Tridico (M5S): Nel nuovo ddl delega non c’è un centesimo per i Lep

Pasquale Tridico, presidente della Commissione Fisco del Parlamento europeo, lancia l’allarme riguardo alla bozza del ddl delega sulla disciplina dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep).

«Sull’Autonomia differenziata è calato un silenzio molto preoccupante. Il centrodestra ne sta dunque approfittando per affondare il Sud con un nuovo disegno di legge pericolosissimo; soprattutto per la Sanità calabrese, che ha enormi problemi di conti, elusi con la recente approvazione di vecchi bilanci aziendali, avvenuta irresponsabilmente in mancanza di dati certi», ha detto Tridico, denunciando come «nel testo in questione non c’è un solo euro per finanziare i Lep. Difatti, è previsto esplicitamente che non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

«Si tratta dell’ennesimo tentativo – ha sottolineato – sospinto da una Lega con faccia nazionalista e animo secessionista, di aumentare le diseguaglianze fra il Settentrione e il Mezzogiorno, condotto nell’indifferenza, nel mutismo e nell’opportunismo dei parlamentari meridionali della maggioranza».

«Il centrodestra è cieco – ha evidenziato – davanti alla realtà e sordo ai moniti della Svimez, secondo la quale, per realizzare una vera Autonomia, servono più fondi al Sud al fine di ridurre i divari. La maggioranza attuale è pronta a comprare armi di morte e distruzione».

«Nel frattempo – ha concluso Tridico – chiude gli occhi davanti alla gravissima condizione dell’assistenza sanitaria in Calabria e nel resto del Mezzogiorno, per invertire la quale servono al più presto risorse cospicue e disponibili». (rrm)

Giovedì in Cittadella si presenta il progetto “Mirai – Insieme creiamo il futuro”

Si chiama “Mirai – Insieme creiamo il futuro” il progetto che vede come protagonisti principali gli studenti delle ultime due classi degli istituti superiori del territorio calabrese e che sarà presentato giovedì in Cittadella regionale alle 11.

Pensato dal Dipartimento Lavoro della Regione Calabria, si tratta di un progetto ambizioso in termini di sinergie messe in campo, e lungimirante negli obiettivi.

I dettagli dell’iniziativa, che ha già mobilitato una complessa task force per l’orientamento e l’accompagnamento al mondo del lavoro degli studenti, saranno presentati dall’assessore al Lavoro e alla Formazione professionale della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, e da Fortunato Varone, direttore generale del Dipartimento Lavoro.

All’incontro saranno presenti i principali partner dell’iniziativa: i responsabili e i referenti dei Centri per l’Impiego dell’intero territorio calabrese, e i dirigenti scolastici che hanno aderito con grande interesse al progetto, aprendo le porte dei loro istituti al progetto. (rcz)

Venerdì a Lamezia l’assemblea annuale Fiavet Confcommercio

Si terrà venerdì 28 marzo, al T-Hotel di Lamezia Terme, l’assemblea Annuale Fiavet Confcommercio.

«Sono contento che la Calabria sarà sede di questo importante incontro – ha affermato l’assessore al Turismo della Regione Calabria, Giovanni Calabrese – consapevole che la nostra Regione, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, è pronta ad accogliere e a condividere le proprie opportunità e il suo spirito accogliente, a conferma del ruolo sempre più centrale che stiamo assumendo nel panorama turistico nazionale e internazionale».

«La scelta di ospitare in Calabria il Convegno Nazionale sul Turismo e l’Assemblea annuale di Fiavet Confcommercio – ha proseguito l’assessore – rappresenta, inoltre, un segnale forte di attenzione verso la valorizzazione di un turismo che guarda al futuro, un turismo che non si ferma, che sa valorizzare le radici senza perdere di vista l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Auguro a tutti i partecipanti un proficuo lavoro, che possa portare a nuove idee, dialoghi con altre Regioni, collaborazioni e soluzioni per un settore che ha tutte le potenzialità per crescere e diventare sempre più protagonista nel nostro Paese».

