Bruni e Caruso contro chiusura del tg regionale notturno

La leader dell’opposizione in Consiglio regionale, Amalia Bruni e il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, si sono opposti alla soppressione, a partire da gennaio, dei tg regionali notturni da parte dell’ad della Rai, Carlo Fuortes.

Per la Bruni, infatti, «si spegnerebbe la presenza del servizio pubblico sul territorio per quasi dodici ore, dalle 19e30 della sera alle sette del mattino. Un’assurdità», oltre che essere una scelta «davvero fuori luogo e senza alcuna motivazione valida».

«Sappiamo bene – ha evidenziato – quanto sia importante l’informazione, soprattutto quella locale fornita dal servizio pubblico per tenere a bada le fake news e far giungere alle comunità locali notizie certe su argomenti di vitale importanza come quelle sull’andamento epidemiologico e le relative misure per contrastare la pandemia. In momenti terribili come questi le sedi regionali vanno tutelate e possibilmente rinforzate con uomini e mezzi. È questo il compito del servizio pubblico».

«Noi calabresi – ha concluso Bruni – abbiamo già visto in altri ambiti dove porta la logica del risparmio dissennato e privo di criterio, a far circolare sempre più ambulanze del 118 senza medico a bordo per carenza di personale. Non credo sia il caso di bissare anche con i tg regionali».

Il sindaco Caruso, esprimendo preoccupazione per la decisione assunta, ha ricordato che «l’informazione locale rappresenta per i cittadini un servizio pubblico essenziale ed irrinunciabile che non può essere cancellato per un mero calcolo ragionieristico che non tiene in debita considerazione il diritto insopprimibile dei cittadini ad essere informati».

«I Tg regionali del servizio pubblico – ha spiegato – continuano ad essere, pur nelle difficoltà nelle quali si dibatte tutto il sistema dell’informazione nel nostro Paese, un presidio informativo di assoluta garanzia per i cittadini. E questo ruolo i Tg regionali hanno saputo interpretare con puntualità, serietà e grande professionalità, quando si è trattato, come ancora sta avvenendo, di informare, in prima linea, l’opinione pubblica sull’andamento della terribile pandemia che ha colpito il mondo intero e, con esso, anche i nostri territori».

«A questo proposito – ha sottolineato Franz Caruso – non va assolutamente dimenticato il supporto, al pari degli altri media, che la Rai regionale ha assicurato alle istituzioni, contribuendo a rilanciare l’informazione di pubblica utilità destinata ai cittadini, in una contingenza così sofferta come quella originata dal Covid-19. La decisione di cancellare le edizioni di mezzanotte dei Tg regionali, se confermata, spegnerebbe una voce importante e autorevole che dà visibilità ai nostri territori svolgendo una funzione altrimenti non sostituibile».

«Questo rappresenterebbe un gravissimo vulnus non facilmente sanabile. Il Comune di Cosenza – ha dichiarato Caruso – concorda con quanto espresso anche da alcune sezioni regionali dell’Anci nel rivendicare il diritto delle realtà territoriali ad ottenere ancora più spazio affinché possano essere meglio raccontate da chi fa informazione nel servizio pubblico».

«Ecco perché, aderendo all’iniziativa che sta portando avanti – ha concluso – in rappresentanza della segreteria nazionale e regionale del sindacato autonomo Snater, Francesca Pecora, unitamente alle altre sigle sindacali, auspico che i vertici aziendali rivedano prima possibile il proposito di tagliare dal futuro palinsesto le edizioni di mezzanotte dei tg regionali, affinché non venga meno un vero e proprio presidio democratico al quale l’intero Paese e con esso le istituzioni locali non possono rinunciare». (rrm)

A rischio l’elezione in Consiglio regionale di Amalia Bruni

Amalia Bruni rischia di non entrare in Consiglio regionale della Calabria, a causa del mancato rispetto delle normative vigenti sulla parità di chance e di accesso alle cariche. Nello specifico, si tratterebbe di aver violato di due giorni il termine per l’aspettativa lavorativa obbligatoria per la candidatura.

