PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Contributi Inps ridotti per nuovi artigiani e commercianti

di UGO BIANCO La Legge di Bilancio 2025 introduce un’importante agevolazione per i nuovi artigiani e commercianti che si iscrivono per la prima volta alle gestioni previdenziali Inps tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. In particolare, il comma 186 dell’articolo 1 prevede una riduzione del 50% dei contributi previdenziali per i primi tre anni di attività, applicabile sia alla quota fissa che a quella percentuale.

Questa misura rappresenta un incentivo concreto per chi avvia un’attività, alleggerendo il carico contributivo nei primi anni. Per chiarire i dettagli operativi l’Inps ha emanato la circolare n. 38 del 7 febbraio 2025 che fornisce indicazioni pratiche sull’applicazione della norma. In questo approfondimento analizzeremo i requisiti richiesti, le modalità di accesso all’agevolazione e le sue implicazioni, offrendo una panoramica chiara e completa sulla nuova disposizione.

Chi sono i beneficiari?

L’agevolazione è destinata ai lavoratori che, nel corso del 2025, si iscrivono per la prima volta a una delle gestioni speciali autonome degli Artigiani e dei Commercianti, ai sensi dell’art. 1, comma 1, della legge 2 agosto 1990, n. 233, in qualità di: Titolari di impresa; Soci lavoratori di società.

I beneficiari devono percepire redditi d’impresa, compresi quelli soggetti al regime forfettario. L’agevolazione è concessa anche ai collaboratori familiari che si iscrivono per la prima volta alle suddette gestioni, indipendentemente dalla data di iscrizione del titolare.

Chi sono gli esclusi?

Sono coloro che si reiscrivono alla gestione Ivs nel 2025 dopo un’iscrizione precedente. Restano esclusi anche gli ex soci di società di persone o di capitali già iscritti in passato, così come i lavoratori autonomi appartenenti alla gestione separata Inps o alle Casse di previdenza. 

Quanto vale la riduzione?

Ad esempio, un commerciante che nel primo anno di attività dovrebbe versare 4.000 euro di contributi previdenziali, grazie a questa agevolazione ne pagherebbe solo 2.000. Il risparmio ottenuto può essere particolarmente utile per sostenere altre spese iniziali.

Come influisce l’agevolazione sulla pensione?

La riduzione dei contributi permette un risparmio immediato, ma può avere conseguenze sulla futura pensione. Versare contributi più bassi significa accumulare meno per il proprio fondo pensionistico, con il rischio che alcuni mesi di attività non vengano riconosciuti ai fini pensionistici se l’importo versato è inferiore al minimo richiesto. Per questo motivo, è importante valutare bene questa scelta e, se necessario, chiedere consiglio ad un esperto previdenziale sulla convenienza rispetto ad altri incentivi disponibili. (ub)

[Ugo Bianco è Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi Calabria]

 

Bevacqua, Tavernise e Lo Schiavo: Occhiuto faccia chiarezza su gestione risorse sanità

I consiglieri regionali Mimmo Bevacqua (PD), Davide Tavernise (M5S) e Antonio Lo Schiavo (Misto), hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di fare chiarezza sulla gestione dei fondi per la sanità.

«Lo scontro tra Inail e la Protezione Civile – di cui abbiamo appreso dalla stampa e fin qui mai smentito – in merito alla gestione dei 600 milioni di euro destinati alla costruzione di cinque ospedali in Calabria, che fanno parte del progetto complessivo dei nove ospedali previsti, evidenzia gravi criticità e desta profonda preoccupazione», hanno detto i consiglieri di opposizione, sottolineando come «il consiglio di amministrazione dell’Inail avrebbe contestato il fatto di essere stato scavalcato nella gestione delle risorse, che, pur essendo di sua competenza, sono state rimesse al controllo diretto di Roberto Occhiuto, presidente della Giunta regionale».

