.

La presenza della Calabria a Roma si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del comparto vitivinicolo regionale, che negli ultimi anni ha visto crescere l’attenzione verso le produzioni autoctone e la capacità delle aziende di coniugare tradizione e innovazione.

Il Cirò, il Greco di Bianco, il Magliocco e gli altri vitigni della tradizione calabrese rappresentano infatti un patrimonio capace di esprimere la straordinaria varietà dei territori regionali: dalle aree collinari alle zone costiere, dai versanti ionici a quelli tirrenici. Vinòforum diventa così non soltanto una vetrina commerciale, ma un vero e proprio spazio di narrazione. (rrm)

La Calabria si candida a “European Region of Sport 2028”

La Calabria si candida al titolo di “ACES European Region of Sport 2028”, il riconoscimento internazionale assegnato da ACES Europe alle realtà che promuovono lo sport come parte integrante delle politiche di salute, inclusione, partecipazione e sviluppo sostenibile.

“Non è solo un premio, è una scelta di vita per il futuro dei nostri giovani e della nostra terra. La Calabria può diventare il grande parco del benessere del Mediterraneo”, ha spiegato l’assessora allo Sport della Regione Calabria, Eulalia Micheli.

Un percorso avviato dalla Giunta regionale su impulso del presidente Roberto Occhiuto, che punta a mettere in relazione competenze e realtà diverse: dai Dipartimenti regionali agli Enti Parco, dalle istituzioni sportive al mondo della scuola e dell’università.

“La candidatura nasce da una domanda molto semplice: come possiamo fare dello sport una parte concreta della vita delle persone? – spiega l’assessore Eulalia Micheli -. La risposta non può essere soltanto nella costruzione di nuovi impianti o nell’organizzazione di grandi eventi. Significa creare condizioni perché un bambino possa avvicinarsi allo sport, perché un anziano possa continuare a praticarlo, perché una persona con disabilità possa trovare spazi e opportunità, perché anche chi vive in un piccolo Comune dell’entroterra abbia la stessa possibilità di stare bene attraverso l’attività fisica”.

La candidatura entra ora nella sua fase operativa, con la predisposizione del Dossier di candidatura, che sarà consegnato entro il 15 settembre. A novembre la Calabria attenderà la visita della Commissione di valutazione di ACES Europe, chiamata a conoscere da vicino il territorio, i progetti e la rete istituzionale e sociale costruita attorno alla candidatura.

“Candidare la Calabria a Regione Europea dello Sport 2028 – sottolinea inoltre Micheli – nasce prima di tutto da un atto d’amore verso la nostra terra. Viviamo in una vera palestra a cielo aperto: dai Parchi nazionali alle coste, fino ai sentieri dei nostri parchi marini e regionali, un patrimonio naturale straordinario. Abbiamo luoghi che possono diventare spazi di movimento, di incontro e di benessere. La nostra sfida è riuscire a metterli in relazione, a farli dialogare con le politiche sportive, sanitarie, ambientali e turistiche. È qui che la candidatura assume un significato che va oltre il titolo, è l’occasione per mettere a sistema tutto questo e mostrare all’Europa il volto migliore della nostra regione”.

Il Dossier sarà dunque costruito attraverso una rete di soggetti chiamati a condividere dati, esperienze e progettualità. Accanto alla Regione saranno coinvolti gli Enti Parco, CONI, CIP, Sport e Salute, l’Ufficio Scolastico Regionale e gli Atenei calabresi, insieme alle realtà territoriali che già operano nella promozione della pratica sportiva.

Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alla scuola, alla prevenzione e agli stili di vita, all’accessibilità dello sport e alla valorizzazione dell’outdoor.

“La parte più importante di questo percorso, per me, è proprio questa – aggiunge l’assessore allo Sport Micheli -: non limitarsi a raccontare ciò che la Calabria è già, ma utilizzare la candidatura per costruire ciò che vogliamo che diventi. Lo sport può aiutare a ridurre distanze, creare comunità, restituire centralità ai territori e soprattutto educare a una cultura del benessere che comincia molto prima della malattia”.