Ciò è emerso dalla delibera dell’Asp di Catanzaro, dove la scienziata prestava servizio come medico di ruolo, che ha concesso l’aspettativa lavorativa «per motivi personali» datata il 1° settembre, quando, invece, la decorrenza richiesta dalla Bruni indica la data del 6 settembre, due giorni dopo il termine previsto. (rrm)

Cis, Amalia Bruni: Regione finanzi i Comuni nella fase progettuale con tavolo di concertazione

La leader dell’opposizione in Consiglio regionale, Amalia Bruni, in merito al Contratto di Sviluppo Istituzionale, ha chiesto che la Regione Calabria intervenga finanziando i Comuni nella fase progettuale attraverso un tavolo di concertazione.

Ma non solo: l’appello è rivolto anche all’Anci Calabria e e alle Province, affinché « aprano subito un tavolo di discussione progettuale con gli enti locali per individuare e raccogliere le proposte progettuali da utilizzare per il Contratto Istituzionale di Sviluppo Calabria».

«Il bisogno di rilancio e riscatto della Calabria parte dalle città» ha rimarcato la Bruni, spiegando che «il Cis  è proprio quello strumento che serve ad accelerare i progetti strategici concepiti per valorizzare i territori. Gli interventi, che saranno finanziati con risorse nazionali ordinarie, risorse comunitarie e del Fondo per lo sviluppo e la coesione, dovranno essere individuati attraverso una concertazione progettuale con gli enti locali, rendendoli propositivi, in un percorso condiviso che permetta soluzioni strategiche, progetti cantierabili e addizionali».

«Il problema – ha aggiunto – è che gli enti locali, soprattutto quelli che nel corso degli anni hanno visto ridursi drasticamente il proprio personale, non hanno gli strumenti o i mezzi per realizzare progettualità vincenti».

«La possibilità di incidere – ha proseguito – con progettualità legate all’Ambiente, alle risorse naturali, alla riqualificazione urbana, alla Cultura e alle minoranze etno-linguiste, al Turismo enogastronomico, sportivo e religioso, e ai Trasporti, con particolare riferimento alla mobilità sostenibile, è troppo importante perché permetterebbe di creare nuove occasioni di sviluppo per le comunità oltre che creare un indotto per le attività private. Ogni risorsa disponibile deve essere messa in campo, per poter fare la differenza».

«Applichiamo un metodo scientifico per trovare soluzioni concrete a problemi atavici – ha concluso Bruni –. C’è bisogno di dotare di strumenti efficienti coloro che sono chiamati a progettare, in base ai fabbisogni dei territori, senza relegare la gestione di questi fondi a burocrati grigi e svogliati: diamo voci ai territori e ai Comuni e ai Sindaci, perché la voce dei Comuni e dei Sindaci è la voce dei Cittadini». (rrm)

Consiglio regionale, Amalia Bruni: Iscritta al Gruppo Misto per coerenza e rispetto agli elettori

Amalia Bruni, in merito alle polemiche nate dalla sua iscrizione al Gruppo Misto in Consiglio regionale, ha spiegato che tale decisione è nata «per coerenza e per rispetto verso chi mi ha sostenuto e verso la gente che mi ha votato».

«Quando mi è stato chiesto di candidarmi, dal Movimento 5 Stelle e dal Pd – ha spiegato la Bruni – ho voluto mantenere il mio ruolo di esponente della società civile per tentare di mettere insieme una coalizione quanto più ampia possibile fatta di partiti e movimenti e per il rispetto di questo ruolo che non aderisco a nessuna formazione politica ma mi iscrivo al gruppo misto. Per rispetto di chi mi ha sostenuto e di chi mi ha votato».