«La questione – hanno proseguito – non riguarda solo un conflitto tra Enti, ma espone al rischio concreto che possa essere vanificata la stessa nomina di Occhiuto a commissario straordinario per la costruzione degli ospedali. La gestione diretta delle risorse senza una chiara collaborazione con l’Inail, rischia di compromettere la realizzazione dell’intera operazione sulla quale avevamo già fortissimi dubbi”»

«È necessario fare immediata chiarezza su come verranno gestiti i fondi e quale sia al momento la reale interlocuzione con l’Inail che avrà un ruolo fondamentale per l’esito positivo dell’intera operazione. La Calabria – hanno ribadito i capigruppo di minoranza – ha bisogno di una pianificazione trasparente, che coinvolga tutti gli attori istituzionali in modo armonioso e rispettoso delle competenze. Solo con una gestione condivisa e senza sovrapposizioni di poteri si potrà garantire l’efficacia degli interventi e una reale risposta alle esigenze sanitarie dei calabresi».

«La strada dei commissariamenti non ha portato a nulla fin qui – hanno concluso – e non lo farà di certo con contrapposizioni istituzionali sull’allocazione delle risorse». (rrc)

Giusi Princi: Calabria apripista in Europa per un progetto pilota sulla giustizia

«Si sono gettate le basi per un importante ponte di legalità e giustizia tra la Calabria e l’Europa». È quanto ha detto l’europarlamentare Giusi Princi, a margine dell’importante incontro bilaterale promosso da lei tra le più alte cariche della magistratura ordinaria reggina e del Tar e le più alte rappresentanze della Commissione europea svoltosi a Bruxelles.

Per la magistratura ordinaria reggina sono intervenuti la Presidente della Corte d’appello Caterina Chiaravalloti, il Procuratore Generale, Gerardo Dominijanni, la Presidente del Tribunale Maria Grazia Lisa Arena. Per il Tribunale amministrativo, presente la Presidente Caterina Criscenti.

Per la Commissione europea sono invece intervenuti: Corinna Ullrich, DG Home, Direttore del Dipartimento per gli Affari Internazionali ed Orizzontali, Alessandro De Stefano, DG Just, Direzione generale Giustizia e consumatori e Laura Gatti, Segretariato generale della Commissione europea.

Per la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE, presente il Magistrato Giuseppe Buffone.

Il confronto si è incentrato sull’adeguamento della giurisdizione italiana alle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), con particolare attenzione ai settori della giustizia e dell’immigrazione. Tra i temi trattati, il Patto Migrazione, la recente condanna dell’Italia per violazione dell’art. 8 CEDU sul diritto al rispetto della vita privata e familiare, la disciplina delle intercettazioni, nonché le pronunce relative alla violazione dei diritti di difesa e del contraddittorio. Ampio spazio è stato inoltre dedicato alla protezione internazionale, alle misure di trattenimento e all’individuazione dei cosiddetti “paesi sicuri”, tema importante anche in considerazione che la Calabria è terra di frontiera nel Mediterraneo.

«Sono state infatti evidenziate – ha spiegato – le ricadute delle direttive europee nei territori con importanti spunti di miglioramento grazie ai preziosi input che sono stati forniti alla Commissione dagli illustri esponenti della magistratura e del TAR di Reggio Calabria».

«Anche in questo caso – ha proseguito – la Calabria può fungere da apripista per un importante progetto pilota su cui stiamo lavorando con la magistratura e la Commissione».

«Risulta essenziale – ha concluso la deputata europea – il dialogo con chi concretamente attua le disposizioni europee sul territorio, affinché dalle esperienze, e grazie alle alte competenze che la Calabria esprime, possano emergere proposte innovative capaci di rendere l’Unione Europea più flessibile, inclusiva e reattiva alle esigenze dei cittadini». (rrm)

Tavernise (M5S): Regione prenda posizione contro il piano di riarmo europeo

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha presentato in Consiglio regionale una mozione con cui chiede «alla Giunta regionale di sollecitare il Governo affinché non prosegua nel sostegno al piano di riarmo e, al contrario, si impegni nelle sedi europee per la sostituzione di “ReArm Europe/Readiness 2030” con un piano di investimenti mirato alla sanità, all’istruzione, al sostegno delle filiere produttive e alla transizione ecologica».

