LA PRESIDENTE ANNUNCIA LA FORMAZIONE DELLA GIUNTA: AI TRASPORTI UNA DIRIGENTE DI METROCITY REGGIO;
Nino Spirlì e Domenica Catalfamo

La Giunta Santelli : Gallo, Orsomarso e Talarico
con l’outsider Catalfamo, Spirlì vicepresidente

di SANTO STRATI – Ed eccolo il nuovo Governo regionale. La presidente Santelli ha scelto nel rispetto degli accordi pattuiti, sparigliando comunque alcune pretese e mostrando da subito la sua non “sudditanza” alla lega. La prima notizia è filtrata stamattina presto, con l’annuncio a sorpresa della nomina a vicepresidente di Nino Spirlì, un giornalista di Taurianova, apprezzato intellettuale di destra, convintamente e dichiaratamente cattolico, ma soprattutto un calabrese profondamente legato alla propria terra. Una scelta che ha tagliato le gambe alle aspettative dei consiglieri della Lega eletti in Calabria, nella coalizione di centro-destra: Pietro Molinaro, Tilde Minasi e Pietro Raso sostenuti dal deputato Domenico Furgiuele e dall’eurodeputato Vincenzo Sofo, e Filippo Mancuso, uomo di fiducia di Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro. Molinaro, uomo della Coldiretti, era certo della delega all’Agricoltura, convinto di surclassare anche il suo “antagonista” Filippo Mancuso della Confagricoltura, che in realtà aspirava alla Presidenza del Consiglio. Quest’ultima andrà a Mimmo Tallini, consumato protagonista di lunghe stagioni proprio al Consiglio regionale, dove nell’ultima legislatura aveva il ruolo di segretario-questore.

In buona sostanza, Jole Santelli pressata da richieste “inaccettabili” da parte della Lega (locale) ha fatto una scelta che le ha permesso non solo di salvare i rapporti con Salvini, rispettando i patti pregressi, ma di indicare anche una personalità di rilievo per il suo Governo. Spirlì è vicepresidente con deleghe importanti, a partire da quella della Cultura (e non gli mancano certo le competenze) nonché quella all’Artigianato, al Commercio e alla Legalità e sicurezza. Insomma vale per due-tre assessori e il cerchio degli equilibri partitici è risultato perfetto. Spirlì è della Lega, in amicizia diretta con Matteo Salvini, ma ha uno spirito indipendente che potrebbe riservare piacevoli sorprese alla Calabria. Appena avuta notizia dell’incarico, su Facebook ha espresso la sua devozione di cattolico praticante: «Invoco la Benedizione del Signore  ha scritto il neovicepresidente Spirlì – e mi affido alle amorevoli cure della Santa Vergine Immacolata. E mi impegno a svolgere il mio compito nell’unico interesse della mia Gente. Accompagnatemi solo con le Vostre preghiere. Grazie. Dio Vi voglia bene».

Gli altri assessori, confermano la logica della spartizione partitica, con una outsider, voluta dal deputato reggino di Forza Italia Francesco Cannizzaro: Domenica Catalfamo, dirigente del Settore Viabilità-Trasporti  della Città Metropolitana di Reggio, ingegnere civile dal 1989 con 110 e lode in indirizzo Trasporti. Nata a Reggio nel 1966, già impegnata, quando ancora c’era la Provincia, nel settore Viabilità, è sempre stata molto apprezzata per la capacità operativa e il suo curriculum mette in luce una grande professionalità e competenza. A lei va la delega alle Infrastrutture, Trasporti e Urbanistica. La donna giusta al posto giusto. Una scelta azzeccata che premia merito e competenza.

Di sapore più partitico, al di là delle indiscusse capacità dei singoli, le altre tre caselle: l’avv. Gianluca Gallo, recordman di preferenze nel centro-destra per Forza Italia (12.053), prende la delega dell’Agricoltura e Welfare. Sotto questa voce sono comprese le politiche sociali e per la famiglia. A Fausto Orsomarso (di area Fratelli d’Italia, ex consigliere regionale, rimasto fuori dalla competizione elettorale) va la delega allo Sviluppo economico, industria, piccola e media impresa. Attività turistiche, internazionalizzazione. Politiche e mercato del lavoro. Infrastrutture immateriali, innovazione tecnologica. Infine, all’ex presidente del Consiglio regionale Franco Talarico, grande tessitore del successo dell’Udc in queste elezioni, va la delega al Bilancio e politiche del personale.

