Le eccellenze calabresi ad Artigiano in Fiera di Milano

Ci sarà anche la Calabria, con le sue eccellenze, alla 26esima edizione di Artigiano in Fiera, in programma dal 3 all’11 dicembre a Fieramilano.

Si tratta di una manifestazione internazionale dedicata alla microimpresa in cui la Calabria, nel padiglione 3, metterà in vetrina le sue eccellenze con 123 attori del territorio.

Protagonisti, poi, a questa edizione, i Bronzi di Riace insieme alle 20 aziende della Città Metropolitana di Reggio Calabria, dove potranno far conoscere e vendere i propri prodotti durante l’importante manifestazione internazionale, dove si attendono più di un milione di visitatori e a cui hanno aderito 3000 artigiani provenienti da 100 Paesi di tutto il mondo.

La Metrocity ha scelto di presentarsi a Milano esaltando due dei simboli più identitari del territorio metropolitano: i Bronzi di Riace e il Bergamotto, che saranno protagonisti indiscussi delle azioni di promozione territoriale, pensati dall’Ente in occasione della Fiera. Le immagini della Città Metropolitana nei luoghi di passaggio obbligato per raggiungere i padiglioni, la presenza sui social e sul sito web ufficiale di AF e la realizzazione di uno stand promozionale con una grafica suggestiva, sono soltanto alcune delle attività di marketing messe in campo per garantire la massima visibilità al territorio metropolitano in una straordinaria vetrina internazionale.

«L’obiettivo è mostrare il meglio della Città Metropolitana, i simboli identitari, l’autenticità dei prodotti, le tradizioni enogastronomiche e musicali. In una sola parola, la cultura del nostro territorio che deve presentarsi al mondo orgoglioso della propria identità», ha commentato il sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace.

«La bellezza del nostro essere autentici – ha spiegato ancora – della capacità di rimanere ancorati alle tradizioni, sperimentando nuove connessioni; la forza di una cultura che affonda le radici in un glorioso antico passato del quale conserviamo caratteri e valori; il coraggio di piccoli imprenditori instancabili che credono nel proprio lavoro e nella possibilità di intraprendere un percorso comune di crescita che veda impegnati Istituzioni e Comunità. Portiamo tutto questo ad Artigiano in Fiera, presentiamo ciò che siamo, un popolo ricco di bellezza, di cultura, di forza e di coraggio».

«Stare accanto alle nostre piccole imprese e ai nostri artigiani, dando loro opportunità di confronto con nuovi mercati e con altre esperienze produttive è fondamentale per proseguire nella mission di sviluppo economico sostenibile del territorio metropolitano, in cui nessuno resti indietro. Andiamo tutti insieme nella stessa direzione, con consapevolezza e determinazione – ha concluso –. La grande partecipazione delle aziende a queste iniziative e le richieste di supporto e di vicinanza che raccogliamo giornalmente, ci fanno capire che dobbiamo spingere sulle attività in grado di esportare l’immagine del territorio, di aprire nuovi mercati e di creare nuovi canali di commercializzazione. I settori dell’artigianato, dell’enogastronomia, dell’agroalimentare hanno ampio potenziale di crescita e possono influire anche sul comparto turistico, per l’interesse crescente verso le tipicità, e di conseguenza su tutto l’indotto. Investiamo nel futuro». (rrm)

Il 2 dicembre Regione e Calabria Film Commission alla Triennale di Milano per i 50 anni dei Bronzi

Il 2 dicembre, alla Triennale di Milano è in programma  l’incontro Archeologie future – 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace. Il valore dell’antico della contemporaneità organizzato in occasione dei 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace. L’incontro, promosso dalla Regione Calabria e Calabria Film Commission, ripercorrerà la storia di queste due sculture, analizzare il percorso e le strategie di valorizzazione e promozione di questo straordinario patrimonio e la sua persistente attualità nella contemporaneità. 

Le statue, conservate al Museo nazionale di Reggio Calabria, sono state rinvenute, in un eccezionale stato di conservazione, il 16 agosto 1972, nei pressi di Riace Marina. I Bronzi rappresentano due tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri dell’età classica.

L’incontro proporrà, inoltre, una riflessione su come, in generale, l’antico possa essere oggi ri-attivato e letto da nuovi punti di vista attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.

Intervengono: Carla Morogallo, Direttrice Generale di Triennale Milano, Giusi Princi, Vice Presidente della Regione Calabria, Anton Giulio Grande, Commissario Straordinario della Calabria Film Commission, Daniele Castrizio, Professore Associato di Numismatica Medievale presso l’Università di Messina, e Andrea Viliani, Direttore del Museo delle Civiltà di Roma e Co-curatore Pompeii Commitment. Materie Archeologiche. Modera Damiano Gullì, curatore per Arte contemporanea e Public Program di Triennale Milano. (rrm)

I Bronzi di Riace incontrano gli Etruschi nell’incontro a Roma nel Museo Nazionale di Villa Giulia

Si intitola Gli Etruschi e i Bronzi di Riace. Archeologia, letteratura, arte, l’incontro in programma domani a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

«Nei 50 anni della scoperta dei celebri Bronzi di Riace il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – ha dichiarato il direttore Valentino Nizzo – è orgoglioso di ospitare un evento che consentirà di far scoprire al grande pubblico la sottile linea rossa che lega uno dei maggiori capolavori dell’arte greca con uno dei monumenti più insigni di quella etrusca: l’altorilievo di Pyrgi». 