«Le conclusioni del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2025 – ha spiegato – hanno confermato la preoccupante svolta militarista dell’Europa, sancendo una vera e propria chiamata alle armi. Il piano “ReArm Europe/Readiness 2030” destina 800 miliardi di euro alla produzione di sistemi di difesa, missili, droni e altre tecnologie belliche, distogliendo risorse fondamentali da settori essenziali come sanità, istruzione e transizione ecologica».
«Questo scenario – ha spiegato ancora – rappresenta un deciso cambio di rotta che mina i valori fondanti dell’Unione Europea: libertà, democrazia e promozione della pace. Il piano prevede anche l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale del Patto di Stabilità e Crescita (PSC), che permetterebbe agli Stati membri di scorporare gli investimenti militari dal calcolo del deficit/PIL, favorendo una crescita incontrollata delle spese belliche a discapito del benessere sociale».
«Per ribadire la nostra contrarietà a questa pericolosa deriva, il Movimento 5 Stelle – ha annunciato – ha organizzato una manifestazione nazionale il 5 aprile 2025 a Roma. Sarà un’occasione fondamentale per far sentire la nostra voce e difendere un’Europa di pace e cooperazione, non di guerra e riarmo».
«Invito tutti a partecipare – ha concluso – Dobbiamo essere in tanti, dobbiamo farci sentire. Solo insieme possiamo fermare questa follia e costruire un’Europa che metta al centro il benessere delle persone, non il profitto dell’industria bellica». (rrc)

Commissione Territorio di Villa S.G. convocherà i tecnici della Stretto di Messina

Il Comune di Villa San Giovanni, guidato dalla sindaca Giusy Caminiti, ha reso noto che, nei prossimi giorni, il presidente della commissione territorio, Pietro Idone, convocherà la società Stretto di Messina per un incontro da organizzare con la commissione territorio e gli uffici preposti sulle opere preliminari.

«Si è accolta – viene spiegato nella nota del Comune – la richiesta avanzata dai consiglieri comunali di Forza Italia De Marco e Lucisano sulla base di una decisione politica già assunta: l‘amministrazione comunale ha posto le opere preliminari al progetto ponte come prescrizione allo stesso, chiedendo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che la risoluzione delle interferenze sulla rete idrica, rete fognaria, pubblica illuminazione, viabilità e monitoraggio ambientale siano la condizione ad ogni inizio lavori».

«Già, infatti, ad ottobre scorso – viene ricordato – si è inviata una richiesta di lavori per la risoluzione delle interferenze di centinaia di milioni di euro.
Nello specifico per l’approvvigionamento della sorgente Aspromonte, il dissalatore a servizio della Città, l’efficientamento e l’ammodernamento delle reti del territorio comunale di Villa San Giovanni si è presentato un progetto il cui importo complessivo è pari a 39.200.000 euro».

1L’intervento richiesto per la creazione, l’efficientamento, l’ammodernamento del sistema depurativo e della rete fognaria è pari a 38 milioni di euro – continua la nota –. L’importo complessivo dell’intervento relativo all’ammodernamento ed al rifacimento della pubblica illuminazione è pari ad 1.500.000 euro. Per il monitoraggio ambientale (già dalla fase preliminare all’apertura del cantiere) è richiesto un intervento di ben 500.000 euro. Non solo, ma l’amministrazione comunale ha anche richiesto interventi di pianificazione gestione e sicurezza pari a 5.700.000 euro».