«Lo faccio – ha concluso la Bruni – per coerenza nei confronti di tutti. Non potrei agire in modo diverso». (rrc)

Consiglio regionale, Amalia Bruni aderisce al Gruppo Misto

È è un vero e proprio colpo di scena, quello di Amalia Bruni, già candidata alla presidenza della Regione, che si è detta pronta a ‘lasciare’ il Partito Democratico per aderire al Gruppo Misto in Consiglio regionale.

Una notizia data nel corso della prima riunione della coalizione nel post elezioni, dove la scienziata ha espresso questa sua volontà, nonostante gli alleati le abbiano chiesto di proseguire nel percorso iniziato in campagna elettorale, assicurando una «opposizione costruttiva».

Una decisione che ha fatto storcere il naso alla senatrice de L’Alternativa c’è, Bianca Laura Granato, che ha sottolineato come la Bruni abbia «già tradito la fiducia dei calabresi che l’hanno votata».

«Ancora un volta – ha rimarcato la senatrice – il Pd ha sbagliato prima il metodo e poi la figura su cui puntare. Espressione della società civile che usa il Partito come un taxi, e sfrutta la coalizione che l’ha sostenuta, per parcheggiarsi cinque anni in Consiglio regionale tradendo il ruolo che le è stato affidato dai calabresi: questo significa in soldoni aderire al Gruppo Misto».

«Non è né carne, né pesce (come Callipo) – ha concluso Granato –.  Come saranno in grado le minoranze di tenere a bada gli appetiti di un centrodestra sempre più famelico, sempre capace di ricompattarsi sulla gestione di potere e risorse, i calabresi lo scopriranno presto, sulla propria pelle». (rrm)

Enrico Letta: In Calabria voglio ripartire da Amalia Bruni

Il segretario del Partito DemocraticoEnrico Letta, al termine delle elezioni regionali in Calabria, ha dichiarato, durante la trasmissione Di Martedì su La7, che «voglio ripartire da Amalia Bruni, perché è una personalità straordinaria».

Per Letta, infatti, quella della Bruni «era un’ottima candidatura» ma «probabilmente, siamo arrivati tardi a costruire questa candidatura. Ora andrà in Consiglio regionale per fare opposizione».

«Il tema di fondo – ha aggiunto il segretario nazionale dem – è che l’impegno per trovare una classe dirigente con Amalia Bruni c’è». (rrm)

Elezioni, Amalia Bruni: Secondo posto non è una sconfitta

Amalia Bruni ha commentato i risultati elettorali, sottolineando come il secondo posto non è una sconfitta, e ha posto l’accento sul partito dell’astensionismo, che «continua a vincere».

«Personalmente – ha aggiunto – non mi sento sconfitta. Ho trovato una squadra di centrosinistra bella, larga e plurale. Sono convinta che continueremo questo cammino”

La ricercatrice, dopo aver fatto gli auguri a Occhiuto, ha assicurato che «faremo una opposizione seria» e che «non c’è nessuna intenzione di mollare», in quanto «c’è la volontà di continuare a lavorare per ricucire il rapporto tra la politica e i territori».

«Dai dati che abbiamo – ha spiegato – anche con la sommatoria non avremmo vinto. Ci sono delle posizioni che non sono state superate. Quella di de Magistris riguardava la presenza dei partiti che per me sono fondamentali perché rappresentano le istituzioni e un Governo. Il pensiero anarchico che spesso de Magistris ha espresso in passato non mi appartiene». (rrm)

