9 agosto – Sarà presentato stasera, a Gioiosa Ionica, alle 19.00, presso la Biblioteca Comunale, il saggio “Marina di Gioiosa Ionica – Caratteri territoriali e profilo storico” di Mario A. Loschiavo.
L’evento è stato organizzato da “I Presìdi del libro” in occasione del settantesimo anniversario della fondazione del Comune.
Intervengono l’autore e Vincenzo Naymo, storico e docente presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” e Deputato di Storia Patria.
Nel corso dell’incontro si ripercorreranno i tratti storici e le condizioni che hanno determinato, nel 1948, la nascita del nuovo Comune. (rrc)
SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO: IL ROMANZO H24 DI LUCIANO MONTI
9 agosto – Sarà presentato questa sera, a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, alle 21.30, presso il Chiostro del Convento delle Suore Riparatrici, il libro “H24” di Luciano Monti.
L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco “Sant’Andrea”.
La serata sarà condotta da Manuela Alessia Pisano, che dialogherà con l’autore. La conversazione sarà intervallata dalla lettura di alcuni passi del romanzo.
H 24 è il titolo del nuovo romanzo distopico di Luciano Monti, docente di Politiche dell’Unione Europea alla Luiss Guido Carli di Roma, ambientato in una società tanto futuribile quanto indesiderabile, che affronta il problema della disoccupazione giovanile e non solo e racconta come le nuove tecnologie potrebbero condizionare la nostra vita.
Per uscire definitivamente dalla ennesima recessione, il governo ha deciso di allungare la giornata a quarantotto ore: due albe e due tramonti scandiscono il
vivere quotidiano. Con l’avvento del Nuovo Tempo, il governo è nelle salde mani di anziani ed esperti ex magistrati centenari, mantenuti vitali dalle nuove scoperte dell’ingegneria genetica ed espressione di quella casta che sono stati i baby boomers del precedente secolo, autoproclamatisi Padri del Benessere.
I giovani tirocinanti prestano il “servizio civile” presso le loro suntuose dimore. Ai pensionati più abbienti viene anche affidata la cura e l’educazione dei più piccoli nipoti e pronipoti che la
“generazione perduta” rappresentata dai loro figli non può mantenere. Giovani e giovanissimi sono spinti in un vortice di impegni giornalieri, scanditi da un sensore
tatuato sul polso e da comunicazioni sempre più sintetiche; moduli di tirocinio e percorsi formativi con docenti e tutor ologramma, servizio civile, autoerotismo programmato, una fitta agenda di feste virtuali, scambi con moneta virtuale, pranzi a base di aromi, pubblicità e democrazia diretta in rete.
La protagonista Giulia, s’innamora di Roberto, un tirocinante come lei, ed è introdotta da questi nell’organizzazione rivoluzionaria H24, che ha come obiettivo quello di riportare la
giornata alla sua durata originaria e comunica mediante viandanti fuggiti dalla Grecia in miseria e una voce che trasmette da Tangeri con vecchi cellulari.
La missione affidata a Giulia è di uccidere il Grande Benefattore, l’anziano Presidente del Senato dei 70 saggi, al quale è chiamata a offrire il proprio tributo notturno.
A Roberto invece il compito di introdurre nel database dell’Istituto di Previdenza Sociale un virus che bloccherà la liquidazione delle pensioni e dei servizi agli anziani.
La vicenda è raccontata in diretta nelle quarantotto ore che precedono gli attentati, con repentini passaggi dalla vita reale a quella virtuale, da cronache minuziose scandite dal tempo ufficiale a smarrimenti lirici nei pensieri e nei sogni di una donna trentenne al suo primo autentico amore e aggrappata ai ricordi del padre misteriosamente scomparso. E’ l’epilogo di una generazione che non ci sta a subire il furto del proprio futuro e che alla velocità imposta dalla gerontocrazia in decadimento, oppone una vitale lentezza: una rivoluzione annunciata, paradossale ma inevitabile in un futuro non così lontano.