La candidatura si sviluppa attorno a quattro direttrici: salute e prevenzione; inclusione e accessibilità; sport outdoor e valorizzazione dell’ambiente; eventi e attrattività territoriale. Un modello nel quale la pratica sportiva viene considerata non come un settore separato, ma come una componente trasversale delle politiche regionali.

“Vorrei che questa candidatura fosse percepita soprattutto come un’occasione – conclude l’assessore Micheli -. Un’occasione per guardarci con occhi diversi e per mostrare all’Europa una Calabria capace non soltanto di accogliere, ma di proporre un proprio modello. Una Calabria che corre, cammina, pedala, gioca, vive i suoi spazi e se ne prende cura. Una Calabria che mette il benessere delle persone al centro delle proprie scelte”. (rcz)

L’OPINIONE / Rosario Sergi: «Basta lasciare soli gli amministratori nei territori più difficili»

di ROSARIO SERGIIn qualità di già Sindaco del Comune di Platì e Consigliere Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, esprimo la mia piena e convinta solidarietà al Sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, per gli accadimenti dei giorni scorsi.

Episodi gravisimi, che colpiscono non soltanto una persona, ma rappresentano un attacco al ruolo e alla dignità di chi, ogni giorno, è chiamato a rappresentare le istituzioni sul territorio e ad assumersi responsabilità importanti nell’interesse della propria Comunità.

Non possiamo non rilevare, inoltre, come Simona Scarcella rappresenti il terzo Presidente ANCI Calabria consecutivo ad essere coinvolto in vicende che evidenziano quanto sia difficile, soprattutto in territori complessi come quello calabrese, esercitare pienamente e serenamente il ruolo di Sindaco.

È un segnale che non può essere sottovalutato.

Riteniamo inoltre doveroso esprimere una considerazione sull’operato degli organi centrali e periferici dello Stato.

Pur comprendendo la delicatezza delle situazioni che le Istituzioni sono chiamate ad affrontare, riteniamo che, in una vicenda che coinvolge direttamente un Sindaco, sarebbe stato auspicabile un intervento più tempestivo e, soprattutto, un confronto diretto con il primo cittadino, prima di assumere iniziative o valutazioni che riguardano la sua amministrazione e la sua persona.

Il Sindaco è il rappresentante democraticamente eletto della propria Comunità e costituisce il principale presidio dello Stato sul territorio così come sancito dalla Carta Costituzionale. Per questo deve essere ascoltato, tutelato e messo nelle condizioni di svolgere il proprio mandato con serenità e piena autonomia, accompagnandolo ove necessario nel proprio cammino, nel momento in cui lo Stato perde il monopolio della forza , perde anche la sua stessa ragione d’essere e la fiducia dei cittadini. Questo è ancora più grave quando si ignora l’allarme di un amministratore locale, che dello Stato è la prima diretta emanazione sul territorio.

I Sindaci non possono essere lasciati soli.

Da ex Sindaco so bene cosa significhi amministrare un Comune in un territorio difficile, dove ogni decisione può avere conseguenze importanti e dove chi rappresenta le Istituzioni deve poter contare sulla presenza e sul sostegno dello Stato.

La Calabria non ha bisogno di Sindaci più deboli, ma di istituzioni più forti e più presenti.

Indebolire i Sindaci significa indebolire le istituzioni sui territori.

E quando le istituzioni democratiche vengono indebolite, il rischio è quello di lasciare spazio a chi vuole sostituirsi allo Stato, alla legalità e alla democrazia.

È proprio nei territori più difficili che lo Stato deve essere maggiormente presente, vicino ai propri amministratori e capace di garantire loro tutela e sostegno.

La risposta deve essere quindi esattamente opposta: più Stato, più presenza istituzionale, più tutela per gli amministratori locali, più rispetto per il ruolo dei Sindaci.