Elezioni: l’uso dei social dei candidati presidente e le cadute di stile

È decisamente una scelta di comunicazione di cattivo gusto quella della candidata Amalia Bruni (che probabilmente – vogliamo sperare – non guarda o controlla l’operato del suo ufficio comunicazione & social). Definire nemici gli avversari politici e abbinare l’ex presidente Oliverio con Salvini, Spirlì e Occhiuto ha provocato dure reazioni di gran parte della sinistra, inclusa quella che non “ama” l’ex governatore. Una strategia di comunicazione totalmente sbagliata e che mette dalla parte del torto chi si propone come alternativa al passato e faro per il futuro. La probabile bocciatura (se pesante), a nostro avviso, risentirà non poco di tutta l’insulsa campagna di comunicazione che Amalia Bruni e il suo staff hanno condotto. (s)

dalla REDAZIONE ROMANA – Nei giorni in cui infuria la polemica su Luca Morisi, l’inventore della “Bestia” di Matteo Salvini e quindi precursore del marketing politico attraverso i social, è forse possibile fare un’analisi dell’uso che in Calabria i quattro candidati alla presidenza stanno facendo sui loro profili facebook e instagram.

È un altro elemento di valutazione a pochi giorni dal voto per capire l’andamento di questa strana e silenziosa campagna elettorale, caratterizzata più dai “botta e risposta” al veleno che non dai programmi e dalle proposte sul futuro della Regione.

Anche in questo caso, analizziamo i quattro candidati in rigoroso ordine alfabetico.

AMALIA BRUNI  5000  follower su FB, 700 su Instagram

È arrivata più tardi degli altri sui social (la sua candidatura è dei primi di agosto) con un profilo chiamato semplicemente “Amalia Bruni. Candidato politico”, in cui compaiono lo slogan “Mai più soli” e un lungo profilo autocelebrativo. I follower sono aumentati esponenzialmente in queste settimane. La filosofia della pagina è stata piuttosto aggressiva, con alcune cadute di stile notevoli, come la vignetta dedicata a un De Magistris che chiede l’elemosina davanti alla Cittadella o il fotomontaggio dei competitor bollati come “nemici della Calabria”. Non eccessivi i numeri su instagram, circa 700 follower, non male però se si considera che era partita da appena 82.

LUIGI DE MAGISTRIS 8200 follower su FB, 1100 su Instagram

Una premessa. Luigi De Magistris ha una pagina facebook con quasi mezzo milione di follower, ma noi analizziamo solo il profilo aperto per la campagna elettorale calabrese, dal titolo “Luigi De Magistris Presidente per la Calabria” che in pochi mesi ha già 8.200 seguaci, con un incremento giornaliero di circa 40. Sulla pagina, a parte qualche attacco a testa bassa, si concentra soprattutto sulle tappe nei vari Comuni della Calabria. Il profilo instagram si attesta sui 1100 folloyer.

ROBERTO OCCHIUTO 20.106 follower su FB, 4330 su instagram

Appare molto attenta ai social la campagna elettorale di Roberto Occhiuto. La pagina facebook, che però è antecedente alla candidatura, ha raggiunto e superato i 20.000 follower. Molto misurati i post, quasi inesistenti le polemiche, illustrati alcuni punti programmatici e le varie tappe del tour elettorale. Occhiuto va meglio degli altri su instagram dove i follower sono 4330. Sembra pertanto privilegiare questo social, anche attraverso un uso costante delle stories.

MARIO GERARDO OLIVERIO  26.300 follower su FB, 1175 su Instagram

Ha una buona dote di follower su facebook l’ex governatore Mario Oliverio, ma questo numero deriva dal periodo in cui lo stesso era presidente della Regione. Resta comunque una platea a cui parlare ed Oliverio lo fa, anche se con un linguaggio un po’ lento e superato. Su instagram supera di poco i 1000 follower a testimonianza di una certa riluttanza ad utilizzare i social.

Conclusioni

Dai numeri illustrati, appare chiaro che le elezioni regionali in Calabria non si giocheranno sulla forza di penetrazione dei social. 

I quattro candidati non snobbano questo nuovo canale di propaganda, ma si capisce bene che non sarà questo l’elemento decisivo. 

Occhiuto sembra quello che ci punta maggiormente, mentre De Magistris e la Bruni si attestano su numeri appena sufficienti, con l’attenuante per quest’ultima di avere iniziato più tardi.