A cornice, la famiglia allargata di Giulia, dove lo scontro generazionale è rappresentato dall’incomunicabilità tra i suoi componenti e il Lago di Como, che, nonostante le sovrastrutture postmoderniste imposte dai padri el benessere e le logiche della grande distribuzione monopolista americana, continua a mantenere vivo nei giovani protagonisti l’amore per la
natura, il bello, i profumi e i colori senza tempo. (rcz)
GERACE: PINO APRILE E I CARNEFICI DEL SUD
8 agosto – Ha riscosso un notevole successo l’incontro a Gerace con il giornalista e scrittore Pino Aprile che ha presentato il suo libro “Carnefici”. È stato un momento di dibattito e confronto all’interno della chiesa di San Francesco. L’autore ha risposto alle domande del pubblico dopo aver illustrato il risultato dei suoi studi e delle sue ricerche. Si può essere d’accordo o non d’accordo con le affermazioni dell’autore tuttavia si rileva l’ampia citazioni di fonti dello stesso e sopratutto si rileva il merito di aver raccolto nelle sue opere, gli eventi e i fatti guardandoli da un altro punto di vista che non è naturalmente quello della storiografia dominante in Italia.

A presiedere l’evento. l’organizzatrice Marisa Larosa per l’associazione “Leggendo tra le righe” che per l’occasione è stata coadiuvata dalla “Pro Loco di Gerace”. Dopo i saluti del vicesindaco, dott. Salvatore Galluzzo – Pino Aprile con la pacatezza e l’armonia che contraddistingue i suoi interventi ha elencato il significato del concetto giuridico di genocidio e delle sue caratteristiche principali. Interessanti le argomentazioni presentate dallo stesso a sostegno della sua tesi, documentata come già detto, sulle gravi responsabilità dei piemontesi nel massacro e nelle deportazioni nei confronti degli abitanti del Regno delle Due Sicilie, all’epoca del processo dell’unificazione italiana.
Numeroso il pubblico presente, rimasto fino alla fine nonostante la lunga discussione. Gerace è stata ancora una volta protagonista di un dibattito democratico nella speranza che la costruzione del dialogo sull’argomento faccia riflettere le future generazioni.
L’evento rientra nel progetto Natural-Mente Cultura arrivato alla sua 4° edizione , progetto organizzato dall’Associazione Leggendo Tra Le righe e patrocinato dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Partner evento è stata Fimmina Tv. (rrc)
CAMIGLIATELLO SILANO: LA PRESENTAZIONE DEI LIBRI SU GIOACCHINO DA FIORE
6 agosto – Saranno presentati oggi, a Camigliatello Silano, alle 17.00, presso al Parco Old Calabria, i libri “Il libro delle figure di Gioacchino da Fiore raccontato ai suoi fiori” (Pubblisfera Edizioni) di Giuseppe Riccardo Succurro, e “Gioacchino da Fiore, l’attualità di un profeta sconfitto”, (Rubbettino) di Massimo Liritano.
L’evento è il primo appuntamento degli “Incontri nel Parco”, rassegna promossa dalla Fondazione Napoli Novantanove.
Saranno presenti gli autori. (rcs)
ROSSANO: L’ACHIROPITA E LA CATTEDRALE
6 agosto – Continuano gli “Appuntamenti al Museo” nel suggestivo cortile del Museo Diocesano e del Codex, con una serata tutta dedicata all’Achiropita e alla Cattedrale di Rossano.
Stasera, alle ore 20:00, sarà presentato il libro di Mons. Luigi Renzo, “L’Achiropita e la Cattedrale di Rossano”, Edizioni Museo Diocesano e del Codex, 2018. Interverranno il Prof. Eugenio Nastasi, scrittore; Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati. Coordinerà Cecilia Perri, Vicedirettore Museo Diocesano e del Codex.
Il testo, edito per la prima volta nel 2003, si presenta oggi ancora più completo, capace di fornire al lettore tutti gli elementi per comprendere il culto, la storia millenaria e l’evoluzione nei secoli della pregevole icona dell’Achiropita e dell’intera Cattedrale.
La prima parte del volume è tutta dedicata alla preziosa icona, dalle origini del culto ai primi documenti, dalle apparizioni ai restauri, restituendo al lettore tutti i dati per apprenderne la forte devozione e l’affascinante storia. La seconda e terza parte del volume rappresentano, invece, un vero e proprio viaggio nella Cattedrale nelle sue evoluzioni storiche e nelle varie componenti architettoniche.