«Un capitolo a parte – si legge – quello relativo alla realizzazione di strade alternative e ad un sistema di trasporto pubblico locale, il cui importo complessivo ammonta a 40 milioni di euro. Nello specifico, si sono richieste progettazioni per la strada di collegamento tra la chiesa di Pezzo e la chiesa di Cannitello alternativa al lungomare di città; il prolungamento della strada Giovanni Trecroci verso la frazione di Porticello; la sistemazione e il completamento di via Giovanni Messina da Cannitello a Ferrito; la realizzazione di una strada di collegamento tra i comuni di Campo Calabro e Villa San San Giovanni con via Giudice Scopelliti; una strada panoramica al di sopra della via Nazionale che valorizzi la parte alta della città e funga dal bypass rispetto alle arterie compromesse dalla presenza del cantiere ponte».

«Nella stesura delle attività preliminari, dunque, l’Amministrazione comunale – conclude la nota – ha previsto interventi preliminari per un importo complessivo di 134.400.000 euro. Interventi tutti inviati al Mit nelle scadenze richieste per la conclusione della conferenza istruttoria, il cui dettaglio si affronterà con i tecnici della Stretto di Messina, al fine di verificare lo studio e l’approfondimento da parte degli stessi in questa fase istruttoria che, a leggere i comunicati stampa ad oggi redatti, dovrebbe portare nei prossimi mesi alla presentazione del progetto aggiornato del ponte al Cipess». (rrc)

Arpacal comunica lo stato di allerta arancione per oggi

In conseguenza dell’avviso di condizioni meteo avverse emanato dalla Protezione Civile Nazionale, in data 25 marzo 2026 e dei valori di pioggia attesi che prevedevano fino ad un massimo di 60 mm in 6 ore, il Centro Funzionale Multischi dell’Arpacal ha comunicato lo stato di allerta arancione per il 27 marzo 2025.

Tali previsioni si sono effettivamente riscontrate nei valori di pioggia caduti in 22 comuni mentre i fenomeni precipitativi persistenti e localmente intensi hanno causato disagi alla viabilità e smottamenti che hanno portato alla chiusura di un tratto di strada statale 18 nel Vibonese.

Nella dichiarazione dello stato di allerta, il Centro Funzionale Multirischi di Arpacal spiega che negli eventi di pioggia si devono considerare anche gli effetti al suolo e delle condizioni geologiche della Calabria, nota per la sua fragilità, con il 60% circa del territorio posto al di sopra della quota di 300 metri s.l.m. solcato da oltre 1000 bacini idrografici. Nella regione, infatti, sono attualmente censiti 15221 kmq di area a rischio frana, sulla base del catalogo IFFI (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia) dell’Ispra, di cui ben 8.000 frane insistono su centri abitati (fonte PAI).

Analoga situazione vige per i numerosi corsi d’acqua, in cui gli aspetti idrologici ed idraulici con elevate pendenze dell’alveo, sovralluvionamenti e frane presenti in quasi tutti i bacini possono indurre condizioni di pericolosità anche elevata, senza considerare l’impatto antropico sul territorio, che già determina un insieme di aspetti critici(Progetto di Piano Stralcio Distretto Appennino Meridionale).

Su tali basi, quindi, vengono valutati gli effetti al suolo che gli eventi piovosi potrebbero produrre, in modo da tener conto degli scenari di rischio.

In allegato, la Nota del Centro Funzionale Multirischi di ArpaCal con alcune tabelle rappresentative dello scenario monitorato. (rcz)

Filt Cgil Calabria: Richiesta di rimozione di Agostinelli «una cosa imbarazzante»

Per la Fil Cgil Calabria la richiesta del Comune di Gioia Tauro di rimuovere il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Andrea Agostinelli, «è una cosa imbarazzante per la stessa amministrazione che non ha giustificazione alcuna, anche per gli ottimi risultati raggiunti in questi anni».