I lavori saranno aperti dal presidente Fiavet Confcommercio, Giuseppe Ciminnisi, si collegherà per un saluto il ministro del Turismo, Daniela Garnero Santanchè, e il presidente Confcommercio Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli. In collegamento anche il presidente Camera di Commercio Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Pietro Falbo.

L’assemblea sarà preceduta dal convegno “Il turismo che non si ferma: radici, identità e destagionalizzazione per un nuovo modelli di sviluppo” a cui parteciperanno numerosi ospiti istituzionali. Prevista anche una parte formativa con case history dedicati al territorio che ospita l’evento.

I temi centrali del convegno saranno affrontati dal direttore creativo e travel Designer ItalyRooting consulting Letizia Sinisi che interverrà su “Turismo delle Radici: dall’Identità al business – il ruolo strategico di Fiavet”, dalla giornalista e docente di comunicazione digitale, Claudiana Di Cesare che interverrà su: “L’intelligenza artificiale come alleata del tuo business. Opportunità e strumenti operativi”, dal travel Industry Marketing Expert / Sales Director Sud Europa di Sojern, Daniele Manetti che interverrà su: “Comunicazione e Promozione Digitale dei Territori: Tecnologie & Case Histories”.

Tra i relatori il responsabile vendita trade & charter AV Trenitalia Antonello Varallo, il vice presidente Sales Italy ITA Airways, Tommaso Fumelli, il presidente del Consorzio Fogar Jacopo De Ria, il direttore commerciale di OTA Viaggi, Massimo Diana, Orizzonti Tour Operator, Francesca Parisi e Vittorio Stocco, il direttore commerciale Sacal SpA – Sistema Aeroportuale Calabrese, Mauro Bolla, la Global Partnerships Strategist GuardMe Europe, Nicoletta Pinto. Le conclusioni sono affidate a Gianluca Marcello, presidente Fiavet Calabria e a Giuseppe Ciminnisi, presidente Fiavet.

Nei giorni successivi gli agenti di viaggio e operatori di tutta Italia avranno possibilità di scambio e condivisione sia con le agenzie di viaggio locali che con i rappresentanti dell’offerta territoriale. Il fam trip seguente il convegno per i delegati Fiavet Confcommercio prevede un itinerario che toccherà le località di Pizzo e Gerace, e l’incontro sul territorio di rappresentanti istituzionali e del prodotto turistico calabrese. (rcz)

Il sindaco di Cassano Papasso scrive a Rfi: Spostare in altra sede Lunetta di Sibari

«Chiedo di ridiscutere e valutare altri siti che meglio si prestano alla realizzazione della Lunetta di Sibari». È quanto ha chiesto, tramite una lettera, il sindaco di Cassano allo Ionio, Giovanni Papasso, a Rete Ferroviaria Italiana Spa – Direzione operativa infrastrutture territoriale Regionale e Italferr Spa, ricordando «come sindaco di questa comunità ho il dovere di ribadire, ancora una volta, la contrarietà mia e quella della popolazione di Sibari».

«Ho già rappresentato – scrive il primo cittadino – l’inopportunità della realizzazione dell’opera Lunetta di Sibari nel sito individuato poiché sarebbe di gravissimo impatto paesaggistico-ambientale, la previsione di realizzare due viadotti ferroviari costituiti da campate sorrette da invasivi piloni in pieno centro abitato, che lambiscono le abitazioni, gli edifici scolastici e gli impianti sportivi presenti, deturperanno irrimediabilmente il centro abitato e, più in generale, l’immagine del territorio».

«Mi duole constatare – continua la lettera – che nella fase propedeutica e preliminare, il sottoscritto e l’Amministrazione Comunale, mai siamo stati interessati da alcuno al fine di esprimere e rilasciare un parere, non già sulla realizzazione dell’opera, bensì sull’individuazione del sito. Giova sul punto ricordare che il Comune di Cassano All’Ionio non era presente, in quanto non invitato a partecipare, al Tavolo Tecnico che ha avuto come obiettivo la comunicazione circa l’esito delle valutazioni preliminari svolte da Rfi in merito alle esigenze trasmesse dalla Regione Calabria con nota del 7 giugno 2021».