Sarà un appuntamento storico, frutto della collaborazione tra il Museo Nazionale Etrusco e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), con la partecipazione del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre.

«L’anniversario della scoperta dei Bronzi – ha spiegato la prof.ssa Giuliana Calcani, ordinario di Archeologia all’Università Roma Tre e membro del Consiglio di amministrazione del MArRC – viene celebrato anche con una serie di incontri di studio, che hanno avuto inizio lo scorso aprile e che si concluderanno a dicembre. Il programma ha visto già il coinvolgimento di città come Udine e Padova, tramite docenti delle rispettive Università. Roma non poteva mancare in questo tributo alle due preziose statue. Possiamo quindi dire che, dal Nord al Sud della nostra magnifica Italia, i Bronzi di Riace continuano a stimolare l’ammirazione, ma anche la voglia di saperne di più sulle opere d’arte antica».

L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Maria Paola Guidobaldi, con momenti performativi sul tema di “Tebe dalle Sette Porte” da parte degli studenti del Liceo Ugo Foscolo di Albano, a cura della prof.ssa Marcella Petrucci. Nella prima parte della giornata, dopo gli indirizzi di saluto, il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, riassumerà mezzo secolo di storia sul tema “I Bronzi di Riace: dalla scoperta alla musealizzazione”; seguirà il direttore dell’Etru, Valentino Nizzo, con l’intervento su “L’altorilievo del tempio A di Pyrgi”, protagonista di una delle ipotesi interpretative più affascinanti sull’identità dei Bronzi di Riace, proposta dal grande studioso Paolo Moreno, scomparso alcuni fa.

«È merito di Moreno – ha proseguito Nizzo – avere per primo valorizzato al meglio l’anello che congiunge questi capolavori. Grazie al gruppo Pyrgense raffigurante i Sette contro Tebe, egli ha proposto che il Bronzo A di Riace, con i suoi denti eccezionalmente in evidenza, raffigurasse il brutale Tideo, che nell’altorilievo addenta rabbioso e famelico il cranio di Melanippo. Un modo per dimostrare ulteriormente, se c’è ne fosse bisogno, la sapienza e le capacità artistiche degli Etruschi in grado di plasmare l’immaginario greco per i loro scopi politici e culturali».

La seconda parte della mattinata avrà inizio con l’intervento della prof.ssa Laura Michetti, della Sapienza Università di Roma, su “I Sette a Tebe e Pyrgi: il porto e il grande santuario marittimo della città etrusca di Caere”; seguirà la relazione della prof.ssa Alexia Latini, dell’Università degli Studi Roma Tre, su “Pyrgi, Argo, Riace: per un’ipotesi di lettura”; e quindi il prof. Ettore Cingano, dell’Università degli Studi di Venezia, su “Edipo, i Sette a Tebe, gli Epigoni tra mito e iconografia”. Concluderà gli interventi la prof.ssa Adele Teresa Cozzoli, dell’Università degli Studi Roma Tre, sul tema “Il mito dei Sette a Tebe tra Argo e Atene. L’elogio dell’oplita e l’ideologia della città”.

«Continua il viaggio dei Bronzi di Riace, spinto dall’anniversario della loro scoperta – ha commentato il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino –. Dopo un’estate ricca di mostre ed eventi che hanno reso i Bronzi vere e proprie “icone culturali” di un ampio territorio, questi “capolavori del Mediterraneo” continuano a essere protagonisti anche di nuovi appuntamenti scientifici. Solo pochi giorni fa si è tenuto al Museo reggino un grande convegno internazionale che ha riunito studiosi da ogni parte del mondo. E ora saremo ospiti del bellissimo Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia per questo incontro sul dialogo tra due mondi dell’arte antica: quello dei Greci e quello degli Etruschi».

«Ringrazio l’amico e direttore Valentino Nizzo  ha concluso – per aver voluto promuovere questa iniziativa e tutto il suo staff per la straordinaria organizzazione. Sono grato anche alla prof.ssa Calcani, componente del nostro CdA, per il continuo stimolo sulle opportunità di valorizzazione non solo dei Bronzi di Riace, ma di tutte le collezioni esposte al MArRC».

La Segreteria organizzativa dell’evento è composta dalle dott.sse Vittoria Lecce e Anna Tanzanella, dell’Etru, e dal dott. Fabrizio Musetti, dell’Università degli Studi Roma Tre.

