;
Amalia Bruni

La scienziata Amalia Bruni scioglie la riserva: correrà per il centro-sinistra alla Regione

di SANTO STRATI – Ha sciolto la riserva la scienziata Amalia Bruni, direttrice del Laboratorio di Neurogenetica di Lamezia Terme, alla quale Letta, Conte e Speranza, accogliendo il “suggerimento” di Boccia e Graziano (Pd) e Misiti (M5S), hanno proposto di correre per la Presidenza della Regione. Forse è finita la lotteria dei candidati possibili e impossibili e la sinistra cerca ancora di raccogliere i cocci e ricostruire una qualche unità che permetta di competere adeguatamente con Occhiuto e la coalizione di centro-destra.

La Bruni, una personalità scientifica di indiscusso valore, è comunque priva di esperienza amministrativa e soprattutto politica: ha sciolto la sua riserva accogliendo i segnali che sono arrivati dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle, da Articolo Uno, Io resto in Calabria, Verdi e Socialisti, Calabria civica, A testa alta, Demos e Repubblicani europei, ovvero partiti tradizionali e movimenti civici. A questi si è aggiunto Carlo Tansi che ha dato la propria disponibilità a sostenere la scienziata. Cosa verrà fuori da questa ritrovata (e presunta) unità a sinistra lo vedremo solo nelle prossime settimane se la “sindrome di Germaneto” non farà un’altra “vittima” con l’eventuale ulteriore(pur se improbabile) rinuncia anche della scienziata di Nicastro.

Già, perché non si sa chi ha dato rassicurazioni alla Bruni sulle sue irremobili richieste di garanzia di autonomia e indipendenza. Francesco Boccia?  Che sta cominciando a far danni anche alla federazione cosentina del partito dove è arrivato da commissario (si ricordi che si vota per il Comune tra pochi mesi)? Stefano Graziano? Che è riuscito nell’impossibile impresa di farsi detestare da amici e nemici all’interno del partito? Massimo Misiti? Che nel Movimento 5 Stelle in Calabria rappresenta probabilmente solo se stesso? O Addirittura Enrico Letta che continua a promettere la visita in Calabria quasi fosse il nuovo messia, ma ha ben in mente l’immagine di Nicola Zingaretti in camice bianco nello stabilimento di Pippo Callipo tra i tonni in scatola che spargeva il verbo divino (della sinistra) per raccogliere poi lo sfracelo totale? Su Giuseppe Conte e Roberto Speranza non si può tacere il maldipancia persistente che si coglie tra i pochi superstiti di un Movimento in via di evaporazione e i compagni di Articolo Uno che non nascondono più una forte insofferenza nei confronti del ministro della Salute.

La motivazione della Bruni è nobile: «Ho deciso di partecipare – avrebbe dichiarato – per innescare un riscatto, cambiando l’assioma secondo cui tanto è inutile provarci. Non vi chiedo di essere solo coalizione ma di sentirci squadra. Da sola non potrei andare da nessuna parte. Sarà un cammino difficile che permetterà alle generazioni che verranno di stare meglio. Forse noi vedremo pochi risultati, ma se serve a innescare un cambiamento va bene perché i cambiamenti sono culturali e sulla cultura ci vuole tempo».

Se la destra e il centro non si sentono minimamente minacciati dalla Bruni, chi ha da temere l’opzione della candidatura “civica” della scienziata è solo De Magistris che si vedrà sottrarre consensi civici (non populisti), visto che la candidatura della scienziata non è di partito, ma riflette una “risposta civica” all’avanzare del centro-destra che comincia già a fregarsi le mani, arcisicuro della vittoria. La Bruni fa parte di Comunità Competente – che è un’associazione autonoma di medici e operatori sanitari guidata con grande responsabilità e ammirevole impegno da Rubens Curia, ma l’organismo è indipendente non si schiera né farà  – com’è corretto che avvenga – campagna elettorale, pur manifestando sostegno morale e genuina stima nei confronti della direttrice del Laboratorio di Neurogenetica. Ma la società civile è pronta a supportare questa splendida figura di scienziata che, però, politicamente vale (senza offesa) meno di zero?

De Magistris si rode e lancia strali al suo ex sodale Tansi: «accusava la nostra coalizione di voler andare con il PD e quindi si allontanò raccontando una serie di bugie. Oggi l’affidabile Tansi annuncia che va con il PD. Dopo aver urlato nelle piazze contro il partito della torta, al quale evidentemente ora si vuole unire. Chi è coerente e credibile non tradisce e prova a scrivere la storia, chi è bugiardo tradisce e inganna. Meglio perderlo che trovarlo uno come lui». È il sintomo che il sindaco di Napoli ha cominciato a fare i conti sullo scenario impossibile che si sta per parare davanti.

Secondo Francesco Aiello (già candidato indipendente e sostenuto dai Cinque stelle alle regionali del 2020), «Amalia Bruni sarà una scelta vincente nella misura in cui il centrosinistra recupererà unità e partecipazione dal basso, a partire dal Partito Democratico e dal M5S. Serve anche allargare il fronte della colazione che sostiene la candidata Bruni acquisendo il consenso di pezzi della sinistra e dei progressisti della Calabria che in questi ultimi mesi hanno precocemente fatto altre scelte. Il frazionismo a sinistra aiuta la coalizione del centrodestra».

E Mario Oliverio, zitto zitto, tiene già pronta una lista “di disturbo” tanto per far capire come la pensa. Che, poi, è quello che, al di là degli entusiasmi di maniera nei confronti di una nobilissima e splendida figura di scienziata che ha lavorato al fianco di Rita Levi-Montalcini, pensano in molti a sinistra: si cerca il nome di grido convinti che sia questa la soluzione allo sfascio evidente di una sinistra a pezzi. Il territorio rimane escluso, la base terreno fertile per “imporre” – come sempre – scelte dall’alto, slegate da dibattiti o confronti dialettici. E in questo gioco al massacro, dopo consultazione frenetica dei propri contatti sul telefonino di alcuni “maggiorenti” (0 feudatari), si rischia di coinvolgere, mortificando persone per bene che potrebbero dare tanto alla politica (anche se ne sono lontani) ma che dalla politica devono aspettarsi solo grandi, avvilenti, delusioni. (s)