Sul piano dei contenuti, le pagine di Occhiuto sono sobrie e senza scossoni, quelle di De Magistris una via di mezzo tra la proposta e la lotta, quelle della Bruni piuttosto ripiegate sugli attacchi frontali – qualche volta di cattivo gusto – verso gli avversari. Né carne né pesce quelle di Oliverio che evidentemente continua a prediligere ancora il rapporto personale con gli elettori. (rrm)

Elezioni / La sinistra s’indigna contro il post “distruttivo” su fb della Bruni

C’è indignazione, non solo da parte della sinistra, ma anche da parte dei cittadini e dei suoi sostenitori, per il post su Facebook pubblicato dalla candidata del centrosinistra, Amalia Bruni, in cui inserisce il suo avversario, Mario Oliverio, tra i ‘nemici della Calabria’, insieme a Spirlì, Occhiuto, De Magistris e Salvini.

«La Calabria si libera solo così: mandando a casa chi l’ha distrutta – ha scritto la Bruni –. Mandando a casa chi in decenni di mala politica non solo non ha risolto niente, ma ha anche peggiorato le cose. Allontanando chi vede la nostra terra soltanto come un’occasione per trovare una poltrona comoda su cui sedersi. Mettiamoci un punto a quella politica. Definitivo, totale. Possiamo mandarli a casa tutti in una sola volta. Liberiamo insieme la Calabria».

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 5 persone e il seguente testo "I NEMICI DELLA CALABRIA"
L’immagine ‘incriminata’ pubblicata sul profilo della candidata

Un post, quello della candidata, che, se da una parte ha raccolto qualche consenso, dall’altro ha raccolto delle critiche, a partire da Luigi Guglielmelli, ex segretario provinciale di Cosenza del Pd, che ha commentato così su Facebook: «Io sto affrontando questa campagna elettorale con serenità e decisione. Serenità perché penso che abbiamo la ragione della politica al nostro fianco e decisione perché non mi sto risparmiando, ovviamente nel limite delle mie piccole forze. Però così come affermo con forza la mia adesione al progetto di Amalia Bruni non posso che suggerirle di correggere chi si occupa di comunicazione: 1) non abbiamo nemici ma avversari 2) il governo Oliverio ha aiutato e non poco la Calabria».

A ribadire che «Mario Oliverio non è un nemico della Calabria» è stato Giuseppe Dell’Aquila, ex Presidente ff della Provincia di Crotone, candidato a Sindaco per il centrosinistra nella città di Ciró Marina e dirigente democrat della federazione.

Oliverio, ha ricordato Dell’Aquila, «ha una storia invidiabile e sempre a Sinistra, per questa terra ha fatto tanto e da Presidente ha portato a casa enormi risultati. Per carità, è uno scherzo di pessimo gusto, nessuno può permettersi di paragonarlo ai soggetti presenti in quella foto pubblicata dalla Pagina della candidata Amalia Bruni».

«Chiedo al mio Partito, il PD – ha scritto su Facebook – che sosterrò nonostante tutto, di rivolgersi all’organizzazione della campagna elettorale invitandoli a modificare quel manifesto anche per rispetto di chi è rimasto a lottare seppur in disaccordo con le scelte fatte negli ultimi anni. Ci sarà tempo e modo per capire da quale parte sta la verità della spaccatura a Sinistra ma non bisogna perdere mai completamente la bussola, perché sicuramente giorno 5 Ottobre ci sveglieremo tutti e capiremo che dovremmo unirci anziché continuare a dividerci».

«Questa dichiarazione così maldestra e inopportuna la dice lunga sulla sua incapacità politica.Mi dispiace dirlo ma Lei in questa campagna elettorale ha immiserito la sua immagine.Una simile caduta di stile la abbassa ad un livello che non si addice ad un aspirante Governatore e nemmeno a una donna di scienza» ha scritto Maria Francesca Corigliano, candidata al consiglio regionale con Mario Oliverio Presidente.