L’incontro potrà essere seguito in diretta streaming sul link https://youtu.be/HhPSRcEgyzo(rrm)

In Consiglio regionale domani si presenta il docufilm “I Bronzi di Riace”

Domani mattina, alle 10.30, nell’Aula Commissioni del Consiglio regionale della Calabria di Reggio Calabria, si presenta il docufilm I Bronzi di Riace.

Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Calabria, promosso dalla Calabria Film Commission e nato dalla collaborazione interistituzionale nell’ambito delle iniziative messe in atto per le celebrazioni del Cinquantenario del ritrovamento dei due capolavori. Prodotto da Palomar, società del gruppo internazionale Mediawan, tra le principali società di produzione italiane, si tratta di un documentario dal forte respiro internazionale.

Un’opera, per la regia di Fabio Mollo, pensata per le sale cinematografiche e per valorizzare la bellezza dei Bronzi di Riace soprattutto presso un pubblico straniero, attraverso un linguaggio cinematografico moderno e accattivante. In un processo narrativo che trova ispirazione in maestri come Werner Herzog e Patricio Guzmán, la sceneggiatura è firmata da Armando Trotta, con la collaborazione di Massimo Razzi e di Giuseppe Smorto. Sulla splendida costa jonica della Provincia di Reggio Calabria, le riprese del docufilm sono già in corso da mesi. Martedì verrà reso pubblico il teaser, un brevissimo assaggio di quello che sarà il prodotto finale.

Alla conferenza stampa parteciperanno: Giusi Princi, vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, Filippo Mancuso, Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Anton Giulio Grande, Commissario straordinario di Calabria Film Commission, Fabio Mollo, regista, Antonio Badalamenti, produttore delegato, Armando Trotta, co-autore, Alessandra Cataleta, co-autore. Saluti istituzionali: Carmelo Versace, Sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, Sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria. (rcz)

La Metrocity RC al lavoro per Bronzi patrimonio Unesco

Quella della candidatura dei Bronzi a patrimonio Unesco è «una sfida ambiziosa che ci proietta oltre l’anniversario», ha dichiarato il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio, Carmelo Versace.

A Reggio, infatti, si è svolta al Museo Archeologico Nazionale la conferenza internazionale che ha messo a confronto per più giorni esperti, studiosi, istituzioni su un tema ancora di grande attualità, a cinquant’anni dal ritrovamento delle due magnifiche statue bronzee.

In chiusura e per rilanciare l’attività di studio, analisi, promozione e valorizzazione che, secondo il Sindaco facente funzioni della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace «non deve fermarsi al momento delle celebrazioni del cinquantenario, ma deve andare oltre, deve aprire una prospettiva futura anche al territorio e alla Città che ospita i Bronzi sulla base di una proiezione e di una visione condivisa», è stata data comunicazione dell’iniziativa in capo alla Città Metropolitana di Reggio Calabria relativa all’istituzione di un tavolo di lavoro finalizzato all’avvio di una procedura Unesco

L’idea progettuale è stata presentata da Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale e candidature Unesco, su introduzione del dott. Fabrizio Sudano, Segretario Regionale del Ministero della Cultura, del prof. Daniele Castrizio e del folto pubblico di studiosi ed istituzioni presenti in sala.

Fabrizio Sudano ha sottolineato la piena disponibilità alla collaborazione ad una prospettiva che non può non ingenerare condivisione, a livello territoriale così come a livello nazionale, evidenziando il valore delle connessioni e della sussidiarietà tra Enti.

«I Bronzi di Riace sono patrimonio universale a prescindere da un percorso Unesco – ha detto Patrizia Nardi – ma un progetto  internazionale di questo tipo apre ambiti straordinari perché avora sui processi di consapevolezza, ciò che implica percorsi di formazione e di educazione al patrimonio che sono alla base del coinvolgimento attivo di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella tutela, nella salvaguardia e nella fruizione; perché produce opportunità di cooperazione internazionale che moltiplicano le possibilità di espressione di un territorio; perché determinano la possibilità di operare attraverso piani strategici di gestione che sono fondamentali per lo sviluppo sostenibile di qualsiasi area, anche quella più problematica».

Il primo step sarà la costituzione del tavolo di Coordinamento tecnico-scientifico a cura della Città Metropolitana che vedrà la luce nelle prossime settimane,  lavorerà al piano di fattibilità partendo dall’attenzione alla Convenzione Unesco del 2001 sul Patrimonio archeologico subacqueo e che coinvolgerà, a vari livelli, esperti Unesco di fama internazionale, soggetti di competenza ministeriale, la Direzione del Museo, gli enti pubblici territoriali e regionali, le università, la componente di comunità così come da indirizzo delle Raccomandazioni Unesco e della Convenzione di Faro.