Papasso ha segnalato come, solo in una fase avanzata, l’amministrazione comunale e l’ente in generale siano stati coinvolti nella conferenza di servizi convocata da Rfi, in cui è stato espresso assoluto parere negativo, sia per il tramite del competente ufficio tecnico comunale e sia come organo politico istituzionale.

«Nel corso di questi anni di sindacatura – insiste la missiva – ho dimostrato di essere riformista, non mi è mai appartenuta la cultura del no, per tale ragione ritengo che il collegamento Tirreno-Ionio vada realizzato senza però far perdere il ruolo e la centralità alla storica stazione di Sibari e di conseguenza al Comune di Cassano All’Ionio e al territorio dell’Alto-Ionio Cosentino».

Il sito individuato per la realizzazione dell’opera, per come più volte evidenziato dall’amministrazione cassanese, è sbagliatissimo, si darebbe vita ad uno scempio e rappresenterebbe un colpo al cuore per tutte le attività e le famiglie che insistono nelle vicinanze. Oltretutto la sopraelevata contrasta enormemente con i lavori che Rfi sta eseguendo sul territorio comunale di Sibari, nelle immediate vicinanze dell’opera proposta (meno di 100 m), con la realizzazione di due sottopassi interrati.

Difatti, a suo tempo, dinanzi alla proposta dei cittadini che ai sottopassi avrebbero preferito la realizzazione di cavalcavia sopraelevati, anche per ridurre i costi e i tempi di esecuzione, i dirigenti delle ferrovie, nonostante i maggiori costi, espressero contrarietà proprio per l’impatto ambientale che si sarebbe determinato. (rcs)

La Calabria protagonista a Roma ad Agricoltura è

L’identità enogastronomica “Made in Calabria” conquista la Capitale all’evento “Ad Agricoltura è”, inaugurata a Piazza della Repubblica dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e voluti dal ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, per celebrare l’anniversario dei Trattati di Roma.

A rappresentare la regione la squadra Barbieri con Enzo e Michele, con un paniere agroalimentare e produzioni di qualità: dai tagliolini al tartufo calabrese, alle lagane con fagiolo poverello bianco di Mormanno, fino ai filej con ‘nduja e crema contadina. Sono questi gli piatti che saranno proposti durante la tre giorni insieme ai prodotti DOP e IGP calabresi come la Cipolla Rossa di Calabria IGP di Tropea, il finocchio IGP di Isola Capo Rizzuto, il Pecorino Crotonese e le patate della Sila. Sui banchi d’assaggio ci saranno anche i pani chini, il tradizionale pane scavato e riempito di peperoni e patate e broccoli e salsiccia. E poi ci saranno le crostate con confettura di fragole e di limoni di Rocca Imperiale. Non mancheranno le etichette di vini calabresi.

E proprio il Ministro Lollobrigida, accolto dall’assessore regionale all’agricoltura e alle minoranze linguistiche Gianluca Gallo, e gli altri ospiti illustri, rappresentanti del mondo dello spettacolo, del cinema e della televisione che si sono affacciati sullo stand della Calabria Straordinaria, come l’inviato del Tg satirico Striscia la Notizia, Jimmy Ghione, sono stati letteralmente calamitati dai profumi e colori delle ricette preparate dalla brigata guidata dai Barbieri: dal Riso di Sibari alla crema di cardoncelli e dai km di zafarani cruschi che, si sa, uno tira l’altro.

L’agrichef Enzo Barbieri, inoltre, oggi è tra i protagonisti dell’evento “Il Senso dell’INAP: 15 anni di impegno per il Pane Artigianale. Ricerca, formazione e promozione per un patrimonio della tradizione italiana”. È stata l’occasione per presentare i risultati e le attività future dell’INAP nella promozione del Pane Artigianale come patrimonio culturale e gastronomico nazionale, dell’Analisi Sensoriale per definirlo e valorizzarlo, con un’attenzione particolare alla lotta allo spreco alimentare.