“Memorie, fonti documentarie e fotografiche, tradizioni e nuove riflessioni che don Luigi sapientemente mette assieme con la naturalezza di chi conosce profondamente l’argomento nei suoi aspetti storici, devozionali e liturgici e sa restituire al lettore uno strumento necessario e fondamentale per la conoscenza e la divulgazione dell’“anima” e del “cuore” di Rossano” (dalla presentazione di Mons. Giuseppe Satriano).
La presentazione del libro si inserisce nella rassegna di eventi “Appuntamenti al Museo”, ideata dall’Associazione “Insieme per Camminare”, ente gestore del Museo, ed ha ottenuto dal Mibac il marchio “Anno europeo del patrimonio culturale 2018”.
La serata sarà arricchita dalla presentazione degli olii presenti sulle guide slowfood e gambero rosso 2018, a cura dello sponsor Azienda Olio Donato Parisi.(rcs)
“IL MESTIERACCIO” DI FRANCO CALABRÓ (2017)
Quando si parla di giornalismo è molto frequente sentire utilizzare il termine “mestiere” al posto di professione: la ragione, probabilmente, sta nel fatto che un tempo s’imparava a diventare giornalisti stando “a bottega”, come nelle migliori tradizioni artigiane. Franco Calabrò, giornalista di lungo corso, addirittura – senza il minimo rimorso – parla di “mestieraccio” e lo fa a buon diritto: il mondo della comunicazione è cambiato, sicuramente è peggiorato, ma soprattutto è cambiato il modo di fare informazione.
La sua esperienza di cronista, sempre dietro le notizie, consumando, come si faceva un tempo, le suole delle scarpe in cerca di un’informazione in più, di una foto, di un’ esclusiva, per conquistare spazi (nei giornali) e soprattutto lettori. Oggi l’amara constatazione di Calabrò è in realtà da lui stesso annacquata nel corso delle pagine che il suo bel libro ci regala.
Nasce così il racconto di una (stavolta sì) professione puntellata di incontri e scontri con protagonisti e personaggi di ogni genere, con belle soddisfazioni che ogni scoop riesce a dare a un cronista di razza (e Calabrò ne può vantare tanti).
Il suo libro non è un vademecum per aspiranti giornalisti, bensì la palpitante e vivida narrazione di una vita da cronista, arricchita di curiosità, aneddoti, ricordi e appunti di lavoro in tante situazioni, come oggi capitano sempre meno. «Figure e figuri – dice Calabrò – che hanno incrociato la mia strada, passando dallo sport alla cronaca, dalle scrivanie di comando alla trincea delle guerre di mafia, dei morti eccellenti, dei grandi processi».
Calabrò, insomma, è un testimone del tempo, come dovrebbe esserlo ogni giornalista, ma il suo disincanto e il suo distacco professionale da fatti ed emozioni, come trapela nel libro, rendono il suo racconto ancora piu prezioso perché restituiscono freschezza ad avvenimenti che sembrano dissolti nel tempo e incorniciano persone e personaggi in ritratti che solo una pennellata d’artista sa rendere unici. Ma non sono solo le persone ad animare le pagine: nel racconto dei luoghi il mestiere del cronista lascia il fianco a quello del fine narratore: sono tracce indelebili di vita vissuta, che la memoria, grazie a Dio, non riuscirà mai a cancellare. E che Calabrò condivide con piacere con i suoi lettori. (s)
LA SCHEDA
IL MESTIERACCIO
di Franco Calabrò
224 pagg. 16,00 euro
Edizioni Media&Books
ISBN 9788889991268
www.mediabooks.it
L’ AUTORE
Franco Calabrò
Giornalista professionista, ha festeggiato lo scorso anno i 50 anni di iscrizione all’Ordine. Ha iniziato alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e a Messina ha concluso la sua carriera all Gazzetta del Sud, come responsabile delle pagine regionali. Ha collaborato e lavorato per numerose testate nazionali (Ansa, il Giorno, Panorama, Oggi, Rai). Si è dedicato a lungo, negli ultimi anni, alla formazione dei giornalisti per conto dell’Ordine Nazionale, come coordinatore dei corsi di Fiuggi.