«Una sfida davvero importante per tutti noi – ha infine commentato Versace – un obiettivo di squadra che abbiamo voluto lanciare in questo periodo caratterizzato dalle celebrazioni del cinquantesimo anniversario, ma che intende andare oltre, innalzando l’asticella delle ambizioni per un territorio, che ha ancora tanto da raccontare». (rrc)

L’APPROFONDIMENTO / Perché le scoperte di S. Casciano e Riace non possono essere paragonato

Dopo il ritrovamento in Toscana di 24 statue bronzee risalenti al II-I secolo a.C, è stato quasi inevitabile il confronto con i Bronzi di Riace, che sono stati ritrovati 50 anni fa.  Un paragone che è stato definito «eresia» dal sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, sottolinenando che «l’importanza dei Bronzi di Riace è imparagonabile rispetto ai reperti ritrovati a San Casciano Bagni».

«Quelle scoperte a San Casciano – ha detto Sgarbi all’Ansa – sono sicuramente opere importanti, ma il loro valore e la loro qualità sono di gran lunga meno significativi rispetto ai Bronzi di Riace. Quella fatta in Toscana è certamente una scoperta importante, intanto per l’integrità dei reperti e poi per la loro quantità. Ma sono ritrovamenti incomparabili rispetto a quello avvenuto a Riace 50 anni fa».

«Così come incomparabile è il mondo greco rispetto a quello romano – ha continuato Sgarbi –. I Bronzi di Riace sono tra le opere più alte espresse dalla civiltà antica, mentre quelli di San Casciano Bagni sono di produzione media, di qualità media e di interesse soprattutto culturale. Ciò che stabiliscono sul piano antropologico è un nesso culturale tra Etruschi e Romani».

Sulla questione è intervenuto il prof. Paolo Brocato, docente di etruscologia e antichità italiche dell’Università della Calabria, in un video pubblicato sul canale Youtube dell’Università della Calabria.

Per il prof. Brocato, «non dobbiamo commettere l’errore di togliere dai loro contesti queste opere per paragonarle e per stabilire una graduatoria, sarebbe una operazione scorretta metodologicamente e poco scientifica».

«Se queste sono le prime impressioni generali – ha spiegato – dobbiamo, però, aspettare le relazioni scientifiche e le pubblicazioni della nuova scoperta, stando comunque tranquilli che la fama e l’importanza dei Bronzi di Riace non sarà mai offuscata, se qualcuno lo avesse mai pensato, ma eventualmente sempre più contestualizzata attraverso nuovi studi e ritrovamenti».

«Nuove e vecchie scoperte – ha proseguito – dimostrano quanto sia importante promuovere la ricerca e la valorizzazione dei beni archeologici del nostro Paese, tenendo, però, ben presente che a fronte di ritrovamenti eclatanti – estremamente importanti – ci sono tante altre scoperte che formano la trama dei paesaggi e la quotidianità dell’uomo antico, senza le quali le grandi scoperte non avrebbero senso storico e perderebbero la loro eccezionalità».

«Per questo – ha proseguito – la vera sfida per il futuro è di conoscere, preservare e valorizzare il paesaggio, applicando una politica attenta al recupero dei luoghi e delle identità dei territori anche attraverso il patrimonio archeologico. Gli studiosi ben sanno quanto la scoperta di statue in bronzo dell’antichità greca ed etrusco romana sia un evento raro. Fin dall’ antichità le statue furono fuse per ricavarne altre o per realizzare manufatti meno nobili, destino che ancor più ha avuto il suo corso nella fase tardo antica e medievale. Ecco quindi il motivo per cui quando si ritrovano statue in bronzo antiche la scoperta ha sempre grande rilevanza. Soprattutto se poi lo stato di conservazione è eccezionale, come è accaduto a San Casciano».

«Sono stati evocati i bronzi di Riace che, proprio in questi giorni – ha detto – hanno visto captare nuovamente l’attenzione scientifica per l’importante Convegno I Bronzi di Riace 50 anni di studi e ricerche, in corso al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria».

«Non è un caso – ha proseguito – che il ritrovamento archeologico abbia avvicinato le due scoperte, in quanto entrambe caratterizzate da esemplari della statuaria bronzea antica pressoché intatti. I due gruppi di bronzi sono accomunati da vicende, successive alla loro creazione e al loro uso, che hanno permesso, in circostanze molto diverse, di giungere fino si nostri giorni. Destino molto raro, come abbiamo detto, per la bronzistica antica e soprattutto per i bronzi di dimensioni consistenti. Il richiamo subito dopo la scoperta ai Bronzi di Riace va inteso in questo senso, null’altro a mio avviso. Statue accomunate dalla fortuna di essersi salvate dall’incuria del tempo e dall’avida mano dei fonditori».

«Al di là di questo – ha continuato – parliamo di due contesti culturali e cronologici estremamente diversi che non possono essere paragonati tra loro. La scoperta di San Casciano appartiene alla cultura etrusco- romana del II-I sec.a.C., i bronzi di Riace alla cultura ellenica della metà del V sec a. C.. Sono tra loro distanti nel tempo, cambiano le circostanze storiche ma anche lo stile artistico che aderisce a modelli e gusti differenti».