Domani, invece, Barbieri sarà ospite del Tg2, dove parlerà del pane come prodotto identitario ed espressione dei territori; della necessaria valorizzazione della figura del degli assaggiatori di pane e della centralità dell’arte bianca come ingrediente fondamentale della Dieta Mediterranea. (rrm)

L’OPINIONE / Vincenzo Vitale: Alcune considerazioni sul commissariamento della Fondazione Alvaro

di VINCENZO VITALE – La fondazione intitolata a Corrado Alvaro, con sede in San Luca, è stata commissariata dalla Prefettura di Reggio Calabria. Premettiamo che le motivazioni ci sono e sembrano valide: scarsa attività culturale, erosione patrimoniale, presenza nel suo organo dirigente di soggetti “discutibili”.

Purtuttavia non possiamo non ammettere che l’assunzione di un tale provvedimento faccia riflettere e considerare che non tutti gli atti amministrativamente validi e corretti siano socialmente utili e funzionali al maggiore interesse della comunità.
Recentemente definita da un’attenta e sottile osservatrice e interprete della vita culturale calabrese come “unico faro acceso nella notte di San Luca”, è indubbio che la Fondazione Corado Alvaro, costituita il 24 gennaio del 1997 e commissariata il 21 marzo 2025, una sua funzione l’abbia avuta, non foss’altro che per avere sede in un paese ad alta densità di ‘ndrangheta.
Specialmente al Sud non si dovrebbero mai dimenticare le parole di Gesualdo Bufalino, amico di Leonardo Sciascia, a proposito dell’intervento dello Stato: per combattere la mafia più che un esercito di forze dell’ordine è necessario dispiegare un esercito di maestri e professori armati di cultura e amore. Letterale: «la mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari», frase estratta da commenti e riflessioni del Bufalino dopo la scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Quella della nascita a San Luca di una fondazione in memoria di un sanluchese, è stata una forte scommessa, voluta da menti libere e illuminate, che oggi sembra persa: a causa anche all’intervento di opportunisti e detrattori, tra i quali non vorremmo che si ascrivesse anche un potere statale miope e non in grado di interpretare un centro di cultura anche come un avamposto di legalità e giustizia sociale.
Questo potere non ha, probabilmente, preso della giusta considerazione l’attuale presidenza del prof. Aldo Maria Morace, ordinario di Lettere all’Università di Sassari e sofisticato italianista, o l’ha ritenuta troppo debole e soccombente agli interessi degli altri membri del consiglio di amministrazione.
Nel 1997 si era operato illuministicamente, credendo che il riscatto di un popolo potesse avvenire attraverso la cultura, secondo l’insegnamento del filosofo pedagogista svizzero Johan Heinrich Pestalozzi che per primo, nell’età dei Lumi, postulò l’uso dell’istruzione e della cultura per rendere veramente liberi gli uomini. Nel nostro caso rendere liberi i sanluchesi dall’oppressione della ‘ndrangheta.
La Prefettura, con ogni evidenza, non ha creduto che ciò sia stato realmente fatto ovvero che questa impostazione sia stata rispettata nella sua essenza.
Sorgono spontanee alcune domande: San Luca oggi è la stessa di quasi cento anni fa, quella del 1930 quando Corrado Alvaro scrisse Gente in Aspromonte? Chi porta un cognome “etichettato” è necessariamente un poco di buono? Il peso di una parentela deve necessariamente trasformarsi in una stimmata sociale? È giusto che le accuse fatte a un padre pesino ancor di più sui suoi figli?
La risposta negativa a queste domande risiedeva proprio nella presenza a San Luca della Fondazione Alvaro, che però, secondo la Prefettura, pur intitolata a un sanluchese che aveva fatto conoscere il paese aspromontano non solo come ricettacolo di vipere sociali, non ha svolto il compito assegnatole.
È augurabile che la Prefettua percorra vie che non comportino la chiusura della Fondazione Alvaro bensì un suo risanamento: la presenza dello Stato non può essere affidata alla mera osservanza delle regole, che a volte si possono appalesare sterili o propedeutiche alla regressione sociale. (vv)
[Vincenzo Vitale è presidente della Fondazione Mediterranea]