«È superfluo ricordare – dice il sindacato –che il porto di Gioia Tauro ha raggiunto risultati eccezionali nel transhipment, con quasi 4 milioni di teus nel 2024 e con ottimi risultati negli anni precedenti, così come nel continuo rapporto che si è riusciti ad avere con Ministri di diverso orientamento politico, oppure ancora nella capacità di rapportarsi con grandi e piccoli armatori, allargando una rete di protezione utile a difendere e rafforzare l’occupazione generale delle aziende portuali».

«Anche nel 2016, quando il porto entrò in crisi, l’Ammiraglio Agostinelli – ha proseguito – si schierò con il Sindacato per dare garanzie occupazionali ai lavoratori portuali, sottoscrivendo assieme a noi ed al Ministro Delrio il protocollo che aprì la strada all’articolo 17, già vigente in altri porti di transhipment italiani. Certo, ci sono stati anche momenti in cui non siamo stati d’accordo, ma la diversità di vedute, anche per i diversi ruoli ricoperti, non ha mai oscurato il grande lavoro fatto per tutti i porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Meridionale».

«Abbiamo timore, infine – conclude la nota – che questo attacco forsennato ad Agostinelli abbia soprattutto l’obiettivo di aprire una discussione su un nuovo Presidente dell’Adsp.  Ci sono politici calabresi interessati a questo incarico di cui dubitiamo sulla loro capacità manageriale, in quanto la scelta deve ricadere su un soggetto con “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”. Dio salvi il Porto!». (rcz)

L’Università della Calabria verso l’elezione del nono Rettore

di FRANCO BARTUCCI – Passata la tempesta dell’emendamento che prevedeva la proroga di due anni del mandato rettorale fino al 31 dicembre 2027, e poi ritirato dai senatori di forza Italia che lo avevano presentato; come anche il frangente rapido, durato il tempo di una fumata di sigaretta, delle dimissioni del pro rettore Patrizia Piro, con delega al Centro Residenziale, subito sostituita nelle stesse funzioni e mandato, per un periodo appena  di sette mesi, dal prof. Francesco Raniolo, Ordinario di Scienze Politiche, presidente del Cams (Centro Arti Musica e Spettacolo), nonché responsabile scientifico del corso Impact Calabria, parte integrante della “Scuola di Politiche”, ideata dall’Arel, Agenzia di Ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta, primo Rettore dell’Università della Calabria, del quale è ricorso il 18° anniversario della sua scomparsa (26 marzo 2007), che dal 2020 è pure operante presso il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali della stessa università in collaborazione con la Svimez; dopo tutto ciò è ritornato, per modo di dire, la quiete nell’attesa di eleggere il nono rettore dell’Università della Calabria.

Ad inaugurarla venne l’on. Enrico Letta, attuale presidente dell’Arel, con il rettore Leone insediatosi da poche settimane.

Quanto descritto sopra sono fatti di cronaca noti all’interno, come all’esterno dell’università, dove i media sono già all’opera nell’ indicazione di possibili candidati (Greco o Piro al momento?), come anche nella descrizione addirittura delle date possibili di svolgimento delle operazioni di voto, che dovrebbero avvenire tra settembre e ottobre. Tutto questo mette in luce una non conoscenza delle norme e delle leggi che regolamentano tale materia in ambito universitario ed è bene attenersi a questi quanto approfondirli per una buona e corretta informazione.

Da considerare che la materia, legata al rinnovo degli organi di governo dell’Università, è regolamentata dallo Statuto ed in particolare dal comma 4 dell’art. 7, che così recita: «Nel sesto mese antecedente la scadenza del mandato del Rettore, dei direttori di Dipartimento e delle Scuole di Specializzazione e delle altre strutture… le elezioni sono indette dal decano dei professori di prima fascia rispettivamente dell’Università, del Dipartimento, della Scuola di Specializzazione, del Corso di Studi o della struttura interessata. Il Decano provvede alla costituzione del seggio elettorale e alla designazione del suo Presidente, nella persona di un professore di prima fascia».