«Anche la committenza è diversa – ha concluso –. Così anche le dimensioni se vogliamo entrare nel dettaglio. Inoltre il contesto stratigrafico di giacitura dei reperti toscani appare intatto, al contrario della situazione e delle circostanze di ritrovamento dei bronzi di Riace». (rcs)

Il presidente Occhiuto: Calabria e Sicilia hanno bisogno anche di altre infrastrutture oltre che del Ponte

«Abbiamo spiegato al ministro Salvini che la Calabria e la Sicilia hanno bisogno anche di altre infrastrutture, oltre al Ponte sullo Stretto», ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3.

«Nella mia Regione, ad esempio – ha spiegato – abbiamo una strada definita ‘della morte’ e si tratta di un’arteria giudicata prioritaria dall’Europa – la Statale 106 Jonica – ma negli anni i vari governi non sono mai riusciti a realizzare gli investimenti necessari per la modernizzazione e la messa in sicurezza. Abbiamo grandi emergenze sul fronte idrico e anche su questo ho chiesto al ministro Salvini un supplemento d’attenzione».

Tornando sul Ponte, il governatore ha auspicato che i lavori «inizino nel 2023 e lo spera soprattutto il ministro Salvini. Io governo una Regione che ha al suo interno il primo porto d’Italia, quello di Gioia Tauro, per cui ho sotto gli occhi quanto importante sia diventato il Mediterraneo».

«Nei prossimi anni – ha spiegato ancora – compreremo l’energia dal Mediterraneo. I Paesi che si affacciano nel nostro mare cresceranno con incrementi del Prodotto interno lordo che saranno di grande utilità anche per le nostre imprese. E allora, se il Mediterraneo è così importante, un’infrastruttura come il Ponte sullo Stretto diventa strategica per dimostrare la volontà dell’Italia di fare della Calabria e delle Regioni del Sud l’hub del Paese e dell’Europa sul Mediterraneo».

Sul tema dei migranti, invece, Occhiuto ha spiegato che «la Rise Above è stata accolta in Calabria, a Reggio, perché la Ong ha operato con il concerto delle autorità competenti. Devo dire, però, che la mia Regione non ha accolto solo questa nave. Dall’inizio dell’anno in Calabria ci sono stati sbarchi che hanno dato ospitalità a 15mila immigrati».

«Ci sono nuove rotte dell’immigrazione che stanno riguardando la Calabria – ha continuato –. C’è un Comune bellissimo, Roccella Jonica, che è stato interessato da numerosi sbarchi. Però non facciamo polemiche sui migranti. La mia è una Regione abituata a subire l’emigrazione. Tanti calabresi nel corso degli anni sono emigrati in altri Paesi del mondo. La Calabria è una Regione accogliente, ma credo che questo sia un processo che vada governato. Quando emigravano gli italiani andavano in Paesi che governavano l’immigrazione. Oggi noi non riusciamo a farlo».

«Sarebbe utile – ha continuato – che ci facessimo sentire un po’ di più in Europa e che tutta la comunità politica fosse più unita. Trovo singolare che addirittura si festeggi quando l’Europa dice no al governo nazionale. Bisogna tifare per l’Italia a prescindere del colore politico dell’esecutivo. Se l’Europa si dimostra solidale se ne avvantaggia il Paese intero, non solo una parte politica».

Il presidente della Regione, poi, dicendosi felicissimo dell’importante scoperta dei 24 bronzi a San Casciano dei Bagni in Toscana, che tuttavia viene «dopo quella dei Bronzi di Riace, che rappresentano un primato assoluto e dovrebbero essere un attrattore culturale non soltanto per la mia Regione, ma per tutto il Paese».

« È un peccato che a distanza di 50 anni non lo siano ancora diventati», ha concluso. (rrm)

Al MArRC il convegno internazionale su Bronzi di Riace

Si intitola I Bronzi di Riace. 50 anni di studi e ricerche” il convegno internazionale in programma dal 10 al 12 novembre al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Si tratta di una tre giorni di presentazioni, approfondimenti, nuovi rilevamenti e proposte intorno ai due guerrieri di bronzo dei quali da luglio 2022 si celebra l’anno del ritrovamento, che vedrà protagonisti oltre 30 tra i massimi studiosi italiani e stranieri che, dal 16 agosto del 1972 ad oggi, si sono occupati dei Bronzi di Riace.

In quello che è stato definito l’anno della Calabria e della Magna Grecia – con spazi dedicati sui media di tutto il mondo, ma anche al Metropolitan Museum di New York e alla Festa del Cinema di Roma – le celebrazioni del 50° Anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace promosse dalla Regione Calabria continuano con un convegno d’eccezione a cura del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Calabria.

L’archeologia subacquea incontra così l’arte antica, il restauro e la valorizzazione del territorio con quattro sezioni dedicate di approfondimento che vedranno alternarsi al tavolo grandi studiosi, archeologi, e non solo, italiani e stranieri.