La criminalità organizzata non si combatte indebolendo chi rappresenta le istituzioni democratiche, ma rafforzandone la loro autorevolezza e garantendo agli amministratori la possibilità di svolgere il proprio mandato senza sentirsi soli.

Al Sindaco Simona Scarcella rivolgo quindi la mia personale solidarietà e vicinanza, auspicando che possa continuare ad esercitare il proprio mandato con serenità, determinazione e piena autonomia.

La difesa dei Sindaci è la difesa delle istituzioni.
La difesa delle istituzioni è la difesa dello Stato.
La difesa dello Stato è la difesa della democrazia sui territori.

(Già Sindaco del Comune di Platì e Consigliere Nazionale del Partito Repubblicano Italiano)

 

L’OPINIONE / Mariaelena Senese: «È giunto il momento di invertire la logica per sanità e Piano di rientro: si parta dai bisogni del territorio»

di MARIAELENA SENESE – Dopo diciassette anni segnati da Piani di rientro e gestione commissariale, per la Calabria è urgente invertire prospettiva nella gestione della sanità. Anziché partire dalle risorse disponibili per derivare i servizi che possono essere erogati, è necessario partire dai fabbisogni reali della popolazione per adeguarvi i servizi resi dal sistema sanitario regionale.  Il risanamento dei conti è necessario, ma l’obiettivo finale di qualsiasi intervento sul servizio sanitario deve essere la cura delle persone. Un sistema sanitario pubblico non può essere definito virtuoso se ha solo i conti in ordine. Anzi, i vincoli di bilancio stringenti a cui la Calabria è stata costretta, hanno reso spesso inefficiente la risposta alla domanda di cure e di salute che i calabresi hanno posto. Ciò è inaccettabile.

In alcuni casi, le azioni previste dal Piano sono definite affidandosi alla scelta di adottare soluzioni già sperimentate positivamente altrove, nonostante “altrove” ci siano condizioni di contesto significativamente differenti rispetto a quelle calabresi. La Calabria non è un territorio speciale, ma ha esigenze specifiche; condizioni strutturali peculiari; una demografia caratterizzata da una significativa riduzione della popolazione a causa di fenomeni di migrazione costante che producono spopolamento delle aree interne e innalzamento dell’età media regionale. Tali dinamiche, tanto complesse se prese singolarmente, messe assieme determinano fattori la cui incidenza sul fabbisogno sanitario reale è netta e specifica e per questo motivo devono essere tenute debitamente in conto come base per la definizione dell’assetto operativo del sistema sanitario regionale.

Secondo dati Eurostat, l’83% dei cittadini UE vive entro 15 minuti di auto da un ospedale (dati 2023). In Calabria, tutte le cinque province sono ben al di sotto della media: Reggio Calabria 73,3%, Catanzaro 71,6%, Crotone 62,5%, Cosenza 59,2% e Vibo Valentia 55%. In totale, la media calabrese è del 65,4%, mentre l’Italia si attesta all’80,5%. Dati preoccupanti che descrivono una regione caratterizzata da criticità infrastrutturali che si ripercuotono sulla salute e quindi sulla qualità della vita dei calabresi.

Su questa base, nasce la proposta della UIL Calabria: quantificare il fabbisogno sanitario reale della regione, utilizzando non soltanto il numero degli abitanti, ma anche l’età della popolazione, le condizioni epidemiologiche, il grado di deprivazione socioeconomica, la dispersione territoriale, la presenza di piccoli Comuni, la viabilità e i tempi effettivi di accesso ai servizi.

Lo stesso cambio di metodo deve riguardare il personale. Per questo la UIL Calabria propone che, per ogni Azienda sanitaria, Azienda ospedaliera, rete e struttura programmata, siano resi pubblici almeno tre dati: personale necessario, personale effettivamente disponibile e indice di scopertura, distinguendo medici, infermieri, OSS, tecnici e altre professionalità.

