Ieri si è svolto, nella sala riunioni dell’Ufficio di zona di Coldiretti di Vibo Valentia, un incontro con le imprese, incentrato sulle difficoltà dell’agricoltura vibonese, i risultati raggiunti attraverso l’azione sindacale e le iniziative per affrontare le sfide del settore.
All’appuntamento hanno preso parte il presidente provinciale Giuseppe Porcelli, il direttore interprovinciale Pietro Bozzo e il segretario Costantino De Nami, insieme agli agricoltori intervenuti per condividere esigenze, preoccupazioni e proposte. Un momento di ascolto e confronto diretto, volto a rafforzare il rapporto tra l’organizzazione e le imprese e a tradurre le necessità del territorio in priorità da sostenere nelle sedi istituzionali.
Nel corso della riunione sono stati ripercorsi i risultati conseguiti da Coldiretti a livello nazionale, regionale e provinciale, insieme alle iniziative ancora in corso per tutelare il reddito agricolo, contrastare il peso dei costi di produzione, difendere l’autenticità del Made in Italy e valorizzare le produzioni locali.
Tra le novità positive illustrate alle aziende, particolare rilievo ha assunto il sostegno contro il caro fertilizzanti previsto dal decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 15 settembre 2026. Il provvedimento prevede risorse complessive per circa 136,8 milioni di euro, attraverso fondi europei e cofinanziamento nazionale, per compensare fino al 50% dei maggiori costi dei concimi per le colture ammesse. Una risposta concreta a una delle voci di spesa che incidono sulla redditività delle imprese agricole.
Il decreto stabilisce importi massimi per ettaro differenziati in base alla coltura: tra questi, 35,25 euro per i cereali, esclusi il mais da granella e da insilato ceroso, 64,30 euro per il mais da granella, 41,55 euro per il mais da insilato, 32,80 euro per gli altri seminativi a foraggere non leguminose e 25,55 euro per l’olivo. Il sostegno effettivo sarà determinato da AGEA sulla base delle risorse disponibili e dei requisiti previsti, riferiti alle domande di aiuto a superficie e ai dati del fascicolo aziendale. Il provvedimento, firmato dal ministro, è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei conti.
«Il sostegno contro il caro concimi rappresenta un risultato importante per le aziende e risponde a una necessità concreta del mondo agricolo – ha dichiarato Giuseppe Porcelli –. L’aumento dei costi di produzione riduce i margini e rende più difficile programmare gli investimenti. Ogni intervento capace di alleggerire questo peso va valorizzato, proseguendo nel lavoro per garantire una remunerazione adeguata delle produzioni. Gli incontri territoriali servono anche a rendere queste misure comprensibili e a consentire alle imprese di conoscere le opportunità a loro disposizione».
Ampio spazio è stato dedicato alla Xylella e al valore della prevenzione, attraverso l’illustrazione e la condivisione di materiale informativo sul batterio, sull’insetto vettore e sui comportamenti utili a contribuire alla protezione degli oliveti.
L’iniziativa si inserisce nell’impegno avviato da Coldiretti Calabria dopo l’individuazione del focolaio nel territorio di Taurianova. Già nel comunicato regionale del 3 settembre, il presidente Franco Aceto aveva richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione, assicurare il coordinamento con le istituzioni e attivare la rete territoriale per informare e assistere le imprese. Un impegno che trova negli incontri con i produttori una concreta occasione di approfondimento e diffusione delle conoscenze.
Al centro del messaggio rivolto alle aziende vi è il ruolo degli agricoltori come custodi della terra. La presenza quotidiana nei campi, la conoscenza delle proprie piante e l’attenzione ai cambiamenti costituiscono un contributo prezioso alla sorveglianza del territorio. Osservare gli olivi, segnalare tempestivamente sintomi sospetti, adottare le pratiche di gestione della vegetazione erbacea nei periodi indicati e seguire le disposizioni del Servizio Fitosanitario Regionale sono comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio di diffusione.
È stato inoltre ricordato che l’osservazione delle piante deve accompagnarsi al supporto delle strutture competenti: i sintomi visibili possono avere cause diverse e la conferma della presenza del batterio richiede analisi di laboratorio. Conoscenza, assistenza tecnica e collaborazione sono quindi indispensabili per orientare correttamente le azioni dei produttori.
«La lezione dei territori già colpiti deve rendere tutti più consapevoli e più reattivi – ha sottolineato Porcelli –. Sottovalutare la Xylella significa esporre a un rischio gravissimo il patrimonio olivicolo, il lavoro delle aziende e l’equilibrio economico di intere comunità. Occorre agire per tempo, affidarsi alle competenze scientifiche e mettere ogni agricoltore nelle condizioni di comprendere il problema e fare la propria parte. La cura dei terreni e l’attenzione alle piante assumono un valore che riguarda l’intera collettività».
Il percorso di informazione proseguirà a breve nei comuni e nelle comunità che ne faranno richiesta. L’obiettivo è portare il confronto direttamente nei territori, favorire la partecipazione degli agricoltori e dei proprietari di oliveti, chiarire i dubbi e accrescere la conoscenza delle misure di prevenzione e delle indicazioni delle autorità competenti. Le comunità interessate potranno rivolgersi agli uffici Coldiretti per concordare l’organizzazione degli appuntamenti.
«Proteggere gli oliveti significa difendere produzione, occupazione, paesaggio e identità – ha concluso Porcelli –. Coldiretti continuerà a essere presente, mettendo a disposizione la propria organizzazione e rafforzando l’informazione sul territorio. Il futuro di questo patrimonio dipende anche dalla capacità di riconoscere oggi i rischi e affrontarli con tempestività, responsabilità e impegno condiviso». (rvv)