I Bronzi di Riace non rappresentano solo due statue, ma un intero ecosistema culturale, quello della Magna Grecia, quello del cuore del Mediterraneo. Nei tre giorni di incontri si svilupperanno diversi temi.

Nella sezione archeologia subacquea il convegno sono presentate le campagne di ricerca che hanno interessato l’area del ritrovamento dei Bronzi fino al 29 ottobre 2022. Tra gli appuntamenti, i diretti protagonisti delle indagini di ricerca archeologica sui fondali antistanti Riace Marina presentano al pubblico i risultati delle attività di ricerca con focus su uno scavo archeologico “inverso”, a partire dal giorno di rinvenimento fino alla più recente campagna di indagine condotta dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Calabria con il proprio funzionario archeologo subacqueo d’intesa con i reparti di specialità dell’Arma dei Carabinieri – Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, Centro addestramento Carabinieri subacquei di Genova e Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza.

La sezione Storia dell’Arte Antica del convegno propone gli studi che fin dalla scoperta sono stati elaborati e che non accennano a pause, testimonianza dell’importanza del rinvenimento delle due statue nel mare di Riace e della loro attualità. I Bronzi di Riace: 50 anni di studi e ricerche presenta gli ultimi risultati, tra i quali l’importante contributo di recentissime ricerche in Grecia con l’individuazione dell’area dove vennero fuse le due statue. Una nuova serie di studi rivela anche l’importanza della ricostruzione delle rotte mediterranee nell’antichità, supportate da sempre più numerosi rinvenimenti di relitti con relativo carico. Due relazioni affronteranno questa problematica giungendo a conclusioni importanti per l’archeologia subacquea. 

Per la sezione del restauro il convegno internazionale pone a confronto studi interdisciplinari per la prevenzione e protezione dei Bronzi di Riace. La storia dei Bronzi di Riace non termina con la loro scoperta e recupero: la conservazione delle due statue costituisce di fatto una serie di capitoli che si aggiungono a quanto già finora detto e illustrato. Le relazioni del Convegno aprono nuovi scenari, dove si percorrono strade nuove circa la manutenzione ordinaria e straordinaria dei due capolavori, sottoposti a impatti nuovi e continui da affrontare in tempi rapidi e con cognizione di causa. In questo senso, i Bronzi di Riace diventano di fatto dei veri apripista per nuove tecniche e metodi di restauro per quanto il Mediterraneo ha conservato nei suoi fondali, oggi interessati da inquinamenti che danno vita a nuove sfide anche per l’archeologia subacquea.

La quarta sezione insiste sulle nuove vie della valorizzazione. Nell’ultimo quarto del XX secolo il mondo è radicalmente cambiato con l’affermazione di internet e di nuove tecniche di comunicazione. La globalizzazione ha trasformato il modo di percepire la realtà, anche quella che fino a pochi anni fa era rappresentata dai musei di archeologia. La trasformazione in atto riguarda anche i Bronzi di Riace e tutta l’archeologia subacquea del Mediterraneo: dalle tecniche antisismiche per la conservazione dei reperti alle luci, dalla temperatura al grado di umidità determinato dal numero di visitatori presenti. Nuova e determinante importanza viene inoltre conferita all’ambiente che ha custodito nel tempo i siti archeologici sommersi: l’acqua del Mediterraneo, che diventa co-protagonista insieme ai Bronzi di Riace. (rrc)

DA PAESTUM LA METROCITY RC CANDIDA
«I BRONZI DI RIACE PATRIMONIO UNESCO»

di ANTONIETTA MARIA STRATI – «Candidiamo i Bronzi come Patrimonio Unesco e la Locride Capitale della cultura 2025». È il messaggio che la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha voluto ribadire alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, chiusosi nei giorni scorsi.

Un messaggio forte e chiaro, quello lanciato dalla Metrocity, che indica la forte volontà di rilanciare e valorizzare ancora di più due eccellenze del territorio reggino, celebrate in ogni parte del mondo. Un memorandum che arriva a pochi giorni dalla presentazione della candidatura a Roma di Locride Capitale Italiana della Cultura 2025, che sta raccogliendo sempre di più sostegno e consensi.

«Il vero obiettivo di “Locride Capitale Italiana della cultura 2025” – ha scritto Aristide Bava – non è quello di vincere la “sfida” con le altre 15 località  candidate all’ambito titolo ma è anche, e soprattutto, una tappa di un progetto di innovazione sociale e culturale che vuole fare partire dalla Locride il cambiamento della Regione».