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Le prime venti righe
Me ne sto appoggiato al muro, accanto a un oleandro dal tronco nodoso, proprio davanti a quel brutto edificio della Questura, coi mattoni anneriti e l’androne sempre sporco, c’è come al solito la Vespa del piantone Milella, che ci restò davvero tanto male quando, durante la rivolta dei “boia chi molla” qualcuno che aveva tentato uno degli assalti pensò bene di darle fuoco.
Aspetto da un’ora ma so che qualcosa accadrà, deve accadere, perché un amico, al giovane cronista che si sta facendo le ossa, o per simpatia, o per far dispetto ai colleghi del giornale concorrente, coi quali non ha un buon rapporto, gliel’ha “fischiato”.
La giornata è calda, lo scirocco s’infila in via dei Correttori e ti si appiccica addosso: ad un tratto, sul marciapiedi, dal lato della piazzetta Genoese Zerbi, vedo spuntare la figura inconfondibile del maresciallo Lillo Geraci, porta una incredibile giacca a quadri, sul fianco sinistro si nota benissimo il rigonfiamento della pistola: c’è qualcuno che cammina accanto a lui, abito scuro, camicia aperta, capelli ricci e folti, il suo braccio sinistro sembra attaccato a quello destro di Lillo, che lo tiene a sé con un solo anello delle manette. È lui, il boss Mico Tripodi…
scarica e conserva la scheda del libro:

PALMI: OGGI IL LIBRO IL LABIRINTO E IL FILO
4 agosto – Sarà presentato stasera, a Palmi, alle 21.30, presso a Corso Garibaldi, il libro “Il labirinto e il filo” di Rocco Lentini.
L’evento è stato organizzato dal Circolo Armino e da Azione Metropolitana.
Dialogano con l’autore Pino Ippolito Armino, i soci del Circolo e la cittadinanza.
Il libro è edito da Città del Sole Edizioni. (rrc)
Reggio: Il curioso giornalista salverà l’informazione?
24 luglio – I dibattiti sull’informazione, abitualmente, rischiano di diventare discorsi per addetti ai lavori, giornalisti, comunicatori, editori; al contrario, l’incontro su “Stampa, giornali e giornalisti” al Circolo del tennis “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria è diventato un vivace confronto su come è cambiato il mestiere di giornalista ma soprattutto su cosa vogliono oggi i fruitori della comunicazione, ovvero lettori, telespettatori, naviganti della rete. Lo spunto al dibattito lo ha dato il bel libro “Il curioso giornalista (Media&Books, 2018) di Mario Nanni, ex capo redattore centrale della maggiore agenzia di stampa italiana, l’ANSA, e cronista parlamentare con oltre quarant’anni di frequentazione dei Palazzi. Il libro di Nanni – utilissimo agli aspiranti professionisti che devono superare l’esame di stato per diventare giornalisti – in realtà è una miniera di informazioni utili sia a chi i giornali li fa che a chi li legge. Il “racconto” di una professione che ha perso un bel po’ di smalto negli ultimi vent’anni e subisce le insidie di una crisi apparentemente irreversibile: si vendono sempre meno giornali, perché è cambiato il modo di informarsi da parte dei cittadini, ma non è calato l’interesse verso l’informazione, anzi, nel corso dell’incontro, si è notato che la domanda di notizie cresce parallelamente alla vertiginosa crescita dell’offerta informativa che Internet propone.
A confrontarsi sul presente, il passato e il futuro di un “mestiere”, che comunque sia rappresenta ancora un traguardo dal fascino immutato per molti giovani, con l’autore del libro Mario Manni sono stati il segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Carlo Parisi e il portavoce del Presidente del Consiglio regionale, Giampaolo Latella, moderati da Santo Strati, direttore di Calabria.Live, con l’intervento della voce storica Rai Tonino Raffa. Quattro giornalisti che, tra arguzia e aneddoti della professione, hanno stuzzicato l’interesse del pubblico (e non solo degli addetti ai lavori, presenti in buon numero) che ha mostrato come l’attenzione dei lettori sia sempre crescente sul modo di fare informazione.