La diga di Siderno sarà ripristinata

di ARISTIDE BAVAUno dei più annosi problemi della fascia ionica reggina con molta probabilità troverà soluzione. Stiamo parlando del ripristino della Diga sul torrente Lordo, svuotata 12 anni addietro e da allora in attesa di essere ripristinata.

La Diga, realizzata negli anni ’80, è stata in esercizio per circa una decina d’anni dando una bella immagine al territorio a causa di seri problemi forse determinati da un movimento franoso. Inizialmente pareva che la struttura potesse essere sistemata in tempi molto brevi ma, dopo i rilievi della Direzione Dighe, fu necessario preparare un progetto di notevole portata  che tenendo conto dei rilievi del Ministero doveva prevedere anche il consolidamento dell’infrastruttura, la messa in sicurezza della cabina di manovra e della zona circostante e, quindi, il riempimento dell’invaso tenendo anche conto della necessità che l’acqua venisse destinata pure alle necessità agricole del territorio.

Un’opera, dunque, molto importante non solo dal punto di vista visivo e turistico per tutta la Locride ma anche di grande utilità per combattere la siccità  Sino ad oggi gli annunci e le promesse sono state tante e già in molti avevano perso le speranze di vedere quel terreno, ormai diventato un arido deserto, ritornare alle sue funzioni positive.

Adesso, però, pare che la situazione è sul punto di essere sbloccata. Tanto è emerso da un incontro che c’è stato al Comune di Siderno tra una rappresentanza del Corsecom, struttura che lo ha organizzato, i responsabili dell’amministrazione comunale e di altre Associazioni   All’incontro è stato ospite e protagonista il Commissario regionale dei Consorzi irrigui Giacomo Giovinazzo proprio per parlare dello stato dell’arte legato alla problematica dell’importante invaso. E Giovinazzo ha detto ufficialmente che «entro tre anni la Diga sarà nuovamente funzionante».

Il commissario regionale ha anche chiarito che tre anni è il tempo massimo e non è da escludere che, se non ci saranno impedimenti, i tempi saranno più brevi. All’incontro, coordinato da Francesco Macrì , esperto di settore del Corsecom, era presente unitamente al Commissario Giovinazzo anche il suo responsabile tecnico Mimmo Zito. Tra gli altri hanno partecipato la sindaca Maria Teresa Fragomeni, il vicesindaco Salvatore Pellegrino, gli assessori Carlo Fuda, Pietro Sgarlato e Maria Teresa Floccari, il presidente del Consiglio Alessandro Archinà, il presidente del Corsecom, Mario Diano, con alcuni esponenti del direttivo, i consiglieri di minoranza Stefano Archinà, Domenico Sorace, Domenico Catalano e Aldo Caccamo, oltre a giornalisti, altri consiglieri comunali e rappresentanti di alcune associazioni. Era presente anche Pasquale Brizzi, già commissario del Consorzio di Bonifica di Caulonia.

L’incontro è stato introdotto da Francesco Macrì, che ha sintetizzato la storia della Diga, sino a quando, nel 2013, venne svuotata a seguito di controlli che rilevarono la presenza di alcune crepe nella struttura da cui si manovrava il deflusso delle acque. Da quel momento una vera e propria odissea e i tempi di ripristino si sono allungati sempre più perché il problema che si era creato era più serio del previsto, tanto che, come ha notiziato l’Ing. Zito, a microfoni spenti, è stato necessario rielaborare per ben cinque volte il progetto esecutivo, adesso comprensivo non solo del consolidamento dell’infrastruttura, ma anche della messa in sicurezza della cabina di manovra e della zona circostante e, quindi, al riempimento dell’invaso.