Possiamo costruire nuove strutture e acquistare le migliori tecnologie, ma senza le donne e gli uomini necessari a farle funzionare, rischiamo di realizzare soltanto contenitori vuoti. Da qui l’importanza di Case e Ospedali di Comunità, la cui efficacia potrà misurarsi solo con il grado di integrazione con i servizi per il territorio, con l’applicazione della telemedicina e la capacità di attivare in maniera capillare l’assistenza domiciliare e i servizi legati ai consultori.
Non possiamo limitarci ogni anno a contabilizzare quanti soldi seguono i calabresi che vanno a curarsi fuori regione. Dobbiamo capire per quali prestazioni si parte, dove si concentrano le maggiori criticità e fissare obiettivi annuali e verificabili per recuperare progressivamente in Calabria le prestazioni che il nostro sistema può e deve garantire.

Non tutta la mobilità sanitaria può essere considerata sinonimo di inefficienza: esistono centri nazionali di eccellenza e patologie per le quali il ricorso a strutture altamente specializzate è fisiologico. È quindi necessario distinguere la mobilità inevitabile dalla mobilità evitabile, sulla quale concentrare gli interventi.
Per questo motivo la UIL chiede trasparenza sui meccanismi di compensazione economica interregionale e attenzione alle conseguenze che ulteriori differenziazioni territoriali future potrebbero determinare nell’accesso alle cure.
C’è poi il ricorso all’innovazione e all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei processi amministrativi, utile a liberare risorse umane e ridurre i rischi di dispersione di risorse economiche per effetto di errori o frodi.

Quindi, il vero salto di qualità è nella trasparenza dei dati e nella misurabilità dei risultati. Per questo il sindacato propone la realizzazione di un Cruscotto pubblico della sanità calabrese, accessibile ai cittadini e alle parti sociali, attraverso il quale monitorare periodicamente personale e scoperture, liste d’attesa, mobilità passiva, LEA, attivazione delle strutture territoriali, tempi dell’emergenza-urgenza, spesa sanitaria e andamento del debito: dobbiamo sapere non solo quanto spendiamo, ma cosa produce quella spesa in termini di salute. E dobbiamo poter verificare, anno dopo anno, se le scelte compiute stanno realmente migliorando la vita dei cittadini.

La vera sfida amministrativa  è dunque nel recuperare, attraverso innovazione tecnologica, capacità di analisi preventiva e trasparenza, le risorse necessarie ad adeguare l’intera offerta sanitaria regionale alle vere esigenze di salute dei cittadini calabresi, sulla base di dati demografici ed epidemiologici che guidino le scelte partendo un profilo sanitario e non dai vincoli di bilancio. (ms)

[Segretaria generale Uil Calabria)

Xylella, Madeo (PD): investire sulla formazione degli agricoltori per bloccare il batterio

Investire sulla formazione degli agricoltori per bloccare il batterio. È quanto ha ribadito la consigliera regionale del PD Rosellina Madeo, sottolineando come «agricoltori e vivaisti sono le vere sentinelle capaci di proteggere il nostro patrimonio olivicolo. Investire sulla loro formazione affinché possano riconoscere subito il batterio e neutralizzarlo, ci mette nelle condizioni di arginare eventuali epidemie attraverso il ruolo attivo nella custodia e nella salvaguardia dei nostri alberi secolari per opera di chi lavora nelle nostre terre».

«Si torna a parlare ancora una volta di prevenzione affinché la Xylella fastidiosa, ma anche altre tipologie di batteri, non ci costringano più a lavorare in emergenza secondo una corsa contro il tempo per salvare i nostri alberi. Fondamentale dunque trasferire le conoscenze scientifiche direttamente sul campo, in modo da riconoscere immediatamente le avvisaglie e agire di conseguenza».