La presidente Santelli trattiene le deleghe relative alla Promozione e immagine della Calabria e dei suoi asset strategici turismo, cultura, agricoltura, ambiente e paesaggio. Politiche giovanili. Spettacolo e grandi eventi, film commission, sport. Programmazione nazionale e comunitaria, agenda digitale, affari generali, Zes, sviluppo del Porto di Gioia Tauro e formazione professionale, nonché i rimanenti ambiti non delegati ai singoli assessori.

Con questo esecutivo la Santelli adesso si appresta a governare la Calabria. Ancora presto per registrare le reazioni dell’opposizione, ma già si intuiscono le variazioni nell’equilibrio regionale, in ambito di centro-destra. La figura di Mimmo Tallini, futuro Presidente del Consiglio, può non piacere a qualcuno o a molti, ma nessuno può mettere in dubbio le capacità e la profonda conoscenza della macchina regionale del politico catanzarese. La sua nomina mette fine a qualsiasi idea “colonialistica” della Lega che mostra, in questo frangente, una grande fragilità. Il gruppo locale capitanato dall’eurodeputato Sofo e supportato dal deputato Furgiuele (unico eletto in parlamento in quota leghista in Calabria) è stato ampiamente sconfessato prima dal commissario Cristian Invernizzi (oggi bloccato a Bergamo per l’emergenza coronavirus) e dal responsabile degli Enti locali Walter Rauti coinvolto da Invernizzi nella riorganizzazione della presenza leghista nella regione. Un compito non difficile, bensì arduo e complicato, visto che nonostante i risultati (modesti rispetto alle aspettative) la Calabria ha mostrato chiaramente di non apprezzare la trazione leghista. Salvini ha scelto puntando sull’amicizia e ha offerto un assist formidabile alla Santelli per uscire da una impasse ormai non più sostenibile.

Rimane fuori della Giunta Giuseppe Graziano (Udc) che puntava a un assessorato o alla Presidenza del Consiglio, resta a bocca asciutta Nicola Paris (Udc) che si sentiva ancora in gioco. Rimane fuori l’uomo forte di Abramo, Mancuso che s’immaginava a presiedere l’assemblea di Palazzo Campanella e che invece resta fuori anche dell’esecutivo. Restano fuori i leghisti Tilde Minasi, ex scopellitiana con orgoglio (ma con poca rispondenza di voti) e Pietro Raso altro uomo di Lega che pensava di far pesare i 4708 voti raccolti nella Circoscrizione Centro. Mentre i vari aspiranti di Fratelli d’Italia, “abbandonati” dalla Meloni per paura di ulteriori sorprese alla Creazzo, sono rimasti a guardare la tutto sommato corretta e apprezzabile promozione di Orsomarso.

La Santelli ha mostrato polso e determinazione, di questo bisogna darle atto. Non c’è l’assessore alla Sanità, perché – a quanto pare – la delega è del governo con il piano di rientro. Come ci ha fatto notare la deputata dem Enza Bruno Bossio con il decreto Calabria della scorsa estate è stato eliminato ogni potere alla Regione, anche quello residuale, quindi tutto deve fare riferimento al commissario generale Saverio Cotticelli, che la Santelli ha peraltro coinvolto e chiamato a far parte della task force contro l’emergenza Covid-19. La collaborazione scientifica dei tre illustri scienziati chiamati dalla Presidente, il cosentino Raffaele Bruno del San Matteo di Pavia, Paolo Navalesi dell’Università di Padova e il cardiochirurgo reggino Franco Romeo del Policlinico di Tor Vergata, sarà fondamentale per affrontare l’emergenza e combattere l’imprevista guerra contro questo nemico invisibile. L’esecutivo c’è, il Consiglio regionale col televoto ratificherà la scelta del Presidente Tallini e delle altre quattro figure apicali dell’assemblea. È tutto urgente, ma priorità, adesso, è l’approvazione del bilancio per uscire dall’esercizio provvisorio che la Calabria non si può più permettere. (s)