Il tutto prevedendo anche che l’acqua sarà destinata al sistema dell’agricoltura, una priorità, questa, che il Commissario Giovinazzo ha definito indiscutibile. Giovinazzo ha anche chiarito, a questo proposito, che è bene considerare questa Diga come la Diga di tutta la Locride e non certo della sola Siderno. Dopo l’intervento iniziale del Commissario si è aperto un apposito dibattito con specifiche domande, al quale hanno preso parte  la stessa sindaca Fragomeni, il tecnico del Comune Ing.Lorenzo Surace, Marcello Attisano, Virgilio Condarcuri, Stefano Archinà, Fabrizio Figliomeni, lo stesso Pasquale Brizzi, Antonio Tassone, e Mario Diano.

L’impressione che si è ricavata questa volta è positiva. Giovinazzo ha parlato anche dei tempi tecnici legati ai vari step per arrivare all’inizio dei lavori. In termini pratici si attende la firma del decreto stralcio ministeriale che riguarda un importo complessivo per tutto il settore Dighe nel quale è previsto il finanziamento di questo  progetto per un importo di circa 25 milioni di euro  e non ci dovrebbero essere problemi perché il progetto è uno dei primi previsti dal quadro generale.

Il Decreto dovrebbe essere approvato entro il prossimo mese di aprile, Subito dopo – ha detto Giovinazzo – sarà attivata la procedura d’appalto e l’iter dovrebbe continuare senza intoppi sino alla consegna dei lavori. (ab)

 

Celebre (Fillea Cgil): Garantire sicurezza sul lavoro nella costruzione dei nuovi ospedali

Il segretario generale di Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, ha evidenziato come, nella costruzione dei nuovi ospedali, «è fondamentale rispondere con rapidità alla carenza di strutture sanitarie adeguate nella nostra Regione; dall’altro, è cruciale garantire che questi progetti vengano realizzati nel rispetto delle normative riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro e i diritti dei lavoratori, nel pieno rispetto dei contratti nazionali e contro le possibili infiltrazioni mafiose».

Il sindacalista, infatti, si tratta «di una grande opportunità, ma anche una sfida complessa» e per questo la Fillea Cgil Calabria – dice Celebre – «ma siamo certi che lo siano anche le altre sigle sindacali, siamo pronti a fare la nostra parte, sostenendo una contrattazione anticipata come prevista dal nostro CCNL edile. Questo approccio potrebbe includere, se necessario, anche l’organizzazione del lavoro su 3 turni e 7 giorni su 7, pur di garantire tempi celeri nella realizzazione delle infrastrutture».

«Tuttavia, ciò deve avvenire garantendo sempre, senza se e senza ma – ha sottolineato – la massima sicurezza nei cantieri e il pieno rispetto di tutte le norme contrattuali. Riteniamo che la vera sfida sia quella di conciliare, nel miglior modo possibile, velocità, qualità, sicurezza e rispetto della legalità».

«Il sindacato – ha ricordato – gioca un ruolo fondamentale nel coniugare le esigenze dei cittadini con la tutela dei lavoratori. La realizzazione di infrastrutture cruciali come ospedali, scuole e strade non può avvenire in modo frettoloso o senza attenzione alle condizioni di lavoro. Ogni progetto deve essere realizzato non solo con efficienza, ma anche con la massima sicurezza, per prevenire infortuni, morti sul lavoro e altre problematiche legate al settore dell’edilizia».

«La vera sfida – ha proseguito – è prevenire gli infortuni sul lavoro, soprattutto quelli mortali. Tutto questo è possibile solo attraverso l’eliminazione del lavoro nero, la riduzione delle zone grigie, il contrasto ai subappalti abusivi e la compressione dei costi per la sicurezza. Per questo motivo, riteniamo che la sicurezza e il rispetto delle norme contrattuali debbano essere prioritarie. I lavoratori devono poter operare in condizioni adeguate, senza subire la pressione di competere su prezzi bassi che compromettono la qualità della sicurezza sul lavoro. Solo in questo modo possiamo evitare che i cantieri diventino luoghi di abusi e infortuni».