Ciò significa di fatto, che dal prossimo 1° maggio 2025 inizia il “semestre bianco” in cui il rettore entrerà in un periodo di “vacatio” e sarà il Decano a calendarizzare tempi assembleari di dibattiti per il confronto fra i candidati e contestualmente stabilirà le date in cui dovranno svolgersi le elezioni in piena libertà e rispetto delle regole democratiche e di buona gestione, in serenità e perfetta convivenza sociale e culturale, tenendo in alta considerazione che l’Università della Calabria ha delle caratteristiche uniche da rispettare in campo nazionale. La sua caratteristica è quella di essere un Campus universitario e come tale si deve proiettare nei confronti della società.

Per il 1° maggio mancano poco più di 30 giorni e non si vede ancora l’emanazione del decreto rettorale di fissazione del semestre bianco con la nomina del Decano, che dovrebbe essere, in base a voci correnti, il prof. Francesco Altimari, Ordinario di lingua e letteratura albanese dal 1992. Membro onorario dell’Accademia delle Scienze d’Albania dal 2006 e dell’Accademia delle Scienze e delle Arti del Cossovo dal 2008. Presidente della Fondazione Universitaria “Francesco Solano” istituita nel 2009 dall’Università della Calabria per promuovere la lingua e la cultura albanese in Italia.

In questo frangente il clima in ambito universitario non è dei migliori circa l’andamento del tempo per la predisposizione del lavoro del Decano per il semestre bianco, anche perché in base a delle delibere approvate dal Senato Accademico lo scorso anno, utilizzando probabilmente la legge sull’autonomia universitaria art.7 legge 9 maggio 1989, n°168, è stato predisposto un atto amministrativo di proroga di un anno del mandato dei direttori di dipartimento in scadenza nel 2024, sovvenendo alla legge Gelmini del 30 dicembre 2010 n.240, che fissava la durata dei mandati in tre anni, facendo coincidere praticamente l’ elezione dei nuovi direttori di dipartimento con l’elezione dei loro rappresentanti in Senato Accademico, di fatto coincidente anche con le votazioni per l’elezione del nuovo rettore che dovrà rimanere in carica nel periodo 2025/2031.

Tutto questo rientra nella normalità e regolarità comportamentale o sopravvenendo invece a quanto prevede il semestre bianco e quindi il periodo di “vacatio” che dovrebbe avere inizio il prossimo 1° maggio 2025?

Lascio ai giuristi, come il prof. Francesco Raniolo, e ai tanti altri presenti nella stessa università, fare le giuste considerazioni e valutazioni in merito, sempre che quanto scritto in questo articolo corrisponda al pensiero del rettore o alla fantasia dell’autore del servizio, firmato come già sopra riportato con la sigla (euf). Se così è potrebbe essere materia di studio e considerazione nell’ambito della prossima edizione della “Scuola delle Politiche”, in programma nel prossimo mese di aprile.

C’è da chiedersi a questo punto, in base al deliberato del Senato Accademico di cui all’interno dell’articolo del “Corriere della Calabria” che fine e che ruolo avrà la figura del Decano prevista dallo Statuto? Un semplice scribacchino?  Se così sarà chiunque verrà eletto, su ricorso legale, temo che potrebbe trovarsi in una posizione di illegalità; come di fronte potrebbero essere molto pesanti i giudizi di un’opinione pubblica attenta alla buona immagine dell’Università degli Studi della Calabria.

A rafforzare la gravità del momento, dopo avere incassato la nota di apprezzamento per il lavoro svolto durante il periodo del suo mandato (5 anni e tre mesi), sono giunte le dimissioni del Prorettore Patrizia Piro con delega al Centro Residenziale che ha dichiarato, partendo dal fatto che alcuni giornali l’hanno indicata come possibile candidata: «Io non credo nelle candidature personalistiche, ma in quelle a supporto di un progetto culturale ampio e penso che in questo particolare momento non sussistono le condizioni necessarie per potere assumere fin da ora un impegno definitivo. Sento la responsabilità di fornire un contributo volto a individuare la figura di un rettore che consenta all’Ateneo di poter progredire in una crescita corale e armoniosa, con il coinvolgimento e la realizzazione di tutte le sue componenti».