Carlo Parisi ha preso spunto dalle pagine del libro di Nanni per evidenziare la decrescita del giornalismo di qualità: l’informazione richiede la massima curiosità del giornalista (senza la quale farebbe male il suo mestiere) ma per produrre giornalismo di qualità serve cultura e formazione, i due elementi base per comunicare adeguatamente. Giampaolo Latella ha sottolineato come le nuove tecnologie abbiano rivoluzionato il modo di fare informazione, concordando con Parisi e Nanni sulle necessità di rivedere il processo formativo dei nuovi giornalisti: i social – ha detto Latella – non sono, come spesso erroneamente si pensa, una minaccia per l’informazione, bensì uno strumento che, se ben utilizzato, può rivitalizzare una professione in crisi. Tonino Raffa ha posto l’accento anche sulla nuova precarietà del lavoro di giornalista, ricordando il modo avventuroso di una volta di giungere al “tesserino” professionale: s’imparava stando dietro ai cronisti, si cercavano le notizie, si consumavano le suole delle scarpe; oggi ci sono le “scuole di giornalismo” ma non formano adeguatamente i giovani per l’accesso alla professione. E Nanni ha rimarcato come le tante facoltà di scienze della comunicazione sono responsabili di non preparare come dovrebbero “comunicatori” di domani: forse – ha detto provocatoriamente – bisognerebbe chiuderle per un po’ come suggeriva Pasolini nei confronti della televisione. Il giornalista Strati ha stuzzicato gli oratori con diverse “provocazioni” sul tema, chiedendo alla fine se non siano cambiati anche i lettori: la risposta, pressochè univoca, ha delineato l’effettivo cambiamento. Il vicepresidente del Circolo “Polimeni”, Ninni Romeo, che ha fatto da padrone di casa nell’incantevole cornice di Pentimele – nel ruolo di lettore abituale di giornali e “consumatore” di tv e internet ha confermato come il libro di Nanni non sia solo per chi scrive, ma anche e soprattutto per chi legge, rivelando chiari e scuri della professione: se mia figlia – ha detto – trent’anni fa avesse letto questo libro avrebbe voluto fare sicuramente la giornalista.

Carlo Parisi, infine, ha voluto sottolineare come la qualità della professione passi attraverso le regole basilari di un lavoro adeguatamente retribuito: i giornalisti italiani sono molto liberi, ma la loro precarietà si deve a editori senza scrupoli e al mancato rispetto dei contratti di categoria. Il futuro dell’informazione passa anche da qui.
II lavoro di giornalista che resta – dice Nanni – un mestiere bellissimo anche se – citando il libro di Franco Calabrò – a volte diventa un “Mestieraccio” ha bisogno di regole, ma soprattutto di studio e formazione. Non esistono cattivi giornalisti, ci sono giornalisti impreparati: l’accuratezza è la regola numero uno, metteteci la cultura e la naturale curiosità e avremo la cosiddetta informazione di qualità. Quella che i lettori, soprattutto i giovani, mostreranno di apprezzare sempre di più. (rrc)
SANT’ANDREA APOSTOLO: STASERA LA MALIGREDI DI CRIACO
22 luglio – Sarà presentato questa sera, a Sant’Andrea Apostolo, alle 21.30, presso il Chiostro del Convento Suore Riparatrici, il libro “La Maligredi” di Gioacchino Criaco.
All’evento, organizzato dall’Associazione Primavera Andreolese, oltre all’autore, saranno presenti il giornalista Filippo Veltri, Domenico Lucano, sindaco di Riace, e Nicola Ramogida, sindaco di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio.
Il libro è edito da Feltrinelli. (rcz)
SAN DEMETRIO CORONE: AFORISMI UBRIACHI DI MIKY DEGNI
22 luglio – Sarà presentato oggi, a San Demetrio Corone, alle 18.30, presso il Chiostro del Collegio Sant’Adriano, il libro “Aforismi ubriachi: dipingo col vino perchè l’inchiostro non lo reggo” di Miky Degni.
L’evento è stato organizzato dal Comune e curato dalla sommelier Carmela Chimento. Introduce Salvatore Laminata, sindaco di San Demetrio Corone, mentre è previsto l’intervento di Maria Rosaria Romano. Modera il docente dell’Unical Renato Guzzardi. (rcs)