«Un progetto certamente ambizioso – ha continuato Bava – che si sviluppa su un piano triennale attraverso il quale il Gal terre Locridee, Officina delle idee e la Città Metropolitana con il coinvolgimento generalizzato delle associazioni e delle varie comunità punta non solo a riscattare una fama negativa che la Locride si porta appresso da troppo tempo  ma che punta decisamente  a dare al territorio un’idea di crescita sostenibile e proporre prospettive diverse e innovative per un futuro che intende poggiare le sue fondamenta sulla legalità, sulle bellezze culturali, sull’innovazione sociale con nuovi modelli operativi capaci di costruire, nei prossimi tre anni, e quindi realizzare per il 2025, un modello integrato di sviluppo che possa diventare dì esempio all’intera Calabria e al nostro Paese».

«Abbiano fatto un patto d’onore con il territorio – ha detto – e la Cultura è una leva molto importante per il suo riscatto sociale. Abbiamo intenzione di lanciare un forte messaggio a livello nazionale e siamo convinti che possa essere recepito. La competizione con le altre località è certamente importante ma non è il fine ultimo della nostra iniziativa perché la cultura è alleanza e non competizione», ha dichiarato Antonio Blandi.

Ma protagonista di questa manifestazione non è solo la Locride. Quest’anno Reggio e la Calabria hanno festeggiato un anniversario importante: i 50 anni del ritrovamento del Bronzi di Riace. Una ricorrenza che è stata celebrata a livello nazionale, e che ha portato “virtualmente” i Bronzi anche a Roma, rendendoli protagonisti della Festa del Cinema di Roma.

E la candidatura dei Bronzi a patrimonio Unesco arriva proprio in occasione di questo anniversario. Una decisione assunta a giugno dalla Città Metropolitana che ha istituito un Comitato apposito, composto dalla Metrocity e Comune di Reggio.

«Questa candidatura  – ha spiegato il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio – rientra nella logica più ampia che vede collaborare diverse istituzioni così com’è stato per la promozione della Locride quale capitale italiana della Cultura. Queste delibere non sono meri provvedimenti amministrativi, ma testimoniano l’impegno della Città Metropolitana nella cultura, nella promozione e nel marketing territoriale in una strategia di sviluppo complessiva dell’intera area metropolitana».

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è stata l’occasione, dunque, per ribadire due obiettivi che non possono essere mancati.

«Raccontiamo, oggi, l’anno delle celebrazioni, ma siamo solo all’inizio. Si parte dai Bronzi per far conoscere tutto il nostro territorio, che ha un patrimonio vasto e diversificato, ricco di bellezza – ha dichiarato Carmelo Versace, sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria –. Stiamo lavorando proprio in questa direzione investendo anche fuori dalla Calabria, come oggi a Paestum, per raggiungere e attirare nuovi visitatori. La cultura nella nostra area offre tantissime opportunità e la collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela del nostro patrimonio, ci sta consentendo di ottenere importanti risultati».

«Un percorso intenso – ha proseguito – quello alle nostre spalle, ma siamo comunque soltanto all’inizio, perché intendiamo andare avanti con convinzione e con slancio per promuovere i nostri territori, anche chiedendo al Ministero della Cultura maggiore attenzione e supporto per la valorizzazione di tutto ciò che di bello ha da offrire la nostra terra. Candidiamo la Locride a Capitale italiana della cultura 2025 e abbiamo aperto proprio a Locri le attività del programma per le celebrazioni dei Bronzi. Questo perché la Città metropolitana è l’insieme di 97 Comuni, tutti diversi e tutti straordinari. Abbiamo tanto da dire e tanto da raccontare. Continuiamo sulla nostra strada e lo facciamo ponendoci importanti obiettivi perché oggi più che mai siamo consapevoli delle nostre potenzialità. Abbiamo avviato un importante progetto di valorizzazione delle due statue e abbiamo attivato la piattaforma territoriale perché intendiamo candidare i Bronzi come patrimonio dell’umanità dell’Unesco».

«Il sistema cultura sicuramente va valorizzato al massimo – ha dichiarato Fabrizio Sudano, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia – perché è un punto di partenza fondamentale per le regioni del sud che hanno la cultura come priorità, anche se dobbiamo fare ancora molto. Dobbiamo riuscire ad andare avanti su questo filone perché le regioni del Mezzogiorno hanno, in questo ambito, una marcia in più e riuscire a valorizzare adeguatamente questo patrimonio è uno dei compiti fondamentali per le istituzioni».

«Gli enti territoriali locali – ha evidenziato – devono capire che si può ripartire da questo, perché per parlare di turismo si devono avere le idee chiare sulle proprie risorse, coinvolgendo i soggetti scientifici come le università. Queste sinergie istituzionali oggi stanno dando dei frutti importanti e quest’anno dedicato ai Bronzi è un anno di sperimentazione per tante iniziative e speriamo che possa essere utile anche in futuro, utilizzando anche nuove e moderne forme di comunicazione e promozione della cultura».