«Rispetto a quando la Xylella fece il suo primo ingresso in Puglia, parliamo circa del 2008, la Ricerca ha fatto passi da gigante e la Politica ha il dovere di mettere il progresso e la tecnologia a servizio dell’agricoltura. Ed è a tal fine che invito a prendere contatti proprio con chi in Puglia si è occupato di profilassi e prevenzione, come già sto facendo io attraverso i miei riferimenti, affinché possa dare un importante contributo, oltre che portare la sua esperienza, nel contrasto a questi parassiti».

«In aggiunta ai ristori per le aziende, occorre dunque formare gli attori del settore affinché diventino essi stessi custodi di un patrimonio enogastronomico e allo stesso tempo paesaggistico senza eguali». (rrc)

Presentata alla Cittadella l’edizione 2026 di SuperScienceMe

È stata presentata, in Cittadella regionale, la nuova edizione di SuperScienceMe – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, in programma il 25 settembre.

All’incontro hanno partecipato l’assessore all’Istruzione, allo Sport e alle Politiche giovanili della Regione Calabria, Eulalia Micheli; il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco; il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda; il prorettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Massimo Lauria; la responsabile di SuperScienceMe per il Cnr, Lidietta Giorno; la coordinatrice del progetto per l’Università degli Studi della Basilicata, Giovanna Rizzo; e la direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, Loredana Giannicola.

L’iniziativa, cofinanziata dalla Regione Calabria, rinnova la collaborazione tra Amministrazione regionale, università ed enti di ricerca nella promozione della cultura scientifica e dell’innovazione. Previsti oltre 200 laboratori, almeno 15 mila visitatori e mille ricercatrici e ricercatori coinvolti

“La tredicesima edizione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori rappresenta un appuntamento ormai consolidato e di grande valore per la Calabria – ha sottolineato l’assessore Micheli – ma quest’anno assume un significato ancora più importante grazie al sostegno diretto della Regione. Abbiamo scelto di cofinanziare l’iniziativa con 180 mila euro di risorse del Programma operativo complementare 2014-2020 perché crediamo fortemente nel ruolo della ricerca, dell’innovazione e delle nostre università come motori di sviluppo e crescita per il territorio.

L’evento si inserisce nella strategia portata avanti dal Governo regionale, presieduto da Roberto Occhiuto, per valorizzare il talento dei giovani calabresi, creare nuove opportunità e offrire condizioni concrete affinché possano scegliere di costruire il proprio futuro nella nostra regione. In questa direzione si collocano anche misure come il Reddito di merito che sarà presto operativo e punta a premiare l’impegno e le capacità degli studenti e per il quale è stato avvito l’iter per estenderlo anche all’Alta formazione, comprese le Accademie e i Conservatori”.

Micheli ha evidenziato inoltre il valore della manifestazione come occasione di incontro tra istituzioni, ricerca e cittadini, sottolineando il ruolo di alcuni luoghi simbolo della regione.

“La Notte dei Ricercatori sarà anche un’opportunità per valorizzare luoghi come la Cittadella regionale e Palazzo Campanella, che ospiteranno eventi e attività, diventando vetrine dell’innovazione, della conoscenza e delle opportunità offerte dal sistema universitario calabrese. Il programma coinvolgerà scuole, atenei, istituzioni e sistema produttivo, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e società. La ricerca scientifica esprime appieno il proprio valore quando riesce a tradursi in opportunità di crescita, occupazione e sviluppo per i territori. Per questo sosteniamo iniziative che favoriscono l’incontro tra sapere accademico, imprese e nuove generazioni, contribuendo a costruire una Calabria sempre più competitiva, attrattiva e capace di guardare al futuro con fiducia”.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Università della Calabria, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università degli Studi della Basilicata e numerosi istituti del Cnr presenti in Calabria e Basilicata.

Greco ha ricordato che l’iniziativa è attiva dal 2014 e che dal 2020 può contare sul sostegno della Regione Calabria.

