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l via il progetto "Gesti silenti"

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Al via il progetto “Gesti silenti”

A Corigliano Rossano ha preso il via Gesti silenti, un percorso progettuale finanziato dalla Regione Calabria e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il progetto è articolato in diverse attività, improntate su principi quali la socializzazione, l’integrazione e la solidarietà.

Sempre nell’ambito del progetto, per il 2024 sono in programma degli eventi destinati particolarmente alla popolazione anziana e a chi è vittima di situazioni di disagio che lo relegano ai margini della società in cui vive. 

Il modello da mettere in pratica è quello dei “piccoli gesti silenti per fare del bene sempre e comunque senza clamore e senza mai far saper l’origine”, ricalcando le orme dello stesso Mons. Vitetti che rifuggiva i riflettori dell’effimera gloria terrena. 

Il progetto prevede anche eventi musicali, teatrali e artistici di vario genere con l’obiettivo precipuo di far conoscere approfonditamente la vita e le opera del “girovago di Dio”. Le attività saranno realizzate in collaborazione con l’istituto comprensivo “Casopero” di Cirò Marina e con l’associazione di volontariato “Anzianinsieme” Odv – Ets. 

Ad aprire il progetto, la Santa Messa per ricordare mons. Alessandro Vitetti, presieduta dall’Arcivescovo mons. Maurizio Aloise.

«I santi non hanno bisogno di altoparlanti; col loro silenzio si mettono in sintonia con Dio. La logica di Gesù è quella di mettersi all’ultimo posto; una logica che era anche quella di don Vitetti», ha detto Aloise.

 Il sacerdote, nativo di Cirò, ha espletato gran parte del suo ministero sacerdotale a Cariati e il suo ricordo è ancora vivo e forte tra i fedeli di tutto il comprensorio cirotano e cariatese. 

Nella magnifica cattedrale dedicate a Maria Santissima Achiropita, l’Arcivescovo ha rimembrato la straordinaria vita di don Vitetti che ha dedicato tutta la sua esistenza alla carità operosa, al servizio silente per i fratelli che vivevano nel disagio materiale e spirituale. 

«Don Vitetti – ha proseguito Mons. Aloise – andava di casa in casa, dove sapeva che ad attenderlo c’era chi aveva bisogno di conforto, della parola del Vangelo». Nessun carrierismo, dunque, per il sacerdote denominato ‘il girovago di Dio’.

«Don Vitetti – ha sottolineato ancora l’Arcivescovo – aveva capito che per essere amico di Dio bisognava essere amico degli uomini. Bisognava dare senza aspettarsi nulla in cambio; correre al capezzale dei moribondi; fare le cose per generosità, questa la gioia più grande per don Vitetti, operaio di Dio, vissuto in obbedienza totale al Signore e alla Chiesa». 

«Un uomo a dir poco straordinario dedito agli ultimi e che, col suo esempio ha favorito le vocazioni sacerdotali. Quando anche noi sapremo operare in maniera così silenziosa per i nostril fratelli che soffrono – ha ribadito Mons. Aloise – anche noi saremo buoni operai del Vangelo. Quella di don Vitetti è una grandezza che non ferisce, non disturba perchè fa rinascere la speranza. Studiando la sua vita, capiamo come si deve comportare un vero prete, un vero cristiano». 

A concelebrare il rito insieme all’Arcivescovo anche Mons. Luigi Renzo, Vescovo emerito della Diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea; e don Giuseppe Scigliano, sacerdote diocesano. 

La messa è stata voluta dall’Associazione “Mons. Alessandro Vitetti” Odv – Ets presieduta da Franco Mingrone che, alla fine della funzione, ha pronunciato un suo messaggio di saluto. I soci del sodalizio, per l’occasione, hanno anche visitato il Museo Diocesano di arte sacra che custodisce il famoso Codex Purpureus Rossanensis, uno degli evangeliari più antichi al mondo. (rcs)