«L’esperienza delle celebrazioni dei bronzi è solo una delle tante esperienze che stiamo portando avanti in questi anni con tutte le forze attive del territorio. La direzione regionale musei della Calabria che rappresento lavora da anni con la città metropolitana di Reggio Calabria e con gli altri enti per promuovere il patrimonio archeologico territoriale. Noi abbiamo un grande rapporto con il museo archeologico nazionale che è la casa dei Bronzi e la storica collezione di questo museo è formata dai reperti provenienti da tutti i musei della Calabria, quindi rappresenta il simbolo del nostro immenso patrimonio straordinario. In realtà già raccogliamo i frutti di questa attività e infatti le presenze nei nostri musei in questi ultimi anni sono raddoppiate, triplicate in alcuni casi, segno che la strada intrapresa è quella giusta», ha sottolineato Elena Trunfio, Direttrice del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri e del Museo e Parco Archeologico Archeoderi di Bova Marina. (rrm)

 

REGGIO – Successo per l’incontro sulla “Storia ragionevole dei Bronzi di Riace”

Grande successo ha riscosso l’incontro sul tema Storia ragionevole dei Bronzi di Riace, svoltasi nei giorni scorsi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria su iniziativa dell’Associazione Amici del Museo.

Insieme al numeroso pubblico, che ha affollato la sala, erano presenti il Prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, il Questore Megale, il gen. Cintura, Comandante Provinciale della Guardia  di Finanza di Reggio Calabria, il Direttore della Direzione marittima e  Capitaneria di Porto,  c.v. Sciarrone,  il col. Guerini,  Comandante Provinciale  Carabinieri Reggio Calabria.

Dopo la presentazione dell’evento, fatta dalla cerimoniera dell’Associazione, Patrizia Lberale, che ha ricordato i due precedenti incontri tenutisi nella stessa sede, in cui si è parlato della‘falsa porta’ della tomba in stile egizio che il liberto ingenuo Quinto Fabio si costruì a Reggio nel II secolo dell’era cristiana, e l’altro evento nel quale si è avanzata l’ipotesi che la massiccia trabeazione esposta nelle sale del Museo dedicate a Reggio, possa essere parte del Portico fatto costruire dall’imperatore romano Valentiniano, prende la parola il pari-vicepresidente dell’Associazione Fulvio Rizzo.

Egli ricorda la sua presenza sulla spiaggia e nel mare di Riace, quando, nell’agosto 1972, il Nucleo Sommozzatori Carabinieri di Messina operò per riportare in superficie i “Bronzi”. All’epoca, egli era il responsabile del Gruppo Giovani dell’Associazione “Amici del Museo,” e con una macchina fotografica subacquea poté riprendere le fasi di emersione della statua A. Le foto che presenta sono veramente suggestive, e testimoniano anche le grosse difficoltà che i sommozzatori incontrarono nel portare a termine la delicata operazione, impegnandosi per quasi l’intera giornata.

Interviene, di seguito, il presidente Francesco Arillotta. Egli rileva che le due statue sono state ritrovate, coperte dalla sabbia, una accanto all’altra; il che esclude, ragionevolmente, che esse siano finite in quel posto per il naufragio violento della loro nave, ed ancor meno perché furono gettate fuoribordo onde alleggerire il carico. 

Quindi, si sofferma sul culto praticato a Riace ai Santi Cosma e Damiano, culto che presenta aspetti molto particolari. La tradizione parla di un rinvenimento di due statue sulla spiaggia di Riace, interpretate, appunto, come immagine di quei Santi, collocate in una apposita chiesetta, ma ma poi scomparse misteriosamente. Il culto si estrinseca, ancora oggi, in occasioni particolari, portando i simulacri moderni dei due Santi fino al mare, dove essi vengono ripetutamente immersi. Lo stesso specchio di mare nel quale Mariottini ha trovato i due bronzi.

«Una coincidenza – ha commentato Arillotta – ragionevolmente  incredibile». Il fatto, infine, che la tradizione locale riferisca che i Riaccesi trovarono quelle due statue sulla spiaggia, secondo Arillotta, potrebbe significare che la nave che le aveva a bordo, molto probabilmente una oneraria romana, navigando come era uso in antico, tenendosi sotto costa, potrebbe essere affondata per l’urto contro uno scoglio sommerso, ma, rimasta a pelo d’acqua, sarebbe stata coperta da un successivo insabbiamento, fenomeno molto comune sulla costa ionica reggina.

Insabbiamento che, nei suoi movimenti continui, in un certo momento avrebbe lasciata scoperta la tolta, mettendo in evidenza le due statue che vi erano state sistemate. Da qui, Arillotta avanza l’ipotesi che la nave possa essere ancora sul posto, celata dalla sabbia, ma facilmente rilevabile con gli strumenti tecnici oggi disponibili. Egli conclude suggerendo che una ricerca in tale direzione varrebbe la pena fare, perché, in caso positivo, il ritrovamento potrebbe portare alla realizzazione, in Riace, di un apposito museo, in cui esporre quanto la stiva della nave restituirebbe. Vedi la nave oneraria di età augustea ritrovata nel 1981 nei fondali sabbiosi di Comacchio, che fu definita “la Pompei del mare”. (rrc)