“In un periodo in cui la fiducia nel metodo scientifico e sperimentale sembra vacillare, sentiamo la responsabilità — ma anche il desiderio — di riavvicinare i cittadini, e in particolare le giovani generazioni, al mondo della ricerca. Non vogliamo limitarci a spiegare la scienza: vogliamo viverla per un giorno insieme a loro, rendendoli protagonisti e non semplici spettatori. Questo è il senso più autentico della Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori. L’edizione di quest’anno nasce, poi, con un’ambizione in più. Accanto ai consueti appuntamenti sul Ponte Bucci del nostro Ateneo, per la prima volta apriremo le porte anche dei palazzi delle istituzioni, con eventi alla Cittadella regionale e nella sede del Consiglio Regionale. È un gesto che vogliamo sia di incontro, prima ancora che simbolico: crediamo che la ricerca scientifica e la partecipazione civile debbano camminare insieme, come una bussola capace di orientare una Calabria che guarda al proprio futuro con fiducia, consapevolezza e ambizione”.

Dal 2020 si è aggiunta anche l’Università degli Studi della Basilicata, rafforzando una collaborazione che oggi unisce Calabria e Basilicata in un percorso comune. Quando parliamo di ricerca non ci riferiamo esclusivamente alle discipline scientifiche in senso stretto, ma a tutto il mondo della conoscenza: dalle scienze umane a quelle giuridiche, dalle discipline economiche a quelle mediche e tecnologiche.

L’obiettivo è avvicinare i cittadini, e in particolare le giovani generazioni, al valore della ricerca, promuovendo il metodo scientifico, il pensiero critico e una partecipazione più consapevole alla vita sociale”.

Il prorettore Lauria, ha posto l’accento sul valore della collaborazione istituzionale e sulle ricadute dell’iniziativa sugli studenti.

“Ciò appare particolarmente significativo in un contesto in profonda trasformazione, non solo della società ma anche dell’Università stessa, oggi chiamata più che mai ad offrire saperi e sviluppare ricerche da condividere. E in questo senso, dopo oltre dieci anni di attività, la Notte dei Ricercatori continua a dimostrare la propria efficacia. Lo confermano i riscontri degli studenti delle scuole superiori, molti dei quali scelgono il proprio percorso universitario anche grazie a esperienze che consentono di conoscere da vicino il mondo della ricerca e le opportunità offerte dai nostri atenei.

Si tratta di un’iniziativa che conferma il valore della collaborazione tra università, istituzioni e territorio. Ringraziamo la Regione Calabria per il sostegno assicurato al sistema universitario, non solo attraverso la Notte dei Ricercatori, ma anche con misure come il Reddito di Merito. Abbiamo il dovere di raccontare una Calabria che funziona e che investe sul sapere, sull’innovazione e sui giovani”.

Cuda, ha sottolineato la capacità degli atenei di lavorare in modo coordinato.

“Questa manifestazione conferma come gli atenei calabresi sappiano muoversi in maniera coerente e sintonica. Dopo oltre dieci anni, la Notte dei Ricercatori continua a dimostrare la propria efficacia, come testimoniano i riscontri degli studenti che spesso orientano il proprio percorso universitario anche dopo aver partecipato a queste iniziative.

Dobbiamo continuare a mostrare una Calabria che funziona: è ciò che le università fanno ogni giorno attraverso la didattica, la ricerca e l’innovazione, con la certezza che questo lavoro produrrà risultati sempre più importanti per il territorio”.

Per la direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale, Loredana Giannicola, il progetto riveste “un alto valore formativo”, perché avvicina gli studenti alla costruzione della conoscenza attraverso il metodo scientifico e contribuisce alla formazione di “una cittadinanza consapevole e responsabile”.

Nel corso della conferenza stampa, Lidietta Giorno e Giovanna Rizzo hanno illustrato il programma dell’edizione 2026 e gli obiettivi dell’iniziativa, evidenziando il ruolo della rete istituzionale e scientifica nel promuovere la cultura della ricerca e ampliare la partecipazione dei cittadini alle attività di divulgazione scientifica. (rcz)