«Inoltre, deve essere prioritario il legame tra qualità, controllo sociale e prevenzione delle infiltrazioni mafiose. Dove c’è un maggiore controllo da parte delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali – ha ribadito – c’è meno spazio per le infiltrazioni mafiose. La trasparenza e il controllo rigoroso dei cantieri sono strumenti fondamentali per combattere la criminalità organizzata, che spesso sfrutta la frammentazione dei subappalti e l’opacità dei processi per infiltrarsi».

«La Fillea CGIL e l’intero sindacato confederale – ha aggiunto – sono sempre stati, e lo sono tuttora, interlocutori fondamentali nel garantire che i progetti infrastrutturali vengano realizzati rispettando i diritti dei lavoratori, assicurando che le opere pubbliche siano completate in tempi rapidi, senza compromettere qualità e sicurezza». 

«I lavoratori non si sono mai tirati indietro di fronte alle sfide – ha concluso – ed è proprio questa responsabilità che guida il nostro impegno. La nostra missione è dare alla nostra terra una Sanità degna di questo nome». (rcz)

l’opinione / Rubens Curia: Con Pnrr acquistate 49 Grandi apparecchiature medicali all’Asp di RC

di RUBENS CURIA – Oggi c’è, giustamente, una notevole attenzione da parte dei calabresi sul malfunzionamento della nostra sanità  che costringe ai cosiddetti “viaggi della speranza” che sono costati al Fondo Sanitario Regionale oltre 300 milioni di euro nell’ultimo anno, a lunghe Liste d’attesa per effettuare esami diagnostici, alla bocciatura dei Livelli Essenziali Assistenziali come nel caso degli screening dei tumori della cervice dell’utero, della mammella e del colon-retto e molto altro.

Con il Pnrr, altri Finanziamenti Europei dedicati a sette regioni del Sud, tra cui la nostra Regione, e alla legge speciale Calabria si è offerta  una grande opportunità per dare risposte ai bisogni di salute dei calabresi.
Comunità Competente con il suo Osservatorio ha monitorato l’utilizzazione dei Fondi del PNRR finalizzati  all’acquisto di 49 ” Grandi  Apparecchiature Medicali” presso gli Ospedali e le Strutture Sanitarie Territoriali dell’Asp di Reggio Calabria la cui linea rossa, che aveva stabilito l’Unione Europea, era il 30 giugno… l’obiettivo è stato raggiunto, infatti 47 “Apparecchiature” sono state collaudate e le ultime due saranno collaudate nei prossimi giorni: ottimo risultato!
Entriamo nel merito perché, dal 6 settembre 2022, con l’acquisto di un Ecotomografo Cardiologico 3D con i Fondi del Pnrr sono stati acquistati: 28 Ecotomografi Multidisciplinari di cui 5 Presso l’ Ospedale di Polistena, 6 Presso l’Ospedale di  Locri, 3 presso l’Ospedale di Melito P.S., 2 presso l’Ospedale di Gioia Tauro e ben 12 per le Case della Comunità ed i Poliambulatori della provincia di Reggio per valorizzare la ” Medicina Territoriale”; 5 Ecotomografi Cardiologici 3D di cui 4 per i Presidi Ospedalieri ed 1 per la Casa della salute di Scilla; 4 Ortopantomografi 2 D ( Ospedale di Comunità di Oppido, Polo Sanitario Reggio Nord, Ospedali di Locri e Melito P.S.) che forniscono l’immagine radiologica dei denti, delle ossa mandibolari e mascellari; 3 Ecotomografi ginecologici presso gli Ospedali di Polistena, Melito P.S, e Locri.
E, ancora, 3 Sistemi Radiologici Fissi Telecomandati per esami di Reparto presso gli Ospedali di Polistena, Melito P.S. e Locri; 3 Sistemi polifunzionali per Radiologia Digitale diretta per la “Medicina Territoriale” (Palmi, Siderno e Reggio Cal.); 2 Mammografi con Tomosintesi   presso le Case della Comunità di Palmi e Siderno); 1 Telecomandato Radiologico per Esami di Pronto Soccorso presso l’ Ospedale di Gioia Tauro.
A queste 49 “Grandi Apparecchiature” desidero aggiungere, acquistati con i finanziamenti della Delibera Cipe n° 51 del 2019: 2 Mammografi per gli Ospedali di Gioia Tauro e Melito P.S.; 2 TAC per gli Ospedali di Gioia Tauro e Locri.
Adesso, in attesa che possano essere assunti a tempo indeterminato i medici specialisti di branca, investiamo negli specialisti ambulatoriali interni abolendo, come richiesto nel punto 4 del Manifesto di Comunità Competente “Per una democrazia delle Cure”, il tetto di spesa stabilito dal Decreto del Commissario ad acta n° 82/2015 per gli stessi specialisti. (rc)
[Ruben Curia è portavoce di Comunità Competente Calabria]