A non apprezzare l’attacco della Bruni su Oliverio, sono anche molti utenti/sostenitori:  Salvatore Bullotta parla di una «pessima caduta di stile», oltre che della «peggiore campagna elettorale di sempre». «Ma come si può accomunare Oliverio e De Magistris a Spirlì, Salvini e Occhiuto?» ha chiesto Bullotta, sottolineando che «con la sua levatura, non doveva prestarsi a tanto».

«Ma perché sparare contro gli altri candidati invece di fare proposte concrete per lo sviluppo della Calabria? Da una non politica ci si aspettano altri toni e nuovi proponimenti, nuovi progetti in grado di suscitare entusiasmo e Consensi, mi dispiace, è una caduta di stile!» ha scritto Giuseppe Bonadio.

Interessante, il commento di Franco Lopez, in cui, sottolineando la stima «per quello che ha fatto nella sua lunga e gloriosa carriera di ricercatrice», ha evidenziato come, con questo post, «mi ha dato dimostrazione che per fare buona politica ci vuole un bravo politico».

«Possibile – si è chiesto – che nel suo staff non ci sono politici che le ricordino che Mario Oliverio ha governato la Calabria con ottimi risultati sotto la bandiera del PD, stesso partito che in questa tornata elettorale ha scelto lei come agnello sacrificale così come fece con un valido imprenditore nelle precedenti elezioni».

«Possibile – ha aggiunto – che nessuno le ha detto che esponenti delle sue liste erano nella maggioranza a sostegno di Mario Oliverio e che hanno deciso all’ultimo momento di schierarsi con lei solo per garantirsi una poltrona nel consiglio regionale.
Quindi se mi posso permettere prima di ricostruire la Calabria ricostruisca il PD in Calabria che di partito politico di sinistra ha poco o niente e non faccia di tutta l’erba un fascio». (rrm)

AMALIA BRUNI, È LA SFIDA DELLA SINISTRA
IL RITRATTO DI “UNA PRIMA DELLA CLASSE”

dalla REDAZIONE ROMANA – Amalia Bruni, Luigi De Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio (in rigoroso ordine alfabetico) ovvero I Quattro dell’Ave Maria, i quattro candidati alla presidenza della Regione Calabria. Ma davvero li conosciamo bene? Calabria.Live, a pochi giorni dall’apertura delle urne (3-4 ottobre), propone ai suoi lettori le “biografie” inedite dei quattro protagonisti della scena politica calabrese, analizzandoli anche sotto l’aspetto psicologico e umano.

AMALIA BRUNI, LA “PRIMA DELLA CLASSE”

Prima della classe lo è sempre stata. Dai tempi del liceo “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme dove, nel 1972, si è maturata con il massimo dei voti, 60/60. Per poi replicare cinque anni dopo all’Università degli studi di Napoli, conseguendo a tempo di record – e manco a dirlo con 110 e lode – la laurea in medicina. Sempre la prima, sempre la più brava, sempre consapevole di saperne più degli altri. E così in ospedale a Catanzaro e Lamezia Terme e ancora nella gestione della sua creatura, il Centro Regionale di Neurogenetica.  E perfino tra gli scout, da ragazzina, era un “capo” e guidava una squadriglia.

Un abito mentale, quello di “prima della classe”, che non ha mai dismesso e che ostenta anche oggi che è scesa in politica, gareggiando per la presidenza della Regione Calabria.

Il piglio è quello della dirigente scolastica che, sia pure con il sorriso, ama comandare. Amalia Cecilia Bruni sa bene quello che vuole, incurante se il suo “abito” può suscitare risentimenti o invidie. È nata 66 anni fa a Girifalco sotto il segno dell’Ariete, segno di fuoco, e si può dire che abbia tutte le caratteristiche illustrate dai manuali di astrologia: coraggiosa, ambiziosa, volitiva, fa di tutto per primeggiare, anche spericolata. La sua smisurata fiducia in sé stessa la porta a sottovalutare i rischi.