«Ritengo – ha aggiunto – che tale figura debba avere un retroterra culturale e di intensa esperienza tale da garantire la piena valorizzazione di tutti i talenti e di tutte le competenze presenti nell’Ateneo consentendo lo sviluppo sinergico di tutte le aree del sapere riconoscendo loro pari dignità».

«Auspico che i decani dei Dipartimenti – ha concluso – favoriscano la conclusione delle elezioni in tempi brevi, perché solo a valle delle stesse si potranno creare le condizioni di stabilità politico-accademica per il concretizzarsi delle candidature a rettore. Questo è il momento della riflessione: se ci sarà un’assunzione di responsabilità condivisa, sarò pronta a dare la mia disponibilità o a valutarne insieme un’altra». (fb)

Masterplan, successo per l’incontro Una strategia condivisa per il futuro di Reggio

È stato un momento di confronto tra Istituzioni, esperti e rappresentanti del territorio per discutere il Masterplan di Reggio, il convegno Una strategia condivisa per il futuro di Reggio Calabria, promosso dall’assessorato alla “Città sostenibile ed accessibile”.

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, del Prefetto Clara Vaccaro, del Prorettore Massimo Lauria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dell’assessore regionale Maria Stefania Caracciolo.

L’assessore Paolo Malara, introducendo il convegno, ha sottolineato l’importanza di un confronto continuo con Enti, Organismi, Ordini professionali e soggetti operanti sul territorio per la realizzazione del Masterplan. Ha evidenziato che, pur essendo il Comune a pianificare le strategie, è fondamentale collaborare con Enti sovraordinati come Ferrovie dello Stato, Anas e l’Autorità di sistema per una progettazione efficace.

«Il ruolo della ferrovia, la gestione dei nodi stradali e l’intermodalità devono essere affrontati in sinergia, con il contributo di tutti i soggetti coinvolti», ha detto Malara, spiegando che il lavoro in corso punta a una visione sistemica centrata sulle persone e sulla qualità della vita.

«Il Masterplan – ha aggiunto – non solo immagina la città del futuro ma definisce anche le strategie concrete per realizzare soluzioni in termini di mobilità, sostenibilità e fruibilità dello spazio pubblico adesso. Vogliamo sottrarre spazio alle automobili per liberare e rendere vivibili gli spazi urbani e, oggi, parliamo di azioni già finanziate che porteranno miglioramenti concreti per la città».

Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha sottolineato come il convegno rappresenti un’ulteriore tappa nel percorso di condivisione del Masterplan con la città. Ha ribadito il valore di questo strumento di indirizzo politico e strategico (non obbligatorio), aperto al contributo di Istituzioni, Associazioni di categoria, Ordini professionali e cittadini; fondamentali per definire il futuro sviluppo del territorio.

Falcomatà ha evidenziato l’importanza di rafforzare il rapporto della città con il mare e migliorare le connessioni con le aree interne, montane e collinari, ma anche per individuare spazi per nuove attività imprenditoriali. Ha inoltre posto l’accento sulla necessità di offrire ai giovani la possibilità di formarsi altrove, quale valore aggiunto, nel garantirgli comunque la scelta concreta di tornare e contribuire alla crescita della città con le competenze acquisite, rendendo Reggio una vera “città delle opportunità”

«Il Masterplan è questo – ha dichiarato il sindaco – insieme agli altri strumenti di pianificazione urbana vuole condividere insieme alla città quelle che saranno le scelte per un territorio che, come noi stiamo vedendo già adesso, sta recuperando il suo rapporto con il mare ma deve recuperare anche le altre connessioni con le aree interne, con l’area montana e collinare, deve recuperare anche quegli spazi per lo sviluppo delle nuove attività imprenditoriali».