L’assessore Calabrese: Calabria nella gestione di acque e rifiuti ha intrapreso un nuovo corso

«La Calabria nella gestione dei servizi pubblici di acque e rifiuti ha intrapreso un nuovo corso». È così che l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Calabrese, ha risposto all’attacco di Pd e Movimento 5 Stelle, «che, ancora una volta, mettono in scena il maldestro tentativo di contrapporre l‘ArriCal e Regione accusando entrambe di nascondere la polvere sotto il tappeto».

«Se di polvere si tratta – ha rimarcato Calabrese – sicuramente è quella che questo governo regionale ha sollevato per fare chiarezza nel ciclo di gestione dei rifiuti e mettere ordine in un sistema che si trascinava da anni in disfunzioni e debolezze, condannando la Calabria a vivere una emergenza continua che era diventata ordinarietà, con cumuli di rifiuti lungo le strade cittadine per tutto l’anno e lunghe stagioni estive vissute dai Sindaci dei Comuni calabresi come veri incubi per non sapere dove portare i rifiuti».

«Chi ora accusa la Regione di inefficienze – ha proseguito – dimostra di avere una memoria corta, non volendo ammettere che oggi il sistema è ben organizzato grazie a una riforma complessiva e all’intervento della Regione che ha preso in mano una situazione che era al collasso».

«Coloro che accusano la Regione e l‘Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria di poca trasparenza – ha aggiunto – cadono in una evidente contraddizione e dimostrano ancora una volta di non conoscere le materie di cui si occupa L’ArriCal e sottovalutano un aspetto importante che riguarda proprio l’assetto organizzativo voluto dal presidente della Regione Calabria, che vede una rappresentanza dei sindaci nel Consiglio direttivo».

«Ribadisco – ha proseguito l’esponente della Giunta Occhiuto – che quello che ArriCal ha comunicato ai sindaci sono i costi a consuntivo per gli anni 2023 e 2024, ossia i costi di gestione sostenuti dai Comuni per i contratti sottoscritti dagli Ato provinciali.
L’intervento della Regione, che ha messo in campo 45 milioni di euro, evidenzia la volontà di neutralizzare i costi a consuntivo, così come le ingenti risorse economiche che sono state stanziate per gli interventi strutturali sui fondi nazionali (179 milioni di euro) e comunitari (104 milioni di euro) del ciclo di programmazione 2021-2027 dimostrano che questo governo regionale ha una visione strategica di lungo periodo a favore dei Comuni e dei cittadini calabresi».

«Ringrazio il presidente Arrical, Sergio Ferrari, il commissario straordinario Luciano Vigna, tutto il Dipartimento Territorio e Tutela dell’ambiente con il direttore generale Salvatore Siviglia per il lavoro costante che stanno facendo, con una attenta analisi e lettura del territorio a tutela proprio dei Comuni».

«Chi vede in questo uno scarico di responsabilità – ha concluso – una narrazione distorta o una mancanza di trasparenza non ha strumenti dialettici per dire realmente le cose come stanno». (rcz)