«Sono quella delle missioni impossibili», ha detto di sé con grande enfasi nel giorno della sua candidatura alla presidenza della Regione. Il fatto di essere stata scelta dopo i “no “a Nicola Irto e Maria Antonietta Ventura – e quindi non in primissima battuta – non l’ha scalfita nemmeno un po’. Si è schermita, dicendo di avere inizialmente rifiutato la richiesta di candidatura, di essersi poi presa una notte di riflessione, ma tutti hanno capito che – da buona Ariete – si è immediatamente e istintivamente gettata nella mischia per un’occasione irripetibile. Credendoci, anche quando i sondaggi più impietosi e l’impressione generale di una vittoria del centrodestra potevano piegarne la fiducia e l’entusiasmo.

Il suo “feticcio” è Rita Levi Montalcini, il premio Nobel per la medicina che inaugurò il CRN di Lamezia Terme, di cui si dice “allieva prediletta” e che cita spesso nei suoi discorsi. Un’adorazione che ha contagiato anche Carlo Tansi, l’ex dirigente della Prociv regionale anch’egli sceso in politica, che non risparmia sui suoi social immagini e video della Levi Montalcini, divenuta inconsapevolmente “protagonista” di questa campagna elettorale calabrese.

La Bruni si è calata immediatamente nella sua nuova dimensione politica. Elegante, con gli inseparabili occhiali, grandi collane di perle, abiti preferibilmente rossi (il colore prediletto dagli Ariete), si è destreggiata senza alcun complesso di inferiorità accanto a leader nazionali come Enrico Letta, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Nicola Zingaretti. Ha un linguaggio sicuro, asciutto, senza un filo di emozione davanti ai microfoni e alle telecamere.

Aggressiva e istintiva, ha ingaggiato un duello non proprio elegante (ricambiata sullo stesso piano) con Luigi De Magistris, l’altro competitor dell’area anti-centrodestra, tacciato di essere “un ex sindaco in cerca di un posto di lavoro”. Non meno duro lo scontro con Jasmine Cristallo, la leader delle Sardine, che aveva osato mettere in discussione il metodo con cui si è giunti alla sua candidatura.

La Bruni sventola con fierezza la sua indipendenza dalla politica. Gli avversari le fanno notare che suo marito, il medico Tommaso Sonni, è stato candidato sindaco di Lamezia Terme per il centrosinistra nel 2015 e che sua cognata, la professoressa Aquila Villella, è in lista nel PD per un posto in Consiglio regionale e in precedenza nel 2018 è stata candidata al Senato sempre per il Partito Democratico.

Attaccatissima alla famiglia («considero i miei tre figli le mie migliori pubblicazioni scientifiche», scrive orgogliosamente sulla sua pagina facebook), la ricercatrice prestata alla politica affronta questa campagna elettorale con un piglio e una fierezza notevoli. Sembra quasi incurante del rischio di perdere davanti al competitor (e grande favorito) Roberto Occhiuto o, peggio, di essere scalfita dal risultato del “masaniello arancione” Luigi De Magistris. Che Ariete sarebbe se avesse paura? O se rinunciasse al piacere di essere adulata? (rrm)

>>> DOMANI IL RITRATTO DI DE MAGISTRIS

IDENTIK DELLA CANDIDATA AMALIA BRUNI

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

LUOGO E DATA DI NASCITA: Girifalco 3 aprile 1955

SEGNO ZODIACALE: ariete

STATO CIVILE : coniugata, 3 figli

PROFESSIONE: dirigente medico, ricercatrice

PUNTI DI FORZA

Immagine di donna di scienza

Unica candidata donna

Indipendenza dai partiti

PUNTI DI DEBOLEZZA

Ingenuità politica

Liste sulla carta più deboli del centrodestra

Un filo di supponenza e tendenza all’autoesaltazione

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––