«Insomma, una città delle opportunità – ha aggiunto – una città delle opportunità che deve avere quindi una cornice strategica politica che è proprio quella del Masterplan».

«I ragazzi e le ragazze che scelgono di andare via devono avere l’opportunità di scegliere: se decidono infatti – ha proseguito Falcomatà – di formarsi o specializzarsi altrove, devono poterlo fare con la possibilità concreta di rientrare e dare il proprio contributo alla città. Andare via non deve essere l’unica scelta, ma una possibilità alla pari di quella di poter tornare».

«Una città delle opportunità – ha chiuso il primo cittadino – deve garantire questa possibilità ai giovani, affinché il loro contributo, arricchito dalle esperienze scientifiche, professionali, lavorative e universitarie maturate fuori, diventi ancora più significativo per lo sviluppo del territorio».

L’assessore Carmelo Romeo ha sottolineato i progressi in corso a Reggio Calabria, grazie agli interventi finanziati con fondi europei. Tra i progetti principali ci sono la rigenerazione costiera, con il Museo del Mare, e la riqualificazione di luoghi pubblici come il Lido Comunale, il Tempietto e l’ex fiera Pentimele.

Il focus è sulla trasformazione strutturale e sociale della città, anche immateriale, con l’obiettivo di far vivere i luoghi che vengono rigenerati con iniziative socio-culturali mirate. Grazie al supporto dei fondi Pon 14-20 e Pon Metroplus 21-27, Reggio Calabria sta progredendo verso una città sostenibile e resiliente.

A seguire il convegno ha registrato gli autorevoli interventi di Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che ha analizzato gli scenari economici e demografici di città ed area metropolitana indicando possibili obiettivi per rendere attrattivo il territorio attraverso un modello di sviluppo competitivo per Reggio Calabria; Salvador Rueda, direttore dell’Agenzia di Ecologia Urbana di Barcellona, che ha mirabilmente affrontato il tema delle trasformazioni urbane basate su nuovi modelli di mobilità trasponendoli alla nostra città e Saverio Mecca, professore emerito dell’Università di Firenze, che ha illustrato strategie per il rilancio dei borghi: tema caro rispetto alla storia ed alla morfologia del territorio comunale (un lavoro importante è stato già avviato su Podargoni ma nell’ottica di politiche precise per tutta l’area collinare e montana).

La seconda parte dell’evento ha visto protagonisti, in due tavoli tematici, gli attori territoriali (con la partecipazione di rappresentanti di Enti ed aziende locali) e gli Ordini professionali.

Il percorso del Masterplan prosegue, quindi, con la volontà di renderlo un processo sempre più partecipato e corale; con l’idea che solo questa modalità consente alla città di fare proprio uno strumento che definisce gli scenari futuri trasformando già quelli presenti.

Un obiettivo, questo, che è soprattutto socio-culturale e non meramente tecnico. (rrc)

Da Mit 33 mln per interventi alle infrastrutture idriche

Sono 32 milioni la somma dal Pnrr che il ministero delle Infrastrutture ha destinato alla Calabria per realizzare interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico.

Nello specifico, sono stati finanziati un intervento del Consorzio di bonifica Alto Ionio Reggino per la messa in sicurezza del pozzo d’accesso alla camera di manovra delle paratoie e di ripristino della corretta funzionalità dell’invaso diga del torrente Lordo; un progetto del Consorzio di bonifica Tirreno catanzarese che prevede la riparazione della traversa fluviale nel fiume Savuto in località Tribito nel comune di San Mango d’Aquino; un intervento del Consorzio di bonifica integrale dei bacini meridionali del Cosentino per il miglioramento ed adeguamento sismico della diga Redisole in agro del comune di San Giovanni in Fiore; un intervento del Consorzio di bonifica integrale dei bacini meridionali del Cosentino per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della diga di Votturino(rrm)