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A Gioia Tauro e San Ferdinando un consiglio comunale aperto a difesa del Porto di Gioia

Martedì il Flash mob in difesa del Porto di Gioia Tauro

Il Porto di Gioia Tauro non si ferma, anzi. Richiama da tutta la Calabria Enti, sindacati e Associazioni pronti a urlare, insieme ai lavoratori, la propria contrarietà contro la direttiva Ue che rischia di far chiudere il porto.

E lo faranno, tutti, domani, martedì 17 ottobre, con un flashmob. 

Sarà presente il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, tra i primi a denunciare gli effetti devastanti della direttiva sui porti e, in particolare, su Gioia Tauro, definendola una «ecofollia». Anche il Consiglio regionale ha risposto presente all’appello dell’Autorità Portuale, col presidente Filippo Mancuso e i Capogruppo. Lo stesso Mancuso, inoltre, nei giorni scorsi ha annunciato che avrebbero approvato una mozione a tutela dello scalo.

Lo stesso commissario della Lega, Giacomo Saccomanno, ha più volte chiesto che «ognuno faccia il possibile per raggiungere una soluzione sostenibile», così come lo stesso Giuseppe Gelardi, sempre della Lega, aveva denunciato la situazione  chiedendo un intervento urgente al Governo contro la direttiva.

La Cgil Calabria, che sarà presente alla manifestazione  con tutte le Camere del Lavoro e le categorie, ha definito la direttiva «una spada di Damocle sul primo scalo di transhipment d’Italia e uno dei principali punti di riferimento del transhipment mondiale che si ritroverebbe ad essere abbandonato verso porti con minori tasse».

«Gli effetti derivanti dalle norme in questione in termini di incremento dei costi rischiano di avere, infatti, come conseguenza lo spostamento dei traffici verso aree extra europee creando di fatto una distorsione della concorrenza e ricadute devastanti in termini economici e occupazionali», conclude la nota. 

Presenti, anche, il sindaco di Taurianova, Roy Basi, il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, che ha ricordato come «il porto è un pilastro economico fondamentale per la nostra Regione e il nostro Paese nel suo complesso. La sua importanza nel commercio internazionale è innegabile e la chiusura avrebbe un impatto devastante sulla nostra economia locale, causando la perdita di posti di lavoro e mettendo in pericolo la prosperità della Calabria».

Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, ha espresso la sua preoccupazione per il futuro del Porto di Gioia Tauro e quindi per tutto il sistema economico calabrese», in quanto la direttiva «rischia concretamente di scrivere l’ultimo e più triste capitolo della storia di un’infrastruttura logistica il cui apporto funzionale è strategico non solo per la Calabria, ma per tutto il Paese».

«Il Porto di Gioia Tauro – ha aggiunto Ferrara – conta milleseicento addetti, che diventano più di quattromila se si guarda all’indotto complessivo. Nella terra in cui la disoccupazione è già ai vertici nazionali e il reddito pro capite è tra i più bassi in Italia, parliamo di una potenziale ricaduta negativa enorme e gravissima sulle sorti della regione».

Solidarietà e adesione al flashmob, infine, è arrivato da Mario Mega, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. 

Un appello ad agire per salvaguardare il Porto di Gioia Tauro è arrivato dai parlamentari Orrico, Scutellà e Iaria del M5S, che nei giorni scorsi hanno presentato un emendamento sulla «la legge di delegazione europea per chiedere al governo Meloni una deroga alla tassazione sul porto di Gioia Tauro». (rrc)